Piscina e querele, M5S: “Il mondo politico vicino al Pd sta tentando di bloccare la nostra azione di trasparenza e legalità”

“Il 19 luglio il nostro attivista che si occupa di riprendere i consigli comunali è stato fermato per strada, mentre faceva jogging, dalla polizia ed è stato condotto in Questura dove gli sono state prese le impronte digitali, gli sono state fatte le foto segnaletiche e gli è stato notificato che è sotto indagine per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa. Non commentiamo le modalità di questa notifica ma ci limitiamo a renderle note”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, “Ribadiamo contemporaneamente la nostra fiducia nella Magistratura e precisiamo che nessun portavoce esponente del Movimento 5 Stelle a noi risulta essere al momento sotto indagine.”

“Il nostro videomaker è ormai noto alla cittadinanza per i video, spesso satirici, che realizza a titolo personale sui temi di attualità, rendendo partecipi i forlivesi di molti avvenimenti altrimenti circoscritti alle buie stanze del potere e non solo, ricordiamo ad esempio il video dove l’ex vicesindaco fu “pizzicata” a parcheggiare sullo stallo riservato ai disabili”, spiegano i pentastellati.

“Secondo quanto apparso sulla stampa locale il querelante sarebbe il gestore della piscina comunale di Forlì, nonché, dettaglio non da poco, ex capogruppo del Pd di Cesena”, continuano Vergini e Benini, “La ricostruzione giornalistica ipotizza che la querela sarebbe correlata alla vicenda dei livelli di cloro della piscina che avrebbero provocato un malore ad uno o più degli utilizzatori, ma in realtà, analizzando i pochi dati a disposizione, è molto più probabile che sia correlata al video che riporta la lettura in consiglio comunale di un verbale dei vigili del fuoco, datato 13/3/2017, dove vengono contestate al gestore della piscina una serie di irregolarità: “alcuni estintori mancanti, alcune uscite di sicurezza di difficoltosa apertura o completamente bloccate, mancata funzionalità di alcune lampade di emergenza”, cosa che fu riportata sul web dal nostro videomaker in un video satirico e di denuncia politica”

“Contestualmente, proprio in quel consiglio, chiedemmo ufficialmente al Comune, alla luce dei gravi fatti riscontrati, di valutare seriamente se questo gestore adempiesse oppure no ai suoi doveri e chiedemmo di valutare di recedere dal contratto di concessione. Cosa è stato fatto da allora?!”, attaccano Vergini e Benini, “Abbiamo agito a tutela e nell’interesse di tutti coloro che frequentano la piscina, specie i più piccoli, ma ad oggi non è dato sapere se il comune abbia provveduto a contestare le inadempienze al gestore, la giunta pare inerte sulla vicenda… ma in compenso è stata molto attiva nell’elaborazione di una bozza di regolamento che, se approvata, impedirà le riprese video del consiglio comunale da parte dei cittadini!

“A nostro parere è evidente il tentativo di ambienti politici vicini alla maggioranza di bloccare, con tutti i mezzi a loro disposizione, la nostra azione politica. Ma non sarà certamente questo a fermarci, continueremo a chiedere trasparenza e legalità e come sempre riponiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e nel supporto di tutti i forlivesi onesti”, concludono Vergini e Benini.

 

Impedita l’udienza sul caso Ruffilli, M5s: “Pd omertoso”

Isedievuote consiglieri del Pd hanno fatto mancare il numero legale alla audizione conoscitiva richiesta dal M5S e da altri consiglieri, sia di minoranza che di maggioranza, per chiarire alcuni aspetti sulla situazione lavorativa di Alessandro Ruffilli, il funzionario del Comune di Forlì autore del libro “Ordinaria Corruzione” che descrive l’ormai nota vicenda del ristorante WOK Principe ed il tentativo di corruzione da lui subito e contestualmente denunciato all’autorità; a seguito del suo rifiuto Ruffilli fu trasferito e mobbizzato, poi reintegrato nel suo ufficio dopo aver vinto una dura battaglia processuale, ma le vessazioni non sarebbero mai veramente terminate, gli sarebbe stato infatti tolto tutto il lavoro e gli sono stati comminati 3 differenti procedimenti disciplinari, tutt’ora in corso.

“Abbiamo appreso che sulla vicenda è stata aperta un’indagine della Corte dei Conti – dichiarano i consiglieri comunali del M5S Forlì Daniele Vergini e Simone Benini – ed era nostra intenzione sentire su questa vicenda il Direttore Generale Vittorio Severi ed il Dirigente Ercole Canestrini, responsabile diretto di Ruffilli. Ma il Pd – la cui capogruppo, Maria Maltoni, è più volte citata nel libro di Ruffilli – ha deciso di impedirci con questo gesto clamoroso di esercitare il nostro ruolo di controllori sull’operato di questa Amministrazione!”

