Piscina e querele, M5S: “Il mondo politico vicino al Pd sta tentando di bloccare la nostra azione di trasparenza e legalità”

“Il 19 luglio il nostro attivista che si occupa di riprendere i consigli comunali è stato fermato per strada, mentre faceva jogging, dalla polizia ed è stato condotto in Questura dove gli sono state prese le impronte digitali, gli sono state fatte le foto segnaletiche e gli è stato notificato che è sotto indagine per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa. Non commentiamo le modalità di questa notifica ma ci limitiamo a renderle note”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, “Ribadiamo contemporaneamente la nostra fiducia nella Magistratura e precisiamo che nessun portavoce esponente del Movimento 5 Stelle a noi risulta essere al momento sotto indagine.”

“Il nostro videomaker è ormai noto alla cittadinanza per i video, spesso satirici, che realizza a titolo personale sui temi di attualità, rendendo partecipi i forlivesi di molti avvenimenti altrimenti circoscritti alle buie stanze del potere e non solo, ricordiamo ad esempio il video dove l’ex vicesindaco fu “pizzicata” a parcheggiare sullo stallo riservato ai disabili”, spiegano i pentastellati.

“Secondo quanto apparso sulla stampa locale il querelante sarebbe il gestore della piscina comunale di Forlì, nonché, dettaglio non da poco, ex capogruppo del Pd di Cesena”, continuano Vergini e Benini, “La ricostruzione giornalistica ipotizza che la querela sarebbe correlata alla vicenda dei livelli di cloro della piscina che avrebbero provocato un malore ad uno o più degli utilizzatori, ma in realtà, analizzando i pochi dati a disposizione, è molto più probabile che sia correlata al video che riporta la lettura in consiglio comunale di un verbale dei vigili del fuoco, datato 13/3/2017, dove vengono contestate al gestore della piscina una serie di irregolarità: “alcuni estintori mancanti, alcune uscite di sicurezza di difficoltosa apertura o completamente bloccate, mancata funzionalità di alcune lampade di emergenza”, cosa che fu riportata sul web dal nostro videomaker in un video satirico e di denuncia politica”

“Contestualmente, proprio in quel consiglio, chiedemmo ufficialmente al Comune, alla luce dei gravi fatti riscontrati, di valutare seriamente se questo gestore adempiesse oppure no ai suoi doveri e chiedemmo di valutare di recedere dal contratto di concessione. Cosa è stato fatto da allora?!”, attaccano Vergini e Benini, “Abbiamo agito a tutela e nell’interesse di tutti coloro che frequentano la piscina, specie i più piccoli, ma ad oggi non è dato sapere se il comune abbia provveduto a contestare le inadempienze al gestore, la giunta pare inerte sulla vicenda… ma in compenso è stata molto attiva nell’elaborazione di una bozza di regolamento che, se approvata, impedirà le riprese video del consiglio comunale da parte dei cittadini!

“A nostro parere è evidente il tentativo di ambienti politici vicini alla maggioranza di bloccare, con tutti i mezzi a loro disposizione, la nostra azione politica. Ma non sarà certamente questo a fermarci, continueremo a chiedere trasparenza e legalità e come sempre riponiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e nel supporto di tutti i forlivesi onesti”, concludono Vergini e Benini.

 

Referendum, il M5S coprirà tutta Forlì con i propri rappresentanti e chiederà il pieno rispetto della procedura di legge negli scrutini

Per il referendum costituzionale del 4 dicembre il Movimento 5 stelle di Forlì garantirà una presenza di rappresentanti di lista pari al 90% dei seggi della città ed al 70% dei seggi negli altri comuni del comprensorio forlivese. Percentuale altissima per i pentastellati che al contempo annunciano – ed è stato comunicato anche all’amministrazione comunale – che sarà applicato e preteso il pieno rispetto della procedura nell’attività di spoglio così da ridurre a zero ogni possibilità di broglio.

“Differentemente da altre zone d’Italia dove la procedura viene applicata alla lettera, nel nostro territorio, a quanto ci è stato detto, spesso durante lo spoglio le schede vengono prelevate cumulativamente dall’urna e vengono generalmente scrutinate e suddivise in mucchietti per agevolare il conteggio finale, ma ciò avviene in totale in spregio alla normativa. Si tratta di una prassi consolidata a Forlì ma non prevista nei regolamenti ministeriali ed elettorali e totalmente fuori legge. Dunque, in occasione dell’importantissimo Referendum del 4 dicembre e vista la nostra presenza capillare, faremo applicare la procedura di legge con l’estrazione una ad una delle schede. Per ridurre a zero l’ipotesi di brogli”: spiegano i consiglieri comunali del M5S Daniele Vergini e Simone Benini.

