Rinnovata la fiducia ai consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini nella terza semestrale del M5S Forlì

I simpatizzanti del Movimento 5 stelle di Forlì, sabato pomeriggio, in una sala del Foro Boario gremita, hanno rinnovato la fiducia ai consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini. Per la terza volta dall’inizio del mandato, la “base” ha democraticamente approvato l’operato degli eletti in Municipio. Un’occasione di confronto e una vera e propria valutazione dell’applicazione del programma che nessun’altra forza politica ha il coraggio di sperimentare. Sono intervenuti anche il senatore Nicola Morra, vicepresidente della Commissione permanente Affari Costituzionali, la deputata Giulia Sarti ed i consiglieri regionali Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani. Ha portato un breve saluto Riccardo Bevilacqua, anche a nome degli altri due organizer del Meetup 5 Stelle di Forlì: Annamaria De Bellis ed Eros Brunelli. E’ stata un occasione – arricchita da foto, tabelle e video proiettate su maxi schermo – per conoscere dalla viva voce dei protagonisti i retroscena degli episodi che hanno tenuto banco nei mass media negli ultimi giorni: la battaglia contro gli inceneritori Hera e Mengozzi e in favore del riciclo e del compostaggio, lo scoop del parcheggio abusivo della vicesindaco di Forlì Veronica Zanetti in uno stallo per disabili, il boom della petizione sicurezza del M5S con la raccolta firme che ha raggiunto la soglia delle 1.500 in pochi mesi, lo scandalo delle spese legali extrabilancio del Comune di Forlì, la nuova grana delle irregolarità del bilancio 2013 del Comune che – come ha indicato la Corte dei Conti – presentava un avanzo di amministrazione di più di 5 milioni di euro del tutto fittizio, la denuncia dei privilegi della “casta” con i vari benefit a cui i pentastellati hanno rinunciato (la tessera annuale per l’ingresso gratuito in fiera, il pass per l’accesso ed parcheggio in centro storico, ecc). La deputata Giulia Sarti ha raccontato i retroscena delle vicende parlamentari più scottanti come il decreto “salva banche”, la richiesta delle dimissioni del ministro Boschi, la nuova legge sul conflitto di interesse, l’appoggio politico dell’ex Forza Italia al premier Renzi; mentre il senatore Nicola Morra ha parlato di alcune notizie di cronaca che hanno generato fermento nell’opinione pubblica, come per esempio la riforma costituzionale, il referendum sul “no alle trivelle” e la legge sulle unioni civili, raccontando il ruolo del presidente Grasso, la contrarietà in aula a prassi antidemocratiche come il cosiddetto “canguro” e stigmatizzando l’ipocrisia del Pd che vuole sempre salvarsi con questioni procedurali a fronte di divisioni interne palesi, senza dimenticare di citare e spiegare l’intervento in aula di Alberto Airola nello sbugiardare tutte le strumentalizzazioni fatte da partiti di governo e da alcuni media sul ddl Cirinnà.

 

Il Comune ci nega gli atti relativi al caso La Forgia! Oggi prima udienza del ricorso presentato dal Dirigente contro il Comune

