NewCo rifiuti, M5S: “Non accettiamo lezioni da chi è in conflitto di interesse, e dalla nuova gestione pretenderemo chiarezza e trasparenza”

“Non ci ha lasciato affatto stupiti che sulla stampa locale continui sempre più acceso il dibattito sulla nuova società in house per la gestione integrata dei rifiuti del comprensorio forlivese, come non ci ha stupito l’intervista riportata a tutta pagina su un quotidiano locale, in cui un soggetto privato, in palese conflitto di interessi, ha apertamente rilasciato dichiarazioni sconcertanti nel tentativo di screditare la nascente società”, si legge in una nota dei consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini del M5S di Forlì.

“Il progetto è un apripista verso una nuova gestione dei rifiuti, e Forlì, finalmente anche se con qualche anno di ritardo, sarà un soggetto sperimentatore: Hera se ne faccia una ragione! Se la raccolta differenziata non ha ottenuto i risultati attesi a Forlì è proprio da imputarsi al conflitto di interessi di Hera che nel tempo ha continuato a ricevere tonnellate di contributi statali per bruciare piuttosto che riciclare e riutilizzare”.

“Il punto debole dell’operazione, così come abbiamo più volte sottolineato in Consiglio Comunale, è la gestione della nuova società all’interno della holding Livia Tellus, ma faremo il nostro dovere per controllare e denunciare ogni distorsione”, continuano i due consiglieri 5 Stelle, “al contrario di chi critica probabilmente con secondi fini, noi faremo la nostra parte per controllare e supportare la corretta realizzazione del progetto, che in altri comuni d’Italia funziona egregiamente”.

Il processo di costituzione della in house è stato lungo e complicato e non privo di dubbi ed incertezze dal punto di vista finanziario, ma Benini e Vergini, in coerenza al programma elettorale 5 Stelle, hanno comunque votato favorevolmente la delibera, prendendosi le proprie responsabilità, consapevoli che questa era “una finestra che difficilmente si sarebbe riaperta una seconda volta, visti i numerosi interessi in gioco, mentre per noi è fondamentale il rispetto del programma ed il benessere dei cittadini”.

“Ci aspettavamo una più dura presa di posizione da parte del sindaco e della giunta su questi tentativi di ingerenza a cui è stato concesso grande risalto mediatico. Una cosa che il M5S non può accettare e ci porta a dare un consiglio a tutti coloro che, in palese conflitto di interesse o non, dovessero ancora continuare a sponsorizzare l’utilizzo o giustificare la presenza degli inceneritori a Forlì: di farsi un esame di coscienza e tacere! Di mettersi al passo con i tempi e studiare i documentati danni che questi impianti producono, entrambi gli inceneritori di Forlì vanno spenti definitivamente e nel più breve tempo possibile! Noi continueremo ad impegnarci in questo senso, ad invitare i cittadini ad attivarsi e a collaborare con tutti coloro che hanno la reale intenzione di difendere la salute delle nostre famiglie e del nostro territorio”, concludono i consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini del M5S di Forlì.

 

Parte la “in house”, M5S: “Rimangono ancora numerosi dubbi e incognite sulla linea scelta dal Pd, ma vigileremo affinché il progetto non prenda strade sbagliate”

E’ stata approvata mercoledì scorso in consiglio comunale la nascita della NewCo per la gestione del servizio di raccolta rifiuti per 13 comuni del comprensorio forlivese. Una separazione della gestione del sistema di raccolta da quello dello smaltimento dei rifiuti, da tempo richiesta, fin dal lontano 2003, da associazioni ambientaliste e cittadini forlivesi, veri e lungimiranti ispiratori del progetto, purtroppo spesso poco ascoltati.

