Scuola di S.Martino: “donazione di 40 euro senza la quale non vi sarebbe alcuna possibilita’ di far fronte alle spese di funzionamento”, dove vive il sindaco Drei?!

Il sindaco Drei ha scelto di dare una “non-risposta” alla nostra interrogazione presentata nel consiglio di ieri che chiedeva di utilizzare i circa 96.000 euro che potrebbero entrare nelle casse comunali a seguito del recupero dei gettoni illegittimamente erogati per un fondo da impiegare per la spesa corrente delle scuole pubbliche. Il sindaco ha detto che dovrà essere il Consiglio a decidere rimandando di fatto alle calende greche ogni discussione in merito… Inoltre Drei ha anche dichiarato di aver verificato lo stato delle scuole del territorio forlivese anche contattando i dirigenti degli istituti comprensivi che l’avrebbero rassicurato di essere autonomi e capaci di rispondere alle attività di loro competenza, nel dichiarare questo il sindaco ci è sembrato del tutto sconnesso dalle realtà che ogni cittadino forlivese sperimenta quotidianamente, perchè basta visionare una delle tante lettere che i dirigenti scolastici inviano ogni anno ai genitori degli alunni per verificare che le cose non stanno proprio così… Citiamo ad esempio la circolare del 9 giugno 2017 dell’istituto comprensivo n.8 di S.Martino che chiede ai genitori 40 euro per vari interventi fra cui, pensate, anche il “miglioramento degli ambienti scolastici, anche sotto il profilo della sicurezza”, la dirigente scolastica sensibilizza inoltre i genitori su “l’importanza e della necessità che assume per l’Istituto il vostro “contributo volontario”, solo con il quale si riesce a garantire la piena operatività della scuola, a fronte di finanziamenti dello Stato assolutamente non sufficienti. Senza tale somma non vi sarebbe alcuna possibilità di far fronte alle spese di funzionamento e di investimento necessarie”, alla luce di questi fatti innegabili ci chiediamo quali dirigenti abbia sentito il sindaco Drei… ma anche in quale città abiti.

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PS: si rende noto che i consiglieri comunali Vergini e Benini del M5S hanno già effettuato il bonifico per la restituzione dei gettoni della conferenza dei capigruppo illegittimamente erogati, e gli altri consiglieri?!…

2017-09-12 foto restituzione gettoni

2017-09-11 bonifico vergini 2017-09-12 bonifico benini

 

Approvata all’unanimità su proposta del M5S la figura del “consigliere aggiunto universitario”

Nel consiglio comunale dell’11 aprile scorso è stata approvata una mozione dei consiglieri 5 Stelle Simone Benini e Daniele Vergini che aveva per oggetto l’istituzione nell’ambito dello statuto e del regolamento Comunale del consigliere aggiunto universitario.

“Si tratta di un passo avanti nel riconoscimento del diritto di partecipazione attiva al futuro della città di una parte consistente di persone che vivono e fruiscono delle strutture universitarie e cittadine di Forlì pur provenendo da città anche molto lontane”, dichiarano entusiasti i consiglieri Benini e Vergini, “Stiamo parlando di una realtà che vede nel polo di Forlì e Cesena circa 10mila studenti, più’ un migliaio di professori, ricercatori, borsisti e personale amministrativo”

“Forlì è una città universitaria ed anche le istituzioni di controllo e di governo devono poter accogliere una figura proveniente da quello che non è un ‘mondo parallelo’ e disconnesso, ma che vive e produce valore per la città. L’idea, tra l’altro già sperimentata in altre città che ospitano poli universitari, affonda le radici in una semplice considerazione: gli studenti sono una risorsa culturale ed economica per la città, sono portatori di giovinezza, di vitalità, di idee, di scambio culturale, di crescita anche economica per tutta la cittadinanza, ci è quindi sembrato naturale ed opportuno proporre l’introduzione in consiglio comunale di una figura che sarà scelta democraticamente tra i giovani universitari”

“Siamo soddisfatti di aver visto il voto consiliare una volta tanto unanime su una nostra proposta, abbiamo accolto favorevolmente anche un emendamento della maggioranza che prevede che il nuovo consigliere aggiunto sia lo stesso presidente della già prevista Consulta degli universitari (che è però un organo privato di supporto alla sola Giunta), in modo da avere un unico interlocutore eletto dagli studenti stessi. Ovviamente il giovane consigliere non avrà diritto di voto, ma potrà parlare liberamente durante le sedute consiliari, dare spunti e fungere da cerniera tra il mondo giovanile universitario e le istituzioni democraticamente elette”, concludono i Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Vogliamo un rappresentante degli studenti in consiglio comunale

