Evento sul trasporto pubblico gratuito, uno strumento per diminuire il traffico e per recuperare risorse

Forlì come Tallin, la capitale estone che dal 2013 ha sperimentato il trasporto pubblico completamente gratuito per i residenti.
A discuterne, venerdì 5 maggio, alle ore 20.30 presso la sala della Banca di Forlì in via Bruni 2, Marco Zullo, eurodeputato del M5S; Paolo Vergnano, consigliere Comunale M5S di Rovereto, promotore della legge di iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile in Trentino; Andrea Bertani, consigliere Regionale del M5S Emilia-Romagna; Fabrizio Luches, avvocato, pubblicista del Sole24Ore esperto in materia urbanistica e Giancarlo Romanini, architetto urbanista forlivese che porterà un contributo esterno in veste di esperto di mobilità sostenibile.
L’ evento – dedicato al tema del trasporto pubblico gratuito e della mobilità sostenibile è organizzato dal M5S Europa con la collaborazione del Meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì.

I vantaggi del trasporto pubblico gratuito sono facilmente intuibili: si registrerebbe subito un aumento dei flussi di passeggeri su bus e tram (si stima del 20%), si ridurrebbero le emissioni di CO2, grazie al fatto che molti pendolari utilizzerebbero i mezzi pubblici al posto dell’auto e i cittadini con i redditi più bassi potrebbero godere di una migliore accessibilità ai luoghi della città.
Non è utopia è realtà in alcune città del mondo. Ed anche in Italia, per esempio a Livorno, città guidata da una giunta del M5S.
Lo stesso Marco Zullo ha spiegato le ragioni di questo suo vero e proprio tour in giro per l’Italia per promuovere l’argomento del trasporto pubblico gratuito e incentivare il dibattito insieme ai cittadini ed agli esperti di mobilità: “Un progetto attuabile ed auspicabile per ovvi motivi, quali ad esempio la riduzione dell’impatto ambientale, il minor consumo di suolo, il sostegno alle famiglie meno abbienti, ma anche per motivi meramente economici. Si è evidenziato infatti che gli introiti derivanti dai biglietti costituiscono mediamente meno del 9% dei ricavi totali, mentre la parte più cospicua deriva da finanziamenti pubblici, quindi dalle nostre tasse”.

Il Meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì spiega che attualmente: “I cittadini pagano due volte il trasporto pubblico locale: con la tassazione generale (lo Stato ogni anno finanzia il fondo Trasporto Pubblico Locale) e con il biglietto dei viaggiatori. In pratica, bus, tram e metro vengono pagati anche da chi non li usa mai e i benefici di questi investimenti non sono tangibili, si pensi a Forlì: assenza di corse notturne, frequenza diradata fra una corsa e l’altra e alcune zone della città servite male , se non addirittura non servite del tutto…”.
Il tema del trasporto pubblico gratuito, su iniziativa del Movimento 5 Stelle del Parlamento Ue, è diventato un vero e proprio progetto pilota finanziato dalla Commissione Europea dedicato a nuovi sistemi di mobilità compatibili con l’eco-sostenibilità e la riduzione dell’inquinamento, al fine di migliorare l’economia e creare nuovi posti di lavoro, la micro-economia dei centri urbani. Sì, perche’, grazie all’aumentato numero di passeggeri è dimostrato che si incrementano anche i consumi locali.

locandina evento TPL gratuito

 

Forlì maglia nera per mortalità dei ciclisti. M5S: “In arrivo fondi pubblici, subito progetti per la “mobilità dolce”. Il sindaco Drei non sia insensibile”

Forlì sconta un triste primato: terza nella classifica dei capoluoghi di provincia con il più alto tasso di mortalità riferito all’uso della bicicletta, ovvero: 2,54 morti ogni 100 mila abitanti, quando la media in Italia è 0,37, quindi 7 volte la media nazionale e addirittura superiore al tasso di mortalità riferito alle auto! Dati aggiornati all’ultimo “Focus mobilità urbana” 2016 dell’Istat.

