Inceneritore ex Mengozzi: M5S, interrogazione al ministro Costa su concentrazioni oltre i limiti di legionella

“Concentrazioni di Legionella oltre i limiti nelle torri di raffreddamento dell’inceneritore Ecoeridania (ex Mengozzi) di Forlì. Il caso finirà in parlamento con una interrogazione al Ministro Costa”. Lo annunciano in una nota congiunta Alberto Zolezzi, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle membro della Commissione ambiente, il parlamentare romagnolo Carlo De Girolamo ed i consiglieri comunali di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

“La notizia del rilievo di Legionella in concentrazioni oltre i limiti nelle torri di raffreddamento dell’inceneritore Ecoeridania a Forlì è molto importante per numerosi motivi. Dalle torri il germe potrebbe diffondersi per un lungo raggio; la ricerca di tali germi è più frequente dopo la grave epidemia dell’Alto Mantovano e Bassa Bresciana del settembre 2018 (oltre 1.000 casi ospedalizzati e 10 decessi riferibili all’epidemia) in realtà correlabile in apparenza ai germi presenti nel fiume Chiese (dello stesso sierotipo di alcuni malati a differenza della Legionella individuata in alcune torri di raffreddamento locali)” spiega Zolezzi che ha seguito casi simili.

“L’inceneritore Ecoeridania di Forlì brucia rifiuti infettivi che possono favorire la proliferazione di patogeni in fase di stoccaggio. Ironia della sorte proprio a poca distanza a Rimini esiste uno stabilimento che produce con un brevetto italiano impianti per la sterilizzazione in situ dei rifiuti sanitari infettivi, cioè i rifiuti non lasciano il perimetro ospedaliero in condizioni di infettività. Questa procedura consente oltretutto di ridurre il volume dei rifiuti e il quantitativo da incenerire, il trasporto può essere fatto quando i volumi lo richiedono e non giornalmente come avviene per i rifiuti ancora infetti, evitando viaggi di camion semivuoti” spiegano gli esponenti del Movimento 5 Stelle Zolezzi, De Girolamo, Vergini e Benini.

“Il settore dei rifiuti sanitari infettivi vede una situazione di monopolio gestionale in Italia che non facilita la gestione con metodi più economici (il trattamento in situ porta il prezzo del trattamento a meno di metà rispetto alla filiera convenzionale). Sono circa 170.000 tonnellate di rifiuti all’anno ma estremamente pericolosi e costosi, si arriva a 2.000 euro a tonnellata con la gestione convenzionale. Negli USA si è stimato che il 25% delle diossine nazionali fossero emesse dalla combustione dei rifiuti ospedalieri. Al costo, al turismo dei rifiuti e all’inquinamento ora sembra si sommi anche un rischio infettivo. L’Italia ha il record europeo di mortalità da infezioni antibiotico-resistenti, oltre 10.000 all’anno secondo il CDC, su 30.000 in UE” spiegano gli esponenti pentastellati.
“Gestione rifiuti e salute è un tema complesso e con numerose correlazioni. Il dato emerso all’inceneritore Ecoeridania pone un ulteriore dubbio sulla filiera dell’incenerimento, non solo diossine e polveri sottili (particolato primario e secondario) ma anche rischio infettivo” spiegano Zolezzi e De Girolamo.

“Nel prossimo consiglio comunale interrogheremo il Sindaco anche per chiedere lumi sullo stato attuale del canale di scolo degli impianti di HERA ed Ecoeridania che si getta nel fiume Ronco, se esiste una caratterizzazione dei terreni e qualora non esistesse, se non sia il caso di avviarla, visto quanto è stato scoperto, per la tutela della salute pubblica e dei nostri cittadini”, concludono Vergini e Benini.

 

Raccolta differenziata, M5S: “Mobilitazione permanente affinché nel nostro inceneritore non arrivino rifiuti da comuni che non applicano metodi di raccolta altrettanto efficienti, lo dobbiamo ai forlivesi”

Il Movimento 5 Stelle di Forlì ringrazia pubblicamente tutti i 183.000 cittadini del forlivese (86.500 utenze domestiche e 11.500 aziende) che, a quasi un anno dall’avvio del nuovo servizio di raccolta domiciliare porta a porta dei rifiuti urbani tramite la nuova società in-house “Alea ambiente”, sono riusciti, con grandi sforzi e non senza qualche problema, a raggiungere percentuali elevate di raccolta differenziata (media 80% contro un precedente 44%) e soprattutto a ridurre a soli 84 Kg/abitante il “secco non riciclabile”, da inviare all’inceneritore, contro i 350 Kg/abitante di solo un anno fa.

