Condannato per danno erariale “premiato” dal Sindaco Drei a responsabile anticorruzione dell’Unione dei comuni! Indignato il M5S

cigna-dreiCondannato dalla Corte dei Conti per danno erariale, “premiato” dalla politica a Responsabile Anticorruzione per quattro comuni del forlivese: Santa Sofia, Premilcuore, Galeata e Civitella. Non è un paradosso, è la pura realtà. Lo scrive la giornalista, Milena Gabanelli, in un articolo-denuncia pubblicato, ieri, 15 ottobre 2018, dal Corriere della Sera. Un articolo in cui vengono elencati i tanti “anticorruttori” nominati dalla classe politica, che, però, erano stati raggiunti, precedentemente, da un provvedimento di natura penale o erariale. Come appunto Giorgio Cigna, condannato tre anni fa dalla Corte dei Conti di Bologna a rimborsare 31.565 euro, perché si era fatto indebitamente rimborsare le spese di viaggio dalla propria abitazione (fatti accaduti quando rivestiva il ruolo di segretario a Camugnano, provincia di Bologna). Per Cigna, però, non c’è stato soltanto il “premio” dei quattro Comuni. E’ arrivato anche quello concessogli dal sindaco Pd, Drei, quando era anche presidente dell’Unione dei Comuni: il nostro caro sindaco, infatti, lo ha investito dell’incarico di Segretario della nostra Unione dei Comuni e, come se non bastasse, anche di Responsabile Anticorruzione sempre per la nostra Unione dei Comuni. E vai con la politica “anti-meritocratica”. Che, guarda caso, qui da noi vede il Pd in prima linea. Naturalmente la nostra non è una critica alle capacità professionali di Giorgio Cigna, ci mancherebbe. La nostra è una forte indignazione per l’azione politica condotta dal nostro sindaco che è andato a “premiare” proprio un condannato per danno erariale allo Stato.
Ma gli incarichi per Cigna non finiscono qui. Un anno fa, infatti, noi del M5S, presentammo un esposto alla Corte dei Conti, perché non ci convincevano 19mila euro di compenso che gli venivano dati. In sostanza il sindaco Drei gli conferì anche l’incarico di Direttore della nostra Unione dei Comuni “intuitu personae”, senza, cioè, alcuna procedura selettiva.
Comunque una cosa è certa: se il M5S s’indigna per queste “nomine premio” l’Anac “Autorità nazionale anticorruzione” ha fatto di più. Ha, infatti, emanato una circolare con la quale raccomanda di “evitare di designare, quale responsabile della prevenzione della corruzione, un dirigente nei confronti del quale siano pendenti procedimenti giudiziari”, “destinatario di provvedimenti giudiziali di condanna”, o che non abbia dato “dimostrazione nel tempo di comportamento integerrimo”.

LA PROPOSTA M5S
Il M5S ha sempre contrastato questa Unione dei Comuni fallimentare perché era evidente, fin dalla sua creazione, che non avrebbe mai funzionato. Per questo se i cittadini forlivesi ci daranno fiducia alle prossime elezioni comunali uno dei primi atti che faremo sarà quello di uscire, appunto, dall’Unione per garantire, almeno per Forlì, il funzionamento del servizio di Polizia Municipale, indispensabile per la sicurezza dei forlivesi.

