Un nuovo caso di incarico conferito senza laurea, questa volta all’interno della Polizia Municipale! Nel frattempo l’Unione dei Comuni è allo sbando. M5S: “Forlì esca al più presto dall’Unione”

giulianini-gualtieri

Giulianini, Drei e Gualtieri

“Mentre il candidato premier 5 Stelle Luigi di Maio propone l’istituzione del Ministero della Meritocrazia, a Forlì succede l’esatto contrario e ci imbattiamo, dopo il caso Prati, in un ulteriore incarico conferito senza la laurea necessaria”, scrivono in una nota stampa Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Questa volta l’incarico è stato conferito da Giorgio Frassineti, presidente dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese che, per coprire la posizione vacante di Comandante della Polizia Municipale, con un peculiare decreto ha assegnato l’incarico ad interim contemporaneamente a due persone: i vicecomandanti Daniele Giulianini e Andrea Gualtieri, peccato che quest’ultimo non abbia però la laurea necessaria per ricoprire incarichi dirigenziali”, attaccano i pentastellati.

“Il ruolo di Comandante è vacante dallo scorso ottobre, a seguito del prevedibile pensionamento dell’ex comandante Alfredo Catenaro che è restato in carica meno di 9 mesi, situazione da noi prevista e più volte segnalata nel disinteresse dell’allora presidente Drei. Pare però che nulla sia cambiato da allora e si continui a navigare a vista, non si è voluto usufruire della collaborazione a titolo gratuito di Catenaro e non ci risulta sia stato nemmeno fatto alcun bando per un nuovo Comandante, fatto che smentisce anche la presunta temporaneità dell’incarico affidato ai due vice”, spiegano Benini e Vergini.

“Nel frattempo il servizio di Polizia Municipale continua ad avere enormi problemi e difficoltà ad assolvere i compiti previsti, ci risulta infatti che, per diktat politico, il personale non venga usato solo per la vigilanza e sicurezza del territorio, come prevederebbe la legge, ma anche per svolgere pratiche amministrative non di sua competenza (notifica atti, rilascio di licenze, ecc), distogliendo personale da quello che dovrebbe essere il suo reale scopo. Il peculiare decreto firmato da Frassineti, fra l’altro, nomina i due vice comandanti entrambi come datori di lavoro dei vigili della polizia municipale, uno per la sezione operativa e l’altro per quella amministrativa, creando una anomalia non da poco”.

“Siamo certi che la Regione, avendo contribuito massivamente a questa Unione, con quasi 4 milioni di euro dal 2014, debba essere informata del fatto che la Polizia Municipale forlivese non è pienamente confacente alla normativa regionale per quanto riguarda il numero di vigili per abitante e che questa gestione a dir poco scandalosa mette a rischio tutte le previsioni fatte sui benefici ai servizi che non si sono affatto concretizzate, ponendo forti dubbi su come siano stati realmente utilizzati quei 4 milioni”.

“Quanto sta accadendo è solo l’ulteriore conferma della totale inefficienza di questa Unione, da noi sempre rimarcata, e, secondo voci di corridoio, pare che comincino ad averlo notato anche vari sindaci, torniamo quindi a ribadire che è necessario, e anzi urgente, che il Comune di Forlì esca dell’Unione e riprenda la gestione diretta dei servizi che vi ha conferito, a partire proprio da quello dalla Polizia Municipale. Questo sarà uno dei punti chiave del nostro programma per le future elezioni amministrative. I restanti Comuni del comprensorio dovranno essere lasciati liberi di trovare eventualmente equilibri più stabili, magari creando al suo posto 2 o 3 Unioni più piccole fra quelli che riterranno necessaria una gestione associata dei loro servizi, e privilegiando, a tendere, anche eventuali fusioni”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

Caso laurea “falsa”, anche il Pd scarica il sindaco? M5S: “Li vogliamo alla prova dei fatti: presentiamo una mozione di sfiducia e vedremo chi la voterà”

drei-prati“A seguito delle ultime reazioni sulla stampa locale da parte del Pd locale, che di fatto “scarica” il sindaco Davide Drei per bocca della Segretaria provinciale Valentina Ancarani che si dichiara stupefatta ed esprime l’estraneità del Pd alla vicenda, annunciamo che oggi depositeremo una mozione di sfiducia chiedendo la firma a tutti i consiglieri attualmente in carica, ne servono 13 per porla in discussione”, scrivono in un comunicato Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“La condotta del Sindaco è molto chiara e netta: per sua stessa ammissione la selezione di Giovanna Prati è avvenuta “con valutazione diretta di curriculum da parte del Sindaco”, Drei, inoltre, in risposta alle nostre critiche in merito all’affiliazione della signora Prati al Centro Destra per il quale era in lista alle amministrative 2014, aveva dichiarato: “viste le illazioni di ipotetici “inciuci”, lo ammetto, sono colpevole, non ho mai chiesto se e quali tessere di partito avessero, ma ho cercato di prediligere la professionalità, l’etica e la fiducia”. Purtroppo i fatti dei giorni successivi lo hanno puntualmente smentito!”, attaccano Vergini e Benini.