L’impegno dei forlivesi è stato encomiabile, e si è tradotto in un risultato concreto: una riduzione di ben 76% dell’indifferenziato da conferire all’inceneritore, calato a 15.000 tonnellate contro le 64.000 precedenti. Proseguendo con questa modalità di gestione con tariffa puntuale, e con il potenziale recupero a riciclo di circa 2.000 tonnellate dei prodotti assorbenti (pannolini-pannoloni), possibile grazie al decreto “end of waste” firmato pochi giorni fa dal nostro Ministro Sergio Costa, si può ipotizzare dal prossimo anno di calare ulteriormente fino ad arrivare a sole 10.000 tonnellate da inviare all’inceneritore di via Grigioni.

Il Movimento 5 Stelle, sia a livello nazionale che locale, è fortemente convinto che questa sia la strada giusta per raggiungere gli obiettivi dei “10 passi verso rifiuti zero”, come previsto espressamente anche nel contratto di Governo del Paese, che prevede proprio il modello trevisano, da noi “importato”, come quello di riferimento ed eccellenza a livello europeo. Se questo modello sarà copiato anche da altri comuni della Romagna e di tutta la regione, potremo, nel giro di un paio d’anni, abbattere enormemente le quantità di rifiuti da incenerire così da rendere quasi inutili gli inceneritori di rifiuti sul nostro territorio e salvaguardare sia la salute pubblica che l’ambiente.

Per tutti questi motivi, le elezioni di domenica 26 maggio assumono un aspetto di ulteriore importanza perché il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica che, in modo compatto, è concorde nel portare avanti con coerenza e competenza questa visione.

E per dimostrarlo nei prossimi giorni attueremo anche una mobilitazione, assieme a tutti i candidati Sindaco 5 Stelle dei comuni romagnoli, ai candidati alle elezioni europee della circoscrizione Nord/Est, ai consiglieri regionali e comunali attualmente in carica. Un mobilitazione per chiedere a “voce alta”, con coraggio e convinzione, di introdurre lo stesso sistema di raccolta dei rifiuti urbani, sperimentato con successo a Forlì, anche negli altri comuni al fine di ridurre a quantità minime l’indifferenziato, rendendo praticamente inutili gli inceneritori esistenti e poterne quindi chiedere la progressiva chiusura.

Come M5S di Forlì ci opporremo con fermezza, con ogni mezzo lecito, all’arrivo nel nostro inceneritore di rifiuti indifferenziati provenienti da comuni che non applicano metodi di raccolta altrettanto efficienti. Questo lo dobbiamo ai forlivesi e all’enorme impegno che hanno dimostrato nell’essere pionieri di questa rivoluzione culturale. Così come continueremo a chiedere l’abrogazione dell’Art. 35 dello Sblocca Italia, recentemente condannato anche dalla Corte europea di giustizia, per ottenere il ripristino del principio fondamentale: “chi inquina paga”.

Daniele Vergini, candidato sindaco M5S Forlì

 

Adesione a Rifiuti Zero: meglio tardi che mai, l’avevamo proposta 3 anni fa, ma era stata bocciata dalla maggioranza Pd!

rifiutizero“Oggi si discuterà in commissione l’adesione del Comune di Forlì al protocollo “Rifiuti Zero”, sarà una seduta surreale perchè avevamo presentato la stessa identica proposta nel 2015 come mozione ma era stata inesorabilmente bocciata dal Pd con l’assurda motivazione che ‘la minoranza non poteva dettare la linea ed i tempi alla maggioranza”, scrivono in una nota stampa Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì. “Riteniamo che il benessere dei cittadini non debba essere oggetto di manie di protagonismo o “lotte di bandiera”, motivo per cui sosterremo in ogni caso la proposta anche se non riteniamo serio il modo in cui si è mossa questa maggioranza”.

“L’adesione al protocollo prevede per il 2020 di portare i rifiuti non riciclati sotto i 100 Kg procapite, di arrivare all’applicazione di un sistema di raccolta porta a porta con tariffa puntuale come succederà a breve con Alea, di ridurre dei rifiuti anche tramite il compostaggio domestico e collettivo, prevede la realizzazione di un centro comunale per la riparazione e il riuso dei beni durevoli, di impianti di selezione e di riciclaggio delle varie frazioni secche, degli ingombranti e dei beni durevoli – spiegano i pentastellati – si propone di avviare un percorso che conduca anche ad una corretta gestione del territorio, alla riduzione dell’impronta ecologica della macchina comunale, alla mobilità sostenibile ed in generale alla incentivazione di nuovi stili di vita come l’autoproduzione, la filiera corta, turismo ed ospitalità sostenibili, commercio equo e solidale, prevede infine  l’istituzione di un Osservatorio Comunale con il compito di monitorare in continuo il percorso verso Rifiuti Zero indicando criticità e soluzioni“.

