Il “quorum zero” è nel nostro DNA

quorum-zeroIl Movimento 5 Stelle di Forlì coglie con favore la proposta di “quorum zero” formulata dal Comitato Referendum Forlì che consiste nell’azzeramento di qualsiasi tipo di quorum nei referendum comunali e nello sviluppo di nuove tecnologie di consultazione, come “petizioni web”, che permettano una valutazione sull’azione amministrativa da parte dei dei cittadini in modo rapido, semplice e formalmente valido. “Tali proposte sono da sempre nel DNA del M5S e non mancheremo di prevederle esplicitamente nel nostro programma per le amministrative 2019; ringraziamo tutte le associazioni o singole persone che contribuiscono a sottolineare l’importanza del coinvolgimento dei cittadini nella cosa pubblica. Allo stesso tempo condanniamo le azioni della maggioranza consiliare che, al contrario, svilisce in ogni occasione possibile i tentativi di partecipazione dei forlivesi, ultimo fra tutti il rifiuto di prendere una posizione chiara con un voto in Consiglio sulla petizione che chiedeva di estendere il trasporto pubblico nei quartieri Pievequinta-Caserma-Casemurate, firmata da 400 abitanti della zona“, è il commento di Daniele Vergini e Simone Benini Consiglieri Comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì

 

Iscrizione all’albo degli scrutatori e all’albo dei presidenti di seggio

Come sapete l’anno prossimo sarà un anno importantissimo per le elezioni politiche. Ricordiamo che ottobre è il mese in cui si può fare domanda per essere inseriti nei due albi, nello specifico:

  • scrutatori dal 1 Ottobre al 30 Novembre
  • presidenti di seggio dal 1 Ottobre al 31 Ottobre

La domanda può essere presentata SOLO in quel lasso temporale!

Inscrutatorivitiamo tutti i simpatizzanti 5 Stelle ad aderire per avere la possibilità di essere presenti a presidiare e garantire la correttezza delle future elezioni

I moduli e le istruzioni sono presenti sul sito del Comune qui per gli scrutatori e qui per i presidenti di seggio.

Per qualsiasi dubbio non esitate a contattarci o a contattare l’ufficio elettorale del Comune allo 0543712335

NOTA BENE: il compito di scrutatore o presidente di seggio consiste nell’eseguire le operazioni necessarie per far funzionare i seggi elettorali, è retribuito e viene svolto in rappresentanza dello Stato e non di una specifica forza politica. I rappresentanti delle forze politiche sono i “rappresentanti di lista”, che vengono designati immediatamente prima di ogni elezione, tale compito non è retribuito a differenza dei precedenti e consiste nel mero controllo della correttezza delle operazioni del seggio.

IMPORTANTE: Forse non tutti sapete che gli scrutatori vengono nominati dai partiti a partire dai nomi presenti sull’albo. Ci teniamo quindi a precisare che il M5S Forlì, a differenza delle altre forze politiche, ha scelto di non nominare gli scrutatori ma di sorteggiare la propria “quota”, visto che si tratta di un lavoro retribuito con un piccolo rimborso spese, riteniamo di dover evitare lo “scambio clientelare” al quale si abbassano le altre forze politiche anche per cifre così piccole.

 

I comitati di quartiere non agiscano da “sentinelle dei partiti” ma siano più responsabili nei confronti delle esigenze del proprio territorio

Malmissole“I comitati di quartiere sono veramente neutrali? Questa è stata la prima domanda che ci siamo fatti come Consiglieri comunali dopo aver letto il comunicato (non firmato) inviato a nome del “Coordinamento dei 14 Quartieri Area Nord” che esprime un sostegno incondizionato al comitato di quartiere di Malmissole”, si legge in una nota firmata dai Consiglieri Comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“Se per neutralità si intende la condizione di chi non opera e non prende posizione in favore di alcuna delle parti coinvolte in una contesa, allora spiace constatare come non ci stata una vera neutralità. Questo ovviamente non vale per tutti i quartieri ma per molti di essi, come abbiamo potuto constatare nelle numerose assemblee del “Movimento in Ascolto” da noi svolte sul territorio da un anno a questa parte. Ed oltre a questa assenza di neutralità la cosa più grave è che i quartieri di fatto “non funzionano”, la colpa principale di tutto ciò risiede nell’amministrazione comunale che, nonostante la solita propaganda, non ha ancora fornito loro gli strumenti e le risorse necessarie per un adeguato funzionamento.”

