Il Comandante della Municipale va in pensione, l’incarico è durato meno di 9 mesi! M5S: “Da parte del Pd gestione superficiale della cosa pubblica. Con il M5s si uscirà dall’Unione dei Comuni tornando ad una gestione diretta e più seria della sicurezza dei cittadini”

drei-catenaroAlfredo Catenaro Comandante della Municipale dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, va in pensione a meno di 9 mesi dalla sua nomina, e sembra improbabile anche una sua collaborazione gratuita per 1/2 anni come era stato “promesso” dall’Amministrazione.

Lo avevamo detto nel gennaio di quest’anno, subito dopo la nomina del comandante, che sarebbe andata a finire così, ma nessuno ci ha ascoltato”, è l’attacco di Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì, “senza nulla togliere all’onorabilità ed alla professionalità di Catenaro, che prospettiva poteva fornire la nomina di una persona prossima alla pensione a capo della Polizia Municipale dell’Unione più grande d’Italia? Il corpo avrebbe necessitato di una lunga e profonda ristrutturazione e invece, come recentemente sottolineato anche dai Sindacati, è ancora bloccato in un evidente stato di immobilismo politico che genera disagio nei dipendenti e disservizi ai cittadini.”

“Ora dovrà essere inevitabilmente e nuovamente avviato l’iter per trovare un nuovo comandante dei Vigili, con un nuovo bando e nuovi costi per la collettività. L’inesistenza di una strategia gestionale in un settore chiave come quello della sicurezza cittadina è solo l’ennesima dimostrazione di una gestione eccessivamente superficiale e poco oculata della cosa pubblica ad opera della maggioranza Pd che governa Forlì e l’Unione”, rincarano la dose Vergini e Benini

“E tale inaccettabile situazione di abbandono è riscontrabile non solo nella Municipale, ma in tutto l’Ente, l’avevamo ribadito anche lo scorso aprile, quando le difficoltà politico-organizzative dell’Unione avevano spinto le principali sigle sindacali ad indire un presidio in piazza Saffi con la minaccia di bloccare addirittura il Giro D’Italia. E’ ormai evidente come la ‘rivol-unione’ promessa in campagna elettorale dal sindaco Drei si sia tramutata solo in un gran pasticcio, basti vedere anche solo le discordanze rilevate dai revisori dei conti fra i bilanci dell’Unione e del Comune di Forlì che risultavano “sballati” fra di loro nei rapporti debito/credito di circa 400.000 euro. Il Pd è l’unica forza politica che fa finta di crederci ancora, e nei mesi scorsi ha scomodato addirittura il parlamentare Marco Di Maio per gettare acqua sul fuoco e rassicurare tutti che l’Unione funzionerà e che è l’unica soluzione possibile. Al contrario noi pensiamo che perseverare nel voler tenere in piedi per forza un’Unione mastodontica di 15 comuni, la più grande d’Italia, senza avere le capacità di gestirla efficacemente, sia solo una follia, degna delle manie di grandezza del Pd forlivese”, attaccano i consiglieri pentastellati.

“Lo diciamo senza mezzi termini: a nostro parere è necessario, e anzi urgente, che il Comune di Forlì esca dell’Unione – continuano Vergini e Benini – e riprenda la gestione diretta dei servizi che gli ha conferito, a partire proprio dalla Polizia Municipale. Questo sarà uno dei punti chiave del nostro programma per le future elezioni amministrative, il cui fine è porre rimedio alla cattiva gestione dei servizi conferiti all’Unione che si ripercuote inevitabilmente sui servizi ai cittadini”

“Per chi si dovesse chiedere se è possibile per un Comune uscire da un’Unione la risposta la danno nei fatti numerosi casi simili, l’ultimo quello del Comune di Fiorenzuola d’Arda uscito a inizio anno dall’Unione dei Comuni della Via Emilia Piacentina.”

