Aeroporto di Forlì, Halcombe annulla l’assemblea dei soci. M5S: “E’ la parola ‘fine’ a un triste teatrino di promesse disattese e superficialità politica”

“La notizia dell’annullamento dell’assemblea dei soci di Air Romagna SpA che si doveva tenere martedì 26 luglio per aggiornare i soci e tutta la cittadinanza sul futuro dell’aeroporto di Forlì è di una gravità senza precedenti. Getta la parola fine sulla girandola di promesse disattese, investimenti mai decollati, scortesie istituzionali e l’incredibile sfrontatezza di un manager, stiamo parlando di Robert Halcombe patron della società chiamata a gestire il Ridolfi, che è riuscito ad ottenere credito politico dagli amministratori locali (tutti del Pd) per ben due anni, pur non avendo mai presentato un progetto industriale serio e credibile”.

Questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, che già nell’ultima seduta del consiglio comunale si erano sentiti rispondere dal sindaco Drei a un question time sul tema che “Forlì ha finito la pazienza, non è più disponibile a dare credito a Robert Halcombe”.

“Per ultimi, il sindaco Drei, e con lui il deputato del Pd Marco di Maio (che a settembre 2014 parlava dell’affidamento alla cordata Halcombe come di “un risultato importantissimo” a cui aveva “lavorato tantissimo”), prendono le distanze da questa operazione fallimentare. E addirittura cercano di accreditarsi come punto di riferimento per nuove iniziative di rilancio dell’aeroporto di Forlì, magari attorno ad Armando De Girolamo, uno dei tre soci di Air Romagna con il 5% (l’altro 3% è di Calisto Maurilli, il 92% di Halcombe). Ai politici del Pd chiediamo maggiore sobrietà politico-istituzionale visto che in questi 2 anni loro stessi e l’intera città sono stati presi in giro da Halcombe. Non ci dimentichiamo che furono proprio Drei e il deputato Marco Di Maio ad esultare quando il bando fu assegnato all’americano, e cercarono di accreditare al Pd il merito di aver sbloccato la situazione. Per anni abbiamo chiesto al sindaco di vedere il piano industriale e di incalzare Halcombe nel rispetto dei patti ma nulla è stato fatto. E adesso le ultime notizie ci dicono che la situazione è precipitata”.

Enac che tiene sotto osservazione la situazione dello scalo di via Seganti è chiamata da più parti (anche dai sindacati, che poi giorni fa sono intervenuti) a staccare la spina e attivare un nuovo bando o lasciare terreno libero a una nuova proposta imprenditoriale. Alla politica – in tempi in cui tocca al privato investire, vista la voragine di soldi pubblici andati in fumo nella precedente gestione Seaf: 12 milioni di debiti e il Comune di Forlì, azionista di riferimento con il 49% delle quote – tocca assumersi la responsabilità di accertare se l’aeroporto possa funzionare senza inutili scaricabarile o ulteriori investimenti che ricadrebbero sulle tasche di tutti i cittadini. Questo è il messaggio del Movimento 5 stelle di Forlì.

“Se invece l’aeroporto di Forlì non è economicamente sostenibile, visto che l’integrazione tra gli scali romagnoli è fallita e la Sab di Bologna non intende alleggerire il traffico dell’aeroporto Marconi dirottando alcuni voli a Forlì, allora, bisogna avere il coraggio e l’onestà di dirlo ai cittadini, per poi decidere – tutti assieme – una diversa destinazione dell’aerea. Magari avviando una consultazione pubblica, un vero e proprio referendum sull’aeroporto. Decidano i forlivesi, si ascolti la loro voce, piuttosto che quella dei tanti esponenti del Pd che un giorno si dicono a sostegno di Halcombe e il giorno dopo spalleggiano manager come Armando De Girolamo che, nei fatti, è rimasto l’unico punto di riferimento dentro quella società. Il primo ad essere stato tradito dalle tante parole al vento dell’imprenditore americano”: aggiungono i pentastellati.

Pochi giorni fa erano intervenuti sulla vicenda anche i consiglieri regionali del M5S che in un’interrogazione avevano chiesto alla giunta Bonaccini di valutare, alla luce dell’inoperatività dello scalo di Forlì e della totale assenza del piano industriale, una nuova richiesta all’Enac per l’indizione di un nuovo bando per l’affidamento gestionale dell’aeroporto.