“Se, al contrario, lo scrutinio venisse fatto rovesciando le schede sul tavolo per conteggiarle e assegnarle sbrigativamente, come sembra essere sempre accaduto nelle precedenti tornate elettorali a Forlì, allora, nel caos che si creerebbe, potrebbe essere più facile annullarne qualcuna e orientare il voto a piacimento. Respingiamo inoltre al mittente ogni “scusa” del tipo che la procedura di legge intaserebbe i seggi o rallenterebbe le operazioni di scrutinio. Come M5S vogliamo essere promotori della legalità e del rispetto delle regole fino in fondo, quindi i nostri rappresentanti di lista vigileranno e pretenderanno quindi il rispetto della procedura così come non è mai accaduto fino ad oggi a Forlì”: concludono i consiglieri comunali del M5S Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Impedita l’udienza sul caso Ruffilli, M5s: “Pd omertoso”

Isedievuote consiglieri del Pd hanno fatto mancare il numero legale alla audizione conoscitiva richiesta dal M5S e da altri consiglieri, sia di minoranza che di maggioranza, per chiarire alcuni aspetti sulla situazione lavorativa di Alessandro Ruffilli, il funzionario del Comune di Forlì autore del libro “Ordinaria Corruzione” che descrive l’ormai nota vicenda del ristorante WOK Principe ed il tentativo di corruzione da lui subito e contestualmente denunciato all’autorità; a seguito del suo rifiuto Ruffilli fu trasferito e mobbizzato, poi reintegrato nel suo ufficio dopo aver vinto una dura battaglia processuale, ma le vessazioni non sarebbero mai veramente terminate, gli sarebbe stato infatti tolto tutto il lavoro e gli sono stati comminati 3 differenti procedimenti disciplinari, tutt’ora in corso.

“Abbiamo appreso che sulla vicenda è stata aperta un’indagine della Corte dei Conti – dichiarano i consiglieri comunali del M5S Forlì Daniele Vergini e Simone Benini – ed era nostra intenzione sentire su questa vicenda il Direttore Generale Vittorio Severi ed il Dirigente Ercole Canestrini, responsabile diretto di Ruffilli. Ma il Pd – la cui capogruppo, Maria Maltoni, è più volte citata nel libro di Ruffilli – ha deciso di impedirci con questo gesto clamoroso di esercitare il nostro ruolo di controllori sull’operato di questa Amministrazione!”

“Tutto questo è inaccettabile ed inspiegabile, anche alla luce del fatto che l’audizione si sarebbe tenuta a porte chiuse in sessione segreta, e conferma la deriva autoritaria di questa Amministrazione e di questa maggioranza che nega i più basilari diritti ai consiglieri di opposizione! L’atteggiamento mantenuto sulla vicenda Ruffilli è a dir poco omertoso: sembra che si faccia qualunque cosa pur di impedire ogni approfondimento, ma state pur certi la verità verrà a galla prima o poi”, concludono Vergini e Benini.

 

Lotta allo smog: “A Forlì giunta comunale nel caos… torna la befana e salta la domenica ecologica?!”

“Apprendiamo da una nota del Forum No Inceneritori Forlì che i vigili urbani non erano al corrente delle limitazioni che dovevano essere imposte al traffico, il 10 gennaio, in applicazione dell’ordinanza collegata alla prima domenica ecologica del 2016. Iniziativa che s’è svolta regolarmente in tutti i Comuni capoluogo che hanno sottoscritto il Piano Aria della Regione Emilia-Romagna, tutti fuorché Forlì! Una ‘gaffe’ dell’amministrazione che attraverso il sito facebook dell’URP informa i cittadini mentre la giunta comunale all’atto pratico non dispone il divieto di circolazione agli autoveicoli più inquinanti!”. A lanciare l’accusa i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini, e Simone Benini, che denunciano: “Un nuovo pasticcio simile a quello degli sms sul superamento di PM10 nell’aria inviati per errore negli ultimi giorni dell’anno. Segno che quest’amministrazione comunale è molto ‘distratta’ per quanto riguarda la lotta all’inquinamento”.