“Tutto questo è inaccettabile ed inspiegabile, anche alla luce del fatto che l’audizione si sarebbe tenuta a porte chiuse in sessione segreta, e conferma la deriva autoritaria di questa Amministrazione e di questa maggioranza che nega i più basilari diritti ai consiglieri di opposizione! L’atteggiamento mantenuto sulla vicenda Ruffilli è a dir poco omertoso: sembra che si faccia qualunque cosa pur di impedire ogni approfondimento, ma state pur certi la verità verrà a galla prima o poi”, concludono Vergini e Benini.

 

Prove di “dittatura” del Pd nei quartieri: l’assessore comanda ed il caporale di quartiere esegue. Inaccettabile ingerenza!

mosconi-mussolini“Indebita ingerenza. Censura. Superamento dei limiti amministrativi. Non ci sono altre parole per definire quello che ci raccontano essere accaduto: l’assessore Raoul Mosconi avrebbe fatto pressione sui componenti del comitato di quartiere della Cava per impedire ad una persona a lui sgradita di moderare un dibattito sul Referendum costituzionale che si dovrebbe tenere presso la sede del comitato di quartiere Cava il 17 ottobre dando ospitalità alle due tesi contrapposte del ‘sì’ e del ‘no’. La persona in questione è Franco D’Emilio, a quanto pare non gradito per le sue presunte idee politiche contrarie al Pd. Se le cose stanno così chiediamo all’assessore Raoul Mosconi di fare un passo indietro e rimettere il suo incarico”.

A sollevare il caso sono i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini che, dopo aver partecipato come uditori ad una riunione del comitato del quartiere Cava, riportano le testimonianze di alcuni componenti dello stesso Comitato di quartiere.

“All’ingerenza di Mosconi si è poi sovrapposto l’ultimatum del coordinatore del comitato, Giuseppe Bertolino, che chiedeva di fatto di non affidare a D’Emilio la conduzione del dibattito in ossequio a non meglio precisate “regole da rispettare” a cui i comitati di quartiere dovrebbero attenersi in situazioni simili. Lo stesso Bertolino ci aveva inizialmente detto che non potevamo nemmeno partecipare come uditori alla riunione del comitato di quartiere, per poi tornare sui suoi passi.“

“Ravvisiamo in questa condotta una assoluta mancanza di trasparenza oltre agli estremi di una vera e propria censura, un intervento a gamba tesa su di un evento apartitico privo di prese di posizione unilaterali, fatto tanto più grave anche alla luce del fatto che il sindaco di Forlì ha sottoscritto da mesi il patto dei sindaci Anci per il ‘sì’ al Referendum. E’ stato lui a schierarsi per primo e con lui tutta la giunta. Riteniamo dunque inaccettabile che ogni corpo amministrativo periferico della città si debba uniformare alla scelta politica della maggioranza, prendendo ordini da assessori o da coordinatori di quartiere”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Daniele Vergini e Simone Benini.

I due pentastellati aggiungo che durante la seduta straordinaria del comitato di quartiere Cava appositamente convocata ieri per discutere la vicenda è stata descritta anche la telefonata che sarebbe intercorsa fra l’assessore Mosconi ed il coordinatore Bertolino.

“Altre telefonate simili sono state fatte anche da altri assessori agli altri coordinatori di quartiere? E’ vero che è stato vietato ai componenti dei comitati di quartiere di aderire come membri ai comitati locali per il sì o per il no? Chi è che ha deciso di inventare e imporre unilateralmente regole ai comitati di quartiere scavalcando di fatto il Consiglio Comunale?”: chiedono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle che evidenziano: “il grave danno inferto alla democrazia, in oltraggio alla Costituzione, oltre che in perfetta infrazione al Regolamento dei quartieri…”.