“Si tratta di propositi di buon senso che avremmo voluto ben presenti fra gli obiettivi di questa amministrazione già vari anni fa. Le proposte che abbiamo fatto in questo mandato, sempre nel segno dei “Rifiuti Zero”, sono state tantissime, molte sono state bocciate, alcune “riesumate” come questa, e altre approvate: ricordiamo ad esempio la nostra mozione sull’uso di stoviglie riciclabili presso feste e sagre, approvata nel 2015, ma purtroppo mai attuata, o più recentemente la mozione sull’agevolazione del “vuoto a rendere”, approvata nel maggio scorso. Quando potremo vederle realizzate? I cittadini forlivesi probabilmente conoscono già la risposta: solo quando il Movimento 5 Stelle sarà al governo di questa città avremo la garanzia di portare a compimento le nostre battaglie a favore dell’ambiente e della salute dei cittadini”, concludono Vergini e Benini.

Di seguito il video della bocciatura della nostra mozione nel 2015, video non più reperibile sul sito del comune di Forlì, ma da noi registrato all’epoca, cosa che sarà possibile ancora per poco visto che i “democratici” intendono pure vietarci le riprese video!

 

Biomonitoraggio metalli pesanti nelle unghie dei bambini forlivesi, M5S: “Iniziativa lodevole, ora tutti si complimentano, ma nel 2016 il Pd bocciò la nostra richiesta di finanziare iniziative di questo tipo”

Giovedì sono stati portati all’attenzione della cittadinanza gli esiti dell’iniziativa “difendiamo l’ambiente con le unghie” promossa dai medici dell’ISDE Ruggero Ridolfi e Patrizia Gentilini, le indagini di laboratorio eseguite dall’Eurolab di Torino sulle unghie di 200 bambini del nostro territorio tra i 6-9 anni, hanno quantificato la presenza dei metalli pesanti nell’organismo dei bambini, e ne sono stati trovati tanti, segno inequivocabile di un elevato grado di concentrazione in aria e suolo, di materiali inquinanti. Il progetto, completamente autofinanziato, pur essendo estremamente interessante, non ha potuto avere l’investitura di studio analitico, non avendo potuto dotarsi di costosi protocolli di selezione dei campioni necessari come requisito.

“Una iniziativa lodevole, che, come sempre, parte della società civile nel più ampio disinteresse dell’Amministrazione Comunale”, commenta il consigliere comunale Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì, presente alla serata, “Ci stupisce che il Sindaco Drei non si senta responsabile del mancato “appoggio economico” del Comune, e ancor di più stupefacente è la richiesta del segretario del Pd forlivese Zoli di spronare gli amministratori locali ad un maggior impegno, quando in passato proprio il Pd bocciò una nostra proposta che andava proprio in questo senso”.

“Ricordiamo alla maggioranza che governa la città, che già nel marzo 2016, il M5S aveva presentato una serie di emendamenti al bilancio nei quali si proponeva di impiegare 100.000 euro all’anno per 3 anni per l’istituzione di una rete di monitoraggio e controllo ambientale in collaborazione con l’università, proprio su queste tematiche. Inutile dirvi che il Pd, compatto, bocciò tutti gli emendamenti, con scuse davvero fantasiose…”, ricorda il consigliere Daniele Vergini.

“Siamo orgogliosi di aver sempre provato, fin dal nostro ingresso in Consiglio Comunale, a portare proposte concrete per muoversi nella direzione di politiche a favore della sostenibilità ambientale, purtroppo quasi sempre bocciate da questa maggioranza. Riteniamo quindi di grande utilità per la collettività il progetto guidato dal Dott. Ridolfi e dalla Dott.ssa Gentilini, che godono della nostra più sentita ed ampia stima, per il loro riconosciuto attivismo per l’ambiente e la salute. Una futura Amministrazione comunale guidata dai 5 Stelle non mancherà sicuramente di finanziare iniziative di questo genere perchè la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini sono realmente principi fondanti del nostro Movimento, a differenza di altre forze politiche che si riempiono la bocca di roboanti annunci elettorali, per poi smentirsi inesorabilmente nei fatti quando poi sono al governo”, concludono i consiglieri pentastellati Vergini e Benini.

