Unione dei Comuni, M5S: “Immobilismo politico creato dal Pd, si valutino tutte le alternative, compresa l’uscita del Comune di Forlì”

gonfalone-unione-dei-comuni-romagna-forliveseLe difficoltà politico-organizzative dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese hanno spinto le principali sigle sindacali ad indire un’assemblea ed un presidio in piazza Saffi nella giornata del 19 aprile 2017, dove hanno sottolineato come “le parole spese da sindaci” che hanno spinto per la costituzione dell’Unione – una delle più grandi d’Italia – siano rimaste ad oggi “mere promesse da marinaio” e chiedono in tempi brevi (entro il mese di maggio) risposte concrete o metteranno in atto azioni di protesta anche clamorose, anche in concomitanza di importanti eventi pubblici come il Giro d’Italia.

I Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Daniele Vergini e Simone Benini hanno presentato un’interrogazione in consiglio comunale chiedendo al sindaco Davide Drei di conoscere dalla sua viva voce le motivazioni che hanno portato, dopo tre anni di vita dalla nascita dell’Unione, ad un innegabile fallimento politico/amministrativo.

“Condividiamo le problematiche evidenziate dai sindacati – spiegano in una nota Daniele Vergini e Simone Benini – nel caso dell’Unione sono state usate dai sindacati parole molto efficaci per descrivere la grave situazione che si è venuta a creare: “immobilismo politico”, e ulteriori problemi arrecati ai singoli Comuni, che avevano scelto invece la strada dell’Unione con la promessa di semplificare le procedure. Basta parlare con qualsiasi dipendente per capire che tutti servizi passati sotto l’Unione hanno subito dei peggioramenti e i problemi si sono moltiplicati fino ad arrivare all’immobilismo politico/amministrativo”.

Il MoVimento 5 Stelle Forlì elenca alcuni casi: “a Forlìmpopoli non vengono più concesse le occupazioni di suolo pubblico perchè l’ufficio dell’Unione che se ne dovrebbe occupare non risponde, manca una programmazione della spesa del personale che preveda la copertura dei troppi posti vacanti oggi presenti, ed in particolare nel caso della gestione del personale della Polizia Municipale si raggiunge l’apice dell’impossibilità di garantire un servizio per tutto il territorio 24 ore su 24”.

“Questa più che la ‘rivol-unione’ promessa in campagna elettorale dal sindaco Drei, sembra solo un gran pasticcio. Un Ente voluto con insistenza dal Pd che però ha dimostrato in più occasione di non essere in grado di amministrarlo. Vedasi il caso dell’ex segretaria dell’Unione, Anna Maria Galassi, nominata dal sindaco Drei che ricopriva il suo incarico senza averne i titoli, costretta poi alle dimissioni a seguito dei nostri esposti. E la sua erede la Dott.ssa Pamela Costantini che l’ha sostituita non è rimasta in sella più a lungo: solo pochi mesi, Infatti da quello che abbiamo appreso l’Unione è attualmente di nuovo senza segretario e direttore dal 1° aprile”: si legge nella nota del M5S di Forlì.

Daniele Vergini e Simone Benini accusano direttamente il Pd: “Non riuscite nemmeno a trovare qualcuno che metta mano in questo pasticcio che avete creato. Noi dal canto nostro anticipiamo che nel nostro futuro programma elettorale metteremo seriamente in discussione l’opportunità che il Comune di Forlì resti dentro un’Unione così mal gestita; speriamo che si vada presto al voto perché è necessario che qualcun altro si faccia carico al più presto di risolvere i problemi che il Pd ha creato”.

 

Unione dei Comuni, Vergini e Benini (M5S): “Malumori dei sindaci, Drei si dimetta: troppi errori e gestione “discrezionale” delle risorse pubbliche”

“Il soccorso mediatico (un tempo si diceva “soccorso rosso”) offerto da Michele Bertaccini, consigliere comunale Pd a Forlì e capogruppo di maggioranza del consiglio dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, ad Anna Maria Galassi, che svolgeva l’incarico di segretario generale dell’Unione, e da Mauro Grandini sindaco di Forlimpopoli, a Davide Drei, come presidente dell’Unione stessa, rappresentano politicamente la prova provata che abbiamo toccato un nervo scoperto e sulla vicenda è stato commesso non soltanto un grande pasticcio, ma una grave irregolarità amministrativa che comporterà probabilmente nuove ripercussioni”.