“L’uscita del Comune di Forlì renderà i restanti Comuni del comprensorio più liberi di trovare eventualmente equilibri più stabili, magari creando al suo posto 2 o 3 Unioni più piccole fra quelli che riterranno necessaria una gestione associata dei loro servizi, e privilegiando, a tendere, anche eventuali fusioni. In quest’ottica abbiamo apprezzato la proposta del sindaco Roccalbegni di Modigliana che ha suggerito una fusione con Tredozio, Dovadola, Rocca e Portico, si tratta di una linea saggia che mira ad un’ottimizzazione delle risorse nell’interesse dei cittadini, che speriamo venga portata avanti nel caso in cui riscontri l’approvazione delle popolazioni locali, che dovrebbe sempre essere preceduta, a nostro avviso, da un referendum o da un processo partecipativo che coinvolga tutti.”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

Il nuovo comandante della Municipale andrà in pensione tra 10 mesi, M5S: “l’ennesima scelta dispendiosa e poco lungimirante di Drei”

drei-catenaroSi è insediato in questi giorni il nuovo comandante del Corpo Unico della Polizia Municipale dell’Unione di Comuni della Romagna Forlivese, Alfredo Catenaro, già dirigente della Polizia di Stato e funzionario della Polizia Stradale di Ancona. Catenaro subentra ad Elena Fiore, in pensione dal 30 settembre scorso, e prende il posto del comandante “ad interim” Anna Maria Galassi, a sua volta andata in pensione il 31 dicembre.

“Lo stesso Catenaro, presentato in pompa magna in conferenza stampa in Municipio alla presenza del presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Forlì, Davide Drei, e dei primi cittadini Giorgio Frassineti e Rosaria Tassinari, a loro volta titolari con Drei della delega per la Polizia Municipale, andrà in pensione a novembre 2017. Un’enfasi fuori posto visto che a breve – fra dieci mesi – si dovrà nuovamente avviare l’iter per trovare un nuovo comandante dei Vigili. Ci chiediamo: è questa la strategia gestionale di un settore chiave per la sicurezza cittadina come il comando della Polizia Municipale di Forlì e dell’Unione? Che prospettiva può fornire la nomina di una persona che – senza nulla togliere alla sua onorabilità – andrà in pensione tra 10 mesi e che dovrà anche smaltire le ferie accumulate non retribuite?”: a porre le domande sono Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle.

E questa nomina “a termine” segue il caso degli ex agenti della Pm che dopo essersi visti negare l’assunzione a tempo indeterminato hanno deciso di far causa al Comune e si sono visti riconoscere il diritto ed un indennizzo pari ad otto mensilità della retribuzione, oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi ed alle spese legali.

“Con il Comune che non vuole “contrattare” per evitare di pagare gli ex agenti e la scelta del nuovo comandante “a tempo” Drei ha fatto una scelta dispendiosa e poco lungimirante, in un settore come quello della sicurezza da sempre l’anello debole di questa giunta e di un corpo d’arma che dovrebbe garantire servizi nei 15 comuni dell’Unione Forlivese per complessivi 140.000 abitanti. Drei dovrebbe essere il primo amministratore a dover essere interessato al funzionamento di questo incarico dimostrando invece di aver lasciato la Polizia Municipale in preda agli annosi problemi: vicecomandanti in gran numero e carenza di agenti sul territorio costretti a turni di lavoro massacranti. L’ennesimo esempio, non il primo e non certamente l’ultimo, delle scelte politiche sbagliate di questa maggioranza a guida Pd!”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Agenti precari della Polizia Municipale di Forlì vincono causa contro il Comune. M5s: “Gestione scriteriata dei vigili urbani e denaro pubblico andato in fumo”

Illegittimi i contratti a termine che l’amministrazione comunale di Forlì e l’unione dei Comuni della Romagna Forlivese aveva stipulato nei confronti di sei agenti della Polizia Municipale. A dirlo il Tribunale di Forlì – Sezione Lavoro – che ha accolto il ricorso presentato da Katiuscia Perrotta, Rocco Pasquariello, Virgilio Gatto, Sergio Zanotti, Claudio Borghini e Gianfranco Gruppuso, tutti agenti di Polizia Municipale, di età compresa tra i 31 ed i 49 anni, che avevano lavorato come precari per complessivi 36 mesi ciascuno.

Terminato il servizio e rimasti senza lavoro, gli agenti della Pm che si sono visti negare l’assunzione a tempo indeterminato hanno deciso di far causa agli enti pubblici e, assistiti dall’avvocato Riccardo Benvenuti dello Studio Alba di Grosseto, si sono rivolti al Giudice, il quale, alla fine, ha riconosciuto i loro diritti.

“Il Tribunale del Lavoro di Forlì – confermano allo Studio Legale Alba – ha accertato l’illegittimità dei contratti a termine ed ha riconosciuto ai ricorrenti un indennizzo pari, per ognuno di essi, ad otto mensilità della retribuzione, oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi ed alle spese di assistenza legale. Attendiamo comunque la motivazioni della Sentenza per una completa valutazione della decisione”.