Aggiornamento del 14/10/2016:
L’assessore Mosconi nelle sue repliche cerca di depistare il nostro ragionamento: nel breve articolo apparso sul Carlino cita la “par condicio” come motivazione per la sua ingerenza, ma nel caso in questione, l’evento organizzato dal comitato di quartiere dalla Cava, bisogna sottolineare che la par condicio era perfettamente rispettata in quanto sono stati invitati un relatore per il SI ed un relatore per il NO!
Quello che chiediamo noi è invece è per quale motivo la Giunta (pare che lo abbia fatto anche l’assessore Gardini) stia telefonando ai comitati di quartiere imponendo fantasiose “regole di comportamento” ed entrando a gamba tesa nel merito dell’organizzazione dei eventi sul referendum costituzionale!
Tutto ciò è doppiamente grave alla luce del fatto che il deputato Marco Di Maio nelle settimane scorse si è fatto un “tour” nei vari quartieri a favore del SI senza alcun contraddittorio…
 

Il Comune ci nega gli atti relativi al caso La Forgia! Oggi prima udienza del ricorso presentato dal Dirigente contro il Comune

“Sulla vicenda relativa alle spese legali extrabilancio ed al rapporto fra il dirigente La Forgia ed il Comune di Forlì non molliamo la presa! Lo dobbiamo innanzitutto ai cittadini ed alla collettività su cui ricadono i danni della gestione amministrativa da noi messa più volte sotto accusa in sede pubblica, politica e sugli organi di informazione”: queste le parole di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, che alla guida di una piccola delegazione “pentastellata” hanno seguito dall’esterno, nei corridoi del Tribunale di Forlì, gli sviluppi della prima udienza processuale innanzi al giudice della sezione Lavoro, sul ricorso presentato dallo stesso Alessandro La Forgia contro i provvedimenti adottati dall’Amministrazione Comunale nei suoi confronti: gli è stata tolta la delega di responsabile dell’Ufficio Legale e del ruolo di Vice Segretario comunale con contestuale partenza di una segnalazione alla Corte dei Conti.
“Per noi rimane un mistero il perchè al La Forgia, non laureato in giurisprudenza e non iscritto all’albo degli avvocati, sia stato attribuito il ruolo di responsabile dell’Ufficio Legale. Una scelta, in capo al Sindaco, che abbiamo sempre reputato inappropriata se non addirittura irregolare”, dichiarano Vergini e Benini che aggiungono: “Il Comune di Forlì ci ha incredibilmente negato anche di visionare il ricorso presentato dal Dirigente La Forgia contro la stessa amministrazione, motivando il diniego con il fatto che il ricorso non rientra negli atti collegati al diritto di accesso dei consiglieri perché trattasi di documento relativo ad un processo in corso. Noi contestiamo con fermezza questa interpretazione faziosa e limitante della trasparenza e del diritto di accesso agli atti dei consiglieri, comunicataci, oltretutto, dopo un paio di settimane di nostre insistenze ed inspiegabili rinvii. Il ricorso di La Forgia è fra l’altro strettamente connesso alla gestione politica ed economica del comune che si trova fino al 2017 in carenza di fondi per fronteggiare emergenze (tipo il recente “nevone”), in quanto deve saldare debiti milionari contratti nell’arco di un ventennio da un proprio dipendente ma mai imputati a bilancio; i forlivesi hanno il diritto di conoscere i nomi di chi ha depauperato le riserve predisposte per tali evenienze.””.
Il Movimento 5 Stelle di Forlì annuncia che presenterà ricorso contro questo diniego al Difensore Civico regionale. Un’iniziativa che ha visto un precedente favorevole ai pentastellati: il M5S ha già vinto, pochi mesi fa, un ricorso presso la medesima autorità in relazione al diritto di accesso al sistema del protocollo informatico comunale che l’amministrazione non voleva concedere ai consiglieri comunali. “Siamo nuovamente costretti a ricorrere al Difensore Civico poiché questa amministrazione, probabilmente abituata a decenni di opposizione inesistente e succube della maggioranza, è restia ad applicare i più elementari concetti di trasparenza e di diritto all’accesso atti da parte dei consiglieri comunali. Il nostro mandato elettorale ci consente e, anzi, ci impone di verificare per quale motivo La Forgia abbia deciso di presentare ricorso contro il Comune e con quali motivazioni. E’ nostra intenzione capire se nel ricorso presentato dal dirigente siano presenti riferimenti alle decisioni assunte ed al rapporto intercorso fra lo stesso dirigente ed i precedenti Sindaci, nonché all’attuale primo cittadino di Forlì con il quale, evidentemente, non intercorre più un rapporto di reciproca fiducia”. La presenza della delegazione del Movimento 5 stelle di Forlì in tribunale in occasione dell’udienza della causa di lavoro fra La Forgia e il Comune di Forlì anticipa la mobilitazione già annunciata per la riunione di giovedì 3 dicembre (ore 14:30 nella sala del consiglio) in occasione della commissione consiliare pubblica dove si presenteranno i risultati del gruppo di indagine interna sul caso delle spese legali. Ne seguirà un atto di delibera la cui approvazione sarà successivamente votata nella seduta del consiglio comunale di lunedì 14 dicembre. “Invitiamo tutti i cittadini a partecipare sia alla commissione che al consiglio, perché non si perda memoria di uno scandalo: un debito fuori bilancio di 1 milione e 429mila euro collegato alle spese legali sostenute negli incarichi affidati ad avvocati esterni: 158 cause di vario genere assegnate a 10 avvocati. Oltre un centinaio di queste affidate ad un solo legale: l’avvocato Mario Di Giovanni dello studio di Roberto Pinza, presidente della Fondazione Carisp. Sono tante le questioni che devono essere chiarite e noi non molliamo la presa”: promettono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

