Mobbing o intimidazione mafiosa?

La vicenda di Alessandro Ruffilli, il funzionario comunale già trasferito ad altro incarico dal Comune di Forlì e successivamente riammesso nel suo posto di lavoro dal Tribunale di Forlì, lascia perplessi, se non sconcertati! Quello che leggiamo in questi giorni sui giornali, al pari di quello che si era scritto l’estate scorsa, quando la vicenda era emersa, dipinge un quadro molto preoccupante!
Un funzionario che denuncia prontamente il tentativo di corruzione messo in atto nei suoi confronti da imprenditori locali, volto ad ottenere in modo illecito la licenza per l’apertura di un ristorante, è di per sé un un fatto serio, che riguarda la procura! Ma se l’autorizzazione viene comunque rilasciata, in modo del tutto irregolare, dal dirigente del dott. Ruffilli, approfittando della sua assenza, e dopo pochi mesi un altro dirigente è costretto a revocarla per evidenti anomalie, la cosa diventa più complessa ed a questo punto interessa oltre la procura anche i cittadini di Forlì, che questo dirigente pagano tutti i mesi!
Se poi il Comune, a questo punto, decide di trasferire il dott. Ruffilli ad altro incarico mentre mantiene al suo posto il dirigente “distratto”, togliendogli solo la competenza ai bar e ristoranti, allora la vicenda assume i connotati di un “sistema di collusione” che a Forlì non si era mai visto.
Senza prendere in seria considerazione le minacce e addirittura le violenze fisiche cui è stato sottoposto il dott. Ruffilli, il Comune, invece di proteggerlo e punire il dirigente incapace, ha agito in un modo davvero sconcertante… in ambienti malavitosi si direbbe “lo ha sistemato”: trasferito in altro ufficio con mansioni diverse da quelle di sua competenza, in altre parole mobbing!
Che messaggio è mai questo per i funzionari che dovessero subire in futuro altri tentativi di corruzione? E’ forse un velato invito a non creare problemi per non avere fastidi e ad accettare quindi eventuali regalini che garantiscano una vita/carriera tranquilla? Se così fosse ci troviamo di fronte ad un fatto gravissimo che pretende di essere immediatamente smentito in primis dall’assessore e dalla classe politica tutta! Il Comune, che è stato condannato dal giudice al reintegro immediato del dott. Ruffilli nelle sue mansioni, si appresta ora a pagare, con i soldi di tutti noi cittadini, la causa per risarcimento danni intentata dal medesimo?!
Il Movimento 5 Stelle, ad elezioni avvenute, sia che si trovi al governo della città che all’opposizione, farà di questo episodio l’emblema della trasparenza negli uffici comunali per i prossimi anni!
Tutti devono sapere che il vento è cambiato e che, soprattutto in momenti di crisi come questi, si richiede a tutti i dipendenti pubblici un rigore ed una competenza ancora maggiore; i cittadini che fuori dal palazzo stanno vivendo situazioni economiche e lavorative difficili, non devono e non vogliono vedere nella pubblica amministrazione un ostacolo ma un onesto alleato!
Sarebbe bene che il sindaco e l’assessore competente riconoscessero al dott. Ruffilli l’onorabilità del suo comportamento, magari conferendogli il sigillo di Caterina Sforza… crediamo a maggior ragione e senza nulla togliere alla squadra del Casablanca!!!

Movimento 5 Stelle Forlì

Un commento all'articolo

  1. Non è vero che queste cose non si erano mai viste a Forlì. E’ soltanto la prima volta che una vicenda di questo tipo ha un esito positivo. Nessuno corre il rischio di denunciare, perchè se lo fa, viene mobbizzato e spostato dove non vorrebbe andare, e fare ricorso in Tribunale, oltre ad avere ha un costo eccessivo è sempre molto rischioso.Bisogna avere le spalle coperte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*