 

Doppiopesismo Pd sui rifiuti da fuori provincia: se quelli da Roma puzzano, da Faenza invece sono profumati?!

rifiuti-discarica“Pretestuoso, politicamente ipocrita e contraddittorio il ‘via libera’ del sindaco Drei ai rifiuti del faentino che verranno inceneriti nell’impianto Hera della nostra città, a distanza di soli pochi giorni dal suo roboante ‘no’ ai rifiuti da Roma che si vociferava potessero essere smaltiti nella nostra regione, cosa che invece non si è poi verificata”. Questo il commento di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì a seguito dell’autorizzazione da parte dell’assessore regionale Gazzolo al conferimento dei rifiuti provenienti dal faentino nell’inceneritore della nostra città, subito accettato dal sindaco di Forlì, a suo dire, per motivi di “solidarietà istituzionale”.

“Un via libera che ci indigna e stride con la sbandierata politica dell’autogestione e della riduzione dei rifiuti da incenerire a Forlì. Un’autorizzazione che stride con la filosofia del post incenerimento e dell’aumento del potenziale del riciclo”: aggiungono i due pentastellati.

A questo punto i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì temono il peggio: “Se la strategia regionale sarà trasferire a Forlì e in altri impianti vicini i rifiuti che non potranno essere conferiti più a Ravenna o Piacenza (gli impianti più vecchi in Emilia-Romagna e ormai da dismettere, ndr) annunciamo che la nostra opposizione sarà ferma e continuata. Fino a che qualcuno non si ricordi, a partire dallo stesso sindaco Drei, che il destino promesso a Forlì era ben altro: due anni fa il presidente della Regione Bonaccini aveva garantito la chiusura di uno dei due inceneritori di Forlì entro la fine del mandato amministrativo o poco più avanti”: aggiungono Simone Benini e Daniele Vergini.

Ravvisando uguale atteggiamento fra il sindaco di Forlì e il suo collega di Castenaso che non voleva anche lui i rifiuti provenienti da Roma per essere smaltiti nell’inceneritore del Frullo, nell’area del confine con Granarolo, e poi s’è dovuto piegare allo smaltimento dei rifiuti eccedenti la discarica Tre Monti a Imola, i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì invitano il sindaco Drei ad essere coerente con la politica di autonomia che ha ispirato la nascita dell’Azienda in House “Alea Ambiente” e ad opporsi con forza ad ogni richiesta di conferimento di rifiuti extra provincia, indipendentemente dal comune di provenienza. “La salute dei cittadini forlivesi non si baratta con i dividendi di Hera. Questo modo supino di accettare interessi privati a scapito della salute dei propri cittadini non dovrebbe appartenere ad un sindaco che fa gli interessi dei suoi cittadini”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

NewCo rifiuti, M5S: “Non accettiamo lezioni da chi è in conflitto di interesse, e dalla nuova gestione pretenderemo chiarezza e trasparenza”

“Non ci ha lasciato affatto stupiti che sulla stampa locale continui sempre più acceso il dibattito sulla nuova società in house per la gestione integrata dei rifiuti del comprensorio forlivese, come non ci ha stupito l’intervista riportata a tutta pagina su un quotidiano locale, in cui un soggetto privato, in palese conflitto di interessi, ha apertamente rilasciato dichiarazioni sconcertanti nel tentativo di screditare la nascente società”, si legge in una nota dei consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini del M5S di Forlì.

“Il progetto è un apripista verso una nuova gestione dei rifiuti, e Forlì, finalmente anche se con qualche anno di ritardo, sarà un soggetto sperimentatore: Hera se ne faccia una ragione! Se la raccolta differenziata non ha ottenuto i risultati attesi a Forlì è proprio da imputarsi al conflitto di interessi di Hera che nel tempo ha continuato a ricevere tonnellate di contributi statali per bruciare piuttosto che riciclare e riutilizzare”.

“Il punto debole dell’operazione, così come abbiamo più volte sottolineato in Consiglio Comunale, è la gestione della nuova società all’interno della holding Livia Tellus, ma faremo il nostro dovere per controllare e denunciare ogni distorsione”, continuano i due consiglieri 5 Stelle, “al contrario di chi critica probabilmente con secondi fini, noi faremo la nostra parte per controllare e supportare la corretta realizzazione del progetto, che in altri comuni d’Italia funziona egregiamente”.

Il processo di costituzione della in house è stato lungo e complicato e non privo di dubbi ed incertezze dal punto di vista finanziario, ma Benini e Vergini, in coerenza al programma elettorale 5 Stelle, hanno comunque votato favorevolmente la delibera, prendendosi le proprie responsabilità, consapevoli che questa era “una finestra che difficilmente si sarebbe riaperta una seconda volta, visti i numerosi interessi in gioco, mentre per noi è fondamentale il rispetto del programma ed il benessere dei cittadini”.

