Il M5S Forlì consegna in Comune le prime 1500 firme raccolte della sua petizione sicurezza: “dal PD solo fumo negli occhi”

“Soltanto oggi il PD si accorge che, considerando il rapporto fra numero di reati e popolazione residente, ai primi posti della graduatoria delle province italiane più bersagliate dall’odioso fenomeno dei furti nelle abitazioni figura proprio la provincia di Forlì-Cesena, che vanta anche il record del maggior incremento assoluto registrato nell’ultimo decennio. Nel tentativo di far credere alla cittadinanza che chi governa la città non se ne sta con le mani in mano, ha presentato uno striminzito ordine del giorno che, attingendo a piene mani dal “pacchetto sicurezza” del Movimento 5 stelle di Forlì, dimostra come il partito di maggioranza, decisamente a corto di idee, non si faccia scrupolo di copiare i grillini”: affermano in una nota i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.
“Ma nessuna persona di buon senso – aggiungono i due – può dare seriamente credito a questa iniziativa, visto che quanto indicato nell’ordine del giorno altro non è che una serie di azioni che potevano e dovevano essere adottate immediatamente dopo l’atto di insediamento del sindaco Drei, mentre il PD, solo fino a qualche giorno fa, negava l’esistenza di una emergenza sicurezza trincerandosi dietro la convinzione che si trattasse di un  ‘problema di percezione’ ”
I due pentastellati notano in particolare come il PD abbia attinto dagli stessi studi (in primis le ultime statistiche del Censis) che il Movimento 5 stelle di Forlì, già alcuni mesi fa, aveva preso come base per elaborare il proprio “pacchetto sicurezza”; le proposte indicate nel documento che il PD vuole proporre alla giunta Drei (un maggiore coordinamento dei vigili urbani con le forze dell’ordine; un utilizzo degli agenti della Municipale in mansioni di controllo diretto piuttosto che in funzioni burocratiche; una necessità di aumento degli organici e dei fondi per la videosorveglianza) non sono altro che misure copiate di sana pianta dal “pacchetto sicurezza” del Movimento 5 stelle di Forlì.
“Il nostro è un piano corposo in 10 punti sostenuto da una petizione popolare – presentato a fine settembre con un evento pubblico alla presenza del senatore M5S Vito Crimi – che è già stato sottoscritto da ben 1.500 cittadini (fra cui ci sono anche dichiarati elettori del PD); la raccolta, che nei prossimi giorni sarà presentata anche agli organismi istituzionali locali, tra cui questore e prefetto di Forlì, è destinata a non fermarsi qui ma a continuare nei prossimi mesi. Noi del M5S, pur sedendo nei banchi dell’opposizione, facciamo sul serio per risolvere la piaga dei furti mentre il PD, che governa da decenni, si accorge soltanto oggi del problema e prova a gettare fumo negli occhi”: ribadiscono Benini e Vergini.
Nel “Pacchetto sicurezza del M5S Forlì” si elencano azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la video sorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della Polizia Municipale, l’impiego di personale della Vigilanza privata (che non dovrà sovrapporsi alla regolare attività delle forze dell’ordine essendo finalizzato specificatamente al controllo diurno e notturno di aree a rischio e degradate), percorsi di educazione alla sicurezza ed alla “sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione, l’installazione di una illuminazione intelligente e, da ultimo, la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento (che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo stesso PD di Renzi).
Per quanto appena detto ci sembra evidente come il PD, anche a livello locale, non possa risultare credibile quando si propone come il soggetto istituzionale che garantirà la sicurezza futura della città non avendolo mai fatto fin qui con le sue precedenti amministrazioni. Tipico esempio è la videosorveglianza: a Forlì le 132 telecamere montate sono in gran parte non funzionanti o dislocate in punti non utili alle attività di indagine. Con solo 50 telecamere funzionanti e posizionate in punti strategici, tutte controllate da una cabina di regia unica con sede in Questura e funzionante 24 ore su 24, Forlì diventerebbe tra le città più sicure d’Italia: di questo il PD e la giunta Drei, come del resto la precedente del sindaco Balzani, non hanno mai parlato nelle sedi opportune quali il “Comitato Prefettizio per l’ordine pubblico e la sicurezza” e l’Unione dei Comuni, ente responsabile della Polizia Municipale anche delle città vicine. Parole, solo parole al vento, mentre noi del Movimento 5 stelle di Forlì proponiamo soluzioni concrete e prepariamo il cambiamento”: concludono la riflessione i consiglieri comunali M5S.

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