“Rispetto a questa condotta esistono solo due ipotesi: o la si condanna o la si considera senza alcuna importanza, non esistono vie di mezzo. Quindi se il Pd scaricherà realmente Drei lo vedremo unicamente alla prova fatti in Consiglio Comunale quando voteranno una mozione di sfiducia nei suoi confronti!”, è l’affondo dei pentastellati.

“Sarebbe bello che una volta tanto questa maggioranza, composta da Pd ma anche da liste civiche che si dicono autonome solo a parole, prendesse una posizione chiara, anche perchè in vista delle imminenti elezioni politiche riteniamo sia necessario che i cittadini sappiano quali sono le forze politiche che giustificano un Sindaco che fa errori così clamorosi, e quali invece no”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

Aggiornamento del 16/1/2018:
Alla prova dei fatti nessuna forza politica, nemmeno di opposizione ha firmato la nostra mozione di sfiducia, non è quindi stato possibile discuterla.

 

Il M5S scopre che l’ex candidata del Centro Destra è stata nominata dal Sindaco Drei nel suo ufficio di gabinetto senza avere la laurea necessaria!

prati-casara

Giovanna Prati a sinistra (assunta nel gabinetto del Sindaco PD) Paola Casara a destra (Consigliera di Centro Destra)

“Aveva fatto discutere nei giorni scorsi la questione sollevata dal Movimento 5 Stelle di Forlì sul costo eccessivo dell’ufficio di gabinetto del Sindaco Davide Drei, che ammonta a circa 200.000 euro all’anno. E le nostre critiche erano andate anche alla recente nomina nel suddetto ufficio di Giovanna Prati, che alle scorse amministrative era candidata nella lista di Centro Destra “Noi Forlivesi” della Consigliera Paola Casara, organizzatrice assieme alla Prati nell’aprile scorso di una conferenza “Romagna quale futuro?”, finanziata con 1500 euro di fondi consiliari, alla quale avevano partecipato come relatori esponenti del Pd come il sindaco Drei, l’ex sindaco Balzani ed il parlamentare Marco Di Maio”, si legge in una nota di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì

“Ebbene dopo le nostre verifiche abbiamo appurato che la signora Prati, oltre ad essere stata nominata direttamente dal sindaco Drei senza alcuna selezione pubblica e specificandone direttamente l’inquadramento in categoria D, è stata nominata senza avere la laurea necessaria per accedere a quella categoria ed alla conseguente retribuzione di 23.725 euro annui, che gravano sul bilancio comunale a carico dei contribuenti forlivesi oltre a 8.958 di oneri sempre a carico dell’Ente”.

autocertificazionePrati-particolare

un particolare dell’autocertificazione con scritto semplicemente “laurea Bologna 1994”

“A seguito di una segnalazione che abbiamo ricevuto in merito, abbiamo infatti prima verificato che la Prati non risultasse elencata negli annuari dei laureati del corso di Lingue e Letterature straniere presso l’università di Bologna citato nel suo curriculum, poi ci siamo recati con urgenza, il 28 dicembre scorso, dalla Dott.ssa Alessandra Neri Dirigente Risorse Umane del Comune, per chiedere di visionare il fascicolo. La Dirigente ci ha chiesto di tornare dopo un paio d’ore perchè doveva “recuperare i documenti”, quando siamo tornati ci è stato presentato un modulo di autocertificazione (non protocollato) dove la Prati dichiarava genericamente “laurea Bologna 1994”, la cosa ci ha insospettito non poco e abbiamo chiesto spiegazioni alla Dirigente che ha detto però di non essere tenuta a fare alcuna verifica”.