Sia istituita anche a Forlì la figura del “consigliere aggiunto universitario”, un rappresentante indicato dagli studenti dei corsi di laurea cittadini a cui sarà demandato il compito di portare all’attenzione della massima assise cittadina i problemi da affrontare e le proposte per migliorare la vita delle migliaia di ragazzi che quotidianamente usufruiscono dei servizi pubblici locali e vivono 24 ore su 24 la realtà del Campus e della nostra stessa città, portando risorse concrete allo sviluppo del territorio ed anche un valore aggiunto in termini di socialità e cultura.

A lanciare la proposta i Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini, che lanciano l’idea con un apposito ordine del giorno, chiedendo che venga convocata l’apposita commissione consiliare per la variazione dello statuto comunale e del regolamento del consiglio comunale per introdurre questo nuovo ruolo.

“Il consigliere universitario aggiunto è una figura già contemplata nello statuto di vari Comuni che ospitano poli universitari e sarebbe un apporto utilissimo per mettere in luce il mondo universitario e le stesse esigenze degli studenti. In aula di consiglio comunale tale consigliere avrebbe ovviamente solo diritto di parola ma non diritto di voto e non potrà dunque influire nell’approvazione delle delibere o degli atti presentati dalle varie forze politiche. La sua voce però sarà utilissima a rappresentare il punto di vista degli studenti del polo universitario di Forlì, da anni in continua crescita, sia numerica che qualitativa, e potrà anche fornire una prima risposta in termini di gradimento o perplessità circa la reale efficacia dei forti investimenti economici e culturali che il Comune ha messo in campo per l’Università”: spiegano i due consiglieri pentastellati.

L’attivazione del “consigliere aggiunto universitario” sarebbe anche un passo avanti nel riconoscimento del diritto di partecipazione attiva al futuro della città di una parte consistente di persone che vivono e fruiscono delle strutture universitarie e cittadine di Forlì pur provenendo da città anche molto lontan. E stiamo parlando di una realtà che vede circa 10mila studenti, nel polo di Forlì e Cesena , “piu’ un migliaio di professori, ricercatori, borsisti e personale amministrativo.

“Il potere consultivo offerto al “consigliere aggiunto universitario” potrà orientare le scelte dell’amministrazione comunale verso una maggiore consapevolezza dei bisogni studenteschi e giovanili e favorirà in meglio le scelte future della nostra città, ne siamo sicuri”: concludono i Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Sussidi comunali al clero, M5S mette a nudo il “gioco delle tre carte” del PD forlivese, a caccia di “voti cattolici” e nel frattempo scompare la colazione dal servizio di ristorazione delle scuole d’infanzia

Bocciata, nell’ultima seduta del consiglio comunale, la mozione del M5S che proponeva di azzerare la percentuale di oneri di urbanizzazione secondaria da destinare come sussidi pubblici all’edilizia di culto e di impiegare tali risorse per un fondo dedicato alla spesa corrente delle scuole. Una mozione che secondo il M5S metteva in chiaro un principio: “la scuola e l’istruzione devono poter essere garantite e sostenute con i dovuti finanziamenti e non, viceversa, sacrificate sull’altare di una scelta politica o religiosa di parte o, peggio, per mero vantaggio di partito”.

“Nei fatti, le istituzioni dirottano alle Chiese risorse economiche sottraendole ai bilanci pubblici: alcuni di questi finanziamenti sono noti, seppur superficialmente, come l’8X1000. Altri sono invece ignoti ai più, 5×1000, esenzioni Irpef per erogazioni liberali, esenzioni Imu (Ici, Tares, Tasi, Tari), riduzione Ires, riduzione Irap, esenzioni Iva, insegnamento della religione cattolica nelle scuole, contributi statali alle scuole cattoliche, beni immobili statali adibiti a edifici di culto, contributi delle amministrazioni locali, provinciali, regionali alle scuole cattoliche… solo citando i capitoli più corposi. Complessivamente si arriva a quasi 6,5 miliardi di euro l’ anno (fonte UAAR) di soldi dello stato erogati alle confessioni religiose”: spiega il Movimento 5 stelle di Forlì.