“Abbiamo sempre sostenuto l’importanza dei Comitati di quartiere come organismi di partecipazione territoriale per far emergere dal basso istanze, pareri, e progettualità che trovino il necessario ascolto, sia da parte di chi amministra, che da parte di chi rappresenta un’opposizione libera, indipendente e volenterosa di esprimere a pieno il proprio mandato” – ricordano i due pentastellati – “Come riportato nel Regolamento Comunale, il fine Quartieri è quello di rendere partecipe la cittadinanza alle scelte della comunità. Il Comitato di quartiere dovrebbe farsi interprete e promotore dei bisogni del territorio tramite segnalazione delle problematiche emergenti e soprattutto fungere da collegamento tra cittadini e pubblica amministrazione. Tutto questo è stato fatto oppure è rimasto sulla carta?”, è la domanda che Vergini e Benini rivolgono alla cittadinanza.

“A seguito di quanto emerso durante il confronto libero e democratico nell’evento da noi organizzato, nel quale sono state esposte sia le posizioni contrarie che quelle favorevoli, il comitato di quartiere non ha smentito di aver partecipato a riunioni progettuali con i promotori che non sono state comunicate ai residenti, mancando così alla propria funzione. Mentre il comitato attendeva che i tempi “fossero maturi” per i promotori del progetto invece le idee erano già chiare e quelle riunioni le consideravano già operative della fase progettuale. Non ci sembra che questa sia la neutralità di cui dovrebbe essere garante il comitato in quanto una delle due parti era decisamente più informata ed avvantaggiata. Secondo noi informare tempestivamente e con trasparenza i propri cittadini e avere il loro riscontro non è mai controproducente, ma anzi un atto dovuto, utile a chiarire fin da subito eventuali criticità, fraintendimenti o incomprensioni. Se poi aggiungiamo a tutto questo il tentativo operato dall’amministrazione comunale di occultare la petizione inviata al consiglio allora il quadro è completo.”

“Queste ultime polemiche non possono che portarci a ricordare l’esposto fatto al Prefetto nel 2015 da tutte le forze politiche, anche di maggioranza ad esclusione del Pd, in cui si metteva in forte dubbio l’apartiticità dei futuri comitati alla vigilia delle votazioni, seguita dai proclami trionfalistici dell’allora assessore alla Partecipazione Sara Samorì sull’inaugurazione di una nuova stagione di partecipazione popolare, nonostante il flop di meno del 5% dei votanti rispetto agli aventi diritto.”

“Invece di parlare di maltrattamenti, speriamo che gli organi dei quartieri utilizzino questa vicenda in maniera costruttiva come un’occasione di crescita e di consapevolezza delle loro funzioni e soprattutto che non agiscano da “sentinelle dei partiti” ma siano più responsabili nei confronti delle esigenze del proprio territorio”, concludono i pentastellati.