“Sulla vicenda relativa alle spese legali extrabilancio ed al rapporto fra il dirigente La Forgia ed il Comune di Forlì non molliamo la presa! Lo dobbiamo innanzitutto ai cittadini ed alla collettività su cui ricadono i danni della gestione amministrativa da noi messa più volte sotto accusa in sede pubblica, politica e sugli organi di informazione”: queste le parole di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, che alla guida di una piccola delegazione “pentastellata” hanno seguito dall’esterno, nei corridoi del Tribunale di Forlì, gli sviluppi della prima udienza processuale innanzi al giudice della sezione Lavoro, sul ricorso presentato dallo stesso Alessandro La Forgia contro i provvedimenti adottati dall’Amministrazione Comunale nei suoi confronti: gli è stata tolta la delega di responsabile dell’Ufficio Legale e del ruolo di Vice Segretario comunale con contestuale partenza di una segnalazione alla Corte dei Conti.
“Per noi rimane un mistero il perchè al La Forgia, non laureato in giurisprudenza e non iscritto all’albo degli avvocati, sia stato attribuito il ruolo di responsabile dell’Ufficio Legale. Una scelta, in capo al Sindaco, che abbiamo sempre reputato inappropriata se non addirittura irregolare”, dichiarano Vergini e Benini che aggiungono: “Il Comune di Forlì ci ha incredibilmente negato anche di visionare il ricorso presentato dal Dirigente La Forgia contro la stessa amministrazione, motivando il diniego con il fatto che il ricorso non rientra negli atti collegati al diritto di accesso dei consiglieri perché trattasi di documento relativo ad un processo in corso. Noi contestiamo con fermezza questa interpretazione faziosa e limitante della trasparenza e del diritto di accesso agli atti dei consiglieri, comunicataci, oltretutto, dopo un paio di settimane di nostre insistenze ed inspiegabili rinvii. Il ricorso di La Forgia è fra l’altro strettamente connesso alla gestione politica ed economica del comune che si trova fino al 2017 in carenza di fondi per fronteggiare emergenze (tipo il recente “nevone”), in quanto deve saldare debiti milionari contratti nell’arco di un ventennio da un proprio dipendente ma mai imputati a bilancio; i forlivesi hanno il diritto di conoscere i nomi di chi ha depauperato le riserve predisposte per tali evenienze.””.
Il Movimento 5 Stelle di Forlì annuncia che presenterà ricorso contro questo diniego al Difensore Civico regionale. Un’iniziativa che ha visto un precedente favorevole ai pentastellati: il M5S ha già vinto, pochi mesi fa, un ricorso presso la medesima autorità in relazione al diritto di accesso al sistema del protocollo informatico comunale che l’amministrazione non voleva concedere ai consiglieri comunali. “Siamo nuovamente costretti a ricorrere al Difensore Civico poiché questa amministrazione, probabilmente abituata a decenni di opposizione inesistente e succube della maggioranza, è restia ad applicare i più elementari concetti di trasparenza e di diritto all’accesso atti da parte dei consiglieri comunali. Il nostro mandato elettorale ci consente e, anzi, ci impone di verificare per quale motivo La Forgia abbia deciso di presentare ricorso contro il Comune e con quali motivazioni. E’ nostra intenzione capire se nel ricorso presentato dal dirigente siano presenti riferimenti alle decisioni assunte ed al rapporto intercorso fra lo stesso dirigente ed i precedenti Sindaci, nonché all’attuale primo cittadino di Forlì con il quale, evidentemente, non intercorre più un rapporto di reciproca fiducia”. La presenza della delegazione del Movimento 5 stelle di Forlì in tribunale in occasione dell’udienza della causa di lavoro fra La Forgia e il Comune di Forlì anticipa la mobilitazione già annunciata per la riunione di giovedì 3 dicembre (ore 14:30 nella sala del consiglio) in occasione della commissione consiliare pubblica dove si presenteranno i risultati del gruppo di indagine interna sul caso delle spese legali. Ne seguirà un atto di delibera la cui approvazione sarà successivamente votata nella seduta del consiglio comunale di lunedì 14 dicembre. “Invitiamo tutti i cittadini a partecipare sia alla commissione che al consiglio, perché non si perda memoria di uno scandalo: un debito fuori bilancio di 1 milione e 429mila euro collegato alle spese legali sostenute negli incarichi affidati ad avvocati esterni: 158 cause di vario genere assegnate a 10 avvocati. Oltre un centinaio di queste affidate ad un solo legale: l’avvocato Mario Di Giovanni dello studio di Roberto Pinza, presidente della Fondazione Carisp. Sono tante le questioni che devono essere chiarite e noi non molliamo la presa”: promettono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

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Adesso La Forgia vuole essere risarcito dal Comune per danno di immagine! Se qualcuno l’ha costretto ad assumersi la colpa allora faccia i nomi!

