Si progetta una enorme vasca di laminazione dell’estensione di 30 ettari in zona Villafranca, M5S: “Opera realmente necessaria? O spot elettorale per qualcuno?”

villafranca forlì aviosuperficie big beta-2“Il Consorzio di Bonifica della Romagna starebbe progettando, con l’aiuto del Comune di Forlì, una enorme vasca di laminazione dell’estensione di 30 ettari in zona Villafranca, per proteggere il territorio dalle alluvioni”, scrivono in una nota Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “La faraonica opera, dal costo stimato di circa 3,2 milioni di euro di soldi pubblici, sarebbe stata oggetto di un incontro nei giorni scorsi fra il comitato di quartiere di Villafranca e i tecnici del Consorzio e del Comune, alla presenza dell’assessore Francesca Gardini”

“Ci interroghiamo sulla reale utilità di quest’opera e speriamo che non sia solo un tentativo per farsi pubblicità in occasione delle imminenti elezioni amministrative legando il proprio nome ad una grande opera”, è l’affondo dei pentastellati.

“Ci è stato riferito da più parti che la vicenda ha destato notevole preoccupazione fra gli abitanti del quartiere perchè innescherebbe espropri di un gran numero di campi coltivati, inoltre, visto che il progetto consisterebbe nello scavare di un metro e mezzo questi 30 ettari, vi sarà per forza un elevato traffico di autocarri per il movimento terra e non è nemmeno chiaro quale utilizzo sarebbe fatto del materiale estratto, in gran parte terra fertile e sabbia, un disastro per l’area attualmente largamente utilizzata per l’agricoltura”, spiegano Vergini e Benini.

“Se non fosse vero risulterebbe difficile da credere… anche perchè già ora il Consorzio di Bonifica fatica ad attuare la manutenzione ordinaria di sua competenza, abbiamo infatti ricevuto varie segnalazioni sul fatto che i fossi ed i canali di scolo non verrebbero puliti, i sifoni del Canale Emiliano Romagnolo sarebbero pieni di terra e quindi intasati, manutenzioni questi si indispensabili per arginare il rischio alluvione che però non verrebbero fatte, ci chiediamo quindi se siano state fatte serie valutazioni sulla reale utilità di questa opera mastodontica, che poi a sua volta dovrebbe essere manutenuta”.

“Infine, pur essendo l’area interessata sotto la competenza dell’Autorità di bacino del Po, non è chiaro se il Consorzio si sia interfacciato con l’Autorità o con la Regione, rimangono quindi molti dubbi sugli effetti che questo progetto potrebbe avere su scala maggiore”.

Ad intervenire sulla questione è anche il deputato M5S Carlo Ugo de Girolamo che afferma: “Il contrasto al dissesto idrogeologico rientra tra le priorità del Ministero dell’Ambiente, come ha dichiarato lo stesso ministro Costa pochi giorni fa in audizione al Senato”. Prosegue de Girolamo: “Favorire azioni di prevenzione o fornire supporto, in accordo con le Regioni, per progettare interventi prioritari in grado di mitigare il rischio idrogeologico, rappresentano certamente obiettivi che questo Governo vuole perseguire. Resta da capire tuttavia se e come l’opera in questione possa inserirsi in questo tracciato, atteso che gli enormi costi di realizzazione ed il conseguente mutare dell’ambiente circostante connesso alla creazione dell’invaso, conducano ad un’analisi costi-benefici del tutto opinabile”. “Mi auguro dunque che sia fatta al più presto chiarezza sulla reale portata dell’intervento che il Consorzio di Bonifica vuole realizzare, dovendosi impiegare risorse a carico della finanza pubblica ma soprattutto maggiori oneri futuri per la sua manutenzione”.

“Occorre infine interrogarsi sulla sostanziale utilità di enti quali i Consorzi di Bonifica, ormai obsoleti ed ultronei, in grado di realizzare meri interventi spot di presidio delle emergenze, restando di fatto scarsamente trasparenti e partecipati, come dimostra il caso del Consorzio romagnolo alla cui ultima elezione hanno votato solo lo 0,21% degli aventi diritto” conclude il pentastellato.

 

Sprechi e cattivo esempio da parte del Comune nel riscaldamento dei locali pubblici

spreco-di-costi-di-riscaldamento“Abbiamo verificato, a seguito di una segnalazione anonima, una situazione di anomalia e disagio relativa al riscaldamento degli uffici del Comune di Forlì”, scrivono in una nota stampa Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì, “Come verificato da alcuni nostri attivisti presso gli uffici aperti al pubblico in Piazza Saffi ed in Piazza della Misura, nonostante le temperature esterne decisamente non più invernali, il riscaldamento rimane ancora a livelli molto (troppo) alti, ed i termostati, pur presenti in molti termosifoni, sembrerebbero rotti o malfunzionanti, abbiamo inoltre notato che molti uffici avevano le finestre aperte, come unica soluzione per ridurre le temperature elevate”.