“È un primo punto a nostro favore – sostiene il portavoce dei precari – attendiamo di capire che cosa intenda fare il Comune ma siamo soddisfatti del fatto che il Tribunale abbia riconosciuto il nostro diritto. Siamo comunque disponibili ad un confronto con la controparte”.

A salutare con soddisfazione l’esito del processo sono Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, che da anni hanno sostenuto la causa dei lavoratori precari della Polizia Municipale di Forlì e dell’Unione dei Comuni portandola all’attenzione dell’opinione pubblica e dello stesso consiglio comunale, e che nell’occasione commentano: “I precari dopo 36 mesi di lavoro di fatto equiparato alle funzioni di un effettivo agente di ruolo si sono trovati lasciati a casa senza rinnovo a dispetto delle promesse dell’allora sindaco Balzani. Si tratta di una doppia debacle per il Comune che da un lato si vede costretto a corrispondere le spese stabilite a giudizio e dall’altro somma come investimenti inutili i costi per il vestiario e la formazione degli agenti precari della Municipale, a fronte di un’endemica carenza di personale”.

“Tanto valeva assumere i sei lavoratori che sono stati costretti a fare causa e far funzionare al meglio l’attività della Polizia Municipale. Organismo – essenziale per garantire la sicurezza stradale e urbana – dove la confusione regna sovrana. In questi anni in assenza di un ricambio ai vertici della Pm si è preferito il mantenimento in organico di 3 vice comandanti e garantire un aumento di stipendio di 10.000 euro all’anno per gli ultimi anni alla ex Comandante Elena Fiore piuttosto che rinnovare l’incarico a più di una decina di vigili a tempo determinato, lasciando irrisolti i nodi strutturali del settore: controllo del territorio a macchia di leopardo, costi che non sono diminuiti e servizio che semmai è peggiorato”: conclude la nota del Movimento 5 stelle di Forlì.

 

Polizia Municipale senza Comandante, dirigenza ad interim alla Galassi. M5S: “Gestione approssimativa dell’Unione dei Comuni, al Pd non sta a cuore la sicurezza ed il controllo del territorio”

Da lunedì la comandante della Polizia Municipale di Forlì, Elena Fiore, da quasi sei anni a Forlì, va in pensione. Il suo è un addio ampiamente annunciato, visto che già nel novembre scorso aveva fatto scalpore sui mass media la notizia dei calcoli errati per il suo “addio al lavoro” previsto inizialmente a dicembre 2015.

fiore-drei“Con questo ampio preavviso, rileviamo con stupore come non sia stato contestualmente nominato un nuovo comandante. Il pensionamento della Fiore non era certo una sorpresa. Per quale motivo l’amministrazione non ha provveduto nei tempi utili a selezionare con un apposito bando un nuovo comandante? E oltre a questa grave mancanza, che denota ancora una volta l’assoluta incapacità del sindaco di Forlì e presidente delll’Unione dei Comuni, Davide Drei, di gestire l’apparato pubblico, oltre a rilevare la discutibile e improvvisata nomina come dirigente della Polizia Municipale fino al 31 dicembre di quest’anno della solita Anna Maria Galassi, autentico “tappabuchi”, la stessa che aveva ricoperto illegittimamente anche l’incarico di segretaria dell’Unione, rimossa qualche mese fa su nostra segnalazione”: a muovere le critiche sono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Daniele Vergini e Simone Benini.

Perchè non è stata portata a termine una selezione pubblica per individuare chi sarà il nuovo comandante? E dire – notano i pentastellati – che il ruolo è di particolare importanza visto che gestisce il Corpo unico di Polizia Municipale dell’associazione intercomunale della Pianura Forlivese che comprende i 15 comuni dell’Unione Forlivese per complessivi 140.000 abitanti e riporta gerarchicamente al sindaco Drei, il primo a dover essere interessato al funzionamento di questo incarico.

“Anche questa vicenda palesa l’ennesima mancanza di Drei, la sua (e del Pd) incapacità a governare l’Unione dei Comuni. Altro che “ri-volunione”, lo slogan che il sindaco aveva lanciato alle amministrative, qui ci troviamo di fronte ad una “in-volunione”… che danneggia l’intera comunità”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.