 

Malmissole, grande partecipazione all’evento di ascolto organizzato dal M5S

Il M5S di Forlì esprime la propria soddisfazione per l’organizzazione dell’evento “Movimento in Ascolto” a Malmissole/Barisano e quartieri limitrofi sul tema della Casa della Speranza che ha visto un’ampia partecipazione, circa 150 persone, ed ha garantito un corretto confronto dando ampia voce ad entrambe le posizioni. “Come Movimento 5 Stelle non abbiamo mai messo in discussione il recupero della persona, anzi riteniamo sia un aspetto fondamentale – ricordano Simone Benini e Daniele Vergini consiglieri comunali del M5S Forlì – Ma ancor prima del merito è stato sbagliato il metodo con il quale il progetto è stato, di fatto, calato dall’alto senza coinvolgere prima la cittadinanza, non si può avviare un progetto con un impatto del genere senza ottenere la condivisione e l’accettazione da parte delle persone che vivono in quel territorio. Questa oggettiva mancanza di trasparenza, di informazione preventiva e di coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che ha contraddistinto questo caso è innegabile e domina purtroppo l’azione politica sul territorio locale da anni, tutto questo deve terminare e deve essere finalmente garantita una reale partecipazione!”.

I promotori della petizione e della contrarietà al progetto durante la serata hanno ribadito l’assenza di coinvolgimento e di condivisione, che permane tuttora nella poca chiarezza sulle modalità, gli impatti, i contributi economici pubblici, e soprattutto sul motivo per cui si insista nell’individuare il luogo scelto per il progetto nella canonica, non è ritenuta idonea dalla popolazione.

L’Associazione Papa Giovanni XXIII, tra i promotori del progetto, attraverso la parola e la testimonianza di vari responsabili delle proprie Case intervenuti durante la serata hanno posto la propria enfasi sul recupero delle persone ma hanno anche dato testimonianza che questo progetto può avere senso e ottenere risultati solo all’interno di una comunità che sposi il progetto e sia essa stessa in prima persona a coinvolgere e controllare i detenuti. Altrimenti il progetto è comunque destinato a fallire. Hanno inoltre dovuto prendere atto, probabilmente per la prima volta, di aver sottovalutato l’aspetto informativo durante la fase progettuale.

“Ci auguriamo che questo primo confronto sia stato utile come primo passo per ricucire una forte spaccatura nella piccola comunità, il prossimo passaggio sarà il dibattito pubblico in commissione consiliare sulla petizione, che speriamo venga calendarizzata a breve – ricordano Benini e Vergini – invitiamo ad assistere tutti i cittadini dei quartieri coinvolti, la Papa Giovanni XXIII e tutte le realtà coinvolte, compreso il Vescovo”.

“Un evento come il nostro l’avrebbe dovuto organizzare l’Amministrazione comunale, invece come al solito assente ed il cui unico atto è stato quello di tentare di gestire nelle ‘private stanze’ una petizione popolare destinata al consiglio comunale. Ci sono state inoltre carenze anche da parte del Comitato di quartiere che non è stato in grado di fornire una preventiva e capillare informazione alla cittadinanza, problematica ricorrente in tutte le nostre assemblee itineranti e sulla quale abbiamo già intrapreso diverse azioni in sede di consiglio comunale affinché vengano dati ai quartieri gli strumenti per poter assolvere al loro compito e diventare un reale strumento di partecipazione, e non (come vorrebbe il Pd) di ‘sorveglianza’”, concludono i pentastellati.

 

Malmissole, Casa della Speranza o della Discordia? M5S: “No a progetti calati dall’alto, decidano i cittadini”

VolantinoMalmissoleIl Movimento 5 Stelle torna sulla vicenda della Casa della Speranza di Malmissole dopo aver portato la vicenda al centro del dibattito pubblico denunciando pubblicamente, qualche settimana fa, il tentativo di occultare al Consiglio Comunale la petizione inviata da più di 500 abitanti del quartiere e di quelli limitrofi.