“La situazione è quasi surreale, ed il quadro che ne esce dell’Amministrazione forlivese è veramente sconcertante, come se non fossero bastati tutti gli scandali degli ultimi anni da noi sollevati! Ci chiediamo come sia stato possibile procedere ad una nomina diretta su indicazione del sindaco senza fare alcuna verifica come previsto dalle procedure di legge e senza acquisire il certificato di laurea. Di certo aggiungeremo anche questo fatto all’esposto che stavamo perfezionando in questi giorni riguardo all’ufficio di gabinetto”.

drei-prati“Ricordiamo infine che in risposta alle nostre critiche su queste nomine qualche giorno fa Drei aveva ironizzato sostenendo di essere “colpevole” solo di prediligere la professionalità, l’etica e la fiducia. Bene, di fiducia ce n’è stata sicuramente tanta e mal riposta, ma chiediamo di conoscere sulla base di quale professionalità ed etica è stato omesso di fare verifiche sulla laurea, richiesta per legge per il tipo di inquadramento, dell’ultima nominata dal Sindaco, per di più “in quota Centro Destra”, un Sindaco che nomina in base al “manuale Cencelli”, e per di più nomina persone senza le qualifiche dovute per Legge è un Sindaco che disonora le Istituzioni e meriterebbe solo di andare a casa, ma solo dopo aver chiesto scusa all’intera cittadinanza”, concludono i pentastellati.

Aggiornamento del 6/1/2017:

Ricostruzione degli eventi in ordine cronologico:

1) il 16/12/2017 il M5S denuncia pubblicamente l’assunzione “anomala” nel gabinetto del sindaco di Giovanna Prati, nominata in modo diretto dal sindaco Davide Drei specificandone l’inquadramento e quindi la retribuzione, la signora era candidata nel 2014 nella lista “Noi Forlivesi” di Centro Destra, contro lo stesso Drei

2) il sindaco Drei in data 19/12/2017 dichiara alla Stampa: “Per quanto riguarda la scelta dei collaboratori che ho più vicini, nello svolgimento della mia attività di Sindaco, viste le illazioni di ipotetici “inciuci”, lo ammetto, sono colpevole, non ho mai chiesto se e quali tessere di partito avessero, ma ho cerecato di prediligere la professionalità, l’etica e la fiducia”

3) il 28/12/2017 il M5S si reca negli uffici per verificare che la signora Prati avesse effettivamente una laurea, gli uffici ci mostrano un’autocertificazione che riporta semplicemente la scritta “laurea bologna 1994”, sostentendo che non spetta a loro controllare

4) il data 5/1/2017 si apprende che la Prati si è dimessa (o forse è stata fatta dimettere?) perchè aveva dichiarato una laurea inesistente

Caro sindaco Drei, diciamo che di fiducia da parte sua ce n’è stata sicuramente tanta e sicuramente mal riposta, ma chiediamo di conoscere sulla base di quale professionalità ed etica lei ha omesso di fare  verifiche sulla laurea, richiesta per legge per il tipo di inquadramento da lei specificamente richiesto per quel ruolo, secondo noi la tessera di partito della signora l’ha vista molto bene, ma doveva guardare meglio il titolo di studio!

Servizio del TG Regionale

 

La consigliera assenteista di Forza Italia salvata da un voto bipartisan. M5S: “Un affronto alla meritocrazia ed al rispetto delle regole”

“Abbiamo provato molta amarezza nel vedere i rappresentati della vecchia politica forlivese (Pd e Forza Italia) arrampicarsi sugli specchi e votare compattamente contro la decadenza della consigliera Beatrice Bertaccini di Forza Italia che aveva partecipato nel 2017 a soli 5 consigli comunali sui 31 totali”, scrivono i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Lo statuto comunale prescrive che dopo 3 assenze ingiustificate il consiglio debba valutare la decadenza ma, a parte alcuni consiglieri che sono usciti e non hanno partecipato al voto, tutti gli altri 20 hanno votato compattamente contro la decadenza, a favore solo noi 2”.

“Un affronto a chi, come noi, si impegna quotidianamente, studia le carte, presenta mozioni, interrogazioni, emendamenti al bilancio e resta a “lottare” fino al termine di tutti i consigli comunali mentre il resto dell’opposizione spesso “smobilita” quando si avvicina l’ora di cena – attaccano i pentastellati – oggi invece si è certificato che è perfettamente normale per un consigliere avere altri impegni e non partecipare nemmeno alle sedute per un anno, è inaccettabile!”

“Ma, mentre quello della maggioranza è stato spudoratamente un voto di convenienza politica, infatti fa loro sicuramente molto comodo che l’opposizione abbia un voto in meno, quello che ci ha lasciati allibiti è stata la scarsa serietà di Forza Italia e del Centro Destra, che hanno fatto le barricate per difendere la loro collega assenteista! Immaginiamo la felicità dei loro elettori nell’apprendere di aver mandato in consiglio una persona che per un anno non si è mai vista perchè aveva altri impegni…”, ironizzano Vergini e Benini. “Di sicuro è stato molto irresponsabile permettere alla consigliera di essere assente per un anno, ignorando il fatto che non stava assolvendo al mandato elettorale affidatole dai cittadini che l’avevano votata. Ci chiediamo con quale faccia il Centro Destra si presenti come alternativa al Pd quando giustifica tali comportamenti poco seri”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