“Siamo da sempre particolarmente attenti a temi quali la buona gestione della cosa pubblica ed il rispetto dell’ambiente, e riteniamo questi sprechi plateali inaccettabili – attaccano i pentastellati – Soprattutto quando il Comune ha addirittura conferito ad una delle sue società partecipate, Forlì Città Solare, l’attività di “energy manager” e gestione calore degli edifici comunali, impegnando ben 235.000 euro sui bilanci 2017-2019. E francamente, visti i risultati, viene il dubbio che tali trasferimenti di denaro servano più che altro a “salvare” la partecipata che presenta numerosi problemi a far tornare i conti, piuttosto che ad una reale ottimizzazione della gestione energetica degli edifici comunali”.

“L’attuale situazione “grida vendetta” vista anche l’adesione del Comune di Forlì all’associazione “Comuni Virtuosi”, un simile spreco di denaro pubblico, non ci sembra per nulla “virtuoso” ed è indubbiamente uno spreco economico, un comportamento ambientalmente irresponsabile, ed anche una possibile violazione di legge”, incalzano Vergini e Benini

“Ricordiamo che in Italia esiste un limite preciso per le temperature all’interno dei luoghi chiusi, pubblici o privati: 20 gradi, con una tolleranza massima di due gradi. Di più, per la legge, è troppo. Non si tratta di valori scelti a caso, ma individuati da standard internazionali che attengono il “comfort climatico” e che sono stati definiti come gli ideali per svolgere le attività di tutti i giorni in pieno benessere e nel rispetto delle esigenze dell’ambiente e dell’economia”.

“Il Movimento 5 Stelle ritiene che il Comune di Forlì debba dotarsi di mezzi ed organizzazione tali da contenere sprechi e dare quindi il buon esempio. Questo sarà certamente uno dei nostri obiettivi se i cittadini ci daranno fiducia alle prossime amministrative ponendoci al governo di questa città per innescare finalmente un vero cambiamento”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

Per motivi elettorali il Pd ed il Centro Destra negano ai forlivesi la possibilità di avere il rimborso delle tariffe di fognatura non dovute

“Nello scorso consiglio comunale si è consumato l’ennesimo teatrino dei politici contro l’interesse dei cittadini forlivesi”, è l’esternazione di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Da quasi 5 mesi era in attesa di essere discussa la nostra mozione che chiedeva di sollecitare Hera ad inviare, assieme alle prossime bollette dell’acqua, anche il modulo di richiesta per il rimborso delle tariffe di fognatura non dovute agli utenti che le stanno ancora pagando. Come avevamo precedentemente comunicato si tratterebbe potenzialmente di circa il 10% della popolazione forlivese, il rimborso mediamente sarebbe di 400/500 euro a famiglia, che in tempi di crisi come questi non sono pochi. La stessa identica cosa era già avvenuta nel comune di Medicina dove, grazie sempre al M5s, i rimborsi ottenuti con successo dai cittadini sono arrivati in pochi mesi ad un totale di 118.000 euro”

“La nostra richiesta era semplicemente di verificare tramite gli uffici comunali le utenze esenti dalla tariffa e comunicarle al gestore idrico, Hera. Ma sia il Pd che il Centro Destra si sono arrampicati sugli specchi per cercare di bloccare la nostra semplice richiesta con cavilli burocratici, richieste di rinvio e di ulteriori approfondimenti… richieste a dir poco incredibili visto che la mozione era a loro disposizione da almeno 4 mesi. In conclusione si è giunti quindi al voto finale che è stato addirittura di bocciatura, senza alcuna richiesta di rinvio, che qualunque consigliere avrebbe potuto fare”, attaccano Vergini e Benini.

“La cosa più triste è che tutto questo è avvenuto in modo evidente col timore che il M5s potesse godere di un beneficio elettorale da questa iniziativa, si è barattato l’interesse dei cittadini forlivesi con la volontà di toglierci visibilità in questo momento particolare, e questo è avvenuto come sempre ad opera del Pd con la complicità del Centro Destra, un format a cui siamo ormai tristemente abituati”, insistono i consiglieri 5 Stelle che lanciano anche un appello: “Invitiamo tutti i cittadini forlivesi che abitano nelle vie da noi precedentemente segnalate a contattarci alla nostra email info@movimento5stelleforli.it per verificare se possono o meno chiedere il rimborso, visto che il Comune si rifiuta di fornire questo servizio lo faremo noi gratuitamente”

“Il consiglio comunale è stato quindi chiuso d’imperio dal presidente Ragazzini, nonostante fossero presenti all’ordine del giorno altre nostre mozioni… e il Consiglio, già calendarizzato, del 20 febbraio è stato revocato. Sono atti molto gravi da parte di una maggioranza in visibile difficoltà, che fa di tutto pur di non discutere le proposte dell’unica opposizione presente in consiglio, rinviandone continuamente la trattazione o bocciandole con motivazioni incoerenti”, concludono i pentastellati