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Adesso La Forgia vuole essere risarcito dal Comune per danno di immagine! Se qualcuno l’ha costretto ad assumersi la colpa allora faccia i nomi!

Il dirigente del Comune di Forlì Alessandro La Forgia, sollevato dall’incarico di responsabile dell’ufficio legale dal 1° agosto scorso in seguito ai noti fatti che lo hanno visto protagonista della mancata ricognizione annuale sugli incarichi legali che hanno generato spese fuori bilancio per quasi 1,5 milioni di euro, ha fatto causa chiedendo il reintegro nelle piene funzioni, oltre ad una somma corrispondente a ben 15 mensilità come risarcimento per i danni arrecati alla sua immagine! Daniele Vergini e Simone Benini, i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì che hanno fatto esplodere il caso, accusano: “Stendiamo un velo pietoso sulle richieste di La Forgia, che parla di danno di immagine professionale e chiede come compensazione dal comune 15 mensilità (più di 50.000 euro, se i conti sono corretti). Quando è stato lui stesso, nella seduta del 28 luglio del consiglio comunale, ad ammettere specifiche responsabilità assumendosene le colpe. Questo dietro front ci lascia perplessi e dobbiamo invitarlo, se ha cambiato idea, a motivare le sue precedenti dichiarazioni e ad ammettere, magari, se vi sia stata o meno un’ingerenza politica, qualcuno che lo abbia invitato ad assumersi ogni responsabilità, sollevando altri dalle vere colpe. Faccia i nomi, se c’è stata questa indebita ingerenza. Perchè a nostro parere è francamente inimmaginabile che un dirigente abbia impegnato a bilancio per oltre 20 anni solo gli acconti delle cause legali senza che alcun amministratore abbia vigilato e lo abbia chiamato a rispondere in prima persona della sua condotta irregolare”.
Daniele Vergini e Simone Benini ricordano di aver finalmente avuto il decreto di nomina dell’avvocato incaricato di difendere il Comune dal ricorso di La Forgia solo dopo lunghi tentativi e varie richieste disattese nell’arco di quasi due settimane: “Non ci venivano fatti visionare i fascicoli con la scusa che i funzionari dei vari uffici erano occupati in attività più urgenti, ma francamente non si capisce perchè se il fascicolo esisteva non lo si potesse visionare, anche solo per pochi minuti”. Ne segue un’accusa, l’ennesima, da parte del Movimento 5 stelle di Forlì di mancata “trasparenza”.
Nel merito della vicenda La Forgia, Daniele Vergini e Simone Benini, aggiungono: “La Giunta comunale ci ha risposto che intende resistere e non vuole conciliare, speriamo che questo proposito sia comprovato dai fatti, e chiediamo ufficialmente che il legale incaricato informi tempestivamente l’Amministrazione sull’evolversi del processo dopo ogni udienza o provvedimento adottato dal giudice. Chiederemo di visionare tutti questi resoconti giudiziari e seguiremo con molta attenzione l’evolversi della vicenda; anticipiamo già che se La Forgia dovesse essere reintegrato sarebbe una colossale beffa per l’intera cittadinanza di Forlì”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle

 

La trasparenza del PD: consiglio in “sessione segreta” per rispondere alla nostra interrogazione sul caso Ruffilli