E’ questo il nuovo attacco di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, che nei giorni scorsi hanno ottenuto un’importante risultato con la sostituzione di Anna Maria Galassi, che svolgeva l’incarico di segretario generale dell’Unione senza averne i titoli, con Pamela Teresa Costantini, che già svolge tale funzione nei Comuni di Modigliana e Tredozio.

“A nostro parere – continuano i “pentastellati” – gli atti dell’Unione firmati dalla Galassi sono illegittimi o comunque invalidi e dunque annullabili. A partire dal bilancio recentemente approvato (senza che fossero stati consegnati ai consiglieri i documenti entro i termini di legge) e tutte le delibere di giunta e le delibere di consiglio approvate dal momento in cui Drei è stato nominato presidente ad oggi. Questi atti degli ultimi due anni dovranno inevitabilmente essere firmati dalla nuova segretaria ed essere nuovamente pubblicati sull’albo pretorio con conseguente perdita di tempo. Dalle voci che abbiamo raccolto questa situazione venutasi a creare ha messo di malumore alcuni dei 15 sindaci dei Comuni del comprensorio che non hanno gradito il modo con cui Drei ha gestito l’intera vicenda. Prima minimizzandola e poi subendo di fatto le direttive del ministero dell’interno e della prefettura da noi sollecitati con un duplice esposto”.

“Drei e tutto il suo partito hanno palesato una gestione decisamente incapace e approssimativa dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. E per queste ragioni chiediamo a Drei di rimettere il mandato di presidente dell’Unione che ha gestito con incompetenza ed in maniera assolutamente discrezionale”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

A titolo di esempio di questa gestione negativa, i due pentastellati a portano il caso della situazione precaria dei mezzi (il mancato rinnovo del contratto per l’approvvigionamento del GPL e del metano) e del personale in servizio nella polizia municipale (sottodimensionato rispetto ai parametri di legge e con 14 persone in meno sulle strade) con il contestuale e oneroso mantenimento in organico di 3 vice comandanti con relativo aumento di stipendio di 10.000 euro all’anno alla comandante Elena Fiore.

“Se si pensa che l’Unione era nata per migliorare i servizi, diminuire i costi, ottimizzare la gestione, semplificare e sburocratizzare gli atti e ci troviamo di fronte a questo pasticcio abbiamo una prova ulteriore di quale involuzione stia attraversando il Pd, ormai da troppi anni al governo in questo territorio, ed una evidenza di cosa realmente siano le Unioni dei Comuni di “marca” Pd: solo un’ulteriore occasione per rafforzare il potere di chi già lo detiene e di sperpero di denaro pubblico, con relativo danno ai cittadini che si aspettano maggior celerità nelle risposte amministrative, servizi efficienti e una possibile diminuzione degli sprechi”: concludono Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Segretaria dell’Unione dei Comuni illegittima: “L’ennesima mancanza di Drei palesa una gestione da Repubblica delle banane, il Pd non è in grado di governare l’Unione”

galassi-dreiDal dopo elezioni amministrative 2014 Anna Maria Galassi ricopre illegittimamente l’incarico di segretaria dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese! A confermare l’irregolarità è il Ministero dell’Interno, interpellato dalla Prefettura di Forlì a seguito di un esposto presentato dai consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini del MoVimento 5 Stelle Forlì.

“Siamo all’ennesima mancanza di Drei che palesa una gestione decisamente allegra delle risorse pubbliche e che attesta l’incapacità sua e del Pd di governare l’Unione. La nomina non è valida perché Anna Maria Galassi non è iscritta e non ha i titoli per essere iscritta all’Albo Nazionale dei Segretari Comunali e Provinciali, requisito che, dalla data di entrata in vigore della legge Delrio, risulta obbligatorio per rivestire questo importante incarico.” spiegano i consiglieri comunali Daniele Vergini, Simone Benini assieme a Valerio Basciani del MoVimento 5 Stelle Forlimpopoli.