QUESTA LA REPLICA DEL SINDACO DREI AL SITO ONLINE FORLITODAY CHE HA PUBBLICATO LA NOSTRA NOTA. Da leggere tutta d’un fiato la parte conclusiva, un vero e proprio autogol politico. Davvero molto divertente. “A dare la propria versione è il sindaco Davide Drei che contrattacca il M5S – scrive Forlitoday nella replica di Drei -: ‘Le cose – dice Drei – bisogna poi dirle tutte in modo completo e non solo raccontarle negli aspetti propagandistici. Prima di tutto il segretario dell’Unione lo nomina il presidente, ma viene scelto dalla giunta, vale a dire dai sindaci dell’Unione. Nel caso di Cigna, che è stato nominato nell’aprile 2017, era una scelta obbligata, dal momento che si può scegliere solo tra i segretari dei Comuni ricompresi nell’Unione, ad indennità pari a zero per il carico aggiuntivo, ed essendo la nostra un’Unione grossa abbiamo scelto tra segretari di fascia A, e tra quelli che avevano dato la disponibilità. Una rosa assai ristretta e quindi quasi obbligata. Per quanto riguarda il ruolo di responsabile anticorruzione è la norma stessa ad indicare che questo ruolo vada naturalmente al segretario generale. D’altra parte – conclude Drei – Cigna era responsabile dell’Anticorruzione già nei 4 Comuni di provenienza’. Eppure – rilancia Forlitoday – nell’atto di nomina emerge una contraddizione in termini, in quanto si dà atto che la circolare prevede in premessa l’assenza di provvedimenti giudiziari di condanna e poi procede con la nomina di Cigna. Continua Drei a riguardo: ‘Non ero a conoscenza della sua condanna in primo grado – dice il sindaco Drei -, in ogni caso qui parliamo di giustizia contabile e non penale e immagino che il procedimento sia pendente in secondo grado’. E conclude: ‘In ogni caso a noi non era noto quest’aspetto e senza dubbio diventerà oggetto di una discussione interna tra noi sindaci all’interno dell’Unione”

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri M5S per il Comune di Forlì

 

Il nostro videomaker completamente scagionato dall’accusa di diffamazione del gestore della Piscina. E ora vogliamo sapere se è vero che il Comune non applica le penali per le inadempienze contrattuali!

Roberto“Il Tribunale di Forlì mette la parola fine al becero tentativo di intimidire e tappare la bocca al MoVimento 5 Stelle”, si legge in una nota stampa di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Rigettata l’opposizione all’archiviazione della denuncia presentata da Maurizio Mancini, presidente di Piscinae srl gestore della piscina comunale di Forlì ed ex capogruppo del PD di Cesena, che aveva querelato Roberto Quarneti per diffamazione aggravata per uno dei tanti video satirici di denuncia politica che il nostro videomaker pubblica abitualmente su Facebook che riguardava proprio la piscina comunale”.

Il video riportava la lettura in Consiglio da parte del pentastellato Vergini di un provvedimento dei Vigili del Fuoco di Forlì che, pur giacendo reperibile negli archivi comunali, sembrava essere stato “dimenticato” da chi governa la città, un documento dove si contestava al gestore della piscina una serie di irregolarità: “alcuni estintori mancanti, alcune uscite di sicurezza di difficoltosa apertura o completamente bloccate, mancata funzionalità di alcune lampade di emergenza”.

“Il signor Mancini – continuano i pentastellati – invece di intentare improbabili querele, dovrebbe piuttosto stare più attento a rispettare i contratti perchè, a quanto ci è stato riferito, il personale comunale avrebbe accertato numerose altre inadempienze ed irregolarità gestionali rispetto a quanto previsto dal disciplinare di concessione della piscina. E anche la commissione consiliare di vigilanza avrebbe determinato la contestazione di due gravi sanzioni, sotto forma di penali, relative alla carenza nella gestione del servizio di salvataggio durante la fruizione degli spazi da parte dell’utenza libera, e l’eccesso di cloro nelle varie vasche dell’impianto natatorio che potrebbe aver creato intossicazioni ad alcuni utenti minorenni”.

“Già la settimana scorsa avevamo depositato un’interrogazione urgente, rinviata dalla Giunta per “approfondimenti”, dove chiedevano per quale motivo il Comune pare non aver applicato le penali previste! Per quale motivo si continua a proteggere e “graziare” chi non rispetta i contratti?”, è l’affondo finale di Vergini e Benini.

“Riteniamo inaccettabili queste “singolari connivenze”, da noi rilevate in più settori, tra chi ha in gestione i beni pubblici ed il partito al governo della città, che evidentemente considera la tessera politica come un requisito indispensabile per l’ottenimento di appalti e incarichi e per un benevolo atteggiamento in caso di accertate inadempienze”, concludono i pentastellati.