no-colazione-scuole-infanziaTra questi ultimi spicca una tassa nascosta, sconosciuta ai più, che una legge dello Stato prevede possa essere stornata a vantaggio delle opere relative a chiese ed edifici per servizi religiosi: si tratta di un’importante fetta degli oneri di urbanizzazione secondaria che i Comuni italiani, a loro discrezione, letteralmente “regalano” alla Chiesa Cattolica e anche ad altre Chiese, sottraendo così fondi spesso di vitale importanza a servizi pubblici come: asili nido, edilizia scolastica, servizi sociali. Triste coincidenza è la notizia di questi giorni della soppressione della colazione dal servizio di ristorazione delle scuole d’infanzia forlivesi, comunicata ai genitori con una asettica nota senza fornire spiegazioni.

“Quello che non tutti sanno – spiega il M5S – è che un recente parere della Regione Emilia Romagna ritiene non più applicabili le disposizioni che stabiliscono che il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria debbano essere destinati alle chiese ed altri edifici per attività religiose, e sottolineiamo noi, tanto più in un momento di crisi economica come questo”.

Con queste premesse il M5S di Forlì ha ritenuto importante lanciare un segnale e spostare queste elargizioni alla scuola pubblica. “La nostra mozione – spiegano i consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini – presentata nel settembre 2015, è rimasta congelata in attesa di una proposta della giunta per un anno. Quasi un record! Ebbene, quando la proposta è finalmente arrivata in aula per la discussione e il voto ci siamo sentiti presi in giro. Il Pd in sostanza propone di lasciare inalterata la percentuale del 7% ma i sussidi potranno essere utilizzati non più per l’edilizia di culto standard ma solo per progetti con finalità sociale… Insomma, un gioco delle tre carte, dove gli stessi sussidi escono dalla porta e rientrano dalla finestra per arrivare agli stessi soggetti di prima. I soliti “artifizi contabili”. Una delusione, soprattutto per aver concesso tanto tempo alla Giunta, in questo caso guidata dall’assessore all’edilizia Francesca Gardini, per ricevere una proposta che a nostro parere risulterà uno sforzo inutile con l’unico, triste, risultato di cambiare tutto affinché nulla cambi”.

Il M5S di Forlì ricorda da un lato che: “la scuola e l’istruzione sono una delle priorità del nostro programma” ed evidenzia dall’altro che: “questa amministrazione comunale non è nuova a elargizioni più o meno ingiustificabili alla Chiesa a danno di altri capitoli di spesa che potrebbero essere sostenuti”. Un esempio significativo? L’elargizione di 6.000 euro per la cerimonia di nomina di mons. Erio Castellucci a vescovo di Modena-Nonantola, già oggetto di una nostra segnalazione alla Corte dei Conti “perché non seguiva le regole per l’elargizione di questo tipo di contributi”.

“La mozione che proponeva di azzerare la percentuale di oneri di urbanizzazione secondaria da destinare come sussidi pubblici all’edilizia di culto avrebbe potuto riscattare la credibilità di questa maggioranza che si presenta, solo a parole, come di sinistra ed a-confessionale, ma nei fatti si è dimostrata politicamente succube di un certo tipo di poteri. E per l’ennesima volta il Pd si è mostrato diviso al suo interno. Sì, perchè la mozione è stata bocciata con il voto del gruppo Pd, ma nonostante l’accoglimento di un emendamento del suo consigliere Zanetti che alla fine ha votato in divergenza al suo partito”: concludono i consiglieri comunali del M5S Simone Benini e Daniele Vergini.

 

La “buona scuola” di Renzi: carta igienica richiesta per iscritto alle famiglie!