“Il Presidente dell’Unione Davide Drei, avrebbe dovuto nominare, senza ulteriori costi per la collettività, un segretario di uno dei Comuni dell’Unione. Cosa che non ha fatto. Ciò che ha fatto invece è di aver consentito alla Galassi di esercitare di fatto le funzioni di segretario dell’Unione e di averle corrisposto gli emolumenti pur non avendole mai firmato alcuna nomina. Se Drei avesse avuto qualche dubbio sulla nomina avrebbe dovuto essere lui a formulare un quesito al Ministero… e invece abbiamo dovuto farlo noi”, ribadiscono i consiglieri Daniele Vergini, Simone Benini e Valerio Basciani.

“Ora non è compito nostro quello di esprimerci in merito alla sussistenza dei danni e alla sua quantificazione, o alla legittimità degli atti firmati in questi anni dalla dirigente. Abbiamo enorme rispetto per le istituzioni deputate a farlo e trasmetteremo loro ogni atto relativo a questa vicenda rimettendo a loro ogni valutazione in merito.
Noi però chiediamo le dimissioni del sindaco Drei da presidente dell’Unione dei Comuni. Non è più accettabile in un periodo di forte contrazione delle risorse pubbliche chiedere soldi ai cittadini per poi gestirle in modo così approssimativo.”, affermano i consiglieri Daniele Vergini, Simone Benini e Valerio Basciani. “Questa incredibile leggerezza, che non può passare inosservata, dimostra l’incompetenza con la quale il Pd sta maldestramente tentando di governare un Ente, da lui fortemente voluto, sul quale il M5S ha invece sempre espresso fortissime perplessità!”

L’intera gestione amministrativa dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, infatti, altro non è che una collezione di pasticci e colpi di mano politici: elencano i “pentastellati” che ricordano a mero titolo d’esempio: la vicenda di pochi giorni fa sulla quale il M5S ha depositato un ulteriore esposto in Prefettura: l’approvazione, con un atto politico “di forza”, del rendiconto 2015 ed del previsionale 2016 del bilancio dell’Unione, nonostante la documentazione relativa fosse stata inviata ai consiglieri in modo parziale a pochi giorni dalla seduta, in onta alla legge che prescrive la trasmissione degli atti “almeno 20 giorni prima” e quindi violando i diritti dei consiglieri.

Altrettanto sconcertante è stato il caso dei documenti amministrativi pubblicati nell’albo pretorio dell’Unione dalla sua creazione nel 2014 fino al settembre 2015 e successivamente tutti sostituiti perché, come sostenuto dalla Galassi stessa, si trattava di “file sperimentali” e quindi non validi.

“Una gestione da Repubblica delle banane, un mix di incompetenza, gestione arbitraria ed uso delle risorse pubbliche e del personale che grida vendetta, soprattutto se si pensa che l’Unione era nata per migliorare i servizi, diminuire i costi, semplificare e sburocratizzare; una prova ulteriore di quale involuzione stia attraversando il Pd ormai da troppo tempo al governo in questo territorio ed una evidenza di cosa realmente siano le Unioni dei Comuni in salsa Pd: solo un’ulteriore occasione per rafforzare il potere di chi già lo detiene”: aggiungono i consiglieri Daniele Vergini, Simone Benini e Valerio Basciani.

“Anche l’Unione Forlivese non sfugge a questa regola proprio mostrando la sua principale anomalia: l’eccessivo peso politico e di governance del Comune di Forlì, che porta ad uno sbilanciamento di quella che dovrebbe essere una positiva collaborazione alla pari fra i 15 Comuni; un’egemonia di Forlì che riscontriamo anche nell’estensione a tutti i comuni dell’Unione del “mostro finanziario” Livia Tellus Romagna”: rincarano la dose Daniele Vergini, Simone Benini e Valerio Basciani.