Il dirigente del Comune di Forlì Alessandro La Forgia, sollevato dall’incarico di responsabile dell’ufficio legale dal 1° agosto scorso in seguito ai noti fatti che lo hanno visto protagonista della mancata ricognizione annuale sugli incarichi legali che hanno generato spese fuori bilancio per quasi 1,5 milioni di euro, ha fatto causa chiedendo il reintegro nelle piene funzioni, oltre ad una somma corrispondente a ben 15 mensilità come risarcimento per i danni arrecati alla sua immagine! Daniele Vergini e Simone Benini, i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì che hanno fatto esplodere il caso, accusano: “Stendiamo un velo pietoso sulle richieste di La Forgia, che parla di danno di immagine professionale e chiede come compensazione dal comune 15 mensilità (più di 50.000 euro, se i conti sono corretti). Quando è stato lui stesso, nella seduta del 28 luglio del consiglio comunale, ad ammettere specifiche responsabilità assumendosene le colpe. Questo dietro front ci lascia perplessi e dobbiamo invitarlo, se ha cambiato idea, a motivare le sue precedenti dichiarazioni e ad ammettere, magari, se vi sia stata o meno un’ingerenza politica, qualcuno che lo abbia invitato ad assumersi ogni responsabilità, sollevando altri dalle vere colpe. Faccia i nomi, se c’è stata questa indebita ingerenza. Perchè a nostro parere è francamente inimmaginabile che un dirigente abbia impegnato a bilancio per oltre 20 anni solo gli acconti delle cause legali senza che alcun amministratore abbia vigilato e lo abbia chiamato a rispondere in prima persona della sua condotta irregolare”.
Daniele Vergini e Simone Benini ricordano di aver finalmente avuto il decreto di nomina dell’avvocato incaricato di difendere il Comune dal ricorso di La Forgia solo dopo lunghi tentativi e varie richieste disattese nell’arco di quasi due settimane: “Non ci venivano fatti visionare i fascicoli con la scusa che i funzionari dei vari uffici erano occupati in attività più urgenti, ma francamente non si capisce perchè se il fascicolo esisteva non lo si potesse visionare, anche solo per pochi minuti”. Ne segue un’accusa, l’ennesima, da parte del Movimento 5 stelle di Forlì di mancata “trasparenza”.
Nel merito della vicenda La Forgia, Daniele Vergini e Simone Benini, aggiungono: “La Giunta comunale ci ha risposto che intende resistere e non vuole conciliare, speriamo che questo proposito sia comprovato dai fatti, e chiediamo ufficialmente che il legale incaricato informi tempestivamente l’Amministrazione sull’evolversi del processo dopo ogni udienza o provvedimento adottato dal giudice. Chiederemo di visionare tutti questi resoconti giudiziari e seguiremo con molta attenzione l’evolversi della vicenda; anticipiamo già che se La Forgia dovesse essere reintegrato sarebbe una colossale beffa per l’intera cittadinanza di Forlì”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle

 

La trasparenza del PD: consiglio in “sessione segreta” per rispondere alla nostra interrogazione sul caso Ruffilli