 

Il PM respinge ogni accusa di diffamazione al nostro videomaker

Roberto“Molti di voi ricorderanno sicuramente la denuncia per diffamazione aggravata a mezzo stampa fatta nel luglio scorso al nostro attivista e videomaker Roberto Quarneti, apprendiamo con piacere che nei giorni scorsi la dottoressa Brunelli, PM incaricata delle indagini, ha chiesto l’archiviazione della procedura ritenendo non diffamatorio il comportamento del Quarneti”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“La vicenda era nata da una denuncia di Maurizio Mancini, presidente di Piscinae srl gestore della piscina comunale di Forlì ed ex capogruppo del PD di Cesena, che aveva querelato Quarneti per uno dei tanti video satirici di denuncia politica che il nostro videomaker pubblica abitualmente su Facebook che riguardava proprio la piscina comunale. Il video riportava la lettura in Consiglio da parte del pentastellato Vergini di un provvedimento dei Vigili del Fuoco di Forlì che, pur giacendo reperibile negli archivi comunali, sembrava essere stato “dimenticato” da chi governa la città, un documento dove si contestava al gestore della piscina una serie di irregolarità: “alcuni estintori mancanti, alcune uscite di sicurezza di difficoltosa apertura o completamente bloccate, mancata funzionalità di alcune lampade di emergenza”, quindi accertate e gravissime inadempienze in tema di sicurezza per una piscina che pareva sprovvista delle più elementari misure di sicurezza, questo era quello che emergeva dal verbale”, spiegano Vergini e Benini.

“Eravamo fiduciosi sull’archiviazione del procedimento del resto – continuano i pentastellati – perchè se hai in gestione un bene comunale e i Vigili del Fuoco accertano che non rispetti le misure di sicurezza, che colpa ne ha quel cittadino che, indignato, lo rende noto alla cittadinanza? Vi è forse un limite al diritto di critica che spetta a noi tutti nei confronti di chi amministra male la cosa pubblica?”

“Come facile immaginare la nostra richiesta di revocare a Piscinae srl l’appalto concessogli a seguito di questi rilievi non fu nemmeno considerata dal sindaco Drei e dalla sua giunta, che probabilmente avevano ritenuto poco importante questa accertata mancata sicurezza della piscina gestita dal loro ex collega di partito, i cui servizi dovrebbero invece essere offerti nel rispetto di tutte le normative vigenti, in primis quelle afferenti la sicurezza”, attaccano i consiglieri 5 Stelle.

“Roberto Quarneti, provvisto di tutte le autorizzazioni del caso, come sempre aveva filmato la seduta del marzo scorso e aveva postato su Facebook un video, con il suo solito stile ironico. Ricordiamo che Roberto fu anche oggetto di un “trattamento particolare” da parte della Polizia forlivese: fu infatti prelevato da un’auto della polizia una mattina di luglio mentre usciva dal parco urbano, portato in Questura e fatto oggetto dei cosiddetti rilievi fotodattiloscopici (impronte digitali e foto segnaletiche), modalità che la legge non prevede per tali reati; uno “spiacevole infortunio” che abbiamo avuto modo di chiarire direttamente con il Questore e che, da sostenitori delle forze dell’ordine, siamo certi che mai più accadrà a nessun cittadino forlivese”.

E’ notizia delle ultime ore che il sig. Mancini ha deciso di opporsi al provvedimento della Procura e quindi, nei prossimi giorni, sarà il GIP di Forlì a decidere – davanti ai protagonisti – sull’eventuale prosecuzione delle indagini o per la definitiva archiviazione delle stesse. I pentastellati forlivesi, raggiunti dalla notizia, hanno confermato la più ampia fiducia nella Procura forlivese. “Rispettiamo le scelte del Mancini ma fatichiamo a comprenderle, e quindi lasciamo come d’obbligo che il potere giurisdizionale si esprima su questa opposizione cui tuttavia guardiamo con molta attenzione poiché coinvolge la partecipazione attiva alla vita pubblica forlivese che, per nessun motivo, può essere limitata a danno di chi rende noto alla cittadinanza le carenze della politica locale. Al netto delle considerazioni che spettano alla Giustizia, e che come tali vanno rispettate, nessun forlivese può infatti permettersi di dimenticare che quel che vi é di certo in questa ennesima brutta pagina di governo Drei é che chi gestisce un bene comunale, frequentato ogni giorno da centinaia di persone (bambini soprattutto), senza le necessarie misure di sicurezza, è stato “graziato” dalla attuale amministrazione comunale. Tutto questo ci incoraggia nel perseverare con la nostra azione di trasparenza e legalità volta a smascherare tutte le “singolari connivenze” tra chi ha in gestione i beni pubblici ed il partito al governo della città, che evidentemente considera la tessera politica come un requisito indispensabile per l’ottenimento di appalti e incarichi e per un benevolo atteggiamento in caso di accertate inadempienze”, concludono i pentastellati.