“Ed in assenza di un ricambio ai vertici della Pm pare del tutto fuori luogo e contraddittorio il mantenimento in organico di 3 vice comandanti ed il contemporaneo drammatico sottodimensionamento degli agenti sul territorio. Si è infatti preferito “lasciare a casa” numerosi vigili a tempo determinato (14 persone in meno sulle strade) pur di mantenere in servizio 3 vice comandanti e garantire un aumento di stipendio di 10.000 euro all’anno per gli ultimi anni alla Comandante Elena Fiore”: evidenziano Daniele Vergini e Simone Benini che rivendicano la presentazione nei mesi scorsi di un’apposita interrogazione del M5S a cui è attesa risposta nel prossimo consiglio dell’Unione dei Comuni.

“Gestione del personale della Polizia Municipale disastrosa, ma anche lo stato dei mezzi è drammatico: le auto sono rimaste fino alla pausa estiva senza approvvigionamento di metano e Gpl, con l’organico carente la copertura della città e del territorio dell’unione è a macchia di leopardo, con il risultato che i costi non sono diminuiti e il servizio è peggiorato. Nella speranza di vedere al più presto nominato un nuovo comandante della Pm ci facciamo cassa di risonanza di una situazione di disagio del personale in servizio che si sente abbandonato dai “piani alti”. Prova ulteriore che questo sindaco e questa maggioranza (il Pd) proprio non ne vogliono sapere di far funzionare la macchina che dovrebbe garantire sicurezza e controllo del territorio”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Continuano gli incontri del M5S con i sindacati di polizia: convergenza anche con gli indipendenti del Coisp

foto coispMassima convergenza degli esponenti delle forze dell’ordine del sindacato indipendente di polizia Coisp di Forlì-Cesena sul “pacchetto sicurezza” elaborato dal Movimento 5 stelle Forlì, un decalogo in dieci punti già sottoscritto in forma di petizione da più di 2.000 cittadini forlivesi. I consiglieri comunali del M5S di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini che nei giorni scorsi hanno incontrato altri sindacati di categoria (il Sap e l’Ugl Sicurezza Civile) hanno dialogato questa volta con i vertici regionali e provinciali del Coisp – Cooordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia: Fabio Toscano, segretario generale Regionale e Marco Ceccarelli e Andrea Ballanti segretari Provinciali.
Nell’occasione, i pentastellati hanno ricordato fra l’altro che la petizione sicurezza è stata presentata in consiglio comunale nel corso di un intenso dibattito a tema, ma che al momento del voto è stata bocciata dal Pd, nonostante 6 dei punti proposti del M5S siano poi stati comunque “adottati” dalla stessa maggioranza in una diversa mozione di impegni… Le dieci azioni concretamente attuabili elaborate dal Movimento 5 stelle Forlì prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la videosorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della polizia municipale, l’impiego della vigilanza privata nell’attività di controllo diurno e notturno delle aree a rischio e degradate della città, maggiore coordinamento fra le forze dell’ordine e l’istituzione della Centrale Operativa Unica, l’assicurazione contro i furti in abitazione che il Comune dovrà estendere ad ogni capofamiglia, la sorveglianza di vicinato, l’illuminazione intelligente e l’inasprimento e la certezza delle pene.
Ampia convergenza è stata dimostrata dal Coisp sulla maggioranza dei punti, pur nel distinguo sulla tematica della sorveglianza di vicinato che i sindacalisti si sono riservati di approfondire, nella convinzione che possano esservi nella filiera della rete che costituisce solitamente le esperienze della sorveglianza di vicinato sovrapposizione di ruoli o un rischio di troppi passaggi fra i vari soggetti chiamati a gestire le attività di questo particolare tipo di controllo. Così come sull’ultimo punto del “pacchetto sicurezza” (l’inasprimento e la certezza delle pene) vi sia la convinzione da parte del Coisp che si tratti di una misura, pur necessaria e promessa a parole da ogni parte politica e sociale da molti anni a questa parte, senza però che si sia mai arrivati ad un risultato soddisfacente concretamente riscontrabile nei fatti.
Gli esponenti del Cosip di Forlì-Cesena hanno confermato la situazione di disagio in cui versano gli operatori di polizia nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni: il personale che va in pensione non viene adeguatamente rimpiazzato, con conseguente innalzamento dell’età media degli agenti ed il personale è ancora esiguo rispetto alle necessità. Massimo accordo sulla proposta di ampliare e migliorare qualitativamente la rete della videosorveglianza in città, così come alla proposta di far scendere in campo nelle attività di controllo e sorveglianza delle aree a rischio anche gli istituti di vigilanza privata pur nella prescrizione che le guardie giurate non si possano mai sovrapporre o sostituire alle forze dell’ordine pubbliche. Il Coisp di Forlì-Cesena s’è detto favorevole anche ad un impiego maggiore della Polizia Municipale nelle attività di controllo e pattuglia, considerate le diverse esigenze di oggi: Forlì e Cesena, preda della criminalità predatoria, non sono più l’isola felice di 30 anni fa e chi amministra deve prenderne atto e trovare le giuste soluzioni. “La sicurezza non è un costo ma un investimento attraverso il quale migliorare la qualità della vita ed aumentare gli investimenti e l’occupazione. Un investimento che, però, richiede uomini, mezzi e, soprattutto, il contributo delle Istituzioni e dei cittadini, nel rispetto delle funzioni di ciascuno, in una sinergia completa e assoluta”: ha ribadito nell’affermare che: “fra alcuni principi, è apprezzabile anche il dialogo costruttivo con ogni forza politica, in questo caso il M5S, ma poteva essere qualunque altra forza politica che abbia a cuore le sorti non solo della categoria del comparto sicurezza ma dell’intero Paese che oggi più che mai ha bisogno di sentirsi sicuro”: ha ribadito il segretario generale Regionale Coisp Emilia-Romagna Fabio Toscano.
Da parte sua il Movimento 5 stelle Forlì ha ricordato che gli incontri con tutti i soggetti istituzionali della sicurezza e delle forze dell’ordine continueranno nei prossimi mesi: “Gli inviti sono stati spediti a tutti, ma proprio tutti i sindacati di categoria, vediamo chi accetterà il confronto”.