“Aspettare ancora, far passare l’ennesima estate – concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini – provocherebbe ancora più danni di quelli che già si sono registrati in questi ultimi anni”.

 

Vittoria M5S: il consiglio comunale approva la nostra mozione sui “contrassegni rosa”

“Meglio tardi che mai. Ed ora si passi dalle parole ai fatti. Si realizzi concretamente e subito la proposta del “contrassegno rosa”, il pass speciale per le future mamme in stato di gravidanza, che in aggiunta ai già esistenti “parcheggi rosa” permetterà loro di parcheggiare gratuitamente nelle strisce blu che come Movimento 5 stelle abbiamo presentato nel febbraio scorso (5 mesi fa!) e soltanto martedì è stata approvata dal consiglio comunale”.

Questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, alla via libera alla mozione che chiedeva l’istituzione del contrassegno speciale per le donne in stato di gravidanza o con prole neonatale.

“Considerato che la già attiva iniziativa delle “piazzole rosa riservate” nei parcheggi di via Oriani, via Manzoni e nell’interrato di viale Vittorio Veneto, è comunque da ritenersi positiva anche se gli spazi riservati possono risultare insufficienti e la distanza degli stessi dal centro storico è abbastanza elevata, sarebbe molto più pratica ed efficace l’assegnazione di un apposito contrassegno alle donne in stato di gravidanza o con prole di età inferiore ad un anno, aventi la residenza nel Comune di Forlì. Un pass che consenta al veicolo condotto dalla richiedente la possibilità di sosta in esenzione al pagamento del parcheggio e in deroga alla sosta regolamentata a tempo (disco orario), su tutti i parcheggi del Comune di Forlì”: nota il Movimento 5 stelle di Forlì.

In molte città d’Italia il Contrassegno Speciale Gravidanza è già una realtà con un permesso che intende agevolare la sosta, all’interno di aree segnalate da una cartellonistica verticale e da strisce rosa sull’asfalto, offrendo alle donne in stato di gravidanza e a mamme con neonati al seguito un’opportunità di parcheggio senza difficoltà nei luoghi da loro più frequentati e dove la sosta è problematica, nel rispetto della regolamentazione della zona in cui si parcheggia.

“Si tratta di un provvedimento che a Forlì interesserà un migliaio di neo mamme circa (numero totale di parti nel 2015 a Forlì 1.138, nel 2014 ben 1219 nascite, nel 2013 hanno visto la luce 1.327 bambini, 1.364 nel 2012, e 1.371 nel 2011) e che rappresenta un sostegno socio-economico che solleva almeno un po’ una delle categorie più a rischio (donne, mamme e soprattutto giovani) e duramente colpite dalla crisi. Il Comune di Forlì si attivi immediatamente per identificare le aree idonee e consentire l’utilizzo del “contrassegno rosa” già entro questo mese”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Viabilità, parcheggi e privilegi della “casta”. M5S Forlì: “Stop ai pass per l’accesso agevolato dei politici in centro storico”. I pentastellati presentano 4 mozioni sulla sicurezza stradale e il bike sharing

pass_ztl_cariche_politiche“A nostro parere gli amministratori pubblici dovrebbero essere sempre d’esempio per i cittadini e rinunciare spontaneamente ai loro privilegi! Volete un esempio? A Forlì i consiglieri comunali, il sindaco, gli assessori ed altre cariche politiche fruiscono di un pass per l’accesso e la sosta all’interno della ZTL del centro storico al costo simbolico di 50 euro l’anno (con la facoltà di utilizzare fino a tre auto diverse, anche se non direttamente intestate al proprietario del pass). Lo stesso pass per i normali cittadini non residenti ha un costo annuo di 550 euro, un milione di vecchie lire! Quasi tutti gli assessori e consiglieri, anche di minoranza, godono di questo permesso speciale e sia il sindaco Drei che la vicesindaco Zanetti, quest’ultima colta alcuni giorni fa a parcheggiare negli stalli per disabili, hanno in utilizzo il pass proprio su 3 targhe diverse, il massimo consentito! Ricordiamo che il regolamento prevede il divieto dell’uso contemporaneo delle 3 targhe… ma chi controlla?”.

