Spese legali: la sfera politica non poteva non sapere! Chiediamo le dimissioni dell’assessore Briccolani

Il Movimento 5 Stelle di Forlì chiede le dimissioni di Emanuela Briccolani, assessore al Bilancio ed alle Finanze del Comune di Forlì, commercialista, esperta di consulenza fiscale, curatore fallimentare e già revisore dei conti di pubbliche amministrazioni e società partecipate secondo i pentastellati “non poteva non sapere” come venissero gestiti “i cordoni della borsa del municipio” nel caso delle spese legali gestite dal dirigente La Forgia e “doveva vigilare” e garantire che ci fosse trasparenza e controllo da parte anche dello stesso consiglio comunale, ignaro di aver approvato negli anni bilanci che non erano veritieri, come sostenuto dagli attuali revisori dei conti. La presentazione formale della richiesta di dimissioni dell’assessore Briccolani, esponente di punta del Pd, in giunta ininterrottamente da quasi sei anni, prima con Balzani ed oggi con il sindaco Drei, verrà formalizzata nella seduta del consiglio comunale di lunedì 14 dicembre, dove sarà trattato l’argomento delle spese legali extrabilancio. “E’ nostra intenzione chiedere le dimissioni della Briccolani contestualmente alla presentazione della delibera con cui questa giunta e questa maggioranza vorrebbero mettere la parola fine e lasciarsi alle spalle questo scandalo che ha causato una spesa non prevista di circa 1,5 milioni di euro alle casse comunali e che prosciugherà i fondi di emergenza fino al 2017. Un azzardo amministrativo che metterà in ginocchio la città di Forlì nel caso l’ente pubblico debba far fronte ad emergenze non previste come il famoso nevone del febbraio 2013. La nostra città meritava di essere amministrata con più trasparenza e responsabilità, e invece negli ultimi 20 anni sono stati accumulati debiti milionari senza che fossero imputati a bilancio. L’intera vicenda è stata gestita nel peggiore dei modi. Ed un altro errore imperdonabile della maggioranza è stato negarci di istituire una commissione d’inchiesta ad hoc”: affermano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. I pentastellati accusano la giunta Drei non soltanto della “dissennata gestione” dei fondi pubblici, ma rimproverano la maggioranza Pd di aver negato fino all’ultimo “trasparenza” e spirito di collaborazione con le forze politiche dell’opposizione che siedono in consiglio. “Nessuno – aggiungono i consiglieri del M5S – crede che La Forgia abbia agito in autonomia. I forlivesi hanno il diritto di conoscere come s’è creato negli anni questo buco di bilancio e comunque la verità sta venendo a galla. Abbiamo saputo dall’ultimo intervento dello stesso La Forgia che il Comune in questi 20 anni ha incassato più di 1.100.000 euro di entrate da coloro che hanno perso le cause contro il Comune ma allo stesso tempo non si imputavano a bilancio le uscite, così da poter garantire alla giunta maggior margine di spesa. In queste settimane abbiamo chiesto a La Forgia di fare i nomi di chi sapeva, e finalmente nella commissione del 3 dicembre un primo nome è uscito: Giorgio Venanzi, fino ad un anno fa dirigente del servizio ragioneria e bilancio, e quindi sotto il diretto controllo dell’assessore Briccolani. Secondo lo stesso La Forgia, Venanzi si sarebbe rifiutato di considerare quelli delle spese legali come debiti fuori bilancio.” Alla luce di questi fatti ci risulta poco credibile che il resto dell’amministrazione e soprattutto la sfera politica fosse all’oscuro di quanto stesse succedendo quindi chiediamo all’assessore Briccolani una precisa assunzione di responsabilità. Al sindaco Drei invece chiediamo un’ammissione di colpa: ha sbagliato a delegare ad altri, il controllo della spesa pubblica, abdicando al suo ruolo, delegando, seppur a norma statuto, la totalità delle decisioni e degli orientamenti relativi al contenzioso, ad un solo dirigente, che esercitava addirittura la rappresentanza legale del Comune di Forlì fino ad arrivare alla firma della procura. Ogni passaggio decisionale è stato lasciato per un ventennio nelle mani di La Forgia, ed è stata una scelta irresponsabile, che non trova precedenti in altri Comuni d’Italia, e che adesso si vorrebbe cancellare con un colpo di spugna (cambiando lo statuto comunale), ma purtroppo per loro questo succede fuori tempo massimo, e ne dovranno rispondere all’opinione pubblica”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini, che, per fare chiarezza sull’intera vicenda, hanno depositato pochi giorni fa un esposto alla Procura della Repubblica di Forlì ed alla Corte dei Conti di Bologna.