Il Comune di Forlì è sempre più un ufficio di collocamento per politici. Drei e la sua Giunta distribuiscono incarichi per 200.000 euro a Sinistra e a Destra

drei-gabinetto“Sono circa 200.000 euro all’anno i soldi pubblici, provenienti dalle tasse pagate dai forlivesi, utilizzati per stipendiare personale nominato direttamente da Sindaco e Giunta nell’ufficio di gabinetto senza alcuna selezione pubblica e specificandone direttamente l’inquadramento e la retribuzione”, si legge in una nota di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, che continuano: “una cifra esagerata e la cui assegnazione ha probabilmente anche alcuni vizi di legittimità che non esiteremo ad esporre nei prossimi giorni alla Procura ed alla Corte dei Conti – attaccano i pentastellati – Ci teniamo poi a specificare fin da ora che uno dei punti del nostro programma per le elezioni amministrative 2019 prevederà come minimo un dimezzamento di questa spesa”.

“Dalle nostre verifiche abbiamo appurato che l’ufficio di gabinetto impiega molto personale, oltre ad utilizzare 7 dipendenti comunali, dà lavoro a ben 5 ulteriori persone assunte a tempo determinato senza concorso, tutte “gravitanti” la galassia Pd, fra cui spiccano Massimiliano Cescon (facente parte dell’Assemblea Territoriale del Pd) e Paola Francia, portavoce del sindaco con un contratto da più di 38.000 euro lordi all’anno. Fa però eccezione l’ultima recente assunzione su individuazione diretta da parte del Sindaco Drei: si tratta di Giovanna Prati, che alle scorse amministrative era candidata nella lista di Centro Destra “Noi Forlivesi” della Consigliera Paola Casara, organizzatrice assieme alla Prati nell’aprile scorso di una conferenza “Romagna quale futuro?”, finanziata con 1500 euro di fondi consiliari, alla quale avevano partecipato come relatori esponenti del Pd come il sindaco Drei, l’ex sindaco Balzani ed il parlamentare Marco Di Maio”, spiegano Vergini e Benini.

“Con questa nomina “in quota Centro Destra” il sindaco Drei pare proprio strizzare l’occhio ai futuri alleati di governo nazionale che, a meno di una vittoria del M5S, sarà inevitabilmente un “inciucio” Forza Italia-Pd, magari con un “Gentiloni bis”… Inutile sottolineare come tutto questo strida anche a livello locale con le roboanti dichiarazioni del Centro Destra che si propone come alternativa al Pd ma dimostra nei fatti di essere ben disposto a condividere le poltrone con chi attualmente governa la città”, ironizzano Vergini e Benini.

“Ma le “fortunate coincidenze” che riguardano l’assegnazione di incarichi all’interno del Comune di Forlì a persone che fanno politica con il Pd non finiscono qui, fra le ultime in ordine di tempo abbiamo anche un incarico esterno da 39.000 euro nell’ambito di consulenza su progetti europei a Flavia Cattani, pure lei facente parte dell’Assemblea Territoriale del Pd locale. L’incarico, leggiamo sulle carte, è stato assegnato con affidamento diretto, senza la procedura selettiva prevista da regolamento, per motivi di urgenza”

“A quanto pare non sono bastate le torbide vicende, da noi sollevate, dell’incarico esterno di 10.900 euro assegnato direttamente dalla Giunta al capogruppo Pd di Parma, sulla quale sta attualmente indagando la Procura, e quella degli incarichi esterni per un totale di 52.000 euro assegnati alla cognata dell’assessore Gardini. Il Comune di Forlì persevera, incurante delle ultime indagini giudiziarie, nell’assegnare con leggerezza incarichi in modo quantomeno inopportuno e molto spesso “borderline” rispetto alle leggi vigenti, l’unica azione concreta che abbiamo visto in questi mesi in risposta alle nostre critiche è stata la rimozione dal sito del Pd di Forlì dell’elenco dei componenti della loro Assemblea Territoriale…” (qui una schermata che avevamo salvato in data 25/2/2017)

“Ma non sarà certamente questo a fermare l’azione di trasparenza e correttezza che intendiamo portare avanti, siamo certi che la maggioranza dei forlivesi non condividano le logiche clientelari con le quale pare abbia funzionato per anni il “sistema forlivese”, oggi più che mai esiste una volontà di cambiamento, incarnata dal Movimento 5 stelle che chiede discontinuità col passato ed un nuovo sistema basato sulla meritocrazia nel pieno rispetto della trasparenza e della normativa vigente senza alcun tipo di favoritismo”, concludono i pentastellati.