“Ci aspettavamo una più dura presa di posizione da parte del sindaco e della giunta su questi tentativi di ingerenza a cui è stato concesso grande risalto mediatico. Una cosa che il M5S non può accettare e ci porta a dare un consiglio a tutti coloro che, in palese conflitto di interesse o non, dovessero ancora continuare a sponsorizzare l’utilizzo o giustificare la presenza degli inceneritori a Forlì: di farsi un esame di coscienza e tacere! Di mettersi al passo con i tempi e studiare i documentati danni che questi impianti producono, entrambi gli inceneritori di Forlì vanno spenti definitivamente e nel più breve tempo possibile! Noi continueremo ad impegnarci in questo senso, ad invitare i cittadini ad attivarsi e a collaborare con tutti coloro che hanno la reale intenzione di difendere la salute delle nostre famiglie e del nostro territorio”, concludono i consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini del M5S di Forlì.

 

La decisione della Regione su Mengozzi è un bluff alle spalle dei Forlivesi che si aspettavano da Bonaccini, come promesso, la chiusura di un inceneritore

camino-mengozzi“Mengozzi aveva chiesto di trattare (cioè incenerire) fino a un massimo di 5000 kg/ora, la Regione ha fissato il limite agli attuali 4000 kg/ora ma ha permesso una flessibilità del 20% che di fatto consentirà alla società di incrementare fino a 5000 kg/ora per 1760 ore anno, ovvero per circa 5 ore al giorno tutti i giorni tutto l’anno, oppure per 73 intere giornate in un anno. Su queste basi nessuno può affermare – come hanno fatto invece giunta regionale e giunta Drei con inutile trionfalismo – che è stata ‘stoppata’ la richiesta di Mengozzi, semmai è vero il contrario!”. Questo il commento a caldo di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

Si tratta della prima reazione politica dei “pentastellati” alla Valutazione di impatto ambientale sull’inceneritore Mengozzi di Forlì, approvata dalla Giunta regionale.
“Ma come verranno misurati questi aumenti di portata oraria? La risposta, poco chiara, è nella delibera regionale: che spiega che “dovranno essere effettuate, in un punto quanto più prossimo possibile alla camera di post combustione, e a valle di questa, campagne periodiche per la misura dei parametri di portata, temperatura, pressione e umidità del flusso gassoso al fine di procedere al calcolo e alla verifica della portata trattata in camera di post-combustione nelle condizioni indagate. La frequenza e la modalità di svolgimento delle campagne sono definite dall’Aia, ovvero la Autorizzazione Integrata Ambientale”. Quindi per fare ulteriori valutazioni dovremo attendere di visionare le reali prescrizioni previste nell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), non ancora disponibile”: spiegano Benini e Vergini.

Dietro queste prescrizioni burocratiche i due consiglieri del Movimento 5 stelle vedono in realtà: “l’ennesima fregatura, visto che abbiamo già sperimentato una situazione simile con la legge regionale sui rifiuti, sulla carta quasi totalmente accettabile, ma poi nella pratica totalmente smentita nei fatti da un piano operativo che ne ha disatteso i principi”.

 

I cittadini forlivesi acclamano Paul Connett in occasione del secondo convegno contro gli inceneritori organizzato dal M5S Forlì