“Il presidente del consiglio comunale di Forlì, Paolo Ragazzini (Pd), ha comunicato che la risposta alla nostra interrogazione sulle sue dichiarazioni contenute nel libro di Alessandro Ruffilli “Ordinaria Corruzione” sarà data a porte chiuse, in sessione segreta. E’ la prima volta che questo accade a nostra memoria e riteniamo si tratti di una scelta politica spropositata, incongrua (soprattutto se avvallata da chi, come la giunta Drei, ricorre troppo facilmente alla parola trasparenza) ed anche torbida e opaca, visto che in aula ci dovremmo accertare dello stato dell’arte della “commissione interna d’indagine” che la Vice Sindaco Veronica Zanetti aveva promesso sulla vicenda.”
A lanciare l’accusa sono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.
“Il libro “Ordinaria Corruzione”, scritto da Alessandro Ruffilli funzionario del Comune di Forlì, descrive, relativamente all’ormai nota vicenda del ristorante WOK Principe, il tentativo di corruzione da lui subito e contestualmente denunciato all’autorità. Le vicende descritte all’interno del libro, pur essendo inevitabilmente frutto di un unico punto di vista, si sono rivelate per noi sconcertanti, descrivendo in modo dettagliato sia numerose pressioni indebite da parte dell’allora Assessore Maria Maltoni, che ritorsioni e mobbing da parte di alcuni dirigenti (in particolare l’ex Direttore Generale Maurizio Caristia), subite dal funzionario… abbiamo quindi ritenuto di interrogare il Sindaco in merito.”: spiegano i due esponenti pentastellati.
Nel frattempo il libro di Ruffilli ha visto uno straordinario successo di critica: l’opera è stata premiata il 20 agosto con il terzo posto al concorso letterario internazionale “Filippo Maria Tripolone” organizzato dall’associazione “La Lanterna Bianca” di Motta Camastra (ME); il 3 Ottobre ad Asti ha ottenuto il quarto posto in uno dei più importanti concorsi letterari nazionali, precisamente il “Concorso Nazionale di poesia e narrativa Vittorio Alfieri”; il 18 Ottobre 2015 ha ricevuto un premio speciale: il “Premio alla Trasparenza Burocratica” dal presidente del “Cenacolo Artistico Letterario Val di Magra – R. Micheloni”, sulla base del giudizio della Giuria del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa Cinque Terre Golfo dei Poeti – “Sirio Guerieri”; lo stesso Ruffilli è stato poi invitato come finalista, alla premiazione della III Edizione del Premio Letterario Nazionale e Internazionale “Vinceremo Le Malattie Gravi” organizzato dall’associazione culturale “Universum Della Verità e Dignità”.
“Sarebbe quantomeno auspicabile che il Comune, visto il successo dell’opera, riconoscesse attraverso l’assessore alla cultura il successo letterario di quest’opera trattandosi pur sempre di un autore ed un tema forlivesi… Mentre invece è necessario fare chiarezza sul perchè invece alcune persone aventi un ruolo importante e contrapposto a Ruffilli nella vicenda descritta nel libro hanno ricevuto promozioni: ad esempio Giulianini è stato promosso vicecomandante amministrativo della PM, Vicchi è stato trasferito alla Centrale Operativa della PM, e Canestrini ha ricevuto l’importante incarico di direzione dell’Ufficio SUAP dell’Unione, contrariamente a quanto invece successo al funzionario del Comune Alessandro Ruffilli, reintegrato nel suo ufficio solo dopo aver vinto una dura battaglia processuale. Come dire: chi fa rispettare la legge viene vessato, ed alla fine si favoriscono sempre i soliti…”: ricordano Simone Benini e Daniele Vergini .
“Ci opporremo con tutte le nostre forze alla formula del consiglio in seduta segreta e in aula chiederemo il voto del consiglio, il PD si è già espresso e certamente voterà a favore della trattazione a porte chiuse, ma noi ci opporremo e faremo presente la nostra interpretazione del regolamento: è semplicemente ridicolo mettere in sessione segreta la risposta ad una interrogazione di rilevanza assolutamente pubblica, a meno che, come pare, la tematica non sia ritenuta politicamente sensibile e “spinosa” proprio per alcuni componenti della maggioranza del Pd”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Zaccarelli incompatibile, esposto all’ANAC

Sulla nomina ad assessore all’ambiente del Comune di Forlì dell’attuale sindaco di Bertinoro, Nevio Zaccarelli, il Movimento 5 Stelle di Forlì presenterà un esposto all’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione chiamata a vigilare in materia di vigilanza dei contratti pubblici, attuazione della trasparenza in tutti gli aspetti gestionali e degli incarichi di ogni settore della pubblica amministrazione.
“Riteniamo che questa nomina ricada fra i casi di inconferibilità ed di incompatibilità di ruolo, il sindaco Drei ne dovrà rispondere. Ma prima di attivarci in ogni sede per impugnare questa scelta chiediamo all’amministrazione Comunale, che ad ogni piè sospinto si dice “trasparente” salvo dimostrare ad ogni occasione il contrario, il decreto di nomina dell’assessore che, clamorosamente, a tuttoggi, nonostante numerosi solleciti, non ci è stato ancora consegnato!”: commentano Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.
Zaccarelli svolge attualmente quattro funzioni: sindaco di Bertinoro, assessore all’Ambiente del Comune di Forlì, consigliere delegato della Protezione Civile della Provincia di Forlì-Cesena e componente della Giunta dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. S’è detto pronto a dimettersi da consigliere provinciale e dall’Unione, tenendosi soltanto l’indennità di sindaco.
“Ma esistono norme e leggi (nella fattispecie il decreto legislativo dell’8 aprile 2013, n. 39) che prevede l’inconferibilità di incarichi di amministratore di ente pubblico a chi faccia parte della Giunta di forme associative fra comuni (l’Unione), o del Consiglio di enti Provinciali della stessa regione, quindi a differenza di quanto è stato annunciato l’assegnazione di questo incarico è illegittima, è l’eventuale atto di nomina (se esiste) è nullo! E a nulla vale la promessa di Zaccarelli di rinunciare agli incarichi, perchè la legge per sbloccare un’ eventuale nuova nomina prescrive il non essere stato componente di Unione e Provincia nell’anno precedente. Tutto questo dimostra, oltre alla volontà di creare una grande anomalia politica (una giunta con due sindaci e una concentrazione di poteri senza precedenti), anche una palese incompetenza amministrativa, segno che le cose sono state fatte in fretta e male dalla giunta Drei. Fretta e improvvisazione che ravvisiamo anche nel continuo ripetere come un mantra di Zaccarelli che è tutto regolare ben sapendo che sul caso penderà un giudizio”: commentano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.
L’Autorità Nazionale Anticorruzione che sarà chiamata ad accertare l’eventuale inconferibilità e incompatibilità potrà eventualmente anche sanzionare colui che ha conferito l’incarico, cioè il sindaco Drei.

