NewCo rifiuti, M5S: “Non accettiamo lezioni da chi è in conflitto di interesse, e dalla nuova gestione pretenderemo chiarezza e trasparenza”

“Non ci ha lasciato affatto stupiti che sulla stampa locale continui sempre più acceso il dibattito sulla nuova società in house per la gestione integrata dei rifiuti del comprensorio forlivese, come non ci ha stupito l’intervista riportata a tutta pagina su un quotidiano locale, in cui un soggetto privato, in palese conflitto di interessi, ha apertamente rilasciato dichiarazioni sconcertanti nel tentativo di screditare la nascente società”, si legge in una nota dei consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini del M5S di Forlì.

“Il progetto è un apripista verso una nuova gestione dei rifiuti, e Forlì, finalmente anche se con qualche anno di ritardo, sarà un soggetto sperimentatore: Hera se ne faccia una ragione! Se la raccolta differenziata non ha ottenuto i risultati attesi a Forlì è proprio da imputarsi al conflitto di interessi di Hera che nel tempo ha continuato a ricevere tonnellate di contributi statali per bruciare piuttosto che riciclare e riutilizzare”.

“Il punto debole dell’operazione, così come abbiamo più volte sottolineato in Consiglio Comunale, è la gestione della nuova società all’interno della holding Livia Tellus, ma faremo il nostro dovere per controllare e denunciare ogni distorsione”, continuano i due consiglieri 5 Stelle, “al contrario di chi critica probabilmente con secondi fini, noi faremo la nostra parte per controllare e supportare la corretta realizzazione del progetto, che in altri comuni d’Italia funziona egregiamente”.

Il processo di costituzione della in house è stato lungo e complicato e non privo di dubbi ed incertezze dal punto di vista finanziario, ma Benini e Vergini, in coerenza al programma elettorale 5 Stelle, hanno comunque votato favorevolmente la delibera, prendendosi le proprie responsabilità, consapevoli che questa era “una finestra che difficilmente si sarebbe riaperta una seconda volta, visti i numerosi interessi in gioco, mentre per noi è fondamentale il rispetto del programma ed il benessere dei cittadini”.

“Ci aspettavamo una più dura presa di posizione da parte del sindaco e della giunta su questi tentativi di ingerenza a cui è stato concesso grande risalto mediatico. Una cosa che il M5S non può accettare e ci porta a dare un consiglio a tutti coloro che, in palese conflitto di interesse o non, dovessero ancora continuare a sponsorizzare l’utilizzo o giustificare la presenza degli inceneritori a Forlì: di farsi un esame di coscienza e tacere! Di mettersi al passo con i tempi e studiare i documentati danni che questi impianti producono, entrambi gli inceneritori di Forlì vanno spenti definitivamente e nel più breve tempo possibile! Noi continueremo ad impegnarci in questo senso, ad invitare i cittadini ad attivarsi e a collaborare con tutti coloro che hanno la reale intenzione di difendere la salute delle nostre famiglie e del nostro territorio”, concludono i consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini del M5S di Forlì.

 

La decisione della Regione su Mengozzi è un bluff alle spalle dei Forlivesi che si aspettavano da Bonaccini, come promesso, la chiusura di un inceneritore

camino-mengozzi“Mengozzi aveva chiesto di trattare (cioè incenerire) fino a un massimo di 5000 kg/ora, la Regione ha fissato il limite agli attuali 4000 kg/ora ma ha permesso una flessibilità del 20% che di fatto consentirà alla società di incrementare fino a 5000 kg/ora per 1760 ore anno, ovvero per circa 5 ore al giorno tutti i giorni tutto l’anno, oppure per 73 intere giornate in un anno. Su queste basi nessuno può affermare – come hanno fatto invece giunta regionale e giunta Drei con inutile trionfalismo – che è stata ‘stoppata’ la richiesta di Mengozzi, semmai è vero il contrario!”. Questo il commento a caldo di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

Si tratta della prima reazione politica dei “pentastellati” alla Valutazione di impatto ambientale sull’inceneritore Mengozzi di Forlì, approvata dalla Giunta regionale.
“Ma come verranno misurati questi aumenti di portata oraria? La risposta, poco chiara, è nella delibera regionale: che spiega che “dovranno essere effettuate, in un punto quanto più prossimo possibile alla camera di post combustione, e a valle di questa, campagne periodiche per la misura dei parametri di portata, temperatura, pressione e umidità del flusso gassoso al fine di procedere al calcolo e alla verifica della portata trattata in camera di post-combustione nelle condizioni indagate. La frequenza e la modalità di svolgimento delle campagne sono definite dall’Aia, ovvero la Autorizzazione Integrata Ambientale”. Quindi per fare ulteriori valutazioni dovremo attendere di visionare le reali prescrizioni previste nell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), non ancora disponibile”: spiegano Benini e Vergini.