“A casa i politici che non vogliono chiudere gli inceneritori, a casa!!!”: e a questa esortazione di Paul Connett, professore emerito di Chimica ambientale all’Università Saint Lawrence di Canton, New York, candidato al premio Nobel nel 2008, e ideatore della strategia “Zero Waste” (Rifiuti Zero), un boato s’è levato nella sala conferenze dell’Urlo, in via Marcolini a Forlì, teatro del secondo convegno nazionale sul problema dell’incenerimento promosso dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì, serata dal titolo “Cenere sul cielo, Veleno sulla terra”, tema dell’evento: “Senza inceneritori si può!”. Rifiuti zero attraverso quelli che lui ha definito i ‘dieci passi’, filiera del riciclo e stop agli inceneritori: le parole d’ordine di Paul Connett che da anni gira l’Italia in lungo e in largo, incontrando i cittadini di grandi e piccole città (prima di Forlì anche Parma) uniti dalla volontà di trasformare le proprie comunità a partire dai rifiuti, attraverso una gestione sostenibile che possa escludere l’opzione dell’incenerimento. Numerosi richiami al ruolo giocato in questa battaglia da Rossano Ercolini, già vincitore del Goldman Environmentale Prize, maestro elementare, artefice della lotta a contro l’inceneritore di Capannori, oggi il primo Comune Italiano ad adottare i “dieci passi”, e un vero e proprio endorsement a favore del Movimento 5 stelle di Forlì: “In questa battaglia contro l’inceneritore un ruolo importante lo gioca secondo me la passione con cui qui le persone si fanno coinvolgere, perché questa può essere una battaglia frustrante alle volte, e servono sentimenti forti per non arrendersi, i sentimenti e la forza che ho visto in questi ragazzi del Movimento 5 stelle”. “Per arrivare ai ‘Rifiuti Zero’ serve una responsabilità sia industriale, che consiste nel riprogettare i prodotti, sia delle amministrazioni e dei cittadini, che devono impegnarsi nel riciclo, nel riutilizzo e nella riduzione della quantità di rifiuti anche con il metodo del porta a porta: il piano prevede dieci tappe di cui la più importante è quella che impone la creazione di un centro per il trattamento della frazione residua e di un centro di ricerca”: ha spiegato il professore. E poi Paul Connett ha portato l’esempio di molte realtà nel mondo: San Francisco che vede la città californiana a riciclarne ad oggi l’80%; la Spagna, le Filippine, la Scandinavia in prima linea nei sistemi anti-inquinamento, aggiungendo che in tutto il mondo però: “la vera sfida è la sostenibilità. Ciò che lo smaltimento richiede è una separazione iniziale, fatta con la raccolta porta a porta, che separi innanzitutto l’organico, che ad oggi è il vero problema, e che lo trasformi in una risorsa, in compost per l’agricoltura. Pensate che risorsa potrebbe costituire per un territorio agricolo come la Romagna, come Forlì!”. L’obiettivo di “Zero Waste” è quello di progettare la vita delle risorse, raggiungendo una quantità di rifiuti da conferire in discarica uguale a zero, evitando processi di incenerimento e discariche multi/materiale, e questo può avvenire solo seguendo i già citati “dieci punti”: separazione alla fonte, raccolta Porta a Porta, compostaggio, riciclaggio, creazione di un Centro per riutilizzo e riparazione, incentivi economici, iniziative di riduzione rifiuti, impianti di separazione dei residui, responsabilità industriale e per ultima discarica temporanea. Un obiettivo condiviso dal Movimento 5 Stelle di Forlì che ha inserito la strategia “Rifiuti Zero” nel suo programma e da anni combatte contro la presenza dei due inceneritori in città: come hanno spiegato nel corso del secondo convegno nazionale sul problema dell’incenerimento Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri Comunali del M5S di Forlì. Oltre a Connett sono intervenuti: Ruggero Ridolfi (presidente Isde: Associazione Medici per l’Ambiente), Francesco Girardi (A.D. Asa Tivoli Spa, già consulente del Comune di Capannori in Toscana), Rita Bandini (di Bandini Casamenti Srl), Claudio Tedeschi (A.D. Dismeco Srl e componente Commissione Ambiente Confindustria Emilia Romagna), Luigi Gaetti (senatore M5S e Anatomopatologo), Andrea Bertani (consigliere Regionale Emilia Romagna M5S) e Riccardo Bevilacqua portavoce/organizer del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì. Quest’anno il Forum nazionale su rifiuti e inceneritori ha dedicato un approfondimento specifico alle esperienze politico-industriali virtuose ed alle buone prassi anti-incenitoriste, mentre nella prima edizione erano intervenuti esperti, medici e oncologi, responsabili di associazioni e comitati ecologisti ed esponenti del Movimento 5 stelle di tutta la Pianura Padana, l’area più inquinata d’Italia i cui abitanti, come dimostrato da diversi studi internazionali, perdono in media dai 2 ai 3 anni di vita per colpa dell’inquinamento.

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Al via il 2° convegno nazionale sul problema dell’incenerimento promosso dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì: “Cenere sul cielo, Veleno sulla terra – Senza inceneritori si può!”