“Ancor prima del merito è sbagliato il metodo con il quale il progetto è stato di fatto calato dall’alto senza coinvolgere prima la cittadinanza, non si può avviare un progetto con un impatto del genere senza ottenere la condivisione delle persone che vivono in quel territorio – spiegano Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì – al contrario noi, che facciamo della partecipazione una delle nostre stelle polari, invitiamo gli abitanti dei quartieri Malmissole, Barisano, Poggio, Roncadello, San Giorgio a intervenire numerosi al prossimo appuntamento del “MoVimento in Ascolto” che si svolgerà, nonostante i numerosi ostacoli posti dal Comune, lunedì 22 maggio in via Trentola n. 68, dalle ore 21:00, presso l’azienda agricola Casadei, per riflettere e discutere insieme sulla Casa della Speranza e su eventuali altre problematiche. Incontro che abbiamo voluto nell’ambito della nostra iniziativa itinerante per ascoltare la voce dei quartieri, troppo spesso abbandonati nell’assoluto disinteresse di chi ci amministra”.

Sulla vicenda di Malmissole, il messaggio di una larga parte residenti è stato chiaro: l’eventuale presenza dei detenuti è vissuta con forte disagio e grandi preoccupazioni. Il luogo scelto per il progetto della Casa della Speranza non è ritenuto idoneo e sta creando una forte spaccatura nella piccola comunità e si teme che possa portare ad un peggioramento del senso di sicurezza, già di per sé precario, percepito dai residenti.

“Stiamo assistendo ad una spaccatura della comunità dei residenti, alimentata proprio dall’insistenza della Diocesi nel procedere su scelte non condivise con la popolazione, cosa che ha messo su due posizioni contrapposte gli abitanti, con conseguenze che possono generare nel tempo dolorose ferite all’interno della comunità”, è la preoccupazione espressa dai due consiglieri 5 Stelle. “Come si può sostenere di aver adeguatamente informato gli abitanti quando in realtà sono stati contattati solo parrocchiani ed i referenti del quartiere che a quanto pare non si sarebbero occupati di trasferire l’informazione la popolazione residente?”

“Inoltre – continuano i pentastellati – ci giunge voce che la Diocesi usufruirebbe di fondi per ristrutturare i locali della canonica della chiesetta di Malmissole per adibirli, appunto, all’accoglienza dei detenuti a fine pena; ma se l’obiettivo del progetto è veramente quello caritatevole, crediamo sia da considerare come alternativa  la proposta del comitato dei residenti di realizzare l’iniziativa in altri luoghi meno invasivi e centrali per la vita di paese, ad esempio in una tenuta agricola anch’essa di proprietà della Diocesi.

“L’Amministrazione comunale pur negando ufficialmente il proprio coinvolgimento ha attivato l’instancabile assessore Mosconi per gettare acqua sul fuoco, nel tentativo di appoggiare gli interessi della Diocesi e delle associazioni a lei vicine piuttosto che i diritti e la volontà di tutti i cittadini. D’altronde non è un mistero l’ispirazione e trazione “democristiana” di questa maggioranza. Noi dal canto nostro rinnoviamo l’invito ad una rapida calendarizzazione della discussione della petizione, che speriamo non necessiti di “tempi biblici” per essere finalmente portata in aula!”, concludono i Consiglieri Comunali Vergini e Benini.

 

Aeroporto, M5S: “Drei rinuncia a coinvolgere i cittadini con il “piano B”, una scelta priva di buon senso”

“Accogliamo con piacere la nuova spinta delle Associazioni di categoria romagnole in merito alla annosa questione dell’aeroporto Ridolfi, riportata alla ribalta dalla stampa locale, stimolata della nostra richiesta al Sindaco di instaurare un processo partecipativo con l’obiettivo di dare finalmente una destinazione d’uso sostenibile ed economicamente autosufficiente dell’area aeroportuale.” si legge in una nota dei consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del M5s di Forlì

Quella di una regia regionale, che punti a sviluppare ed integrare Bologna e la Romagna per cogliere le opportunità di sviluppo, è sicuramente una strada percorribile per un ultimo tentativo di riapertura ma per i consiglieri 5 Stelle, questa non è l’unica possibilità: “Si può e si deve innescare un “processo partecipativo” quale strumento facilitatore per permettere una discussione ampia e condivisa sulle potenzialità dell’area mettendo sul piatto tutte le opzioni, nessuna esclusa, quindi considerando sia le ipotesi favorevoli che contrarie alla riapertura ai voli civili dello scalo, e lasciando la decisione finale ai cittadini.”, affermano i consiglieri Vergini e Benini.