“Più volte, e per ultima nel settembre scorso, abbiamo denunciato questa situazione. Ma il Pd e l’amministrazione comunale del sindaco Drei hanno sempre dimostrato massimo disinteresse al tema della mobilità su due ruote, tanto da snobbare lo scorso anno la settimana europea della mobilità al punto di non organizzare alcuna iniziativa, a differenza di quanto hanno fatto Cesena e molte altre città limitrofe”: denunciano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Daniele Vergini e Simone Benini che ricordano come la maggioranza in Municipio abbia anche bocciato, adducendo motivazioni non rilevanti una mozione dei pentastellati che proponeva linee guida di buon senso e di facile praticabilità promosse dalla Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) per rendere Forlì una città a misura di bicicletta.

Ora si profila all’orizzonte una nuova opportunità in favore della “mobilità dolce”: grazie ad un emendamento in Parlamento del M5S (primo firmatario Michele Dell’Orco) sono stati sbloccati ben 12,5 milioni di euro a favore delle piste ciclabili e della sicurezza dei ciclisti. Ma in Italia, si sa, “sbloccare” è una parola grossa, e così, malgrado l’emendamento approvato nel 2013 fosse a tutti gli effetti diventato legge, i governi che si sono susseguiti hanno regolarmente lasciato quei soldi chiusi in cassaforte.

“E nel frattempo le nostre piste ciclabili hanno continuato a degradarsi, i ciclisti a morire come le cronache ci hanno raccontato. Dopo quattro anni di richiami, interrogazioni, proteste, mailbombing il ministro ha ceduto, ed i finanziamenti sono stati sbloccati e arriveranno finalmente ai Comuni e potranno essere spesi (il Ministero finanzierà i progetti al 50%) per sviluppo e la messa in sicurezza di percorsi e piste ciclabili e pedonali perché è necessario impiegare maggiori risorse per mobilità sostenibile e per gli utenti deboli della strada”: ricordano ancora i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Simone Benini e Daniele Vergini.

All’Emilia-Romagna spettano 1.281.571,97 euro e a questo punto mancano solo i progetti che i Comuni o le Regioni devono realizzare e presentare entro 150 giorni da quando il decreto è divenuto pienamente esecutivo l’1 febbraio 2017

“Sarebbe oltre che stupido politicamente “delittuoso” non approfittare di questa opportunità! E nel nostro Comune sollecitiamo l’assessore Marco Ravaioli a prendere contatti con l’assessore regionale ai trasporti al fine di chiedere immediatamente alla Regione di spiegare come intenderà gestire questi fondi, e presentare di conseguenza i progetti necessari ad redistribuirli”: insistono Vergini e Benini.

Esempi di interventi finanziabili?

Realizzare piste ciclabili, anche in funzione di disimpegno della sede stradale promiscua; percorsi e attraversamenti pedonali semaforizzati, attraversamenti con isole salvagente, attraversamenti pedonali mediante passerelle, sovrappassi, sottopassi; messa in sicurezza di percorsi ciclabili e pedonali; creare una rete di percorsi ciclopedonali protetti o con esclusione del traffico motorizzato da tutta la sede stradale; realizzare progetti per una mobilità sicura e sostenibile per pedoni, ciclisti e altri utenti vulnerabili, secondo criteri di sistematicità, coerenza, integrazione, orientamento su obiettivi specifici e misurabili, monitoraggio dei risultati e valutazione della loro efficacia, condivisione dei risultati delle esperienze.

I criteri per definire e selezionare le proposte che potranno essere finanziati sono i seguenti: effettive esigenze di riduzione dei rischi, evidenziati dall’analisi di incidentalità; efficacia dell’intervento proposto in relazione all’eliminazione o riduzione dei rischi evidenziati; possibilità di concorso finanziario degli enti beneficiari, titolari delle infrastrutture oggetto dei lavori, tali da consentire un ampliamento delle ipotesi di attività, in relazione ai limiti dei finanziamenti statali assentiti e delle capacità di intervento finanziario regionale.

“Questo lo stato dell’arte e lo spettro delle possibilità: al Comune la prima mossa per rendere la nostra città più a misura di ciclista e di pedone”: concludono i due pentastellati.