 

Il Comune ci nega gli atti relativi al caso La Forgia! Oggi prima udienza del ricorso presentato dal Dirigente contro il Comune

“Sulla vicenda relativa alle spese legali extrabilancio ed al rapporto fra il dirigente La Forgia ed il Comune di Forlì non molliamo la presa! Lo dobbiamo innanzitutto ai cittadini ed alla collettività su cui ricadono i danni della gestione amministrativa da noi messa più volte sotto accusa in sede pubblica, politica e sugli organi di informazione”: queste le parole di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, che alla guida di una piccola delegazione “pentastellata” hanno seguito dall’esterno, nei corridoi del Tribunale di Forlì, gli sviluppi della prima udienza processuale innanzi al giudice della sezione Lavoro, sul ricorso presentato dallo stesso Alessandro La Forgia contro i provvedimenti adottati dall’Amministrazione Comunale nei suoi confronti: gli è stata tolta la delega di responsabile dell’Ufficio Legale e del ruolo di Vice Segretario comunale con contestuale partenza di una segnalazione alla Corte dei Conti.
“Per noi rimane un mistero il perchè al La Forgia, non laureato in giurisprudenza e non iscritto all’albo degli avvocati, sia stato attribuito il ruolo di responsabile dell’Ufficio Legale. Una scelta, in capo al Sindaco, che abbiamo sempre reputato inappropriata se non addirittura irregolare”, dichiarano Vergini e Benini che aggiungono: “Il Comune di Forlì ci ha incredibilmente negato anche di visionare il ricorso presentato dal Dirigente La Forgia contro la stessa amministrazione, motivando il diniego con il fatto che il ricorso non rientra negli atti collegati al diritto di accesso dei consiglieri perché trattasi di documento relativo ad un processo in corso. Noi contestiamo con fermezza questa interpretazione faziosa e limitante della trasparenza e del diritto di accesso agli atti dei consiglieri, comunicataci, oltretutto, dopo un paio di settimane di nostre insistenze ed inspiegabili rinvii. Il ricorso di La Forgia è fra l’altro strettamente connesso alla gestione politica ed economica del comune che si trova fino al 2017 in carenza di fondi per fronteggiare emergenze (tipo il recente “nevone”), in quanto deve saldare debiti milionari contratti nell’arco di un ventennio da un proprio dipendente ma mai imputati a bilancio; i forlivesi hanno il diritto di conoscere i nomi di chi ha depauperato le riserve predisposte per tali evenienze.””.
Il Movimento 5 Stelle di Forlì annuncia che presenterà ricorso contro questo diniego al Difensore Civico regionale. Un’iniziativa che ha visto un precedente favorevole ai pentastellati: il M5S ha già vinto, pochi mesi fa, un ricorso presso la medesima autorità in relazione al diritto di accesso al sistema del protocollo informatico comunale che l’amministrazione non voleva concedere ai consiglieri comunali. “Siamo nuovamente costretti a ricorrere al Difensore Civico poiché questa amministrazione, probabilmente abituata a decenni di opposizione inesistente e succube della maggioranza, è restia ad applicare i più elementari concetti di trasparenza e di diritto all’accesso atti da parte dei consiglieri comunali. Il nostro mandato elettorale ci consente e, anzi, ci impone di verificare per quale motivo La Forgia abbia deciso di presentare ricorso contro il Comune e con quali motivazioni. E’ nostra intenzione capire se nel ricorso presentato dal dirigente siano presenti riferimenti alle decisioni assunte ed al rapporto intercorso fra lo stesso dirigente ed i precedenti Sindaci, nonché all’attuale primo cittadino di Forlì con il quale, evidentemente, non intercorre più un rapporto di reciproca fiducia”. La presenza della delegazione del Movimento 5 stelle di Forlì in tribunale in occasione dell’udienza della causa di lavoro fra La Forgia e il Comune di Forlì anticipa la mobilitazione già annunciata per la riunione di giovedì 3 dicembre (ore 14:30 nella sala del consiglio) in occasione della commissione consiliare pubblica dove si presenteranno i risultati del gruppo di indagine interna sul caso delle spese legali. Ne seguirà un atto di delibera la cui approvazione sarà successivamente votata nella seduta del consiglio comunale di lunedì 14 dicembre. “Invitiamo tutti i cittadini a partecipare sia alla commissione che al consiglio, perché non si perda memoria di uno scandalo: un debito fuori bilancio di 1 milione e 429mila euro collegato alle spese legali sostenute negli incarichi affidati ad avvocati esterni: 158 cause di vario genere assegnate a 10 avvocati. Oltre un centinaio di queste affidate ad un solo legale: l’avvocato Mario Di Giovanni dello studio di Roberto Pinza, presidente della Fondazione Carisp. Sono tante le questioni che devono essere chiarite e noi non molliamo la presa”: promettono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

