Il Consorzio di Bonifica della Romagna ha incassato per 15 anni contributi non dovuti

“Il consorzio di bonifica della Romagna, ente che dovrebbe curare i nostri fiumi, proteggerci dalle alluvioni e prevenire frane ed esondazioni che periodicamente colpiscono il nostro territorio, ente sconosciuto ai più e che s’è distinto recentemente per aver presentato un progetto di abbattimento di 1300 piante lungo il Rio Bolzanino a Villanova, solerte ad emettere il tributo/contributo che tutti i possessori di casa ed esercizi devono pagare regolarmente, secondo le ricostruzioni che ci sono state esposte da alcuni cittadini avrebbe fatto pagare per 15 anni una tassa non dovuta a tutti gli abitanti del centro storico di Forlì!”: a darne notizia sono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Daniele Vergini e Simone Benini.

La vicenda sarebbe comprovata dal “piano di classifica”, cioè un piano che il Consorzio è tenuto a realizzare per stabilisce importi, quote, zonizzazione e definire ogni altra informazione utile per determinare l’ammontare dei contributi dovuti dai cittadini forlivesi per il servizio erogato.

Il piano in vigore dal 2000 al 2015, infatti, conteneva la seguente frase (si veda pagina 20 del PDF): “Tra gli elementi attribuibili alla disomogeneità dei diversi Piani di Classifica degli ex consorzi sono da citare quelli relativi alle zone non assoggettate a contribuenza. In particolare, va rilevato che il territorio del centro storico di Forlì risulta non soggetto a contribuenza, e che l’ambito territoriale della pianura forlivese non è soggetta alla ripartizione degli oneri C.E.R”.

“Dal 2016 è entrato in vigore un nuovo Piano di Classifica che non contiene più quella frase, dunque, a nostro parere, le richieste di contributo relative agli ultimi 15 anni inviate a tutti gli abitanti ed ai titolari delle attività del Centro storico di Forlì debbono essere considerate illegittime. Quote annue mediamente di poche decine di euro ma che moltiplicate negli anni diventano significative. Quello che purtroppo dobbiamo rilevare è che dopo le ripetute richieste di chiarimenti al Consorzio, al Comune, e alla Regione fatte da alcuni cittadini si sono avute soltanto risposte confuse ed evasive. L’unica “azione concreta” che è stata riscontrata è stata la cancellazione del file del vecchio piano di classifica dal sito dell’Ente”: spiegano i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Daniele Vergini e Simone Benini.

“A questo punto chiediamo spiegazioni pubbliche e precise su questa vicenda e poi valuteremo la correttezza dell’operato del Consorzio, decidendo quali azioni intraprendere per salvaguardare i diritti dei cittadini colpiti da oneri probabilmente non dovuti. E cogliamo l’occasione per ribadire il nostro parere: i Consorzi di Bonifica sono enti vetusti e ormai inutili, frutto di vecchie e superate logiche di spartizione partitocratica. Enti creati all’inizio del Novecento come organi di autogoverno del territorio che reinvestono quanto ricevono dagli enti locali e dai proprietari dei terreni agricoli come contributo di bonifica. Con un particolare: su oltre 500 milioni di euro all’anno che entrano in cassaforte, la metà se ne va per il personale e la burocrazia. E in varie parti d’Italia abbiamo registrato scandali milionari e spese e cartelle “pazze”. Mentre in Romagna si è registrato un altro triste primato: per il rinnovo del cda del Consorzio di Bonifica ha partecipato al voto solo lo 0,21% degli aventi diritto, 801 voti validi su più di 400mila aventi diritto: un dato statistico misero che non può che sollevare numerose perplessità sulla reale visibilità e trasparenza dell’ente”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Daniele Vergini e Simone Benini.

Un commento all'articolo

  1. Ennesima conferma di un sistema consolidato intoccabile e presumibilmente truffaldino. Se il cittadino chiede, non ottiene risposta o le stesse sono vaghe e di rimbalzo da un ufficio all’altro. Comune e Regione latitano. E alla fine il cittadino, altro non può che pagare quelle poche decine di euro all’anno, consapevole di essere impotente.

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