 

Grande partecipazione dei cittadini all’evento ai Portici, dopo l’estate si replica anche negli altri quartieri

Nella piazza esterna del centro commerciale I Portici, l’area a due passi dal centro storico di Forlì che, dopo aver aperto i battenti nel 2004, oggi dopo 12 anni si trova al culmine di una crisi che vede accomunati in un unico destino cittadini, residenti e imprenditori che avevano scommesso sul rilancio del reticolo di via Colombo, in posizione strategica vicino alla stazione. Negozi che hanno chiuso i battenti, locali sfitti, mura imbrattate da scritte e bersaglio di atti vandalici, ritrovo abituale di prostitute, spacciatori, senza fissa dimora e teppisti di ogni tipo.
Questo il teatro del primo appuntamento di “Movimento in ascolto…”, le assemblee pubbliche itineranti che il MoVimento 5 Stelle di Forlì promuoverà nell’intero territorio comunale da qui alla fine del mandato amministrativo, quartiere per quartiere.
Forte è stata la risposta dei cittadini, giovedì sera, nella piazzetta dietro la sede Inail, in via Rosselli Del Turco, un centinaio di persone di tutte le età, anche famiglie al completo e il prete del quartiere, si sono riunite per partecipare alla riunione che ha visto l’intervento dei due consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini e degli attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì.
Ma soprattutto, nell’occasione, ha preso la parola la gente: mamme, capifamiglia, giovani, dipendenti delle attività pubbliche e private della zona. Insomma, persone che quotidianamente vivono la realtà dei “Portici”.
Un lungo elenco di lamentele e problemi a ribadire che si tratta di una delle aree più a rischio in tema di sicurezza e vandalismo della città, teatro di spaccio e prostituzione a cielo aperto, risse, e palestra incontrollata dei writers anche delle città vicine. Tutti coloro che hanno preso la parola hanno lamentato il disinteresse dell’amministrazione comunale. Tutti hanno lamentato la mancanza di controllo diurno e notturno della zona. Tutti hanno manifestato una situazione di malessere sociale crescente.
Segnaliamo in particolare un cittadino dell’area de “I Portici”, Luciano Pitirollo, che si è fatto promotore di una raccolta firme su un pacchetto di proposte per far rivivere e assicurare tranquillità a chi popola la zona, ed ha trovato nel M5S un interlocutore attento (“a differenza dell’amministrazione comunale che non ha mai dato udienza”) ha elencato alcune semplici misure che si potrebbero adottare in breve tempo per fronteggiare il rischio degrado.
Il MoVimento 5 Stelle di Forlì si farà portavoce di queste istanze e chiederà al sindaco Drei di rispondere con precisi fatti e una maggiore capacità di ascolto a queste invocazioni di aiuto.
Daniele Vergini e Simone Benini hanno teso la mano ai cittadini, assicurato che ogni tematica sensibile verrà portata nel tentativo di trovare una soluzione in Municipio, all’attenzione della giunta comunale e del sindaco.
Da parte loro i coordinatori del gruppo di lavoro che hanno elaborato la petizione sicurezza del MoVimento 5 Stelle di Forlì hanno illustrato i dieci punti contro microcriminalità e degrado già sottoscritti in città da più di 2000 persone.
Sono state elencate dal MoVimento 5 Stelle di Forlì azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la videosorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, l’impiego sul territorio della polizia municipale e della vigilanza privata, percorsi di educazione alla “sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione, l’installazione di una illuminazione intelligente e, da ultimo, la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati come i furti in appartamento che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo stesso Pd di Renzi.
“Il nostro percorso di “ascolto” ha preso il via in una delle aree di Forlì con maggiori criticità. Abbiamo ascoltato con grande attenzione le problematiche e le idee espresse liberamente dai cittadini e ne faremo cassa di risonanza in consiglio comunale. Starà poi alla giunta ed al sindaco fornire il necessario grado di attenzione e impegno per risolvere i problemi”: spiegano Daniele Vergini e Simone Benini che assicurano: “Con queste assemblee, che continueranno nei prossimi mesi dopo l’estate, il M5S vuole entrare in contatto con la realtà di tutti i quartieri e di chi vi abita, spesso nell’assoluto disinteresse di chi ci amministra, e, nei casi peggiori, nell’abbandono totale da parte delle istituzioni”.