A porre la domanda sono i due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, che hanno rinunciato a questo privilegio, non concesso nemmeno ai dipendenti comunali.

“L’unico gruppo che, da subito, ha rinunciato per la totalità dei suoi componenti a questa possibilità è ovviamente il 5 Stelle, interrompendo una tradizione opposta, ormai consolidata negli anni, cui nessun partito aveva mai rinunciato. Sempre noi del 5 Stelle siamo anche gli unici ad utilizzare il bike sharing comunale ad eccezione del consigliere PD Massimo Zoli che però ha fatto un abbonamento solo quadrimestrale, si presume per la bella stagione…”.

Con la vicenda ancora bollente del parcheggio negli stalli dei disabili da parte della vicesindaco Zanetti, il Movimento 5 stelle di Forlì intende battere sul ferro caldo dei privilegi della casta.

“Dopo aver saggiato con mano il doppiopesismo e l’arroganza di questa maggioranza, che spera nella disattenzione dei cittadini ed è convinta di farla sempre e comunque franca, crediamo sia arrivato il momento di evidenziare altre importanti questioni relative ai privilegi che questi amministratori si sono arrogati fin dall’insediamento. Riteniamo che i tempi siano maturi per presentare in consiglio comunale alcune proposte del nostro programma elettorale in tema di mobilità sostenibile, rinuncia ai privilegi, sicurezza stradale e rispetto delle utenze deboli”: aggiungono Daniele Vergini e Simone Benini.

Nello specifico, il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle di Forlì, ha presentato oggi 4 mozioni volte a:

“Queste nostre proposte sono concretamente attuabili in tempi brevi e speriamo che la maggioranza PD in consiglio comunale non si affretti a bocciarle soltanto perché proposte dal M5S ma, comprendendone l’oggettiva utilità, decida di farle diventare realtà anche a Forlì”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, Daniele Vergini e Simone Benini.

Clicca qui per scaricare la lista dei consiglieri e assessori che usano il pass ZTL a 50 euro annui a confronto con la lista di coloro che invece usano il bike sharing comunale

 

Il Ridolfi di Forlì è a tutt’oggi un aeroporto fantasma! Il PD ora è “preoccupato”… ma non potevano pensarci prima?!

“Il Movimento 5 Stelle di Forlì manifesta fortissime perplessità per la situazione che si è venuta a creare nella gestione dell’aeroporto Ridolfi. L’Enac, senza valide e specifiche motivazioni, ha concesso all’imprenditore americano Robert Halcombe, amministratore unico di Air Romagna, una proroga dell’apertura, inizialmente fissata al 31 ottobre 2015, al 20 novembre prossimo. Questa agevolazione, ottenuta in assenza di un vero e proprio piano industriale e senza rassicurazioni sull’utilizzo del personale dell’ex società di gestione Seaf, continua a lasciare in ansia e senza stipendio quella quarantina di persone che da mesi attende di conoscere la propria sorte. Nonostante i proclami dei politici locali come il sindaco Drei e dei parlamentari Pd come Marco Di Maio, che, fino a poco tempo fa, esultavano per quella cordata di imprenditori in grado di garantire il decollo dello scalo, a tutt’oggi l’aeroporto di Forlì nient’altro è che una struttura fantasma a concreto rischio degrado”. A lanciare questo allarme sono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini che, per sottolinearne la gravità, lanciano sul web un video puntando proprio sull’ironia dei voli fantasma, che ha tutte le carte in regola per diventare una “clip virale”.

