Sprechi e cattivo esempio da parte del Comune nel riscaldamento dei locali pubblici

spreco-di-costi-di-riscaldamento“Abbiamo verificato, a seguito di una segnalazione anonima, una situazione di anomalia e disagio relativa al riscaldamento degli uffici del Comune di Forlì”, scrivono in una nota stampa Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì, “Come verificato da alcuni nostri attivisti presso gli uffici aperti al pubblico in Piazza Saffi ed in Piazza della Misura, nonostante le temperature esterne decisamente non più invernali, il riscaldamento rimane ancora a livelli molto (troppo) alti, ed i termostati, pur presenti in molti termosifoni, sembrerebbero rotti o malfunzionanti, abbiamo inoltre notato che molti uffici avevano le finestre aperte, come unica soluzione per ridurre le temperature elevate”.

“Siamo da sempre particolarmente attenti a temi quali la buona gestione della cosa pubblica ed il rispetto dell’ambiente, e riteniamo questi sprechi plateali inaccettabili – attaccano i pentastellati – Soprattutto quando il Comune ha addirittura conferito ad una delle sue società partecipate, Forlì Città Solare, l’attività di “energy manager” e gestione calore degli edifici comunali, impegnando ben 235.000 euro sui bilanci 2017-2019. E francamente, visti i risultati, viene il dubbio che tali trasferimenti di denaro servano più che altro a “salvare” la partecipata che presenta numerosi problemi a far tornare i conti, piuttosto che ad una reale ottimizzazione della gestione energetica degli edifici comunali”.

“L’attuale situazione “grida vendetta” vista anche l’adesione del Comune di Forlì all’associazione “Comuni Virtuosi”, un simile spreco di denaro pubblico, non ci sembra per nulla “virtuoso” ed è indubbiamente uno spreco economico, un comportamento ambientalmente irresponsabile, ed anche una possibile violazione di legge”, incalzano Vergini e Benini

“Ricordiamo che in Italia esiste un limite preciso per le temperature all’interno dei luoghi chiusi, pubblici o privati: 20 gradi, con una tolleranza massima di due gradi. Di più, per la legge, è troppo. Non si tratta di valori scelti a caso, ma individuati da standard internazionali che attengono il “comfort climatico” e che sono stati definiti come gli ideali per svolgere le attività di tutti i giorni in pieno benessere e nel rispetto delle esigenze dell’ambiente e dell’economia”.

“Il Movimento 5 Stelle ritiene che il Comune di Forlì debba dotarsi di mezzi ed organizzazione tali da contenere sprechi e dare quindi il buon esempio. Questo sarà certamente uno dei nostri obiettivi se i cittadini ci daranno fiducia alle prossime amministrative ponendoci al governo di questa città per innescare finalmente un vero cambiamento”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

Biomonitoraggio metalli pesanti nelle unghie dei bambini forlivesi, M5S: “Iniziativa lodevole, ora tutti si complimentano, ma nel 2016 il Pd bocciò la nostra richiesta di finanziare iniziative di questo tipo”

Giovedì sono stati portati all’attenzione della cittadinanza gli esiti dell’iniziativa “difendiamo l’ambiente con le unghie” promossa dai medici dell’ISDE Ruggero Ridolfi e Patrizia Gentilini, le indagini di laboratorio eseguite dall’Eurolab di Torino sulle unghie di 200 bambini del nostro territorio tra i 6-9 anni, hanno quantificato la presenza dei metalli pesanti nell’organismo dei bambini, e ne sono stati trovati tanti, segno inequivocabile di un elevato grado di concentrazione in aria e suolo, di materiali inquinanti. Il progetto, completamente autofinanziato, pur essendo estremamente interessante, non ha potuto avere l’investitura di studio analitico, non avendo potuto dotarsi di costosi protocolli di selezione dei campioni necessari come requisito.

“Una iniziativa lodevole, che, come sempre, parte della società civile nel più ampio disinteresse dell’Amministrazione Comunale”, commenta il consigliere comunale Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì, presente alla serata, “Ci stupisce che il Sindaco Drei non si senta responsabile del mancato “appoggio economico” del Comune, e ancor di più stupefacente è la richiesta del segretario del Pd forlivese Zoli di spronare gli amministratori locali ad un maggior impegno, quando in passato proprio il Pd bocciò una nostra proposta che andava proprio in questo senso”.

