Gioco d’azzardo legalizzato, allarme sociale anche a Forlì: più di 40 milioni di euro persi al gioco. Il Comune attui le delibere anti slot

slot“Sono più di 40 i milioni di euro persi al gioco nel Comune di Forlì nell’anno 2016 a fronte di 145 milioni di euro di “puntate”. Rispetto all’anno precedente si registra un incremento di quella che viene chiamata “spesa”, intesa come differenza fra le puntate e le vincite, di oltre 12 milioni di euro. Dati allarmanti che evidenziano una vera emergenza! Ai quali va poi aggiunto anche il gioco online non presente in questi dati”, spiegano i consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini, portavoce in Consiglio Comunale del Movimento 5 Stelle di Forlì. “E’ fondamentale e urgente che il Comune di Forlì si attivi per contrastare il fenomeno in modo più serio, al di là degli annunci a dei numerosi regolamenti non attuati, rendendo realmente operative le delibere “no-slot-vlt” senza temere ricorsi”.

I dati provengono dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha risposto ad un accesso atti dei consiglieri pentastellati. Le categorie di gioco che contano più “puntate” nell’anno 2016 sono i VLT (Video Lottery Terminal) e i Videogiochi d’azzardo con, rispettivamente, 66.408.198,34 euro e 44.187.821,15 euro, seguiti da: Lotterie Istantanee (14.432.238,90 euro), Lotto (9.516.864,50 euro), Supernalotto (2.241.874,00 euro), Scommesse Virtuali (2.231.891,15 euro), Scommesse Ippiche in Agenzia (562.361,00 euro), Comma 7 (528.104,18 euro), Ippica Nazionale (148.194,00 euro), Windforlife (118.157,00 euro), Eurojackpot (105.940,00 euro), Lotterie Tradizionali (49.929,90 euro), Concorsi Pronostici Sportivi (41.896,00 euro) e Big (580,00 euro).

“Il gioco, in questo caso, non fa rima con divertimento, ma con emergenza. I suoi effetti costituiscono una vera e propria piaga che mette in ginocchio sia l’individuo sia la società sotto diversi punti di vista. I concetti di perdita e costi sono totalizzanti e trasversali all’esistenza. Dal punto di vista economico, l’individuo non perde solo denaro, ma anche capacità d’acquisto per contribuire all’economia della città. A livello puramente statistico, ma che ci fa rendere conto delle cifre in gioco, dividendo la perdita monetaria (40.786.130,33 milioni di euro) per il numero delle famiglie (52.387) residenti a Forlì in riferimento all’anno 2016, si ottiene una spesa annua per il gioco pari a 778€ a nucleo familiare, denari sicuramente sottratti all’economia locale e che quindi “impoveriscono” il tessuto economico cittadino”, sottolineano allarmati i pentastellati.

“Dal punto di vista sociale, la sfera affettiva e lavorativa vengono dilapidate al pari del denaro, con un incremento del “debito umano” a seguito di divorzi e licenziamenti. Infine, dal punto di vista sanitario, altri costi vengono addebitati al sistema per prevenzione, trattamento e cura della ludopatia. La situazione, già allarmante per gli effetti connessi, sta diventando una vera e propria emergenza visto il vertiginoso incremento del denaro bruciato al gioco e, di conseguenza, dell’impatto sociale a esso correlato. Come avevamo già chiesto alcuni giorni fa è necessario attuare al più presto anche la Legge Regionale che porta alla chiusura degli esercizi che non rispettano la distanza di almeno 500 metri dai luoghi sensibili, e con ordinanze comunali alla regolamentazione degli orari di utilizzo/apertura.” concludono i portavoce del Movimento 5 Stelle Vergini e Benini

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