Il Pd vuole impedirci di realizzare video del Consiglio Comunale! Censura inaccettabile!

no-censura“Siamo molto preoccupati” esternano in una nota i due consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle Forlì “dopo aver letto la proposta di revisione del regolamento comunale che disciplina, tra l’altro, il funzionamento e lo svolgimento delle attività del Consiglio Comunale, abbiamo rilevato che le modifiche proposte vanno in un’unica direzione: quella contraria alla democrazia! E stanno tentando di farla approvare durante il periodo estivo quando c’è meno gente in città, è veramente inaccettabile! I cittadini forlivesi devono sapere!”

“Le modifiche negative sono numerose ma quella che ci vede davvero contrariati è l’azione studiata ad hoc per rendere praticamente impossibile al nostro videomaker la realizzazione di video dei lavori consiliari” dichiarano Vergini e Benini “video che raggiungono, ciascuno, ormai migliaia di visualizzazioni, iniziando a rendere cosciente una parte della cittadinanza sugli sprechi e sulle opacità che tengono la città ferma e in ostaggio degli interessi di pochi, cosa che probabilmente ha fatto suonare un campanello di allarme nelle segrete stanze del Pd forlivese”.

“Fra i numerosi “paletti” alle riprese video, inseriti nella bozza del nuovo regolamento, il più grosso è che a potersi accreditare saranno solo i giornalisti iscritti all’Ordine, limitazione che ci sembra totalmente anacronistica” ribadiscono Vergini e Benini “oggi è ormai riconosciuto a tutti il diritto di cronaca, e grazie alle nuove tecnologie importanti testimonianze, a volte decisive, sono giunte proprio da comuni cittadini, quindi non vediamo motivazioni o giustificazioni valide per impedire questa attività, se non quella di voler limitare un nostro diritto…”.

“Altre limitazioni assurde prevedono la necessità di una richiesta scritta, 72 ore prima di ogni seduta, che dovrà essere autorizzata di volta in volta. Inoltre si vorrebbe imporre la riproduzione di filmati in forma integrale, o, se parziali, dovrà essere garantita, dicono loro, la “par condicio”, anche fuori dai periodi elettorali, cosa che ha veramente dell’incredibile basti pensare ai video di consiglieri e parlamentari di qualsiasi schieramento politico che ogni giorno riportano in Rete, giustamente, solo i propri interventi… a Forlì a quanto pare vorrebbero imporci di pubblicare per forza anche i video dei consiglieri del Pd, siamo veramente al ridicolo…”

“La realtà è che questa Giunta sta tentando di nascondere i suoi evidenti fallimenti con il metodo autoritario, tipicamente renziano, di imbavagliare l’opposizione e censurare la divulgazione di quello che succede in Consiglio Comunale, in barba a tutti i proclami sulla democrazia, trasparenza e legalità. D’altronde cosa ci si poteva aspettare da un partito che voleva cancellare articoli fondamentali della Costituzione italiana?”, attaccano i pentastellati.

“La scusa addotta dall’Amministrazione per questa azione antidemocratica è che sarà comunque disponibile a tutti lo streaming… che però, statistiche alla mano, in pochissimi guardano. Mentre al contrario i nostri attivisti raggiungono migliaia di cittadini forlivesi sui social network permettendo loro di venire a conoscenza delle tematiche trattate in Consiglio, anche tramite video di satira, e di farsi quindi un’opinione sulla coerenza e dimensione pubblica dei vari personaggi che prendono la parola in consiglio e commissione, mostrando per la prima volta ai cittadini il vero volto di chi amministra questa città”.

Il M5S inoltre rende note anche altre “novità” presenti nel nuovo regolamento proposto dalla Giunta, tutte volte unicamente a limitare il diritto di iniziativa delle minoranze: le interrogazioni (question time) dovranno essere presentate con tre giorni lavorativi di anticipo e la risposta sarà data solo nella parte finale della seduta consiliare, quando i giornalisti di solito non sono più presenti. Anche gli emendamenti dovranno essere presentati con due giorni di anticipo. Le convocazioni delle commissioni invece richiederanno la sottoscrizione di metà dei componenti, al posto di 1/5 come succedeva prima. Infine il tempo di risposta agli accessi agli atti sarà aumentato da 3 a 15 giorni.