Dietro queste prescrizioni burocratiche i due consiglieri del Movimento 5 stelle vedono in realtà: “l’ennesima fregatura, visto che abbiamo già sperimentato una situazione simile con la legge regionale sui rifiuti, sulla carta quasi totalmente accettabile, ma poi nella pratica totalmente smentita nei fatti da un piano operativo che ne ha disatteso i principi”.

 

I cittadini forlivesi acclamano Paul Connett in occasione del secondo convegno contro gli inceneritori organizzato dal M5S Forlì

“A casa i politici che non vogliono chiudere gli inceneritori, a casa!!!”: e a questa esortazione di Paul Connett, professore emerito di Chimica ambientale all’Università Saint Lawrence di Canton, New York, candidato al premio Nobel nel 2008, e ideatore della strategia “Zero Waste” (Rifiuti Zero), un boato s’è levato nella sala conferenze dell’Urlo, in via Marcolini a Forlì, teatro del secondo convegno nazionale sul problema dell’incenerimento promosso dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì, serata dal titolo “Cenere sul cielo, Veleno sulla terra”, tema dell’evento: “Senza inceneritori si può!”. Rifiuti zero attraverso quelli che lui ha definito i ‘dieci passi’, filiera del riciclo e stop agli inceneritori: le parole d’ordine di Paul Connett che da anni gira l’Italia in lungo e in largo, incontrando i cittadini di grandi e piccole città (prima di Forlì anche Parma) uniti dalla volontà di trasformare le proprie comunità a partire dai rifiuti, attraverso una gestione sostenibile che possa escludere l’opzione dell’incenerimento. Numerosi richiami al ruolo giocato in questa battaglia da Rossano Ercolini, già vincitore del Goldman Environmentale Prize, maestro elementare, artefice della lotta a contro l’inceneritore di Capannori, oggi il primo Comune Italiano ad adottare i “dieci passi”, e un vero e proprio endorsement a favore del Movimento 5 stelle di Forlì: “In questa battaglia contro l’inceneritore un ruolo importante lo gioca secondo me la passione con cui qui le persone si fanno coinvolgere, perché questa può essere una battaglia frustrante alle volte, e servono sentimenti forti per non arrendersi, i sentimenti e la forza che ho visto in questi ragazzi del Movimento 5 stelle”. “Per arrivare ai ‘Rifiuti Zero’ serve una responsabilità sia industriale, che consiste nel riprogettare i prodotti, sia delle amministrazioni e dei cittadini, che devono impegnarsi nel riciclo, nel riutilizzo e nella riduzione della quantità di rifiuti anche con il metodo del porta a porta: il piano prevede dieci tappe di cui la più importante è quella che impone la creazione di un centro per il trattamento della frazione residua e di un centro di ricerca”: ha spiegato il professore. E poi Paul Connett ha portato l’esempio di molte realtà nel mondo: San Francisco che vede la città californiana a riciclarne ad oggi l’80%; la Spagna, le Filippine, la Scandinavia in prima linea nei sistemi anti-inquinamento, aggiungendo che in tutto il mondo però: “la vera sfida è la sostenibilità. Ciò che lo smaltimento richiede è una separazione iniziale, fatta con la raccolta porta a porta, che separi innanzitutto l’organico, che ad oggi è il vero problema, e che lo trasformi in una risorsa, in compost per l’agricoltura. Pensate che risorsa potrebbe costituire per un territorio agricolo come la Romagna, come Forlì!”. L’obiettivo di “Zero Waste” è quello di progettare la vita delle risorse, raggiungendo una quantità di rifiuti da conferire in discarica uguale a zero, evitando processi di incenerimento e discariche multi/materiale, e questo può avvenire solo seguendo i già citati “dieci punti”: separazione alla fonte, raccolta Porta a Porta, compostaggio, riciclaggio, creazione di un Centro per riutilizzo e riparazione, incentivi economici, iniziative di riduzione rifiuti, impianti di separazione dei residui, responsabilità industriale e per ultima discarica temporanea. Un obiettivo condiviso dal Movimento 5 Stelle di Forlì che ha inserito la strategia “Rifiuti Zero” nel suo programma e da anni combatte contro la presenza dei due inceneritori in città: come hanno spiegato nel corso del secondo convegno nazionale sul problema dell’incenerimento Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri Comunali del M5S di Forlì. Oltre a Connett sono intervenuti: Ruggero Ridolfi (presidente Isde: Associazione Medici per l’Ambiente), Francesco Girardi (A.D. Asa Tivoli Spa, già consulente del Comune di Capannori in Toscana), Rita Bandini (di Bandini Casamenti Srl), Claudio Tedeschi (A.D. Dismeco Srl e componente Commissione Ambiente Confindustria Emilia Romagna), Luigi Gaetti (senatore M5S e Anatomopatologo), Andrea Bertani (consigliere Regionale Emilia Romagna M5S) e Riccardo Bevilacqua portavoce/organizer del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì. Quest’anno il Forum nazionale su rifiuti e inceneritori ha dedicato un approfondimento specifico alle esperienze politico-industriali virtuose ed alle buone prassi anti-incenitoriste, mentre nella prima edizione erano intervenuti esperti, medici e oncologi, responsabili di associazioni e comitati ecologisti ed esponenti del Movimento 5 stelle di tutta la Pianura Padana, l’area più inquinata d’Italia i cui abitanti, come dimostrato da diversi studi internazionali, perdono in media dai 2 ai 3 anni di vita per colpa dell’inquinamento.

