Il M5S chiede formalmente che Alessandro La Forgia sia sospeso da tutti gli incarichi dirigenziali

“Chiediamo che Alessandro La Forgia, il dirigente comunale rimosso dall’incarico di vertice dell’Ufficio legale e contenzioso per non aver comunicato un debito fuori bilancio di quasi un milione e mezzo di euro derivato dalle consulenze legali, sia sospeso in via cautelativa da tutti gli incarichi dirigenziali che gli sono stati conferiti, quindi non soltanto dai ruoli di dirigente dell’Ufficio Legale, Responsabile della Trasparenza e Vice Segretario, ma anche da altri importanti ruoli dirigenziali fra cui Affari Generali e Risorse Umane”: a sollecitare questo provvedimento restrittivo sono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Simone Benini e Daniele Vergini che per rafforzare questa richiesta hanno inviato a tutti i consiglieri un’apposita mozione, volutamente senza logo di partito per raccogliere eventuali firme congiunte, anche di consiglieri di maggioranza e accertare quindi che nessuno sia invece intenzionato a “salvare” La Forgia, che in ogni caso andrà in pensione nel 2016.
Le responsabilità emerse a tutt’oggi a carico di La Forgia sono gravissime, il collegio dei revisori dei conti: “rileva una grave e ripetuta irregolarità contabile costituita dal protrarsi, nell’arco di un ventennio, del conferimento di incarichi legali senza la contestuale assunzione dei corrispondenti impegni di spesa”; il vicesindaco Zanetti e l’assessore al bilancio Briccolani hanno illustrato e denunciato questo grave fatto che ha costretto la Giunta a coprire circa 1,5 milioni di euro di debiti fuori bilancio con fondi di riserva e nel consiglio comunale del 28 luglio scorso lo stesso La Forgia ha ammesso di avere responsabilità riguardo alla manca ricognizione dei debiti fuori bilancio contratte attraverso consulenze che risalgono a procedimenti e cause vecchie anche di vent’anni e che per l’ammontare delle parcelle degli avvocati avranno ripercussioni gravissime sugli equilibri contabili del Comune.
Lo stesso assessore al Bilancio Emanuela Briccolani ha spiegato che l’entità del debito è tale “da creare grosse difficoltà al Comune che è dovuto intervenire immediatamente attingendo ai fondi di riserva. Risorse utili e funzionali al Comune che sarebbero stati utilizzati in casi di emergenze (nevicate, trombe d’aria etc…) o per coprire le spese che si rendevano necessarie in corso di mandato”. L’impegno di spesa per coprire queste parcelle legali non previste avrà quindi forti ripercussioni sulla disponibilità di bilancio del Comune; questo buco di bilancio causato da La Forgia, sembra che sia emerso soltanto dopo le ripetute sollecitazioni di Guglielmo Senni, dirigente delle Entrate Tributarie, Bilancio, Investimenti, in servizio nel Comune di Forlì da pochi mesi.
E in attesa di sapere se il valore delle cause affidate ai legali esterni e i benefici poi ottenuti dal Comune siano stati proporzionati alle consulenze richieste (circa un centinaio di procedimenti affidati in gran parte all’avvocato Mario Gabriele Di Giovanni dello Studio Pinza) i consiglieri del Movimento 5 Stelle Daniele Vergini e Simone Benini chiedono ufficialmente di sospendere da ogni incarico dirigenziale Alessandro La Forgia fino a quando non venga fatta chiarezza sulle sue responsabilità. Come è noto sull’operato di La Forgia adesso pende il giudizio della Corte dei Conti e la verifica di una commissione interna che avvierà un’apposita istruttoria.

Aggiornamento del 4 agosto 2015:

“In consiglio comunale si è deciso di rinviare a settembre lo scandalo delle spese legali non conteggiate a bilancio facendo slittare la nostra proposta di sospensione in via cautelativa da tutti gli incarichi dirigenziali che sono stati conferiti ad Alessandro La Forgia, il dirigente comunale rimosso dall’incarico di vertice dell’Ufficio legale e contenzioso per non aver comunicato un debito fuori bilancio di quasi un milione e mezzo di euro. I consiglieri che in conferenza dei capigruppo hanno chiesto di non affrontare immediatamente il problema si chiamano Maria Maltoni (Pd) Mario Peruzzini (della lista civica “Noi con Drei”) e Daniele Avolio (Gruppo Misto). Tre persone che per motivi a noi sconosciuti hanno ritenuto la questione non urgente ponendo di fatto il veto alla discussione in consiglio della mozione. Di questa scelta se ne assumono tutta la responsabilità politica di fronte alla cittadinanza ed agli elettori”: questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, in piena seduta di consiglio comunale.

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