“Il M5S si opporrà con tutte le forze a questo nuovo attacco alle libertà fondamentali di ogni individuo e invita tutti i cittadini che si riconoscono nei valori della libertà di espressione, di pensiero, di informazione, di critica e anche di satira a mobilitarsi e unirsi per ribellarsi a questa deriva autoritaria imposta dalla Giunta Drei e dalla sua maggioranza consiliare”, concludono Vergini e Benini

PS: di seguito un elenco di tutte le modifiche negative:

nuovo art-4 comma 5: nelle sedute segrete, fanno uscire anche il personale comunale

nuovo art.10 comma 1: il tempo di preavviso per il deposito atti è ridotto da 6 a 5 i giorni

nuovo art.10 comma 3: per oggetti “urgenti”, o “aggiuntivi” (cioè aggiunti dopo la convocazione all’OdG), l’invio del materiale viene fatto con sole 24 ore di preavviso, prima erano 48

nuovo art.14 comma 2: nel dibattito tolta la possibilità per i consiglieri di fare un secondo intervento chiarificatore

nuovo art.15: tolto l’obbligo di presenza degli assessori al consiglio comunale…..

nuovo art. 21: norma per impedire di fatto le riprese da parte del M5S:
– bisogna per forza “accreditarsi presso il servizio stampa”, cioè bisogna essere giornalisti iscritti all’ordine
– si è tenuti a richiedere espressa autorizzazione all’Ufficio di Presidenza entro le 72 ore precedenti la seduta interessata. per OGNI SEDUTA
– si deve dichiarare di accettare il regolamento in ogni sua parte
– ci si deve impegnare a “non manipolare”, ma la definizione è del tutto soggettiva!
– c’è l’obbligo di riproduzione integrale, o parziale ma rispettando la par condicio!!! neanche fossimo in campagna elettorale permanente…
– chiedono l’indicazione del “responsabile della privacy”?! siamo alla follia…
– si chiede di interrompere la registrazione durante le pause
– si chiede di non inquadrare il pubblico

nuovo art.27 comma 3 e 4 e art.79 comma 2: question time depotenziati: devono essere presentati entro le ore 10 (dieci) del terzo giorno lavorativo antecedente la riunione del Consiglio comunale (cioè il venerdì, perchè il consiglio di solito è il martedì, prima era entro le 10 del giorno stesso del consiglio), inoltre vengono spostati nella parte finale del consiglio (quando i giornalisti non ci sono) per un tempo massimo di 60 min, quindi non più all’inizio. inoltre il Segretario deve verificarne l’ammissibilità…

nuovo art.28 comma 1: impedita la discussione di interrogazioni e question time nelle sedute, oltre che di bilancio come prima, anche di Piano strutturale comunale, il Piano operativo comunale e il Regolamento urbanistico edilizio…

nuovo art.55 comma 2: riduzione del n. di componenti delle commissioni consiliari da 13 a 11

nuovo art.57 comma 6: la richiesta di convocazione di commissioni necessiterà della richiesta di metà dei componenti (non più 1/5 come prima) inoltre rimane la notazione “può convocare” e quindi non è nemmeno obbligatorio farlo

nuovo art.59 comma 1: esperti in commissione è stato limitato a 2 il n. di esperti nominabili in ogni commissione!!!

nuovo art.78 comma 4:gli emendamenti devono essere presentati entro il secondo giorno precedente a quello della seduta, o in caso di urgenza prima dell’inizio della seduta consiliare. hanno poi tolto la frase che dice che c’è tempo 5 min per presentare l’emendamento…

nuovo art.82 comma 6: accesso atti, alzato da 3 a 15 giorni il tempo di risposta (che tanto non rispettavano mai comunque…). inoltre obbligano alla forma scritta (cartacea o telematica) mentre come ben sappiamo deve essere consentita ai consiglieri anche quella verbale.

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