Paul Connett, il massimo esperto mondiale padre del Dream Team Zero Waste, uno dei massimi oppositori a livello internazionale dell’incenerimento e del conferimento in discarica dei rifiuti urbani, lunedì 4 aprile (ore 20:30 in Via Marcolini, presso L’Urlo) farà tappa a Forlì per una serata dal titolo “Cenere sul cielo, Veleno sulla terra”, il 2° convegno nazionale sul problema dell’incenerimento promosso dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì, tema dell’evento: “Senza inceneritori si può!”.
Paul Connett, professore emerito di Chimica ambientale all’Università Saint Lawrence di Canton, New York, e ideatore della strategia “Rifiuti Zero”, venne in Italia per la prima volta nel 1996 e, ad oggi, sono più di 200 le città, sia piccole che grandi (di recente anche a Parma) che hanno ascoltato i suoi suggerimenti per cambiare lo stile di vita a favore della sostenibilità dell’ecosistema.
Per il M5S di Forlì che ha promosso l’evento: “La strada indicata da Paul Connett e dal Movimento 5 Stelle è l’unica possibile per cambiare il nostro rapporto con le risorse del pianeta e trasformare il problema rifiuti in un’opportunità di crescita e sviluppo. Perchè bruciare i rifiuti significa in prima cosa bruciare denaro pubblico e posti di lavoro, ma anche e soprattutto aumentare il surriscaldamento globale e immettere nell’atmosfera nanoparticelle dannose alla salute. Dobbiamo rovesciare questo sistema ed è un compito che spetta alla politica, anche nella nostra città, un compito che spetta a chi come noi non accetta compromessi nella difesa della salute e dell’ambiente”.
L’obiettivo di “Zero Waste” è quello di progettare la vita delle risorse, raggiungendo una quantità di rifiuti da conferire in discarica uguale a zero, evitando processi di incenerimento e discariche multi/materiale, in dieci punti: separazione alla fonte, raccolta Porta a Porta, compostaggio, riciclaggio, creazione di un Centro per riutilizzo e riparazione, incentivi economici, iniziative di riduzione rifiuti, impianti di separazione dei residui, responsabilità industriale e per ultima discarica temporanea. Un obiettivo condiviso dal Movimento 5 Stelle di Forlì che ha inserito la strategia “Rifiuti Zero” nel suo programma e da anni combatte contro la presenza dei due inceneritori in città.
Oltre a Connett interverranno al convegno altri esperti indipendenti: Ruggero Ridolfi (presidente Isde: Associazione Medici per l’Ambiente), Francesco Girardi (A.D. ASA Tivoli SpA, già consulente del Comune di Capannori in Toscana, il primo Comune Italiano ad adottare i dieci passi verso rifiuti zero), Rita Bandini (di Bandini Casamenti SrL), Claudio Tedeschi (A.D. Dismeco SRL e componente Commissione Ambiente Confindustria Emilia Romagna). Interverranno inoltre anche i seguenti relatori politici: Luigi Gaetti (Senatore M5S e Anatomopatologo), Andrea Bertani (Consigliere Regionale Emilia Romagna M5S), Simone Benini e Daniele Vergini (Consiglieri Comunali di Forlì M5S). Aprirà la serata con un breve intervento Riccardo Bevilacqua portavoce/organizer del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì. La serata sarà moderata da Marco Colonna di SestoPotere.com.
L’anno scorso il primo forum nazionale su rifiuti e inceneritori aveva ospitato esperti, medici e oncologi, responsabili di associazioni di tutela dell’ambiente ed esponenti del Movimento 5 stelle di tutta la Pianura Padana, l’area più inquinata d’Italia (anche per colpa degli inceneritori che forniscono un contributo negativo determinante) e i cui abitanti, come dimostrato da diversi studi internazionali, perdono in media dai 2 ai 3 anni di vita. Quest’anno la seconda edizione dedicherà un approfondimento specifico alle esperienze politico-industriali virtuose, perchè “Senza inceneritori si può!”.

 

Il M5S svela le bugie del Comune di Forlì sulla conferenza dei servizi di Mengozzi! Come sempre solo fumo negli occhi ai cittadini!

 “L’assenza del Comune di Forlì all’ultima seduta della conferenza provinciale dei servizi chiamata a pronunciarsi sul potenziamento del picco di incenerimento dell’impianto per rifiuti speciali ospedalieri Mengozzi  dagli attuali 4mila Kg/ora ai 5mila kg/ora equivale ad un vero e proprio parere positivo! Questo traspare dal rapporto ambientale redatto dalla conferenza dei servizi che include anche il famoso verbale di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi e che nessuno era riuscito prima d’ora ad ottenere, di cui riportiamo in stralcio le parti salienti:

 “Nell’ambito di tale seduta il Comune di Forlì, pur assente in conferenza, ha inviato una nota assunta al prot. n. 869/2016 a firma del Sindaco del Comune di Forlì e dell’Assessore Nevio Zaccarelli, in base ai contenuti della quale La Conferenza ha rilevato che:
…omissis…
non riporta alcun parere motivato
ai sensi della L. 241/90 …omissis… e pertanto non si può configurare come parere negativo o dissenso espresso in Conferenza ai sensi dell’art. 14-quater della L. 241/90 medesima; fermo restando che il progetto presentato da Mengozzi S.p.A. ha ricevuto tutti i pareri favorevoli di competenza del Comune di Forlì (urbanistico, edilizio, paesaggistico, patrimoniale)
…omissis…
ed in materia ambientale, il parere favorevole all’impatto ambientale delle emissioni in atmosfera nella seduta della Conferenza di Servizi del 31 agosto 2015 e il parere favorevole condizionato all’accoglimento dell’aumento di carico orario nella Conferenza di Servizi del 15 dicembre 2015.
…omissis…
Nel corso della Conferenza è pervenuta ad Arpae una nota (PGFC/2016/2496 del 24/02/2016) a firma dell’Assessore Comunale Nevio Zaccarelli, non delegato ad esprimere la volontà dell’Amministrazione Comunale …omissis… che non si configura come dissenso espresso in Conferenza dei Servizi.