diniego accesso atti la forgiaricorso1
ricorso2

 

Adesso La Forgia vuole essere risarcito dal Comune per danno di immagine! Se qualcuno l’ha costretto ad assumersi la colpa allora faccia i nomi!

Il dirigente del Comune di Forlì Alessandro La Forgia, sollevato dall’incarico di responsabile dell’ufficio legale dal 1° agosto scorso in seguito ai noti fatti che lo hanno visto protagonista della mancata ricognizione annuale sugli incarichi legali che hanno generato spese fuori bilancio per quasi 1,5 milioni di euro, ha fatto causa chiedendo il reintegro nelle piene funzioni, oltre ad una somma corrispondente a ben 15 mensilità come risarcimento per i danni arrecati alla sua immagine! Daniele Vergini e Simone Benini, i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì che hanno fatto esplodere il caso, accusano: “Stendiamo un velo pietoso sulle richieste di La Forgia, che parla di danno di immagine professionale e chiede come compensazione dal comune 15 mensilità (più di 50.000 euro, se i conti sono corretti). Quando è stato lui stesso, nella seduta del 28 luglio del consiglio comunale, ad ammettere specifiche responsabilità assumendosene le colpe. Questo dietro front ci lascia perplessi e dobbiamo invitarlo, se ha cambiato idea, a motivare le sue precedenti dichiarazioni e ad ammettere, magari, se vi sia stata o meno un’ingerenza politica, qualcuno che lo abbia invitato ad assumersi ogni responsabilità, sollevando altri dalle vere colpe. Faccia i nomi, se c’è stata questa indebita ingerenza. Perchè a nostro parere è francamente inimmaginabile che un dirigente abbia impegnato a bilancio per oltre 20 anni solo gli acconti delle cause legali senza che alcun amministratore abbia vigilato e lo abbia chiamato a rispondere in prima persona della sua condotta irregolare”.
Daniele Vergini e Simone Benini ricordano di aver finalmente avuto il decreto di nomina dell’avvocato incaricato di difendere il Comune dal ricorso di La Forgia solo dopo lunghi tentativi e varie richieste disattese nell’arco di quasi due settimane: “Non ci venivano fatti visionare i fascicoli con la scusa che i funzionari dei vari uffici erano occupati in attività più urgenti, ma francamente non si capisce perchè se il fascicolo esisteva non lo si potesse visionare, anche solo per pochi minuti”. Ne segue un’accusa, l’ennesima, da parte del Movimento 5 stelle di Forlì di mancata “trasparenza”.
Nel merito della vicenda La Forgia, Daniele Vergini e Simone Benini, aggiungono: “La Giunta comunale ci ha risposto che intende resistere e non vuole conciliare, speriamo che questo proposito sia comprovato dai fatti, e chiediamo ufficialmente che il legale incaricato informi tempestivamente l’Amministrazione sull’evolversi del processo dopo ogni udienza o provvedimento adottato dal giudice. Chiederemo di visionare tutti questi resoconti giudiziari e seguiremo con molta attenzione l’evolversi della vicenda; anticipiamo già che se La Forgia dovesse essere reintegrato sarebbe una colossale beffa per l’intera cittadinanza di Forlì”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle

 

Buco spese legali, esposto M5S a Procura e Corte dei Conti. Vergini e Benini: “il Comune di Forlì deve essere commissariato e si vada ad elezioni anticipate”

IMG_20151119_115937Il MoVimento 5 Stelle Forlì ha depositato questa mattina, tramite l’avvocato Antonio Brogliato, alla Procura della Repubblica di Forlì ed entro pochi giorni farà altrettanto alla Corte dei Conti di Bologna un esposto relativo all’ormai nota vicenda del buco di quasi 1,5 milioni di euro creato da spese legali, fin qui non pagate, che il Comune di Forlì aveva affidato a consulenti esterni nel corso degli anni passati: un centinaio di procedimenti, delegati quasi tutti all’avvocato Mario Gabriele Di Giovanni dello studio di Roberto Pinza presidente della Fondazione Carisp. Una scelta ed una voragine di bilancio che sono state legittimate “a scatola chiusa” dalla maggioranza del PD nel Consiglio comunale del 28 luglio scorso.

“Non si tratta di una mera segnalazione come quella sbandierata dall’Amministrazione comunale, ma di un corposo documento che riporta una dettagliata cronologia dei fatti ed evidenzia le chiare e numerose anomalie che si sono susseguite negli ultimi 20 anni. Oltre alla condotta, a nostro avviso irregolare, sulla quale dovranno esprimersi i magistrati, ci preme segnalare anche il rilievo politico particolarmente negativo di questa vicenda: per coprire il buco di bilancio milionario il Comune dovrà attingere dai fondi di riserva ed impegnare le risorse accantonate per gli anni dal 2015 al 2017, fondi destinati alle emergenze ambientali (nevicate, allagamenti, trombe d’aria etc…) ed a coprire spese impreviste che si sarebbero evidenziate in corso di mandato. Un impegno di spesa che limiterà il raggio d’azione del nostro Comune, con i danni che tutti i cittadini possono ben comprendere”: dichiarano i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

Al centro della vicenda delle spese legali “folli” il dirigente Alessandro La Forgia che negli ultimi 20 anni ha ricoperto, quasi continuativamente, il ruolo di Responsabile dell’Ufficio Legale e Contenzioso del Comune di Forlì. “Abbiamo appreso dai documenti che proprio al La Forgia erano state demandate tutte le decisioni e gli orientamenti relativi al contenzioso, comprese addirittura la rappresentanza legale del Comune di Forlì e la firma della procura! Tutto ciò, seppur apparentemente a norma di Statuto Comunale, risulta una vera e propria anomalia, una “abdicazione” di prerogative tipiche degli organi di indirizzo politico, a favore di un’unica persona che, teoricamente, avrebbe un ruolo diverso. In questa vicenda, oltre alle responsabilità di La Forgia, non possono poi essere escluse quelle dei Sindaci che si sono susseguiti negli ultimi 20 anni e che avrebbero dovuto vigilare su spese e corretto utilizzo dei soldi pubblici”: aggiungono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì Vergini e Benini.

Gli esponenti “pentastellati” comunicano, inoltre, di aver appreso una notizia che sicuramente è destinata a creare scalpore: il dirigente La Forgia, rimosso dall’incarico dell’Ufficio Legale dopo lo “scandalo”, ha recentemente presentato ricorso contro il Comune di Forlì… “Si presume con lo scopo di essere reintegrato nel ruolo di responsabile dell’Ufficio Legale! Tutto ciò ci lascia di stucco ed ha veramente dell’incredibile! La prima udienza è fissata per il 2 dicembre e speriamo che il Comune, vista la gravità del caso, non scelga di procedere ad eventuali conciliazioni”: commentano Vergini e Benini.