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Al via il 2° convegno nazionale sul problema dell’incenerimento promosso dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì: “Cenere sul cielo, Veleno sulla terra – Senza inceneritori si può!”

Paul Connett, il massimo esperto mondiale padre del Dream Team Zero Waste, uno dei massimi oppositori a livello internazionale dell’incenerimento e del conferimento in discarica dei rifiuti urbani, lunedì 4 aprile (ore 20:30 in Via Marcolini, presso L’Urlo) farà tappa a Forlì per una serata dal titolo “Cenere sul cielo, Veleno sulla terra”, il 2° convegno nazionale sul problema dell’incenerimento promosso dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì, tema dell’evento: “Senza inceneritori si può!”.
Paul Connett, professore emerito di Chimica ambientale all’Università Saint Lawrence di Canton, New York, e ideatore della strategia “Rifiuti Zero”, venne in Italia per la prima volta nel 1996 e, ad oggi, sono più di 200 le città, sia piccole che grandi (di recente anche a Parma) che hanno ascoltato i suoi suggerimenti per cambiare lo stile di vita a favore della sostenibilità dell’ecosistema.
Per il M5S di Forlì che ha promosso l’evento: “La strada indicata da Paul Connett e dal Movimento 5 Stelle è l’unica possibile per cambiare il nostro rapporto con le risorse del pianeta e trasformare il problema rifiuti in un’opportunità di crescita e sviluppo. Perchè bruciare i rifiuti significa in prima cosa bruciare denaro pubblico e posti di lavoro, ma anche e soprattutto aumentare il surriscaldamento globale e immettere nell’atmosfera nanoparticelle dannose alla salute. Dobbiamo rovesciare questo sistema ed è un compito che spetta alla politica, anche nella nostra città, un compito che spetta a chi come noi non accetta compromessi nella difesa della salute e dell’ambiente”.
L’obiettivo di “Zero Waste” è quello di progettare la vita delle risorse, raggiungendo una quantità di rifiuti da conferire in discarica uguale a zero, evitando processi di incenerimento e discariche multi/materiale, in dieci punti: separazione alla fonte, raccolta Porta a Porta, compostaggio, riciclaggio, creazione di un Centro per riutilizzo e riparazione, incentivi economici, iniziative di riduzione rifiuti, impianti di separazione dei residui, responsabilità industriale e per ultima discarica temporanea. Un obiettivo condiviso dal Movimento 5 Stelle di Forlì che ha inserito la strategia “Rifiuti Zero” nel suo programma e da anni combatte contro la presenza dei due inceneritori in città.
Oltre a Connett interverranno al convegno altri esperti indipendenti: Ruggero Ridolfi (presidente Isde: Associazione Medici per l’Ambiente), Francesco Girardi (A.D. ASA Tivoli SpA, già consulente del Comune di Capannori in Toscana, il primo Comune Italiano ad adottare i dieci passi verso rifiuti zero), Rita Bandini (di Bandini Casamenti SrL), Claudio Tedeschi (A.D. Dismeco SRL e componente Commissione Ambiente Confindustria Emilia Romagna). Interverranno inoltre anche i seguenti relatori politici: Luigi Gaetti (Senatore M5S e Anatomopatologo), Andrea Bertani (Consigliere Regionale Emilia Romagna M5S), Simone Benini e Daniele Vergini (Consiglieri Comunali di Forlì M5S). Aprirà la serata con un breve intervento Riccardo Bevilacqua portavoce/organizer del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì. La serata sarà moderata da Marco Colonna di SestoPotere.com.
L’anno scorso il primo forum nazionale su rifiuti e inceneritori aveva ospitato esperti, medici e oncologi, responsabili di associazioni di tutela dell’ambiente ed esponenti del Movimento 5 stelle di tutta la Pianura Padana, l’area più inquinata d’Italia (anche per colpa degli inceneritori che forniscono un contributo negativo determinante) e i cui abitanti, come dimostrato da diversi studi internazionali, perdono in media dai 2 ai 3 anni di vita. Quest’anno la seconda edizione dedicherà un approfondimento specifico alle esperienze politico-industriali virtuose, perchè “Senza inceneritori si può!”.