“Ricordiamo alla maggioranza che governa la città, che già nel marzo 2016, il M5S aveva presentato una serie di emendamenti al bilancio nei quali si proponeva di impiegare 100.000 euro all’anno per 3 anni per l’istituzione di una rete di monitoraggio e controllo ambientale in collaborazione con l’università, proprio su queste tematiche. Inutile dirvi che il Pd, compatto, bocciò tutti gli emendamenti, con scuse davvero fantasiose…”, ricorda il consigliere Daniele Vergini.

“Siamo orgogliosi di aver sempre provato, fin dal nostro ingresso in Consiglio Comunale, a portare proposte concrete per muoversi nella direzione di politiche a favore della sostenibilità ambientale, purtroppo quasi sempre bocciate da questa maggioranza. Riteniamo quindi di grande utilità per la collettività il progetto guidato dal Dott. Ridolfi e dalla Dott.ssa Gentilini, che godono della nostra più sentita ed ampia stima, per il loro riconosciuto attivismo per l’ambiente e la salute. Una futura Amministrazione comunale guidata dai 5 Stelle non mancherà sicuramente di finanziare iniziative di questo genere perchè la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini sono realmente principi fondanti del nostro Movimento, a differenza di altre forze politiche che si riempiono la bocca di roboanti annunci elettorali, per poi smentirsi inesorabilmente nei fatti quando poi sono al governo”, concludono i consiglieri pentastellati Vergini e Benini.

 

Solidarietà all’ente Parco delle Foreste Casentinesi

casentinesiUna mano ignota ha depositato su una scrivania dell’ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi una lettera, indirizzata al Presidente Luca Santini, contenente minacce di morte e due proiettili di arma da guerra. La missiva conteneva un messaggio, scritto con una grafia malcerta, con il seguente testo: “Sei uno sbirro. Difendere la legge ha un prezzo. Sei un uomo morto!!!”.

“Si tratta di un fatto davvero sconcertante, un inqualificabile atto intimidatorio”, si legge in una nota a firma dei consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini, “Il Movimento 5 Stelle di Forlì esprime totale solidarietà a Luca Santini, un presidente impegnato da anni a promuovere ad ogni levello uno dei più bei parchi d’Italia istituito nel 1993, tutelando con determinazione e passione il suo ambiente e la sua biodiversità a tal punto che nel luglio scorso la Commissione UNESCO ha riconosciuto ed inserito la Riserva Naturale di Sasso Fratino, e le imponenti faggete comprese nel perimetro del parco, nel patrimonio Mondiale dell’Umanità. La nostra solidarietà va anche all’Ente Parco e ci auguriamo che il responsabile dell’ignobile e vigliacco atto di intimidazione sia individuato ed assicurato alla giustizia quanto prima”.

 

Doppiopesismo Pd sui rifiuti da fuori provincia: se quelli da Roma puzzano, da Faenza invece sono profumati?!

rifiuti-discarica“Pretestuoso, politicamente ipocrita e contraddittorio il ‘via libera’ del sindaco Drei ai rifiuti del faentino che verranno inceneriti nell’impianto Hera della nostra città, a distanza di soli pochi giorni dal suo roboante ‘no’ ai rifiuti da Roma che si vociferava potessero essere smaltiti nella nostra regione, cosa che invece non si è poi verificata”. Questo il commento di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì a seguito dell’autorizzazione da parte dell’assessore regionale Gazzolo al conferimento dei rifiuti provenienti dal faentino nell’inceneritore della nostra città, subito accettato dal sindaco di Forlì, a suo dire, per motivi di “solidarietà istituzionale”.

“Un via libera che ci indigna e stride con la sbandierata politica dell’autogestione e della riduzione dei rifiuti da incenerire a Forlì. Un’autorizzazione che stride con la filosofia del post incenerimento e dell’aumento del potenziale del riciclo”: aggiungono i due pentastellati.

A questo punto i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì temono il peggio: “Se la strategia regionale sarà trasferire a Forlì e in altri impianti vicini i rifiuti che non potranno essere conferiti più a Ravenna o Piacenza (gli impianti più vecchi in Emilia-Romagna e ormai da dismettere, ndr) annunciamo che la nostra opposizione sarà ferma e continuata. Fino a che qualcuno non si ricordi, a partire dallo stesso sindaco Drei, che il destino promesso a Forlì era ben altro: due anni fa il presidente della Regione Bonaccini aveva garantito la chiusura di uno dei due inceneritori di Forlì entro la fine del mandato amministrativo o poco più avanti”: aggiungono Simone Benini e Daniele Vergini.