“In questa vicenda – aggiungono i due pentastellati – sono emerse più che evidenti le gravi responsabilità della giunta Regionale dell’Emilia-Romagna che, oltre a non essere stata all’altezza di varare un Piano Regionale integrato dei Trasporti in grado di evitare la guerra fra gli scali aeroportuali del nostro territorio, si è anche dimostrata incapace di salvaguardare i livelli occupazionali degli scali di Forlì e Rimini. L’unico risultato ottenuto infatti, nonostante da mesi gli organi istituzionali, gli enti locali, alcune forze politiche ed il Pd forlivese in particolare, avessero espresso quelle rassicurazioni che si sono dimostrate velleitarie alla verifica di queste ore, è che i dipendenti ex Aeradria Rimini ed ex Seaf Forlì sono gli unici che scontano sulla propria pelle gli errori commessi da politica e mala gestione.”: aggiungono Daniele Vergini e Simone Benini.
“Nonostante la proroga al 20 novembre, oltretutto non vincolante e che sembra offrire allo stesso Halcombe opportunità, mai smentite, di vendere la maggioranza delle sue quote in Air Romagna, si potrebbe addirittura configurare, nella peggiore delle ipotesi, la chiusura dell’operatività di entrambi gli aeroporti, con conseguenti pesanti danni economici e lavorativi all’indotto del ramo avio-trasporto di Forlì e Rimini. Per un movimento come il nostro, che ha a cuore i livelli occupazionali e la gestione oculata delle risorse economiche pubbliche e private, si prefigurerebbe una situazione inaccettabile, dal sapore ancora più amaro viste le parole spese al vento, le promesse mancate e le tante strumentalizzazioni che i politici locali hanno fatto delle vicende relative agli scali romagnoli. Marco Di Maio, Drei e l’assessore regionale Donini soltanto oggi si dicono “preoccupati”… ma non potevano pensarci prima?!”: concludono consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

 

La Orte-Mestre rimane in pista: PD, Lega, NCD e FI votano contro il ritiro del progetto

Il Governo toglie dal DEF la Orte-Mestre, ma i partiti di maggioranza mantengono in pista la nuova autostrada. Martedì alla Camera erano infatti in votazione le mozioni parlamentari del Movimento 5 Stelle e di SEL che chiedevano il ritiro definitivo del progetto, e che se fossero state approvate avrebbero scritto la parola “fine” sulla Orte-Mestre.

Peccato che PD, NCD e FI, sempre uniti quando si tratta di grandi opere”, abbiano votato contro respingendo i due documenti. Ma non è tutto, perché sia il gruppo parlamentare della Lega che quello del PD hanno presentato sullo stesso tema delle mozioni alternative molto ambigue; e se la proposta della Lega è stata respinta per ragioni di schieramento, quella del PD è invece passata a larga maggioranza con voto bipartisan. Nel testo approvato, oltre a difendere lo strumento truffaldino del “project financing”, si chiede al Governo di trasformare la Romea in una non meglio precisata “arteria veloce a basso impatto ambientale” che con ogni probabilità sarà a pagamento.

Incredibile poi che tra i firmatari della mozione figuri anche Ermete Realacci, il presidente onorario di Legambiente, già protagonista del voto favorevole sullo Sblocca Italia, nonostante l’associazione si sia schierata contro l’opera.

Il segnale politico che esprime questo voto è fin troppo chiaro: mettiamo in congelatore la Orte-Mestre fino a quando si saranno calmate le acque agitate delle varie inchieste in corso, poi al momento opportuno la scongeliamo.

Facciamo nostre le parole di Rebecca Rovoletto e Lisa Causin di Opzione Zero: “Li aspettavamo al varco, perché sapevamo che del Governo Renzi e della sua maggioranza non ci si può mai fidare: il fatto che l’opera non sia inserita nel DEF rallenta per ora l’iter di approvazione del progetto, ma fino a quando la Orte-Mestre rimarrà nel PIS (Piano delle Infrastrutture Strategiche) non potremmo mai abbassare la guardia, e il voto di ieri lo dimostra”.

PD, Lega, Forza Italia, NCD continuano a cercare di mettere in cantiere un’opera che serve solo a rimpinguare le casse della corruzione, delle mazzette, degli amici degli amici, delle assunzioni dei parenti in un mare di putrescenza della vecchia politica, per affidare i lavori alla società di Vito Bonsignore, indagato nell’inchiesta “Sistema”.

Lupi non c’è più, ma i “lupetti” con Renzi e Delrio in testa e con la complicità dei vecchi partiti (maggioranza e finta opposizione), continuano la sua opera.

Il Movimento 5 stelle attraverso i suoi straordinari portavoce alla Camera (fra gli altri Michele Dell’Orco ed Arianna Spessotto) sarà sempre vigile ed attento che non si compia questo scellerato progetto di privatizzazione ma si farà anche portavoce verso i Comuni, le Regioni e il Governo per ottenere la messa in sicurezza di una arteria pubblica importante.

 NO ALLA ORTE-MESTRE! SI ALLA E45 PUBBLICA E SICURA!