 

Il M5S svela le bugie del Comune di Forlì sulla conferenza dei servizi di Mengozzi! Come sempre solo fumo negli occhi ai cittadini!

 “L’assenza del Comune di Forlì all’ultima seduta della conferenza provinciale dei servizi chiamata a pronunciarsi sul potenziamento del picco di incenerimento dell’impianto per rifiuti speciali ospedalieri Mengozzi  dagli attuali 4mila Kg/ora ai 5mila kg/ora equivale ad un vero e proprio parere positivo! Questo traspare dal rapporto ambientale redatto dalla conferenza dei servizi che include anche il famoso verbale di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi e che nessuno era riuscito prima d’ora ad ottenere, di cui riportiamo in stralcio le parti salienti:

 “Nell’ambito di tale seduta il Comune di Forlì, pur assente in conferenza, ha inviato una nota assunta al prot. n. 869/2016 a firma del Sindaco del Comune di Forlì e dell’Assessore Nevio Zaccarelli, in base ai contenuti della quale La Conferenza ha rilevato che:
…omissis…
non riporta alcun parere motivato
ai sensi della L. 241/90 …omissis… e pertanto non si può configurare come parere negativo o dissenso espresso in Conferenza ai sensi dell’art. 14-quater della L. 241/90 medesima; fermo restando che il progetto presentato da Mengozzi S.p.A. ha ricevuto tutti i pareri favorevoli di competenza del Comune di Forlì (urbanistico, edilizio, paesaggistico, patrimoniale)
…omissis…
ed in materia ambientale, il parere favorevole all’impatto ambientale delle emissioni in atmosfera nella seduta della Conferenza di Servizi del 31 agosto 2015 e il parere favorevole condizionato all’accoglimento dell’aumento di carico orario nella Conferenza di Servizi del 15 dicembre 2015.
…omissis…
Nel corso della Conferenza è pervenuta ad Arpae una nota (PGFC/2016/2496 del 24/02/2016) a firma dell’Assessore Comunale Nevio Zaccarelli, non delegato ad esprimere la volontà dell’Amministrazione Comunale …omissis… che non si configura come dissenso espresso in Conferenza dei Servizi.

L’aver motivato da parte del Comune di Forlì una contrarietà al progetto sulla base delle risultanze dello studio commissionato al Dipartimento di Ingegneria Civile Chimica Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna altro non è che una presa di posizione di facciata, per noi vero e proprio “fumo negli occhi”, che politicamente non risolve i termini della questione: l’inceneritore Mengozzi continuerà a bruciare a pieno regime con relativo aumento di carico orario”: questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, da anni sulle barricate in tema di tutela ambientale.

“Ora la palla passa alla giunta Bonaccini” – aggiunge il consigliere regionale del MoVimento 5 stelle Andrea Bertani. “Chiediamo che il Presidente non si limiti ad una semplice presa d’atto degli esiti della Conferenza di Servizi, che ha forzatamente ritenuto “nel complesso ambientalmente compatibile” l’aumento di portata, ma che tenga conto del fatto che “la Conferenza ha concordato sull’opportunità di inviare le note del Comune di Forlì alla Regione Emilia-Romagna, autorità competente all’approvazione della VIA, unitamente alla bozza di Rapporto Ambientale”. La Conferenza da una parte sconfessa il comune di Forlì, ma dall’altra passa la patata bollente alla regione: ora si apra una riflessione seria riguardo a tutte le criticità sollevate e al fatto che a Forlì esistono ben due inceneritori, non si possono abbandonare i cittadini esposti a così tante fonti di rischio.”