 

Settimana della “mobilità intelligente”, M5S: “Forlì città “killer” per i ciclisti, amministrazione insensibile al tema”

incidentebiciAl via anche quest’anno (dal 16 al 22 settembre) la settimana europea della mobilità, che coinvolge tutti i paesi europei sotto l’egida della Commissione europea. L’edizione 2016 avrà come tema “la mobilità intelligente e sostenibile, un investimento per l’Europa”, lo slogan scelto: “Smart Mobility. Strong Economy” e sarà un’importante occasione per sottolineare gli stretti legami tra economia e trasporto pubblico e privato. Sono 130 i Comuni italiani che hanno aderito all’iniziativa e fra questi anche 12 Comuni dell’Emilia-Romagna: Bologna, Carpi, Castenuovo, Ferrara, Formigine, Misano , Modena, Parma, Ravenna, Reggio, San Lazzaro…

“Anche Cesena c’è, ma Forlì … no! Come se la tematica (bici, bus, piste ciclabili, trasporto pubblico) non fosse invece una priorità per cittadini e amministratori della nostra città. Noi, al contrario, riteniamo che a Forlì esistano gravi carenze di mobilità pubblica, traffico e parcheggi. Per non parlare dello stato pietoso delle piste ciclabili: sono insufficienti, per lo più promiscue ciclo-pedonali, abbandonate nell’incuria, sporche, con i percorsi spesso ostruiti da rami secchi e vegetazione, quando piove si allagano, e, cosa più grave in assoluto, sono pericolose! Una pericolosità denunciata da istituzioni che non possono essere accusate di fare propaganda politica”: è la denuncia che lanciano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.

I pentastellati ricordano, in particolare, il “focus mobilità urbana” dell’Istat, quello di quest’anno (riferito ai dati del 2014) riporta un dato allarmante per la nostra città: Forlì è la terza nella classifica dei capoluoghi di provincia con il più alto tasso di mortalità riferito all’uso della bicicletta 2,54 morti ogni 100 mila abitanti, quando la media nazionale è 0,37… quindi 7 volte la media nazionale e superiore al tasso riferito alle autovetture!

“Le origini di questo problema sono a nostro parere da ricondurre all’assenza di un serio Piano del traffico comunale, la cui nuova versione è attualmente in fase di stesura, il precedente piano realizzato nel 2007 non nacque nelle migliori condizioni e comunque non fu mai attuato concretamente e seriamente, il risultato è purtroppo di fronte agli occhi di tutti. Nutriamo inoltre vari dubbi sulle reali competenze della società partecipata Forlì Mobilità Integrata alla quale è stata affidata la realizzazione del piano”: spiegano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.

Gli stessi Daniele Vergini e Simone Benini, oltre alla critica legittima, hanno in maniera propositiva presentato, circa 7 mesi fa, una mozione volta a favorire la mobilità sostenibile intitolata “Forlì città amica della bicicletta”: un pacchetto ispirato alle idee promosse dalla locale rappresentanza Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e che comprende fra le altre cose anche il “senso unico eccetto bici” , impropriamente chiamato “contromano ciclabile”.

“Se vi state chiedendo che fine ha fatto questa mozione la risposta è purtroppo molto deludente: rinviata dalla giunta, che ha addotto scuse risibili ripetute da 7 mesi… La triste realtà, al di là degli slogan elettorali (per chiedere il voto tutti i partiti sono fintamente ecologisti), è che purtroppo non esiste negli esponenti del Pd e nella giunta Drei la reale volontà politica di rendere Forlì una città a misura di bicicletta. Ma nonostante questo ostruzionismo in chi governa (o “sgoverna”) la città, non ci arrendiamo e continuiamo a fornire il buon esempio in prima persona – concludono Daniele Vergini e Simone Benini – siamo, infatti, gli unici consiglieri comunali ad aver contemporaneamente rinunciato al pass ztl per le cariche politiche e ad utilizzare il bike sharing comunale per raggiungere la sala del consiglio e partecipare alle riunioni di commissione”.

 

Vittoria M5S: il consiglio comunale approva la nostra mozione sui “contrassegni rosa”

“Meglio tardi che mai. Ed ora si passi dalle parole ai fatti. Si realizzi concretamente e subito la proposta del “contrassegno rosa”, il pass speciale per le future mamme in stato di gravidanza, che in aggiunta ai già esistenti “parcheggi rosa” permetterà loro di parcheggiare gratuitamente nelle strisce blu che come Movimento 5 stelle abbiamo presentato nel febbraio scorso (5 mesi fa!) e soltanto martedì è stata approvata dal consiglio comunale”.

Questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, alla via libera alla mozione che chiedeva l’istituzione del contrassegno speciale per le donne in stato di gravidanza o con prole neonatale.

“Considerato che la già attiva iniziativa delle “piazzole rosa riservate” nei parcheggi di via Oriani, via Manzoni e nell’interrato di viale Vittorio Veneto, è comunque da ritenersi positiva anche se gli spazi riservati possono risultare insufficienti e la distanza degli stessi dal centro storico è abbastanza elevata, sarebbe molto più pratica ed efficace l’assegnazione di un apposito contrassegno alle donne in stato di gravidanza o con prole di età inferiore ad un anno, aventi la residenza nel Comune di Forlì. Un pass che consenta al veicolo condotto dalla richiedente la possibilità di sosta in esenzione al pagamento del parcheggio e in deroga alla sosta regolamentata a tempo (disco orario), su tutti i parcheggi del Comune di Forlì”: nota il Movimento 5 stelle di Forlì.

In molte città d’Italia il Contrassegno Speciale Gravidanza è già una realtà con un permesso che intende agevolare la sosta, all’interno di aree segnalate da una cartellonistica verticale e da strisce rosa sull’asfalto, offrendo alle donne in stato di gravidanza e a mamme con neonati al seguito un’opportunità di parcheggio senza difficoltà nei luoghi da loro più frequentati e dove la sosta è problematica, nel rispetto della regolamentazione della zona in cui si parcheggia.

“Si tratta di un provvedimento che a Forlì interesserà un migliaio di neo mamme circa (numero totale di parti nel 2015 a Forlì 1.138, nel 2014 ben 1219 nascite, nel 2013 hanno visto la luce 1.327 bambini, 1.364 nel 2012, e 1.371 nel 2011) e che rappresenta un sostegno socio-economico che solleva almeno un po’ una delle categorie più a rischio (donne, mamme e soprattutto giovani) e duramente colpite dalla crisi. Il Comune di Forlì si attivi immediatamente per identificare le aree idonee e consentire l’utilizzo del “contrassegno rosa” già entro questo mese”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Viabilità, parcheggi e privilegi della “casta”. M5S Forlì: “Stop ai pass per l’accesso agevolato dei politici in centro storico”. I pentastellati presentano 4 mozioni sulla sicurezza stradale e il bike sharing

pass_ztl_cariche_politiche“A nostro parere gli amministratori pubblici dovrebbero essere sempre d’esempio per i cittadini e rinunciare spontaneamente ai loro privilegi! Volete un esempio? A Forlì i consiglieri comunali, il sindaco, gli assessori ed altre cariche politiche fruiscono di un pass per l’accesso e la sosta all’interno della ZTL del centro storico al costo simbolico di 50 euro l’anno (con la facoltà di utilizzare fino a tre auto diverse, anche se non direttamente intestate al proprietario del pass). Lo stesso pass per i normali cittadini non residenti ha un costo annuo di 550 euro, un milione di vecchie lire! Quasi tutti gli assessori e consiglieri, anche di minoranza, godono di questo permesso speciale e sia il sindaco Drei che la vicesindaco Zanetti, quest’ultima colta alcuni giorni fa a parcheggiare negli stalli per disabili, hanno in utilizzo il pass proprio su 3 targhe diverse, il massimo consentito! Ricordiamo che il regolamento prevede il divieto dell’uso contemporaneo delle 3 targhe… ma chi controlla?”.

A porre la domanda sono i due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, che hanno rinunciato a questo privilegio, non concesso nemmeno ai dipendenti comunali.

“L’unico gruppo che, da subito, ha rinunciato per la totalità dei suoi componenti a questa possibilità è ovviamente il 5 Stelle, interrompendo una tradizione opposta, ormai consolidata negli anni, cui nessun partito aveva mai rinunciato. Sempre noi del 5 Stelle siamo anche gli unici ad utilizzare il bike sharing comunale ad eccezione del consigliere PD Massimo Zoli che però ha fatto un abbonamento solo quadrimestrale, si presume per la bella stagione…”.

Con la vicenda ancora bollente del parcheggio negli stalli dei disabili da parte della vicesindaco Zanetti, il Movimento 5 stelle di Forlì intende battere sul ferro caldo dei privilegi della casta.

