Più polizia municipale sulle strade e meno in ufficio, ma prima riprendiamoci dall’Unione il servizio e poi riequilibriamo l’organico con nuove assunzioni

municipaleUn fallimento totale il Piano sicurezza del Comune. Fatto di idee confuse e di interventi inefficaci e tardivi. La dimostrazione evidente sono i gravi fatti accaduti in questo ultimo mese in pieno centro storico (la rissa con coltello e l’aggressione con tanto di palpeggiamento e di furto del portafogli nei confronti di una giovane forlivese) che creano insicurezza e paura tra i cittadini. Urge, dunque, un intervento deciso. Fatto non solo di telecamere ma di presenza sul territorio di uomini in divisa. Quelli della Polizia municipale che, secondo noi, sono il vero deterrente contro i malintenzionati. Perché è evidente che più agenti circolano, di notte e di giorno, in città, meno facilità d’azione c’è per balordi e delinquenti. Ma per fare questo dobbiamo riappropriarci del servizio di Polizia municipale. Già, proprio così: riappropriarci. Perché adesso, per una scellerata decisione presa qualche anno fa dall’amministrazione comunale targata Pd, gli agenti di Polizia municipale sono finiti sotto il controllo dell’Unione dei Comuni. Che, tra ripicche e guerre intestine tra sindaci, è incapace di offrire una normale gestione delle risorse. Risultato? Diminuzione dell’organico degli agenti, tra pensionamenti e mancate assunzioni, e aumento delle azioni criminose nella nostra città. Basti pensare che oggi mancano non una decina, ma circa 70 operatori rispetto agli standard previsti dalla Regione Emilia Romagna di 204 vigili urbani sul territorio dell’Unione e solo un terzo, circa, del personale “cessato” è stato sostituito. E tutto questo è avvenuto, come ammesso dallo stesso sindaco in risposta ad una nostra interrogazione, proprio per una mera scelta politica del Pd. La domanda allora sorge spontanea: a cosa sono serviti i 4 milioni di euro di contributi regionali ottenuti dall’Unione dei Comuni se non è stato possibile nemmeno coprire al 100% il turnover? Quello che però irrita maggiormente è sapere che, mentre il cittadino è sempre più esposto alle azioni criminali, il personale di Polizia municipale non viene utilizzato su strada per la vigilanza e la sicurezza del territorio, ma impiegato in ufficio a svolgere pratiche amministrative non di sua competenza (notifica atti, rilascio di licenze ecc. ecc.). Insomma, siamo al ridicolo. Ecco perché la prima cosa che il M5S farà, se i forlivesi ce lo permetteranno, sarà quella di riportare il servizio di Polizia municipale sotto la gestione diretta del Comune attraverso il recesso della convenzione con l’Unione. Ma non solo. Come secondo atto riporteremo in equilibrio l’attuale organico, ora fortemente sottodimensionato, attraverso l’assunzione, previo concorso pubblico, di nuovi agenti di Polizia municipale. Infine, come terzo atto, potenzieremo il controllo del territorio comunale (centro storico e periferie) inviando su strada, notte e giorno, attraverso un turnover h24, pattuglie appiedate e motorizzate della Polizia municipale che dovranno vigilare parchi, piazze e vie. Questo, almeno, durante l’estate ed i periodi festivi, quando cioè i forlivesi sono portati di più ad uscire di casa per trascorrere serate all’aperto.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì

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