 

Il M5S incontra il SAP: c’è convergenza sui 10 punti della petizione sicurezza

fotosapI consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Forlì Daniele Vergini e Simone Benini hanno incontrato una delegazione del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) di Forlì-Cesena, rappresentato dal segretario provinciale Roberto Meloni e da Pierfranco Scucchia, per illustrare i contenuti della petizione sicurezza già sottoscritta da più di 2.000 cittadini forlivesi e presentata in consiglio comunale.

Massima convergenza degli esponenti delle forze dell’ordine sul “Pacchetto sicurezza” elaborato dal M5S Forlì. Piena condivisione sulle dieci azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la videosorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della polizia municipale, l’impiego della vigilanza privata nell’attività di controllo diurno e notturno delle aree a rischio e degradate della città, maggiore coordinamento fra le forze dell’ordine e l’istituzione della Centrale Operativa Unica, l’assicurazione contro i furti in abitazione che il Comune dovrà estendere ad ogni capofamiglia, la sorveglianza di vicinato, l’illuminazione intelligente e l’inasprimento e la certezza delle pene.

Gli esponenti del Sap hanno ribadito le difficoltà e i disagi cui sono soggetti i poliziotti nello svolgimento delle loro mansioni: il personale che va in pensione non viene adeguatamente rimpiazzato, con conseguente innalzamento dell’età media degli agenti, le apparecchiature di cui sono dotati gli operatori pubblici della sicurezza chiamati al controllo del territorio sono spesso obsolete, manca il coordinamento fra le forze dell’ordine ed il personale è ancora esiguo rispetto alle necessità, ed è necessario ampliare e migliorare qualitativamente la rete della videosorveglianza.

I dati sono ormai noti e parlano chiaro: 4 pattuglie in città destinate al controllo, una ogni 30.000 abitanti circa, e questo mentre proliferano i furti negli appartamenti e nei luoghi di lavoro a Forlì, innescando insicurezza nella cittadinanza. Inoltre, il Sindacato Autonomo di Polizia , per voce del segretario provinciale di Forlì-Cesena Roberto Meloni, ha rinnovato l’allarme del pericolo “ridimensionamento” e chiusura della sede della Polizia Postale di Forlì.

Il Movimento 5 stelle di Forlì, da parte sua, ha ricordato che la petizione sicurezza è stata bocciata in consiglio comunale dal Pd, nonostante 5-6 tematiche elaborate dai pentastellati siano state poi “adottate” dalla stessa maggioranza in un altra mozione di impegni…

“Vedremo se passeranno dalle parole ai fatti”: ironizzano I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Forlì Daniele Vergini e Simone Benini, che poi continuano così: “Per pregiudizio ideologico il Pd non ha accolto le nostre proposte che larga parte della popolazione e le stesse forze dell’ordine condividono, vedremo se le misure in tema di lotta alla criminalità che hanno annunciato da qui a due mesi saranno effettivamente messe in campo. I nostri punti saranno all’ordine della nostra azione politica se e quando i cittadini ci daranno fiducia e ci consentiranno di governare Forlì, città colpita più di ogni altra a livello nazionale dal problema dei furti in abitazione e in azienda”.

