Mobilità e piano del traffico, dalla Giunta solo bugie e spot elettorali!

put“A fine luglio, a seguito della petizione contro i tir del quartiere Cava, avevano nuovamente criticato per l’ennesima volta l’Amministrazione per non aver realizzato il piano urbano del traffico (PUT), obbligatorio per i comuni con più di 30.000 abitanti, costituito da un insieme coordinato di interventi per il miglioramento delle condizioni della circolazione stradale, uno strumento indispensabile per garantire soluzioni organiche in grado di risolvere realmente i problemi di traffico e mobilità della città”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“Un piano che fu solo parzialmente pianificato nel lontano 2007 ma da allora mai attuato, nonostante la legge prevedesse fra l’altro l’obbligo di aggiornarlo ogni due anni! Avevamo presentato anche una interrogazione e chiesto un parere al segretario comunale sull’inadempienza alla normativa, ma tutto è stato “abilmente” rinviato a dopo la pausa estiva, perchè la giunta doveva ovviamente confezionare l’ennesima favoletta per nascondere una delle loro tante inadempienze – attaccano i pentastellati – L’invenzione dell’assessore Ravaioli è stata quella di spacciare il piano della mobilità sostenibile (PUMS), questo si realizzato con delibera di giunta, come equivalente al piano del traffico (PUT), ma gli addetti ai lavori ci insegnano che si tratta di due piani completamente diversi: il PUMS infatti è un piano strategico di medio-lungo termine, con il quale si progettano nuove opere per poter partecipare a bandi, il PUT al contrario è un piano di gestione di breve periodo, che si attua a “risorse infrastrutturali inalterate”, serve in parole povere ad organizzare al meglio l’esistente, ed è questo il piano che servirebbe alla città ma non è mai stato realizzato! Sostituendolo di volta in volta con soluzioni tampone, senza una visione d’insieme”, spiegano Vergini e Benini.

“Sui motivi del perchè questo piano non sia mai stato fatto abbiamo poi un grosso sospetto: quando a fine 2016 venne approvata la variante tematica al piano del commercio, che diede il via libera potenzialmente a 96 nuovi centri commerciali con medio-grandi strutture di vendita, ci colpirono molto le grosse critiche mosse da alcune associazioni di categoria all’Amministrazione, Confesercenti parlò addirittura di “forzatura incoerente” e di come fosse insensata l’assenza di valutazioni degli impatti sul traffico veicolare di queste nuove strutture. Ora, facendo una facile deduzione, è evidente capire come la presenza di un piano del traffico, che avesse fotografato lo stato della mobilità forlivese, avrebbe forse reso più difficile deliberare la possibilità di dare il via libera all’edificazione di tutti questi centri commerciali ignorando l’impatto che questi avrebbero avuto sul traffico veicolare, è quindi evidente come l’assenza del piano lasci maggiormente le mani libere all’Amministrazione anche in ambito urbanistico per favorire le solite e inutili cementificazioni”.

“Infine rispediamo al mittente anche gli altri spot elettorali dell’assessore Ravaioli che, partendo del millantato futuro raddoppio da 90 a 180km della rete di piste ciclabili fino ad altre poco credibili promesse elettorali, vorrebbe far credere agli elettori che la sua parte politica sia a favore della mobilità dolce, quando durante questo mandato è stato dimostrato esattamente il contrario! La triste realtà è invece che tutte le nostre proposte per favorire l’uso della bicicletta sono sempre state bocciate, e Forlì ha il record negativo di massima incidentalità per chi utilizza le due ruote, con piste che sono spesso non manutenute e quindi pericolose. Ma i cittadini ormai sanno bene che la situazione potrà cambiare non certo continuando a votare i soliti, ma solo ed unicamente con il Movimento 5 Stelle al governo della città per un vero cambiamento”, concludono i pentastellati.

 

Petizione contro i tir, M5S: “Dalla Giunta la solita “toppa”! Piuttosto spieghino perchè non si è ancora realizzato il piano del traffico!”

put“La petizione contro i tir promossa dai cittadini del quartiere Cava è un importante campanello di allarme sulla situazione della viabilità nella nostra città”, si legge in una nota firmata da Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Se l’assessore Ravaioli sui giornali si dice sorpreso che la protesta abbia assunto forma di petizione, noi non siamo per nulla stupiti: i problemi erano noti da tempo come anche l’inerzia dell’Amministrazione! Nutriamo forti dubbi sull’efficacia “progetto” in fase di studio che a detta dell’Assessore sarebbe costato lungo lavoro agli uffici, perchè pare proprio una delle solite “toppe” che questa Giunta cerca di mettere ai problemi che man mano si presentano, senza invece pianificare le serie progettazioni che sarebbero dovute anche per Legge”, attaccano i pentastellati.