Aggiornamento del 21/12/2017
Relativamente alla replica di Flavia Cattani sulla stampa locale, che sostiene che avremmo pubblicato notizie non rispondenti al vero, ci teniamo a ribadire che l’incarico da 39.000 euro a lei affidato è inequivocabilmente stato affidato in modo diretto, come confermato, a seguito di nostra esplicita richiesta, anche dal Dirigente che ha assegnato l’incarico. Non entriamo nel merito sulla effettiva urgenza tale per cui è stato derogato alla necessità, propria di ogni buona amministrazione pubblica, di consultare più operatori. La Cattani è arrivata seconda in una separata e differente procedura selettiva, ma questo non autorizza automaticamente l’evitare una nuova procedura selettiva per il nuovo incarico, si è trattato quindi di una esplicita scelta. Riteniamo tale deroga quantomento inopportuna vista l’inequivocabile appartenenza politica della signora, che faceva parte dell’Assemblea Territoriale del Pd almeno fino al febbraio scorso, l’elenco dei componenti è stato poi però rimosso dal sito del Pd di Forlì, quindi non è più possibile verificare…

 

Per il Comune la decadenza della consigliera Bertaccini di Forza Italia può attendere… rinviata d’ufficio a dopo l’approvazione del bilancio!

Sono passati più di due mesi dalla nostra segnalazione sulle assenze ingiustificate della consigliera Bertaccini di Forza Italia, eppure il Comune di Forlì non sembra applicare la stessa solerzia nel procedimento rispetto a quanto fatto dal Comune di Cesena per un consigliere 5 Stelle che si era trovato nella stessa situazione ma che si è responsabilmente dimesso nel giro di pochi giorni.

Nonostante lo Statuto Comunale assegni un tempo massimo di 15 giorni per le osservazioni dell’interessata prima di una decisione finale del Consiglio, rileviamo come siano già passati più due mesi e l’argomento non è stato inserito all’ordine del giorno nemmeno del consiglio del 19 dicembre!

Ci è stato riferito che sarà inserito dopo l’approvazione del bilancio di previsione, ma riteniamo questa inerzia del tutto ingiustificata dal punto di vista regolamentare ed anche istituzionalmente scorretta. Per questo motivo abbiamo interessato il Prefetto chiedendo un suo intervento per ristabilire il rispetto delle norme.

Quello che è certo è che alla maggioranza fa sicuramente comodo un voto in meno dell’opposizione, soprattutto in occasione dell’approvazione del bilancio. Inoltre questo voler “chiudere un occhio” sui probabili futuri alleati di governo nazionale del Pd è quantomeno sospetto.

Riteniamo poco serio anche l’atteggiamento di Forza Italia che ha fornito puerili giustificazioni sulle assenze della propria consigliera sostenendo che fornirebbe un aiuto da casa… motivazioni inaccettabili per chi si propone come una seria alternativa ma dimostra nei fatti di non esserlo.

 

Incarico diretto assegnato dalla Giunta Comunale di Forlì al capogruppo del Pd di Parma. Indagini in corso grazie al nostro esposto, il GIP vuole vederci chiaro

incarico dallolio“Il Dott. Giorgio Di Giorgio, GIP del Tribunale di Forlì, ha di fatto riaperto le indagini su un procedimento penale nato sulla base di un esposto presentato dai sottoscritti alla Procura di Forlì nel marzo scorso”, si legge in una nota firmata dai portavoce del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale Daniele Vergini e Simone Benini, ”una vicenda che coinvolge direttamente il Sindaco e l’intera Giunta comunale che nell’ottobre 2016 firmarono una delibera in cui, citando una “urgenza” non meglio precisata, affidavano, senza alcun bando o criterio comparatistico, al Dott. Nicola Dall’Olio, geologo parmense che per molti anni e fino al giugno scorso ha ricoperto il ruolo di capogruppo del Pd di Parma, un incarico esterno compensato con 10.900 euro. L’incarico è stato giustificato da una non motivata urgenza di avere un esperto di consumo del suolo da inserire nella realizzazione di un progetto finanziato dalla UE denominato SOS4LIFE (Save Our Soil for Life), un progetto dimostrativo che intende contribuire all’attuazione su scala comunale degli indirizzi europei in materia di tutela del suolo e rigenerazione urbana“

“Il PM incaricato, Dott. Santangelo, aveva richiesto l’archiviazione della procedura basando le indagini sulle dichiarazioni del Dott. Alessandro La Forgia – ex dirigente comunale in pensione, che probabilmente molti di voi ricorderanno per il suo ruolo nella vicenda del debito fuori bilancio di 1,5 milioni di euro per spese legali – ma a seguito di nostra opposizione, il GIP ha fissato un’udienza in camera di consiglio durante la quale l’avvocato forlivese Antonio Brogliato, da noi nominato, ha illustrato le stranezze della vicenda e l’incompletezza delle indagini svolte, sottolineando in particolare come le circostanze denunciate non fossero state accertate con i protagonisti diretti (Sindaco, Giunta ed organo tecnico comunale) ma esclusivamente con un soggetto, La Forgia, apparentemente del tutto estraneo alla delibera oggetto del procedimento, in quanto già in pensione quando la delibera fu emessa”, spiegano i consiglieri pentastellati.