“Il presidente del consiglio comunale di Forlì, Paolo Ragazzini (Pd), ha comunicato che la risposta alla nostra interrogazione sulle sue dichiarazioni contenute nel libro di Alessandro Ruffilli “Ordinaria Corruzione” sarà data a porte chiuse, in sessione segreta. E’ la prima volta che questo accade a nostra memoria e riteniamo si tratti di una scelta politica spropositata, incongrua (soprattutto se avvallata da chi, come la giunta Drei, ricorre troppo facilmente alla parola trasparenza) ed anche torbida e opaca, visto che in aula ci dovremmo accertare dello stato dell’arte della “commissione interna d’indagine” che la Vice Sindaco Veronica Zanetti aveva promesso sulla vicenda.”
A lanciare l’accusa sono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.
“Il libro “Ordinaria Corruzione”, scritto da Alessandro Ruffilli funzionario del Comune di Forlì, descrive, relativamente all’ormai nota vicenda del ristorante WOK Principe, il tentativo di corruzione da lui subito e contestualmente denunciato all’autorità. Le vicende descritte all’interno del libro, pur essendo inevitabilmente frutto di un unico punto di vista, si sono rivelate per noi sconcertanti, descrivendo in modo dettagliato sia numerose pressioni indebite da parte dell’allora Assessore Maria Maltoni, che ritorsioni e mobbing da parte di alcuni dirigenti (in particolare l’ex Direttore Generale Maurizio Caristia), subite dal funzionario… abbiamo quindi ritenuto di interrogare il Sindaco in merito.”: spiegano i due esponenti pentastellati.
Nel frattempo il libro di Ruffilli ha visto uno straordinario successo di critica: l’opera è stata premiata il 20 agosto con il terzo posto al concorso letterario internazionale “Filippo Maria Tripolone” organizzato dall’associazione “La Lanterna Bianca” di Motta Camastra (ME); il 3 Ottobre ad Asti ha ottenuto il quarto posto in uno dei più importanti concorsi letterari nazionali, precisamente il “Concorso Nazionale di poesia e narrativa Vittorio Alfieri”; il 18 Ottobre 2015 ha ricevuto un premio speciale: il “Premio alla Trasparenza Burocratica” dal presidente del “Cenacolo Artistico Letterario Val di Magra – R. Micheloni”, sulla base del giudizio della Giuria del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa Cinque Terre Golfo dei Poeti – “Sirio Guerieri”; lo stesso Ruffilli è stato poi invitato come finalista, alla premiazione della III Edizione del Premio Letterario Nazionale e Internazionale “Vinceremo Le Malattie Gravi” organizzato dall’associazione culturale “Universum Della Verità e Dignità”.
“Sarebbe quantomeno auspicabile che il Comune, visto il successo dell’opera, riconoscesse attraverso l’assessore alla cultura il successo letterario di quest’opera trattandosi pur sempre di un autore ed un tema forlivesi… Mentre invece è necessario fare chiarezza sul perchè invece alcune persone aventi un ruolo importante e contrapposto a Ruffilli nella vicenda descritta nel libro hanno ricevuto promozioni: ad esempio Giulianini è stato promosso vicecomandante amministrativo della PM, Vicchi è stato trasferito alla Centrale Operativa della PM, e Canestrini ha ricevuto l’importante incarico di direzione dell’Ufficio SUAP dell’Unione, contrariamente a quanto invece successo al funzionario del Comune Alessandro Ruffilli, reintegrato nel suo ufficio solo dopo aver vinto una dura battaglia processuale. Come dire: chi fa rispettare la legge viene vessato, ed alla fine si favoriscono sempre i soliti…”: ricordano Simone Benini e Daniele Vergini .
“Ci opporremo con tutte le nostre forze alla formula del consiglio in seduta segreta e in aula chiederemo il voto del consiglio, il PD si è già espresso e certamente voterà a favore della trattazione a porte chiuse, ma noi ci opporremo e faremo presente la nostra interpretazione del regolamento: è semplicemente ridicolo mettere in sessione segreta la risposta ad una interrogazione di rilevanza assolutamente pubblica, a meno che, come pare, la tematica non sia ritenuta politicamente sensibile e “spinosa” proprio per alcuni componenti della maggioranza del Pd”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Bocciata la mozione 5 Stelle per il sorteggio degli scrutatori! I partiti “continueranno a nominare i soliti”!

Proposta di civiltà e trasparenza del M5S respinta da PD e centrodestra uniti, in totale spregio alla trasparenza, democrazia ed azioni di sostegno ai cittadini in difficoltà.

Fino al 2005, come alcuni ricorderanno, la scelta degli scrutatori avveniva per sorteggio; in quello stesso anno, in cui il Porcellum di Calderoli iniziò a nominare i candidati al Parlamento, si è anche modificata la legge sugli scrutatori, assegnando ai partiti la facoltà di nominarli direttamente.

Il Movimento 5 Stelle Forlì si dissocia da questa pratica clientelare che, permettendo di nominare potenzialmente “chi si vuole”, per garantirsi la simpatia di chi conta le schede, si presta a premiare con qualche euro militanti ed amici… Questo a pensar male e sicuramente non sarà così… ma come ci ha insegnato Paolo Borsellino non basta essere onesti, bisogna anche apparire onesti! La possibilità di fare lo scrutatore dovrebbe essere concessa a qualunque cittadino si iscriva liberamente all’albo degli scrutatori, non solo ai “raccomandati” dei partiti!