“Da anni – aggiungono i pentastellati – andiamo ripetendo che esiste un mix di responsabilità e debolezza politica degli amministratori comunali di Forlì (da Balzani e Drei, uniti dall’assessore Bellini) in materia di inceneritori Hera e Mengozzi. I tanti ritardi, i tanti silenzi non ci hanno mai tratto in inganno, e ricordiamo: la raccolta porta a porta al rallentatore, non capillare e incompleta, che, anziché essere economicamente vantaggiosa come accade in tutto il mondo è assolutamente non competitiva; l’aver sbagliato i tempi non cogliendo già nel 2012 l’opportunità di creare un gestore di rifiuti “in house” seguendo la strada che da Atersir ha portato direttamente ad Hera, con tutto quello che ne è conseguito i termini di costi insostenibili per la collettività; il non aver esercitato una seria pressione sulla giunta Regionale dell’Emilia-Romagna che, a differenza di altre Regioni a noi vicine (Lombardia, Marche e Veneto) non ha impugnato il decreto Sblocca Italia che prefigura un disastro ambientale senza precedenti e il non aver mai sollecitano gli organismi statali a ratificare la convenzione di Stoccolma che prevedeva il divieto di produzione e d’immissione nell’ambiente di inquinanti tossici e persistenti come le diossine”.

“La giunta Drei, come la precedente giunta Balzani, non è credibile quando afferma di fare il possibile contro gli inceneritori e a tutela della salute del cittadino… figuriamoci quando addirittura vorrebbe far credere di essere contraria agli inceneritori! Ecco perché riteniamo la loro partecipazione alle iniziative contro gli inceneritori che si sono svolte in città soltanto come “fumo negli occhi”. Mentre ben altro fumo, quello degli agenti inquinanti sprigionati dai loro camini continua ad inquinare acqua, aria, suolo avvelenano quotidianamente la nostra salute”: aggiungono i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

“Come possiamo offrire sostegno ed una legittimità politica agli esponenti di un’amministrazione comunale che parla di società post-incenerimento ma contemporaneamente subisce i tempi lunghi per lo spegnimento dell’impianto Hera e, soprattutto, non si è mai attivata sul controllo a ciclo continuo delle matrici ambientali, vegetali e animali del territorio contaminate dalle diossine, che non ha mai chiesto l’attivazione di un necessario biomonitoraggio del latte materno per mappare le zone più inquinate del territorio forlivese?”.

 “A nostro parere è necessario prendere le distanze da questi politici; c’è invece bisogno di una sincera rivoluzione collettiva lontana da ogni strumentalizzazione partitica. Siamo convinti che la battaglia si vinca passando ai fatti, modificando le leggi e chiedendo agli amministratori di pronunciarsi senza tentennamenti sul tema, chiedendo conto delle politiche ambientali ad Hera; il Pd non è in grado di farlo, spaccato com’è in due o più parti a livello locale, regionale e nazionale!”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Inceneritori di Forlì, Benini: “Rischio per la salute. Perché non spengono gli impianti? Per scelte coraggiose, servono persone coraggiose”

Alla partecipata assemblea pubblica al Foro Boario dal titolo “Inceneritori a Forlì di rifiuti ospedalieri e rifiuti urbani: quali prospettive di miglioramento della qualità ambientale per la nostra Città?”, promossa dal Comitato di Quartiere Pianta Ospedaletto Coriano, sono intervenuti numerosi attivisti del Movimento 5 stelle. Nel corso della serata ha preso la parola il consigliere comunale Simone Benini che ha parlato delle conseguenze ambientali dell’esistenza a Forli degli impianti di incenerimento Mengozzi ed Hera: uno per rifiuti ospedalieri e l’altro per rifiuti soliti urbani.
“Gli effetti sulla salute umana degli impianti di incenerimento, che sarebbe meglio chiamare cancro-valorizzatori sono noti: linfomi Non Hodgkin e neoplasie polmonari in aumento e la mortalità per tutti i tipi di tumori in aumento per la popolazione femminile, così come l’accumulo delle diossine lungo la catena alimentare. Fattori di rischio che vennero evidenziati e indicati nella petizione che 400 medici di Forlì presentarono al sindaco per chiedere una diversa gestione dei rifiuti e lo stop all’ampliamento degli impianti, un obiettivo che non fu raggiunto. Ed oggi come allora: soltanto parole. Manca l’intervento risolutivo”: ha notato Simone Benini.
“Perchè chi sostiene (a parole) di voler difendere la salute umana non si attiva oggi, subito, a disporre un immediato monitoraggio in continuo della qualità ambientale? Perchè il sindaco Drei non promulga un’immediata ordinanza per la tutela della salute dei cittadini forlivesi? Perchè non si adottano strumenti di garanzia per la prevenzione primaria?” ha chiesto Benini che ha ricordato come l’inceneritore Hera raggiungerà la sua fine vita soltanto nel 2025.
“Da quando è stato costruito non è mai stato depotenziato e anzi ha subito vari ampliamenti, ogni volta con più potenza di incenerimento!”: ha concluso il consigliere comunale Simone Benini.
Il Movimento 5 stelle di Forlì ha poi denunciato episodi di “intolleranza politica” registratisi nel finale dell’assemblea sugli inceneritori: “alcune persone hanno preso e stracciato i nostri volantini che ricordavano come la maggioranza Pd in consiglio comunale avesse votato contro la nostra mozione che impegnava a raggiungere l’obiettivo “rifiuti zero”, un vero e proprio piano di gestione che puntava ad “affamare” seriamente l’inceneritore Hera di Forlì.

