Il Pd mette nelle mani di un uomo solo la scelta di affidare gli incarichi legali del Comune alla faccia della democrazia. Il M5S porterà in Consiglio un regolamento per cancellare questa anomalia che può avvantaggiare i soliti noti

piniUn uomo solo al comando: il dirigente Michele Pini, al quale l’amministrazione comunale di Forlì, a guida Pd, ha accentrato ogni potere relativo al contenzioso dell’Ente, compresa, addirittura, la rappresentanza legale del Comune di Forlì. Un’anomalia nel panorama nazionale, una “abdicazione” di prerogative tipiche degli organi di indirizzo politico, a favore di un’unica persona, che decide, al posto del sindaco e della giunta, se resistere in giudizio e soprattutto a chi affidare gli incarichi legali.

Ed è proprio questo l’aspetto controverso della questione. Pini, che è lo stesso dirigente che dispose anche la retromarcia del Comune sul recupero dei gettoni illegittimamente erogati ad alcuni consiglieri dopo la “cacciata” della ex segretaria generale Piraccini, ha preso di fatto il posto che fu di Alessandro La Forgia (ora in pensione). E allora la domanda ci sorge spontanea: ma il caso “spese legali”, scoppiato nel 2015, dove la Procura di Forlì parlò di ”eccesso di potere, gestione superficiale e poco oculata della cosa pubblica” non ha insegnato nulla alla giunta Pd, guidata dal sindaco Drei?

Ricordiamo che nel 2015, al termine della gestione di La Forgia, in Comune emerse un debito fuori bilancio di circa 1,8 milioni di euro di parcelle mai inserite a bilancio (cifra che fu addebitata sul bilancio comunale e quindi a carico dei cittadini forlivesi), la maggioranza del quale relativo a parcelle dell’avvocato Mario Di Giovanni, dello studio legale di Roberto Pinza, presidente della Fondazione Carisp. Sull’onda di quello scandalo, nel dicembre 2015, l’amministrazione a guida Pd tentò timidamente di introdurre un apposito regolamento per la disciplina degli incarichi legali, come suggerito fra l’altro anche dalla Corte dei Conti, che, però, dopo essere passato in commissione, fu subito e stranamente ritirato. Da quel momento nonostante numerose rassicurazioni la delibera relativa al regolamento non fu più riportata in consiglio.

A questo punto ci penseremo noi del M5S a riportare quel testo in approvazione con proposta di delibera di iniziativa consiliare. Perché è necessario prevedere un regolamento che incrementi la trasparenza e la rotazione degli affidamenti degli incarichi legali, come previsto anche dal nostro programma elettorale per le elezioni comunali dell’anno prossimo.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri del M5S per il Comune di Forlì

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