 

Nuovo assessore all’ambiente del Comune di Forlì: nomina inopportuna e illegittima

Il sindaco di Forlì Davide Drei avrebbe individuato nel sindaco di Bertinoro Nevio Zaccarelli il sostituto di Alberto Bellini all’assessorato comunale all’Ambiente. “Una soluzione che contestiamo per almeno due buoni motivi. La prima ragione è politica, nella figura di Zaccarelli si concentrano troppi poteri: allo stesso tempo rivestirà il ruolo di sindaco di Bertinoro, assessore all’Ambiente del Comune di Forlì, consigliere delegato della Protezione Civile della Provincia di Forlì-Cesena e componente della giunta dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. La seconda ragione che muove le nostre perplessità è tutta tecnica: esistono norme e leggi (nella fattispecie il decreto legislativo dell’8 aprile 2013, n. 39) che prevede l’inconferibilità di incarichi di amministratore di ente  pubblico a chi fa parte anche della giunta di forme associative fra comuni (l’Unione) nella stessa regione, quindi a differenza di quanto è stato annunciato l’assegnazione di questo incarico è illegittima!”: scrivono in una nota Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali di Forlì del Movimento 5 stelle. “Il nostro rilievo non è personale, e, senza nulla togliere alla statura umana e politica di Zaccarelli, riteniamo quantomeno inopportuna questa nomina. Visti i numerosi incarichi che sarebbe chiamato a rivestire presso diversi enti come potrebbe trovare il tempo necessario ad assolvere al meglio tutte le funzioni? Non pensiamo che i cittadini di Bertinoro apprezzeranno il fatto di avere un sindaco “part time”!
Infine chiediamo al sindaco: davvero la città di Forlì, di 120 mila abitanti, non è in grado di esprimere un’altra personalità tecnica o politica capace di sostituire nel delicatissimo ruolo di assessore all’ambiente l’ormai dimesso Alberto Bellini?”: concludono anche con un po’ di ironia i consiglieri comunali di Forlì del Movimento 5 stelle Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Sulla nostra uscita dal Consiglio Comunale

A causa di un’incontrollata fuga di commenti di alcuni consiglieri comunali è trapelata nella cronaca dei giornali una ricostruzione della scelta di tutti i partiti e movimenti dell’opposizione di abbandonare i lavori dell’ultima seduta del consiglio comunale a causa di un mancato invito all’inaugurazione di Eataly dedicata alle autorità. Comprendiamo che alcuni consiglieri si possano essere offesi per questa “scortesia istituzionale” e bene hanno fatto i giornalisti a rilevarla. Ma come consiglieri del Movimento 5 stelle possiamo rassicurare l’opinione pubblica che al M5S non importa affatto nulla di questo particolare marginale! Noi siamo usciti dall’aula per il comportamento autoritario e non rispettoso del regolamento con il quale l’amministrazione e la maggioranza del Pd trattano l’opposizione”: è il commento di Daniele Vergini e Simone Benini affidato ad un comunicato stampa. “Abbiamo abbandonato l’aula unicamente perchè è necessario rimarcare i comportamenti gravi ed antidemocratici ripetuti dall’avvio del mandato ad oggi, comporamenti censurabili che sono stati prontamente segnalati alla Prefettura tramite vari esposti. E al riguardo ricordo che nei giorni scorsi il presidente del consiglio comunale Ragazzini è stato convocato in Prefettura. Macroscopico esempio è quando, durante il consiglio comunale del 17 febbraio, ci è stata tolta illegittimamente la parola mentre avevamo tutto il diritto di spiegare le motivazioni politiche del perchè Daniele Avolio, dopo Fabio Corvini, era passato al gruppo misto. A causa delle continue interruzioni del presidente del consiglio comunale Ragazzini, con censura finale, ci è stato impedito di parlare. E questo è inaccettabile e non potremo tollerarlo più”: aggiungono gli esponenti del M5S di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini. “Le vere ragioni della nostra uscita dall’aula martedì scorso erano state comunicate in una conferenza stampa convocata subito dopo l’uscita dalla sala e spiace che abbia prevalso nelle cronache soltanto la questione del mancato invito al vernissage di Eataly… figurarsi se noi, che da sempre combattiamo la mala politica e le vecchie abitudini della “prima repubblica”, potevamo giustificare una scelta politica anche molto drastica con un semplice mancato invito a pranzo! Detto questo, rinnoviamo il nostro impegno come opposizione ad esercitare il nostro legittimo diritto/dovere di controllo sull’operato della maggioranza, sul rispetto delle regole e della trasparenza! Il M5S non si piega ed è qui per stargli col fiato sul collo fino alla scadenza del mandato… Questa maggioranza se ne faccia una ragione”: concludono Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Replica a Raffaella Pirini