Ravvisando uguale atteggiamento fra il sindaco di Forlì e il suo collega di Castenaso che non voleva anche lui i rifiuti provenienti da Roma per essere smaltiti nell’inceneritore del Frullo, nell’area del confine con Granarolo, e poi s’è dovuto piegare allo smaltimento dei rifiuti eccedenti la discarica Tre Monti a Imola, i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì invitano il sindaco Drei ad essere coerente con la politica di autonomia che ha ispirato la nascita dell’Azienda in House “Alea Ambiente” e ad opporsi con forza ad ogni richiesta di conferimento di rifiuti extra provincia, indipendentemente dal comune di provenienza. “La salute dei cittadini forlivesi non si baratta con i dividendi di Hera. Questo modo supino di accettare interessi privati a scapito della salute dei propri cittadini non dovrebbe appartenere ad un sindaco che fa gli interessi dei suoi cittadini”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

NewCo rifiuti, M5S: “Non accettiamo lezioni da chi è in conflitto di interesse, e dalla nuova gestione pretenderemo chiarezza e trasparenza”

“Non ci ha lasciato affatto stupiti che sulla stampa locale continui sempre più acceso il dibattito sulla nuova società in house per la gestione integrata dei rifiuti del comprensorio forlivese, come non ci ha stupito l’intervista riportata a tutta pagina su un quotidiano locale, in cui un soggetto privato, in palese conflitto di interessi, ha apertamente rilasciato dichiarazioni sconcertanti nel tentativo di screditare la nascente società”, si legge in una nota dei consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini del M5S di Forlì.

“Il progetto è un apripista verso una nuova gestione dei rifiuti, e Forlì, finalmente anche se con qualche anno di ritardo, sarà un soggetto sperimentatore: Hera se ne faccia una ragione! Se la raccolta differenziata non ha ottenuto i risultati attesi a Forlì è proprio da imputarsi al conflitto di interessi di Hera che nel tempo ha continuato a ricevere tonnellate di contributi statali per bruciare piuttosto che riciclare e riutilizzare”.

“Il punto debole dell’operazione, così come abbiamo più volte sottolineato in Consiglio Comunale, è la gestione della nuova società all’interno della holding Livia Tellus, ma faremo il nostro dovere per controllare e denunciare ogni distorsione”, continuano i due consiglieri 5 Stelle, “al contrario di chi critica probabilmente con secondi fini, noi faremo la nostra parte per controllare e supportare la corretta realizzazione del progetto, che in altri comuni d’Italia funziona egregiamente”.

Il processo di costituzione della in house è stato lungo e complicato e non privo di dubbi ed incertezze dal punto di vista finanziario, ma Benini e Vergini, in coerenza al programma elettorale 5 Stelle, hanno comunque votato favorevolmente la delibera, prendendosi le proprie responsabilità, consapevoli che questa era “una finestra che difficilmente si sarebbe riaperta una seconda volta, visti i numerosi interessi in gioco, mentre per noi è fondamentale il rispetto del programma ed il benessere dei cittadini”.

“Ci aspettavamo una più dura presa di posizione da parte del sindaco e della giunta su questi tentativi di ingerenza a cui è stato concesso grande risalto mediatico. Una cosa che il M5S non può accettare e ci porta a dare un consiglio a tutti coloro che, in palese conflitto di interesse o non, dovessero ancora continuare a sponsorizzare l’utilizzo o giustificare la presenza degli inceneritori a Forlì: di farsi un esame di coscienza e tacere! Di mettersi al passo con i tempi e studiare i documentati danni che questi impianti producono, entrambi gli inceneritori di Forlì vanno spenti definitivamente e nel più breve tempo possibile! Noi continueremo ad impegnarci in questo senso, ad invitare i cittadini ad attivarsi e a collaborare con tutti coloro che hanno la reale intenzione di difendere la salute delle nostre famiglie e del nostro territorio”, concludono i consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini del M5S di Forlì.