Di seguito l’elenco dei voti sulla mozione fognature (da notare che se gli astenuti avessero votato a favore sarebbe passata!):

10 voti contro
Valentina Ancarani (PD)
Michele Bertaccini (PD)
Annalisa Chiodoni (PD)
Massimo Freschi  (PD)
Sonia Giulianini (PD)
Andrea Laghi  (PD)
Paolo Ragazzini (PD)
Nada Zani (PD)
Massimo Zoli (PD)
Mario Peruzzini (lista civica Forlì SiCura – Centro Sinistra)

5 voti astenuti:
Daniele Avolio (Gruppo Misto – Centro Destra)
Vanda Burnacci (Forza Italia)
Eliana Gardini (Forza Italia)
Fabrizio Ragni  (Forza Italia)
Enzo Bandini (PD)

6 voti a favore:
Simone Benini (M5S)
Daniele Vergini (M5S)
Lauro Biondi (Forza Italia)
Daniele Mezzacapo (Lega)
Davide Minutillo (Fratelli d’Italia)
Lodovico Zanetti (Liberi e Uguali)

 

Il Collegio dei Revisori uscente la pensa come noi sui gettoni: le somme vanno recuperate subito adottando tutti i provvedimenti necessari

gettoni-partiti“Differentemente da quanto si può pensare la vicenda dei gettoni illegittimamente erogati ai Capigruppo è tutt’altro che terminata”, scrivono in una nota Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Mentre il Pd sicuramente esulta alla notizia che l’ex Segretaria Generale Lia Piraccini prende servizio presso altro Comune, facendo quindi scomparire in una bolla di sapone il misterioso procedimento di revoca del suo incarico a Forlì, avviato per non meglio precisati “gravi motivi” da Giunta e Sindaco, che, in barba alla trasparenza, hanno “fatto fuori” il principale dirigente comunale senza nemmeno degnarsi di spiegare ai cittadini il motivo e facendo finta di nulla sulle pressioni al limite dell’intimidazione operate da vari esponenti politici sull’ex Segretaria da noi denunciate anche alla Prefettura ed in tutte le opportune sedi”, ricostruiscono i pentastellati, “Mentre tutto questo avveniva, noi abbiamo pensato di chiedere ai Revisori dei Conti un parere in merito all’opportunità di congelare il recupero delle somme operata dal Segretario reggente Michele Pini, pare in accordo con la Giunta, e che sicuramente ha fatto felici tutti coloro che avrebbero dovuto restituire i gettoni”.

“Ebbene, la risposta è arrivata, come ultimo atto del Collegio uscente che ha terminato il suo mandato il 31 dicembre scorso, e non lascia adito ad alcun dubbio: si suggerisce “in via cautelativa, di dar corso al recupero di tutte le somme erogate a titolo di gettone di presenza, adottando nei confronti di quanti li abbiano percepiti tutti i provvedimenti necessari per la loro acquisizione alle casse dell’Ente” una risposta che avvalora la tesi che avevamo sempre sostenuto: è necessario recuperare tutte le somme senza ulteriori ed inutili attese, quindi anche con azioni giudiziali visto che quasi nessuno ha restituito entro i 120 giorni di tempo che erano stati dati, si tratta infatti di soldi pubblici erogati per errore e che l’Ente ha quindi il dovere di recuperare senza giocare a catenaccio per scavallare le elezioni, facendo quindi un favore al “partito unico” Pd-Forza Italia alle prese con la rivolta dei propri consiglieri ed ex consiglieri assolutamente non intenzionati a restituire nemmeno un euro!”, attaccano Vergini e Benini

“Abbiamo quindi pensato di scrivere al Dott. Pini ed al nuovo Dirigente al Bilancio che dovrebbe prendere servizio in questi giorni, dopo l’ennesima uscita di scena del Dott. Venanzi entrato in aspettativa, chiedendo loro se intendono comunque andare avanti sulla linea precedente, ignorando il parere dei Revisori dei Conti, e anche quello che aveva espresso sei mesi fa l’Avvocatura Comunale, che pare proprio essere stato “cestinato” per esigenze di natura politica”, è l’affondo finale dei consiglieri 5 Stelle.

 

Il Comune di Forlì è sempre più un ufficio di collocamento per politici. Drei e la sua Giunta distribuiscono incarichi per 200.000 euro a Sinistra e a Destra

drei-gabinetto“Sono circa 200.000 euro all’anno i soldi pubblici, provenienti dalle tasse pagate dai forlivesi, utilizzati per stipendiare personale nominato direttamente da Sindaco e Giunta nell’ufficio di gabinetto senza alcuna selezione pubblica e specificandone direttamente l’inquadramento e la retribuzione”, si legge in una nota di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, che continuano: “una cifra esagerata e la cui assegnazione ha probabilmente anche alcuni vizi di legittimità che non esiteremo ad esporre nei prossimi giorni alla Procura ed alla Corte dei Conti – attaccano i pentastellati – Ci teniamo poi a specificare fin da ora che uno dei punti del nostro programma per le elezioni amministrative 2019 prevederà come minimo un dimezzamento di questa spesa”.