“Dopo aver saggiato con mano il doppiopesismo e l’arroganza di questa maggioranza, che spera nella disattenzione dei cittadini ed è convinta di farla sempre e comunque franca, crediamo sia arrivato il momento di evidenziare altre importanti questioni relative ai privilegi che questi amministratori si sono arrogati fin dall’insediamento. Riteniamo che i tempi siano maturi per presentare in consiglio comunale alcune proposte del nostro programma elettorale in tema di mobilità sostenibile, rinuncia ai privilegi, sicurezza stradale e rispetto delle utenze deboli”: aggiungono Daniele Vergini e Simone Benini.

Nello specifico, il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle di Forlì, ha presentato oggi 4 mozioni volte a:

“Queste nostre proposte sono concretamente attuabili in tempi brevi e speriamo che la maggioranza PD in consiglio comunale non si affretti a bocciarle soltanto perché proposte dal M5S ma, comprendendone l’oggettiva utilità, decida di farle diventare realtà anche a Forlì”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, Daniele Vergini e Simone Benini.

Clicca qui per scaricare la lista dei consiglieri e assessori che usano il pass ZTL a 50 euro annui a confronto con la lista di coloro che invece usano il bike sharing comunale

 

La Orte-Mestre rimane in pista: PD, Lega, NCD e FI votano contro il ritiro del progetto

Il Governo toglie dal DEF la Orte-Mestre, ma i partiti di maggioranza mantengono in pista la nuova autostrada. Martedì alla Camera erano infatti in votazione le mozioni parlamentari del Movimento 5 Stelle e di SEL che chiedevano il ritiro definitivo del progetto, e che se fossero state approvate avrebbero scritto la parola “fine” sulla Orte-Mestre.

Peccato che PD, NCD e FI, sempre uniti quando si tratta di grandi opere”, abbiano votato contro respingendo i due documenti. Ma non è tutto, perché sia il gruppo parlamentare della Lega che quello del PD hanno presentato sullo stesso tema delle mozioni alternative molto ambigue; e se la proposta della Lega è stata respinta per ragioni di schieramento, quella del PD è invece passata a larga maggioranza con voto bipartisan. Nel testo approvato, oltre a difendere lo strumento truffaldino del “project financing”, si chiede al Governo di trasformare la Romea in una non meglio precisata “arteria veloce a basso impatto ambientale” che con ogni probabilità sarà a pagamento.

Incredibile poi che tra i firmatari della mozione figuri anche Ermete Realacci, il presidente onorario di Legambiente, già protagonista del voto favorevole sullo Sblocca Italia, nonostante l’associazione si sia schierata contro l’opera.

Il segnale politico che esprime questo voto è fin troppo chiaro: mettiamo in congelatore la Orte-Mestre fino a quando si saranno calmate le acque agitate delle varie inchieste in corso, poi al momento opportuno la scongeliamo.

Facciamo nostre le parole di Rebecca Rovoletto e Lisa Causin di Opzione Zero: “Li aspettavamo al varco, perché sapevamo che del Governo Renzi e della sua maggioranza non ci si può mai fidare: il fatto che l’opera non sia inserita nel DEF rallenta per ora l’iter di approvazione del progetto, ma fino a quando la Orte-Mestre rimarrà nel PIS (Piano delle Infrastrutture Strategiche) non potremmo mai abbassare la guardia, e il voto di ieri lo dimostra”.

PD, Lega, Forza Italia, NCD continuano a cercare di mettere in cantiere un’opera che serve solo a rimpinguare le casse della corruzione, delle mazzette, degli amici degli amici, delle assunzioni dei parenti in un mare di putrescenza della vecchia politica, per affidare i lavori alla società di Vito Bonsignore, indagato nell’inchiesta “Sistema”.

Lupi non c’è più, ma i “lupetti” con Renzi e Delrio in testa e con la complicità dei vecchi partiti (maggioranza e finta opposizione), continuano la sua opera.

Il Movimento 5 stelle attraverso i suoi straordinari portavoce alla Camera (fra gli altri Michele Dell’Orco ed Arianna Spessotto) sarà sempre vigile ed attento che non si compia questo scellerato progetto di privatizzazione ma si farà anche portavoce verso i Comuni, le Regioni e il Governo per ottenere la messa in sicurezza di una arteria pubblica importante.