Il gruppo consiliare del M5S Forlì smentisce con una nota scritta le affermazioni di Raffaella Pirini apparse sul Resto del Carlino del 4 dicembre 2014 dove dichiara di aver “cercato un dialogo con il Movimento 5 stelle durante la formazione del gruppo consiliare”. “In realtà – si legge in un comunicato stampa dei ‘pentastellati’ – nessun contatto è mai avvenuto. E diffidiamo Raffaella Pirini a continuare a sostenere circostanze non vere, come già era accaduto nel corso della campagna elettorale alle Comunali. Un conto è la libertà di critica che rispettiamo, altro è diffondere notizie destituite di ogni fondamento, e questo non soltanto è non ammissibile, ma anche sanzionabile!”.

Il gruppo consiliare del M5S Forlì aggiunge che: “è sempre disponibile ad ascoltare le istanze dei cittadini ed a portare avanti battaglie comuni con altri movimenti e associazioni come quella contro l’inceneritore assieme a tutti i cittadini che vorranno partecipare. Anche con chi ha impostato una campagna elettorale sulla denigrazione del M5S e della persona di Beppe Grillo.”.

“Le nostre assemblee sono aperte a tutti. E le scelte vengono adottate e votate nella massima libertà e secondo i principi democratici del voto a maggioranza, altro che setta… come ha insinuato ancora una volta dicendo il falso, Raffaella Pirini”.

Il comunicato del gruppo consiliare del M5S Forlì si conclude con l’invito a tutti i comitati civici locali ed ai gruppi di cittadini – compresa DestinAzione – che si costituiscono secondo obiettivi utili a cambiare e migliorare la nostra società, a partecipare alle assemblee del MoVimento 5 stelle, condividere le varie attività ed intraprendere eventuali iniziative comuni a beneficio di tutti: “siamo inclusivi e non settari, a differenza di altri movimenti che ruotano unicamente attorno ad un unico capo (o capa) che tutto disfa e tutto fa”.

 

Bocciata la mozione 5 Stelle per il sorteggio degli scrutatori! I partiti “continueranno a nominare i soliti”!

Proposta di civiltà e trasparenza del M5S respinta da PD e centrodestra uniti, in totale spregio alla trasparenza, democrazia ed azioni di sostegno ai cittadini in difficoltà.

Fino al 2005, come alcuni ricorderanno, la scelta degli scrutatori avveniva per sorteggio; in quello stesso anno, in cui il Porcellum di Calderoli iniziò a nominare i candidati al Parlamento, si è anche modificata la legge sugli scrutatori, assegnando ai partiti la facoltà di nominarli direttamente.

Il Movimento 5 Stelle Forlì si dissocia da questa pratica clientelare che, permettendo di nominare potenzialmente “chi si vuole”, per garantirsi la simpatia di chi conta le schede, si presta a premiare con qualche euro militanti ed amici… Questo a pensar male e sicuramente non sarà così… ma come ci ha insegnato Paolo Borsellino non basta essere onesti, bisogna anche apparire onesti! La possibilità di fare lo scrutatore dovrebbe essere concessa a qualunque cittadino si iscriva liberamente all’albo degli scrutatori, non solo ai “raccomandati” dei partiti!