L’aver motivato da parte del Comune di Forlì una contrarietà al progetto sulla base delle risultanze dello studio commissionato al Dipartimento di Ingegneria Civile Chimica Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna altro non è che una presa di posizione di facciata, per noi vero e proprio “fumo negli occhi”, che politicamente non risolve i termini della questione: l’inceneritore Mengozzi continuerà a bruciare a pieno regime con relativo aumento di carico orario”: questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, da anni sulle barricate in tema di tutela ambientale.

“Ora la palla passa alla giunta Bonaccini” – aggiunge il consigliere regionale del MoVimento 5 stelle Andrea Bertani. “Chiediamo che il Presidente non si limiti ad una semplice presa d’atto degli esiti della Conferenza di Servizi, che ha forzatamente ritenuto “nel complesso ambientalmente compatibile” l’aumento di portata, ma che tenga conto del fatto che “la Conferenza ha concordato sull’opportunità di inviare le note del Comune di Forlì alla Regione Emilia-Romagna, autorità competente all’approvazione della VIA, unitamente alla bozza di Rapporto Ambientale”. La Conferenza da una parte sconfessa il comune di Forlì, ma dall’altra passa la patata bollente alla regione: ora si apra una riflessione seria riguardo a tutte le criticità sollevate e al fatto che a Forlì esistono ben due inceneritori, non si possono abbandonare i cittadini esposti a così tante fonti di rischio.”

“Da anni – aggiungono i pentastellati – andiamo ripetendo che esiste un mix di responsabilità e debolezza politica degli amministratori comunali di Forlì (da Balzani e Drei, uniti dall’assessore Bellini) in materia di inceneritori Hera e Mengozzi. I tanti ritardi, i tanti silenzi non ci hanno mai tratto in inganno, e ricordiamo: la raccolta porta a porta al rallentatore, non capillare e incompleta, che, anziché essere economicamente vantaggiosa come accade in tutto il mondo è assolutamente non competitiva; l’aver sbagliato i tempi non cogliendo già nel 2012 l’opportunità di creare un gestore di rifiuti “in house” seguendo la strada che da Atersir ha portato direttamente ad Hera, con tutto quello che ne è conseguito i termini di costi insostenibili per la collettività; il non aver esercitato una seria pressione sulla giunta Regionale dell’Emilia-Romagna che, a differenza di altre Regioni a noi vicine (Lombardia, Marche e Veneto) non ha impugnato il decreto Sblocca Italia che prefigura un disastro ambientale senza precedenti e il non aver mai sollecitano gli organismi statali a ratificare la convenzione di Stoccolma che prevedeva il divieto di produzione e d’immissione nell’ambiente di inquinanti tossici e persistenti come le diossine”.

“La giunta Drei, come la precedente giunta Balzani, non è credibile quando afferma di fare il possibile contro gli inceneritori e a tutela della salute del cittadino… figuriamoci quando addirittura vorrebbe far credere di essere contraria agli inceneritori! Ecco perché riteniamo la loro partecipazione alle iniziative contro gli inceneritori che si sono svolte in città soltanto come “fumo negli occhi”. Mentre ben altro fumo, quello degli agenti inquinanti sprigionati dai loro camini continua ad inquinare acqua, aria, suolo avvelenano quotidianamente la nostra salute”: aggiungono i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

“Come possiamo offrire sostegno ed una legittimità politica agli esponenti di un’amministrazione comunale che parla di società post-incenerimento ma contemporaneamente subisce i tempi lunghi per lo spegnimento dell’impianto Hera e, soprattutto, non si è mai attivata sul controllo a ciclo continuo delle matrici ambientali, vegetali e animali del territorio contaminate dalle diossine, che non ha mai chiesto l’attivazione di un necessario biomonitoraggio del latte materno per mappare le zone più inquinate del territorio forlivese?”.

 “A nostro parere è necessario prendere le distanze da questi politici; c’è invece bisogno di una sincera rivoluzione collettiva lontana da ogni strumentalizzazione partitica. Siamo convinti che la battaglia si vinca passando ai fatti, modificando le leggi e chiedendo agli amministratori di pronunciarsi senza tentennamenti sul tema, chiedendo conto delle politiche ambientali ad Hera; il Pd non è in grado di farlo, spaccato com’è in due o più parti a livello locale, regionale e nazionale!”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.