 

Parte la “in house”, M5S: “Rimangono ancora numerosi dubbi e incognite sulla linea scelta dal Pd, ma vigileremo affinché il progetto non prenda strade sbagliate”

E’ stata approvata mercoledì scorso in consiglio comunale la nascita della NewCo per la gestione del servizio di raccolta rifiuti per 13 comuni del comprensorio forlivese. Una separazione della gestione del sistema di raccolta da quello dello smaltimento dei rifiuti, da tempo richiesta, fin dal lontano 2003, da associazioni ambientaliste e cittadini forlivesi, veri e lungimiranti ispiratori del progetto, purtroppo spesso poco ascoltati.

“Il nostro voto in consiglio è stato favorevole per coerenza con il nostro programma elettorale”, dichiarano Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, “ma non è stato un voto a cuor leggero, considerati i numerosi interrogativi e dubbi che rimangono tuttora irrisolti: in primis sull’aleatorietà del piano economico-finanziario che di fatto lascia carta bianca alla holding finanziaria Livia Tellus Romagna (guidata da Gianfranco Marzocchi, uomo di fiducia del sindaco Drei) su come procedere nella costituzione e gestione della Società, piano criticato, lo ricordiamo, anche dai Revisori dei Conti del Comune che avevano dato un parere con riserva”

“Nel corso della discussione abbiamo presentato tre emendamenti, il primo per venire incontro alla richieste dei revisori e vincolare la costituzione della società alla realizzazione di un piano economico dettagliato da porre nuovamente al vaglio di revisori e consiglio comunale; il secondo per mettere nero su bianco la massima estensione territoriale ai comuni della provincia della nascente società, evitando la possibile futura trasformazione della NewCo in una “nuova HERA”; il terzo per inserire nello statuto l’obiettivo “rifiuti zero”, specificando che mai e poi mai si sarebbe fatto ricorso allo smaltimento in inceneritori, anche di altre città, regioni o stati”, sottolineano i consiglieri comunali Benini e Vergini, “Ma, come ampiamente prevedibile, nessuno dei nostri emendamenti è stato accolto, con le solite scusanti addotte dal Pd per mistificare le nostre reali intenzioni, che erano unicamente quelle di mettere dei paletti affinché la “in house” fosse degna delle lotte che associazioni e cittadini hanno condotto da più di un decennio in questo territorio martoriato dall’inquinamento”, ribadiscono Benini e Vergini.

“Siamo ansiosi di vedere i primi passi di questa nuova società, la prima prova sarà quella della nomina del CdA che speriamo vivamente sarà formato da esperti tecnici, mentre dovrà subito suonare un campanello di allarme se invece si dovesse trattare dei soliti “politici riciclati”. L’unica certezza per i cittadini sarà che il M5S non mancherà di passare ai raggi X l’operato della NewCo, si tratta di un progetto troppo importante perchè sia lasciata carta bianca al Pd!”, concludono i pentastellati.

NOTA: la delibera sulla nuova società in house è passata all’unanimità ma si segnala che i seguenti consiglieri erano assenti al momento del voto in consiglio:
Fabrizio Ragni (Forza Italia)
Lauro Biondi (Forza Italia)
Marco Catalano (Forza Italia)
Beatrice Bertaccini (Forza Italia)
Davide Minutillo (Fratelli d’Italia)
Daniele Mezzacapo (Lega Nord)
Daniele Avolio (Gruppo Misto – Centro Destra)
Luigi Sansavini (PD)
Andrea Laghi (PD) (assente per motivi di salute)
Lodovico Zanetti (MDP) (assente per un lutto)

 

Aumento Tari, M5S Forlì: “L’indignazione tardiva del Pd, partito ‘passacarte’ di Atersir e del gestore”

Tassa-Rifiuti“Ai forlivesi ricordiamo un fatto: è stato concesso il via libera del Pd in consiglio comunale ad un aumento ingiustificato della Tari, con un aggravio medio del 3,3% pari a 714 mila euro. Giunta e assessore hanno promesso che presenteranno ricorso al Tar. Ma intanto c’è il via libera al salasso agli aumenti ingiustificati imposti da Atersir che a sua volta è passacarte del gestore: Hera. Ravvisiamo una tardiva indignazione del Pd e rimaniamo stupefatti dall’ipocrisia di chi, per anni, ha votato sempre “si” agli aumenti a “occhi chiusi” e ora invece si “straccia le vesti” annunciando che si troverà il modo di stoppare i rincari. Abbiamo denunciato questo ‘meccanismo perverso’ fin dal nostro ingresso in consiglio, ma solo ora il Pd sembra aver accolto le nostre perplessità, un ritardo ingiustificabile”: così Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del M5S di Forlì dopo l’ultima delibera in consiglio.

