Nuovo “carrozzone” all’interno di Romagna Acque e tonnellate di cemento ovunque per nuove dighe. Il Pd ravennate ordina e tutti obbediscono

E’ in arrivo in Parlamento la proposta di legge del MoVimento 5 Stelle per la ripubblicizzazione dell’acqua, che obbligherà i gestori a reinvestire tutti i soldi delle bollette nell’ammodernamento della rete, una norma che a quanto pare spaventa chi per decenni ha lucrato sull’acqua! Sono quindi partite anche in Romagna le grandi manovre per aggirarla: un enorme investimento di soldi pubblici di 4,6 milioni di euro nel quadriennio 2020-2023 (ma che per contratto dovrebbe durare fino al 2050) è quello che si starebbe progettando nelle segrete stanze di Romagna Acque, su impulso, pare, del Pd ravennate, per costituire una nuova società “in house” denominata Acqua Ingegneria che sembra proprio l’ennesimo “carrozzone” ideato per trovare una nuova collocazione ai dipendenti di Sapir Engineering, la società di progettazione del gestore del porto di Ravenna, ora in difficoltà per assenza di lavoro.

L’operazione milionaria, a carico di tutti i comuni soci, starebbe avvenendo con una sospetta fretta e opacità: nonostante la Legge Madia preveda espressamente forme di consultazione pubblica per la costituzione di nuove società partecipate, nulla di tutto questo sarebbe stato fatto ma sarebbero solo stati pubblicati alcuni file in un’area non facilmente raggiungibile del sito istituzionale di Romagna Acque, quindi con una oggettiva impossibilità per i cittadini di conoscere gli atti e avanzare osservazioni, cosa che già di per sé pone seri dubbi sulla legittimità della procedura. Ma è anche e soprattutto la finalità di questa nuova società che ci lascia molto perplessi: si dovrebbe occupare di progettare nell’appennino forlivese e cesenate nuovi invasi artificiali con dighe in cemento armato. Almeno tre sarebbero previste, la più grande delle quali (20 milioni di metri cubi) nella zona delle Gualchiere tra Bagno di Romagna e Verghereto. Servono davvero queste ennesime “colate di cemento”? Dall’impatto ambientale elevatissimo, e dai costi economici esorbitanti (si parla di 350 milioni di lavori per realizzarle), il tutto in prossimità del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Perchè non sono state prese in considerazione soluzioni alternative come riduzione delle perdite, degli sprechi e una pianificazione del riuso a fini irrigui delle acque reflue dei depuratori?

Risulta inoltre veramente strana la coincidenza temporale del “colpo di mano” del management di Romagna Acque, che cerca di propinare ai Comuni in fretta e furia questo progetto, proprio poco prima dello scadenza del CdA in carica. E il tutto in barba al fatto che la pianificazione di nuove fonti idriche spetterebbe alla Regione con il suo piano di tutela delle acque, che al momento però non prevede alcun intervento di questo tipo. Romagna Acque, quindi, pur non essendo titolata a decidere sulle politiche idriche chiede ugualmente ai Comuni soci di impegnarsi in ingenti spese che non hanno alcuna garanzia di poter rientrare. Purtroppo nulla ha insegnato il fallimento della Società Alpina Acque, costituita per progettare la diga di ridracoli e poi disciolta a caro prezzo per mancanza di lavoro una decina circa di anni fa. Anche questa volta in caso di errore le conseguenze politiche, legali ed economiche ricadrebbero inevitabilmente sugli Enti soci, e in cascata sui cittadini.

Infine questa società di ingegneria va anche in conflitto con quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2019 del Governo del Cambiamento, che prevede l’istituzione di una centrale per la progettazione di opere pubbliche all’interno all’Agenzia del Demanio, con l’assunzione di personale specializzato messo a disposizione degli Enti Locali. Acqua Ingegneria sarebbe quindi solo un doppione inutile e costoso, a carico dei contribuenti.

