Zona Portici, un destino annunciato: giunta Pd incapace di intervenire. Ecco il “Piano della Rinascita” del M5S

porticiE alla fine per riportare legalità e ordine nella zona Portici si sono dovuti mobilitare, prima i cittadini, attraverso denunce e segnalazioni, e poi i Carabinieri con un vero e proprio blitz. Decine di spacciatori, tutti stranieri richiedenti asilo, sono stati arrestati, e la piaga dello smercio di droga, per ora, debellato. Per quanto tempo però? Si chiedono i cittadini e ci chiediamo noi. Una cosa è certa: se quell’area, a due passi dal centro storico e adiacente la stazione ferroviaria, continuerà ad essere abbandonata a se stessa, così come lo è stata in questi ultimi anni, delinquenti e malintenzionati continueranno a vederla come terreno fertile per i loro sporchi affari. A nulla, infatti, sono servite le proteste degli abitanti, i nostri interventi, le nostre interrogazioni, l’ultima discussa in consiglio proprio ad inizio anno: il Comune non si è mosso, non è intervenuto nemmeno potenziando i controlli o installando delle semplici videocamere. E così spaccio di droga e, addirittura, tentativi di stupro, sono aumentati nel tempo. Creando un vero e proprio porto franco della delinquenza a due passi del cuore della città.
A portare alla ribalta delle cronache la grave situazione di degrado della zona Portici fummo proprio noi un paio d’anni fa con “Movimento d’ascolto”, il nostro ciclo di assemblee pubbliche. Incontri con gli abitanti dei quartieri per comprendere problemi e difficoltà e girarli all’amministrazione comunale per la loro soluzione. Lo scorso anno incontrammo di nuovo i residenti dell’area Portici e, attraverso un’interrogazione, elencammo a sindaco e giunta tutte le cose che non andavano. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: per riportare legalità ed ordine quei cittadini hanno dovuto chiedere aiuto ai Carabinieri. Perché l’amministrazione a guida Pd non è stata in grado di intervenire al di la degli annunci. Avevamo chiesto anche una commissione per discutere i millantati interventi sbandierati da questa giunta per l’area Portici, ma non ci è mai stata concessa.
Cosa fare? Come abbiamo avuto già modo di dire in altre situazioni legate alla sicurezza pubblica è necessaria una maggiore presenza, in città, di uomini in divisa. In primis degli agenti della polizia municipale che devono tornare sotto il controllo del Comune di Forlì e non più dell’Unione dei Comuni. Se i forlivesi ce lo permetteranno, la prima cosa che faremo è riprenderci, appunto, il controllo della Polizia municipale, potenziarne l’organico, attualmente sottodimensionato, e ripristinare il servizio su strada. Con noi i vigili torneranno a fare il lavoro per il quale vengono pagati e cioè controlleranno strade, piazze e parchi e non più uffici e scrivanie come oggi. Più divise circolano in città, meno facilità di azione hanno malintenzionati e delinquenti. Tra l’altro nella manovra economico-finanziaria del Governo Conte c’è l’incremento dell’organico dei Carabinieri e della Polizia, attraverso nuove assunzioni.
Non solo divise. La nostra azione passerà per il “Piano della rinascita”, un vero e proprio progetto di rilancio del centro storico che vedrà l’abbassamento delle tasse comunali agli esercizi commerciali (negozi, locali), incentivi per la ristrutturazione di abitazioni e palazzi, aiuti per la creazione di piccole attività ricettive, e facilitazioni nell’apertura di nuove attività da parte dei giovani. E, naturalmente, rimuoveremo tutti quei lacci e lacciuoli burocratici che hanno bloccato, finora, lo sviluppo ordinato e armonico dell’area Portici

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri al Comune di Forlì per il M5S

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