Ma qual era il modus operandi con il quale negli ultimi 20 anni venivano assegnati dal Comune di Forlì gli incarichi legali esterni? Con una modalità che, a detta del Collegio dei Revisori, denota una “grave e ripetuta irregolarità contabile” e che per l’attuale Segretario Generale Lia Piraccini – come definito in alcuni documenti – è stata una “consolidata prassi amministrativa interna”.
I consiglieri del Movimento 5 Stelle ricostruiscono così il meccanismo: “Il Dirigente “fac-totum” La Forgia, con l’avvallo contabile dei passati Dirigenti del Bilancio, assegnava gli incarichi esterni sempre alla solita “cerchia” di circa una decina di avvocati, impegnando a bilancio solo un “fondo spese” di circa 1200 euro per ogni causa, senza fare preventivi e lasciando di fatto ai singoli avvocati la facoltà di “fare il prezzo” finale; la cifra del fondo spese, a fronte di cause durate anche 20 anni… era così l’unica impegnata nel bilancio comunale. E’ veramente incredibile come nell’arco di un periodo di tempo così lungo gli Assessori al Bilancio che si sono succeduti, compreso l’attuale Briccolani, non abbiano mai notato nulla di strano… “distratti” forse dal fatto che, così facendo, causa le minori passività registrate ufficialmente, disponevano di un maggior margine di manovra nella stesura di bilanci che da diversi anni sono particolarmente legati al patto di stabilità… “Coincidenza” vuole che un anno prima che La Forgia andasse in pensione “si scopra” il buco di bilancio e la Giunta comunale avvii una disperata corsa contro il tempo per pagare il debito ed evitare la prescrizione delle parcelle.
Ma c’è di più: il La Forgia ha addirittura stipulato un accordo con gli avvocati Di Giovanni ed Alberti per consentire il pagamento di quasi 1.300.000 euro di parcelle prima che la delibera arrivasse in Consiglio comunale, esautorando di fatto lo stesso Consiglio unico organo realmente deputato a legittimare il debito fuori bilancio. Ci chiediamo come tutto questo possa essere avvenuto nell’interesse dell’Ente…”: commentano i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

La Giunta comunale, dopo questo clamoroso scandalo, ha promesso che adotterà nuove regole per l’assegnazione degli incarichi legali. “A nostro parere – aggiungono Vergini e Benini – è una promessa tardiva e che vedremo se troverà un effettivo riscontro. Il nostro timore è che questo buco di bilancio, soldi pubblici spesi senza alcun vaglio e parsimonia conferendo la gran parte degli incarichi ad un unico professionista, scelta di cui anche l’Ordine degli avvocati si è detto “sconcertato”, sia solo la punta dell’iceberg.

Avremmo voluto andare più a fondo sull’intera vicenda ma la nostra volontà di fare chiarezza si è scontrata con la maggioranza del PD che ha votato contro la costituzione della commissione di inchiesta e con la finta opposizione di Forza Italia che, nella persona di Beatrice Bertaccini, ci ha negato la convocazione di una udienza conoscitiva dove avremmo voluto sentire spiegazioni dalla “viva voce” di La Forgia e dai pareri dei Revisori dei Conti e dell’attuale responsabile del Servizio Bilancio”.

“A questo punto, vista la gravità dei fatti e delle conseguenze per la cittadinanza forlivese che verrà privata di servizi a fronte di debiti che non trovano chiare spegazioni, e ritenendo inevitabile il ricorso al potere giurisdizionale, abbiamo investito del caso i magistrati che, siamo certi, andranno finalmente a fondo. Per una vicenda così grave questa Amministrazione comunale rischia concretamente il commissariamento e merita veramente di essere esautorata dai suoi poteri; come M5S Forlì chiediamo che si sciolga il consiglio per andare subito ad elezioni anticipate”: è l’auspicio conclusivo dei consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

Video di repertorio:
il no alla commissione di inchiesta (22/9/2015)

la discussione in aula sulla legittimazione del debito (28/7/2015)