Programma Sicurezza 2019


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Il nostro Programma Sicurezza è strettamente integrato con gli altri capitoli del programma per il governo della città di Forlì. Il filo conduttore comune è la “sicurezza sociale”, nell’ambito di una progettualità più generale e interconnessa con tutte le altre tematiche: lavoro e occupazione, modalità di sviluppo, istruzione, sanità, assistenza, con particolare riferimento alle fasce deboli, mobilità, qualità ambientale e territoriale, qualità della vita nei quartieri, partecipazione, socialità, informazione e politiche di comunità e di prossimità.

Sicurezza urbana

Deve essere intesa come bene comune, con riguardo anche al decoro e vivibilità delle città, i punti fondamentali sono:

  • tutela della dignità della donna, dell’anziano e delle fasce deboli

  • riqualificazione e recupero delle aree o dei siti più degradati;

  • eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale;

  • prevenzione della criminalità (in particolare di tipo predatorio);

  • divulgazione del rispetto della legalità;

  • affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile.

Questo ambito è quello che in questo periodo è maggiormente sentito dalla popolazione. Il forlivese non si sente sicuro, né in casa propria, né per strada.

La donna che si sente oggetto di commenti sgradevoli, l’anziano che si sente costretto a cambiare direzione per non avvicinarsi a persone che ritiene poco raccomandabili, il disabile che non riesce a muoversi in sicurezza con la carrozzina o il deambulatore, sono persone che in primo luogo vengono ferite nella propria dignità oltre che nei propri diritti civili. Il MoVimento 5 Stelle intende restituire decoro e sicurezza alle strade forlivesi.

Gli obiettivi devono essere raggiunti mediante la promozione della sicurezza integrata che si traduce in questi punti:

  • scambio informativo tra polizia locale e forze di polizia presenti sul territorio;

  • maggiore interconnessione, a livello territoriale, tra le sale operative della polizia locale e quelle delle forze di polizia, nonché la regolamentazione dell’utilizzo in comune di sistemi di sicurezza tecnologica per il controllo delle aree e attività soggette a rischio;

  • aggiornamento professionale unificato per tutte le componenti delle forze di polizia operanti sul territorio.

  • creazione di canali informativi veloci tra i cittadini e le forze dell’ordine, sfruttando i social esistenti e il controllo di vicinato.

Nel governo della città la nostra strategia di miglioramento della sicurezza, si baserà sui seguenti obiettivi.

Maggiore efficienza della Polizia Municipale con le seguenti azioni:

  • recesso dalla convenzione per la gestione associata di questo servizio con l’Unione forlivese dei 15 Comuni, che proprio nel mancato funzionamento di questo importante servizio ha mostrato tutti i suoi limiti, e tornando quindi ad una gestione diretta comunale.

  • veloce reintegro dell’organico, attualmente sottodimensionato di circa un terzo rispetto ai minimi di legge.

  • Rapida attivazione della nuova sede della polizia municipale, situata nell’ex palazzo di Romagna Acque, già acquisita per questo scopo, molto più vicina dell’attuale al centro città e in grado di accogliere tutti gli operatori.

  • punto di presidio in centro, con la presenza a rotazione di tutte le forze di polizia, per creare e mantenere un rapporto più semplice e diretto tra la cittadinanza e i vigili

  • Assegnazione di un vigile “referente di zona” per ogni macro area in cui è divisa la città, possibilmente residente anche in zona e in costante contatto con i comitati di quartiere, che possa quindi agire come riferimento locale ed essere a conoscenza dei problemi locali.

  • Sgravio della Polizia Municipale da compiti puramente amministrativi, attribuendo le mansioni amministrative interne a personale degli uffici e trasferendo quindi più agenti sull’attività di strada, per un necessario e migliore controllo del territorio, che deve essere coperto anche nel periodo notturno, ed in particolare nelle giornate “a rischio” per particolari criticità.