“Il nostro voto in consiglio è stato favorevole per coerenza con il nostro programma elettorale”, dichiarano Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, “ma non è stato un voto a cuor leggero, considerati i numerosi interrogativi e dubbi che rimangono tuttora irrisolti: in primis sull’aleatorietà del piano economico-finanziario che di fatto lascia carta bianca alla holding finanziaria Livia Tellus Romagna (guidata da Gianfranco Marzocchi, uomo di fiducia del sindaco Drei) su come procedere nella costituzione e gestione della Società, piano criticato, lo ricordiamo, anche dai Revisori dei Conti del Comune che avevano dato un parere con riserva”

“Nel corso della discussione abbiamo presentato tre emendamenti, il primo per venire incontro alla richieste dei revisori e vincolare la costituzione della società alla realizzazione di un piano economico dettagliato da porre nuovamente al vaglio di revisori e consiglio comunale; il secondo per mettere nero su bianco la massima estensione territoriale ai comuni della provincia della nascente società, evitando la possibile futura trasformazione della NewCo in una “nuova HERA”; il terzo per inserire nello statuto l’obiettivo “rifiuti zero”, specificando che mai e poi mai si sarebbe fatto ricorso allo smaltimento in inceneritori, anche di altre città, regioni o stati”, sottolineano i consiglieri comunali Benini e Vergini, “Ma, come ampiamente prevedibile, nessuno dei nostri emendamenti è stato accolto, con le solite scusanti addotte dal Pd per mistificare le nostre reali intenzioni, che erano unicamente quelle di mettere dei paletti affinché la “in house” fosse degna delle lotte che associazioni e cittadini hanno condotto da più di un decennio in questo territorio martoriato dall’inquinamento”, ribadiscono Benini e Vergini.

“Siamo ansiosi di vedere i primi passi di questa nuova società, la prima prova sarà quella della nomina del CdA che speriamo vivamente sarà formato da esperti tecnici, mentre dovrà subito suonare un campanello di allarme se invece si dovesse trattare dei soliti “politici riciclati”. L’unica certezza per i cittadini sarà che il M5S non mancherà di passare ai raggi X l’operato della NewCo, si tratta di un progetto troppo importante perchè sia lasciata carta bianca al Pd!”, concludono i pentastellati.

NOTA: la delibera sulla nuova società in house è passata all’unanimità ma si segnala che i seguenti consiglieri erano assenti al momento del voto in consiglio:
Fabrizio Ragni (Forza Italia)
Lauro Biondi (Forza Italia)
Marco Catalano (Forza Italia)
Beatrice Bertaccini (Forza Italia)
Davide Minutillo (Fratelli d’Italia)
Daniele Mezzacapo (Lega Nord)
Daniele Avolio (Gruppo Misto – Forza Italia)
Luigi Sansavini (PD)
Andrea Laghi (PD) (assente per motivi di salute)
Lodovico Zanetti (MDP) (assente per un lutto)

 

1300 alberi da abbattere a Rio Bolzanino, Vergini e Benini: “Sindaco e nuovo assessore al Verde fermino questo scempio ambientale. Se ne discuta in consiglio comunale”

“Appresa la notizia di una richiesta avanzata dal Consorzio di Bonifica della Romagna di abbattimento di ben 1300 piante (alberi e vegetazione spontanea, lungo la via Rio Bolzanino, nelle due sponde dell’omonimo ruscello), nel tratto da Villanova alla Pescaccia, in area comunale, chiediamo precise spiegazioni alla giunta, al sindaco ed all’assessore al verde pubblico, ammesso che abbia un volto, un nome, un pensiero… Posto che l’ex assessore Zanetti ha già ammesso sui social network dell’esistenza del progetto e che, per un motivo o per l’altro, si sarebbe giustificata dicendo di non essere riuscita ad informare il Consiglio in merito perchè gli uffici comunali preposti non l’avevano a loro volta informata”: così i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

“Chiediamo, dunque, di conoscere i particolari del progetto che prevede questo scempio, costo dell’opera, stazione appaltante e ditta che sarà incaricata di procedere all’azzeramento di centinaia e centinaia di essenze arboree, alberi, alberelli, vegetazione spontanea, arbusti e piante sanissime maestose di varie essenze, per lo più autoctone: Acero campestre, Edera, Nocciolo, Olmo, Pseudoacacia, Salice, Sanguinella. Vorremmo sapere con che criterio si concede il via libera ad un intervento che distruggerebbe piante che in maggioranza trattengono le sponde dall’erosione delle piene, contribuiscono alla depurazione delle acque di Rio Bolzanino e costituiscono habitat naturale per molte specie avicole che adesso nidificano ed offrono sicuro rifugio a selvaggina stanziale”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

I pentastellati aggiungo che ogni intervento pubblico che porti la desertificazione in aree verdi o fluviali causerà effetti negativi che si ripercuoteranno direttamente anche sulla vita delle persone per l’ aumento dell’inquinamento, del grado di umidità e della calura estiva.