“Resta però difficile spiegare ai cittadini il motivo per cui la maggioranza abbia approvato comunque gli aumenti con la promesse di ricorrere al TAR successivamente. La delibera approvata dal Comune presentava a nostro parere vari profili di illegittimità (come confermato anche da una sentenza del TAR Lazio) e non era quindi votabile. Doveva essere ritirata e non approvata per dare un segnale più forte, come è stato fatto da vari comuni, ad esempio Savignano nella nostra provincia, ma anche da capoluoghi di provincia come Ferrara, il tutto senza nascondersi dietro a ipotetici “squilibri di bilancio” come è successo invece Forlì”: aggiungono in una nota i due pentastellati.

Noi del M5S, “mentre le altre opposizioni si limitavano come al solito alle chiacchiere”: ironizzano Benini e Vergini, siamo stati gli unici a presentare un documento ufficiale di “pregiudiziale” per fermare gli aumenti.

“Ma questo atto – spiegano Vergini e Benini – è stato bocciato dalla maggioranza del Pd; per chiedere di ritirare la delibera contenente gli aumenti Tari avevamo esplicitato due precise motivazioni: quella principale era la mancanza della documentazione propedeutica relativa al Pef (il Piano economico finanziario), funzionale all’ente locale per la determinazione della tariffa Tari, che doveva essere fornita da Atersir. E approvare questa delibera “alla cieca” ha probabilmente addossato tutte le eventuali responsabilità di terzi sui Consiglieri Comunali votanti, oltre ad esplicitare il loro ruolo di “passacarte” di Atersir, che a sua volta, invece di esercitare il suo ruolo di garante dei comuni, dimostra di essere passacarte del gestore privato”.

“In secondo luogo tutto l’iter di convocazione del consiglio comunale e della commissione consiliare dedicata alla Tari è avvenuto a nostro parere troppo velocemente e al di fuori dei termini regolamentari, adducendo una “urgenza” non giustificata in quanto il termine ultimo del 31 marzo per l’approvazione delle tariffe era noto da mesi. Perché la giunta non s’è attivata prima se davvero voleva contrastare gli aumenti?”: aggiungo i due esponenti del M5S.

“Questi avvenimenti purtroppo confermano il modus operandi di questa giunta comunale e della maggioranza Pd che sfocia come sempre in una gestione superficiale e poco oculata della cosa pubblica, che infine si riflette sulle tasche dei cittadini, cosa che denunciamo ormai da anni e che non mancheremo di segnalare nuovamente al Prefetto di Forlì”: concludono i consiglieri comunali del M5S di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Pericolo amianto a Forlì, “La giunta comunale non fa abbastanza!”: le accuse e le proposte del M5S

pericolo_amiantoIl M5S di Forlì torna a puntare i riflettori sul pericolo amianto, sul quale, secondo i “pentastellati”, l’amministrazione comunale non pone sufficiente attenzione. Alcuni esempi?

“Stiamo ancora aspettando una soluzione ad un problema da noi segnalato più di un anno fa relativo ai capannoni con amianto in pessimo stato di conservazione in via dei Molini, in una zona densamente abitata del quartiere Romiti, e vicino ad un parco giochi per bambini, dopo più di un anno non si è ancora arrivati ad una soluzione”: spiegano i consiglieri comunali del M5S Daniele Vergini e Simone Benini, che pongono anche alcune domande.

“Perché il sindaco Drei non ha ancora emesso un’ordinanza per obbligare la rimozione? Forse perchè gli stabili sono di proprietà della moglie di Paolo Talamonti: ex assessore comunale di centrosinistra ed ex presidente locale di Hera?”: si chiedono gli stessi Vergini e Benini.

“Inoltre, un’altra incredibile vicenda di cui siamo venuti recentemente a conoscenza è che la Giunta ha dato in concessione al Liceo Classico per l’anno scolastico 2016/2017 l’uso della “Sala Icaro”, sala che però contiene una “pavimentazione con colla contenente amianto classificata nella categoria “Materiali danneggiati” ai sensi del D.M. 06/09/1994, per i quali è consigliata la rimozione”: svelano i due consiglieri del M5S che si richiamano alla prescrizione della Provincia di Forlì-Cesena, che vista la “gravissima situazione finanziaria”, non può prendere in gestione l’immobile in quanto ”non si possono garantire i necessari interventi di manutenzione e rimozione dei materiali contenenti amianto, funzionali ed essenziali a garantire la salute e sicurezza degli utilizzatori”.