 NO ALLA ORTE-MESTRE! SI ALLA E45 PUBBLICA E SICURA!

 Coordinamento Romagnolo M5S contro la Orte-Mestre

 

Autostrada Orte-Mestre (E45-E55): noi diciamo no!

Il progetto di ammodernamento della E45 / E55, approvato nella seduta dell’8 novembre 2013 dal CIPE (Comitato Interministeriale per la programmazione economica) e che rientra nell’elenco delle infrastrutture strategiche, in conformità a quanto previsto dalla «legge obiettivo» e automaticamente inserita nel Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL), nel post elezioni europee, torna prepotentemente di attualità.

L’autostrada Orte-Mestre, costituisce una delle opere più grandi e impattanti previste nella «legge obiettivo» ma come confermato dalla Commissione europea, il corridoio autostradale Civitavecchia-Orte–Mestre non è ricompreso tra i corridoi infrastrutturali e intermodali considerati strategici per lo sviluppo delle vie di comunicazione in Europa.

Come noto, il soggetto promotore del progetto autostradale risulta essere insieme ad ANAS S.p.A., una cordata di imprese e di banche capeggiata dalla Società GEFIP Holding, di proprietà dell’europarlamentare Vito Bonsignore, coinvolto nella Tangentopoli di vent’anni fa, con una sfilza di procedimenti giudiziari, ora artefice del rilancio della mega opera con la benedizione del Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, ovviamente desideroso di legare il suo nome ad un’opera destinata a restare nella storia d’Italia, dimostrando che il governo delle larghe intese (prima LETTA e ora RENZI) non solo è vivo e vegeto, ma quando si tratta di affari con nove zeri anche molto attivo.

Tale infrastruttura, verrà realizzata quindi integralmente in regime di project financing con un investimento complessivo stimato in quasi 10 miliardi di euro, circa 2 miliardi e 600 milioni in più di quelli inizialmente preventivati dal CIPE e sarà affidata in concessione per 50 anni. La società che si aggiudicherà l’appalto e la concessione dell’opera potrà inoltre beneficiare della prima applicazione della legge per la defiscalizzazione delle opere di project financing, con un credito di imposta, quantificabile in circa 2 miliardi di euro, riconosciuto su Ires, Irap e Iva e valido per 15-20 anni. I rimanenti 8 miliardi di euro necessari per realizzare l’opera dovrebbero essere anticipati dalla stessa società privata utilizzando il sistema di project financing e di project bond, fatto salvo il sostegno pubblico, qualora le condizioni pattuite in sede di convenzione sulla base del Piano economico e finanziario dovessero venire meno (ad esempio livelli di traffico insufficienti).

L’opera prevede la realizzazione ex novo di una autostrada a quattro corsie nel tratto Ravenna-Mestre e l’adeguamento della superstrada E-45, per un percorso complessivo di 396 chilometri, con139 chilometri di ponti e viadotti, 64 chilometri di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia, 83 svincoli 2 barriere di esazione e 15 aeree di servizio, attraversando Lazio, Umbria, Toscana, Romagna e Veneto, interessando 11 province e 48 Comuni. Il tracciato della nuova autostrada interferisce con importanti zone di interesse storico, paesaggistico ed ambientale come, per esempio, il Parco delle Foreste Casentinesi, la Valle del Tevere, il Delta del Po, le Valli del Mezzano, la Laguna di Venezia, la zona archeologica nei dintorni di Lova, la Riviera del Brenta. Solo nel tratto Romagnolo-Veneto il consumo suolo sarebbe stimato in 3.300.000 mq di terreno, per la quasi totalità agricolo ed il tracciato autostradale andrebbe ad interessare 11.000 ettari di siti di interesse Comunitario, 5800 zone a Protezione Speciale, e 8300 ha di parchi regionali.

La strada statale 309 Romea, è stata classificata, come riportato dai rilevamenti statistici dell’ACI e dell’ISTAT, come una delle strade più pericolose di Italia, come numero di incidenti stradali per chilometro e al numero di decessi per incidente. Governo, Regione Veneto e ANAS S.p.A. hanno demandano la risoluzione del problema legato alla insicurezza dell’arteria SS 309, alla realizzazione della nuova autostrada Orte-Mestre, parallela all’attuale Romea commerciale, ma il progetto preliminare approvato dal CIPE non contiene alcun provvedimento significativo diretto alla riqualificazione messa in sicurezza della SS 309 Romea, come scarsi sembrano i fondi per la manutenzione della E45 esistente, il cui stato di degrado e perenne presenza di cantieri è tristemente nota a tutti i cittadini.