“Anche la direttiva europea 2007/60/CE sulle alluvioni indica che in aree non urbanizzate siano individuati spazi idonei alla libera espansione delle acque, al ripristino di pianure alluvionali, al recupero di aree palustri e boschi ripariali e che siano disincentivate attività edilizie nelle zone soggette a inondazioni. Chiediamo quindi  che venga sospeso il progetto che prevede l’abbattimento di queste 1300 piante in attesa di approfonditi controlli sullo stato non soltanto del Rio Bolzanino ma  anche dei corsi d’acqua del territorio comunale e in tutta la provincia di Forlì”: è l’invito del M5S di Forlì che ricorda, infine, come alcune associazioni (Wwf, Lipu e Legambiente) si siano attivate proprio in queste settimane in tutta Italia contro i tagli indiscriminati della vegetazione dei corsi d’acqua naturali ed artificiali”.

“Si tratta di interventi realizzati con mezzi non adeguati, che distruggono in modo indiscriminato i boschi ripariali, la vegetazione e il suolo, modificando a volte in modo ingiustificato anche le forme fluviali, con le fasce laterali dei corsi d’acqua che perdono le loro funzioni ecologiche a supporto della fauna, la capacità di ridurre gli inquinanti, di attenuare la forza dell’acqua e di trattenere materiali e sedimenti. Visto che nel recente passato anche a Forlì si sono manifestate criticità idrauliche e allagamenti, riteniamo che si debba affrontare seriamente il problema degli alberi di Rio Bolzanino prima di dover rincorrere l’ennesima emergenza ambientale”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

 

I cittadini forlivesi acclamano Paul Connett in occasione del secondo convegno contro gli inceneritori organizzato dal M5S Forlì

