Gettoni illegittimi, incredibile “coincidenza”: dopo la richiesta di dimissioni il Segretario Generale si mette in aspettativa per 2 anni!

La vicenda dei gettoni illegittimamente erogati ai capigruppo continua a riservare colpi di scena: “Abbiamo appreso, con molto stupore, che la Segretaria Generale del Comune di Forlì Lia Piraccini si è congedata con effetto immediato mettendosi in aspettativa per circa due anni, per la precisione fino al 30 giugno 2019. Non si tratta di dimissioni ma comunque di una incredibile ‘uscita di scena’… vista la curiosa coincidenza temporale fra questa decisione e le pesanti accuse che quasi tutte le forze politiche le avevano rivolto, a seguito dell’invio delle lettere di messa in mora per il recupero dei gettoni indebitamente erogati per una cifra totale di circa 96.000 euro”, si legge in una nota di Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“Solo pochi giorni fa avevamo reso note le frasi, al limite dell’intimidazione, proferite durante l’ultima conferenza dei capigruppo da parte di quasi tutti gli esponenti politici presenti; fra le più pesanti quelle del consigliere di maggioranza Mario Peruzzini (dovrebbe restituire circa 3.250 euro) che nel chiedere le dimissioni della dirigente ha affermato “chiederemo le sue dimissioni, tutti i miei sforzi saranno perchè andrò a verificare dirigente per dirigente chi ha messo i pareri e chiederò i danni anche di quello che è stata la gogna mediatica”. Sulla stessa linea anche Paola Casara del centro destra (dovrebbe restituire circa 9.500 euro) che, rivolta alla segretaria, ha detto: “se io faccio un’azione legale io non la faccio contro il comune, la faccio contro di lei”: frasi pesantissime proferite in una riunione a porte chiuse ma con audio registrato e quindi inconfutabili, alle quali ha fatto eco anche il vicesindaco Lubiano Montaguti che ha “scaricato” definitivamente la dirigente dicendo “in nessun modo il sindaco o la giunta ha approvato o autorizzato l’invio di questa lettera (di messa in mora ndr) e tantomeno il rilascio di dichiarazioni a qualsivoglia titolo alla stampa locale”. A nulla sono servite le giustificazioni della Segretaria che asserisce di essere stata autorizzata dalla portavoce del sindaco Paola Francia ad esporre le questioni tecniche della vicenda alla stampa”.

“La vicenda ha veramente dell’incredibile e denota a nostro parere una inaccettabile invasione di campo del livello politico su quello amministrativo. Da parte nostra non potevamo fare i ‘Don Abbondio’ e intendiamo applicare a pieno quella trasparenza che abbiano promesso ai nostri elettori: cosa succederà ora? Il Comune porterà a termine il recupero come prescrive la Legge o si tenterà una retromarcia da ‘azzeccagarbugli’? I cittadini hanno il diritto di sapere se questi 96.000 saranno recuperati o meno. Ora la ‘patata bollente’ passa in mano al vice segretario Michele Pini, sulle spalle del quale ricadono, almeno temporaneamente, le non poche incombenze della Piraccini. Certamente l’improvvisa assenza della Segretaria non avrà un effetto positivo sul buon andamento dell’azione amministrativa.”, concludono i pentastellati

Aggiornamento ore 11:30:

Notiamo che alcuni consiglieri non vogliono “mollare l’osso” e continuano ad insistere a mezzo stampa che la restituzione dei gettoni non sarebbe prevista dalle Leggi. Tali consiglieri dimostrano una scarsa conoscenza delle norme ed anche uno scarso rispetto delle istituzioni.

Di seguito la spiegazione più semplice e sintetica possibile sul perchè i gettoni sono da restituire:

La definizione “gettoni illegittimi” deriva dal fatto che ai sensi dell’art. 82 comma 2 del D.Lgs. 267/2000, come confermato da vari pareri del Ministero dell’Interno e della Corte dei Conti e dell’Anci, è orientamento giuridico largamente prevalente che non sia possibile erogare gettoni di presenza per conferenza dei capigruppo e ufficio di presidenza, anche nel caso in cui esista un regolamento comunale che lo preveda ed anche nel caso in cui tali organi siano “parificati” a commissioni consiliari nello statuto, da qui la definizione sintetica “gettoni illegittimi” da noi utilizzata. Secondo il principio della gerarchia delle fonti dell’ordinamento giuridico italiano la norma di rango più alto (in questo caso il D.Lgs. 267/2000) annulla quella di rango inferiore; a differenza dell’abrogazione, l’annullamento produce effetti “ex tunc”, cioè retroattivi (da qui la necessità di recuperare nei limiti della prescrizione decennale), la norma annullata (in questo caso il passaggio del Regolamento Comunale che dispone l’erogazione dei suddetti gettoni) viene esclusa dall’ordinamento, come se non fosse mai esistita e perde qualsiasi effetto prodotto da essa. La nullità della norma sulla base della quale sono stati erogati gli emolumenti genera quello che tecnicamente si definisce un “indebito oggettivo”, normato dall’art. 2033 del Codice Civile che stabilisce che chi ha eseguito il pagamento ha tutto il diritto della “ripetizione dell’indebito” cioè di recuperare quanto erogato.

Invitiamo chi volesse approfondire a consultare il parere dell’Anci e quello dell’Avvocatura comunale.

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