Daniele Vergini, candidato sindaco del M5S, e Simone Benini, consigliere comunale del M5S di Forlì

 

Sulle tariffe dei rifiuti solo propaganda elettorale da Destra a Sinistra

Pare che finalmente i 13 sindaci abbiano finalmente “partorito”, dopo un lungo travaglio, le tariffe di Alea! Noi lo chiedevamo con forza dall’anno scorso come passaggio fondamentale per mantenere credibilità nei confronti dei cittadini, ma ce l’hanno fatta solo ora, ampiamente oltre il tempo massimo dopo ben due mesi dalla partenza del servizio a Forlì, inaccettabile! E come se non bastasse, pur non essendo stati ancora consegnati i documenti ai consiglieri, notiamo che i soliti partiti si sono affrettati a rilasciare dichiarazioni alla stampa in un senso o nell’altro, ma basandosi sul nulla… Il sindaco Drei sbandiera una vittora senza considerare la partenza disastrosa della raccolta, avvenuta a causa della forzatura nel voler fare in 6 mesi quello che andava fatto in 2 anni, solo ed esclusivamente per un tornaconto elettorale. Il Centrodestra invece continua a dire tutto il contrario di tutto, Mezzacapo e Ragni sparano a zero (ignorando che in veneto il bacino Priula/Contarina, che attua lo stesso metodo di raccolta, è retto da 2/3 di sindaci leghisti) mentre Zattini che, come si sa, è a favore di Alea, si accoda a Drei per bocca dell’assessore di Meldola Cicognani, presidente del coordinamento soci. Probabilmente nel Centrodestra con questa strategia pensano di fare i “pigliatutto” sperando di prendere i voti sia dei pro che dei contro Alea. Al contrario noi del M5S abbiamo deciso di tenere un atteggiamento più serio: prima di dichiarare aspettiamo di leggere le carte, solo dopo esprimeremo giudizi, e proporremo eventualmente emendamenti per migliorare i regolamenti che, lo ricordiamo, dovranno obbligatoriamente passare per i consigli comunali.

Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del M5S Forlì.

 

Rifiuti abbandonati in strada, crescono i disagi. M5S: “Colpa di Drei e di quei sindaci come Zattini che per vantaggi elettorali hanno voluto anticipare l’avvio della nuova raccolta differenziata creando così solo danni! Si attivi un servizio di emergenza”

La gran voglia di presentarsi in campagna elettorale giocandosi la carta del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti ha tradito il Pd, l’amministrazione comunale Drei, e quei sindaci come Zattini, primo cittadino di Meldola e attuale candidato di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che hanno spinto per l’avvio forzato e anticipato del servizio. E così, ancora una volta, per colpa di politici ambiziosi e alla ricerca perenne di quell’immagine positiva che i cittadini, invece, non gli riconoscono, un buon progetto rischia di atterrare ancora prima di decollare. Di incrementare i disagi anziché azzerarli. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, come in questo periodo di trasformazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani si stiano verificando vari disservizi, specie nei giorni festivi e anche oggi nella festività dedicata alla nostra Madonna del Fuoco con la giornata di festa subito a seguito di un fine settimana. Come abbiamo già ricordato riteniamo che l’errore principale sia stato quello di voler per forza fare in 6 mesi una transizione per la quale ci sarebbero voluti almeno 2 anni, ed è evidente che questa forzatura sia stata fatta solo perchè le elezioni sono alle porte… Ma sarebbe un errore gettare il bambino con l’acqua sporca, queste negligenze del livello politico non possono gettare discredito su un progetto come Alea che sulla carta dovrebbe portare benefici ai cittadini e all’ambiente. Per questo motivo riteniamo che debba essere istituito un servizio speciale di raccolta d’emergenza per far fronte agli abbandoni ingiustificati su suolo pubblico ed agli innumerevoli cassonetti strabordanti di ogni tipo di rifiuto che si accumulano soprattutto durante le festività, e che rendono indecorosa la città di Forlì. Tale servizio è indispensabile almeno per i prossimi 3 o 4 mesi e non rappresenterebbe certamente una spesa esagerata. Sarebbe sufficiente attivare un numero telefonico unico da chiamare, per evitare la confusione del cittadino sui tanti numeri (vigili urbani, Gev, Alea o cooperative addette alla raccolta) per chiedere di intervenire e rimuovere rapidamente ogni accumulo. Ci chiediamo inoltre per quale motivo i 13 sindaci non si siano ancora messi d’accordo sulle tariffe! Questo ritardo è una gravissima responsabilità, perchè impedisce ai Consigli di deliberare i regolamenti definitivi e rischia di gettare discredito sull’intera operazione a causa di alcuni politici che non si mettono d’accordo! Quindi che si assumano le proprie responsabilità e facciano quello che dovevano fare già in dicembre prima dell’inizio del porta a porta su tutto il territorio!

