Teatro Apollo, un patrimonio dimenticato nell’indifferenza della politica locale

volantino-apollo“In questi giorni ha avuto grande eco sulla stampa locale e sui social il dibattito sul destino del Teatro Apollo, storico teatro forlivese inaugurato nel 1914 poi come molti teatri adattato anche a cinema, la cui proprietà ha dovuto chiudere i battenti nel 2013, vittima della crisi delle sale cinematografiche e dell’insufficiente offerta culturale che la città offre rispetto alla domanda dei forlivesi”, queste le riflessioni di Daniele Vergini e Simone Benini, Consiglieri del Movimento 5 stelle di Forlì, in relazione ai recenti fatti che hanno riportato al centro della cronaca cittadina il dibattito su un edificio che proprio dai pentastellati era stato inserito fra i “patrimoni dimenticati” di Forlì degni di essere recuperati durante il convegno tenutosi al Foro Boario pochi giorni fa alla presenza di due parlamentari del Movimento.

“La rimozione del vincolo d’uso del Teatro Apollo è stata scovata dai nostri esperti all’interno della enorme delibera, di oltre 600 pagine di allegati, sul nuovo regolamento edilizio del Comune”, spiegano Vergini e Benini, “si trattava di una piccola osservazione fra le circa 100 presentate, curioso il fatto che nella stessa non venisse mai citato il nome Apollo e risultasse presentata a nome di Maurizio Monti e non del proprietario dello stabile. L’impressione è stata che la si volesse nascondere, e pare che addirittura alcuni assessori della Giunta ne fossero all’oscuro”.

“Ci teniamo inoltre a sottolineare l’ipocrisia politica del partito dei Verdi che ha sollevato un polverone sulla stampa, però solo dopo aver votato a favore del provvedimento in Consiglio tramite il loro consigliere Paolo Bertaccini”, attaccano i pentastellati, “Noi, che al contrario loro non accettiamo la “politica dei due forni”, avevamo chiesto il rinvio per ulteriori approfondimenti e quando ci è stato negato non abbiamo partecipato al voto per scelta ed anche in segno di protesta”.

“In Commissione – continuano Vergini e Benini – gli Uffici ci hanno confermato che tale variazione non era obbligata ma è stata una scelta dell’Amministrazione, l’assessore Gardini a nostra diretta domanda ha risposto che la richiesta era accoglibile e sarà oggetto di interventi di rigenerazione secondo le esigenze della proprietà e del mercato. Ma noi ci chiediamo perchè, visto l’interesse che questo patrimonio testimoniale riveste per la cittadinanza, non siano state messe in campo altre idee e proposte per salvarla. Pare proprio che l’Amministrazione abbia giocato una partita al ribasso, nascondendosi dietro una legittima esigenza da parte della proprietà, e mettendo sul mercato un patrimonio che, benché privato, riveste nell’immaginario collettivo ben altro peso specifico”.

“Inoltre, vista anche l’imminente approvazione della discutibile Legge Urbanistica Regionale che potenzierà la possibilità di contrattazione tra i Comuni e gli imprenditori, è legittimo pensare al peggio e le rassicurazioni fornite dall’Amministrazione a seguito delle polemiche sui giornali non ci rassicurano per nulla. Alcune anticipazioni sul possibile futuro dell’Apollo vengono infatti fornite nella sopracitata osservazione accolta: “una struttura commerciale al piano terra e strutture direzionali o residenziali ai piani superiori”. Pare proprio che questa maggioranza con un distratto colpo di penna abbia incautamente cancellato un pezzo di storia di Forlì, senza assumersi  la dovuta responsabilità nei confronti della città, e anzi operando da mero mediatore sul mercato immobiliare”

“A nostro parere la questione era risolvibile portando il dibattito sul piano pubblico, anche discutendo di vincolo storico con la Soprintendenza, vincolo che avrebbe permesso di beneficiare del sostegno pubblico da parte dello Stato, Regione ed Enti territoriali, oltre che pensare, in alternativa, a contratti di sponsorizzazione o altre forme di mecenatismo culturale, fino anche all’acquisizione dell’immobile da parte del Comune”, concludono Vergini e Benini.

 

Variante urbanistica del commercio: “Nuova colata di cemento e grandi centri commerciali, danno all’ambiente e colpo mortale ai piccoli esercenti”

“La previsione di andare a creare nuove zone commerciali in via Bertini, via Pandolfa, via dell’Appennino, al Ronco, a Vecchiazzano e in tante altre aree urbane altro non è, a nostro parere, che un insostenibile fiume di asfalto e cemento, un vero e proprio attacco all’equilibrio commerciale cittadino, ai piccoli esercenti e, in associazione alla presenza di ben due inceneritori a pieno regime, un ulteriore danno alla salute delle persone e all’aria che respirano, dovuto all’inevitabile incremento del traffico indotto. Riteniamo che non siano né il cemento, né l’apertura continua di centri commerciali a ridare attrattività e competitività alla città di Forlì”: commentano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini, in vista della discussione in aula, martedì prossimo, della nuova variante urbanistica del commercio.