 

Solidarietà all’ente Parco delle Foreste Casentinesi

casentinesiUna mano ignota ha depositato su una scrivania dell’ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi una lettera, indirizzata al Presidente Luca Santini, contenente minacce di morte e due proiettili di arma da guerra. La missiva conteneva un messaggio, scritto con una grafia malcerta, con il seguente testo: “Sei uno sbirro. Difendere la legge ha un prezzo. Sei un uomo morto!!!”.

“Si tratta di un fatto davvero sconcertante, un inqualificabile atto intimidatorio”, si legge in una nota a firma dei consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini, “Il Movimento 5 Stelle di Forlì esprime totale solidarietà a Luca Santini, un presidente impegnato da anni a promuovere ad ogni levello uno dei più bei parchi d’Italia istituito nel 1993, tutelando con determinazione e passione il suo ambiente e la sua biodiversità a tal punto che nel luglio scorso la Commissione UNESCO ha riconosciuto ed inserito la Riserva Naturale di Sasso Fratino, e le imponenti faggete comprese nel perimetro del parco, nel patrimonio Mondiale dell’Umanità. La nostra solidarietà va anche all’Ente Parco e ci auguriamo che il responsabile dell’ignobile e vigliacco atto di intimidazione sia individuato ed assicurato alla giustizia quanto prima”.

 

Retromarcia sulla restituzione dei gettoni, la politica forlivese ha mostrato la sua vera faccia!

Il M5S sentitamente ringrazia i politici forlivesi per aver rivelato spontaneamente ai forlivesi la loro vera faccia, e parliamo sia della maggioranza che governa la città, ma anche della finta opposizione di centrodestra, uniti nella battaglia per non ridare quello che avrebbero dovuto restituire per Legge. Mai li avevamo visti così attivi e uniti come questa volta! Tanto da dedicare, per loro volontà, un intero consiglio con decine di interventi volti ad attaccare il M5S e ad arrampicarsi sugli specchi per cercare di giustificare il loro comportamento.

Come il salmone sono riusciti a risalire la corrente: l’incredibile retromarcia a cui abbiamo assistito, con il “congelamento” del recupero delle somme indebitamente erogate ai consiglieri, è un un “unicum” nel panorama nazionale, contro l’orientamento giuridico largamente prevalente di TAR e Consiglio di Stato, contro tutti i pareri di Corte dei Conti, Ministero dell’interno, Anci, e contro l’ampio approfondimento che l’Avvocatura Comunale aveva realizzato in merito. E come sappiamo le pressioni politiche sono arrivate ai massimi livelli addirittura con minacce di cause legali personali nei confronti dell’ex Segretaria Generale Lia Piraccini che aveva disposto il recupero delle somme, sono giunti anche a chiedere le sue dimissioni dopo le quali è avvenuta l’incredibile coincidenza che nel giro pochi giorni la Segretaria è uscita di scena mettendosi in aspettativa ed è stata sostituita dal suo Vice, Michele Pini, che ha messo in atto la retromarcia sconfessando tutto il lavoro che era stato fatto fino a quel momento dagli uffici, ed allineandosi, sempre casualmente per una curiosa coincidenza, alla volontà dei politici. Sembra una barzelletta ma è successo per davvero…

Il Sindaco Drei ha poi cercato di confondere le acque dichiarando l’intenzione di chiedere un parere alla Corte dei Conti, ma in realtà questo è solo l’ennesimo trucco per gettare fumo negli occhi dei forlivesi, infatti sarà fatta, come ha confermato lo stesso Michele Pini, solo una segnalazione alla Procura della Corte dei Conti, che non prevede alcuna risposta, la Magistratura contabile potrebbe mettere in atto eventuali azioni ma questo potrebbe avvenire anche fra 4-5 anni. Quindi per il momento il caso è stato abilmente “insabbiato”, in vista anche delle imminenti elezioni amministrative del 2019. Si godano pure la loro piccola vittoria di Pirro, noi ci teniamo invece a sottolineare che il nostro primo atto, nel caso in cui i cittadini ci daranno fiducia nel 2019, sarà quello di ristabilire la legalità.