Ora la palla passa di nuovo al PM che dovrà integrare le indagini come richiesto dal GIP. Il Dott. Di Giorgio, ha infatti rigettato l’archiviazione disponendo ulteriori indagini per le quali ha concesso ulteriori 3 mesi, rimarcando: “la necessità di svolgere indagini dirette, sia a chiarire i motivi sottostanti alle omissioni e alle anomalie evidenziate dagli esponenti, mediante escussione delle persone informate sui fatti (gli stessi esponenti, il Segretario Generale ed il Direttore Generale del Comune di Forlì) in punto anche del carattere di urgenza del provvedimento e di impegno di spesa complessivo; ritenuta la necessità di svolgere indagini dirette all’identificazione dei soggetti cui attribuire il reato in iscrizione, attesa la chiara individuazione dei soggetti che a vario titolo sono concorsi nella definizione del procedimento amministrativo de quo”.

“A nostro parere questo incarico pare proprio un favore del Pd forlivese agli amici di partito”, è l’affondo dei consiglieri Vergini e Benini, “e non è la prima volta che questa Amministrazione inciampa in assegnazioni di incarichi esterni a dir poco inopportune… che guarda caso finiscono a colleghi di partito o a parenti della sfera politica al governo della città: nel febbraio scorso sempre noi avevamo sollevato l’inopportunità degli incarichi esterni, per un totale di 52.000 euro, conferiti nell’ambito di consulenze esterne per progetti europei all’architetto Serena Nesti, cognata dell’assessore all’Edilizia Francesca Gardini, entrambe componenti dell’Assemblea Territoriale del PD. Ma se l’iter seguito per l’affidamento alla Nesti era probabilmente solo inopportuno, quello che è avvenuto con Dall’Olio, anche se riguardante cifre minori, è con tutta probabilità molto più grave in quanto pare essere stata la stessa Giunta ad affidare l’incarico in modo diretto, specificando il nome dell’esperto ed anche il compenso esatto da assegnargli, una azione assolutamente non prevista dalla normativa, che dispone che siano unicamente i dirigenti ad assegnare gli incarichi esterni a seguito di procedure selettive, delle quali in questo caso pare non esserci alcuna traccia.”

“Ribadiamo la nostra piena fiducia nella magistratura e auspichiamo che venga fatta luce a pieno su questa ennesima vicenda che pone ulteriori dubbi sulla già scricchiolante credibilità di questa Giunta comunale a guida Pd. E’ ormai evidente a tutti i cittadini come sia necessario riportare la correttezza e la legalità al centro dell’azione amministrativa di questo Comune, fin troppe volte minata da situazioni poco limpide. Ci teniamo ad annunciare fin da ora che il nostro programma per le elezioni amministrative 2019 prevederà una rivisitazione totale del regolamento comunale per l’assegnazione degli incarichi esterni, con l’adeguamento a tutte le normative nazionali, più ulteriori limitazioni per non generare nemmeno il sospetto che avvengano assegnazioni per clientelismo”, concludono i portavoce in consiglio comunale Vergini e Benini.

 

Parentopoli in Comune a Forlì? Incarichi esterni alla cognata dell’assessore Gardini per 52.000 euro in 2 anni, M5S: “Inaccettabile! Il sindaco spieghi e ci dica se ci sono altri rapporti di parentela!”

Assessore GardiniNegli ultimi 2 anni sono stati conferiti incarichi esterni per un totale di 52.000 euro nell’ambito di consulenze esterne per progetti europei all’architetto Serena Nesti, cognata dell’assessore all’Edilizia Francesca Gardini, entrambe componenti dell’Assemblea Territoriale del PD (*).
A scoprire il fatto – attraverso una verifica degli atti – i consiglieri del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.
In altre città d’Italia, per casi simili, s’è parlato di “parentopoli”.