  • Formazione professionale continua della Polizia Municipale

Contrasto alla microcriminalità che, nella maggior parte dei casi, consiste in reati contro la proprietà, ma che può sfociare in veri e propri attentati alla persona: pensiamo ai borseggi, agli scippi ai danni di soggetti deboli, furti in appartamento con aggressione, danneggiamenti, vandalismi ma anche rapine di entità modesta oltre allo spaccio, tentativi di stupro e molestie. Gli interventi saranno soprattutto in forma di deterrenza, con una maggior presenza sul territorio di polizia municipale e delle altre forze dell’ordine, sia a piedi che con pattugliamenti in auto, anche con l’ausilio di vigilanza privata.

Miglioramento dell’illuminazione impiegandola in maniera utile alla dissuasione dei reati e nel contempo rispettosa del risparmio energetico: l’utilizzo aggiuntivo di sistemi a fotocellule che consenta l’attivazione solo al bisogno, fermo restando l’utilizzo dell’illuminazione permanente dove necessaria, per esempio in tema di sicurezza stradale.

Miglioramento servizio di videosorveglianza sulle strade principali dei quartieri e delle zone periferiche, che si ponga come efficace strumento preventivo/repressivo. Anche se recentemente l’attuale amministrazione ha previsto un aumento del numero di telecamere presenti, va verificato assieme alle forze dell’ordine se il numero è sufficiente e l’ubicazione è adeguata. Non si esclude la possibilità di mettere in rete le telecamere private, sentite le associazioni di categoria, previa verifica dei costi/benefici. In particolare vanno considerate le aree a parcheggio, i centri commerciali e i luoghi a maggiore affluenza pubblica. Un’altra proposta su cui la nostra amministrazione si impegnerà è la valutazione delle immagini, per la quale vanno ricercate le più moderne tecnologie innovative oltre al creare una sala operativa coordinata con le varie forze dell’ordine.

Istituzione di una Rete di vigilanza comunitaria (“controllo di vicinato”) e dell’agente di quartiere, contattabile ad un numero dedicato e che possa attivare, se necessario, il pronto intervento. Il controllo di vicinato non è solo un sistema di controllo del territorio, ma dovrà essere anche un mezzo per creare una rete tra i cittadini che devono ricominciare a parlarsi.

Controllo delle periferie e delle zone degradate, con eliminazione di quelle porzioni di territorio sottratte alla vigilanza pubblica o privata (parchi dismessi, edifici abbandonati come ad esempio l’ex Eridania) attraverso controlli notturni e le già citate videocamere di sorveglianza.

Contrasto alla criminalità organizzata attivando una rete di verifica, controllo e contrasto a tutti i casi di infiltrazioni mafiose e di evasione fiscale. I dati in possesso del comune verranno messi in rete con quelli di tutte le Autorità di indagine.

Nel nostro programma nazionale osserviamo come l’unico sistema per mettere in evidenza circostanze e fatti che presentino forme di inquinamento mafioso/corruzione, sia proprio quello di fare rete fra i principali attori economici (uffici comunali, gestione gare d’appalto, attività economico-produttive, ufficio entrate tributarie, uffici tecnici di edilizia pubblica e privata, rappresentanze di categoria del mondo produttivo) che possono incrociare i dati in loro possesso e trasmetterli agli organi di verifica e controllo. E’ attualmente allo studio l’utilizzo di piattaforme open-data e di segnalazione anonima al fine di reperire il maggior numero di dati possibili provenienti dalla cittadinanza stessa.

Attenzione alla vittima. È un dato di fatto che una scarsa attenzione verso la vittima per questi piccoli reati rischi di essere un disincentivo alla denuncia, con conseguente disaffezione nei confronti delle forze dell’ordine. Inoltre a volte succede anche che chi reagisce, difendendosi da solo, rischia di passare da vittima a colpevole. La Polizia Municipale va formata professionalmente anche su questi aspetti. Mentre per i danni materiali il Comune valuterà la stipula di un’assicurazione generale per i danni subiti da scasso da parte di tutti i cittadini.