 Coordinamento Romagnolo M5S contro la Orte-Mestre

 

Autostrada Orte-Mestre (E45-E55): noi diciamo no!

Il progetto di ammodernamento della E45 / E55, approvato nella seduta dell’8 novembre 2013 dal CIPE (Comitato Interministeriale per la programmazione economica) e che rientra nell’elenco delle infrastrutture strategiche, in conformità a quanto previsto dalla «legge obiettivo» e automaticamente inserita nel Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL), nel post elezioni europee, torna prepotentemente di attualità.

L’autostrada Orte-Mestre, costituisce una delle opere più grandi e impattanti previste nella «legge obiettivo» ma come confermato dalla Commissione europea, il corridoio autostradale Civitavecchia-Orte–Mestre non è ricompreso tra i corridoi infrastrutturali e intermodali considerati strategici per lo sviluppo delle vie di comunicazione in Europa.

Come noto, il soggetto promotore del progetto autostradale risulta essere insieme ad ANAS S.p.A., una cordata di imprese e di banche capeggiata dalla Società GEFIP Holding, di proprietà dell’europarlamentare Vito Bonsignore, coinvolto nella Tangentopoli di vent’anni fa, con una sfilza di procedimenti giudiziari, ora artefice del rilancio della mega opera con la benedizione del Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, ovviamente desideroso di legare il suo nome ad un’opera destinata a restare nella storia d’Italia, dimostrando che il governo delle larghe intese (prima LETTA e ora RENZI) non solo è vivo e vegeto, ma quando si tratta di affari con nove zeri anche molto attivo.

Tale infrastruttura, verrà realizzata quindi integralmente in regime di project financing con un investimento complessivo stimato in quasi 10 miliardi di euro, circa 2 miliardi e 600 milioni in più di quelli inizialmente preventivati dal CIPE e sarà affidata in concessione per 50 anni. La società che si aggiudicherà l’appalto e la concessione dell’opera potrà inoltre beneficiare della prima applicazione della legge per la defiscalizzazione delle opere di project financing, con un credito di imposta, quantificabile in circa 2 miliardi di euro, riconosciuto su Ires, Irap e Iva e valido per 15-20 anni. I rimanenti 8 miliardi di euro necessari per realizzare l’opera dovrebbero essere anticipati dalla stessa società privata utilizzando il sistema di project financing e di project bond, fatto salvo il sostegno pubblico, qualora le condizioni pattuite in sede di convenzione sulla base del Piano economico e finanziario dovessero venire meno (ad esempio livelli di traffico insufficienti).

L’opera prevede la realizzazione ex novo di una autostrada a quattro corsie nel tratto Ravenna-Mestre e l’adeguamento della superstrada E-45, per un percorso complessivo di 396 chilometri, con139 chilometri di ponti e viadotti, 64 chilometri di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia, 83 svincoli 2 barriere di esazione e 15 aeree di servizio, attraversando Lazio, Umbria, Toscana, Romagna e Veneto, interessando 11 province e 48 Comuni. Il tracciato della nuova autostrada interferisce con importanti zone di interesse storico, paesaggistico ed ambientale come, per esempio, il Parco delle Foreste Casentinesi, la Valle del Tevere, il Delta del Po, le Valli del Mezzano, la Laguna di Venezia, la zona archeologica nei dintorni di Lova, la Riviera del Brenta. Solo nel tratto Romagnolo-Veneto il consumo suolo sarebbe stimato in 3.300.000 mq di terreno, per la quasi totalità agricolo ed il tracciato autostradale andrebbe ad interessare 11.000 ettari di siti di interesse Comunitario, 5800 zone a Protezione Speciale, e 8300 ha di parchi regionali.

La strada statale 309 Romea, è stata classificata, come riportato dai rilevamenti statistici dell’ACI e dell’ISTAT, come una delle strade più pericolose di Italia, come numero di incidenti stradali per chilometro e al numero di decessi per incidente. Governo, Regione Veneto e ANAS S.p.A. hanno demandano la risoluzione del problema legato alla insicurezza dell’arteria SS 309, alla realizzazione della nuova autostrada Orte-Mestre, parallela all’attuale Romea commerciale, ma il progetto preliminare approvato dal CIPE non contiene alcun provvedimento significativo diretto alla riqualificazione messa in sicurezza della SS 309 Romea, come scarsi sembrano i fondi per la manutenzione della E45 esistente, il cui stato di degrado e perenne presenza di cantieri è tristemente nota a tutti i cittadini.