“Com’è noto gli incarichi esterni non vengono conferiti dagli assessori, ma dai dirigenti. Esistono però dirigenti definiti “a contratto” cioè nominati direttamente dal sindaco: un sindaco potrebbe quindi nominare un dirigente a contratto e poi affidare per suo tramite incarichi esterni a propri parenti o a parenti di assessori della sua giunta. Una scelta che, indipendentemente da illegittimità o rilievo penale, risulterebbe comunque politicamente inopportuna ed eticamente inaccettabile”: spiegano i pentastellati.

“A quanto risulta dagli atti di cui siamo entrati in possesso i conferimenti di incarichi esterni alla Nesti sono stati accordati proprio da due dirigenti “a contratto” nominati direttamente dal sindaco Drei, ovvero: Vittorio Severi e Rossella Ibba”, sottolineano Vergini e Benini.

Il M5S ricostruisce lo storico delle varie assegnazioni.

Un primo incarico esterno per 24.400 euro è stato conferito il 25 giugno 2015 dal Direttore Generale Vittorio Severi, che poi lo ha prorogato il 30 giugno 2016 per ulteriori 4.000 euro, l’assegnazione dell’incarico è avvenuta tramite una commissione interna presieduta dallo stesso Severi, tra 5 candidati individuati discrezionalmente dal dirigente è stata poi selezionata la Nesti.

Un ulteriore incarico esterno per altri 24.000 euro è stato conferito il 6 febbraio 2017 dalla Dirigente del Welfare Rossella Ibba, in questo caso l’assegnazione è avvenuta senza commissione, direttamente da parte della Dirigente, dopo aver invitato 5 candidati individuati discrezionalmente sempre dalla stessa, di cui se ne sono presentati alla selezione solo 3 , ma anche in questo caso è stata selezionata proprio la Nesti.

“C’è rilevanza giuridico-penale nell’assegnazione di questi incarichi? Ci sarà chi dovrà verificarlo. Ma intanto riteniamo questa condotta sanzionabile eticamente e moralmente e consideriamo l’attribuzione di incarichi retribuiti ai parenti dei politici al governo della città del tutto inaccettabile!”: insistono i consiglieri Vergini e Benini, “Inoltre, sarebbe interessante sapere se i due dirigenti fossero a conoscenza del rapporto di affinità dell’affidataria degli incarichi, e se il Sindaco fosse informato di questa duplice selezione della cognata dell’assessore Gardini per incarichi esterni così ben remunerati”: aggiungono i due consiglieri comunali pentastellati.

Il Movimento 5 Stelle di Forlì per fare chiarezza su questa vicenda ha depositato un’interrogazione urgente per conoscere se intercorrano altri rapporti di coniugio, parentela o affinità tra i titolari di incarichi politici del Comune (Sindaco, Assessori e Consiglieri) ed i maggiori affidatari di incarichi esterni di collaborazione e di consulenza assegnati durante il mandato amministrativo di Davide Drei.

“Nel nome della ‘trasparenza’ di cui tutti si riempiono la bocca, soprattutto in campagna elettorale, ma che raramente applicano a se stessi specie nello svolgimento di un mandato amministrativo o politico, riteniamo che i forlivesi abbiano il diritto di sapere dell’esistenza di altre eventuali situazioni di parentela nell’assegnazione degli incarichi esterni, saranno loro stessi a giudicare autonomamente la condotta dei loro rappresentanti politici e quali criteri adottino nell’utilizzare il denaro pubblico”, concludono Simone Benini e Daniele Vergini.

(*) AGGIORNAMENTO: casualmente è stato cancellato dal sito del Pd l’elenco dei componenti dell’assemblea territoriale… è cmq visionabile di seguito uno screenshot prelevato in data 25/2/2017 (cliccare l’immagine per espanderla)
2017-02-25 assemblea territoriale pd

 

Presenze in consiglio comunale, M5S: “Sono stati forniti dati errati, inaccettabile!”