Con un’apposita mozione abbiamo quindi chiesto di ripristinare il sorteggio già dalle imminenti regionali, dando inoltre priorità a chi più ne avrebbe bisogno: disoccupati e persone con un reddito sotto la soglia di povertà. Niente di strano, visto che sono già diversi i Comuni ad amministrazione PD che hanno scelto questa strada, compresa la vicina Cesena…

Depositata il 29 agosto, la nostra mozione è stata continuamente rinviata fino ad oggi, ultimo giorno utile per votarla prima dell’inizio della campagna elettorale; dopo varie richieste di ritirarla pervenuteci da più parti, il risultato della votazione, come del resto prevedibile, è stato purtroppo di soli 3 voti a favore (i nostri) e di tutto il resto del Consiglio comunale, senza nessuna eccezione, contro…

Le scuse ed i tentativi di arrampicarsi sugli specchi sono stati innumerevoli… si va dal “servono persone preparate per fare lo scrutatore” a “noi abbiamo sempre applicato la priorità alle persone bisognose”, fino al “ma siete matti? vi state fregando con le vostre mani”… purtroppo quello che questi politici non hanno capito è che per il M5S l’esempio personale e la coerenza sono aspetti fondamentali e non sacrificabili anche a scapito della convenienza politica… Proprio per questo motivo e nell’ottica di applicare sempre prima a noi stessi le cose che proponiamo, procederemo comunque al sorteggio della parte di scrutatori che ci competono.

Invitiamo tutti i cittadini interessati ad essere presenti mercoledì 29 ottobre, dalle ore 8:30, presso l’ufficio elettorale/anagrafe in piazzetta della Misura per verificare la regolarità delle operazioni… di nomina da parte dei partiti e di estrazione a sorte da parte del M5S

MoVimento 5 Stelle Forlì

DV-mozione-sorteggioscrutatori-1Articoli precedenti:
No alla “lottizzazione” degli scrutatori, si torni a sorteggiare! Atto presentato!
No alla “lottizzazione” degli scrutatori, si torni a sorteggiare!

 

Sulla trasparenza il PD non ha le idee chiare! Vietate le riprese e successiva retromarcia! Delibera sulla trasparenza approvata solo a metà!

Lo scorso Consiglio comunale di martedì 6 ottobre è iniziato con una “surreale” comunicazione: essendo entrati in campagna elettorale non può essere trasmessa la diretta streaming e non è nemmeno possibile effettuare alcuna ripresa privata sullo svolgimento del Consiglio comunale! La “scusa” addotta è che per la par condicio non si può correre il rischio che pubblicità elettorali vengano introdotte nei video prodotti…(?!)

E’ comunque bastata la richiesta, inoltrata dal consigliere del M5S Vergini, di mettere per iscritto le motivazioni ed i riferimenti di legge, perchè in un paio di giorni il falso problema si sciogliesse come neve al sole: giovedì 8 ottobre è pervenuta al consigliere una comunicazione ufficiale del Segretario generale dove si ammetteva l’errore ed effettuando una totale retromarcia, dal prossimo Consiglio, si consentiranno nuovamente streaming e riprese, come sempre avvenuto in precedenza!

Ironia della sorte, ma forse non solo, tutto questo accadeva proprio nel giorno di approvazione della “Delibera trasparenza a costo zero”, documento preparato ad hoc dagli uffici comunali a seguito dell’adesione del sindaco Drei all’omonima iniziativa di Riparte il Futuro (iniziativa, quest’ultima, condivisa dal M5S immediatamente e al 100%, senza modifica alcuna, con l’applicazione ai suoi consiglieri anche della parte più stringente di essa: la Carta di Pisa!)

Dopo l’esposizione della Vicesindaco Zanetti ci è spiaciuto dover constatare che questa Amministrazione condivide la proposta originale solo al 60%… essendo stati disattesi ben 2 dei 5 punti su cui si fonda:
– Il tavolo per la trasparenza è previsto solo 1 volta all’anno contro i 2 mesi proposti (Riparte il Futuro dice testualmente “non basta un singolo evento all’anno”)
– Il codice etico “Carta di Pisa”, parte integrante della proposta, viene rifiutato e si procederà, non si sa bene quando, a crearne uno specifico e nuovo, basato sul codice di comportamento dei dipendenti comunali (?!)