Tra gli esempi di gestione negativa da parte dell’Unione i pentastellati ricordano anche quello dei servizi di polizia municipale: “Questo servizio, che già all’origine risultava sottodimensionato rispetto ai parametri di legge, è stato ulteriormente ridotto con l’avvento dell’Unione. Ci è sembrato decisamente contraddittorio il mantenimento in organico di 3 vice comandanti ed il contemporaneo tragico sottodimensionamento degli agenti sul territorio: come risulta dagli atti si è infatti preferito “lasciare a casa” numerosi vigili a tempo determinato (14 persone in meno sulle strade) pur di mantenere i 3 vicecomandanti e garantire un aumento di stipendio di 10.000 euro all’anno alla Comandante Elena Fiore”.

Anche la gestione ordinaria dei mezzi della polizia municipale risulta precaria. “La manutenzione dei mezzi deve obbligatoriamente essere fatta a Forlì, aumentando costi e generando perdite di tempo; inoltre è scaduto dal 1° gennaio 2016 il contratto per l’approvvigionamento del GPL e dal 1° marzo 2016 quello per il metano, considerando che metà del parco auto è alimentata con questi combustibili, è facile immaginare la situazione di gravissima difficoltà e mancanza di mezzi in cui versano gli agenti della Municipale. Ed altri esempi di gestione “allegra” potremmo citare”: scrivono gli esponenti del MoVimento 5 Stelle Daniele Vergini, Simone Benini e Valerio Basciani.

Insomma la “rivolUnione” (lo slogan elettorale di Drei, ndr) al momento è servita solo e soltanto a sottrarre le decisioni sui servizi associati al normale iter politico e autorizzativo dei provvedimenti. L’Unione è purtroppo un “votificio” al servizio del Comune egemone, che dietro il paravento di una presunta condivisione politica, rivela un carrozzone fatto di commissioni che esistono solo sulla carta (mai convocate da due anni), la spartizione tra pochi delle risorse che contano, e, forse cosa più triste, una pletora di consiglieri divisi tra inconsapevolezza, menefreghismo e voglia di compiacere troppo spesso la linea politica “che conta”: concludono i consiglieri del MoVimento 5 Stelle Daniele Vergini, Simone Benini e Valerio Basciani.

 

Bilancio dell’Unione: bocciata la richiesta di rinvio del M5S nonostante l’invio fuori tempo dei documenti

Nel consiglio dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese del 26 aprile è stata bocciata la richiesta del M5S di rinviare il bilancio. Valerio Basciani, consigliere M5S di Forlimpopoli, ha sostenuto in corso di seduta le motivazioni dei pentastellati, alla presenza in aula di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del M5S di Forlì, affermando che si tratta di “un vicenda molto grave”.

Con un atto politico di “forza” è stato approvato il rendiconto 2015 e previsionale 2016 nonostante sia stata inviata ai consiglieri la relativa documentazione in modo parziale e soltanto a poche giorni dalla seduta, per la precisione fra il 21 e il 22 aprile, mentre la legge prescrive la trasmissione degli atti “almeno 20 giorni prima”.

Si trattava di un corposo invio di documentazione relativa ad atti e delibere che ammontava a circa 650 pagine, contenenti dati ed informazioni contabili complessi che, visto lo scarso tempo a disposizione, non è stato possibile per i consiglieri più diligenti poter verificare.