“Dalle nostre verifiche abbiamo appurato che l’ufficio di gabinetto impiega molto personale, oltre ad utilizzare 7 dipendenti comunali, dà lavoro a ben 5 ulteriori persone assunte a tempo determinato senza concorso, tutte “gravitanti” la galassia Pd, fra cui spiccano Massimiliano Cescon (facente parte dell’Assemblea Territoriale del Pd) e Paola Francia, portavoce del sindaco con un contratto da più di 38.000 euro lordi all’anno. Fa però eccezione l’ultima recente assunzione su individuazione diretta da parte del Sindaco Drei: si tratta di Giovanna Prati, che alle scorse amministrative era candidata nella lista di Centro Destra “Noi Forlivesi” della Consigliera Paola Casara, organizzatrice assieme alla Prati nell’aprile scorso di una conferenza “Romagna quale futuro?”, finanziata con 1500 euro di fondi consiliari, alla quale avevano partecipato come relatori esponenti del Pd come il sindaco Drei, l’ex sindaco Balzani ed il parlamentare Marco Di Maio”, spiegano Vergini e Benini.

“Con questa nomina “in quota Centro Destra” il sindaco Drei pare proprio strizzare l’occhio ai futuri alleati di governo nazionale che, a meno di una vittoria del M5S, sarà inevitabilmente un “inciucio” Forza Italia-Pd, magari con un “Gentiloni bis”… Inutile sottolineare come tutto questo strida anche a livello locale con le roboanti dichiarazioni del Centro Destra che si propone come alternativa al Pd ma dimostra nei fatti di essere ben disposto a condividere le poltrone con chi attualmente governa la città”, ironizzano Vergini e Benini.

“Ma le “fortunate coincidenze” che riguardano l’assegnazione di incarichi all’interno del Comune di Forlì a persone che fanno politica con il Pd non finiscono qui, fra le ultime in ordine di tempo abbiamo anche un incarico esterno da 39.000 euro nell’ambito di consulenza su progetti europei a Flavia Cattani, pure lei facente parte dell’Assemblea Territoriale del Pd locale. L’incarico, leggiamo sulle carte, è stato assegnato con affidamento diretto, senza la procedura selettiva prevista da regolamento, per motivi di urgenza”

“A quanto pare non sono bastate le torbide vicende, da noi sollevate, dell’incarico esterno di 10.900 euro assegnato direttamente dalla Giunta al capogruppo Pd di Parma, sulla quale sta attualmente indagando la Procura, e quella degli incarichi esterni per un totale di 52.000 euro assegnati alla cognata dell’assessore Gardini. Il Comune di Forlì persevera, incurante delle ultime indagini giudiziarie, nell’assegnare con leggerezza incarichi in modo quantomeno inopportuno e molto spesso “borderline” rispetto alle leggi vigenti, l’unica azione concreta che abbiamo visto in questi mesi in risposta alle nostre critiche è stata la rimozione dal sito del Pd di Forlì dell’elenco dei componenti della loro Assemblea Territoriale…” (qui una schermata che avevamo salvato in data 25/2/2017)

“Ma non sarà certamente questo a fermare l’azione di trasparenza e correttezza che intendiamo portare avanti, siamo certi che la maggioranza dei forlivesi non condividano le logiche clientelari con le quale pare abbia funzionato per anni il “sistema forlivese”, oggi più che mai esiste una volontà di cambiamento, incarnata dal Movimento 5 stelle che chiede discontinuità col passato ed un nuovo sistema basato sulla meritocrazia nel pieno rispetto della trasparenza e della normativa vigente senza alcun tipo di favoritismo”, concludono i pentastellati.

Aggiornamento del 21/12/2017
Relativamente alla replica di Flavia Cattani sulla stampa locale, che sostiene che avremmo pubblicato notizie non rispondenti al vero, ci teniamo a ribadire che l’incarico da 39.000 euro a lei affidato è inequivocabilmente stato affidato in modo diretto, come confermato, a seguito di nostra esplicita richiesta, anche dal Dirigente che ha assegnato l’incarico. Non entriamo nel merito sulla effettiva urgenza tale per cui è stato derogato alla necessità, propria di ogni buona amministrazione pubblica, di consultare più operatori. La Cattani è arrivata seconda in una separata e differente procedura selettiva, ma questo non autorizza automaticamente l’evitare una nuova procedura selettiva per il nuovo incarico, si è trattato quindi di una esplicita scelta. Riteniamo tale deroga quantomento inopportuna vista l’inequivocabile appartenenza politica della signora, che faceva parte dell’Assemblea Territoriale del Pd almeno fino al febbraio scorso, l’elenco dei componenti è stato poi però rimosso dal sito del Pd di Forlì, quindi non è più possibile verificare…

