Raccolta porta a porta, cosa “NON” sta facendo il Comune di Forlì?

Sono passati quasi cinque anni dall’insediamento dell’attuale giunta comunale e sono tanti i cittadini che si chiedono che fine abbia fatto il porta a porta di Forlì.

Perché invece di aumentare i settori serviti dalla raccolta differenziata si investe nel potenziamento dell’inceneritore? Non dovrebbe avvenire il contrario? Ad una maggior selezione del rifiuto non dovrebbe corrispondere un minore utilizzo degli inceneritori?

Il programma del 2009 dell’attuale sindaco Balzani alla voce “politica ambientale”, in particolare sulla raccolta porta a porta, recitava: “…la futura amministrazione procederà immediatamente lungo questa strada, attraverso la realizzazione del sistema di raccolta differenziata porta a porta sull’intero territorio comunale […] perché la differenziata spinta può generare attività economiche legate al riciclo, anche a livello locale. Si tratta, quindi, di promuovere anche l’insediamento di nuove attività economiche” e ancora “…perché, aumentando la raccolta differenziata, sarà possibile battersi con maggior forza per ridurre la quota di rifiuti destinati all’inceneritore.”

Oggi i cittadini e con loro noi di “Forlì per le 5 stelle” si chiedono come e quali di questi punti, sui quali il sindaco si impegnava, siano stati tradotti in realtà!!

Perché, a fronte dei titoloni spesso letti sulle locandine delle edicole, in buona parte di Forlì non si è visto niente di concreto e la raccolta differenziata è realmente entrata a regime soltanto in quattro delle dodici zone previste?

Quali nuove attività economiche non legate ad HERA sono state generate in questi anni dalla raccolta differenziata attivata dal Comune ?

E’ stata effettivamente abbassata la quota di indifferenziata destinata all’inceneritore? E se la risposta è no, per quale motivo?

Con riferimento specifico al centro storico, perché non è stato uno dei primi quartieri cui estendere la raccolta porta a porta? Si sarebbe così raggiunto un duplice risultato: consentire la rimozione degli antiestetici e maleodoranti cassonetti (lasciando spazio a un maggior numero di posti auto) ed accorciare drasticamente la distanza da percorrere per gettare la spazzatura.

Partito effettivamente dal Ronco nel 2011, il porta a porta (sistema che, dove è entrato a regime, ha consentito il raggiungimento di percentuali di recupero materiali selezionati pari al 93,5% del totale di spazzatura raccolta) avrebbe dovuto in poco tempo interessare tutto il comune che, tuttavia, a distanza di quasi tre anni, resta in gran parte escluso da tale modalità di raccolta; nonostante la sua estensione a poche nuove zone, la percentuale complessiva di raccolta differenziata rimane infatti assolutamente lontana dagli obiettivi del sindaco, rimanendo a tutt’oggi ferma a poco più del 50%; considerando che tale percentuale era già stata raggiunta nel 2012 e che anche le più ottimistiche previsioni per il 2013 parlano solo di un possibile 57,6%, ci chiediamo quali siano gli ostacoli che hanno impedito una più rapida diffusione di un sistema tanto efficace.

La lentezza dei nostri “ritmi di crescita” è ancora più evidente se confrontata con quelli dell’amministrazione comunale di Parma che, insediatasi nel 2012, pur ereditando dalle precedenti amministrazioni un enorme buco di bilancio, ha raggiunto il 53,5% in soli 7 mesi dall’avvio della campagna (dati del Comune di Parma aggiornati a luglio 2013)

Nel maggio scorso, seppur di fronte a queste evidenti difficoltà, il sindaco Balzani, attraverso la sua pagina Facebook dichiarava: “La prossima tappa e’ quella di ridare ai comuni del circondario il servizio di raccolta dei rifiuti e di spazzamento, togliendolo ad Hera. Andremo nei consigli comunali in maggio per partire con questa rivoluzione, che mira a contenere le tariffe e a costruire un sistema di riciclo post-incenerimento. Avremo contro tutti i poteri forti possibili e immaginabili, anche quelli che si dicono “di sinistra”. Così li misureremo. Ma ci rivolgiamo ai cittadini contribuenti. Siete voi la nostra forza. Aiutateci!”

A questo punto i cittadini non comprendono più a quale progetto il Comune intenda dare priorità mentre è ormai chiaro a tutti che l’attuale sindaco non riuscirà a portare a terminare l’estensione della raccolta porta a porta a tutto il territorio comunale entro la fine del suo mandato.

Forlì per le 5 Stelle

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