Potenziamento e incentivazione del Servizio Volontariato degli assistenti civici, opportunamente formati per i lavori di supporto che saranno loro assegnati. Serve una maggiore collaborazione con la Polizia Municipale anche come supporto in materia di controllo del territorio e vicinanza al cittadino.

Conferenze e percorsi informativi: E’ stato dimostrato che l’insicurezza diminuisce se aumenta la fiducia nelle forze dell’ordine. Adotteremo politiche di sensibilizzazione ed informazione dei cittadini adatte anche a ricostruire quella rete di controllo informale che oggi è andata compromessa. A tal fine, l’amministrazione locale può intervenire attraverso da tenersi nelle sedi comunali, dei quartieri e scolastiche, tenute dalle forze dell’ordine (e non solo). Un’informazione corretta e non allarmistica sulla fenomenologia della devianza presente sul territorio può essere molto utile. Tali percorsi devono essere diretti alla conoscenza e prevenzione, perché la sicurezza passa sempre prima dalla conoscenza e un territorio informato è un territorio responsabile e più sicuro.

Sicurezza Urbana Predittiva: si tratta di un nuovo metodo di indagine che ha lo scopo di migliorare, in ambito urbano, le attività di gestione della sicurezza urbana e della prevenzione della criminalità. Le analisi dei rischi ambientali, il monitoraggio delle zone di criticità, l’attivazione di moderni protocolli per la prevenzione e la comunicazione in tempo reale delle situazioni di rischio, possono essere implementate grazie alle nuove tecnologie in un sistema informatico che si basa sull’aggregazione dei dati di reati avvenuti in passato, della concentrazione della vittimizzazione, del senso di insicurezza e dei disordini urbani, riferiti nel luogo e nel tempo, con lo scopo di migliorare le attività di gestione della sicurezza urbana e della prevenzione della criminalità e dei fenomeni di devianza in città. Lo studio cerca non solo di prevedere il “dove” e il “quando” avverranno alcune forme di criminalità e devianza sul territorio, ma anche di capire il “perchè” si verifichino tali crimini. Le variabili considerate sono quindi socio-demografiche e ambientali perchè nelle città esistono luoghi che sono considerati generatori o attrattori di criminalità di per sé, il livello dell’illuminazione nei diversi quartieri e la distribuzione degli esercizi commerciali sul territorio cittadino. Ad esempio in queste aree: negozi, industrie, bar, banche, parchi o parcheggi, tendono a concentrarsi maggiormente criminalità, disordine urbano e insicurezza.

Il primo passaggio, quindi, per avviare il protocollo delle analisi predittive è la Mappatura capillare delle criticità territoriali (“mappa del rischio”): tavolo permanente di programmazione ed analisi delle criticità territoriali, con l’apporto di informazioni e segnalazioni anche in forma anonima dei cittadini. L’analisi dei dati porta ad una gestione più efficiente dei servizi, in modo da identificare le zone urbane maggiormente a rischio, al fine di prevenire fenomeni di criminalità attraverso l’adozione di misure di sicurezza.

Cultura della Legalità. Gli interventi sia dissuasivi che repressivi sopra riportati, non possono però essere efficaci senza comprendere che la sicurezza si ottiene soprattutto con una maggiore saldatura delle relazioni sociali. Per questo motivo non si può prescindere da una cultura della legalità intesa non come semplicistico rispetto delle leggi, ma anche delle altre persone, per raggiungere, attraverso la solidarietà una coesione sociale positiva e una consapevolezza che la propria sicurezza passa attraverso la sicurezza della comunità tutta.

Sicurezza sulle strade

Questa sezione è collegata al nostro programma Mobilità, nel quale sono descritte con maggior dettaglio le misure da adottare per utilizzare i percorsi urbani in sicurezza. In questa sezione indichiamo quelli che sono i punti più sensibili in cui vanno protetti gli utenti della strada più vulnerabili, come pedoni e ciclisti.