 

Gettoni illegittimi, incredibile “coincidenza”: dopo la richiesta di dimissioni il Segretario Generale si mette in aspettativa per 2 anni!

La vicenda dei gettoni illegittimamente erogati ai capigruppo continua a riservare colpi di scena: “Abbiamo appreso, con molto stupore, che la Segretaria Generale del Comune di Forlì Lia Piraccini si è congedata con effetto immediato mettendosi in aspettativa per circa due anni, per la precisione fino al 30 giugno 2019. Non si tratta di dimissioni ma comunque di una incredibile ‘uscita di scena’… vista la curiosa coincidenza temporale fra questa decisione e le pesanti accuse che quasi tutte le forze politiche le avevano rivolto, a seguito dell’invio delle lettere di messa in mora per il recupero dei gettoni indebitamente erogati per una cifra totale di circa 96.000 euro”, si legge in una nota di Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“Solo pochi giorni fa avevamo reso note le frasi, al limite dell’intimidazione, proferite durante l’ultima conferenza dei capigruppo da parte di quasi tutti gli esponenti politici presenti; fra le più pesanti quelle del consigliere di maggioranza Mario Peruzzini (dovrebbe restituire circa 3.250 euro) che nel chiedere le dimissioni della dirigente ha affermato “chiederemo le sue dimissioni, tutti i miei sforzi saranno perchè andrò a verificare dirigente per dirigente chi ha messo i pareri e chiederò i danni anche di quello che è stata la gogna mediatica”. Sulla stessa linea anche Paola Casara del centro destra (dovrebbe restituire circa 9.500 euro) che, rivolta alla segretaria, ha detto: “se io faccio un’azione legale io non la faccio contro il comune, la faccio contro di lei”: frasi pesantissime proferite in una riunione a porte chiuse ma con audio registrato e quindi inconfutabili, alle quali ha fatto eco anche il vicesindaco Lubiano Montaguti che ha “scaricato” definitivamente la dirigente dicendo “in nessun modo il sindaco o la giunta ha approvato o autorizzato l’invio di questa lettera (di messa in mora ndr) e tantomeno il rilascio di dichiarazioni a qualsivoglia titolo alla stampa locale”. A nulla sono servite le giustificazioni della Segretaria che asserisce di essere stata autorizzata dalla portavoce del sindaco Paola Francia ad esporre le questioni tecniche della vicenda alla stampa”.

“La vicenda ha veramente dell’incredibile e denota a nostro parere una inaccettabile invasione di campo del livello politico su quello amministrativo. Da parte nostra non potevamo fare i ‘Don Abbondio’ e intendiamo applicare a pieno quella trasparenza che abbiano promesso ai nostri elettori: cosa succederà ora? Il Comune porterà a termine il recupero come prescrive la Legge o si tenterà una retromarcia da ‘azzeccagarbugli’? I cittadini hanno il diritto di sapere se questi 96.000 saranno recuperati o meno. Ora la ‘patata bollente’ passa in mano al vice segretario Michele Pini, sulle spalle del quale ricadono, almeno temporaneamente, le non poche incombenze della Piraccini. Certamente l’improvvisa assenza della Segretaria non avrà un effetto positivo sul buon andamento dell’azione amministrativa.”, concludono i pentastellati

Aggiornamento ore 11:30:

Notiamo che alcuni consiglieri non vogliono “mollare l’osso” e continuano ad insistere a mezzo stampa che la restituzione dei gettoni non sarebbe prevista dalle Leggi. Tali consiglieri dimostrano una scarsa conoscenza delle norme ed anche uno scarso rispetto delle istituzioni.

