Incarico diretto assegnato dalla Giunta Comunale di Forlì al capogruppo del Pd di Parma. Indagini in corso grazie al nostro esposto, il GIP vuole vederci chiaro

incarico dallolio“Il Dott. Giorgio Di Giorgio, GIP del Tribunale di Forlì, ha di fatto riaperto le indagini su un procedimento penale nato sulla base di un esposto presentato dai sottoscritti alla Procura di Forlì nel marzo scorso”, si legge in una nota firmata dai portavoce del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale Daniele Vergini e Simone Benini, ”una vicenda che coinvolge direttamente il Sindaco e l’intera Giunta comunale che nell’ottobre 2016 firmarono una delibera in cui, citando una “urgenza” non meglio precisata, affidavano, senza alcun bando o criterio comparatistico, al Dott. Nicola Dall’Olio, geologo parmense che per molti anni e fino al giugno scorso ha ricoperto il ruolo di capogruppo del Pd di Parma, un incarico esterno compensato con 10.900 euro. L’incarico è stato giustificato da una non motivata urgenza di avere un esperto di consumo del suolo da inserire nella realizzazione di un progetto finanziato dalla UE denominato SOS4LIFE (Save Our Soil for Life), un progetto dimostrativo che intende contribuire all’attuazione su scala comunale degli indirizzi europei in materia di tutela del suolo e rigenerazione urbana“

“Il PM incaricato, Dott. Santangelo, aveva richiesto l’archiviazione della procedura basando le indagini sulle dichiarazioni del Dott. Alessandro La Forgia – ex dirigente comunale in pensione, che probabilmente molti di voi ricorderanno per il suo ruolo nella vicenda del debito fuori bilancio di 1,5 milioni di euro per spese legali – ma a seguito di nostra opposizione, il GIP ha fissato un’udienza in camera di consiglio durante la quale l’avvocato forlivese Antonio Brogliato, da noi nominato, ha illustrato le stranezze della vicenda e l’incompletezza delle indagini svolte, sottolineando in particolare come le circostanze denunciate non fossero state accertate con i protagonisti diretti (Sindaco, Giunta ed organo tecnico comunale) ma esclusivamente con un soggetto, La Forgia, apparentemente del tutto estraneo alla delibera oggetto del procedimento, in quanto già in pensione quando la delibera fu emessa”, spiegano i consiglieri pentastellati.

Ora la palla passa di nuovo al PM che dovrà integrare le indagini come richiesto dal GIP. Il Dott. Di Giorgio, ha infatti rigettato l’archiviazione disponendo ulteriori indagini per le quali ha concesso ulteriori 3 mesi, rimarcando: “la necessità di svolgere indagini dirette, sia a chiarire i motivi sottostanti alle omissioni e alle anomalie evidenziate dagli esponenti, mediante escussione delle persone informate sui fatti (gli stessi esponenti, il Segretario Generale ed il Direttore Generale del Comune di Forlì) in punto anche del carattere di urgenza del provvedimento e di impegno di spesa complessivo; ritenuta la necessità di svolgere indagini dirette all’identificazione dei soggetti cui attribuire il reato in iscrizione, attesa la chiara individuazione dei soggetti che a vario titolo sono concorsi nella definizione del procedimento amministrativo de quo”.

“A nostro parere questo incarico pare proprio un favore del Pd forlivese agli amici di partito”, è l’affondo dei consiglieri Vergini e Benini, “e non è la prima volta che questa Amministrazione inciampa in assegnazioni di incarichi esterni a dir poco inopportune… che guarda caso finiscono a colleghi di partito o a parenti della sfera politica al governo della città: nel febbraio scorso sempre noi avevamo sollevato l’inopportunità degli incarichi esterni, per un totale di 52.000 euro, conferiti nell’ambito di consulenze esterne per progetti europei all’architetto Serena Nesti, cognata dell’assessore all’Edilizia Francesca Gardini, entrambe componenti dell’Assemblea Territoriale del PD. Ma se l’iter seguito per l’affidamento alla Nesti era probabilmente solo inopportuno, quello che è avvenuto con Dall’Olio, anche se riguardante cifre minori, è con tutta probabilità molto più grave in quanto pare essere stata la stessa Giunta ad affidare l’incarico in modo diretto, specificando il nome dell’esperto ed anche il compenso esatto da assegnargli, una azione assolutamente non prevista dalla normativa, che dispone che siano unicamente i dirigenti ad assegnare gli incarichi esterni a seguito di procedure selettive, delle quali in questo caso pare non esserci alcuna traccia.”

“Ribadiamo la nostra piena fiducia nella magistratura e auspichiamo che venga fatta luce a pieno su questa ennesima vicenda che pone ulteriori dubbi sulla già scricchiolante credibilità di questa Giunta comunale a guida Pd. E’ ormai evidente a tutti i cittadini come sia necessario riportare la correttezza e la legalità al centro dell’azione amministrativa di questo Comune, fin troppe volte minata da situazioni poco limpide. Ci teniamo ad annunciare fin da ora che il nostro programma per le elezioni amministrative 2019 prevederà una rivisitazione totale del regolamento comunale per l’assegnazione degli incarichi esterni, con l’adeguamento a tutte le normative nazionali, più ulteriori limitazioni per non generare nemmeno il sospetto che avvengano assegnazioni per clientelismo”, concludono i portavoce in consiglio comunale Vergini e Benini.

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