Con un’apposita mozione abbiamo quindi chiesto di ripristinare il sorteggio già dalle imminenti regionali, dando inoltre priorità a chi più ne avrebbe bisogno: disoccupati e persone con un reddito sotto la soglia di povertà. Niente di strano, visto che sono già diversi i Comuni ad amministrazione PD che hanno scelto questa strada, compresa la vicina Cesena…

Depositata il 29 agosto, la nostra mozione è stata continuamente rinviata fino ad oggi, ultimo giorno utile per votarla prima dell’inizio della campagna elettorale; dopo varie richieste di ritirarla pervenuteci da più parti, il risultato della votazione, come del resto prevedibile, è stato purtroppo di soli 3 voti a favore (i nostri) e di tutto il resto del Consiglio comunale, senza nessuna eccezione, contro…

Le scuse ed i tentativi di arrampicarsi sugli specchi sono stati innumerevoli… si va dal “servono persone preparate per fare lo scrutatore” a “noi abbiamo sempre applicato la priorità alle persone bisognose”, fino al “ma siete matti? vi state fregando con le vostre mani”… purtroppo quello che questi politici non hanno capito è che per il M5S l’esempio personale e la coerenza sono aspetti fondamentali e non sacrificabili anche a scapito della convenienza politica… Proprio per questo motivo e nell’ottica di applicare sempre prima a noi stessi le cose che proponiamo, procederemo comunque al sorteggio della parte di scrutatori che ci competono.

Invitiamo tutti i cittadini interessati ad essere presenti mercoledì 29 ottobre, dalle ore 8:30, presso l’ufficio elettorale/anagrafe in piazzetta della Misura per verificare la regolarità delle operazioni… di nomina da parte dei partiti e di estrazione a sorte da parte del M5S

MoVimento 5 Stelle Forlì

DV-mozione-sorteggioscrutatori-1Articoli precedenti:
No alla “lottizzazione” degli scrutatori, si torni a sorteggiare! Atto presentato!
No alla “lottizzazione” degli scrutatori, si torni a sorteggiare!

 

ANCI Regionale: i consiglieri del M5S denunciano scarsa democrazia nelle nomine

Piccoli comuni, Unioni di comuni, Comunità montane, Consigli Comunali, Commissioni, Giunte, etc. Al variegato ed articolato mondo delle amministrazioni locali occorre aggiungere una galassia di ulteriori organismi con compiti talvolta nebulosi e complessi con modalità spesso oscure o non definite. I ruoli ed i fini di tali sovrapposizioni di strutture tra cui ricordiamo congressi assemblee coordinamenti, ecc.. sono appesantiti da regolamenti, statuti, procedure, prassi che separano la pubblica amministrazione dal semplice cittadino.

In Emilia Romagna esistono organismi come l’ANCI regionale che dichiarano di avere tra le finalità quella di “perseguire i propri scopi ispirandosi a valori di autonomia, indipendenza, rappresentatività; promuovendo e diffondendo la coscienza dei valori dell’autonomia, della sussidiarietà, del decentramento”. Purtroppo come spesso accade le “alte” finalità dichiarate si scontrano con la realtà fatta di compromessi, relazioni, scambi ed imperizie che rendono le azioni di questi enti profondamente non democratiche.

Un esempio di questo contrasto, l’abbiamo avuto il 14 ottobre, in cui è stata convocata l’assemblea dei consiglieri comunali di tutta la regione con tale ritardo che la partecipazione di un potenziale di 5000 eletti in tutta la regione si è concretizzata in poche decine di consiglieri che tra l’altro avevano il delicato compito di nominare il gruppo di coordinamento dei consiglieri comunali regionali che a sua volta avrebbe avuto il compito di nominare i rappresentanti all’interno del consiglio regionale.

Per l’ANCI la composizione dei 20 consiglieri avrebbe dovuto rispettare la percentuale dei sindaci (70% appartenenti al PD) conguagliata al 60% consiglieri PD e 40% altri partiti. Ai consiglieri del MoVimento 5 Stelle dell’Emilia Romagna questa ripartizione non è sembrata corretta in quanto non rispetta il voto degli elettori che non hanno assegnato al PD il 70% dei voti alle amministrative su base regionale.

Tralasciamo l’effettiva utilità di tali organismi per denunciare un percorso che, aggiungendosi alle inique modalità elettive delle città metropolitane, delle unioni dei comuni e del senato, allontana drammaticamente le volontà e il diritto di scelta dei cittadini.

Il M5S ha ritenuto di opporsi allo svolgimento di questa assemblea lottando nei luoghi deputati, per contrastare la scarsa partecipazione e l’assenza di un vero metodo democratico per l’elezione dei componenti degli organismi dell’ANCI regionale.

I Consiglieri Comunali della regione Emilia Romagna