 

Mozione 5 Stelle per il rimborso delle tariffe di fognatura e depurazione non dovute da parte di chi non è allacciato: “Si possono recuperare fino a 500 euro a famiglia”

“In diversi Comuni, fra cui Forlì, i gestori idrici continuano ad applicare indistintamente a tutti gli utenti le tariffe di depurazione e fognatura, anche ai cittadini che non sono allacciati. Una sentenza della Corte Costituzionale, (la n. 335/2008) al contrario ha stabilito che le somme devono essere rimborsate con retroattività di 5 anni, si tratta mediamente di 400/500 euro a famiglia, che in tempi di crisi come questi non sono pochi” scrivono in una nota i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“A seguito di un nostro accesso agli atti abbiamo appurato che circa il 10% della popolazione forlivese risulta cadere nella casistica in questione; si tratta per la precisione di 2975 utenze, pari a 4366 famiglie per un totale di 11098 persone – ricordano Vergini e Benini – il nostro gestore idrico, Hera, si è però ben guardato dal procedere automaticamente ai rimborsi, forte del fatto che la sentenza non prevede le modalità di rimborso e quindi il gestore aspetta che siano i singoli utenti a fare esplicita richiesta. Abbiamo quindi pensato, sulla scia di quanto fatto dai colleghi 5 Stelle del Comune di Medicina, di presentare una mozione che impegni l’Amministrazione ad inviare a Hera l’elenco aggiornato degli scarichi fognari presenti sul territorio, con richiesta esplicita di inviare agli utenti interessati, assieme alle prossime bollette, anche il modulo di richiesta per il rimborso“, spiegano i pentastellati.

“Grazie a questa azione, nel piccolo comune di Medicina i rimborsi richiesti sono arrivati in pochi mesi a quota 118.000 euro. Confidiamo quindi che i politici locali, invece di pensare solo ai propri gettoni di presenza, una volta tanto si mettano dalla parte degli ignari cittadini che potrebbero vedersi rimborsare cifre a dir poco importanti, basta infatti fare una semplice operazione aritmetica per capire che se tutti i forlivesi aventi diritto chiedessero il rimborso si arriverebbe ad una cifra totale di più di 1 milione di euro da rimborsare. Non costa nulla fare questa richiesta, tranne forse la possibilità di entrare nel colosso Hera a fine carriera politica, un’opportunità che probabilmente interessa ad alcuni, ma non certo a noi”, concludono i consiglieri Vergini e Benini.

CLICCA QUI per la lista delle vie di Forlì ove sono presenti utenze non allacciate alla fognatura e quindi interessate dalla possibilità di rimborso, nonchè le istruzioni per richiederlo fin da subito

Aggiornamento del 27/10/2017:
Sulla vicenda è intervenuta con un comunicato anche la nostra consigliera regionale Silvia Piccinini che annuncia azioni a livello regionale Tassa non dovuta per le fogne, Piccinini (M5S): “Vergognoso il silenzio dei Comuni. Chiederemo ad ARPAE i dati di chi non deve pagare”

 

Gettoni, situazione fuori controllo, inaccettabili pressioni, chiediamo un incontro al Prefetto

gettone peruzzini piraccini

il consigliere di maggioranza Peruzzini (a sinistra nella foto) ha chiesto le dimissioni della segretaria generale Piraccini (a destra nella foto), in mezzo il sindaco Drei e il “gettone della discordia”

Lo stop al recupero dei circa 96.000 euro di gettoni indebitamente erogati, richiesto a gran voce da tutte le forze politiche tranne, ovviamente, il Movimento 5 Stelle, ha veramente dell’incredibile”, è l’esternazione che si legge in una nota di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì

“Ma la cosa ancor più incredibile sono le fortissime pressioni, al limite dell’intimidazione politica, esercitate nei confronti della segretaria generale Lia Piraccini e dell’avvocatura comunale rappresentata da Lorenzo Paganucci. Pressioni indebite provenienti da tutte le forze politiche, ed in particolare dal consigliere di maggioranza Mario Peruzzini che ne ha chiesto le dimissioni, nel tentativo di imporre una marcia indietro sul recupero delle somme, una inaccettabile “invasione di campo” in palese conflitto d’interessi dei partiti in prerogative meramente amministrative, oggetto di precisi obblighi di legge ribaditi più volte da Corte dei Conti, Ministero dell’Interno, Consiglio di Stato e Anci”, accusano Vergini e Benini.