“Il Comune non si preoccupa quindi di bonificare la pavimentazione ma mette unicamente per iscritto che il concessionario deve “fornire una corretta informazione agli occupanti l’edificio sulla presenza di amianto nello stabile, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare”. A nostro parere questa è solo l’ennesima leggerezza del sindaco Drei e della sua Giunta, che non esiteremo a segnalare alle autorità competenti! Ci chiediamo se gli studenti siano veramente informati della presenza di amianto nella sala Icaro e soprattutto non comprendiamo per quale motivo non sia mai stata bonificata visto che è di proprietà del Comune”: aggiungono Benini e Vergini.

Secondo il M5S la questione amianto va affrontata più seriamente e con maggiore impegno.

“E poiché siamo soliti non limitarci alla sola protesta ma anche proporre soluzioni abbiamo presentato una mozione in consiglio comunale – annunciano i due pentastellati – per chiedere azioni concrete contro la piaga dell’amianto che devono partire da una seria mappatura delle coperture in materiali contenenti amianto su tutto il territorio comunale, come consigliato anche dalle linee guida regionali al fine di eliminare eventuali condizioni di rischio per la salute pubblica, tale mappatura può essere realizzata intelligentemente e a basso costo con mezzi tecnologici come i “droni”; esistono infatti aziende, anche italiane, che hanno le conoscenze specifiche per realizzare censimenti di questo tipo”.

Secondo il M5S una volta mappato il territorio sarà possibile procedere alla rimozione anche mediante risorse economiche messe a disposizione dai Fondi Strutturali e d’Investimento Europei che possono essere espressamente destinati anche a rimozioni di amianto da edifici privati.

“La nostra mozione chiede inoltre anche di utilizzare maggiormente lo strumento dell’ordinanza sindacale contingibile ed urgente, per sollecitare i privati alla rimozione nei casi più gravi, come ad esempio ai Romiti, in cui si ravvisi un concreto pericolo per l’incolumità pubblica. Chiediamo infine di promuovere presso la cittadinanza un’adeguata e corretta informazione sui pericoli e rischi per la salute connessi all’amianto. Le soluzioni per affrontare la piaga dell’amianto esistono e anche le risorse economiche, quello che manca purtroppo a Forlì è probabilmente la volontà e la capacità politica di farlo”: concludono i consiglieri comunali del M5S Daniele Vergini e Simone Benini.

Video dell’interrogazione dell’anno scorso sull’amianto in via del Molini ai Romiti:

 

La decisione della Regione su Mengozzi è un bluff alle spalle dei Forlivesi che si aspettavano da Bonaccini, come promesso, la chiusura di un inceneritore

camino-mengozzi“Mengozzi aveva chiesto di trattare (cioè incenerire) fino a un massimo di 5000 kg/ora, la Regione ha fissato il limite agli attuali 4000 kg/ora ma ha permesso una flessibilità del 20% che di fatto consentirà alla società di incrementare fino a 5000 kg/ora per 1760 ore anno, ovvero per circa 5 ore al giorno tutti i giorni tutto l’anno, oppure per 73 intere giornate in un anno. Su queste basi nessuno può affermare – come hanno fatto invece giunta regionale e giunta Drei con inutile trionfalismo – che è stata ‘stoppata’ la richiesta di Mengozzi, semmai è vero il contrario!”. Questo il commento a caldo di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

Si tratta della prima reazione politica dei “pentastellati” alla Valutazione di impatto ambientale sull’inceneritore Mengozzi di Forlì, approvata dalla Giunta regionale.
“Ma come verranno misurati questi aumenti di portata oraria? La risposta, poco chiara, è nella delibera regionale: che spiega che “dovranno essere effettuate, in un punto quanto più prossimo possibile alla camera di post combustione, e a valle di questa, campagne periodiche per la misura dei parametri di portata, temperatura, pressione e umidità del flusso gassoso al fine di procedere al calcolo e alla verifica della portata trattata in camera di post-combustione nelle condizioni indagate. La frequenza e la modalità di svolgimento delle campagne sono definite dall’Aia, ovvero la Autorizzazione Integrata Ambientale”. Quindi per fare ulteriori valutazioni dovremo attendere di visionare le reali prescrizioni previste nell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), non ancora disponibile”: spiegano Benini e Vergini.