“Nonostante l’avessimo detto ormai da anni in tutte le occasioni possibili, il Comune di Forlì non si è ancora dotato di un “piano del traffico”, uno strumento tecnico-amministrativo di progettazione di breve periodo (2 anni) indispensabile per far funzionare la viabilità e fra l’altro obbligatorio per i comuni con più di 30.000 abitanti come chiaramente previsto dall’art 36 del Nuovo Codice della Strada. Nel prossimo consiglio comunale interrogheremo la Giunta sui motivi di questa grave inadempienza. Perchè senza un piano di questo tipo, e senza regolari aggiornamenti ogni 2 anni come previsto dalla Legge, è impossibile fare dei ragionamenti seri sul traffico e quindi trovare soluzioni ai problemi che non siano le solite “toppe”. Ricordiamo inoltre questo strumento non è da confondere con il PUMS, altro piano che il Comune ha realizzato e spesso utilizza come “specchietto per le allodole”, ma che è nettamente differente dal PUT perchè riguarda progetti a lungo termine”, spiegano Vergini e Benini.

“Al contrario, come è facile immaginare, la realizzazione un adeguato piano del traffico è uno dei punti principali del nostro programma trasporti e se i cittadini forlivesi ci daranno fiducia alle elezioni amministrative dell’anno prossimo ci impegnamo fin da ora a realizzarlo nel più breve tempo possibile. Pensate che l’assenza di un piano di questo tipo ha generato vari effetti negativi come la facile approvazione della scellerata variante urbanistica del commercio che ha autorizzato quasi 96 aree commerciali di media grandezza senza che fosse stato fatto alcuno studio preliminare sul traffico generato, questo non è un modo serio di amministrare!”.

“Infine ci sentiamo in dovere di fare un’ultimissima considerazione sullo strumento della petizione, che questa Giunta vede come il fumo neglio occhi, e cerca di scoraggiare e disincentivare in tutti i modi, evitando il più possibile ogni dibattito pubblico sugli argomenti sollevati dalla cittadinanza e insabbiando le raccolte firme in Giunta, cosa che è successa praticamente sempre in questo mandato. Al contrario noi riteniamo molto positivo questo semplice e sincero strumento di partecipazione, un governo 5 Stelle della città non si permetterà mai di bloccare o ostacolare queste forme di partecipazione, che anzi verranno incentivate con anche l’uso di strumenti innovativi come petizioni e segnalazioni online sul sito del comune”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

Aeroporto, M5S: “Drei rinuncia a coinvolgere i cittadini con il “piano B”, una scelta priva di buon senso”

“Accogliamo con piacere la nuova spinta delle Associazioni di categoria romagnole in merito alla annosa questione dell’aeroporto Ridolfi, riportata alla ribalta dalla stampa locale, stimolata della nostra richiesta al Sindaco di instaurare un processo partecipativo con l’obiettivo di dare finalmente una destinazione d’uso sostenibile ed economicamente autosufficiente dell’area aeroportuale.” si legge in una nota dei consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del M5s di Forlì

Quella di una regia regionale, che punti a sviluppare ed integrare Bologna e la Romagna per cogliere le opportunità di sviluppo, è sicuramente una strada percorribile per un ultimo tentativo di riapertura ma per i consiglieri 5 Stelle, questa non è l’unica possibilità: “Si può e si deve innescare un “processo partecipativo” quale strumento facilitatore per permettere una discussione ampia e condivisa sulle potenzialità dell’area mettendo sul piatto tutte le opzioni, nessuna esclusa, quindi considerando sia le ipotesi favorevoli che contrarie alla riapertura ai voli civili dello scalo, e lasciando la decisione finale ai cittadini.”, affermano i consiglieri Vergini e Benini.