“Sono stati violati i diritti dei consiglieri. Non è stata allegata in tempo utile la relazione del revisore e non si è fornito il tempo necessario per studiare le carte ed, eventualmente, presentare proposte ed emendamenti. La scusa fornita: che i documenti erano disponibili 20 giorni prima anche se non è stata inviata comunicazione ai consiglieri è del tutto risibile e smentita da quanto riportato nel verbale del revisore unico che afferma di aver ricevuto i documenti dalla Giunta solo il 18 e 21 aprile”.
A seguito di questa condotta il consigliere del Movimento 5 stelle Valerio Basciani ha abbandonato la seduta dell’Unione e entro pochi giorni depositerà in Prefettura un esposto indicando un’aperta violazione, da parte della Presidenza dell’Unione della Romagna Forlivese, degli obblighi di preventiva e corretta informazione così come prescritta dal Tuel, la legge che norma l’ordinamento degli Enti locali.
“In questa battaglia ribadiamo che le Unioni dei Comuni targate Pd altro non sono che un’occasione per rafforzare il potere di chi già lo detiene e falliscono nel loro mandato nominale di semplificare e sburocratizzare la macchina amministrativa”: affermano i due consiglieri pentastellati, che ricordano inoltre, come si sia parlando di un aggregato amministrativo che colleziona pasticci su pasticci: i documenti amministrativi, annullati e sostituiti, pubblicati nell’albo pretorio degli anni 2014 – 2015, e l’incapacità cronica nel gestire l’ordinaria amministrazione e la semplice distribuzione del lavoro e dei servizi fra i settori dei singoli Comuni, come nel caso dei problemi sorti per la polizia municipale.

 

L’unione dei Comuni del Forlivese di “stampo PD” è un Ente inutile, mal gestito e con sperpero di fondi pubblici

“A suo tempo ce le hanno propinate condite da parole d’ordine quali “semplificazione e sburocratizzazione” ma oggi si palesano per quello che realmente sono: un’ulteriore occasione per rafforzare il potere di chi lo detiene già. Queste sono, a nostro parere, le unioni dei Comuni marcate PD. In gran parte progetti fallimentari, come convenuto anche da Anci, Corte dei Conti e Ministero dell’Interno: “L’associazionismo comunale forzoso è fallito. L’’obbligo per i piccoli comuni di mettere insieme le funzioni su base demografica va messo definitivamente da parte per ripartire invece da forme di aggregazione spontanea, dal basso, sulla base di bacini omogenei per territorio” (Italia Oggi 30/10/2015). Anche l’unione dei Comuni della Romagna forlivese non sfugge a questa regola mostrando, nello specifico, una grande anomalia: l’eccessivo peso politico e di governance del Comune di Forlì che sbilancia di fatto quella che dovrebbe essere una positiva collaborazione alla pari”: a lanciare l’accusa sono i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

“Una egemonia di Forlì che riscontriamo anche nel “mostro finanziario” Livia Tellus Romagna estesa a tutti i comuni dell’Unione, una holding al cui interno è stato purtroppo inserito il progetto della società “in house” per la gestione dei rifiuti; pur condividendo la scelta di gestire questo servizio tramite una società pubblica, guardiamo con preoccupazione alla piega che ha preso il progetto, ritenendo che un consorzio intercomunale avrebbe garantito minori spese ed un controllo più diretto sulle scelte della società”: ricordano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.

I pentastellati ricordano anche un altro esempio di gestione negativa da parte dell’Unione, quello dei servizi di polizia municipale: “Un servizio che già all’origine risultava sottodimensionato rispetto ai parametri di legge, è stato ulteriormente ridotto con l’avvento dell’Unione. Ci sembra decisamente contraddittorio l’inserimento in organico di 2 vice comandanti ed 1 comandante, mentre si assiste ad un contemporaneo tragico sottodimensionamento degli agenti sul territorio; per fare un esempio di questa insufficienza di uomini a disposizione: se la sera, dopo le 18, dovesse verificarsi un qualsiasi incidente sul territorio di uno dei comuni, dovrebbe essere la pattuglia dei Vigili di Forlì (la sola a garantire servizi h24) a farsi carico del problema, lasciando la città di origine completamente sguarnita. Come possiamo definire questa scelta se non disorganizzazione?”: si domandano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

“In attesa di conoscere nel dettaglio il bilancio consuntivo 2015 dell’Unione, voci di corridoio ci assicurano che solo nel caso i cui i dipendenti avessero lavorato in modo impeccabile i costi di gestione potranno risultare, al massimo, pari a quelli del periodo pre-Unione, mentre è molto più probabile che il vero risultato sarà un aumento dei costi; se questo dovesse concretizzarsi potremmo dire senza possibilità di smentita che il Pd ha fallito ed ha sperperato soldi pubblici”.