“Ricordando che l’aeroporto Ridolfi rimarrà in ogni caso parzialmente utilizzato ai fini del volo per l’Enav, l’area è un patrimonio pubblico da recuperare e valorizzare mentre oggi versa in una situazione di degrado e abbandono causati dal fallimento dei due ultimi tentativi di gestione dell’aeroporto quali la bancarotta di SEAF e la recente revoca della concessione ad Air Romagna, e tutto ciò manifesta una evidente e sconcertante mancanza di soluzioni da parte di tutti i livelli istituzionali coinvolti, compresa la rappresentanza parlamentare di riferimento dell’on. Marco Di Maio del Pd, che solo tre anni fa aveva parlato di “progetto solido”, per poi rimangiarsi totalmente la parola.”, spiegano Vergini e Benini.

“Visti i fallimenti del passato ed i circa 40 milioni di euro di soldi pubblici buttati, è stato ancor più spiacevole e deprimente assistere alla chiusura totale del sindaco Drei al confronto con i propri cittadini, arroccandosi dietro l’impossibilità di poter avviare il processo partecipativo perché “l’Aeroporto è ancora in mano agli Enti Governativi”. Non riteniamo che questo fosse un impedimento all’avvio del processo, al contrario questa era senz’altro un’opportunità da cogliere, e la chiusura del sindaco denota una mancanza del buon senso che dovrebbe avere ogni amministratore e ogni buon padre di famiglia”, rispondono al Sindaco Drei i Consiglieri 5 Stelle.

“Il processo partecipativo avrebbe permesso a tutti i portatori di interesse di mettere in campo le energie migliori, esperti, esperienze, studi, tutto il necessario per imbandire un tavolo condiviso, in modo da fornire gli ingredienti per ottenere il miglior risultato.”

Lo strumento, normato dalla legge regionale dell’Emilia Romagna n. 3/2010, è stato appositamente ideato affinché tutti i portatori di interesse (nel nostro caso: cittadini, Comune Forlì, Unione dei Comuni Forlivesi, Regione ER, SAB, AirRiminum, lavoratori dipendenti, sindacati, Enav, Enac, associazioni di categoria, comitati, eventuali cordate di imprenditori, ecc) vengano portati nello stesso ambiente di lavoro per confrontarsi, discutere e condividere scelte, percorsi, responsabilità e risultati, uno strumento che promuovere il diritto/dovere alla partecipazione attiva dei cittadini per l’elaborazione delle politiche locali.

“Il M5S, che ha nel suo DNA la democrazia diretta, è ovviamente favorevole a questi strumenti, siamo invece stupiti di come un’Amministrazione, che si dichiara democratica, non lo utilizzi praticamente mai e continui a preferire le scelte calate dall’alto, decise da pochi ed imposte a tanti”, concludono i due consiglieri del M5S.

 

Nuova sala ai Portici per il Meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì

serata-5-stelle-ai-porticiIl Meetup di Forlì, Amici di Beppe Grillo, da giovedì 4 maggio si riunisce in una nuova sala in via Bonali nr. 60, presso il Centro Commerciale “I Portici”. Il luogo non è casuale: il percorso di “Ascolto” del Movimento 5 Stelle, che si propone di essere presente nel territorio facendo tappa in ogni quartiere della città per rilevare le problematiche ed i disagi dei cittadini residenti, ha avuto il suo battesimo proprio qui. Una tra le aree di Forlì che presenta maggiori criticità, per le numerose segnalazioni di degrado che hanno avuto notevole risonanza mediatica.
La presenza di un nuovo punto di aggregazione nella zona ed il “movimento” più frequente di persone daranno un piccolo contributo a contrastare il degrado che al contrario avrebbe vita più facile in uno spazio abbandonato.
Nella nuova sala si svolgeranno diverse attività: le assemblee del Meetup, a cadenza regolare ogni primo e terzo giovedì del mese con la presenza dei portavoce del M5S, Daniele Vergini e Simone Benini,  le riunioni dei Gruppi di Lavoro Tematici in cui si potrà discutere, confrontarsi, proporre idee e progetti su qualsiasi aspetto della vita cittadina e non solo, ed infine sarà un luogo in cui si svolgeranno anche incontri, con la presenza di esperti, di approfondimento, di informazione, di divulgazione sui temi di attualità e di interesse politico. Il nuovo centro accoglierà, oltre a tutti coloro che vorranno prendere parte attiva nel collaborare, proporre, contribuire a migliorare la nostra città, anche chi vorrà portare all’attenzione del M5s di Forlì segnalazioni e problematiche del territorio di interesse collettivo.

 

Casa della speranza di Malmissole, M5S: “il comune “occulta” la petizione e ci nega la sala di quartiere”

MalmissoleE’ notizia di qualche settimana fa l’annuncio del progetto “Casa della Speranza” che dovrebbe svilupparsi nel quartiere di Malmissole, piccola frazione del forlivese di circa 500 abitanti. Dalle notizie trapelate il progetto, coordinato da un’associazione temporanea di scopo composta da Diocesi, associazione Papa Giovanni XXIII e Caritas, prevederebbe di ospitare all’interno dei locali della canonica 13 detenuti a fine pena, da avviare ad un percorso di reinserimento sotto il controllo di 2 soli educatori (che paiono francamente molto pochi rispetto agli ospiti).

“Da quello che abbiamo appreso da alcuni cittadini, il progetto non convince affatto la popolazione locale”, dichiarano i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì, “che, a quanto pare, sarebbe stata inspiegabilmente tenuta all’oscuro del progetto fino all’ultimo momento; per quale motivo l’Amministrazione ma soprattutto il comitato di quartiere, che sapevano di questo progetto, non hanno informato i concittadini?” si domandano i pentastellati.

“Abbiamo successivamente appreso che i cittadini di Malmissole hanno presentato una petizione, corredata da diverse centinaia di firme, che chiede di rimettere in discussione il progetto”, affermano Vergini e Benini, “ma la cosa grave è che questa petizione, depositata il 10 aprile e indirizzata al Consiglio è stata tenuta nascosta ai consiglieri e assegnata inspiegabilmente al Sindaco, in spregio ai regolamenti comunali! Questa è una cosa molto grave e chiediamo che venga ripristinato al più presto l’iter corretto, convocando urgentemente, come da regolamento, una commissione consiliare che discuta la petizione, come era evidentemente nelle intenzioni dei proponenti, in un dibattito pubblico,” insistono i consiglieri.

“Ma c’è dell’altro : avevamo anche intenzione di organizzare proprio nei quartieri di Malmissole/Barisano il prossimo appuntamento delle nostre assemblee itineranti “MoVimento in ascolto”, volte ad ascoltare le problematiche e le proposte della cittadinanza, ma ci siamo visti negare la sala di quartiere in via Trentola, richiesta per ospitare la nostra iniziativa”, denunciano i pentastellati, “è inaccettabile che l’Ufficio Partecipazione ci neghi l’utilizzo della sala adducendo motivazioni risibili; chi paga le bollette della sala di via Trentola dove si riunisce il comitato del quartiere Barisano? Ovviamente il Comune, con i soldi dei forlivesi! E allora per quale motivo viene negato il suo utilizzo a consiglieri eletti da più di 7000 forlivesi?”, domandano Vergini e Benini.