Abbiamo presentato in sede consiliare 4 emendamenti, i N.1 e N.4 che che tentavano di inserire apposite correzioni relative ai due punti sopra sono stati bocciati, i N.2 e N.3 sono stati accettati ma contenevano modifiche di minore importanza. (clicca qui per scaricare gli emendamenti)

Ci chiediamo il perchè di tutte queste difficoltà visto che la Carta di Pisa è già stata adottata integralmente e senza problemi particolari da molti altri Comuni italiani: fra i più grossi Pisa, Padova, Siena, Massa, più tantissimi altri piccoli comuni fra cui il comune di Arcore, alla faccia e scusate la definizione chiaramente di parte, dello Psiconano

Sembra quindi evidente che non c’è stato il coraggio di andare fino in fondo, perdendo l’ennesima bella occasione di dare il buon esempio: sottoponendosi volontariamente ad obblighi aggiuntivi e stringenti si sarebbe mandato un importante messaggio culturale alla cittadinanza, fungendo da esempio anche per i comuni limitrofi.

Passa invece il messaggio di come sia facile e possibile “farsi belli” nei confronti di stampa e cittadini aderendo ad una iniziativa lodevole come questa, per poi soddisfarla solo a metà (o poco più)…

Il M5S, che non ha fatto mancare il suo voto favorevole per l’applicazione almeno dei 3 punti recepiti, non può contemporaneamente evitare di denunciare l’incoerenza di questa giunta sui punti più stringenti e “difficili da digerire” dell’accordo!

MoVimento 5 Stelle Forlì

Comunicati stampa e video precedenti:
Drei non firma la Carta di Pisa!
La Carta di Pisa, impegno anticorruzione difficile da “digerire”
“Riparte il Futuro” e Carta di Pisa, il M5S Forlì c’è! e il PD?!

 

Drei non firma la Carta di Pisa!

Finalmente al termine del consiglio fiume di martedì scorso (durato circa 5 ore!), dopo 2 mesi di attesa e 2 rinvii, abbiamo ottenuto risposta alla nostra interrogazione sulla Carta di Pisa; nell’indifferenza totale della maggioranza dei consiglieri, più interessati alla loro imminente cena che alla decisione del sindaco su di un tema così importante, la vicesindaco Zanetti ha avuto lo scomodo incarico di rispondere per conto del sindaco, anche lui assente.

Come temevamo la risposta non è stata positiva: Drei non firmerà la Carta di Pisa, ma un surrogato di essa: un diverso codice etico che verrà discusso in consiglio comunale partendo come base dal vigente codice di comportamento dei dipendenti comunali; quando questo avverrà non è dato saperlo, ma pare difficile che possa avvenire entro i 200 giorni promessi in occasione della consegna del “braccialetto bianco”, che, col passare del tempo, sta diventando sempre più grigio… Drei, che aveva accettato il braccialetto e fatto promesse in prima persona, avrebbe potuto aderire alla carta con un “atto del sindaco” (vincolando sostanzialmente solo se stesso), ma ha preferito lavarsene le mani e delegare la decisione al consiglio comunale che, viste le premesse, temiamo approverà un codice etico fortemente annacquato… L’annuncite renziana è a quanto pare contagiosa e Drei ne era portatore sano fin da prima delle elezioni…

La vicesindaco Zanetti ha sostenuto che “l’adozione della Carta di Pisa è solo una proposta” di Riparte il Futuro… mentre a noi non sembra proprio che sia questo lo spirito dell’iniziativa e chiederemo certamente l’opinione dei promotori, fra cui l’associazione Libera. Nel frattempo invitiamo i cittadini a farsi un’opinione leggendo la proposta completa ed in particolare il punto 3.

Perchè il sindaco ha aderito ad una iniziativa che sapeva di non poter/voler rispettare? Troppo facile accettare con enfasi, di fronte alla stampa schierata, il simpatico braccialetto bianco e successivamente, a riflettori spenti, guardarsi bene dall’aderire sul serio, senza se e senza ma, ai punti stringenti di questa Carta…

La corruzione oltre che uno dei principali freni all’economia del nostro paese, è, prima di tutto, un problema culturale che va combattuto al pari della mafia! E’ quindi necessario che gli amministratori per primi trasmettano alla cittadinanza messaggi positivi, attraverso l’esempio personale e l’accettazione volontaria di obblighi aggiuntivi: in questo caso possiamo certamente dire che una buona occasione è andata persa!

Da parte nostra, avendo aderito fin da subito alla Carta di Pisa, abbiamo la coscienza pulita e, nel rispetto di questo impegno, tenteremo con emendamenti presentati in sede di dibattito consiliare, di giungere ad un codice etico il più possibile simile alla Carta di Pisa, sperando in uno scatto di orgoglio della maggioranza del PD!