“Da parte nostra, oltre all’iniziativa locale della petizione sicurezza, abbiamo sollecitato un intervento in ambito parlamentare per adeguare le leggi alla necessaria certezza della pena, inasprendo anche quelle relative ai reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo Pd di Renzi”: concludono Vergini e Benini.

Il Movimento 5 stelle Forlì ricorda che gli incontri con tutti i soggetti istituzionali ed i sindacati di categoria della sicurezza – prima del Sap quello con Ugl Sicurezza Civile (Il sindacato delle Guardie Giurate) – continueranno nei prossimi mesi: “Gli inviti sono stati spediti, vediamo chi accetterà il confronto”.

 

Il M5S incontra l’UGL: piena convergenza sui 10 punti della petizione sicurezza

incontro m5s-uglIl consigliere Daniele Vergini del Movimento 5 stelle Forlì, ha incontrato Filippo Lo Giudice, segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl Sicurezza civile, il sindacato più rappresentativo delle guardie giurate, molto radicato in provincia di Forlì-Cesena, per illustrare i contenuti della petizione sicurezza già sottoscritta da 2000 cittadini e presentata in consiglio comunale.

La proposta dei pentastellati prevede anche l’impiego della vigilanza privata nei servizi di controllo diurno e notturno nelle aree a rischio e degradate della città.
“Nel “Pacchetto sicurezza del M5S Forlì” si elencano dieci azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la videosorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della polizia municipale ed anche l’impiego della vigilanza privata , che non dovrà sovrapporsi ma integrarsi con le altre forze dell’ordine, per concorrere al controllo diurno e notturno delle aree a rischio e degradate della città”: ha spiegato lo stesso Daniele Vergini.

“Ritengo la proposta di inserimento delle guardie giurate in un piano organico di lotta al degrado urbano che innesca malcostume e insicurezza nella cittadinanza ed al contrasto dei furti in abitazione una soluzione intelligente e concreta. Per nulla viziata da un pregiudizio ideologico. E su queste basi ho ringraziato personalmente il Movimento 5 stelle di Forlì per aver elaborato la petizione sicurezza. E male ha fatto il Pd a bocciare il progetto in consiglio comunale”: ha dichiarato Filippo Lo Giudice, che nell’occasione ha ricordato come anche il sindaco Drei e la sua giunta si fossero dimostrati insensibili, nei mesi scorsi, alla proposta che l’Ugl Sicurezza civile aveva avanzato al Comune di Forlì di mettere in campo ogni mezzo – compresa la vigilanza privata – per arginare il dilagare della criminalità a Forlì, città colpita più di ogni altra a livello nazionale dal problema dei furti in abitazione e in azienda.

“Da parte nostra, oltre all’iniziativa locale della petizione sicurezza, abbiamo sollecitato un intervento in ambito parlamentare per adeguare le leggi alla necessaria certezza della pena, inasprendo anche quelle relative ai reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo PD di Renzi, lo stesso partito che a Forlì ha bocciato in consiglio comunale il nostro Piano in 10 punti”: conclude il consigliere del Movimento 5 stelle Forlì, Daniele Vergini. “L’incontro di oggi in Ugl, è il primo di una serie, abbiamo infatti intenzione di incontrare anche altri soggetti istituzionali e sindacati di categoria della sicurezza per promuovere la petizione che è stata già sottoscritta da 2000 cittadini”

 

Il Pd boccia la petizione sicurezza firmata da 2000 cittadini e approva un OdG “fotocopia”

“Ieri il PD ha preso in giro i 2000 cittadini che hanno firmato la petizione bocciandola e proponendo un loro OdG “fotocopia”, un Pd visibilmente in difficoltà, che non riesce a far altro che copiare le idee altrui, ma nel farlo dimostra solo di non avere più alcuna credibilità visto che in 2 anni e mezzo sulla sicurezza non hanno fatto nulla a parte annunci”: questa l’accusa del consiglieri comunali del M5S Forlì Daniele Vergini e Simone Benini a seguito della discussione in Consiglio Comunale della petizione sicurezza elaborata nei mesi scorsi dal Movimento 5 Stelle di Forlì e sottoscritta da più di 2000 cittadini, di ogni orientamento e fede politica, anche elettori del Pd.