Sempre nella giornata del 10 gennaio si teneva in centro a Forlì l’evento, fra l’altro non riuscito perfettamente, de: “la befana viene con…” – un’iniziativa collegata ad una raccolta di fondi a beneficio di 700 bambini siriani rifugiati nei campi profughi libanesi – una coincidenza che ha spinto il MoVimento 5 stelle di Forlì a chiedere: “E’ possibile che il Comune abbia omesso di applicare la domenica ecologica per consentire il massimo accesso dei cittadini in piazza e favorire questo evento?”: questo è l’interrogativo di Daniele Vergini e Simone Benini, che poi rilanciano: “A nostro parere è assurdo e preoccupante che tutto questo accada a 48 ore dalla presentazione in città dell’accordo per la gestione dei rifiuti urbani nell’inceneritore di Forlì. Di questo passo che fine farà la difesa della salute dei cittadini ed il rispetto delle regole?”. I pentastellati, inoltre, colgono l’occasione per chiedere all’amministrazione: “quale sia stato il criterio che ha permesso al Comune di affidare l’organizzazione dell’evento della Befana, a fronte di un pagamento di ben 6700 euro, direttamente alla Polisportiva Cava Ginnastica in deroga al codice dei contratti pubblici che imporrebbe la richiesta di almeno 3 preventivi ad altrettante realtà diverse.”, una questione, si ripromettono i “pentastellati”, che sarà posta all’ordine del giorno in consiglio comunale.

 

Bocciata la commissione d’inchiesta sulle spese legali! Il PD dovrà ritenersi “moralmente complice” di eventuali profili di responsabilità!

La maggioranza monocolore del PD ha bocciato la proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle di istituire una commissione d’inchiesta specifica che indaghi sulla regolarità di affidamento e gestione, da parte del Comune di Forlì, di quegli incarichi legali che hanno generato spese fuori bilancio per quasi 1,5 milioni di euro. Un “pasticcio” che ha destato stupore, sconcerto e perplessità anche nel consiglio dell’ordine degli avvocati di Forlì-Cesena. Una cifra elevatissima che costringerà l’amministrazione, come ammesso da alcuni esponenti di giunta, a “tirare la cinghia” ed a risparmiare, per esempio, sugli interventi di emergenza ambientale. “A nostro parere chi ha votato contro l’istituzione di questa commissione è da considerarsi moralmente ‘complice’ degli eventuali profili di responsabilità erariale o penale che dovessero emergere; la motivazione addotta dal PD di voler attendere il pronunciamento della Corte dei Conti è del tutto inaccettabile, come descritto più avanti, ed il M5S presenterà, nei prossimi giorni, un dettagliato esposto alla magistratura sulla vicenda”: avvertono Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, inchiodando alle sue stesse affermazioni il sindaco Davide Drei che, nei giorni scorsi, aveva dichiarato come le linee guida dell’azione della giunta comunale siano da sempre improntate alla massima trasparenza: “cosa evidentemente non vera, vista la totale indisponibilità a fare luce su questa questione”. In piena seduta di consiglio comunale il M5S ha indicato quelle che ha definito le “tempistiche sospette di tutta questa situazione”. “Nella loro relazione i revisori dei conti, che hanno accertato il debito extra bilancio, parlano di irregolarità contabili che si protraevano da 20 anni: possibile che in tutti questi anni nessun amministratore, a partire dall’assessore Briccolani, si sia mai accorto di nulla? Di come le spese legali fossero costantemente e stranamente molto basse? Forse faceva comodo non vedere per avere più margine di manovra e più potere di spesa!?”. Fra i motivi che giustificavano l’attivazione di una commissione d’inchiesta il M5S cita anche le difficoltà riscontrate per ottenere i documenti relativi a questo “scandalo”: “Solo 3 settimane dopo il voto in consiglio, gli uffici hanno terminato di consegnarci “determine di assegnazione incarichi” e “note pro forma”, la documentazione minima che sarebbe stata necessaria ai consiglieri per produrre un voto realmente informato alla delibera di legittimazione, approvata nel consiglio comunale del 28 luglio scorso. Inoltre le note pro forma erano tutte non registrate al protocollo e, nonostante si riferissero anche a cause che risalgono a 20 anni fa, presentavano tutte date molto recenti. Le assegnazioni degli incarichi avvenivano poi impegnando a bilancio, per ciascuna di esse, sempre e solo un fondo spese iniziale di circa 1000 euro, senza pattuire un compenso in fase di stipula del contratto, e senza che si procedesse ad un aggiornamento costi man mano che i processi evolvevano, lasciando al legale, di fatto, la facoltà di decidere il prezzo: un modo di procedere poco corretto e soprattutto non nell’interesse del Comune”. I consiglieri comunali M5S ricordano anche il ruolo giocato dal dirigente Alessandro La Forgia, ormai prossimo alla pensione, cui faceva capo l’Ufficio legale del Comune, reo di non avere effettuato la ricognizione annuale dei debiti maturati, obbligatoria per legge, la cui condotta potrebbe essere passibile di danno erariale: “Pare che La Forgia abbia stipulato un accordo per il pagamento delle parcelle degli avvocati Di Giovanni e Alberti (che sommati formano il 90% del debito fuori bilancio) rispettivamente in data 23 luglio e 20 luglio; guarda caso solo il 23 luglio è stata convocata la commissione consiliare che ha informato noi consiglieri di questo buco facendo scoppiare il caso. Questi accordi, che noi del Movimento 5 Stelle abbiamo scovato mediante accesso agli atti, sono stati stipulati da La Forgia a nome del Comune e di fatto hanno interrotto ogni possibile prescrizione e vincolato il Comune di Forlì al pagamento del debito; con i medesimi accordi si è esautorato il consiglio comunale, unico deputato a legittimare il debito, dall’effettuare le sue valutazioni, rendendo di fatto inutile anche l’emendamento, proposto dalla Giunta nel consiglio del 28 luglio, con il quale si intendeva vincolare il pagamento dei debiti alla verifica di un ente terzo”. Nel mirino del M5S anche il sindaco (“davvero non sapeva che La Forgia il 23 luglio aveva già messo per iscritto agli avvocati il pagamento del 90% di questo debito?”) e di alcuni capigruppo (Maltoni, Peruzzini, Avolio) che hanno impedito di portare con urgenza in consiglio comunale la richiesta di sospensione cautelativa di La Forgia da tutti gli incarichi. Il Movimento 5 stelle di Forlì si dice infine esterrefatto dall’intenzione espressa dalla giunta comunale di sborsare altri 15.000 euro per una ulteriore valutazione sulla congruità delle spese legali in oggetto da parte di un cosiddetto ente terzo: “come se non fossero finiti in fumo già tanti soldi, come se si potesse considerare ‘ente terzo’ un professionista a libro paga del comune! E, ciliegina sulla torta, la selezione avverrà mediante l’invio di lettera d’invito, senza bando interno o esterno!”
Il M5S ritiene opportuno ed urgente, a seguito degli ultimi fatti emersi, convocare ed interpellare nuovamente il collegio dei revisori per capire se il loro parere su opinamento delle parcelle, legittimazione e pagamento del debito extra bilancio vada eventualmente rivisto e riformulato!