maxresdefault“Non entriamo nel merito se si sia trattato o meno di un errore, lasciamo questa valutazione ai cittadini, fatto sta che guarda caso l’errore riguarda le presenze del consigliere Daniele Vergini, del MoVimento 5 Stelle, che in 3 anni non è mai stato assente ad un solo Consiglio comunale!”, questa la dichiarazione di Simone Benini e Daniele Vergini del M5S Forlì.
“Vergini ha fatto il 100% di presenze in consiglio… ma nei dati forniti alla stampa tutto questo non risulta, è inaccettabile! Soprattutto alla luce dell’impegno che mettiamo costantemente nel nostro lavoro, siamo infatti l’unico gruppo consiliare ad essere sempre presente dall’inizio fino al termine dei consigli comunali”, rincarano la dose i pentastellati, “mentre all’avvicinarsi dell’ora di cena il centro destra comincia a “smobilitare”… e il centro sinistra comincia a “scalpitare”… noi siamo stati spesso gli unici a chiedere di continuare a discutere gli argomenti proposti dalle minoranze che in moltissimi casi sono stati rinviati per mesi, ed in alcuni oltre 1 anno,  perchè viene fatto mancare sistematicamente il numero legale. Quindi vedersi ora non riconosciuto il nostro merito oltre ad un danno è una beffa inaccettabile! Chiediamo immediatamente una rettifica!”
“Cogliamo anche l’occasione per fornire i dati del dettaglio degli atti da noi presentati, dato che guarda caso l’Amministrazione si guarda bene dal fornire per i vari gruppi consiliari, forse perchè il paragone sarebbe impietoso…”, concludono Benini e Vergini.
In questi due anni e mezzo di consiliatura il consigliere Vergini ha presentato 52 atti, nello specifico: 31 question time o interrogazioni, 9 mozioni, 3 ordini del giorno, 1 proposta di delibera e 7 emendamenti; mentre il consigliere Benini ha presentato 50 atti, nello specifico: 26 question time o interrogazioni, 11 mozioni, 5 Ordini del giorno, 1 proposta di delibera e 7 emendamenti.

 

La cosa pubblica si amministra dando il buon esempio

bike sharing m5s“Sul caso del parcheggio abusivo del vicesindaco Zanetti c’è chi s’è sentito in dovere di criticare con “dubbi e riserve” quella che ha chiamato la “modalità di azione politica del M5S”: cioè di aver immortalato con foto e video l’infrazione della seconda figura amministrativa in ordine di importanza dopo il sindaco Drei. Arrivando a sostenere che la stessa Zanetti: “ha sbagliato” e “ha fatto ciò che migliaia di forlivesi fanno ogni giorno”, ovvero: utilizzare l’automobile per spostarsi “posteggiare nel primo buco libero”. Cosa comunque non vera (perché continuiamo a ritenere che la gran parte dei cittadini sia onesta) e che ignora (volutamente?) l’aspetto fondamentale delle vicenda: il ruolo etico-politico che compete a chi amministra la spesa pubblica, modifica le regole e impone tasse imponendo sanzioni ai singoli cittadini. La Zanetti aveva il DOVERE morale di dare il buon esempio e parcheggiare altrove! Esempio che noi del M5S riteniamo fondamentale e siamo i primi ad applicare a noi stessi, siamo stati infatti gli unici consiglieri comunali ad aver rinunciato al pass per il transito e parcheggio nella ZTL riservato alle cariche politiche e per andare in centro ci muoviamo con il bike sharing comunale”.

E’ questa la replica di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, alla lettera di Giancarlo Romanini, esponente Fiab.

pass_ztl_cariche_politiche“Del pensiero di Romanini condividiamo invece un dato di fatto che è anche una banalità: “l’inazione della Polizia Municipale e dell’attuale amministrazione e di tutte quelle precedenti, le mancanze, le velleità, le ipocrisie” in materia di mobilità”. Una immobilità in tema di viabilità che si sposa con una tendenza che abbiamo rilevato e che ribadiamo: il Comune cerca di far cassa con le multe per violazione al codice della strada sottraendo gli agenti della Polizia Municipale ad altri incarichi come: la lotta al degrado, il controllo del territorio e il concorso alla sicurezza urbana”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.

“Additando i comportamenti scorretti del sindaco non abbiamo voluto buttarla in “caciara mediatica”, come sostiene Romanini. Semmai, abbiamo rotto il tabù di una classe politica, stiamo parlando del Pd, che si vorrebbe presentare “infallibile” e “corretta”. Un’immagine di chi amministra la città che a più riprese abbiamo evidenziato come totalmente infondata e scollegata dalla realtà”: aggiungono Simone Benini e Daniele Vergini.

“Infine vorremmo ricordare a tutti che compete a chi amministra, e non all’opposizione, mettere in pratica ogni giorno un diverso modello di modello di viabilità cittadina! Come Movimento 5 stelle in materia abbiamo le idee chiarissime: e nel nostro programma è contenuta la nostra visione della mobilità scevra da inquinamento e abuso di mezzi inquinanti. E nessuno come noi si batte ogni giorno in difesa della salute umana e animale: dalla lotta all’inceneritore alla richiesta di pedonalizzazione integrale del centro storico… Si informi chiunque abbia sprecato questa occasione di dibattito, assolvendo di fatto un comportamento inaccettabile di un pubblico amministratore e incitando i cittadini – come ha fatto lo stesso Romanini – a condotte scorrette con la scusa che: “nessuno verrà a fotografare le vostre cattive abitudini, o a chiedervi di rinunciarci”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.
2016-02-16 - corriere - siamo tutti Zanetti