“La situazione pare ormai fuori controllo, abbiamo quindi intenzione di chiedere un incontro al Prefetto per informarlo direttamente sulle indebite pressioni esercitate da alcuni politici sul Segretario Comunale che, lo ricordiamo, è figura indipendente e garante della legalità dell’azione amministrativa. Tali pressioni muovono inoltre in verso opposto a quanto più volte è stato disposto dal Ministero dell’Interno, chiederemo quindi al Prefetto, che ne è il rappresentante locale, di sensibilizzare la Giunta comunale al fine di non ostacolare il recupero, nemmeno con azioni dilatorie come la richiesta di ulteriori pareri, del tutto superflui vista la copiosa letteratura in merito”, dichiarano i pentastellati.

“Non sprechiamo, infine, molte parole sulle farneticazioni pseudo-giuridiche del consigliere Ragni di Forza Italia, ci limitiamo a dire che sono destituite di ogni fondamento giuridico, basti vedere il dettagliato parere dell’avvocatura comunale che ricalca al 100% la nostra posizione e, lo sottolineiamo, ciò non avviene certo per vicinanza politica, ma semplicemente perchè i dirigenti comunali sono obbligati a recuperare le somme o potrebbero essere passibili di danno erariale.”

“A tutte le forze politiche presenti in consiglio chiediamo più serietà, si restituisca quanto dovuto senza tante storie, quantomeno per rispetto dei cittadini quotidianamente vessati da situazioni simili che non hanno certo la possibilità, come i politici, di lamentarsi quotidianamente sui giornali”

Aggiornamento del 27/9/2017:
In data odierna abbiamo avuto un incontro molto cordiale con il Prefetto Fulvio Rocco De Marinis al quale abbiamo esternato le nostre opinioni e proccupazioni. Confidiamo nel fatto che la vicenda possa concludersi nel migliore dei modi e nel pieno rispetto della legalità con il recupero delle somme erroneamente corrisposte.

 

Gettoni, è caos: retromarcia del Pd che chiede di “bloccare le restituzioni”. Anche dalla maggioranza richieste di dimissioni alla Segretaria Generale. M5S: “intimidazioni inaccettabili, si rispetti la Legge e si recuperino le somme!”

pd-retromarcia-gettoni“Con l’invio delle lettere di messa in mora pensavamo di essere giunti all’epilogo della vicenda dei gettoni di presenza dei capigruppo e invece i politici locali, che non smettono mai di stupire, soprattutto per il loro “auto-lesionismo”, hanno deciso di riaprire la questione con la proposta, annunciata dalla capogruppo del Pd Maria Maltoni, di interrompere il recupero dei gettoni in attesa di un ulteriore parere da chiedere alla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna. Una incredibile retromarcia del Pd che aveva votato a favore della delibera di rimozione dei gettoni da noi proposta”, protestano Daniele Vergini e Simone Benini, Consiglieri Comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“E nel segreto delle ultime conferenze dei capigruppo – queste per fortuna non più pagate – non si sono sprecate le lamentele dei consiglieri: oltre alle prevedibili richieste di ripensamento, a tragicomici atteggiamenti di vittimismo, ed agli immancabili attacchi nei nostri confronti, pare che si voglia rinviare e ostacolare in ogni modo la restituzione”, attaccano i pentastellati.

E l’ira dei politici, oltre che sui 5 Stelle, si è scatenata addirittura contro la segretaria generale Lia Piraccini e l’Avvocatura Comunale, rappresentata dall’avvocato Lorenzo Paganucci, “rei” di aver emesso le lettere di recupero crediti nei loro confronti.

“Nonostante la restituzione sia prevista da leggi dello Stato, e confermata da Corte dei Conti, Ministero dell’Interno e Consiglio di Stato, i politici forlivesi non si sono arresi e anzi, riuniti in un’alleanza di fatto  bipartisan, hanno scagliato accuse pesantissime, al limite dell’intimidazione politica che riteniamo debbano essere rese note all’opinione pubblica”, accusano Vergini e Benini.

Il consigliere di maggioranza Peruzzini è arrivato a chiedere le dimissioni della Segretaria Piraccini: “chiederemo le sue dimissioni, la fiducia nei suoi confronti per il lavoro che svolge non c’è”, ha tuonato, ed ha aggiunto “andrò a verificare dirigente per dirigente chi ha messo i pareri e chiederò i danni anche di quello che è stata la gogna mediatica”. E anche il Vice Sindaco Lubiano Montaguti è parso voler “scaricare” la dirigente apicale con poche ma infuocate parole: “il Sindaco segue con estrema preoccupazione questa vicenda per i suoi risvolti politici e anche quelli ventilati da qualche capogruppo, tengo a precisare su esplicita domanda del consigliere Peruzzini che in nessun modo il Sindaco o la Giunta ha approvato o autorizzato l’invio di questa lettera e tantomeno il rilascio di dichiarazioni a qualsivoglia titolo alla stampa locale”. Per la consigliera Burnacci (Forza Italia) “la superficialità della segretaria che ha chiesto automaticamente la restituzione senza accertare che i comuni che si erano conformati al parere dell’Anci avessero restituito le somme è di una gravità estrema”. Casara (Centro Destra) ha lamentato di aver avuto un danno di immagine e un danno economico e rivolta alla Piraccini l’ha attaccata “se io faccio un’azione legale io non la faccio contro il comune, la faccio contro di lei”, poi si è ricomposta ed ha suggerito “un segretario ha un’assicurazione sugli errori che eventualmente ha fatto, non è stata pensata questa via di fuga?”. Avolio (Centro Destra) è arrivato addirittura a sostenere che “la mancata corresponsione del gettone da parte dei dirigenti è un atto illecito” e quello della segretaria potrebbe essere un “un atto politico per far decadere un’intera minoranza”.