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri del M5S per il Comune di Forlì

Per visionare il nostro programma completo sull’Ambiente
accedi alla pagina del programma Amministrative 2019
volantino con le principali proposte:

 

Il Comune dà il via alla rimozione dell’amianto dall’aula magna del Liceo Classico. Il M5S vince la sua battaglia: “finalmente”

sala-icaro-870x535Finalmente il Comune si è convinto e, dopo le nostre continue segnalazioni, ha predisposto la rimozione dell’amianto dall’aula magna del Liceo classico. E’ stata, però una battaglia dura, iniziata nel marzo del 2017 con un’interrogazione in Consiglio comunale, seguita da un esposto in Procura. E proseguita nonostante le accuse lanciateci dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pd, Drei di “creare inutili allarmismi” e risposte del tipo “la superficie danneggiata è limitata, quindi senza obbligo di rimozione”. Ma ora, forse anche per quei documenti ufficiali, da noi forniti, in cui si evidenziava come la Provincia considerasse gli interventi di bonifica “essenziali a garantire la salute e sicurezza degli utilizzatori”, possiamo dirlo: ce l’abbiamo fatta. Il Comune di Forlì ha, lo vogliamo ribadire, finalmente, stanziato i 30.000 euro necessari per bonificare il pavimento con colla contenente amianto dei corridoi di accesso alla sala Icaro, appunto l’aula magna del Liceo Classico.

SICUREZZA NELLE SCUOLE, ECCO IL PROGRAMMA M5S
Una cosa è certa: se i forlivesi, col voto di maggio, decideranno di mandarci alla guida della città una delle priorità sarà proprio quella di verificare lo stato di tutti gli immobili comunali, a partire dalle scuole, con la rimozione di tutte le strutture anche solo a rischio amianto. Non possiamo assolutamente permettere che i nostri ragazzi, che sono il nostro futuro, siano anche solo a rischio. Abbiamo inoltre in programma tutta una serie di iniziative per affrontare con maggiore decisione il problema amianto, a partire da un’informazione capillare alla cittadinanza sui pericoli e rischi per la salute connessi all’amianto. Fino ad arrivare ad una mappatura aerea tramite droni di tutto il territorio comunale, e il reperimento di appositi fondi europei per agevolare le bonifiche, anche a privati. Le soluzioni per affrontare la piaga dell’amianto esistono e anche le risorse economiche, quello che è mancato all’attuale amministrazione è la volontà e la capacità politica di farlo.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri del M5S per il Comune di Forlì

La nostra interrogazione nel 2017:

 

Inceneritori e raccolta differenziata: basta con l’inganno sui rifiuti!

ricicloMentre il dibattito sulla raccolta differenziata riscalda l’estate e dopo aver letto le parole che Hera ha affidato alla stampa non possiamo fare a meno di intervenire! La tutela dell’ambiente ed il superamento degli inceneritori sono uno dei punti fondamentali del nostro programma e ribadiamo quanto sottoscritto nel “contratto di Governo” nazionale proprio al capitolo “ambiente”: per tutelarlo il metodo privilegiato è quello della raccolta domiciliare di Contarina, riconosciuto a livello europeo, un metodo già adottato con successo nel trevisano, e che riteniamo indispensabile anche da noi nel forlivese, ma con un approccio attivo e realmente partecipativo, favorevole alle esigenze di tutti i cittadini. Riteniamo che i Comuni abbiano fornito un’informazione insufficiente e soprattutto tardiva, motivo per cui ora alcuni cittadini si stanno “ribellando”, riteniamo che debbano essere ascoltati, e le loro proposte tenute in considerazione purché la barra rimanga dritta sull’obiettivo finale di realizzare una raccolta porta a porta efficace. Ci aspettiamo inoltre maggiore chiarezza sul meccanismo di calcolo della tariffa, riteniamo che la proposta di Alea debba essere resa pubblica al più presto per non alimentare inutili polemiche, specificando bene che ovviamente dovrà essere approvata dai comuni e potrebbe quindi subire alcune modifiche.