A fronte delle gravi ripercussioni che la realizzazione della nuova autostrada comporterebbe in termini di consumo di suolo, aumento dell’inquinamento atmosferico ed acustico, aumento del rischio idrogeologico, danni al settore agricolo e turistico, riversamento di traffico sulla viabilità locale e sulle vecchie arterie statali (non a pagamento), per noi del MoVimento 5 Stelle il ritiro del progetto preliminare è l’unica soluzione.

Chiediamo che siano assunte iniziative per avviare, in tempi rapidi, un programma di interventi urgente per la messa in sicurezza del tracciato dell’attuale E45 e della SS 309 Romea, finalizzato alla riqualificazione e al potenziamento delle infrastrutture esistenti, al fine di migliorare la viabilità e la sicurezza sull’arteria.

Di aprire un tavolo di confronto con tutte le amministrazioni locali interessate dal tracciato, le associazioni di categoria, le forze sindacali, le associazioni e i comitati ambientalisti, al fine di raccogliere le loro istanze ed individuare alternative più sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico, sia sul breve che sul medio periodo.

Noi chiediamo con forza a tutti i cittadini Romagnoli (Veneti, Toscani, Umbri e Laziali) di non permettere la realizzazione di questa OPERA e di gridare con forza il proprio sdegno. E’ pura follia !

Se non ti occupi di politica, la politica si occuperà di te !

MoVimento 5 Stelle Forlì

 

Piste ciclabili pericolose a Forlì: il caso di viale Kennedy

ciclabile-kennedyIl M5S Forlì che, in linea con il M5S nazionale, è assolutamente favorevole alla nascita di nuovi percorsi “ciclourbani” che incentivino l’uso di biciclette e veicoli ecologici alternativi, vuole comunque puntualizzare come queste realizzazioni debbano essere precedute da studi di fattibilità/progettazione accurati, che permettano la realizzazione di strutture funzionali/sicure per il cittadino.

Senza entrare nel particolare delle disposizioni tecnico/esecutive cui ci si deve attenere per raggiungere gli obiettivi di cui sopra e che sicuramente la nostra Amministrazione ben conosce, ci sembra comunque che, in fase esecutiva, non si sa se per negligenza o colpa, queste vengano sempre più spesso disattese!

Quello che ci preme segnalare oggi è uno specifico aspetto di questa “improvvisa fregola creativa della pista ciclabile”, segnalataci da vari cittadini, che nasce e procede imperterrita, soprattutto in questo periodo pre-elettorale, a prescindere dalla reale necessità della cittadinanza e dalla necessaria sicurezza stradale!

Ci riferiamo al tratto di nuova pista ciclabile realizzata in viale Kennedy, fra via Focaccia e viale Spazzoli; è una pseudo continuazione di una porzione già esistente da tempo (anche lei con qualche problema: se in bicicletta si passa rasenti al marciapiede si rischia di sbattere la testa contro il tronco di un Pino quasi divelto) che rimane però sfalsata rispetto a questa di circa 4 metri (come si evince dalle foto), creando, anche per colpa dei parcheggi, un ostacolo visivo sia alle auto che da via Focaccia entrano in viale Kennedy, sia ai ciclisti che attraversano l’incrocio!

Oltre alla valutazione negativa sull’oggettiva necessità, utilità e scelta costruttiva della suddetta pista ciclabile, ci permettiamo di suggerire come si potrebbe risolvere il problema sicurezza stradale in quel punto:

  1. trasformare via Focaccia, una stradina stretta e poco trafficata, in un senso unico direzione SE
  2. eliminare un posto macchina dai nuovi parcheggi, per rendere l’approccio delle biciclette all’incrocio visibile con maggiore anticipo

Tornando a conclusioni più generali ci sembra evidente come una scarsa progettualità sostenibile da parte di questa Amministrazione comunale e soprattutto la totale mancanza di una condivisione preventiva con la cittadinanza, si risolva nel purtroppo classico sperpero di soldi pubblici.

Movimento 5 Stelle Forlì