“Abbiamo presentato un vero e proprio piano-programma in dieci punti, concretamente attuabili dall’amministrazione comunale, già  depositato in Municipio e recentemente illustrato anche al prefetto di Forlì Fulvio Rocco De Marinis. Il Pd ci ha chiesto di ritirare la petizione per rielaborare un testo assieme a loro, una proposta che abbiamo ritenuto irricevibile e provocatoria. Siamo orgogliosi di aver portato la voce di 2000 forlivesi e sollevato un’esigenza di una parte consistente di cittadini che ha manifestato un malessere, è stato giusto chiedere il voto su questo testo senza alterazioni e inutili “giochi di palazzo”, il Pd, come abbiamo più volte detto, poteva semplicemente emendarlo togliendo le parti che non riteneva utili ma ha deciso invece di bocciarlo in toto, di questo se ne assumerà la responsabilità di fronte ai cittadini”: aggiungono Vergini e Benini

“Segnaliamo inoltre ai cittadini l’operazione scorretta messa in atto parallelamente dal partito di maggioranza, presentando un OdG “fotocopia” che riprende la maggioranza dei punti della petizione, nel becero tentativo di “mettere la bandierina” sul tema e prendersi il merito. Noi come M5S abbiamo coerentemente votato a favore anche anche di questo OdG del PD però lasciamo ai cittadini le dovute considerazioni”, aggiungono i pentastellati, che segnalano,  inoltre, anche: “l’ingiustificabile assenza del sindaco Drei durante la discussione ed il silenzio totale dell’assessore con delega alla sicurezza Marco Ravaioli… Questa è la considerazione che ha questa amministrazione dei cittadini forlivesi, questa è la vera attenzione dedicata dalla giunta al problema della sicurezza!”: chiosano Vergini e Benini

Per la cronaca, il pacchetto sicurezza proposto dalla petizione conteneva misure concrete come: la videosorveglianza mirata, l’installazione di punti illuminazione intelligente, le ordinanze comunali speciali riguardanti sicurezza e lotta al degrado, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggiore controllo del territorio da parte della polizia municipale, l’impiego della vigilanza privata (che non dovrà sovrapporsi alle forze dell’ordine pubbliche ma integrare i servizi di controllo diurno e notturno nelle aree a rischio e degradate), esperienze di “sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione (come è stato fatto in diversi comuni del triveneto, ed in parte anche a Bologna, città governata dal Pd), e, da ultimo, la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento.

 

Petizione sicurezza, il Movimento 5 Stelle ha raccolto 1800 firme ed incontra il Prefetto

prefetto-petizione-sicurezzaIl Movimento 5 Stelle di Forlì, dopo aver consegnato nei gioni scorsi in Comune le prime 1500 firme raccolte in calce alla sua petizione sicurezza, un vero e proprio piano in dieci punti concretamente attuabili per contrastare la piaga dei furti in appartamento e arginare la microcriminalità, hanno incontrato – nel pomeriggio di mercoledì 16 marzo – il prefetto di Forlì Fulvio Rocco De Marinis. La delegazione era composta dai consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini e da alcuni attivisti.
Nel frattempo la petizione popolare – avviata a fine settembre con un evento pubblico alla presenza del senatore M5S Vito Crimi – non si ferma e anzi continua con l’obiettivo di raggiungere a breve le 2.000 firme; fra quelle già raccolte se ne contano molte di cittadini dichiaratisi elettori del Pd o stranieri in regola con i permessi di soggiorno ed il lavoro che per primi chiedono più sicurezza in città.
Nel “Pacchetto sicurezza del M5S Forlì” si elencano azioni concretamente attuabili che prevedono:ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la videosorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della polizia municipale, l’impiego di personale della vigilanza privata (che non dovrà sovrapporsi alla regolare attività delle forze dell’ordine essendo finalizzato specificatamente al controllo diurno e notturno di aree a rischio e degradate), percorsi di educazione alla sicurezza ed alla“sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione, l’installazione di una illuminazione intelligente. E, da ultimo, il Movimento 5 stelle di Forlì avanza la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento. “Reati che tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo stesso governo del premier Renzi. Noi del M5S, pur sedendo nei banchi dell’opposizione, facciamo sul serio per risolvere la piaga dei furti mentre il Pd, che governa da decenni, si accorge soltanto oggi del problema e prova a gettare fumo negli occhi”, affermano i pentastellati.
“Nelle prossime settimane la petizione approderà anche in consiglio, e l’assise si dovrà esprimere con un voto sui vari punti, come sempre aspettiamo il Pd alla prova dei fatti”, concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.