Rinnovo parco auto della municipale tutt’altro che ecologico, e come sempre paga Forlì per tutti!

In merito al recente rinnovo del parco auto della polizia municipale dell’Unione dei comuni, che ha visto l’investimento di 200.000 euro, riteniamo si tratti certamente di un investimento necessario visto lo stato del parco auto precedente, però sono necessari alcuni chiarimenti da parte dell’Amministrazione che a quanto pare è entrata in “frenesia elettorale”: innanzitutto non ci sembra giusto spacciare questo rinnovo come “ecologico” in quanto si tratta di auto a benzina, il nostro capoluogo è addirittura l’unico in Emilia Romagna senza nemmeno un’auto ibrida o elettrica nel parco macchine della polizia municipale! Infine pensiamo che ci debbano essere date delle spiegazioni sul perchè, ancora una volta, Forlì ha pagato per tutti: pare infatti che i 200.000 euro siano stati messi solo dal Comune di Forlì dove secondo i nostri Amministratori, ed esattamente come succedeva quando governava il PD, i forlivesi devono fare beneficenza con le loro tasse a tutti i comuni della vallata. Qualcuno è in grado di spiegarci il perchè? Ma soprattutto quando il Comune uscirà da questa Unione e si riprenderà il servizio della Municipale, per tentare finalmente di farlo funzionare.

Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali M5S Forlì

 

Inceneritore ex Mengozzi: M5S, interrogazione al ministro Costa su concentrazioni oltre i limiti di legionella

“Concentrazioni di Legionella oltre i limiti nelle torri di raffreddamento dell’inceneritore Ecoeridania (ex Mengozzi) di Forlì. Il caso finirà in parlamento con una interrogazione al Ministro Costa”. Lo annunciano in una nota congiunta Alberto Zolezzi, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle membro della Commissione ambiente, il parlamentare romagnolo Carlo De Girolamo ed i consiglieri comunali di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

“La notizia del rilievo di Legionella in concentrazioni oltre i limiti nelle torri di raffreddamento dell’inceneritore Ecoeridania a Forlì è molto importante per numerosi motivi. Dalle torri il germe potrebbe diffondersi per un lungo raggio; la ricerca di tali germi è più frequente dopo la grave epidemia dell’Alto Mantovano e Bassa Bresciana del settembre 2018 (oltre 1.000 casi ospedalizzati e 10 decessi riferibili all’epidemia) in realtà correlabile in apparenza ai germi presenti nel fiume Chiese (dello stesso sierotipo di alcuni malati a differenza della Legionella individuata in alcune torri di raffreddamento locali)” spiega Zolezzi che ha seguito casi simili.

“L’inceneritore Ecoeridania di Forlì brucia rifiuti infettivi che possono favorire la proliferazione di patogeni in fase di stoccaggio. Ironia della sorte proprio a poca distanza a Rimini esiste uno stabilimento che produce con un brevetto italiano impianti per la sterilizzazione in situ dei rifiuti sanitari infettivi, cioè i rifiuti non lasciano il perimetro ospedaliero in condizioni di infettività. Questa procedura consente oltretutto di ridurre il volume dei rifiuti e il quantitativo da incenerire, il trasporto può essere fatto quando i volumi lo richiedono e non giornalmente come avviene per i rifiuti ancora infetti, evitando viaggi di camion semivuoti” spiegano gli esponenti del Movimento 5 Stelle Zolezzi, De Girolamo, Vergini e Benini.

“Il settore dei rifiuti sanitari infettivi vede una situazione di monopolio gestionale in Italia che non facilita la gestione con metodi più economici (il trattamento in situ porta il prezzo del trattamento a meno di metà rispetto alla filiera convenzionale). Sono circa 170.000 tonnellate di rifiuti all’anno ma estremamente pericolosi e costosi, si arriva a 2.000 euro a tonnellata con la gestione convenzionale. Negli USA si è stimato che il 25% delle diossine nazionali fossero emesse dalla combustione dei rifiuti ospedalieri. Al costo, al turismo dei rifiuti e all’inquinamento ora sembra si sommi anche un rischio infettivo. L’Italia ha il record europeo di mortalità da infezioni antibiotico-resistenti, oltre 10.000 all’anno secondo il CDC, su 30.000 in UE” spiegano gli esponenti pentastellati.
“Gestione rifiuti e salute è un tema complesso e con numerose correlazioni. Il dato emerso all’inceneritore Ecoeridania pone un ulteriore dubbio sulla filiera dell’incenerimento, non solo diossine e polveri sottili (particolato primario e secondario) ma anche rischio infettivo” spiegano Zolezzi e De Girolamo.