Di seguito la spiegazione più semplice e sintetica possibile sul perchè i gettoni sono da restituire:

La definizione “gettoni illegittimi” deriva dal fatto che ai sensi dell’art. 82 comma 2 del D.Lgs. 267/2000, come confermato da vari pareri del Ministero dell’Interno e della Corte dei Conti e dell’Anci, è orientamento giuridico largamente prevalente che non sia possibile erogare gettoni di presenza per conferenza dei capigruppo e ufficio di presidenza, anche nel caso in cui esista un regolamento comunale che lo preveda ed anche nel caso in cui tali organi siano “parificati” a commissioni consiliari nello statuto, da qui la definizione sintetica “gettoni illegittimi” da noi utilizzata. Secondo il principio della gerarchia delle fonti dell’ordinamento giuridico italiano la norma di rango più alto (in questo caso il D.Lgs. 267/2000) annulla quella di rango inferiore; a differenza dell’abrogazione, l’annullamento produce effetti “ex tunc”, cioè retroattivi (da qui la necessità di recuperare nei limiti della prescrizione decennale), la norma annullata (in questo caso il passaggio del Regolamento Comunale che dispone l’erogazione dei suddetti gettoni) viene esclusa dall’ordinamento, come se non fosse mai esistita e perde qualsiasi effetto prodotto da essa. La nullità della norma sulla base della quale sono stati erogati gli emolumenti genera quello che tecnicamente si definisce un “indebito oggettivo”, normato dall’art. 2033 del Codice Civile che stabilisce che chi ha eseguito il pagamento ha tutto il diritto della “ripetizione dell’indebito” cioè di recuperare quanto erogato.

Invitiamo chi volesse approfondire a consultare il parere dell’Anci e quello dell’Avvocatura comunale.

 

Piscina e querele, M5S: “Il mondo politico vicino al Pd sta tentando di bloccare la nostra azione di trasparenza e legalità”

“Il 19 luglio il nostro attivista che si occupa di riprendere i consigli comunali è stato fermato per strada, mentre faceva jogging, dalla polizia ed è stato condotto in Questura dove gli sono state prese le impronte digitali, gli sono state fatte le foto segnaletiche e gli è stato notificato che è sotto indagine per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa. Non commentiamo le modalità di questa notifica ma ci limitiamo a renderle note”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, “Ribadiamo contemporaneamente la nostra fiducia nella Magistratura e precisiamo che nessun portavoce esponente del Movimento 5 Stelle a noi risulta essere al momento sotto indagine.”

“Il nostro videomaker è ormai noto alla cittadinanza per i video, spesso satirici, che realizza a titolo personale sui temi di attualità, rendendo partecipi i forlivesi di molti avvenimenti altrimenti circoscritti alle buie stanze del potere e non solo, ricordiamo ad esempio il video dove l’ex vicesindaco fu “pizzicata” a parcheggiare sullo stallo riservato ai disabili”, spiegano i pentastellati.

“Secondo quanto apparso sulla stampa locale il querelante sarebbe il gestore della piscina comunale di Forlì, nonché, dettaglio non da poco, ex capogruppo del Pd di Cesena”, continuano Vergini e Benini, “La ricostruzione giornalistica ipotizza che la querela sarebbe correlata alla vicenda dei livelli di cloro della piscina che avrebbero provocato un malore ad uno o più degli utilizzatori, ma in realtà, analizzando i pochi dati a disposizione, è molto più probabile che sia correlata al video che riporta la lettura in consiglio comunale di un verbale dei vigili del fuoco, datato 13/3/2017, dove vengono contestate al gestore della piscina una serie di irregolarità: “alcuni estintori mancanti, alcune uscite di sicurezza di difficoltosa apertura o completamente bloccate, mancata funzionalità di alcune lampade di emergenza”, cosa che fu riportata sul web dal nostro videomaker in un video satirico e di denuncia politica”

“Contestualmente, proprio in quel consiglio, chiedemmo ufficialmente al Comune, alla luce dei gravi fatti riscontrati, di valutare seriamente se questo gestore adempiesse oppure no ai suoi doveri e chiedemmo di valutare di recedere dal contratto di concessione. Cosa è stato fatto da allora?!”, attaccano Vergini e Benini, “Abbiamo agito a tutela e nell’interesse di tutti coloro che frequentano la piscina, specie i più piccoli, ma ad oggi non è dato sapere se il comune abbia provveduto a contestare le inadempienze al gestore, la giunta pare inerte sulla vicenda… ma in compenso è stata molto attiva nell’elaborazione di una bozza di regolamento che, se approvata, impedirà le riprese video del consiglio comunale da parte dei cittadini!

