Per gli 80 euro di Renzi in busta paga tagli: a scuola, trasporti e sanità anche a Forlì

“Nel suo intervento al parco urbano di Forlì il premier Renzi ha ribadito che il bonus Irpef degli 80 euro mensili destinato ai lavoratori dipendenti diventerà una riforma strutturale e che sarà estesa anche ad incapienti, partite iva e pensionati. Quello che l’ex sindaco di Firenze si e’ dimenticato di dire ai nostri concittadini è che per mantenere questa promessa elettorale dovrà tagliare servizi pubblici essenziali e costringere gli enti locali a rivalersi sui consumatori e sugli stessi destinatari del “regalo”, questo non è un nostro parere ma è un fatto! Come conferma il quotidiano finanziario Italia Oggi che nel suo inserto settimanale sugli enti locali ha notato le voci elencate nella tabella A del decreto legge collegata alla spending review degli enti locali ed ha elencato nel dettaglio i codici informatici del sistema Siope, Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici.” A muovere questa accusa è il Movimento 5 Stelle di Forlì.

I pentastellati ricordano che “fra i servizi pubblici essenziali che i Comuni – e dunque anche Forlì – saranno costretti a tagliare per finanziare il bonus per consentire la riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti promesso da Renzi ci sono anche servizi essenziali per i cittadini, in settori delicatissimi come: la sanità, il trasporto pubblico locale, la scuola, i contratti di servizio per smaltimento rifiuti, le mense delle scuole, e le reti di ricovero in strutture per anziani, minori ed handicap.

Questi tagli alla spesa degli enti locali, sono destinati a riflettersi negativamente sui servizi ai cittadini sotto forma di: aumento dei prezzi del biglietto degli autobus; aumento del costo del servizio di mensa o peggioramento della qualità dei pasti ed aumento della pressione fiscale/contributiva, per chi usufruisce di strutture di ricovero di anziani, minori in case protette e di persone con gravi handicap.

E c’è anche un altro dato di fatto: il bonus, come ha rivelato uno studio degli economisti del sito LaVoce.info andrà soprattutto a beneficio delle classi medie, in particolare delle famiglie che vi appartengono proprio perché hanno più di un reddito da lavoro dipendente, mentre le famiglie in povertà ne saranno toccate solo marginalmente.

E, nella più che giustificata perplessità che questo bonus possa rappresentare un reale beneficio per la nostra economia, restiamo in attesa dei provvedimenti strutturali per il contrasto alla povertà e di sostegno alle classi più disagiate, che ancora una volta sono rimaste escluse dalle misure per il rilancio dell’occupazione e della lotta alla disoccupazione che nella provincia di Forlì-Cesena ha raggiunto livelli record: 38.917 persone iscritte ai Centri per l’Impiego in provincia di Forlì-Cesena al 31 dicembre 2013 (+12,5%). Con una Schiacciante prevalenza di chi ha perso il lavoro: il 90% degli iscritti al Centro per l’Impiego, mentre gli inoccupati alla ricerca di prima occupazione rappresentano il 10%”: spiega in una nota il M5S di Forlì che annuncia: “Con la collaborazione di dipendenti e cittadini una volta fatto il nostro ingresso nella pubblica amministrazione ci impegnamo a rivedere da subito l’intera spesa pubblica comunale, per individuare sprechi da eliminare e risorse da valorizzare che possano, almeno in parte, compensare questi tagli ingiusti che inevitabilmente saranno presenti a causa del “regalo pre-elettorale” di Renzi”.

Nella spending review pensata da Renzi e dal suo ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per gli enti locali, che dovrà raccogliere nel giro di un triennio 2,192,6 miliardi di euro (444,5 milioni subito), lo stesso governo ha inserito una clausola di salvaguardia, in base alla quale se gli enti locali non faranno i tagli, i fondi mancanti saranno presi dal governo centrale, trattenendoli dalla quota IMU che spetta ai Comuni o dall’IPT dovuta alle Province.

“Quando il M5S andrà al Governo le cose cambieranno e non si andrà più ad “attingere” dai soliti noti. Due esempi: la riduzione della tassazione su lavoro e imprese sarà finanziata tagliando spesa militare, finanziamento pubblico ai partiti e pensioni d’oro mentre l’eliminazione dell’IMU-TASI verrà finanziata da un aumento della tassazione sul gioco d’azzardo, come del resto già proposto in Parlamento, con voto contrario di tutti i vecchi partiti” conclude il comunicato stampa del Movimento 5 stelle di Forlì.

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