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Inceneritore Forlì, M5S: “tutto fumo e niente arrosto” Come volevasi dimostrare, la tanto attesa chiusura dovrà attendere…

“Prendiamo atto che l’assessore regionale Paola Gazzolo e il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che hanno sfilato per l’ennesima volta ieri in Municipio fra i flash dei fotografi, non hanno fornito alcuna rassicurazione sull’annunciata chiusura di almeno uno dei due inceneritori di Forlì. Anzi ci hanno comunicato due notizie che non rassicurano. La prima è che nel caso si proceda allo spegnimento entro il 2018 dell’inceneritore di Ravenna il trasferimento di una parte dei rifiuti toccherà proprio all’impianto di Forlì. La seconda notizia è che il cosiddetto termovalorizzatore di Forlì manterrà la capacità massima di trattamento attualmente autorizzata di 120 mila tonnellate annue per i prossimi 5 anni. Ovvero, dal nostro punto di vista, soltanto pessime notizie per i cittadini forlivesi”: è il commento di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.
Secondo gli esponenti pentastellati l ‘ “ennesima promessa” del governatore Bonaccini e dell’assessore Gazzolo di raggiungere “l’obiettivo di arrivare al mantenimento in funzione di un inceneritore soltanto a Forlì” altro non è che “fumo negli occhi”.
“Siamo molto preoccupati e perplessi per la contentezza manifestata dagli amministratori del Pd di aver evitato il potenziamento al massimo strutturale soltanto per i prossimi 5 anni. Quindi l’ inceneritore di Forlì per gli ultimi anni di vita (forse il 2025, come da decreto attuativo “sblocca italia”), brucerà ed inquinerà alla sua massima potenza, come voluto dal Presidente del Consiglio Renzi (PD) e da tutto l’entourage PDdino in Regione, dove non si è nemmeno provato ad osare una legge innovativa, visto che gli inceneritori rimangono delle industrie insalubri ma “privilegiate” dal punto di vista economico”: aggiungono i  consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.
“E ci lasciano perplessi soprattutto le parole del presidente di HERAmbiente, Filippo Brandolin, che avrebbe considerato come “assolutamente marginale” l’apporto delle emissioni in atmosfera dell’inceneritore del loro gruppo nella fase di emergenza nazionale per la cappa di smog che fino a pochi giorni fa ristagnava nella pianura Padana ed anche a Forlì, ovviamente. Perchè a nostro parere le sostanze prodotte dalla combustione di incenerimento sono – anche al di sotto dei limiti di legge – comunque nocive e pericolose per la salute umana e l’equilibrio ambientale, come ci ha più volte ricordato l’Associazione dei Medici per l’Ambiente, e l’oncologa Patrizia Gentilini, in particolare”: ricordano Simone Benini e Daniele Vergini.
“E mentre apprendiamo che la stessa HERAmbiente ha completato in queste ore l’acquisizione di alcuni rami d’azienda ambientali da Geo Nova Spa (l’ azienda di Treviso che si occupa della raccolta, cernita, pretrattamento e stoccaggio di rifiuti riciclabili di varia provenienza e che ha trattato complessivamente una mole di 150 mila tonnellate di rifiuti soltanto nel 2014) continuiamo a ritenere politicamente rilevante e per noi ininfluente quella che lo stesso sindaco Drei ha chiamato un’ “alleanza” fra il Comune di Forlì e la Regione. Una convergenza politica all’insegna del motto “la società post-incenerimento” che a nostro parere altro non è che un semplice e vuoto slogan da dare in pasto ai cittadini. Visto che oggi, come per i prossimi 5 anni, una cosa è sicura: gli inceneritori funzioneranno a pieno regime e il Gruppo Hera e le sue derivate si rafforzano nel business dei rifiuti”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Mengozzi: non solo non si deve ampliare, ma si deve chiudere! Non si fa “business” sulla salute dei cittadini

Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forli’ bocciano la richiesta presentata dalla ditta Mengozzi di aumentare il carico orario dei rifiuti, passando dagli attuali 4.000 kg/h attualmente autorizzati, a 5.000 kg/h. Un parere che dovrà essere esaminato lunedi’ mattina dalla conferenza dei servizi convocata a Palazzo della Provincia. E proprio in piazza Morgagni la mattina del 31 agosto si terra’ una manifestazione del Forum contro gli inceneritori di Forli’ a cui partecipera’ compatto il Movimento 5 Stelle di Forli’. I due consiglieri pentastellati ironizzano sul tardivo parere contrario avanzato dalla giunta Drei, che ha giustificato il diniego appellandosi al principio di  precauzione: “una solerzia dimostrata con Mengozzj  – scrivono in una nota Benini  e Vergini – e che non e’ stata sfoderata in egual modo  contro Hera, e nell’ assoluto disinteresse a difendere gli interessi di Forli’ a Bologna e in Regione che emerge ogni giorno di piu’ che il sindaco non si risolve a nominare un nuovo assessore all’Ambiente in sostituzione di Bellini . Forli’ non ha voce e l’inquinamento non aspetta”.

 

Via libera allo smaltimento nella nostra regione dei rifiuti dalla Liguria: disatteso l’indirizzo del consiglio comunale di Forlì aveva impegnato la Giunta a non fare eccezioni in caso di emergenza!

L’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo ha confermato che i rifiuti provenienti dalla Liguria saranno portati negli impianti di incenerimento dell’Emilia-Romagna, 200 tonnellate al giorno per un termine massimo di 90 giorni. Nella stessa occasione – un vertice a Bologna – la stessa Gazzolo ha dichiarato che tutti i territori provinciali hanno espresso un “orientamento positivo” a questa operazione vista anche “la dimensione limitata dei rifiuti da smaltire, la scadenza certa e la non reiterabilità della richiesta”. I termini completi e l’indicazione degli inceneritori che dovranno farsi carico di smaltire i rifiuti liguri (si parla di Piacenza o Parma) saranno forniti a breve dalla stessa Regione dopo che saranno consultati anche i capigruppo dell’Assemblea legislativa.
“Ci troviamo costretti a ribadire la nostra perplessità sull’intera operazione e vorremmo ricordare agli amministratori regionali del Pd che stanno portando a termine questa operazione che siamo la regione d’Italia dove si respira l’aria peggiore e non possiamo consentire che invece di andare verso una progressiva diminuzione dei rifiuti bruciati e la definitiva chiusura di tutti gli inceneritori si continui ad aumentare la loro capacità o a farli funzionare più del previsto con la scusa di risolvere emergenze ambientali di chi – come in questo caso la Liguria – non ha messo al centro delle proprie politiche il corretto smaltimento dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata ed il riciclo”: affermano in una nota Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del M5S di Forlì che sottolineano l’incongruenza della stessa Regione che appena pochi giorni fa aveva sbandierato il fatto che non avrebbe più ricevuto rifiuti da fuori i propri confini, salvo situazioni eccezionali e limitate nel tempo: “che si sono immediatamente verificate incrementando, in deroga alle autorizzazioni vigenti, la capacità di incenerimento e dunque di inquinamento della nostra aria”.
Riguardo al patto tra Emilia-Romagna e Liguria, perfetta sintonia, dunque, del Movimento 5 stelle di Forlì con i consiglieri regionali del M5S che per voce di Gian Luca Sassi avevano dichiarato: “Dire di sì a questo accordo è semplicemente da irresponsabili. Anche perché non c’è al momento nessuna garanzia che si tratti di bruciare dei rifiuti una tantum. La Liguria non ha un piano efficiente e di certo l’emergenza in cui sono piombati non si esaurirà grazie al nostro soccorso. Senza contare che visto che in Italia le emergenze legate ai rifiuti sono all’ordine del giorno presto ci troveremo ad affrontare dei casi analoghi”.
Infine, nel merito, i consiglieri del Movimento 5 stelle di Forlì si chiedono se sia vero – come sbandierato dall’ufficio stampa della Regione – che tutti gli assessori interessati, compreso dunque Bellini, della Giunta comunale di Forlì, hanno concesso il via libera allo smaltimento nella nostra regione dei rifiuti dalla Liguria: “Si tratterebbe di un suo “tradimento” dell’impegno assunto in consiglio comunale a non accogliere nel nostro territorio rifiuti venuti da fuori. L’ennesima prova – aggiungono i consiglieri comunali del M5S di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini – dell’ambiguità giocata dalla giunta Drei verso i propri elettori, la giunta Regionale e le società che inceneriscono come Hera: a parole combattute e nei fatti sostenute!”. Sempre in tema di rifiuti da segnalare che nella seduta del Consiglio Comunale di martedì è stata approvata, con un emendamento del PD, una mozione del M5S sull’incentivare stoviglie lavabili/compostabili nelle feste cittadine: “Forse hanno capito che bocciare a prescindere mozioni condivisibili e di buon senso, come era accaduto nel caso del nostro testo sui “Rifiuti Zero” non paga… meglio tardi che mai!”: concludono Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Rifiuti, già emergenza in deroga alle promesse della Regione?! in arrivo 60.000 tonnellate dalla Liguria?!