“A nostro parere è evidente il tentativo di ambienti politici vicini alla maggioranza di bloccare, con tutti i mezzi a loro disposizione, la nostra azione politica. Ma non sarà certamente questo a fermarci, continueremo a chiedere trasparenza e legalità e come sempre riponiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e nel supporto di tutti i forlivesi onesti”, concludono Vergini e Benini.

 

Referendum, il M5S coprirà tutta Forlì con i propri rappresentanti e chiederà il pieno rispetto della procedura di legge negli scrutini

Per il referendum costituzionale del 4 dicembre il Movimento 5 stelle di Forlì garantirà una presenza di rappresentanti di lista pari al 90% dei seggi della città ed al 70% dei seggi negli altri comuni del comprensorio forlivese. Percentuale altissima per i pentastellati che al contempo annunciano – ed è stato comunicato anche all’amministrazione comunale – che sarà applicato e preteso il pieno rispetto della procedura nell’attività di spoglio così da ridurre a zero ogni possibilità di broglio.

“Differentemente da altre zone d’Italia dove la procedura viene applicata alla lettera, nel nostro territorio, a quanto ci è stato detto, spesso durante lo spoglio le schede vengono prelevate cumulativamente dall’urna e vengono generalmente scrutinate e suddivise in mucchietti per agevolare il conteggio finale, ma ciò avviene in totale in spregio alla normativa. Si tratta di una prassi consolidata a Forlì ma non prevista nei regolamenti ministeriali ed elettorali e totalmente fuori legge. Dunque, in occasione dell’importantissimo Referendum del 4 dicembre e vista la nostra presenza capillare, faremo applicare la procedura di legge con l’estrazione una ad una delle schede. Per ridurre a zero l’ipotesi di brogli”: spiegano i consiglieri comunali del M5S Daniele Vergini e Simone Benini.

“Se, al contrario, lo scrutinio venisse fatto rovesciando le schede sul tavolo per conteggiarle e assegnarle sbrigativamente, come sembra essere sempre accaduto nelle precedenti tornate elettorali a Forlì, allora, nel caos che si creerebbe, potrebbe essere più facile annullarne qualcuna e orientare il voto a piacimento. Respingiamo inoltre al mittente ogni “scusa” del tipo che la procedura di legge intaserebbe i seggi o rallenterebbe le operazioni di scrutinio. Come M5S vogliamo essere promotori della legalità e del rispetto delle regole fino in fondo, quindi i nostri rappresentanti di lista vigileranno e pretenderanno quindi il rispetto della procedura così come non è mai accaduto fino ad oggi a Forlì”: concludono i consiglieri comunali del M5S Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Impedita l’udienza sul caso Ruffilli, M5s: “Pd omertoso”

Isedievuote consiglieri del Pd hanno fatto mancare il numero legale alla audizione conoscitiva richiesta dal M5S e da altri consiglieri, sia di minoranza che di maggioranza, per chiarire alcuni aspetti sulla situazione lavorativa di Alessandro Ruffilli, il funzionario del Comune di Forlì autore del libro “Ordinaria Corruzione” che descrive l’ormai nota vicenda del ristorante WOK Principe ed il tentativo di corruzione da lui subito e contestualmente denunciato all’autorità; a seguito del suo rifiuto Ruffilli fu trasferito e mobbizzato, poi reintegrato nel suo ufficio dopo aver vinto una dura battaglia processuale, ma le vessazioni non sarebbero mai veramente terminate, gli sarebbe stato infatti tolto tutto il lavoro e gli sono stati comminati 3 differenti procedimenti disciplinari, tutt’ora in corso.

“Abbiamo appreso che sulla vicenda è stata aperta un’indagine della Corte dei Conti – dichiarano i consiglieri comunali del M5S Forlì Daniele Vergini e Simone Benini – ed era nostra intenzione sentire su questa vicenda il Direttore Generale Vittorio Severi ed il Dirigente Ercole Canestrini, responsabile diretto di Ruffilli. Ma il Pd – la cui capogruppo, Maria Maltoni, è più volte citata nel libro di Ruffilli – ha deciso di impedirci con questo gesto clamoroso di esercitare il nostro ruolo di controllori sull’operato di questa Amministrazione!”