I due consiglieri M5S comunicano poi di aver recentemente appreso che la Segretaria dell’Unione, Anna Maria Galassi, non è iscritta all’Albo Nazionale dei Segretari Comunali e Provinciali, caratteristica che sembrerebbe essere necessaria per rivestire questo importante incarico e affermano: “Ci chiediamo, al di là della sua legittimità, come questa nomina, varata dal precedente sindaco Balzani, possa essere stata ritenuta opportuna anche dall’attuale presidente dell’Unione e sindaco di Forlì, Davide Drei, che l’ha confermata; come può l’Unione dei comuni più grande d’Italia avere un segretario non iscritto all’albo!?”

I due esponenti pentastellati ricordano, infine, come Anna Maria Galassi sia già stata protagonista dell’incredibile sostituzione di tutte le determinazioni dirigenziali pubblicate online negli anni 2014 – 2015, effettuata d’ufficio (ammettendo che i file caricati in due anni di lavoro sull’albo pretorio erano ‘sperimentali e non validi’) e con il coinvolgimento dei dipendenti dell’ufficio ragioneria: “lei stessa aveva accusato i propri dipendenti di aver firmato digitalmente i file con la sua chiave privata, senza che ne fossero autorizzati. Un’incredibile anomalia che aveva dimostrato la totale mancanza di controllo sull’Ente da parte della dirigente“, concludono Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Il brutto pasticcio dell’annullamento dei documenti amministrativi dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. Il Movimento 5 stelle accusa: “Incompetenza o malafede: restituiranno i premi?”

Tutti i documenti amministrativi dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese pubblicati nell’albo pretorio degli anni 2014 – 2015, cioè fin dal momento della sua nascita ad oggi, saranno di fatto annullati e sostituiti. A dichiararne la non validità conclamata è stata Anna Maria Galassi segretario della stessa Unione.
Il motivo? A spiegarne le ragioni sono, in una nota congiunta, il Movimento 5 stelle di Forlì e di Forlimpopoli che ricostruiscono i fatti: “visionando la determina n. 526/2015 abbiamo visto che la Galassi ha definito tutti i documenti amministrativi pubblicati negli ultimi 2 anni sull’albo pretorio dell’Ente come file sperimentali e determine parallele e quindi, implicitamente, non validi! E lei stessa ha accusato inoltre i propri dipendenti di aver firmato digitalmente i file con la sua chiave senza che ne fossero autorizzati! A nostro parere si tratta di un’incredibile anomalia, che potrebbe costituire un enorme illecito amministrativo. O quantomeno – aggiungono i pentastellati – dimostra la totale mancanza di controllo sull’ente da parte dei dirigenti, o forse sarebbe meglio dire del dirigente, poichè fino a pochi mesi fa la stessa Anna Maria Galassi era l’unica figura dirigenziale, e ancora oggi accentra a sé multiple posizioni chiave: segretario, dirigente ed economo dell’Unione. Inoltre, come se non bastasse, la Galassi riveste anche il ruolo di direttore dell’Asp San Vincenzo De’ Paoli per il territorio di Civitella di Romagna, Galeata, Premilcuore e Santa Sofia.
Ci chiediamo come sia stato possibile, nell’arco degli ultimi due anni, che nessuno tra chi riveste posizioni apicali  si sia mai accordo di niente. E vista questa ultima clamorosa scelta di annullare e sostituire due anni di atti amministrativi per incompetenza, ci chiediamo anche: annulleranno e restituiranno anche i premi di produttività dei dirigenti?”.
Anche perché, ricordiamo, mentre qualcuno fa e disfa con leggerezza sull’albo pretorio, assistiamo, ad esempio, ad una polizia municipale in rivolta, con gli agenti vessati da turni massacranti e straordinari non pagati, e  ai dipendenti del servizio informatica forzatamente trasferiti che denunciano un trattamento non equo.
“Una gestione da Repubblica delle banane, un mix di incompetenza, gestione arbitraria e uso delle risorse pubbliche e del personale degli enti locali che grida vendetta, se si pensa che l’Unione era nata per migliorare i servizi e diminuire i costi. Un’ulteriore prova di quale involuzione stia attraversando il Pd da troppo tempo ormai al governo in questo territorio”: conclude il comunicato stampa congiunto del Movimento 5 stelle di Forlì e di Forlimpopoli.