“Se si tratti o meno di cementificazione questa Giunta potrebbe chiederlo magari anche a Nicola Dall’Olio (capogruppo del Pd di Parma) al quale ha recentemente conferito un incarico esterno come ‘esperto di consumo di suolo’ alla modica cifra di 10.000 euro”, ironizzano Vergini e Benini per evidenziare l’ennesimo ed inopportuno incarico esterno distribuito dal Pd agli ‘amici di partito’”.

“Con questa variante, criticata anche da Confesercenti che ha parlato di “forzatura incoerente” per le troppe medio-grandi strutture, che passano da 3 del piano vigente a 25 della variante (6 solo nell’area del Foro Boario), l’amministrazione comunale sembra voler raggiungere il duplice obiettivo di dare il solito ‘contentino’ pre-elettorale alle cooperative e di ottenere contemporaneamente maggiori entrate per circa 2,9 milioni di euro (€ 1.496.026,56 dagli oneri di urbanizzazione secondari e € 1.395.000,00 dal costo di costruzione). Mentre da tutta questa operazione noi cittadini otterremo solo la perdita definitiva di superficie verde non più recuperabile ed un sostanziale peggioramento dell’ambiente con conseguenti ed inevitabili ripercussioni sulla nostra salute”: aggiungono i due pentastellati.

A detta dei due consiglieri comunali del M5S soltanto “Il recupero e la valorizzazione del patrimonio urbanistico già esistente, il verde e l’ambiente, la riappropriazione degli spazi e la vocazione culturale e turistica possono essere le uniche misure innovative e lungimiranti su cui l’amministrazione dovrebbe investire per rigenerare il centro storico ed anche il tessuto economico e produttivo locale”.
“Un tessuto economico fatto al 90% da piccole aziende fino a 10 dipendenti, che non ha bisogno di nuovi centri commerciali ma di politiche mirate a dare nuove opportunità a questi soggetti; non si può sostenere a parole progetti a favore del centro storico e poi nei fatti andare ad assecondare la realizzazione di un mega centro commerciale a Pieve Acquedotto”: attaccano ancora Vergini e Benini.

“Una menzione a parte merita inoltre l’area commerciale H di Vecchiazzano che, ritirata dopo un primo tentativo di passaggio in consiglio fortemente contestato anche dai consiglieri di maggioranza Peruzzini Gentilini e Bertaccini , rientra ora dalla finestra confusa tra decine di altri progetti sconclusionati e nel silenzio totale dei suddetti consiglieri forse ora ‘distratti’ dal fatto che hanno ottenuto 2 assessori…”: ricordano i due Pentastellati.

“In quanto sta succedendo purtroppo ravvisiamo come sempre la manifesta incapacità di pianificare lo sviluppo della città nell’interesse dei cittadini, ed il collateralismo politico degli amministratori Pd che continuano a perseguire unicamente gli interessi delle solite cooperative, con l’unico obiettivo di averne un tornaconto elettorale. Per questo invitiamo i cittadini a partecipare sempre alle commissioni consiliari, ai consigli comunali, ed in particolare al consiglio di martedì per far sentire il proprio ‘fiato sul collo’ a questa amministrazione”: conclude il comunicato stampa dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Vergini e Benini.

 

Amianto a Forlì, cosa stanno facendo Comune e Provincia?

Circa tre settimane fa abbiamo inviato a Comune e Provincia una interrogazione scritta per capire quali azioni avessero intrapreso per cercare di risolvere il problema dell’amianto a Forlì; in particolare abbiamo chiesto informazioni su questi argomenti:

1) Quali sono gli interventi di bonifica previsti per il nostro comune e le relative tempistiche

2) Se è previsto anche un piano di smaltimento per le strutture in cemento amianto della rete idrica (nella nostra città ci sono 230 km di condotte in amianto)

3) Se sono stati usati bene gli incentivi passati e se è stata fatta domanda per i fondi previsti dal “Decreto del Fare” (per la ristrutturazione e messa in sicurezza degli istituti scolastici, con particolare riferimento alla rimozione di amianto)

4) Se gli interventi previsti per gli istituti scolastici prevedono anche il ripristino delle classi meno numerose (limite di legge massimo 26 persone, come da D.M. 26/08/92)

5) Se gli interventi previsti per gli istituti scolastici prevedono anche miglioramenti energetici ed in particolare sismici, visto che la maggioranza delle scuole presenti nel nostro territorio sono antecedenti alla normativa sismica

Scarica la nostra richiesta indirizzata a Comune e Provincia

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