“Come volevasi dimostrare gli inceneritori dell’Emilia-Romagna accoglieranno i rifiuti da altre regioni d’Italia. La prima che s’è fatta avanti è la Liguria ed i contatti fra i due governatori Giovanni Toti e Stefano Bonaccini sembra che siano già in fase avanzata, tanto che si parla di un accordo che i due presidenti stipuleranno entro 10 giorni per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti venutosi a creare in Liguria.“
“Altro che spegnere i camini Hera ed Iren… qui si continua a farli lavorare a pieno regime! Le nostre riserve erano fondate e così come le nostre considerazioni che nulla in Italia sia più definitivo e incombente delle emergenze che – per incapacità dei governanti – diventano cancrene definitive!”: commentano così i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Simone Benini e Daniele Vergini, la notizia rimbalzata in queste ore nei mass media sul pre-accordo fra Liguria ed Emilia Romagna per smaltire nei termovalorizzatori ‘Hera’ e ‘Iren’ della nostra regione i rifiuti della vicina terra governata da Toti.
Chiediamo agli amministratori locali che confermino o smentiscano le notizie che stanno circolando. Chiediamo che si interpongano con la Regione per far valere i principi di precauzione e di tutela della salute pubblica facendo diminuire e non incrementare le masse di rifiuti avviate ad incenerimento e soprattutto chiediamo che l’inceneritore prescelto per eliminare le 60.000 tonnellate di rifiuti liguri che verrebbero accolti in Emilia-Romagna non sia quello di Forlì”: aggiungono Simone Benini e Daniele Vergini.
“Avevamo visto giusto quando manifestammo perplessità per le dichiarazioni degli assessori regionali del Pd all’indomani dell’accordo con Hera ed Iren. Ci avevano detto che il patto con le multiutility prevedeva di limitare l’utilizzo degli impianti unicamente per assicurare l’autosufficienza regionale, secondo le esigenze dei rispettivi ambiti territoriali di gestione, e nemmeno poche ore dopo ci troviamo già a discutere di accogliere tonnellate di rifiuti provenienti da fuori regione per motivi di emergenza!”.
“Avevamo visto giusto anche quando evidenziammo che nel documento della Regione sulle politiche dei rifiuti non c’era accenno alcuno alla chiusura degli inceneritori ma si enunciavano solo dichiarazioni di principio che, a nostro parere, non avevano e non hanno alcun valore”: aggiungono Benini e Vergini che lanciano un’ultima accusa: “la Regione prima di fare accordi con i gestori avrebbe dovuto consultarsi con i territori, cosa che non è avvenuta. Così come non vi è stata la necessaria trasparenza e comunicazione alla cittadinanza da parte degli enti pubblici coinvolti (Comune e Provincia) dei particolari della richiesta di Hera di implementare il contratto di smaltimento. Di questo passo la società post incenerimento di cui si riempiono la bocca Drei e Bellini altro non sarà che uno slogan ad effetto, ma vuoto di significato”.

PS: abbiamo presentato un question time sull’argomento