 

Avvilenti conferme dall’Unione dei Comuni! Il M5S informa i cittadini!

Lunedì 21 luglio si è svolta la prima seduta del Consiglio dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, cui partecipano di diritto anche due consiglieri M5S, in rappresentanza di Forlì e Forlimpopoli.

Il M5S, come già dichiarato durante la campagna elettorale, ritenendolo inutile duplicazione di quelli già esistenti, è decisamente contrario a questo nuovo organismo politico/burocratico che, anziché ridurre i costi e migliorare i servizi, comporterà un aumento di burocrazia e poltrone.
In questo periodo storico dove la tendenza è ridurre gli enti territoriali, tendendo per esempio all’eliminazione delle Province (senza poi farlo veramente!), non ha infatti alcun senso crearne di nuovi, visto che la gestione associata che dovrebbe portare a razionalizzazioni, risparmi e nuove economie di scala, può essere realizzata attraverso più semplici convenzioni ad hoc tra Comuni (eventualmente revocabili in caso di accertato malfunzionamento). La creazione di un ulteriore Ente locale non porta, infatti, a migliorare funzioni e servizi, ma piuttosto ad aumentare costi e tempi della burocrazia, a creare confusione, a ridurre le responsabilità, ad aumentare e nascondere meglio gli sprechi, e, in sostanza, a prendere in giro i cittadini.

Durante questa prima seduta i consiglieri M5S hanno assistito sgomenti, ad uno spettacolo di totale disinteresse di una gran parte dell’assemblea, con alcuni Sindaci che erano troppo impegnati a masticare chewing gum o a “smanettare” con i loro smartphone, per trovare il tempo di partecipare alle votazioni, fino al punto in cui un consigliere della maggioranza ha dichiarato che si stava perdendo tempo e, poiché era quasi mezzanotte, lui voleva andarsene a casa (parole testuali: “se si continua così, si fa notte, io non ci vengo più anche perché nessuno prende il gettone di presenza”… parole che si commentano da sole!!)

Il consigliere M5S di Forlimpopoli, Basciani, ha cercato invano di proporre alcune importanti modifiche al documento sulle “linee guida per nomine/assegnazioni incarichi dei rappresentanti l’Unione presso Enti, Aziende, Istituzioni”; ha proposto che la nomina sia vincolata all’accettazione della Carta di Pisa contro la corruzione, che non sia possibile nominare soggetti con condanne penali definitive (anche senza specifica interdizione perpetua dai pubblici uffici) e che la assegnazione/revoca degli incarichi sia facoltà assegnata a tutto il Consiglio e non al solo Presidente.

Nell’indifferenza generale della maggioranza dei presenti, le richieste non sono state nemmeno messe in votazione, senza comunicarne le motivazioni… semplicemente ignorandole!
Lo stesso atteggiamento indifferente è stato tenuto anche nei confronti del consigliere di un piccolo Comune (Portico e San Benedetto) che si sentiva poco considerato e che poneva il problema di come i suoi cittadini fossero più bisognosi di immediato/reale aiuto rispetto a quelli di Comuni più grandi e ricchi.

E’ stato inoltre richiesto più volte di definire chiaramente quali siano gli obiettivi principali dell’Unione, in che modo li si intenda perseguire e che cosa accadrà se alla Provincia, come sembra, non saranno sottratte le attuali competenze; l’unica risposta che siamo riusciti ad ottenere è stata “Voi siete capaci soltanto di fare polemica sul web”!

Lo scopo di questo nuovo Ente ci pare quindi chiaro: portare in Consiglio decisioni già preconfezionate dalla Giunta dei Sindaci al fine unico di farle votare, ratificare e legittimare politicamente… senza alcun reale confronto!