“Tutto questo è inaccettabile ed inspiegabile, anche alla luce del fatto che l’audizione si sarebbe tenuta a porte chiuse in sessione segreta, e conferma la deriva autoritaria di questa Amministrazione e di questa maggioranza che nega i più basilari diritti ai consiglieri di opposizione! L’atteggiamento mantenuto sulla vicenda Ruffilli è a dir poco omertoso: sembra che si faccia qualunque cosa pur di impedire ogni approfondimento, ma state pur certi la verità verrà a galla prima o poi”, concludono Vergini e Benini.

 

Il M5S di Forlì condanna fermamente le esternazioni di Francesco Minutillo

minutillo“Abbiamo letto con un certo sgomento le dichiarazioni fatte sui social network da Francesco Minutillo, segretario per la Provincia Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia, tali affermazioni sono molto gravi ed a nulla è servito che siano state cancellate dalla sua pagina facebook, perchè hanno avuto un forte eco anche sui media nazionali, gettando discredito sull’immagine della città di Forlì”.

Questa la reazione di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, in merito al post di Francesco Minutillo – avvocato forlivese già candidato capolista alle Regionali nel collegio di Forlì-Cesena, nelle fila di Fratelli d’Italia – poi amplificato a Radio 24 nell’intervista alla “Zanzara” di Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

“Si tratta di un richiamo all’intolleranza che non possiamo e non dobbiamo sminuire, semmai stigmatizzare – aggiungono i due “pentastellati” – chiediamo, dunque, una chiara dissociazione da queste esternazioni prive di controllo, una presa di distanza del mondo politico, a cominciare da Fratelli d’Italia e dai partiti alleati del centrodestra fino ad arrivare a Davide Minutillo, fratello dello stesso Francesco, consigliere comunale a Forlì”.

Nel suo post e nell’intervista radiofonica Minutillo si è distinto per inaccettabili affermazioni sprezzanti, omofobe, razziste, filo-fasciste (“froci”, “negri” e “maiali partigiani” riferito ai Padri Costituenti: ha scritto) e anche di elogio al nazismo e ad Adolf Hitler, usando un frasario offensivo e provocatorio (“venga lo zio Adolfo a fare un po’ di ordine”: ha detto in radio Minutillo).

“L’esponente di Fratelli d’Italia – evidenziano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle – ha addirittura caldeggiato la necessità di creare un nuovo manifesto di Verona, richiamandosi alla Carta di Verona, ovvero il piano programmatico della Repubblica Sociale Italiana che definiva gli obbiettivi politici del Partito Fascista Repubblicano nato dalle ceneri del Partito Nazionale Fascista. Un testo che, lo ricordiamo, nel suo preambolo si ricollegava direttamente alle leggi razziali fasciste delle quali Minutillo sente ora, evidentemente, la necessità”.

Il Movimento 5 stelle di Forlì evidenzia infine come: “Fratelli di Italia, e gli altri partiti del centrodestra, sempre molto divisi al loro interno, siano assolutamente incapaci di fare sintesi attorno a concetti che non siano estremistici, ed allo stato attuale non rappresentano un’alternativa politica credibile e moderata, semmai un’armata Brancaleone ancora alla disperata ricerca di un proprio leader che dovrà mettere tutti d’accordo e soprattutto tranquillizzare gli elettori. La cosa più difficile in assoluto, vista anche l’ultima esperienza alle amministrative del centrodestra che si presentava disunito: con Noi Forlivesi, Fratelli d’Italia e Forza Italia da una parte e Lega Nord dall’altra. E comunque anche dovesse esistere un centro destra unito alla prossime elezioni, riteniamo dopo queste esternazioni che i cittadini forlivesi debbano avere ben chiaro sin da subito se Francesco Minutillo ne possa fare parte o meno. Il nostro parere di ferma condanna è chiarissimo”.

Di seguito l’audio dell’intervista a La Zanzara di Radio 24