Follì libela (Forlì libera)

La chiusura di una decina di centri massaggi gestiti da cinesi a Forlì è una notizia che non deve passare inosservata. Queste attività da sempre guardate con tolleranza divertita dalla cittadinanza, pur sapendo che celavano rapporti sessuali a pagamento, vanno estirpate con ogni mezzo.
Intendiamoci, non per motivi morali, ma perché le donne che vi lavorano spesso sono ricattate e trattenute con mezzi illegali. Questi lavori di facciata sono il paravento di altre attività illegali che in silenzio crescono sino a consolidare nel territorio una delinquenza organizzata pericolosissima.
La comunità cinese è per sua natura poco propensa all’integrazione, anche se naturalmente vi sono molte eccezioni, ma quando qualcuno dei suoi componenti introducono elementi di illegalità nelle loro attività diventano seriamente pericolosi per una società liberale come la nostra.
E’ una verità inconfutabile e sotto gli occhi di tutti come l’ingresso delle aziende cinesi nel settore del mobile imbottito abbia azzerato un settore che offriva lavoro a migliaia di Forlivesi.
La concorrenza fatta a colpi di operai schiavizzati e il non rispetto delle minime regole sindacali ha massacrato gli imprenditori onesti. Il M5S non teme di essere per questo accusato di razzismo, noi stiamo dalla parte degli onesti e di chi segue le regole; quando saremo al governo della città non si concederanno licenze per attività ambigue e si toglieranno i pannelli oscuranti dalle finestre dei capannoni.
A partire da metà degli anni ’90 mafie e corruzione organizzata sono entrate prepotentemente nel nostro quotidiano, non voltiamo lo sguardo da altre parti, riprendiamoci il nostro territorio.

Movimento 5 Stelle Forlì

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