MoVimento 5 Stelle Forlì

 

L’Unione a 15 e i risparmi inesistenti

L’Unione dei 15 Comuni della Romagna Forlivese, avviata dal primo aprile scorso, a differenza di quanto viene sbandierato dalla politica locale, non comporterà assolutamente un risparmio economico. Risulta infatti evidente come ai 15 Consigli Comunali (e alle rispettive Giunte e Sindaci) attuali si venga così ad aggiungere un nuovo ed ulteriore Consiglio con tanto di Commissioni, una nuova Giunta ed un nuovo Presidente dell’Unione, tutti nominati e non eletti!

L’Unione potrebbe rappresentare un effettivo miglioramento dei servizi al cittadino solo nel caso ci fosse la volontà reale di investire sia in termini economici che di impiego delle risorse umane, ma, purtroppo e dati alla mano, questa non appare essere nelle intenzioni!

La realizzazione dell’Unione non dovrebbe poi prescindere dalla condivisione con i lavoratori che vi operano e dalle buone relazioni con il mondo sindacale che li rappresenta; purtroppo anche questo aspetto appare fortemente problematico vista la recente proclamazione dello stato di agitazione promosso dai Sindacati!

Ci chiediamo quindi perché, nonostante l’assenza di obblighi, il Comune di Forlì abbia aderito a questa unione che non porterà alcun vantaggio tangibile ai cittadini ma soltanto la creazione di ulteriori posti dirigenziali, infrastrutture ed uffici, i quali continueranno a vivere nella loro totale indipendenza anche se in futuro i Comuni decideranno di ritornare sui loro passi ritirando le deleghe.

In particolare in riferimento all’art. 7 comma 3 dello Statuto relativo l’adesione all’Unione, chiediamo se sia stata fatta una analisi preventiva di fattibilità in merito al conferimento delle funzioni per valutarne costi e benefici. Per quali motivazioni, ad esempio, è stata valutata la necessità di ben tre vicecomandanti presso la Polizia Municipale? Soprattutto perché, vista l’attuale carenza di risorse economiche ed umane, sarà molto difficile garantire un controllo adeguato del territorio allargato.

Proprio in questo particolare momento pre-elettorale, l’adesione all’Unione ci appare come una decisione politica volta esclusivamente al rinnovo ed all’aumento degli incarichi politici (in altre parole: “poltrone”)!

Movimento 5 Stelle Forlì

 

Unione dei Comuni, il gioco delle tre carte

La realizzazione dell’Unione dei 15 Comuni del forlivese, che partirà da gennaio 2014, dovrebbe permettere sulla carta di creare delle economie di scala, nel dimensionare i servizi e creare le condizioni per la sopravvivenza dei piccoli comuni che, pur mantenendo la loro identità, possono accorpare servizi al fine di ridurre i costi pro-capite e ridurre pro-quota le spese fisse di gestione di alcuni servizi

Il vice sindaco di Rocca, Francesco Casanova aveva espresso che non ci sarebbero dovute essere disparità di trattamento economico fra i dirigenti dell’Unione e dipendenti comunali. Il capogruppo di minoranza Alessandro Guidi aveva invece asserito: “con questa decisione Forlì si proietta oltre le sue mura cittadine e i territori vi entreranno dentro a tutti gli effetti” mentre il consigliere di minoranza Oriano Rimini aveva auspicato “vantaggi economici e turistici” dalla nuova Unione.

Il sindaco di Forlì, Roberto Balzani aveva inoltre chiarito nei dettagli: “la svolta storica che si sarebbe avuta con l’Unione a 15 che raggruppa 188 mila abitanti, la prima unione del genere in Italia, che potrebbe essere di esempio per ridurre gli 8 mila comuni a 287 unioni (270 sotto i 190 mila abitanti e 17 sopra)”.

Avendo avuto la pazienza e la possibilità di leggere le infinite pagine di delibere che alcuni Comuni avevano redatto per l’adesione a questo Ente siamo in grado di fare qualche considerazione in merito alle molte dichiarazioni fin qui rilasciate, alcune delle quali fuorvianti.

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