“Questa vicenda è l’ennesima prova che per il Pd la Partecipazione è solo uno slogan elettorale ed il suo unico obiettivo è invece quello di “tagliarci fuori”, cercando di recidere il collegamento tra M5S e cittadini… ma vi assicuriamo che non sarà una sala negata o una petizione occultata a fermarci, il M5S incontrerà in un modo o nell’altro la cittadinanza di Malmissole, se necessario anche all’aperto se la sala non verrà concessa!”, concludono Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Approvata all’unanimità su proposta del M5S la figura del “consigliere aggiunto universitario”

Nel consiglio comunale dell’11 aprile scorso è stata approvata una mozione dei consiglieri 5 Stelle Simone Benini e Daniele Vergini che aveva per oggetto l’istituzione nell’ambito dello statuto e del regolamento Comunale del consigliere aggiunto universitario.

“Si tratta di un passo avanti nel riconoscimento del diritto di partecipazione attiva al futuro della città di una parte consistente di persone che vivono e fruiscono delle strutture universitarie e cittadine di Forlì pur provenendo da città anche molto lontane”, dichiarano entusiasti i consiglieri Benini e Vergini, “Stiamo parlando di una realtà che vede nel polo di Forlì e Cesena circa 10mila studenti, più’ un migliaio di professori, ricercatori, borsisti e personale amministrativo”

“Forlì è una città universitaria ed anche le istituzioni di controllo e di governo devono poter accogliere una figura proveniente da quello che non è un ‘mondo parallelo’ e disconnesso, ma che vive e produce valore per la città. L’idea, tra l’altro già sperimentata in altre città che ospitano poli universitari, affonda le radici in una semplice considerazione: gli studenti sono una risorsa culturale ed economica per la città, sono portatori di giovinezza, di vitalità, di idee, di scambio culturale, di crescita anche economica per tutta la cittadinanza, ci è quindi sembrato naturale ed opportuno proporre l’introduzione in consiglio comunale di una figura che sarà scelta democraticamente tra i giovani universitari”

“Siamo soddisfatti di aver visto il voto consiliare una volta tanto unanime su una nostra proposta, abbiamo accolto favorevolmente anche un emendamento della maggioranza che prevede che il nuovo consigliere aggiunto sia lo stesso presidente della già prevista Consulta degli universitari (che è però un organo privato di supporto alla sola Giunta), in modo da avere un unico interlocutore eletto dagli studenti stessi. Ovviamente il giovane consigliere non avrà diritto di voto, ma potrà parlare liberamente durante le sedute consiliari, dare spunti e fungere da cerniera tra il mondo giovanile universitario e le istituzioni democraticamente elette”, concludono i Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

MoVimento in ascolto, il prossimo appuntamento dell’assemblea itinerante 5 Stelle sarà al quartiere Romiti

eventoromitiContinuano le assemblee itineranti del M5S Forlì nei quartieri cittadini. Dopo gli affollati incontri
ai Portici ed a Pievequinta-Caserma-Casemurate il prossimo appuntamento sarà al quartiere Romiti,
venerdì 16 dicembre 2016, alle ore 21, nella sala polivalente del quartiere in via Locchi, 9, a Forlì.
Con queste serate aperte a tutti i cittadini ed anche ovviamente ai rappresentanti dei quartieri il MoVimento 5 Stelle di Forlì vuole entrare maggiormente in contatto con le realtà che compongono il tessuto socio-economico della città, a partire dalle aree che presentano maggiori criticità, al fine di ascoltare le problematiche e le proposte che liberamente i cittadini vorranno portare all’attenzione dell’opinione pubblica.
Raccolte le opinioni emerse nell’incontro i consiglieri comunali “pentastellati” Daniele Vergini e Simone Benini – che saranno presenti alla serata – porteranno in Municipio ogni argomento (solitamente dimenticato dai partiti tradizionali o, peggio, da chi amministra) che meriti di essere trattato e risolto, sotto forma di interrogazione, question time o mozione. Fra i temi più caldi che saranno trattati durante la serata segnaliamo il problema amianto nella vecchia cartiera in via dei Molini e gli allagamenti in via Plinio il vecchio e via Fontana di Riatti.