“Ricordando che l’aeroporto Ridolfi rimarrà in ogni caso parzialmente utilizzato ai fini del volo per l’Enav, l’area è un patrimonio pubblico da recuperare e valorizzare mentre oggi versa in una situazione di degrado e abbandono causati dal fallimento dei due ultimi tentativi di gestione dell’aeroporto quali la bancarotta di SEAF e la recente revoca della concessione ad Air Romagna, e tutto ciò manifesta una evidente e sconcertante mancanza di soluzioni da parte di tutti i livelli istituzionali coinvolti, compresa la rappresentanza parlamentare di riferimento dell’on. Marco Di Maio del Pd, che solo tre anni fa aveva parlato di “progetto solido”, per poi rimangiarsi totalmente la parola.”, spiegano Vergini e Benini.

“Visti i fallimenti del passato ed i circa 40 milioni di euro di soldi pubblici buttati, è stato ancor più spiacevole e deprimente assistere alla chiusura totale del sindaco Drei al confronto con i propri cittadini, arroccandosi dietro l’impossibilità di poter avviare il processo partecipativo perché “l’Aeroporto è ancora in mano agli Enti Governativi”. Non riteniamo che questo fosse un impedimento all’avvio del processo, al contrario questa era senz’altro un’opportunità da cogliere, e la chiusura del sindaco denota una mancanza del buon senso che dovrebbe avere ogni amministratore e ogni buon padre di famiglia”, rispondono al Sindaco Drei i Consiglieri 5 Stelle.

“Il processo partecipativo avrebbe permesso a tutti i portatori di interesse di mettere in campo le energie migliori, esperti, esperienze, studi, tutto il necessario per imbandire un tavolo condiviso, in modo da fornire gli ingredienti per ottenere il miglior risultato.”

Lo strumento, normato dalla legge regionale dell’Emilia Romagna n. 3/2010, è stato appositamente ideato affinché tutti i portatori di interesse (nel nostro caso: cittadini, Comune Forlì, Unione dei Comuni Forlivesi, Regione ER, SAB, AirRiminum, lavoratori dipendenti, sindacati, Enav, Enac, associazioni di categoria, comitati, eventuali cordate di imprenditori, ecc) vengano portati nello stesso ambiente di lavoro per confrontarsi, discutere e condividere scelte, percorsi, responsabilità e risultati, uno strumento che promuovere il diritto/dovere alla partecipazione attiva dei cittadini per l’elaborazione delle politiche locali.

“Il M5S, che ha nel suo DNA la democrazia diretta, è ovviamente favorevole a questi strumenti, siamo invece stupiti di come un’Amministrazione, che si dichiara democratica, non lo utilizzi praticamente mai e continui a preferire le scelte calate dall’alto, decise da pochi ed imposte a tanti”, concludono i due consiglieri del M5S.

 

Evento sul trasporto pubblico gratuito, uno strumento per diminuire il traffico e per recuperare risorse

Forlì come Tallin, la capitale estone che dal 2013 ha sperimentato il trasporto pubblico completamente gratuito per i residenti.
A discuterne, venerdì 5 maggio, alle ore 20.30 presso la sala della Banca di Forlì in via Bruni 2, Marco Zullo, eurodeputato del M5S; Paolo Vergnano, consigliere Comunale M5S di Rovereto, promotore della legge di iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile in Trentino; Andrea Bertani, consigliere Regionale del M5S Emilia-Romagna; Fabrizio Luches, avvocato, pubblicista del Sole24Ore esperto in materia urbanistica e Giancarlo Romanini, architetto urbanista forlivese che porterà un contributo esterno in veste di esperto di mobilità sostenibile.
L’ evento – dedicato al tema del trasporto pubblico gratuito e della mobilità sostenibile è organizzato dal M5S Europa con la collaborazione del Meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì.

I vantaggi del trasporto pubblico gratuito sono facilmente intuibili: si registrerebbe subito un aumento dei flussi di passeggeri su bus e tram (si stima del 20%), si ridurrebbero le emissioni di CO2, grazie al fatto che molti pendolari utilizzerebbero i mezzi pubblici al posto dell’auto e i cittadini con i redditi più bassi potrebbero godere di una migliore accessibilità ai luoghi della città.
Non è utopia è realtà in alcune città del mondo. Ed anche in Italia, per esempio a Livorno, città guidata da una giunta del M5S.
Lo stesso Marco Zullo ha spiegato le ragioni di questo suo vero e proprio tour in giro per l’Italia per promuovere l’argomento del trasporto pubblico gratuito e incentivare il dibattito insieme ai cittadini ed agli esperti di mobilità: “Un progetto attuabile ed auspicabile per ovvi motivi, quali ad esempio la riduzione dell’impatto ambientale, il minor consumo di suolo, il sostegno alle famiglie meno abbienti, ma anche per motivi meramente economici. Si è evidenziato infatti che gli introiti derivanti dai biglietti costituiscono mediamente meno del 9% dei ricavi totali, mentre la parte più cospicua deriva da finanziamenti pubblici, quindi dalle nostre tasse”.

Il Meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì spiega che attualmente: “I cittadini pagano due volte il trasporto pubblico locale: con la tassazione generale (lo Stato ogni anno finanzia il fondo Trasporto Pubblico Locale) e con il biglietto dei viaggiatori. In pratica, bus, tram e metro vengono pagati anche da chi non li usa mai e i benefici di questi investimenti non sono tangibili, si pensi a Forlì: assenza di corse notturne, frequenza diradata fra una corsa e l’altra e alcune zone della città servite male , se non addirittura non servite del tutto…”.
Il tema del trasporto pubblico gratuito, su iniziativa del Movimento 5 Stelle del Parlamento Ue, è diventato un vero e proprio progetto pilota finanziato dalla Commissione Europea dedicato a nuovi sistemi di mobilità compatibili con l’eco-sostenibilità e la riduzione dell’inquinamento, al fine di migliorare l’economia e creare nuovi posti di lavoro, la micro-economia dei centri urbani. Sì, perche’, grazie all’aumentato numero di passeggeri è dimostrato che si incrementano anche i consumi locali.

locandina evento TPL gratuito

 

Forlì maglia nera per mortalità dei ciclisti. M5S: “In arrivo fondi pubblici, subito progetti per la “mobilità dolce”. Il sindaco Drei non sia insensibile”

Forlì sconta un triste primato: terza nella classifica dei capoluoghi di provincia con il più alto tasso di mortalità riferito all’uso della bicicletta, ovvero: 2,54 morti ogni 100 mila abitanti, quando la media in Italia è 0,37, quindi 7 volte la media nazionale e addirittura superiore al tasso di mortalità riferito alle auto! Dati aggiornati all’ultimo “Focus mobilità urbana” 2016 dell’Istat.

“Più volte, e per ultima nel settembre scorso, abbiamo denunciato questa situazione. Ma il Pd e l’amministrazione comunale del sindaco Drei hanno sempre dimostrato massimo disinteresse al tema della mobilità su due ruote, tanto da snobbare lo scorso anno la settimana europea della mobilità al punto di non organizzare alcuna iniziativa, a differenza di quanto hanno fatto Cesena e molte altre città limitrofe”: denunciano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Daniele Vergini e Simone Benini che ricordano come la maggioranza in Municipio abbia anche bocciato, adducendo motivazioni non rilevanti una mozione dei pentastellati che proponeva linee guida di buon senso e di facile praticabilità promosse dalla Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) per rendere Forlì una città a misura di bicicletta.

Ora si profila all’orizzonte una nuova opportunità in favore della “mobilità dolce”: grazie ad un emendamento in Parlamento del M5S (primo firmatario Michele Dell’Orco) sono stati sbloccati ben 12,5 milioni di euro a favore delle piste ciclabili e della sicurezza dei ciclisti. Ma in Italia, si sa, “sbloccare” è una parola grossa, e così, malgrado l’emendamento approvato nel 2013 fosse a tutti gli effetti diventato legge, i governi che si sono susseguiti hanno regolarmente lasciato quei soldi chiusi in cassaforte.

“E nel frattempo le nostre piste ciclabili hanno continuato a degradarsi, i ciclisti a morire come le cronache ci hanno raccontato. Dopo quattro anni di richiami, interrogazioni, proteste, mailbombing il ministro ha ceduto, ed i finanziamenti sono stati sbloccati e arriveranno finalmente ai Comuni e potranno essere spesi (il Ministero finanzierà i progetti al 50%) per sviluppo e la messa in sicurezza di percorsi e piste ciclabili e pedonali perché è necessario impiegare maggiori risorse per mobilità sostenibile e per gli utenti deboli della strada”: ricordano ancora i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Simone Benini e Daniele Vergini.

All’Emilia-Romagna spettano 1.281.571,97 euro e a questo punto mancano solo i progetti che i Comuni o le Regioni devono realizzare e presentare entro 150 giorni da quando il decreto è divenuto pienamente esecutivo l’1 febbraio 2017

“Sarebbe oltre che stupido politicamente “delittuoso” non approfittare di questa opportunità! E nel nostro Comune sollecitiamo l’assessore Marco Ravaioli a prendere contatti con l’assessore regionale ai trasporti al fine di chiedere immediatamente alla Regione di spiegare come intenderà gestire questi fondi, e presentare di conseguenza i progetti necessari ad redistribuirli”: insistono Vergini e Benini.

Esempi di interventi finanziabili?

Realizzare piste ciclabili, anche in funzione di disimpegno della sede stradale promiscua; percorsi e attraversamenti pedonali semaforizzati, attraversamenti con isole salvagente, attraversamenti pedonali mediante passerelle, sovrappassi, sottopassi; messa in sicurezza di percorsi ciclabili e pedonali; creare una rete di percorsi ciclopedonali protetti o con esclusione del traffico motorizzato da tutta la sede stradale; realizzare progetti per una mobilità sicura e sostenibile per pedoni, ciclisti e altri utenti vulnerabili, secondo criteri di sistematicità, coerenza, integrazione, orientamento su obiettivi specifici e misurabili, monitoraggio dei risultati e valutazione della loro efficacia, condivisione dei risultati delle esperienze.

I criteri per definire e selezionare le proposte che potranno essere finanziati sono i seguenti: effettive esigenze di riduzione dei rischi, evidenziati dall’analisi di incidentalità; efficacia dell’intervento proposto in relazione all’eliminazione o riduzione dei rischi evidenziati; possibilità di concorso finanziario degli enti beneficiari, titolari delle infrastrutture oggetto dei lavori, tali da consentire un ampliamento delle ipotesi di attività, in relazione ai limiti dei finanziamenti statali assentiti e delle capacità di intervento finanziario regionale.

“Questo lo stato dell’arte e lo spettro delle possibilità: al Comune la prima mossa per rendere la nostra città più a misura di ciclista e di pedone”: concludono i due pentastellati.

 

Aeroporto, M5S: “Basta prese in giro. Drei e Di Maio trovino una soluzione o tolgano il disturbo”

Il Movimento 5 Stelle di Forlì punta di nuovo i riflettori sull’aeroporto Ridolfi di Forlì “abbandonato dalle istituzioni locali e nazionali, dopo 3 anni di prese in giro” e lo fa con ironia lanciano sul web anche quest’anno, in occasione della festa di Halloween, una divertente video parodia realizzata dal meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì.

“Da alcuni mesi Halcombe è tornato a lasciare senza stipendio i dipendenti ex SEAF ed alle sue promesse non crede più nessuno, perciò chiediamo ad Enac di ‘staccare la spina’ e procedere al più presto ad un nuovo bando”, commentano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini, “oppure in alternativa si abbia il coraggio di dire ai cittadini che l’aeroporto non è più sostenibile economicamente e si pensi ad un uso diverso dell’area. Ma per favore basta prese in giro! Se il sindaco Drei ed i parlamentari del territorio, primo fra tutti Marco Di Maio, non sono in grado di prendere decisioni forti nell’interesse dei cittadini possono dimettersi e togliere il disturbo”, concludono i pentastellati, “le istituzioni trovino rapidamente soluzioni oppure… una risata li seppellirà…”.

di seguito il video dell’anno scorso:

 

Settimana della “mobilità intelligente”, M5S: “Forlì città “killer” per i ciclisti, amministrazione insensibile al tema”

incidentebiciAl via anche quest’anno (dal 16 al 22 settembre) la settimana europea della mobilità, che coinvolge tutti i paesi europei sotto l’egida della Commissione europea. L’edizione 2016 avrà come tema “la mobilità intelligente e sostenibile, un investimento per l’Europa”, lo slogan scelto: “Smart Mobility. Strong Economy” e sarà un’importante occasione per sottolineare gli stretti legami tra economia e trasporto pubblico e privato. Sono 130 i Comuni italiani che hanno aderito all’iniziativa e fra questi anche 12 Comuni dell’Emilia-Romagna: Bologna, Carpi, Castenuovo, Ferrara, Formigine, Misano , Modena, Parma, Ravenna, Reggio, San Lazzaro…

“Anche Cesena c’è, ma Forlì … no! Come se la tematica (bici, bus, piste ciclabili, trasporto pubblico) non fosse invece una priorità per cittadini e amministratori della nostra città. Noi, al contrario, riteniamo che a Forlì esistano gravi carenze di mobilità pubblica, traffico e parcheggi. Per non parlare dello stato pietoso delle piste ciclabili: sono insufficienti, per lo più promiscue ciclo-pedonali, abbandonate nell’incuria, sporche, con i percorsi spesso ostruiti da rami secchi e vegetazione, quando piove si allagano, e, cosa più grave in assoluto, sono pericolose! Una pericolosità denunciata da istituzioni che non possono essere accusate di fare propaganda politica”: è la denuncia che lanciano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.

I pentastellati ricordano, in particolare, il “focus mobilità urbana” dell’Istat, quello di quest’anno (riferito ai dati del 2014) riporta un dato allarmante per la nostra città: Forlì è la terza nella classifica dei capoluoghi di provincia con il più alto tasso di mortalità riferito all’uso della bicicletta 2,54 morti ogni 100 mila abitanti, quando la media nazionale è 0,37… quindi 7 volte la media nazionale e superiore al tasso riferito alle autovetture!

“Le origini di questo problema sono a nostro parere da ricondurre all’assenza di un serio Piano del traffico comunale, la cui nuova versione è attualmente in fase di stesura, il precedente piano realizzato nel 2007 non nacque nelle migliori condizioni e comunque non fu mai attuato concretamente e seriamente, il risultato è purtroppo di fronte agli occhi di tutti. Nutriamo inoltre vari dubbi sulle reali competenze della società partecipata Forlì Mobilità Integrata alla quale è stata affidata la realizzazione del piano”: spiegano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.

Gli stessi Daniele Vergini e Simone Benini, oltre alla critica legittima, hanno in maniera propositiva presentato, circa 7 mesi fa, una mozione volta a favorire la mobilità sostenibile intitolata “Forlì città amica della bicicletta”: un pacchetto ispirato alle idee promosse dalla locale rappresentanza Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e che comprende fra le altre cose anche il “senso unico eccetto bici” , impropriamente chiamato “contromano ciclabile”.

“Se vi state chiedendo che fine ha fatto questa mozione la risposta è purtroppo molto deludente: rinviata dalla giunta, che ha addotto scuse risibili ripetute da 7 mesi… La triste realtà, al di là degli slogan elettorali (per chiedere il voto tutti i partiti sono fintamente ecologisti), è che purtroppo non esiste negli esponenti del Pd e nella giunta Drei la reale volontà politica di rendere Forlì una città a misura di bicicletta. Ma nonostante questo ostruzionismo in chi governa (o “sgoverna”) la città, non ci arrendiamo e continuiamo a fornire il buon esempio in prima persona – concludono Daniele Vergini e Simone Benini – siamo, infatti, gli unici consiglieri comunali ad aver contemporaneamente rinunciato al pass ztl per le cariche politiche e ad utilizzare il bike sharing comunale per raggiungere la sala del consiglio e partecipare alle riunioni di commissione”.

 

Aeroporto di Forlì, Halcombe annulla l’assemblea dei soci. M5S: “E’ la parola ‘fine’ a un triste teatrino di promesse disattese e superficialità politica”

“La notizia dell’annullamento dell’assemblea dei soci di Air Romagna SpA che si doveva tenere martedì 26 luglio per aggiornare i soci e tutta la cittadinanza sul futuro dell’aeroporto di Forlì è di una gravità senza precedenti. Getta la parola fine sulla girandola di promesse disattese, investimenti mai decollati, scortesie istituzionali e l’incredibile sfrontatezza di un manager, stiamo parlando di Robert Halcombe patron della società chiamata a gestire il Ridolfi, che è riuscito ad ottenere credito politico dagli amministratori locali (tutti del Pd) per ben due anni, pur non avendo mai presentato un progetto industriale serio e credibile”.

Questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, che già nell’ultima seduta del consiglio comunale si erano sentiti rispondere dal sindaco Drei a un question time sul tema che “Forlì ha finito la pazienza, non è più disponibile a dare credito a Robert Halcombe”.

“Per ultimi, il sindaco Drei, e con lui il deputato del Pd Marco di Maio (che a settembre 2014 parlava dell’affidamento alla cordata Halcombe come di “un risultato importantissimo” a cui aveva “lavorato tantissimo”), prendono le distanze da questa operazione fallimentare. E addirittura cercano di accreditarsi come punto di riferimento per nuove iniziative di rilancio dell’aeroporto di Forlì, magari attorno ad Armando De Girolamo, uno dei tre soci di Air Romagna con il 5% (l’altro 3% è di Calisto Maurilli, il 92% di Halcombe). Ai politici del Pd chiediamo maggiore sobrietà politico-istituzionale visto che in questi 2 anni loro stessi e l’intera città sono stati presi in giro da Halcombe. Non ci dimentichiamo che furono proprio Drei e il deputato Marco Di Maio ad esultare quando il bando fu assegnato all’americano, e cercarono di accreditare al Pd il merito di aver sbloccato la situazione. Per anni abbiamo chiesto al sindaco di vedere il piano industriale e di incalzare Halcombe nel rispetto dei patti ma nulla è stato fatto. E adesso le ultime notizie ci dicono che la situazione è precipitata”.

Enac che tiene sotto osservazione la situazione dello scalo di via Seganti è chiamata da più parti (anche dai sindacati, che poi giorni fa sono intervenuti) a staccare la spina e attivare un nuovo bando o lasciare terreno libero a una nuova proposta imprenditoriale. Alla politica – in tempi in cui tocca al privato investire, vista la voragine di soldi pubblici andati in fumo nella precedente gestione Seaf: 12 milioni di debiti e il Comune di Forlì, azionista di riferimento con il 49% delle quote – tocca assumersi la responsabilità di accertare se l’aeroporto possa funzionare senza inutili scaricabarile o ulteriori investimenti che ricadrebbero sulle tasche di tutti i cittadini. Questo è il messaggio del Movimento 5 stelle di Forlì.

“Se invece l’aeroporto di Forlì non è economicamente sostenibile, visto che l’integrazione tra gli scali romagnoli è fallita e la Sab di Bologna non intende alleggerire il traffico dell’aeroporto Marconi dirottando alcuni voli a Forlì, allora, bisogna avere il coraggio e l’onestà di dirlo ai cittadini, per poi decidere – tutti assieme – una diversa destinazione dell’aerea. Magari avviando una consultazione pubblica, un vero e proprio referendum sull’aeroporto. Decidano i forlivesi, si ascolti la loro voce, piuttosto che quella dei tanti esponenti del Pd che un giorno si dicono a sostegno di Halcombe e il giorno dopo spalleggiano manager come Armando De Girolamo che, nei fatti, è rimasto l’unico punto di riferimento dentro quella società. Il primo ad essere stato tradito dalle tante parole al vento dell’imprenditore americano”: aggiungono i pentastellati.

Pochi giorni fa erano intervenuti sulla vicenda anche i consiglieri regionali del M5S che in un’interrogazione avevano chiesto alla giunta Bonaccini di valutare, alla luce dell’inoperatività dello scalo di Forlì e della totale assenza del piano industriale, una nuova richiesta all’Enac per l’indizione di un nuovo bando per l’affidamento gestionale dell’aeroporto.

“Aspettare ancora, far passare l’ennesima estate – concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini – provocherebbe ancora più danni di quelli che già si sono registrati in questi ultimi anni”.

 

Vittoria M5S: il consiglio comunale approva la nostra mozione sui “contrassegni rosa”

“Meglio tardi che mai. Ed ora si passi dalle parole ai fatti. Si realizzi concretamente e subito la proposta del “contrassegno rosa”, il pass speciale per le future mamme in stato di gravidanza, che in aggiunta ai già esistenti “parcheggi rosa” permetterà loro di parcheggiare gratuitamente nelle strisce blu che come Movimento 5 stelle abbiamo presentato nel febbraio scorso (5 mesi fa!) e soltanto martedì è stata approvata dal consiglio comunale”.

Questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, alla via libera alla mozione che chiedeva l’istituzione del contrassegno speciale per le donne in stato di gravidanza o con prole neonatale.

“Considerato che la già attiva iniziativa delle “piazzole rosa riservate” nei parcheggi di via Oriani, via Manzoni e nell’interrato di viale Vittorio Veneto, è comunque da ritenersi positiva anche se gli spazi riservati possono risultare insufficienti e la distanza degli stessi dal centro storico è abbastanza elevata, sarebbe molto più pratica ed efficace l’assegnazione di un apposito contrassegno alle donne in stato di gravidanza o con prole di età inferiore ad un anno, aventi la residenza nel Comune di Forlì. Un pass che consenta al veicolo condotto dalla richiedente la possibilità di sosta in esenzione al pagamento del parcheggio e in deroga alla sosta regolamentata a tempo (disco orario), su tutti i parcheggi del Comune di Forlì”: nota il Movimento 5 stelle di Forlì.