Pertanto riteniamo prioritario sistemare e rimodulare:

  • piste ciclabili
  • attraversamenti pedonali
  • rotonde

con ridefinizione di alcuni criteri costruttivi per evitare che questi elementi possano diventare pericolosi per automobilisti e pedoni. Progettazione delle nuove rotonde con attenzione ai percorsi ciclabili a seconda delle caratteristiche e del volume di traffico, ristrutturazione di quelle esistenti secondo gli adeguati accorgimenti sulle tipologie di attraversamento: in anello o separato.

Tutte queste strutture vanno adeguatamente illuminate.

Gli attraversamenti pedonali vanno protetti con isole centrali, illuminazione e aree no park laterali per migliorarne la visibilità.

Fondamentale una incisiva educazione stradale presso le scuole elementari e medie.

Sicurezza sul lavoro

La prevenzione degli infortuni sul lavoro è spesso vista solo come un costo. In realtà fare impresa nel rispetto delle regole riduce i costi a lungo termine ed aumenta assieme alla qualità di vita del lavoratore, la qualità della sua prestazione.

Occorre ridurre il numero di incidenti e il rischio in cantieri, scuole, ospedali e pubblici uffici, mediante un efficace sistema di controlli e verifiche, sia in riferimento alla salubrità dei locali che alla conformità delle norme antisismiche. Un aspetto interessante ed incentivante è quello di prevedere nei bandi pubblici per tutte le opere pubbliche una quota di punteggio basata sulla sicurezza. L’aspetto repressivo deve rappresentare solo la parte residuale di tutte le attività.

Sicurezza ambientale e protezione civile

A livello nazionale il dipartimento per la protezione civile ha già implementato sistemi di comunicazione con la collaborazione dei provider telefonici per l’invio dei messaggi di allerta unidirezionali, contemporaneamente ai media tradizionali. Questi sistemi possono essere utilizzati anche a livello locale da parte della sala operativa comunale della protezione civile. Noi intendiamo, però, aumentare il livello di comunicazione, passando da quello unidirezionale a quello collettivo, tramite il protocollo “Social Security”, nel momento in cui verrà implementato a livello di normativa nazionale.

Si tratta di un sistema di partecipazione collettiva di segnalazione del rischio, gestito attraverso i social da una figura di nuova formazione: il Social Security Manager. Previsto nel programma nazionale del M5S, questa nuova figura professionale è un analista specializzato in sicurezza, negli applicativi social e in comunicazione istantanea. Questo operatore avrà accesso ad una piattaforma dedicata che gli consentirà di dialogare (ed individuare) con molti utenti e di essere in contatto con gli operatori di protezione civile. Attraverso questo sistema, integrato con le risorse tecnologiche già operanti, si possono attivare comunicazioni istantanee con un numero di persone superiore a quello affidato alle segnalazioni spontanee, tramite un canale safety check. Un unico sistema integrato in grado di segnalare, ricevere feed back, rapportarsi con le forze dell’ordine e/o di protezione civile, contemporaneamente ed istantaneamente. Il social security manager avrebbe accesso privilegiato, in caso di situazione di pericolo, a questi dati: la geolocalizzazione, l’identificazione e la comunicazione, ed in caso di pericolo allertare contemporaneamente e direttamente le persone presenti in quella determinata area.

Sicurezza Partecipata

Le necessità di sicurezza della città interessano principalmente i 4 ambiti che abbiamo fin qui analizzato, ed il mantenimento dell’ordine pubblico è senza dubbio un compito che spetta alle istituzioni, ma nella nostra visione la sicurezza è anche un bene comune per questo motivo tutti i cittadini, individualmente e collettivamente, dovrebbero sentirsene responsabili e concorrere al suo mantenimento. Pertanto, partendo da questo principio, riconosciamo importanti le forme di coordinamento e collaborazione tra Istituzioni e privati cittadini, si definisce così la sicurezza integrata e partecipata come strumento attuativo di politiche che vedono integrarsi le competenze pubbliche e private in materia di sicurezza urbana. In questo modo la sicurezza è un prodotto dall’intera comunità che partecipa attivamente all’azione di contenimento e prevenzione dei fattori di rischio che producono insicurezza e deteriorano la qualità della vita nelle città.