Cognomi e nomi di chi ha votato contro e a favore (ricordatevene la prossima volta che andate a votare!)

17 contrari

Ancarani Valentina (PD)
Bandini Enzo (PD)
Bertaccini Michele (PD)
Castellucci Patrizia (PD)
Chiodoni Annalisa (PD)
Fiorentini Loretta (PD)
Freschi Massimo (PD)
Giulianini Sonia (PD)
Laghi Andrea (PD)
Maltoni Maria (PD)
Maretti Paride (PD)
Mazza Chiara (PD)
Ragazzini Paolo (PD)
Sansavini Luigi (PD)
Zanetti Lodovico (PD)
Zanotti Jacopo (PD)
Zoli Massimo (PD)

10 favorevoli

Benini Simone (M5S)
Vergini Daniele (M5S)
Biondi Lauro (Forza Italia – centro destra)
Burnacci Vanda (Forza Italia – centro destra)
Catalano Marco (Forza Italia – centro destra)
Ragni Fabrizio (Forza Italia – centro destra)
Mezzacapo Daniele (Lega Nord)
Casara Paola (Noi Forlivesi – centro destra)
Minutillo Davide (Fratelli d’Italia – centro destra)
Corvini Fabio (Gruppo Misto)

4 astenuti

Davide Drei (PD – sindaco)
Gentilini Tatiana (Gruppo Misto – ex PD)
Bertaccini Paolo (Con Drei per Forlì – centro sinistra)
Peruzzini Mario (Noi con Drei – centro sinistra)

non presenti in aula

Bertaccini Beatrice (Forza Italia – centro destra)
Avolio Daniele (Gruppo Misto)

no a commissione inchiesta spese legali

 

Appalti Cimiteriali e possibili infiltrazioni mafiose: il Comune controlla oppure no?!