2015-09-09 carta igienica manzoni - CopiaLa direzione della scuola primaria Manzoni di Forlì, fra il materiale scolastico 2015/2016 richiesto alle famiglie, ha espressamente inserito anche carta igienica, sapone per l’uso che è comprensibile farne in bagno ed una, dicasi almeno una, risma di fogli di carta formato A4.
“Si tratta di una scuola statale e, mentre nel saluto per l’apertura del nuovo anno scolastico rivolto dal dirigente dell’Ambito Territoriale scolastico di Forlì-Cesena e Rimini del ministero, Giuseppe Pedrielli, si tessono le lodi della riforma renziana approvata a luglio dal parlamento, ci troviamo costretti a denunciare per l’ennesima volta questo scandalo, a metà fra il grottesco e il drammatico: alle famiglie, stritolate da una crisi economica di cui non si vede la fine si chiede appunto il ridicolo obolo di un rotolo di carta igienica, una saponetta, una confezione di carta scottex ed un blocco di 500 fogli di carta”: commentano Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali M5S di Forlì.
I due “pentastellati” ricordano che, mentre la situazione finanziaria del Paese Italia, i continui tagli alla Scuola Pubblica e la mancanza di riforme strutturali nel campo dell’educazione scolastica hanno reso il settore dell’istruzione economicamente deficitario, anche a Forlì le famiglie si trovano costrette a far fronte a spese precedentemente e generalmente in capo alle casse pubbliche.
I consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì non sono rimasti con le mani in mano, approntando rapidamente un ordine del giorno, che sarà discusso nei prossimi Consigli Comunali, dove chiedono che Giunta e Sindaco si impegnino ad istituire il “Fondo Spesa Corrente Istituti Comprensivi” e ad attivare con gli Istituti interessati le convenzioni necessarie per la sua gestione; il fondo, vincolando la spesa esclusivamente “agli oggetti che per l’uso continuo sono destinati a deteriorarsi rapidamente ed ai beni di modico valore” (come appunto carta da scrivere e carta igienica), dovrebbe utilizzare il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria, cifra pari a circa 30-40 mila euro all’anno, fino ad oggi destinati all’edilizia religiosa.
“Questa storia della lista e della carta igienica è un’offesa alle famiglie ed agli stessi studenti e suona totalmente stonata l’enfasi con cui il premier Renzi ha presentato il testo di riforma scolastica, considerando intoccabile il principio della parificazione tra scuola pubblica e paritaria. Noi siamo di parere opposto al suo e continuiamo a ritenere che solo quando nelle scuole pubbliche lo Stato si farà carico di fornire la carta igienica si potranno erogare fondi alle scuole paritarie private.
Non più tardi di due giorni fa Renzi ha testualmente dichiarato: “le polemiche sulla carta igienica da portarsi da casa sono montate sul nulla e se una famiglia vuole dare il contributo volontario, faccia pure, ma i soldi per il funzionamento della scuola li abbiamo messi e raddoppiati”: di questi soldi non c’è evidentemente traccia, almeno nel caso della scuola primaria Manzoni!
Un problema, la carenza di fondi destinati alle scuole, di cui nessun ente pubblico vuole comunque farsi carico, Comune di Forlì compreso, che, impegnato a spremere i cittadini con la mano destra (aliquote Irpef al massimo valore) ed a sperperare con la sinistra (vedi scandalo degli 1,5 milioni di euro destinati alle spese legali extra-bilancio), dà prova definitiva dell’incapacità di governare del Pd di Renzi a Forlì come a Roma”, concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Amianto a Forlì, cosa stanno facendo Comune e Provincia?

Circa tre settimane fa abbiamo inviato a Comune e Provincia una interrogazione scritta per capire quali azioni avessero intrapreso per cercare di risolvere il problema dell’amianto a Forlì; in particolare abbiamo chiesto informazioni su questi argomenti:

1) Quali sono gli interventi di bonifica previsti per il nostro comune e le relative tempistiche

2) Se è previsto anche un piano di smaltimento per le strutture in cemento amianto della rete idrica (nella nostra città ci sono 230 km di condotte in amianto)

3) Se sono stati usati bene gli incentivi passati e se è stata fatta domanda per i fondi previsti dal “Decreto del Fare” (per la ristrutturazione e messa in sicurezza degli istituti scolastici, con particolare riferimento alla rimozione di amianto)

4) Se gli interventi previsti per gli istituti scolastici prevedono anche il ripristino delle classi meno numerose (limite di legge massimo 26 persone, come da D.M. 26/08/92)

5) Se gli interventi previsti per gli istituti scolastici prevedono anche miglioramenti energetici ed in particolare sismici, visto che la maggioranza delle scuole presenti nel nostro territorio sono antecedenti alla normativa sismica

Scarica la nostra richiesta indirizzata a Comune e Provincia

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