Le nostre linee di intervento per promuovere la sicurezza partecipata sono le seguenti:

Misure anti-degrado con l’ausilio dei cittadini: ripristino di aree degradate attraverso piccole opere infrastrutturali (pavimentazione, riverniciatura delle cancellate, sistemazione del verde pubblico) attraverso il coinvolgimento dei residenti, anche mediante patti di collaborazione, in modo da rendere l’area più decorosa e quindi percepita come meno insicura, e di conseguenza apportare quella forma di controllo informale che nasce dal presidio spontaneo e dall’amministrazione condivisa dei beni. Queste misure si estendono alla valorizzazione e rilancio di immobili pubblici dismessi in collegato all’assessorato all’urbanistica ed anche su iniziativa di cittadini singoli o associati, secondo quanto disposto nel Regolamento sulla collaborazione fra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani.

Lotta senza sconti agli imbrattatori di muri anche con l’utilizzo di metodi di investigazione per scoprire i responsabili ai quali saranno chiesti i danni subiti dalla comunità.

Vigilanza antidegrado nei luoghi sensibili e di vicinato: patti di collaborazione di comitati cittadini e associazioni con l’Amministrazione al fine di contribuire alla manutenzione di parchi periferici, o altri luoghi sensibili, in modo da presidiare e prevenire azioni di microcriminalità (spaccio, prostituzione, abusivismo commerciale, forme di mendicità organizzata, ecc.), collaborando a tale scopo con gli operatori della Polizia locale; promozione della rete di controllo di vicinato per segnalazioni anomalie o intrusioni, mediante condivisione dei numeri di telefono cellulare.

Mobilità in sicurezza, soprattutto nelle ore notturne e per le donne: maggior sicurezza mediante videosorveglianza a bordo dei mezzi pubblici, e mediante una efficace illuminazione delle strade (vedi “illuminazione intelligente” nella petizione sottostante).

Promozione incontri ed assemblee pubbliche informative e percorsi formativi sulla prevenzione e sulla legalità: promuovere incontri ed assemblee pubbliche per condividere modelli di monitoraggio informale e coordinato del territorio, ad esempio attraverso corsi finalizzati a fornire una formazione adeguata ai privati, in relazione ai concetti di prevenzione, diritto, dovere, regole, responsabilità, anche grazie all’aiuto di ex poliziotti o ex carabinieri.

Petizione Sicurezza

Nel 2015, come M5S di Forlì presentammo la petizione sotto riportata, a firma di più di 2000 forlivesi residenti, recependo le richieste di sicurezza provenienti dai cittadini, portammo le seguenti proposte in Consiglio Comunale ma, come è facile immaginare, furono bocciate, innescando però un dibattito pubblico che portò, nonostante la bocciatura, tutte le forze politiche a muoversi verso la realizzazione di molte nostre proposte. Ovviamente confermiamo tutte quelle istanze, laddove non siano state già recepite, e le aggiungiamo alle proposte già presenti in questo programma di governo. Di seguito i 10 punti della nostra petizione.

1. ORDINANZE COMUNALI SPECIALI AD HOC SULLA SICUREZZA
Il Sindaco di Forlì, in qualità di responsabile della sicurezza, può e deve emettere provvedimenti mirati in tema di:

  • lotta al degrado
  • divieto di accattonaggio molesto
  • lotta all’abusivismo (commerciale e amministrativo)
  • doveri della cittadinanza
  • tutela dell’ordine pubblico

2. VIDEO SORVEGLIANZA MIRATA
A Forlì le 132 telecamere attualmente presenti sono in gran parte non funzionanti o dislocate in punti non utili alle attività di indagine. E’ necessario avere almeno 50 telecamere funzionanti e posizionate in punti strategici, tutte controllate da un’unica “cabina di regia” (posizionata ad esempio in Questura) in funzione 24 ore su 24.