“A casa i politici che non vogliono chiudere gli inceneritori, a casa!!!”: e a questa esortazione di Paul Connett, professore emerito di Chimica ambientale all’Università Saint Lawrence di Canton, New York, candidato al premio Nobel nel 2008, e ideatore della strategia “Zero Waste” (Rifiuti Zero), un boato s’è levato nella sala conferenze dell’Urlo, in via Marcolini a Forlì, teatro del secondo convegno nazionale sul problema dell’incenerimento promosso dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì, serata dal titolo “Cenere sul cielo, Veleno sulla terra”, tema dell’evento: “Senza inceneritori si può!”. Rifiuti zero attraverso quelli che lui ha definito i ‘dieci passi’, filiera del riciclo e stop agli inceneritori: le parole d’ordine di Paul Connett che da anni gira l’Italia in lungo e in largo, incontrando i cittadini di grandi e piccole città (prima di Forlì anche Parma) uniti dalla volontà di trasformare le proprie comunità a partire dai rifiuti, attraverso una gestione sostenibile che possa escludere l’opzione dell’incenerimento. Numerosi richiami al ruolo giocato in questa battaglia da Rossano Ercolini, già vincitore del Goldman Environmentale Prize, maestro elementare, artefice della lotta a contro l’inceneritore di Capannori, oggi il primo Comune Italiano ad adottare i “dieci passi”, e un vero e proprio endorsement a favore del Movimento 5 stelle di Forlì: “In questa battaglia contro l’inceneritore un ruolo importante lo gioca secondo me la passione con cui qui le persone si fanno coinvolgere, perché questa può essere una battaglia frustrante alle volte, e servono sentimenti forti per non arrendersi, i sentimenti e la forza che ho visto in questi ragazzi del Movimento 5 stelle”. “Per arrivare ai ‘Rifiuti Zero’ serve una responsabilità sia industriale, che consiste nel riprogettare i prodotti, sia delle amministrazioni e dei cittadini, che devono impegnarsi nel riciclo, nel riutilizzo e nella riduzione della quantità di rifiuti anche con il metodo del porta a porta: il piano prevede dieci tappe di cui la più importante è quella che impone la creazione di un centro per il trattamento della frazione residua e di un centro di ricerca”: ha spiegato il professore. E poi Paul Connett ha portato l’esempio di molte realtà nel mondo: San Francisco che vede la città californiana a riciclarne ad oggi l’80%; la Spagna, le Filippine, la Scandinavia in prima linea nei sistemi anti-inquinamento, aggiungendo che in tutto il mondo però: “la vera sfida è la sostenibilità. Ciò che lo smaltimento richiede è una separazione iniziale, fatta con la raccolta porta a porta, che separi innanzitutto l’organico, che ad oggi è il vero problema, e che lo trasformi in una risorsa, in compost per l’agricoltura. Pensate che risorsa potrebbe costituire per un territorio agricolo come la Romagna, come Forlì!”. L’obiettivo di “Zero Waste” è quello di progettare la vita delle risorse, raggiungendo una quantità di rifiuti da conferire in discarica uguale a zero, evitando processi di incenerimento e discariche multi/materiale, e questo può avvenire solo seguendo i già citati “dieci punti”: separazione alla fonte, raccolta Porta a Porta, compostaggio, riciclaggio, creazione di un Centro per riutilizzo e riparazione, incentivi economici, iniziative di riduzione rifiuti, impianti di separazione dei residui, responsabilità industriale e per ultima discarica temporanea. Un obiettivo condiviso dal Movimento 5 Stelle di Forlì che ha inserito la strategia “Rifiuti Zero” nel suo programma e da anni combatte contro la presenza dei due inceneritori in città: come hanno spiegato nel corso del secondo convegno nazionale sul problema dell’incenerimento Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri Comunali del M5S di Forlì. Oltre a Connett sono intervenuti: Ruggero Ridolfi (presidente Isde: Associazione Medici per l’Ambiente), Francesco Girardi (A.D. Asa Tivoli Spa, già consulente del Comune di Capannori in Toscana), Rita Bandini (di Bandini Casamenti Srl), Claudio Tedeschi (A.D. Dismeco Srl e componente Commissione Ambiente Confindustria Emilia Romagna), Luigi Gaetti (senatore M5S e Anatomopatologo), Andrea Bertani (consigliere Regionale Emilia Romagna M5S) e Riccardo Bevilacqua portavoce/organizer del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì. Quest’anno il Forum nazionale su rifiuti e inceneritori ha dedicato un approfondimento specifico alle esperienze politico-industriali virtuose ed alle buone prassi anti-incenitoriste, mentre nella prima edizione erano intervenuti esperti, medici e oncologi, responsabili di associazioni e comitati ecologisti ed esponenti del Movimento 5 stelle di tutta la Pianura Padana, l’area più inquinata d’Italia i cui abitanti, come dimostrato da diversi studi internazionali, perdono in media dai 2 ai 3 anni di vita per colpa dell’inquinamento.

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Al via il 2° convegno nazionale sul problema dell’incenerimento promosso dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì: “Cenere sul cielo, Veleno sulla terra – Senza inceneritori si può!”