Fatte queste doverose precisazioni, rigettiamo al mittente tutte le affermazioni di Hera, per almeno 10 motivi:

1) gli inceneritori dei rifiuti non valorizzano proprio niente, perché di fatto consumano più energia termica ed elettrica di quella che producono, quindi è veramente arrivato il momento di abbandonare il neologismo “termovalorizzatori” ideato da Bersani quando doveva difendere coi denti le sue multiutility di partito;

2) la stessa Cisambiente (costola di Confindustria) l’8 agosto dello scorso anno, sul proprio sito ammette che “come fase della gerarchia dei rifiuti, quella di termovalorizzazione pone rilevanti problematiche per la salute del genere umano. Infatti noti sono i risultati degli studi che pongono in luce le patologie respiratorie causate dal particolato fine ed ultra fine risultato dal processo di combustione dei rifiuti, che genera processi infiammatori ed un aumentato rischio di cancerogenicità”;

3) anche l’Unione Europea prende posizione in modo netto: la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni recante “Il ruolo della termovalorizzazione nell’economia circolare” ribadisce di non essere favorevole all’incenerimento;

4) lo scorso 1 Agosto la 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato della Repubblica (“Ambiente”), con una risoluzione, ha approvato la sopra citata comunicazione della Commissione al Parlamento europeo ed ha deliberato “una risoluzione favorevole” in cui si ribadisce che “il ruolo dell’incenerimento di rifiuti va riconsiderato, sia in termini di incentivi ancora presenti nel nostro Paese, sia in termini di limite temporale al loro utilizzo impiantistico in assenza di revamping (…) pare ovvio dichiararlo, ma è bene invece sottolinearlo, come la termovalorizzazione debba gestire il trattamento di rifiuti ritenuti –  ad oggi, stante le attuali conoscenze – non riciclabili o il cui processo di avvio al riciclo risulti eccessivamente dispendioso”;

5) gli inceneritori dei rifiuti non sono parte integrante della cosiddetta economia circolare (di cui Hera si loda inopportunamente), caso mai sono in fondo alla gerarchia della prevenzione così come le discariche, quindi gli inceneritori dei rifiuti sono ancora e saranno sempre economia lineare (usa e getta), ad uso e consumo fine a se stesso anzi, uso e sfruttamento di risorse materiali e distruzione delle stesse (nulla si crea nulla si distrugge);

6) l’assimilazione ai rifiuti domestici dei rifiuti speciali (pericolosi e non) generati dal mondo delle imprese (micro, piccole, medie e grandi) produce inevitabilmente scarti di materiale considerevole proprio per la differente e diversa origine e composizione sia qualitativa che quantitativa dei rifiuti urbani;

7) l’assimilazione generalizzata è una pratica gestionale che è servita ai Comuni sostanzialmente per far cassa e per favorire economicamente i gestori della raccolta integrata (con risparmi sulla raccolta e con scarti di materiale per alimentare gli inceneritori);

8) l’assimilazione è una pratica molto estesa soprattutto da parte dei Comuni emiliano romagnoli dove Hera impera che ha posto la nostra Regione al vertice (negativo) della classifica di produzione dei rifiuti urbani prodotti pro-capite con circa 250 Kg all’anno a testa oltre le medie nazionali ed europee;

9) gli scarti della raccolta differenziata eseguita con il metodo della raccolta tramite i cassonetti stradali (anche quelli con calotta), tanto cari ad Hera, sono molto elevati (quasi il 30% per la plastica e più del 20% per la carta) proprio perché non responsabilizzano né i cittadini né le imprese sulle modalità di consumo e sulla riduzione degli sprechi, degli scarti e infine dei rifiuti;

10) in conclusione, pur consapevoli che l’impianto forlivese di incenerimento dei rifiuti potrà continuare a bruciare 120mila tonnellate annue fino al 2020, come da accordo sottoscritto con la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Forlì, e potrà farlo avvalendisi dei rifiuti urbani prodotti in ambito regionale (il cosiddetto mega “ambito ottimale” ma incongruo anche per il Garante che indica un territorio limitato a 150mila abitanti), resta però agli atti l’allegato tecnico del controverso e per noi inaccettabile famigerato Art. 35 del decreto “sblocca Italia” in cui, in modo inconfutabile si evidenzia che per questo impianto è prevista la sua chiusura nel 2025.

Per tutte queste ragioni come Movimento 5 Stelle faremo di tutto per riportare gli Ambiti Ottimali a dimensioni territoriali di scala provinciale o di aree geograficamente omogenee e ci impegneremo in tutte le sedi istituzionali per assicurare la chiusura degli impianti industriali di incenerimento dei rifiuti promuovendone la sostituzione con impianti per il recupero di materiale dai rifiuti residui.

Dato che siamo convinti e consapevoli che i rifiuti sono un enorme problema, alla cui soluzione concorrono sia azioni che comportamenti personali consapevoli oltre che scelte collettive e responsabili nel prevenire la produzione di rifiuti inutili, ci impegnamo fin d’ora a proporre politiche sociali locali che combattono la cultura dello spreco e dell’usa e getta, perché “prevenire è meglio che curare”.

I nostri obiettivi sia a breve che a medio termine sono e restano azioni politiche locali e nazionali improntate al rispetto della cosiddetta gerarchia dei rifiuti, perché il futuro è nelle quattro “R”: Riduci, Riusa, Ricicla, Recupera.

Il nostro impegno è e sarà dedicato a mettere in campo ogni attività sociale e culturale per favorire maggiore consapevolezza nell’acquisto e nella gestione del cibo per evitarne gli sprechi, per privilegiare prodotti di consumo con poco imballaggio a perdere e non riciclabile, per una maggior e diffusa educazione e formazione ambientale per evitare di gettare beni e cose che potrebbero invece essere ancora utilizzate e soprattutto per creare una coscienza e una attenzione specifica per la migliore e più efficiente differenziazione dei rifiuti di origine domestica e non domestica attraverso metodi i più efficaci e sperimentati.

AGGIORNAMENTO DEL 9/13/2018:
Abbiamo presentato 12 domande ad Alea a seguito delle numerose petizioni presentate dai cittadini ed abbiamo ottenuto delle puntuali risposte (cliccate sui link per vedere i documenti).

 

Rifiuti pericolosi a S. Lorenzo in Noceto: il Comune agisca in fretta per limitare ulteriori danni con una denuncia in Procura e l’insinuazione nel fallimento

gruppo-eco-sede-caldaNella memoria dei forlivesi è rimasto ben impresso il caso “fangopoli” del 2005 con fanghi tossici sparsi nelle nostre campagne… una ventina di arresti ma poche condanne: gli imprenditori della ditta Laghi di S. Lorenzo in Noceto che patteggiarono pene fino a quattro anni e l’ex dirigente della Provincia Tolmino Giunchi che prese mazzette per 210 milioni di lire e patteggiò 2 anni. Ombre del passato che però ritornano ora attuali con il fallimento dell’azienda Ecotecnica sempre di S. Lorenzo in Noceto, il cui sito di stoccaggio fanghi, distante poche decine di metri dal fiume Rabbi, col fallimento dell’azienda sarebbe stato di colpo abbandonato, ma conterrebbe ancora almeno 480 tonnellate di rifiuti pericolosi stoccati principalmente in vasche. L’allarme, lanciato dal comitato di quartiere, sarebbe l’evoluzione di una vicenda ben nota all’Amministrazione almeno dal marzo 2017, nel novembre dello stesso anno Arpae dopo aver rilevato 20 tonnellate di amianto non in sicurezza dispose addirittura una sospensione all’ingresso di nuovi rifiuti nel sito, nel luglio 2018 il fallimento dell’azienda che risulta ora di fatto abbandonata, con grande preoccupazione dei cittadini.

“Sarebbe gioco facile polemizzare sui mancati controlli, ma ora ci teniamo a dire per prima cosa che cittadini non devono essere lasciati soli e le istituzioni devono agire in fretta per limitare ulteriori danni e trovare soluzioni”, sono le parole a caldo del consigliere comunale Daniele Vergini del Movimento 5 Stelle di Forlì presente ad una serata informativa molto partecipata dove il comitato di quartiere ha esternato le preoccupazioni della cittadinanza. “Rispetto al passato esistono ora più mezzi per difendere la salute dei cittadini, infatti dal 2015 esiste una legge contro gli “eco-reati” con pene fino a 15 anni, voluta dal M5S ed in particolare dal nostro deputato Salvatore Micillo, ora sottosegretario all’Ambiente – spiega Vergini – il primo passo da fare, come ci hanno consigliato anche i nostri parlamentari da noi subito interessati, è quello di fare denuncia depositando un esposto sull’accaduto, questo possono e dovrebbero certamente farlo i cittadini di S. Lorenzo, ma ancor più importante sarebbe che lo facesse, a tutela di tutti, il Comune di Forlì che ha mezzi sicuramente superiori e soprattutto informazioni più dettagliate. Di certo questo farebbe un Comune a 5 Stelle. A seguito degli esposti la Magistratura potrebbe sequestrare il sito o dare precise disposizioni al curatore fallimentare per bonificare l’area”.

“Inoltre chiediamo all’Amministrazione anche di valutare seriamente con l’avvocatura la possibilità di aprire un contenzioso a latere della procedura fallimentare che, se accolto, li farebbe diventare creditori del fallimento dando loro modo di insinuarsi nello stesso. Il fine è ovviamente, se messi alle strette, di realizzare le necessarie bonifiche direttamente a carico del Comune per poi rivalersi sull’azienda nel fallimento”, continua il pentastellato.

“Infine ci teniamo a precisare un’ultima cosa: speriamo vivamente che questa vicenda ponga la parola fine al sito di stoccaggio di S. Lorenzo, che tanti problemi ha generato alla cittadinanza locale, ubicato in una zona teoricamente non utilizzabile per deposito di rifiuti speciali, ma autorizzato in deroga per continuità dell’attività di una azienda già in essere. Ora sembra che si sia arrivati al capolinea col fallimento dell’azienda, ma invitiamo tutti a vigilare con la massima attenzione perchè nei documenti ufficiali di Arpae si legge che “Ecotecnica Srl ha in corso un procedimento di voltura dell’AIA ad altra ditta”, di sicuro però i cittadini ne hanno abbastanza di furberie… speriamo quindi vivamente che si arrivi ad uno stop definitivo, una volta per tutte!”, conclude il consigliere Vergini.

AGGIORNAMENTO:
Volevamo evitare di fare polemica sulla vicenda, ma abbiamo appena appreso che il sindaco Drei, responsabile della salute dei cittadini, ieri sera invece di partecipare al comitato di quartiere dove si parlava di possibili danni ambientali a S. Lorenzo in Noceto ha preferito partecipare alla presentazione della prossima mostra del S. Domenico a Milano Marittima! sembra quasi uno scherzo… ma è lui stesso a ricordarcelo con un post su Facebook!!! E’ inaccettabile! Un sindaco dovrebbe dare priorità alla salute dei cittadini!
drei milano marittima

Il video integrale della serata informativa organizzata dal comitato di quartiere:

 

Querzoli-Ferretti, la nostra replica al Pd

Capiamo che il Pd ci veda come il fumo negli occhi, ma criticarci per una astensione ci pare francamente eccessivo! Per noi l’unica decrescita necessaria è quella degli sprechi generata da questa amministrazione e dalle precedenti dello stesso colore politico! Con la nostra astensione non abbiamo in alcun modo ostacolato il progetto dell’imprenditore Carfagnini per dare nuova vita all’area che sulla carta sembra veramente interessante: polimeri innovativi da scarti alimentari, trasporto dei prodotti su ferro tramite lo scalo merci di villa selva, e lavoro per 200 persone. Abbiamo invece detto che al posto dell’attuale maggioranza avremmo inserito qualche vincolo in più per tutelare maggiormente l’interesse pubblico e avremmo scritto diversamente la delibera che non contempla il caso improbabile (ma non impossibile) che Ferretti non venda a Carfagnini dopo lo sblocco del divieto di vendita dei terreni.

Forse al Pd non è andato giù il fatto che abbiamo ricordato loro il fallimento totale dell’accordo di programma originale del 2005, che trasformò vaste aree da agricole ad edificabili consegnando oltretutto la zona all’abbandono e al degrado, dopo 13 anni per metà costruita e per metà no e senza nessuna impresa avviata. Noi non esistevamo all’epoca ma non saremmo mai stati d’accordo. Di fatto ora ci si trovava in una situazione di empasse di difficile soluzione, causata da un grosso azzardo determinato anni fa dal Pd e, solo per mera fortuna, è arrivato l’imprenditore Carfagnini che potrebbe togliere le castagne dal fuoco, ci auguriamo quindi che il suo progetto di economia circolare possa realizzarsi, per far si che gli enormi sacrifici ambientali di quella zona almeno non siano stati vani.

 

Adesione a Rifiuti Zero: meglio tardi che mai, l’avevamo proposta 3 anni fa, ma era stata bocciata dalla maggioranza Pd!

rifiutizero“Oggi si discuterà in commissione l’adesione del Comune di Forlì al protocollo “Rifiuti Zero”, sarà una seduta surreale perchè avevamo presentato la stessa identica proposta nel 2015 come mozione ma era stata inesorabilmente bocciata dal Pd con l’assurda motivazione che ‘la minoranza non poteva dettare la linea ed i tempi alla maggioranza”, scrivono in una nota stampa Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì. “Riteniamo che il benessere dei cittadini non debba essere oggetto di manie di protagonismo o “lotte di bandiera”, motivo per cui sosterremo in ogni caso la proposta anche se non riteniamo serio il modo in cui si è mossa questa maggioranza”.

“L’adesione al protocollo prevede per il 2020 di portare i rifiuti non riciclati sotto i 100 Kg procapite, di arrivare all’applicazione di un sistema di raccolta porta a porta con tariffa puntuale come succederà a breve con Alea, di ridurre dei rifiuti anche tramite il compostaggio domestico e collettivo, prevede la realizzazione di un centro comunale per la riparazione e il riuso dei beni durevoli, di impianti di selezione e di riciclaggio delle varie frazioni secche, degli ingombranti e dei beni durevoli – spiegano i pentastellati – si propone di avviare un percorso che conduca anche ad una corretta gestione del territorio, alla riduzione dell’impronta ecologica della macchina comunale, alla mobilità sostenibile ed in generale alla incentivazione di nuovi stili di vita come l’autoproduzione, la filiera corta, turismo ed ospitalità sostenibili, commercio equo e solidale, prevede infine  l’istituzione di un Osservatorio Comunale con il compito di monitorare in continuo il percorso verso Rifiuti Zero indicando criticità e soluzioni“.

“Si tratta di propositi di buon senso che avremmo voluto ben presenti fra gli obiettivi di questa amministrazione già vari anni fa. Le proposte che abbiamo fatto in questo mandato, sempre nel segno dei “Rifiuti Zero”, sono state tantissime, molte sono state bocciate, alcune “riesumate” come questa, e altre approvate: ricordiamo ad esempio la nostra mozione sull’uso di stoviglie riciclabili presso feste e sagre, approvata nel 2015, ma purtroppo mai attuata, o più recentemente la mozione sull’agevolazione del “vuoto a rendere”, approvata nel maggio scorso. Quando potremo vederle realizzate? I cittadini forlivesi probabilmente conoscono già la risposta: solo quando il Movimento 5 Stelle sarà al governo di questa città avremo la garanzia di portare a compimento le nostre battaglie a favore dell’ambiente e della salute dei cittadini”, concludono Vergini e Benini.

Di seguito il video della bocciatura della nostra mozione nel 2015, video non più reperibile sul sito del comune di Forlì, ma da noi registrato all’epoca, cosa che sarà possibile ancora per poco visto che i “democratici” intendono pure vietarci le riprese video!

 

Sprechi e cattivo esempio da parte del Comune nel riscaldamento dei locali pubblici

spreco-di-costi-di-riscaldamento“Abbiamo verificato, a seguito di una segnalazione anonima, una situazione di anomalia e disagio relativa al riscaldamento degli uffici del Comune di Forlì”, scrivono in una nota stampa Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì, “Come verificato da alcuni nostri attivisti presso gli uffici aperti al pubblico in Piazza Saffi ed in Piazza della Misura, nonostante le temperature esterne decisamente non più invernali, il riscaldamento rimane ancora a livelli molto (troppo) alti, ed i termostati, pur presenti in molti termosifoni, sembrerebbero rotti o malfunzionanti, abbiamo inoltre notato che molti uffici avevano le finestre aperte, come unica soluzione per ridurre le temperature elevate”.

“Siamo da sempre particolarmente attenti a temi quali la buona gestione della cosa pubblica ed il rispetto dell’ambiente, e riteniamo questi sprechi plateali inaccettabili – attaccano i pentastellati – Soprattutto quando il Comune ha addirittura conferito ad una delle sue società partecipate, Forlì Città Solare, l’attività di “energy manager” e gestione calore degli edifici comunali, impegnando ben 235.000 euro sui bilanci 2017-2019. E francamente, visti i risultati, viene il dubbio che tali trasferimenti di denaro servano più che altro a “salvare” la partecipata che presenta numerosi problemi a far tornare i conti, piuttosto che ad una reale ottimizzazione della gestione energetica degli edifici comunali”.

“L’attuale situazione “grida vendetta” vista anche l’adesione del Comune di Forlì all’associazione “Comuni Virtuosi”, un simile spreco di denaro pubblico, non ci sembra per nulla “virtuoso” ed è indubbiamente uno spreco economico, un comportamento ambientalmente irresponsabile, ed anche una possibile violazione di legge”, incalzano Vergini e Benini

“Ricordiamo che in Italia esiste un limite preciso per le temperature all’interno dei luoghi chiusi, pubblici o privati: 20 gradi, con una tolleranza massima di due gradi. Di più, per la legge, è troppo. Non si tratta di valori scelti a caso, ma individuati da standard internazionali che attengono il “comfort climatico” e che sono stati definiti come gli ideali per svolgere le attività di tutti i giorni in pieno benessere e nel rispetto delle esigenze dell’ambiente e dell’economia”.

“Il Movimento 5 Stelle ritiene che il Comune di Forlì debba dotarsi di mezzi ed organizzazione tali da contenere sprechi e dare quindi il buon esempio. Questo sarà certamente uno dei nostri obiettivi se i cittadini ci daranno fiducia alle prossime amministrative ponendoci al governo di questa città per innescare finalmente un vero cambiamento”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

Biomonitoraggio metalli pesanti nelle unghie dei bambini forlivesi, M5S: “Iniziativa lodevole, ora tutti si complimentano, ma nel 2016 il Pd bocciò la nostra richiesta di finanziare iniziative di questo tipo”

Giovedì sono stati portati all’attenzione della cittadinanza gli esiti dell’iniziativa “difendiamo l’ambiente con le unghie” promossa dai medici dell’ISDE Ruggero Ridolfi e Patrizia Gentilini, le indagini di laboratorio eseguite dall’Eurolab di Torino sulle unghie di 200 bambini del nostro territorio tra i 6-9 anni, hanno quantificato la presenza dei metalli pesanti nell’organismo dei bambini, e ne sono stati trovati tanti, segno inequivocabile di un elevato grado di concentrazione in aria e suolo, di materiali inquinanti. Il progetto, completamente autofinanziato, pur essendo estremamente interessante, non ha potuto avere l’investitura di studio analitico, non avendo potuto dotarsi di costosi protocolli di selezione dei campioni necessari come requisito.

“Una iniziativa lodevole, che, come sempre, parte della società civile nel più ampio disinteresse dell’Amministrazione Comunale”, commenta il consigliere comunale Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì, presente alla serata, “Ci stupisce che il Sindaco Drei non si senta responsabile del mancato “appoggio economico” del Comune, e ancor di più stupefacente è la richiesta del segretario del Pd forlivese Zoli di spronare gli amministratori locali ad un maggior impegno, quando in passato proprio il Pd bocciò una nostra proposta che andava proprio in questo senso”.

“Ricordiamo alla maggioranza che governa la città, che già nel marzo 2016, il M5S aveva presentato una serie di emendamenti al bilancio nei quali si proponeva di impiegare 100.000 euro all’anno per 3 anni per l’istituzione di una rete di monitoraggio e controllo ambientale in collaborazione con l’università, proprio su queste tematiche. Inutile dirvi che il Pd, compatto, bocciò tutti gli emendamenti, con scuse davvero fantasiose…”, ricorda il consigliere Daniele Vergini.

“Siamo orgogliosi di aver sempre provato, fin dal nostro ingresso in Consiglio Comunale, a portare proposte concrete per muoversi nella direzione di politiche a favore della sostenibilità ambientale, purtroppo quasi sempre bocciate da questa maggioranza. Riteniamo quindi di grande utilità per la collettività il progetto guidato dal Dott. Ridolfi e dalla Dott.ssa Gentilini, che godono della nostra più sentita ed ampia stima, per il loro riconosciuto attivismo per l’ambiente e la salute. Una futura Amministrazione comunale guidata dai 5 Stelle non mancherà sicuramente di finanziare iniziative di questo genere perchè la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini sono realmente principi fondanti del nostro Movimento, a differenza di altre forze politiche che si riempiono la bocca di roboanti annunci elettorali, per poi smentirsi inesorabilmente nei fatti quando poi sono al governo”, concludono i consiglieri pentastellati Vergini e Benini.