L’onestà tornerà di moda!

MoVimento 5 Stelle Forlì

Comunicati stampa e video precedenti:
La Carta di Pisa, impegno anticorruzione difficile da “digerire”
“Riparte il Futuro” e Carta di Pisa, il M5S Forlì c’è! e il PD?!

 

La Carta di Pisa, impegno anticorruzione difficile da “digerire”

Nel Consiglio Comunale di oggi, martedì 29 luglio, quando la seduta era ormai giunta al suo termine e stava per essere dichiarata chiusa, ha chiesto la parola il consigliere del M5S Vergini per chiedere lumi al Presidente ed al diretto interessato, il Sindaco Drei, sulla risposta promessa e dovuta da quest’ultimo riguardante l’adozione della Carta di Pisa. L’interrogazione che era prevista all’ordine del giorno è stata invece rinviata per la seconda volta…

L’iter della vicenda è stato il seguente:

Durante il Consiglio Comunale dell’8 luglio scorso abbiamo presentato una interrogazione a risposta immediata (question time) con riferimento all’adesione del Sindaco all’iniziativa anticorruzione del gruppo apartitico “Riparte il futuro” (sostenuto da associazioni come Libera, Gruppo Abele e altre) sancita dalla consegna di un simbolico braccialetto bianco ripresa con enfasi da tutta la stampa locale. Aderendo il sindaco si impegna a realizzare la “delibera trasparenza a costo zero” e, visto che al punto 3 di questo documento si parla esplicitamente dell’adesione alla Carta di Pisa, codice etico particolarmente stringente per amministratori e politici di cui condividiamo i principi, abbiamo ritenuto importante interrogare il Sindaco sulla sua effettiva intenzione di aderire specificatamente alla Carta di Pisa, sulla volontà di chiedere l’adesione anche ai suoi assessori e con quali modalità (atto del Sindaco, delibera di Giunta o delibera di Consiglio) si sarebbe concretizzata.

Trattandosi di question time la risposta, secondo il regolamento, doveva essere immediata ma il Sindaco, colto evidentemente in contropiede, ha deciso all’ultimo momento di derubricare (come sua facoltà) il question time a normale interrogazione, promettendo una risposta precisa nel successivo Consiglio visto che erano necessari approfondimenti, ha inoltre aggiunto che “il documento non fa parte dell’impegno adottato” (cosa assolutamente non vera per quanto detto sopra).

Nonostante l’evidente forzatura sui tempi abbiamo atteso fiduciosi 20 giorni fino al Consiglio odierno… l’interrogazione era stata inserita all’ordine del giorno ma qualche ora prima dell’inizio ci è stato comunicato che la risposta non era pronta nemmeno oggi e quindi non si sarebbe parlato della faccenda, che veniva rimandata “d’ufficio” al primo Consiglio di settembre.

Era troppo, non ci sembrava corretto ed il nostro consigliere ha chiesto la parola, facendo notare che un ulteriore slittamento al 9 settembre, giorno del prossimo Consiglio, avrebbe dato risposta all’interrogazione dopo circa  60 giorni (ben oltre il limite massimo di 30 giorni previsto all’art.43 comma 3 del TUEL, il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) ma anche e soprattutto che, al di là del regolamento, certi ragionamenti (a meno che il Sindaco non abbia aderito all’iniziativa “al buio”, senza sapere dell’impegno Carta di Pisa e per pura convenienza politica) andavano fatti PRIMA di accettare il simpatico braccialetto bianco, non dopo!!!

Le motivazioni fornite dal Presidente, che insisteva genericamente su come i tempi non fossero stati “sforati” per il semplice motivo che ci aveva comunicato lo slittamento, non potevano essere sufficienti; il Sindaco, presente, è intervenuto solo quando è stato direttamente interpellato dal nostro consigliere ma anche lui ha fornito una spiegazione vaga e lacunosa, tutta basata sulla necessità di tempo per accertarsi delle “implicazioni organizzative”… ma non poteva pensarci prima?

Era tardi, le ferie incombevano, la seduta si è chiusa e tutto è stato rimandato forzatamente a settembre…
Attendiamo fiduciosi…

Di seguito riportiamo i video di tutta la vicenda (dalla consegna del braccialetto ad oggi), che comprendono, anche una descrizione per esteso dei punti caratterizzanti la Carta di Pisa, alla quale tutto il gruppo consiliare 5 Stelle ha già aderito.

Comunicato stampa precedente: “Riparte il Futuro” e Carta di Pisa, il M5S Forlì c’è! e il PD?!

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