3. POTENZIAMENTO UOMINI E MEZZI DELLE FORZE DELL’ORDINE
I tagli eseguiti nelle scorse legislature hanno indebolito fortemente gli organici delle varie forze dell’ordine non contemplando il naturale e necessario ricambio generazionale. Allo stato attuale ci si trova quindi con un organico mediamente “invecchiato” che necessita dell’aiuto di forze fresche. Il Sindaco deve quindi rendersi parte attiva nei tavoli prefettizi per sollecitare le autorità nazionali e governative a concorrere maggiormente alla sicurezza cittadina.

4. POLIZIA MUNICIPALE: MENO MULTE E PIÙ CONTROLLO DEL TERRITORIO
Proponiamo di variare parzialmente l’attuale situazione, sollevando il corpo della Polizia Locale da compiti meramente amministrativi, in particolar modo dalla riscossione delle multe, per dislocare più effettivi sul territorio e formare dei presidi di sicurezza cui il cittadino possa ricorrere anche in maniera collaborativa.

5. SINERGIA TRA LE FORZE PREPOSTE AI CONTROLLI
Il Sindaco dovrà farsi carico della proposta e mettere a disposizione risorse e tecnologie che portino ad una intensificazione delle collaborazioni/sinergie tra le varie forze.

6. VIGILANZA PRIVATA A TUTELA DI PERSONE, BENI, LUOGHI ED ENTI PUBBLICI E PRIVATI
L’impiego di questo personale, che non dovrà sovrapporsi alla regolare attività delle forze dell’ordine, dovrà essere finalizzato al controllo diurno e notturno di aree a rischio di volta in volta identificate e segnalate, quali: aree industriali abbandonate, zone cimiteriali, parcheggi a rischio rapina, aree urbane degradate, frazioni e quartieri periferici, ecc.

7. ASSICURAZIONE SUI FURTI IN ABITAZIONE
Incaricare una compagnia assicurativa di coprire il rischio dei danni conseguenti ai furti in abitazione con prezzi convenzionati di cui si dovrà fare carico anche l’amministrazione comunale. Le risorse vanno stornate dai capitoli di bilancio a maggior grado di disorganicità, trasferendole ad una nuova e specifica voce relativa a tale destinazione.

8. SORVEGLIANZA DI VICINATO ED EDUCAZIONE ALLA SICUREZZA
Riteniamo utile che il Comune possa concorrere all’attivazione e comunque favorire la nascita di gruppi territorialmente omogenei che possano essere informati ed educati a comportamenti virtuosi dal punto di vista della sicurezza e che contemporaneamente abbiano gli strumenti per comunicare tra loro e alle forze dell’ordine eventuali anomalie sul territorio, in modo da creare una vera e propria rete preventiva di controllo del sociale.

9. ILLUMINAZIONE INTELLIGENTE
Attivare un progetto per l’utilizzo dell’illuminazione in maniera utile alla dissuasione dei reati e nel contempo rispettosa del risparmio energetico: l’utilizzo aggiuntivo di sistemi a fotocellule che consenta l’attivazione solo al bisogno, fermo restando l’utilizzo dell’illuminazione permanente dove necessaria, per esempio in tema di sicurezza stradale.

10. INASPRIMENTO E CERTEZZA DELLA PENA
Interessare tutti i parlamentari, di qualsiasi forza politica, demandando loro l’incarico di presentare proposte di legge che:

  • rendano più congrue le pene in materia di reati contro la persona o di danni a cose/beni appartenenti ai cittadini
  • aumentino la garanzia che la pena inflitta sia effettivamente scontata.

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