A fronte delle gravi ripercussioni che la realizzazione della nuova autostrada comporterebbe in termini di consumo di suolo, aumento dell’inquinamento atmosferico ed acustico, aumento del rischio idrogeologico, danni al settore agricolo e turistico, riversamento di traffico sulla viabilità locale e sulle vecchie arterie statali (non a pagamento), per noi del MoVimento 5 Stelle il ritiro del progetto preliminare è l’unica soluzione.

Chiediamo che siano assunte iniziative per avviare, in tempi rapidi, un programma di interventi urgente per la messa in sicurezza del tracciato dell’attuale E45 e della SS 309 Romea, finalizzato alla riqualificazione e al potenziamento delle infrastrutture esistenti, al fine di migliorare la viabilità e la sicurezza sull’arteria.

Di aprire un tavolo di confronto con tutte le amministrazioni locali interessate dal tracciato, le associazioni di categoria, le forze sindacali, le associazioni e i comitati ambientalisti, al fine di raccogliere le loro istanze ed individuare alternative più sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico, sia sul breve che sul medio periodo.

Noi chiediamo con forza a tutti i cittadini Romagnoli (Veneti, Toscani, Umbri e Laziali) di non permettere la realizzazione di questa OPERA e di gridare con forza il proprio sdegno. E’ pura follia !

Se non ti occupi di politica, la politica si occuperà di te !

MoVimento 5 Stelle Forlì

 

Piste ciclabili pericolose a Forlì: il caso di viale Kennedy

ciclabile-kennedyIl M5S Forlì che, in linea con il M5S nazionale, è assolutamente favorevole alla nascita di nuovi percorsi “ciclourbani” che incentivino l’uso di biciclette e veicoli ecologici alternativi, vuole comunque puntualizzare come queste realizzazioni debbano essere precedute da studi di fattibilità/progettazione accurati, che permettano la realizzazione di strutture funzionali/sicure per il cittadino.

Senza entrare nel particolare delle disposizioni tecnico/esecutive cui ci si deve attenere per raggiungere gli obiettivi di cui sopra e che sicuramente la nostra Amministrazione ben conosce, ci sembra comunque che, in fase esecutiva, non si sa se per negligenza o colpa, queste vengano sempre più spesso disattese!

Quello che ci preme segnalare oggi è uno specifico aspetto di questa “improvvisa fregola creativa della pista ciclabile”, segnalataci da vari cittadini, che nasce e procede imperterrita, soprattutto in questo periodo pre-elettorale, a prescindere dalla reale necessità della cittadinanza e dalla necessaria sicurezza stradale!

Ci riferiamo al tratto di nuova pista ciclabile realizzata in viale Kennedy, fra via Focaccia e viale Spazzoli; è una pseudo continuazione di una porzione già esistente da tempo (anche lei con qualche problema: se in bicicletta si passa rasenti al marciapiede si rischia di sbattere la testa contro il tronco di un Pino quasi divelto) che rimane però sfalsata rispetto a questa di circa 4 metri (come si evince dalle foto), creando, anche per colpa dei parcheggi, un ostacolo visivo sia alle auto che da via Focaccia entrano in viale Kennedy, sia ai ciclisti che attraversano l’incrocio!

Oltre alla valutazione negativa sull’oggettiva necessità, utilità e scelta costruttiva della suddetta pista ciclabile, ci permettiamo di suggerire come si potrebbe risolvere il problema sicurezza stradale in quel punto:

  1. trasformare via Focaccia, una stradina stretta e poco trafficata, in un senso unico direzione SE
  2. eliminare un posto macchina dai nuovi parcheggi, per rendere l’approccio delle biciclette all’incrocio visibile con maggiore anticipo

Tornando a conclusioni più generali ci sembra evidente come una scarsa progettualità sostenibile da parte di questa Amministrazione comunale e soprattutto la totale mancanza di una condivisione preventiva con la cittadinanza, si risolva nel purtroppo classico sperpero di soldi pubblici.

Movimento 5 Stelle Forlì