Degrado e multe alle vetrine del centro, il M5S denuncia la “doppia morale” del Comune

mercati01“Il comune predica bene e razzola male: da una parte multa i privati che lasciano le vetrine nell’incuria dando solo un preavviso di 15 giorni ma dall’altra parte non applica con la stessa solerzia le stesse regole per le vetrine di propria pertinenza!”: a lanciare l’accusa è il Movimento 5 Stelle di Forlì, che per sostenere la denuncia rende pubbliche alcune foto scattate dagli attivisti pentastellati.

Per esempio, al mercato comunale in via dei Girolimini angolo viale Vittorio Veneto ci sono finestre sporche, rotte, alcune coperte con cartoni ben in vista, immondizia, vetri rotti… “Insomma il degrado più totale, per non parlare dello stato di abbandono di alcuni immobili comunali: intonaco mancante, buchi nei muri e rivestimento a rischio distacco o caduta.”

Ma chi è che avrebbe dovuto controllare lo stato d’uso esterno e interno di questi locali?
“A quanto ci risulta sarebbe l’Unità Mercati, funzionaria responsabile Rossella Galassi (sorella di Anna Maria, recentemente nominata dirigente ad interim della polizia municipale), unità che dipende dal Servizio Sviluppo Economico diretto da Ercole Canestrini (già indagato per la vicenda del mobbing al funzionario Alessandro Ruffilli), che rende conto direttamente al neo assessore Marco Ravaioli che ha la delega ai Mercati e al Centro Storico. Unità già coinvolta anche nel recente scandalo dell’impiegata indagata per peculato che si sarebbe intascata dei soldi”: evidenziano Daniele Vergini e Simone Benini,consiglieri comunali del M5S di Forlì.

“Visto che il Comune non può sanzionare se stesso e non provvede nemmeno a sistemare situazioni di degrado ed abbandono” il Movimento 5 Stelle chiede almeno che l’amministrazione pubblica subisca una “sanzione morale”. E per controllare la reazione della giunta comunale fra 15 giorni gli attivisti del M5S avvisano che “torneranno sul posto” per verificare se le vetrine siano state ripulite: “Qualora questo auspicio non si traduca in realtà chiediamo che tutte le multe comminate ai privati siano quantomeno restituite per parità di trattamento”: concludono Vergini e Benini.

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