E non sono mancati nemmeno gli attacchi alla stampa: Maltoni (Pd) ha sostenuto che sia stato “vergognoso il modo in cui i giornali, a partire dalle comunicazioni dei consiglieri 5 Stelle, hanno trattato questo argomento”, ed ha aggiunto che i consiglieri sarebbero stati fatti ”passare per persone che hanno percepito in modo fraudolento ed indebito dei soldi”. Le ha fatto eco Lauro Biondi (Forza Italia), solitamente polemico con la capogruppo del Pd ma questa volta molto “allineato”, dicendo “qui si è creato un danno e io vi dico subito che personalmente e come Forza Italia noi adiremo alle vie legali per recuperare la nostra onorabilità, per quello che è apparso attraverso gli articoli stampa sulla base di questa iniziativa”, “questa cifra io non la ritorno neanche morto”, ha concluso.
Il clima è infuocato, tanto che Peruzzini, probabilmente alludendo al M5S, è arrivato addirittura ad asserire: “io quello che penso di alcune persone non posso dirlo perchè potrei essere oggetto di un procedimento penale per diffamazione”

“Non pensavamo che chiedere il rispetto della Legalità e l’uguaglianza di tutti di fronte alla Legge avrebbe scatenato reazioni simili, al limite dell’intimidazione politica, dalle quali prendiamo le distanze nel modo più assoluto”, concludono i consiglieri Vergini e Benini, “l’attuale classe politica ha dimostrato ancora una volta di essere completamente scollata dalla realtà ed interessata unicamente al proprio tornaconto personale, i forlivesi ne prendano coscienza e traggano le dovute conclusioni.”

 

Scuola di S.Martino: “donazione di 40 euro senza la quale non vi sarebbe alcuna possibilita’ di far fronte alle spese di funzionamento”, dove vive il sindaco Drei?!

Il sindaco Drei ha scelto di dare una “non-risposta” alla nostra interrogazione presentata nel consiglio di ieri che chiedeva di utilizzare i circa 96.000 euro che potrebbero entrare nelle casse comunali a seguito del recupero dei gettoni illegittimamente erogati per un fondo da impiegare per la spesa corrente delle scuole pubbliche. Il sindaco ha detto che dovrà essere il Consiglio a decidere rimandando di fatto alle calende greche ogni discussione in merito… Inoltre Drei ha anche dichiarato di aver verificato lo stato delle scuole del territorio forlivese anche contattando i dirigenti degli istituti comprensivi che l’avrebbero rassicurato di essere autonomi e capaci di rispondere alle attività di loro competenza, nel dichiarare questo il sindaco ci è sembrato del tutto sconnesso dalle realtà che ogni cittadino forlivese sperimenta quotidianamente, perchè basta visionare una delle tante lettere che i dirigenti scolastici inviano ogni anno ai genitori degli alunni per verificare che le cose non stanno proprio così… Citiamo ad esempio la circolare del 9 giugno 2017 dell’istituto comprensivo n.8 di S.Martino che chiede ai genitori 40 euro per vari interventi fra cui, pensate, anche il “miglioramento degli ambienti scolastici, anche sotto il profilo della sicurezza”, la dirigente scolastica sensibilizza inoltre i genitori su “l’importanza e della necessità che assume per l’Istituto il vostro “contributo volontario”, solo con il quale si riesce a garantire la piena operatività della scuola, a fronte di finanziamenti dello Stato assolutamente non sufficienti. Senza tale somma non vi sarebbe alcuna possibilità di far fronte alle spese di funzionamento e di investimento necessarie”, alla luce di questi fatti innegabili ci chiediamo quali dirigenti abbia sentito il sindaco Drei… ma anche in quale città abiti.

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PS: si rende noto che i consiglieri comunali Vergini e Benini del M5S hanno già effettuato il bonifico per la restituzione dei gettoni della conferenza dei capigruppo illegittimamente erogati, e gli altri consiglieri?!…

2017-09-12 foto restituzione gettoni

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Gettoni illegittimi, continua il “piagnisteo” della politica. Si riporti il dibattito sulle cose serie: come impiegare la cifra recuperata

Dal vocabolario italiano: “Piagnisteo: pianto insistente e uggioso”.