“Nel prossimo consiglio comunale interrogheremo il Sindaco anche per chiedere lumi sullo stato attuale del canale di scolo degli impianti di HERA ed Ecoeridania che si getta nel fiume Ronco, se esiste una caratterizzazione dei terreni e qualora non esistesse, se non sia il caso di avviarla, visto quanto è stato scoperto, per la tutela della salute pubblica e dei nostri cittadini”, concludono Vergini e Benini.

 

Approvata la mozione 5 Stelle sulla micro-mobilità elettrica

Finalmente è stata approvata all’unanimità nello scorso Consiglio comunale la nostra mozione sulla micro-mobilità elettrica, depositata ormai da più di due mesi. Finalmente anche a Forlì sarà introdotta la possibilità, in via sperimentale, di circolare regolarmente con veicoli per la mobilità personale a propulsione elettrica, quali monopattini, hoverboard, monoruota, segway, ecc. Questo avverrà dopo che la giunta avrà predisposto un apposito regolamento e individuato le strade, presumibilmente del centro storico, ove questi mezzi potranno circolare.

L’approvazione di questa mozione non è stata facile, nonostante alcune dichiarazioni che sono uscite prematuramente sulla stampa, l’accordo è avvenuto solo dopo lunga contrattazione e dopo aver fugato alcuni dubbi della maggioranza sui costi della cartellonistica e sulla sicurezza, ma siamo comunque soddisfatti dell’esito, si trattava di una proposta di assoluto buon senso che non poteva che essere accettata.

Queste nuove forme di mobilità, rese possibili da uno specifico decreto del Ministro delle infrastrutture dell’allora ministro Toninelli, oltre ad essere innovative, sono utili ai fini del contrasto all’inquinamento atmosferico, sostenibili e di alta qualità anche sotto il profilo economico e sociale, creano inoltre un’alternativa all’utilizzo delle auto. Non dimentichiamo poi l’indotto economico che si potrebbe creare con chi potrà noleggiare questi dispositivi, rendendo la città più attrattiva e facile da visitare anche dal punto di vista turistico.

Il quadro infine si completa con la recente approvazione, in assemblea regionale, sempre su proposta 5 Stelle di una risoluzione per impegnare la Regione a fornire incentivi per questi veicoli e per le classiche bici elettriche, stanziando anche risorse per i Comuni per incentivare la diffusione, che si sommeranno a quelli inseriti anche nel DL Clima.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali M5S Forlì

 

Reddito di cittadinanza, De Girolamo: “i Comuni impieghino i percettori nei progetti utili alla comunità”. Vergini e Benini: “anche Forlì si attivi al più presto”

“Prende il via il processo che definisce l’attivazione dei lavori di pubblica utilità che i beneficiari del Reddito di cittadinanza dovranno effettuare presso il Comune di residenza, dopo la firma negli scorsi giorni da parte del ministro Catalfo, del decreto concertato con i comuni stessi”. È quanto dichiara, in una nota, il deputato Carlo Ugo de Girolamo del Movimento 5 Stelle.

“In dettaglio, con questo atto i Comuni interessati avranno la possibilità di avviare la progettazione e definire le attività che i beneficiari del Reddito andranno a svolgere”, precisa de Girolamo, “il Comune è il titolare dei Progetti Utili alla Comunità e può avvalersi della collaborazione di enti del Terzo Settore o di altri enti pubblici.

I PUC possono essere svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, contribuendo alla costruzione di una comunità migliore”.

“Il decreto delinea i confini delle attività che possono essere realizzate”, continua il deputato, “i percettori di Rdc, infatti, non possono svolgere attività in sostituzione di personale dipendente dall’ente pubblico proponente o dall’ente gestore nel caso di esternalizzazione di servizi o dal soggetto del privato sociale; non possono altresì ricoprire ruoli o posizioni nell’organizzazione del soggetto proponente il progetto e non possono sostituire lavoratori assenti a causa di malattia, congedi parentali, ferie e altri istituti, né possono essere utilizzati per sopperire a temporanee esigenze di organico in determinati periodi di particolare intensità di lavoro. I comuni sono già in possesso delle linee guida e saranno supportati in tutte le fasi: dall’analisi preliminare fino al raggiungimento degli obiettivi dei singoli percettori per ciascuno dei quali è prevista una progettazione personalizzata”.

“Si auspica pertanto che i comuni si attivino nell’immediato per cogliere questa opportunità”, conclude il deputato, ”impiegando i percettori del Reddito di cittadinanza in attività utili alla comunità ed ai soggetti stessi nell’ottica di inclusione sociale e di valorizzazione del capitale umano”.

Intervengono anche i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini che entreranno nello specifico di Forlì presentando un’interrogazione nel Consiglio di lunedì prossimo per chiedere se l’amministrazione si stia attivando celermente per la realizzazione di questi progetti che “saranno utili oltre che alla città, anche ai percettori del Reddito di Cittadinanza che si sentiranno ancor più inclusi prendendo parte a progetti riqualificanti e socialmente utili alla comunità. Ad esempio una possibilità da valutare fra le tante possibili potrebbe essere quella di organizzare passeggiate ecologiche, simili a quelle già realizzate dagli ambientalisti, per raccogliere eventuali rifiuti abbandonati da parte di cittadini poco rispettosi dell’ambiente, quale miglior modo di dimostrare sensibilità e impegno civico?!”

 

Mentre i giovani scioperano per il clima la giunta di Centrodestra apre alle auto in piazza Saffi?

Mentre migliaia di giovani scioperano per il clima riempiendo strade e piazze della nostra città per la terza volta in pochi mesi, secondo alcune voci la nuova giunta di Centrodestra avrebbe già deciso di aprire alle auto in piazza Saffi! Una decisione “antistorica” che va esattamente nella direzione opposta a quella desiderata dai nostri giovani che chiedono misure concrete per arginare l’inquinamento e fermare i cambiamenti climatici.

Riportare le auto in piazza, oltre che un danno alla qualità dell’aria ed una palese violazione alle leggi nazionali e regionali vigenti, fornirebbe solo un breve “effetto placebo” ai commercianti in crisi del nostro centro storico che necessita piuttosto di una “cura” più sostanziosa, cioè azioni serie del Comune per renderlo più attrattivo e vivo, azioni delle quali non si vede ancora traccia…

Nonostante siano passati ormai molti mesi dalle elezioni non sono ancora state presentate le linee programmatiche di questa nuova maggioranza che si è fatta eleggere promettendo “cambiamento” ma che non sappiamo ancora quali intenzioni abbia in realtà. Pensiamo quindi che sia giunto il momento di scoprire le carte: dicano chiaramente cosa vogliono fare per quanto riguarda la mobilità, vogliono forse confermare quanto scritto nel PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) adottato dalla precedente giunta del Pd? O addirittura peggiorarlo riducendo ulteriormente l’area pedonale? Il piano della precedente maggioranza, che dovrà tornare in consiglio entro fine anno per l’approvazione, era già viziato da numerose incongruenze che potrebbero costituire violazioni di norme regionali (il “piano aria”) ma anche violazioni di diritto comunitario che renderebbero il comune inadempiente e quindi sanzionabile dall’Unione Europea, multe che pagherebbero non certo gli amministratori ma i cittadini forlivesi con le loro tasse!

Mentre tutto il mondo sta faticosamente intraprendendo la strada dell’ecologismo e della salvaguardia del pianeta incentivando un trasporto sostenibile, pare proprio che le tendenze “pro auto” di questa giunta non ci permetteranno di respirare l’aria pulita che c’è fuori dal tunnel della mediocrità.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali M5S Forlì.

 

Il Centrodestra si rimangia la promessa e non riconosce l’emergenza climatica

Mentre è notizia di oggi che a Pescara numerose persone ferite si sono recate al pronto soccorso perchè colpite da grandine grossa come arance, la nuova maggioranza di fatto nega l’esistenza di un’emergenza climatica, e si rimangia in tempo record le promesse elettorali di solo poche settimane fa quando il sindaco Zattini aveva sottoscritto davanti ai ragazzi del movimento Fridays For Future la promessa di dichiarare l’emergenza climatica. I ragazzi, che si sono sempre distinti in questi mesi per azioni dimostrative di sensibilizzazione come raramente si era visto prima d’ora nella nostra città, avevano proposto a tutti i consiglieri una mozione durante il flash mob tenutosi in concomitanza con il primo consiglio comunale, ma solo noi del M5S l’abbiamo presentata tale e quale. Nella mozione, completamente diversa, proposta della maggioranza di Centrodestra vengono invece elencate solo poche e marginali azioni, e addirittura si sollevano dubbi sulla natura antropica del cambiamento climatico citando il Prof. Franco Prodi, risulta quindi ora chiarissimo da che parte si sia posta l’attuale maggioranza, ma perchè non l’hanno detto prima del voto?!… Deludente anche la mozione proposta dal Pd, anche questa completamente riscritta in modo più annacquato, spostando l’obiettivo di zero emissioni al 2050 (contro il 2030 proposto dai ragazzi), e senza alcun riferimento al verde pubblico e ad altri temi proposti dai ragazzi.

Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali M5S Forlì

AGGIORNAMENTO DEL 29/7/2019:
Con una incredibile retromarcia la maggioranza di Centrodestra ha accettato di ritirare la propria mozione e di scriverne una condivisa con tutto il consiglio che recepisce un buon 75% delle richieste dei ragazzi di Fridays For Future, la accogliamo come una vittoria del buon senso!

 

Raccolta differenziata, M5S: “Mobilitazione permanente affinché nel nostro inceneritore non arrivino rifiuti da comuni che non applicano metodi di raccolta altrettanto efficienti, lo dobbiamo ai forlivesi”

Il Movimento 5 Stelle di Forlì ringrazia pubblicamente tutti i 183.000 cittadini del forlivese (86.500 utenze domestiche e 11.500 aziende) che, a quasi un anno dall’avvio del nuovo servizio di raccolta domiciliare porta a porta dei rifiuti urbani tramite la nuova società in-house “Alea ambiente”, sono riusciti, con grandi sforzi e non senza qualche problema, a raggiungere percentuali elevate di raccolta differenziata (media 80% contro un precedente 44%) e soprattutto a ridurre a soli 84 Kg/abitante il “secco non riciclabile”, da inviare all’inceneritore, contro i 350 Kg/abitante di solo un anno fa.

L’impegno dei forlivesi è stato encomiabile, e si è tradotto in un risultato concreto: una riduzione di ben 76% dell’indifferenziato da conferire all’inceneritore, calato a 15.000 tonnellate contro le 64.000 precedenti. Proseguendo con questa modalità di gestione con tariffa puntuale, e con il potenziale recupero a riciclo di circa 2.000 tonnellate dei prodotti assorbenti (pannolini-pannoloni), possibile grazie al decreto “end of waste” firmato pochi giorni fa dal nostro Ministro Sergio Costa, si può ipotizzare dal prossimo anno di calare ulteriormente fino ad arrivare a sole 10.000 tonnellate da inviare all’inceneritore di via Grigioni.

Il Movimento 5 Stelle, sia a livello nazionale che locale, è fortemente convinto che questa sia la strada giusta per raggiungere gli obiettivi dei “10 passi verso rifiuti zero”, come previsto espressamente anche nel contratto di Governo del Paese, che prevede proprio il modello trevisano, da noi “importato”, come quello di riferimento ed eccellenza a livello europeo. Se questo modello sarà copiato anche da altri comuni della Romagna e di tutta la regione, potremo, nel giro di un paio d’anni, abbattere enormemente le quantità di rifiuti da incenerire così da rendere quasi inutili gli inceneritori di rifiuti sul nostro territorio e salvaguardare sia la salute pubblica che l’ambiente.

Per tutti questi motivi, le elezioni di domenica 26 maggio assumono un aspetto di ulteriore importanza perché il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica che, in modo compatto, è concorde nel portare avanti con coerenza e competenza questa visione.

E per dimostrarlo nei prossimi giorni attueremo anche una mobilitazione, assieme a tutti i candidati Sindaco 5 Stelle dei comuni romagnoli, ai candidati alle elezioni europee della circoscrizione Nord/Est, ai consiglieri regionali e comunali attualmente in carica. Un mobilitazione per chiedere a “voce alta”, con coraggio e convinzione, di introdurre lo stesso sistema di raccolta dei rifiuti urbani, sperimentato con successo a Forlì, anche negli altri comuni al fine di ridurre a quantità minime l’indifferenziato, rendendo praticamente inutili gli inceneritori esistenti e poterne quindi chiedere la progressiva chiusura.

Come M5S di Forlì ci opporremo con fermezza, con ogni mezzo lecito, all’arrivo nel nostro inceneritore di rifiuti indifferenziati provenienti da comuni che non applicano metodi di raccolta altrettanto efficienti. Questo lo dobbiamo ai forlivesi e all’enorme impegno che hanno dimostrato nell’essere pionieri di questa rivoluzione culturale. Così come continueremo a chiedere l’abrogazione dell’Art. 35 dello Sblocca Italia, recentemente condannato anche dalla Corte europea di giustizia, per ottenere il ripristino del principio fondamentale: “chi inquina paga”.

Daniele Vergini, candidato sindaco M5S Forlì

 

Il Comune non ha redatto il “bilancio arboreo” obbligatorio per legge, verde pubblico trattato con leggerezza, per noi invece è un investimento nella qualità della vita dei forlivesi

L’amministrazione uscente ci ha regalato parecchi scivoloni sul tema del verde pubblico a partire dal tentato abbattimento dei bagolari di corso Diaz fino alla gestione oggettivamente fallimentare del verde cittadino ormai fuori controllo in tutto il territorio comunale.

E l’ultimo scivolone in ordine di tempo è quello di non aver mai redatto il “bilancio arboreo”, il documento che indica il “rapporto fra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica rispettivamente al principio e al termine del mandato stesso”. L’obbligo di pubblicazione, disposto dalla Legge 10/2013, specifica chiaramente come “due mesi prima della scadenza naturale del mandato, il sindaco rende noto il bilancio arboreo”, “dando conto dello stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza”, ma a quanto pare nulla di tutto questo è stato fatto! Un inadempimento che, stando alle norme, potrebbe anche essere un illecito disciplinare e una causa di responsabilità per danno all’immagine dell’amministrazione.

Un’ulteriore conferma della leggerezza con la quale è stato trattato l’argomento da questa giunta, che si aggiunte al non aver mai disposto controlli serrati sull’operato delle ditte appaltatrici, fino ad arrivare all’approccio urbanistico che non condividiamo di permettere la “monetizzazione facile” delle dotazioni di verde pubblico nei vari comparti, in altre parole basta pagare per non realizzare le aree verdi previste. L’errore di base è quello di pensare solo al verde pubblico come un costo, al contrario il nostro approccio, se i cittadini forlivesi ci daranno fiducia alle elezioni di maggio ponendoci al governo della città, sarà di segno nettamente opposto perchè riteniamo che ogni investimento nel verde pubblico sia un investimento sulla qualità della vita dei cittadini forlivesi.

Fra le nostre principali proposte politiche per la gestione del verde pubblico segnaliamo: l’aumento del budget dedicato al verde pubblico, e delle professionalità all’interno degli uffici competenti; aumento dei controlli e delle penali alle ditte appaltatrici, fino ad arrivare, se necessario, al recesso in caso di gravi disservizi; la creazione di una piccola squadra comunale di giardinieri/cantonieri per sopperire alle eventuali emergenze; garantire una migliore pulizia delle aree verdi ed una corretta manutenzione dei giochi per bambini all’interno di tali aree, per incentivare alla frequentazione delle stesse da parte di tutti i cittadini; la realizzazione di un lungimirante “piano del verde”, documento di progettazione e gestione del verde urbano a medio-lungo termine che tenga conto di criteri di natura storica, sociale, agronomica; nel caso in cui sia necessario prevedere degli abbattimenti di alberature, la decisione dovrà sempre essere preceduta da un’attenta analisi costi/benefici, che tenga in considerazione in prima battuta gli impatti ambientali e solo successivamente gli aspetti economici.

Daniele Vergini, candidato sindaco M5S Forlì

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Striscia la Notizia al mercato ortofrutticolo, dopo la nostra interrogazione sull’amianto nel parcheggio di via dei Gerolimini

Amianto in centro a Forlì, al mercato ortofrutticolo, nel parcheggio di via dei Gerolimini, dove viene smerciata gran parte della frutta e verdura del forlivese. La vicenda, sollevata dal sottoscritto e trattata con scarso rilievo dalla stampa locale circa un mese fa, è stata oggetto ieri dalla trasmissione Striscia la Notizia di Canale 5 (clicca per vedere il servizio), con una troupe che si è recata sul posto e ha intervistato l’oncologo Ruggero Ridolfi, che ha ricordato come le fibre di amianto siano pericolose e cancerogene e possano causare tumori. La situazione paradossale, che evidentemente ha attirato l’attenzione di una TV nazionale, è quella di un Comune che si dimentica per 4 anni di bonificare amianto su una struttura di sua proprietà situata in una zona densamente abitata! E si dimentica addirittura di apporre i cartelli obbligatori per legge per segnalare il pericolo e di fare le verifiche annuali che sarebbero previste! Una situazione inaccettabile che indigna profondamente vista anche la presenza di numerose scuole entro un raggio di 300m, ogni cittadino avrebbe diritto a sapere se compra il proprio cibo o porta i propri figli in un’area potenzialmente pericolosa. Ma, a quanto pare, per risvegliare politici e tecnici dal “torpore” ci voleva ancora una volta l’intervento del M5S, l’unica forza politica che fa quotidianamente gli interessi dei cittadini, non solo sotto campagna elettorale ma da sempre, il nostro impegno su questo fronte è sempre stato costante come quando abbiamo fatto rimuovere l’amianto nella ex cartiera del quartiere Romiti, o ancora quando abbiamo puntato i fari sull’amianto nel corridoio d’ingresso all’aula magna del liceo classico.

Vorrei poi ricordare al Comune di Forlì, che parla della necessità di fare una gara fra vari operatori per affidare i lavori di rimozione amianto di via Gerolimini entro giugno, che non serve un bando per affidare lavori per 30.000 euro come in questo caso… ma basterebbe un affido diretto, soprattutto se c’è una situazione di urgenza come questa.

Col M5S al governo della città ci sarà invece un deciso cambio di passo sull’amianto, di certo noi i cartelli di pericolo li metteremo e nel nostro programma sono previste tutta una serie di iniziative, a partire da un’informazione capillare alla cittadinanza sui pericoli e rischi per la salute connessi all’amianto. Fino ad arrivare ad una mappatura aerea tramite droni di tutto il territorio comunale, e il reperimento di appositi fondi europei per agevolare le bonifiche, anche a privati. Le soluzioni per affrontare la piaga dell’amianto esistono e anche le risorse economiche, quello che è mancato all’attuale amministrazione è la volontà e la capacità politica di farlo.

Daniele Vergini, candidato sindaco M5S Forlì

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Operatore Alea che “mischia” i rifiuti, M5S: “Istituire una task force della polizia municipale che faccia controlli e introdurre un sistema premiale per i cittadini che segnalano”

La “polveriera” era pronta da tempo: la decisione del Pd e dei sindaci soci di Alea (compreso Zattini) di comprimere la transizione dal cassonetto al bidoncino in soli 6 mesi per motivi evidentemente elettorali, ha costretto la startup Alea all’impossibile, compreso, a quanto pare, l’avvalersi di personale non adeguatamente formato. E l’operatore beccato a “mischiare” i rifiuti raccolti, è la miccia perfetta per innescare nuove polemiche che il Centrodestra “doppia faccia” immancabilmente coglierà con Mezzacapo e Ragni contro Alea da una parte e il candidato sindaco Zattini dall’altra per il quale invece è sempre andato tutto bene. Ma questo è un copione già visto, quello che invece mi stupisce è vedere i massimi esponenti del Centrosinistra chiedere improvvisamente nuovi controlli e addirittura un ex sindaco che dice di non fidarsi di Alea! Dov’erano questi soloni quando ancora nel 2016 chiedavamo, con un emendamento al bilancio di previsione ovviamente bocciato, l’istituzione di una “task force” della polizia municipale adibita a controlli sulla raccolta dei rifiuti (gestiti all’epoca ancora da Hera)? Quella proposta vale ancora oggi più che mai per tamponare la situazione a dir poco problematica nella quale ci hanno messo questi politici incompetenti. A nostro parere inoltre è importante coinvolgere i cittadini nei controlli istituendo meccanismi premiali per chi segnala comportamenti scorretti sia di operatori che non fanno correttamente il proprio lavoro, che di altri cittadini in malafede che abbandonano rifiuti per strada.

Daniele Vergini Candidato Sindaco M5S Forlì

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