In molte città d’Italia il Contrassegno Speciale Gravidanza è già una realtà con un permesso che intende agevolare la sosta, all’interno di aree segnalate da una cartellonistica verticale e da strisce rosa sull’asfalto, offrendo alle donne in stato di gravidanza e a mamme con neonati al seguito un’opportunità di parcheggio senza difficoltà nei luoghi da loro più frequentati e dove la sosta è problematica, nel rispetto della regolamentazione della zona in cui si parcheggia.

“Si tratta di un provvedimento che a Forlì interesserà un migliaio di neo mamme circa (numero totale di parti nel 2015 a Forlì 1.138, nel 2014 ben 1219 nascite, nel 2013 hanno visto la luce 1.327 bambini, 1.364 nel 2012, e 1.371 nel 2011) e che rappresenta un sostegno socio-economico che solleva almeno un po’ una delle categorie più a rischio (donne, mamme e soprattutto giovani) e duramente colpite dalla crisi. Il Comune di Forlì si attivi immediatamente per identificare le aree idonee e consentire l’utilizzo del “contrassegno rosa” già entro questo mese”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Viabilità, parcheggi e privilegi della “casta”. M5S Forlì: “Stop ai pass per l’accesso agevolato dei politici in centro storico”. I pentastellati presentano 4 mozioni sulla sicurezza stradale e il bike sharing

pass_ztl_cariche_politiche“A nostro parere gli amministratori pubblici dovrebbero essere sempre d’esempio per i cittadini e rinunciare spontaneamente ai loro privilegi! Volete un esempio? A Forlì i consiglieri comunali, il sindaco, gli assessori ed altre cariche politiche fruiscono di un pass per l’accesso e la sosta all’interno della ZTL del centro storico al costo simbolico di 50 euro l’anno (con la facoltà di utilizzare fino a tre auto diverse, anche se non direttamente intestate al proprietario del pass). Lo stesso pass per i normali cittadini non residenti ha un costo annuo di 550 euro, un milione di vecchie lire! Quasi tutti gli assessori e consiglieri, anche di minoranza, godono di questo permesso speciale e sia il sindaco Drei che la vicesindaco Zanetti, quest’ultima colta alcuni giorni fa a parcheggiare negli stalli per disabili, hanno in utilizzo il pass proprio su 3 targhe diverse, il massimo consentito! Ricordiamo che il regolamento prevede il divieto dell’uso contemporaneo delle 3 targhe… ma chi controlla?”.

A porre la domanda sono i due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, che hanno rinunciato a questo privilegio, non concesso nemmeno ai dipendenti comunali.

“L’unico gruppo che, da subito, ha rinunciato per la totalità dei suoi componenti a questa possibilità è ovviamente il 5 Stelle, interrompendo una tradizione opposta, ormai consolidata negli anni, cui nessun partito aveva mai rinunciato. Sempre noi del 5 Stelle siamo anche gli unici ad utilizzare il bike sharing comunale ad eccezione del consigliere PD Massimo Zoli che però ha fatto un abbonamento solo quadrimestrale, si presume per la bella stagione…”.

Con la vicenda ancora bollente del parcheggio negli stalli dei disabili da parte della vicesindaco Zanetti, il Movimento 5 stelle di Forlì intende battere sul ferro caldo dei privilegi della casta.

“Dopo aver saggiato con mano il doppiopesismo e l’arroganza di questa maggioranza, che spera nella disattenzione dei cittadini ed è convinta di farla sempre e comunque franca, crediamo sia arrivato il momento di evidenziare altre importanti questioni relative ai privilegi che questi amministratori si sono arrogati fin dall’insediamento. Riteniamo che i tempi siano maturi per presentare in consiglio comunale alcune proposte del nostro programma elettorale in tema di mobilità sostenibile, rinuncia ai privilegi, sicurezza stradale e rispetto delle utenze deboli”: aggiungono Daniele Vergini e Simone Benini.

Nello specifico, il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle di Forlì, ha presentato oggi 4 mozioni volte a:

“Queste nostre proposte sono concretamente attuabili in tempi brevi e speriamo che la maggioranza PD in consiglio comunale non si affretti a bocciarle soltanto perché proposte dal M5S ma, comprendendone l’oggettiva utilità, decida di farle diventare realtà anche a Forlì”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, Daniele Vergini e Simone Benini.

Clicca qui per scaricare la lista dei consiglieri e assessori che usano il pass ZTL a 50 euro annui a confronto con la lista di coloro che invece usano il bike sharing comunale