“Avevamo chiesto la cortesia di risparmiarcelo… ma puntualmente il piagnisteo è arrivato da parte di numerosi politici locali!” ironizzano in una nota i Consiglieri Comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì. “E non sono bastati gli insulti sul piano personale da noi ricevuti durante la discussione in consiglio comunale per aver chiesto semplicemente di ripristinare la legalità, ma come sempre si persevera nel tentare di gettare fumo negli occhi dei forlivesi distorcendo le nostre parole, ed in particolare sono due le parole a noi attribuite che proprio non ci vanno giù: “soldi rubati”, mai è stato detto questo né in consiglio né in comunicati stampa, e chi sostiene il contrario è evidentemente un mistificatore. Noi abbiamo semplicemente chiesto di applicare la Legge vigente, come il Comune avrebbe fatto per qualunque altro cittadino, o forse qualche politicante pensava di essere al di sopra delle leggi nazionali? Questi “pianti” a mezzo stampa sono francamente inaccettabili soprattutto per rispetto di chi magari riceve una cartella di Equitalia e non fa certamente tutte queste storie!”, attaccano Vergini e Benini

“Piuttosto riteniamo che il dibattito pubblico si dovrebbe più seriamente concentrare su come impiegare questa ingente somma di denaro che sarà recuperata unicamente grazie all’interessamento del M5S, dovrà inevitabilmente essere fatta una variazione di bilancio e noi interrogheremo il sindaco Drei già nel consiglio di martedì per sapere se intende accettare la nostra proposta di impiegare i soldi recuperati in un fondo per la spesa corrente delle scuole”, insistono i pentastellati.

“Rispediamo poi al mittente anche tutte le accuse di demagogia e populismo, di certo non accettiamo critiche dal “demagogo” Rondoni che si fa fotografare in prima pagina sul Corriere con un euro in mano, rendendo ancor più difficile ai cittadini distinguere la differenza fra un politico e un comico. Alla consigliera Casara chiediamo la cortesia di non tediare la stampa con le sue questioni tributarie, all’ordine del giorno di ogni normale cittadino, di cui forse dovrebbe parlare privatamente con il suo commercialista. Alla “distratta” Pirini che chiede “perchè non ci sono stati adeguati controlli?” chiediamo perchè invece non se ne è accorta lei nel suo precedente mandato consiliare di 5 anni. Auguriamo poi buona fortuna alla battaglia legale annunciata dall’avvocato Gugnoni che si è esibito in un sproloquio in lingua “legalese”, sono sicuramente queste le battaglie che interessano i cittadini… continui pure così! Al simpatico Sgabanaza che si chiede “perchè la retroattività?” rispondiamo che è la Legge a prevederlo, come per qualunque altro cittadino, e lui come ex assessore avrebbe dovuto saperlo. Al consigliere “voltagabbana” Avolio, che ha più volte proposto di aumentare l’importo del gettone di presenza, diciamo solo che siamo contenti se ne sia andato quasi subito al gruppo misto, di certo non rappresentava il M5S. E infine al Pd che si affretta a gettare acqua sul fuoco asserendo che “i gettoni erano regolari” chiediamo allora di spiegare ai cittadini come mai hanno votato a favore della rimozione degli stessi.”

“Infine alcune precisazioni: differentemente da quanto affermato da un ex consigliere noi non abbiamo mai “versato somme al gruppo consiliare” e anzi non abbiamo mai speso nemmeno un euro dei fondi dei gruppi consiliari, ricorrendo sempre per tutte le nostre iniziative politiche all’autofinanziamento dei nostri simpatizzanti senza gravare sul bilancio pubblico. Inoltre restituiremo ovviamente al più presto le somme che sono state richieste anche a noi per i gettoni illegittimamente erogati (e si badi bene: non illegittimamente percepiti da nessuno, non lo abbiamo mai affermato). E avremo cura di informare i cittadini se qualche collega non farà altrettanto.”, concludono Vergini e Benini.

Di seguito alcuni articoli “piagnisteo” apparsi sulla stampa locale:

Aggiornamento ore 19:00:

Alla scuola elementare Bersani dei genitori di alunni hanno fatto una encomiabile opera di volontariato imbiancando i muri ingialliti dal tempo dell’aula dei loro figli! Noi vorremmo che i 100.000 euro recuperati dai gettoni erogati illegittimamente ai consiglieri andassero in un apposito fondo per finanziare opere come queste nelle scuole! Non è più accettabile che le nostre scuole pubbliche si reggano sulla buona volontà e i contributi economici aggiuntivi dei genitori. Le Isitituzioni devono garantire un ambiente degno e vivibile ai nostri ragazzi!

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