Dietro queste prescrizioni burocratiche i due consiglieri del Movimento 5 stelle vedono in realtà: “l’ennesima fregatura, visto che abbiamo già sperimentato una situazione simile con la legge regionale sui rifiuti, sulla carta quasi totalmente accettabile, ma poi nella pratica totalmente smentita nei fatti da un piano operativo che ne ha disatteso i principi”.

 

Grande partecipazione di cittadini all’evento sui pesticidi. M5S: “Ora una ordinanza anche a Forlì per metterli al bando definitivamente”

Grande partecipazione di cittadini all’evento informativo sui pesticidi organizzato dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì ieri sera alla sala Foro Boario, durante la serata si sono susseguiti numerosi oratori, esperti scientifici, il Prof. Fabio Taffetani, botanico con cattedra all’Università Politecnica delle Marche e presidente di PAN Italia (Pesticide Action Network) e la Prof.ssa Patrizia Gentilini onco-ematologa esponente di ISDE Italia Medici per l’Ambiente; un esperto tecnico apicoltore Marco Valentini titolare dell’azienda BioApi; e due relatori politici del MoVimento 5 Stelle, il Dott. Marco Zullo europarlamentare e l’Ing. Andrea Bertani consigliere regionale.

La parte tecnico-scientifica è stata unanime nel rilevare i numerosi danni arrecati dai pesticidi all’ambiente ed a molte specie animali, è stato inoltre sottolineato come queste sostanze siano ormai presenti anche nei nostri corpi e sono stati citati numerosi studi scientifici che mettono alla luce i numerosi indizi sulla correlazione dei pesticidi con l’insorgere di gravi malattie.

La parte politica ha invece elencato le numerose azioni svolte dal MoVimento 5 Stelle per mettere al bando i pesticidi in ossequio al principio di precauzione che dovrebbe essere uno dei pilastri a tutela della salute dei cittadini; azioni purtroppo ostacolate da chi, a differenza nostra, non ha le mani libere perchè succube alle lobby ed organico ad un sistema che pone gli interessi economici di fronte alla salute dei cittadini.

Alla domanda di “cosa può fare la politica?” la risposta degli esperti è stata unanime nell’elencare numerose iniziative nazionali ed internazionali: ad esempio la messa al bando di numerosi pesticidi in Svezia a partire dal 1970 ha portato alla documentata diminuzione dell’insorgere dei linfomi – che al contrario in Italia sono in aumento – ma senza scomodare gli stati esteri sono stati citati numerosi esempi virtuosi anche in Italia: nel 2014 nel Comune di Malles (Alto Adige) si è tenuto uno storico Referendum che ha messo al bando l’uso di tutti i pesticidi, un Regolamento simile è stato attuato nel 2012 dal Comune di Mallosco (Val di Non), come anche a Vallarsa (TN) ed a breve ad Appignano (MC); ordinanze sui pesticidi sono state emesse anche Corigliano d’Otranto (LE), Serra dei Conti (AN), Barchi (PU), Fermignano (PU). E a Forlì?

“Purtroppo non corrisponde al vero la notizia data da un giornale locale secondo il quale a Forlì sarebbe in vigore un’ordinanza che pone il freno ai pesticidi”, commentano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì, “l’unica azione fatta della nostra amministrazione è stata quella di chiedere un parere alla Regione, di cui si sta attendendo ancora l’esito, ma in sostanza se ne è lavata le mani e nessuna ordinanza è mai stata emessa. E’ nostra intenzione proporre a breve una mozione per impegnare la Giunta ad emettere anche nel nostro Comune un’apposita ordinanza o ad inserire nei Regolamenti comunali la messa al bando dei pesticidi una volta per tutte, come fatto già da numerosi Comuni”.

“Invitiamo inoltre tutti i cittadini a segnalare tutti i casi in cui la legge non viene rispettata, ad esempio proprio qualche giorno ci sono state inviate alcune foto che mostrano come nella rotonda della Ravegnana vicino all’autostrada sembrino esserci tracce dell’uso di glifosato, un uso apparentemente improprio ai sensi anche del recente decreto emesso in agosto dal Ministero della Salute”, concludono i consiglieri Vergini e Benini

Slide dei relatori:

Fabio Taffetani

Patrizia Gentilini

Marco Valentini