Paul Connett, il massimo esperto mondiale padre del Dream Team Zero Waste, uno dei massimi oppositori a livello internazionale dell’incenerimento e del conferimento in discarica dei rifiuti urbani, lunedì 4 aprile (ore 20:30 in Via Marcolini, presso L’Urlo) farà tappa a Forlì per una serata dal titolo “Cenere sul cielo, Veleno sulla terra”, il 2° convegno nazionale sul problema dell’incenerimento promosso dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì, tema dell’evento: “Senza inceneritori si può!”.
Paul Connett, professore emerito di Chimica ambientale all’Università Saint Lawrence di Canton, New York, e ideatore della strategia “Rifiuti Zero”, venne in Italia per la prima volta nel 1996 e, ad oggi, sono più di 200 le città, sia piccole che grandi (di recente anche a Parma) che hanno ascoltato i suoi suggerimenti per cambiare lo stile di vita a favore della sostenibilità dell’ecosistema.
Per il M5S di Forlì che ha promosso l’evento: “La strada indicata da Paul Connett e dal Movimento 5 Stelle è l’unica possibile per cambiare il nostro rapporto con le risorse del pianeta e trasformare il problema rifiuti in un’opportunità di crescita e sviluppo. Perchè bruciare i rifiuti significa in prima cosa bruciare denaro pubblico e posti di lavoro, ma anche e soprattutto aumentare il surriscaldamento globale e immettere nell’atmosfera nanoparticelle dannose alla salute. Dobbiamo rovesciare questo sistema ed è un compito che spetta alla politica, anche nella nostra città, un compito che spetta a chi come noi non accetta compromessi nella difesa della salute e dell’ambiente”.
L’obiettivo di “Zero Waste” è quello di progettare la vita delle risorse, raggiungendo una quantità di rifiuti da conferire in discarica uguale a zero, evitando processi di incenerimento e discariche multi/materiale, in dieci punti: separazione alla fonte, raccolta Porta a Porta, compostaggio, riciclaggio, creazione di un Centro per riutilizzo e riparazione, incentivi economici, iniziative di riduzione rifiuti, impianti di separazione dei residui, responsabilità industriale e per ultima discarica temporanea. Un obiettivo condiviso dal Movimento 5 Stelle di Forlì che ha inserito la strategia “Rifiuti Zero” nel suo programma e da anni combatte contro la presenza dei due inceneritori in città.
Oltre a Connett interverranno al convegno altri esperti indipendenti: Ruggero Ridolfi (presidente Isde: Associazione Medici per l’Ambiente), Francesco Girardi (A.D. ASA Tivoli SpA, già consulente del Comune di Capannori in Toscana, il primo Comune Italiano ad adottare i dieci passi verso rifiuti zero), Rita Bandini (di Bandini Casamenti SrL), Claudio Tedeschi (A.D. Dismeco SRL e componente Commissione Ambiente Confindustria Emilia Romagna). Interverranno inoltre anche i seguenti relatori politici: Luigi Gaetti (Senatore M5S e Anatomopatologo), Andrea Bertani (Consigliere Regionale Emilia Romagna M5S), Simone Benini e Daniele Vergini (Consiglieri Comunali di Forlì M5S). Aprirà la serata con un breve intervento Riccardo Bevilacqua portavoce/organizer del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì. La serata sarà moderata da Marco Colonna di SestoPotere.com.
L’anno scorso il primo forum nazionale su rifiuti e inceneritori aveva ospitato esperti, medici e oncologi, responsabili di associazioni di tutela dell’ambiente ed esponenti del Movimento 5 stelle di tutta la Pianura Padana, l’area più inquinata d’Italia (anche per colpa degli inceneritori che forniscono un contributo negativo determinante) e i cui abitanti, come dimostrato da diversi studi internazionali, perdono in media dai 2 ai 3 anni di vita. Quest’anno la seconda edizione dedicherà un approfondimento specifico alle esperienze politico-industriali virtuose, perchè “Senza inceneritori si può!”.

 

Lotta allo smog: “A Forlì giunta comunale nel caos… torna la befana e salta la domenica ecologica?!”

“Apprendiamo da una nota del Forum No Inceneritori Forlì che i vigili urbani non erano al corrente delle limitazioni che dovevano essere imposte al traffico, il 10 gennaio, in applicazione dell’ordinanza collegata alla prima domenica ecologica del 2016. Iniziativa che s’è svolta regolarmente in tutti i Comuni capoluogo che hanno sottoscritto il Piano Aria della Regione Emilia-Romagna, tutti fuorché Forlì! Una ‘gaffe’ dell’amministrazione che attraverso il sito facebook dell’URP informa i cittadini mentre la giunta comunale all’atto pratico non dispone il divieto di circolazione agli autoveicoli più inquinanti!”. A lanciare l’accusa i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini, e Simone Benini, che denunciano: “Un nuovo pasticcio simile a quello degli sms sul superamento di PM10 nell’aria inviati per errore negli ultimi giorni dell’anno. Segno che quest’amministrazione comunale è molto ‘distratta’ per quanto riguarda la lotta all’inquinamento”.

Sempre nella giornata del 10 gennaio si teneva in centro a Forlì l’evento, fra l’altro non riuscito perfettamente, de: “la befana viene con…” – un’iniziativa collegata ad una raccolta di fondi a beneficio di 700 bambini siriani rifugiati nei campi profughi libanesi – una coincidenza che ha spinto il MoVimento 5 stelle di Forlì a chiedere: “E’ possibile che il Comune abbia omesso di applicare la domenica ecologica per consentire il massimo accesso dei cittadini in piazza e favorire questo evento?”: questo è l’interrogativo di Daniele Vergini e Simone Benini, che poi rilanciano: “A nostro parere è assurdo e preoccupante che tutto questo accada a 48 ore dalla presentazione in città dell’accordo per la gestione dei rifiuti urbani nell’inceneritore di Forlì. Di questo passo che fine farà la difesa della salute dei cittadini ed il rispetto delle regole?”. I pentastellati, inoltre, colgono l’occasione per chiedere all’amministrazione: “quale sia stato il criterio che ha permesso al Comune di affidare l’organizzazione dell’evento della Befana, a fronte di un pagamento di ben 6700 euro, direttamente alla Polisportiva Cava Ginnastica in deroga al codice dei contratti pubblici che imporrebbe la richiesta di almeno 3 preventivi ad altrettante realtà diverse.”, una questione, si ripromettono i “pentastellati”, che sarà posta all’ordine del giorno in consiglio comunale.

 

Inceneritore Forlì, M5S: “tutto fumo e niente arrosto” Come volevasi dimostrare, la tanto attesa chiusura dovrà attendere…

“Prendiamo atto che l’assessore regionale Paola Gazzolo e il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che hanno sfilato per l’ennesima volta ieri in Municipio fra i flash dei fotografi, non hanno fornito alcuna rassicurazione sull’annunciata chiusura di almeno uno dei due inceneritori di Forlì. Anzi ci hanno comunicato due notizie che non rassicurano. La prima è che nel caso si proceda allo spegnimento entro il 2018 dell’inceneritore di Ravenna il trasferimento di una parte dei rifiuti toccherà proprio all’impianto di Forlì. La seconda notizia è che il cosiddetto termovalorizzatore di Forlì manterrà la capacità massima di trattamento attualmente autorizzata di 120 mila tonnellate annue per i prossimi 5 anni. Ovvero, dal nostro punto di vista, soltanto pessime notizie per i cittadini forlivesi”: è il commento di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.
Secondo gli esponenti pentastellati l ‘ “ennesima promessa” del governatore Bonaccini e dell’assessore Gazzolo di raggiungere “l’obiettivo di arrivare al mantenimento in funzione di un inceneritore soltanto a Forlì” altro non è che “fumo negli occhi”.
“Siamo molto preoccupati e perplessi per la contentezza manifestata dagli amministratori del Pd di aver evitato il potenziamento al massimo strutturale soltanto per i prossimi 5 anni. Quindi l’ inceneritore di Forlì per gli ultimi anni di vita (forse il 2025, come da decreto attuativo “sblocca italia”), brucerà ed inquinerà alla sua massima potenza, come voluto dal Presidente del Consiglio Renzi (PD) e da tutto l’entourage PDdino in Regione, dove non si è nemmeno provato ad osare una legge innovativa, visto che gli inceneritori rimangono delle industrie insalubri ma “privilegiate” dal punto di vista economico”: aggiungono i  consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.
“E ci lasciano perplessi soprattutto le parole del presidente di HERAmbiente, Filippo Brandolin, che avrebbe considerato come “assolutamente marginale” l’apporto delle emissioni in atmosfera dell’inceneritore del loro gruppo nella fase di emergenza nazionale per la cappa di smog che fino a pochi giorni fa ristagnava nella pianura Padana ed anche a Forlì, ovviamente. Perchè a nostro parere le sostanze prodotte dalla combustione di incenerimento sono – anche al di sotto dei limiti di legge – comunque nocive e pericolose per la salute umana e l’equilibrio ambientale, come ci ha più volte ricordato l’Associazione dei Medici per l’Ambiente, e l’oncologa Patrizia Gentilini, in particolare”: ricordano Simone Benini e Daniele Vergini.
“E mentre apprendiamo che la stessa HERAmbiente ha completato in queste ore l’acquisizione di alcuni rami d’azienda ambientali da Geo Nova Spa (l’ azienda di Treviso che si occupa della raccolta, cernita, pretrattamento e stoccaggio di rifiuti riciclabili di varia provenienza e che ha trattato complessivamente una mole di 150 mila tonnellate di rifiuti soltanto nel 2014) continuiamo a ritenere politicamente rilevante e per noi ininfluente quella che lo stesso sindaco Drei ha chiamato un’ “alleanza” fra il Comune di Forlì e la Regione. Una convergenza politica all’insegna del motto “la società post-incenerimento” che a nostro parere altro non è che un semplice e vuoto slogan da dare in pasto ai cittadini. Visto che oggi, come per i prossimi 5 anni, una cosa è sicura: gli inceneritori funzioneranno a pieno regime e il Gruppo Hera e le sue derivate si rafforzano nel business dei rifiuti”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Il M5S Forlì presenta “Under the Dome”, il documentario choc sull’inquinamento in Cina

“La questione ambientale non ha confini, ci riguarda tutti”, con questa premessa il MoVimento 5 stelle di Forlì invita i cittadini a partecipare alla proiezione del documentario “Under the Dome”, opera della giornalista cinese Chai Jing che critica fortemente le leggi ambientali permissive dello Stato e racconta i costi sociali e sanitari dello smog. Un film autoprodotto – che alla prima uscita, in meno di 48 ore, aveva ottenuto sui principali siti cinesi oltre 100 milioni di visualizzazioni e subito censurato dalle autorità – reso gratuito e senza diritto d’autore per propagare il messaggio oltre i confini nazionali. Il film, che sarà proiettato domenica 10 gennaio alle ore 21 al Cosmonauta in Via Giorgio Regnoli 41, dura 103 minuti e comincia con la giornalista che racconta la propria esperienza, il periodo in cui è diventata madre di un bambino con un tumore benigno, costretto a un’operazione per rimuoverlo. Un aneddoto che, con molta probabilità, potrebbero raccontare centinaia di altre madri cinesi che ogni giorno devono fare i conti con livelli di smog devastanti per la salute delle loro famiglie. “Anche in occidente, come a Forlì, dobbiamo combattere ogni giorno con livelli di smog insostenibili, vedasi il caso della cappa di inquinamento e nebbia che aveva avvolto durante le feste tutta la pianura Padana. E tocca a noi, che della difesa dell’ambiente abbiamo fatto un priorità politica, informare i cittadini”: spiegano i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini, che saranno presenti all’iniziativa e faranno un breve introduzione per parlare delle iniziative in cantiere, a livello locale, per contrastare un fenomeno che unisce i cittadini del mondo nella piena consapevolezza dei danni alla salute causati dall’inquinamento.

locandina

 

Allarme smog a Forlì, M5S: “Salute dei cittadini a rischio ma il Sindaco non adotta misure straordinarie”

“Altri capoluoghi della nostra regione attanagliati dal problema inquinamento – come: Reggio Emilia, Ferrara, Modena, Carpi, Piacenza – hanno varato una “domenica ecologica” straordinaria con relativo blocco del traffico e limitazioni alla circolazione nella giornata del 27 dicembre, ma a Forlì i cittadini hanno dovuto sopportare, oltre alla cappa di smog causata dai superamenti del valore limite giornaliero del Pm10, anche uno sconsolante silenzio del Pd e del suo sindaco Drei, quantomai assente e insensibile sulle tematiche ambientali che pure interessano la nostra città che ospita ben due inceneritori: nessuna politica, nessuna azione forte a tutela della salute dei cittadini, solo parole e slogan elettorali”. I consiglieri comunali del M5s di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, tornano così all’attacco sulla tematica dell ‘inquinamento che sta gravando su Forlì. “C’è un altro aspetto di questa questione – aggiungono Benini e Vergini – che riteniamo intollerabile: nelle giornate del 24, 25, 26 e 27 dicembre il dato riferito alla rilevazione delle polveri sottili (Pm10) nell’aria nella pagina web dell’Arpa Regionale dell’Emilia-Romagna non era disponibile! Una mancanza di informazione e trasparenza a nostro parere intollerabile e della quale chiediamo spiegazione in maniera ferma a nome di tutti i cittadini”. “Nei giorni precedenti la stessa rilevazione Arpa confermava il superamento dei limite di legge di Ozono e Pm10 nella stazione locale di viale Roma. E su scala annuale se si analizza il limite giornaliero del PM10 (media oraria giornaliera da non superare per più di 35 volte=50 microgrammi/m3) a Forlì-Cesena 1 stazione su 5 l´ha superato nel 2014 e l’anno scorso è stata superata anche la soglia (media oraria=180 microgrammi per metro cubo) in tutte le stazioni che misurano l´ozono. Ed anche nei primi 11 mesi del 2015 l´inquinante che ha maggiormente destato preoccupazioni è stato l´ozono,come conferma l’Arpa. Ma l’insidia costituita dal Pm10 non può essere sottovalutata. Sempre Arpa ha confermato che la concentrazione media di fondo di inquinanti secondari come PM10, PM2,5 e Ozono in Emilia-Romagna dipende in buona parte dall’inquinamento a grande scala tipico della Pianura padana. Se verifichiamo i valori registrati nella pianura padana noteremo che il limite da fine novembre è stato superato diverse volte, ma anche quando non vi è stato il superamento si sono misurati valori di Pm10 molto vicini a 50 µg/m3, che secondo la normativa italiana è il limite di legge. Ciò significa che da alcune settimane milioni di persone che abitano nelle località padane, inclusa l’Emilia-Romagna, la nostra provincia, le città dell’entroterra e della costa romagnola, hanno respirato aria troppo inquinata”: insistono gli esponenti del Movimento 5 stelle di Forlì. I “pentastellati” di Forlì accusano gli amministratori locali del Pd e non solo: “Vogliamo mettere in evidenza il fatto che esiste una strage silenziosa in tutta la pianura Padana, in Lombardia come in Piemonte, in veneto come in Emilia-Romagna e chi ci amministra sta facendo pochissimo, anzi, diciamo proprio… nulla, a difesa della salute umana e a tutela dell’ambiente”: concludono i consiglieri comunali del M5s di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

sforamenti

 

Alberi di corso Diaz, M5S: “giusto salvare alberi sani e adesso vigileremo sul nuovo progetto”

“Esprimiamo soddisfazione per la scelta del sindaco Davide Drei di non procedere all’abbattimento degli alberi sani di corso Diaz e adesso ci proponiamo di vigilare sull’eventuale nuovo progetto di riqualificazione di corso Diaz, perchè abbiamo il sentore che la storia non sia finita”: è il commento dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini alla notizia che l’amministrazione comunale ha sospeso l’intenzione di abbattere i bagolari di corso Diaz.
La posizione del Movimento 5 Stelle è nota: ha sostenuto la difesa degli alberi dal 29 giugno scorso e si era messo a disposizione del gruppo ‘Giù le mani dagli alberi di Forlì’ per presentare una mozione urgente in consiglio comunale, con la firma e l’appoggio di soli 7 consiglieri sui 32 totali si poteva obbligare l’amministrazione a discuterla entro 20 giorni pena la convocazione d’ufficio da parte del Prefetto.
“Abbiamo l’impressione che, vista l’adesione di alcuni consiglieri della maggioranza come Mario Peruzzini, Paolo Bertaccini ed altri, a questa battaglia in difesa dell’ambiente e della libera volontà popolare che si era espressa in 5000 firme di sostegno, il sindaco non abbia voluto procedere alla conta in aula. Una votazione che si sarebbe risolta con un dato di fatto disarmante per la maggioranza: Pd spaccato e alcuni altri esponenti delle liste alleate in difformità dalla linea della giunta. Prima dell’estate lo stesso consigliere Paolo Bertaccini  aveva già raccolto le firme necessarie, comprese le nostre del Movimento 5 Stelle, ma non protocollò la richiesta, in attesa di una concessione al dialogo”: precisano Daniele Vergini e Simone Benini.
I due pentastellati ricordano, infine, che solamente il Movimento 5 Stelle aveva espresso perplessità sull’appalto della cosiddetta riqualificazione di corso Diaz che vedeva un bando affidato con procedura negoziata ad inviti ristretti ad un numero limitato di ditte (6 in tutto e solo 5 che avevano presentato un’ offerta), una gara al massimo ribasso che aveva visto prevalere con un margine davvero esiguo il Consorzio Formula Ambiente, la cooperativa cesenate che – secondo gli atti delle inchiesta della magistratura su ‘Mafia Capitale’ – era legata alla coop “29 Giugno” di Salvatore Buzzi, l’uomo che insieme a Carminati avrebbe gestito la rete fuorilegge degli appalti a Roma, colui che la Procura aveva considerato il perno del sistema corruttivo che aveva pervaso la capitale.