Secondo i consiglieri comunali del M5S, il Comune di Forlì non ha vigilato a sufficienza sulle possibili conseguenze dell’affidamento di un appalto sui servizi cimiteriali alla ditta Nuova Attima Service Srl;  il rappresentate legale di Attima, Massimo Rinaldi, è stato infatti arrestato nell’ambito della recente inchiesta su Cpl Concordia, la cooperativa modenese finita al centro di un’indagine della Procura di Napoli, che ha portato all’arresto, fra gli altri, anche del sindaco PD di Ischia.
“Le rassicurazioni fornite in Consiglio Comunale dall’assessore alle Politiche sociali ed alla Legalità Raoul Mosconi non ci convincono e pensiamo che sia stato soltanto grazie alla nostra interrogazione presentata il 14 aprile e rinviata per ben 2 volte, che l’amministrazione comunale si sia decisa, tramite il dirigente responsabile degli affidamenti del Comune, ad avanzare alla società una serie di richieste di chiarimento… altrimenti non sarebbe successo proprio nulla!
A questo proposito il Movimento 5 Stelle di Forlì lancia una pesante accusa: “Sono almeno due mesi e mezzo che abbiamo richiesto all’amministrazione l’offerta vincitrice del bando ed il relativo progetto di gestione e, soltanto un mese fa, “cedendo apparentemente” alle nostre insistenze, ci hanno comunicato che le copie erano in fase di stampa; visto comunque che, a tutt’oggi, non abbiamo ancora ricevuto nulla di concreto, tranne delle scuse relative alle “limitate capacità tecniche della macchine fotocopiatrici in dotazione agli uffici”, riteniamo inevitabile l’insorgere di forti dubbi sulla buona fede dell’amministrazione… Abbiamo quindi presentato ieri formale diffida e se la suddetta documentazione non ci sarà consegnata in tempi brevissimi, siamo pronti ad andare anche in Procura”, scrive in una nota Daniele Vergini, capogruppo del Movimento 5 Stelle di Forlì.
“Noi del M5S – aggiunge il consigliere pentastellato – ci eravamo interessati agli appalti cimiteriali già da prima che uscissero queste notizie e, io stesso, presentai il primo accesso agli atti già il 27 febbraio scorso. Sono in possesso di una mail del funzionario responsabile dei servizi cimiteriali che, a diretta richiesta “dell’offerta vincitrice del bando e relativo progetto di gestione”, rispose testualmente “sono documenti del 2006, cartacei, dentro uno scatolone, la sottoscritta, non ha mai avuto l’esigenza di visionarli”. Inevitabile quindi chiedersi: ma come può il Comune controllare i particolari dell’appalto e del servizio erogato dall’azienda se non ha facilità e continuità di visione del progetto di gestione?”.
“Già il M5S nazionale, attraverso il suo portavoce Luigi Di Maio, ha ricordato come in tutti gli scandali di corruzione degli ultimi tempi compaia una cooperativa associata ad una politica corrotta e ad un’organizzazione criminale… basta scorrere i grandi fatti di corruzione dell’ultimo anno e troviamo Manutencoop e CMC nell’Expo, Consorzio coop venete e CCC nel Mose, Coop 29 giugno in Mafia Capitale, Coopsette e Finseven per la Tav di Firenze, per arrivare infine alla CPL Concordia a Ischia a Modena…
Voglio comunque precisare – aggiunge Vergini – di essere più che convinto che la maggioranza delle cooperative in Italia lavori onestamente e svolga anche un ruolo sociale importante come è quello della cooperazione, ma questo non significa che non si debba indagare fino in fondo riguardo ai casi dove potrebbe esserci corruzione; bisogna capire come e perché alcune cooperative siano diventate cerniera tra i casi di corruzione e riciclaggio. La corruzione, vero cancro di questo paese, brucia 100 miliardi all’anno e questo non lo dico io ma Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Anticorruzione.
Nel nostro piccolo faremo tutti gli accertamenti possibili sulla vicenda, sperando di non subire ulteriori ostruzionismi negli accessi agli atti da parte degli uffici; non vogliamo creare disagi tecnici ma deve risultare chiaro che ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e che abbiamo intenzione di esercitare fino in fondo il nostro ruolo istituzionale di controllo sull’operato della giunta e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”, conclude il capogruppo del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini