Impedita l’udienza sul caso Ruffilli, M5s: “Pd omertoso”

Isedievuote consiglieri del Pd hanno fatto mancare il numero legale alla audizione conoscitiva richiesta dal M5S e da altri consiglieri, sia di minoranza che di maggioranza, per chiarire alcuni aspetti sulla situazione lavorativa di Alessandro Ruffilli, il funzionario del Comune di Forlì autore del libro “Ordinaria Corruzione” che descrive l’ormai nota vicenda del ristorante WOK Principe ed il tentativo di corruzione da lui subito e contestualmente denunciato all’autorità; a seguito del suo rifiuto Ruffilli fu trasferito e mobbizzato, poi reintegrato nel suo ufficio dopo aver vinto una dura battaglia processuale, ma le vessazioni non sarebbero mai veramente terminate, gli sarebbe stato infatti tolto tutto il lavoro e gli sono stati comminati 3 differenti procedimenti disciplinari, tutt’ora in corso.

“Abbiamo appreso che sulla vicenda è stata aperta un’indagine della Corte dei Conti – dichiarano i consiglieri comunali del M5S Forlì Daniele Vergini e Simone Benini – ed era nostra intenzione sentire su questa vicenda il Direttore Generale Vittorio Severi ed il Dirigente Ercole Canestrini, responsabile diretto di Ruffilli. Ma il Pd – la cui capogruppo, Maria Maltoni, è più volte citata nel libro di Ruffilli – ha deciso di impedirci con questo gesto clamoroso di esercitare il nostro ruolo di controllori sull’operato di questa Amministrazione!”

“Tutto questo è inaccettabile ed inspiegabile, anche alla luce del fatto che l’audizione si sarebbe tenuta a porte chiuse in sessione segreta, e conferma la deriva autoritaria di questa Amministrazione e di questa maggioranza che nega i più basilari diritti ai consiglieri di opposizione! L’atteggiamento mantenuto sulla vicenda Ruffilli è a dir poco omertoso: sembra che si faccia qualunque cosa pur di impedire ogni approfondimento, ma state pur certi la verità verrà a galla prima o poi”, concludono Vergini e Benini.

 

La trasparenza del PD: consiglio in “sessione segreta” per rispondere alla nostra interrogazione sul caso Ruffilli

“Il presidente del consiglio comunale di Forlì, Paolo Ragazzini (Pd), ha comunicato che la risposta alla nostra interrogazione sulle sue dichiarazioni contenute nel libro di Alessandro Ruffilli “Ordinaria Corruzione” sarà data a porte chiuse, in sessione segreta. E’ la prima volta che questo accade a nostra memoria e riteniamo si tratti di una scelta politica spropositata, incongrua (soprattutto se avvallata da chi, come la giunta Drei, ricorre troppo facilmente alla parola trasparenza) ed anche torbida e opaca, visto che in aula ci dovremmo accertare dello stato dell’arte della “commissione interna d’indagine” che la Vice Sindaco Veronica Zanetti aveva promesso sulla vicenda.”
A lanciare l’accusa sono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.
“Il libro “Ordinaria Corruzione”, scritto da Alessandro Ruffilli funzionario del Comune di Forlì, descrive, relativamente all’ormai nota vicenda del ristorante WOK Principe, il tentativo di corruzione da lui subito e contestualmente denunciato all’autorità. Le vicende descritte all’interno del libro, pur essendo inevitabilmente frutto di un unico punto di vista, si sono rivelate per noi sconcertanti, descrivendo in modo dettagliato sia numerose pressioni indebite da parte dell’allora Assessore Maria Maltoni, che ritorsioni e mobbing da parte di alcuni dirigenti (in particolare l’ex Direttore Generale Maurizio Caristia), subite dal funzionario… abbiamo quindi ritenuto di interrogare il Sindaco in merito.”: spiegano i due esponenti pentastellati.
Nel frattempo il libro di Ruffilli ha visto uno straordinario successo di critica: l’opera è stata premiata il 20 agosto con il terzo posto al concorso letterario internazionale “Filippo Maria Tripolone” organizzato dall’associazione “La Lanterna Bianca” di Motta Camastra (ME); il 3 Ottobre ad Asti ha ottenuto il quarto posto in uno dei più importanti concorsi letterari nazionali, precisamente il “Concorso Nazionale di poesia e narrativa Vittorio Alfieri”; il 18 Ottobre 2015 ha ricevuto un premio speciale: il “Premio alla Trasparenza Burocratica” dal presidente del “Cenacolo Artistico Letterario Val di Magra – R. Micheloni”, sulla base del giudizio della Giuria del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa Cinque Terre Golfo dei Poeti – “Sirio Guerieri”; lo stesso Ruffilli è stato poi invitato come finalista, alla premiazione della III Edizione del Premio Letterario Nazionale e Internazionale “Vinceremo Le Malattie Gravi” organizzato dall’associazione culturale “Universum Della Verità e Dignità”.
“Sarebbe quantomeno auspicabile che il Comune, visto il successo dell’opera, riconoscesse attraverso l’assessore alla cultura il successo letterario di quest’opera trattandosi pur sempre di un autore ed un tema forlivesi… Mentre invece è necessario fare chiarezza sul perchè invece alcune persone aventi un ruolo importante e contrapposto a Ruffilli nella vicenda descritta nel libro hanno ricevuto promozioni: ad esempio Giulianini è stato promosso vicecomandante amministrativo della PM, Vicchi è stato trasferito alla Centrale Operativa della PM, e Canestrini ha ricevuto l’importante incarico di direzione dell’Ufficio SUAP dell’Unione, contrariamente a quanto invece successo al funzionario del Comune Alessandro Ruffilli, reintegrato nel suo ufficio solo dopo aver vinto una dura battaglia processuale. Come dire: chi fa rispettare la legge viene vessato, ed alla fine si favoriscono sempre i soliti…”: ricordano Simone Benini e Daniele Vergini .
“Ci opporremo con tutte le nostre forze alla formula del consiglio in seduta segreta e in aula chiederemo il voto del consiglio, il PD si è già espresso e certamente voterà a favore della trattazione a porte chiuse, ma noi ci opporremo e faremo presente la nostra interpretazione del regolamento: è semplicemente ridicolo mettere in sessione segreta la risposta ad una interrogazione di rilevanza assolutamente pubblica, a meno che, come pare, la tematica non sia ritenuta politicamente sensibile e “spinosa” proprio per alcuni componenti della maggioranza del Pd”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Mobbing o intimidazione mafiosa?

La vicenda di Alessandro Ruffilli, il funzionario comunale già trasferito ad altro incarico dal Comune di Forlì e successivamente riammesso nel suo posto di lavoro dal Tribunale di Forlì, lascia perplessi, se non sconcertati! Quello che leggiamo in questi giorni sui giornali, al pari di quello che si era scritto l’estate scorsa, quando la vicenda era emersa, dipinge un quadro molto preoccupante!
Un funzionario che denuncia prontamente il tentativo di corruzione messo in atto nei suoi confronti da imprenditori locali, volto ad ottenere in modo illecito la licenza per l’apertura di un ristorante, è di per sé un un fatto serio, che riguarda la procura! Ma se l’autorizzazione viene comunque rilasciata, in modo del tutto irregolare, dal dirigente del dott. Ruffilli, approfittando della sua assenza, e dopo pochi mesi un altro dirigente è costretto a revocarla per evidenti anomalie, la cosa diventa più complessa ed a questo punto interessa oltre la procura anche i cittadini di Forlì, che questo dirigente pagano tutti i mesi!
Se poi il Comune, a questo punto, decide di trasferire il dott. Ruffilli ad altro incarico mentre mantiene al suo posto il dirigente “distratto”, togliendogli solo la competenza ai bar e ristoranti, allora la vicenda assume i connotati di un “sistema di collusione” che a Forlì non si era mai visto.
Senza prendere in seria considerazione le minacce e addirittura le violenze fisiche cui è stato sottoposto il dott. Ruffilli, il Comune, invece di proteggerlo e punire il dirigente incapace, ha agito in un modo davvero sconcertante… in ambienti malavitosi si direbbe “lo ha sistemato”: trasferito in altro ufficio con mansioni diverse da quelle di sua competenza, in altre parole mobbing!
Che messaggio è mai questo per i funzionari che dovessero subire in futuro altri tentativi di corruzione? E’ forse un velato invito a non creare problemi per non avere fastidi e ad accettare quindi eventuali regalini che garantiscano una vita/carriera tranquilla? Se così fosse ci troviamo di fronte ad un fatto gravissimo che pretende di essere immediatamente smentito in primis dall’assessore e dalla classe politica tutta! Il Comune, che è stato condannato dal giudice al reintegro immediato del dott. Ruffilli nelle sue mansioni, si appresta ora a pagare, con i soldi di tutti noi cittadini, la causa per risarcimento danni intentata dal medesimo?!
Il Movimento 5 Stelle, ad elezioni avvenute, sia che si trovi al governo della città che all’opposizione, farà di questo episodio l’emblema della trasparenza negli uffici comunali per i prossimi anni!
Tutti devono sapere che il vento è cambiato e che, soprattutto in momenti di crisi come questi, si richiede a tutti i dipendenti pubblici un rigore ed una competenza ancora maggiore; i cittadini che fuori dal palazzo stanno vivendo situazioni economiche e lavorative difficili, non devono e non vogliono vedere nella pubblica amministrazione un ostacolo ma un onesto alleato!
Sarebbe bene che il sindaco e l’assessore competente riconoscessero al dott. Ruffilli l’onorabilità del suo comportamento, magari conferendogli il sigillo di Caterina Sforza… crediamo a maggior ragione e senza nulla togliere alla squadra del Casablanca!!!

Movimento 5 Stelle Forlì