MoVimento in Ascolto, l’iniziativa del M5S ha esaminato insieme ai residenti i problemi dei quartieri Foro Boario, Pianta e San Benedetto

In mezzo alla gente, tra le criticità dei quartieri. Ed un unico obiettivo: aprire il “Palazzo” ai cittadini, recepire i loro problemi, e obbligare la macchina comunale a lavorare per la loro risoluzione. Questo è “Movimento in Ascolto”, l’assemblea itinerante cittadina del M5S che venerdì, per il suo secondo appuntamento, ha fatto tappa presso la sala del Foro Boario per esaminare i problemi denunciati dagli abitanti dei quartieri Foro Boario, Pianta e San Benedetto. Presenti i consiglieri M5S al Comune di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

Pronti, via, immediato è iniziato il dibattito. Con l’accorato intervento di un ex negoziante costretto a chiudere l’attività. “Forlì è una città abbandonata a se stessa e destinata ad un triste declino – ha detto il commerciante – tra il disinteresse delle amministrazioni comunali succedutesi negli anni alla guida del Comune. Da parte della politica, infatti, non c’è mai stata una reale volontà a far partecipare i cittadini alle scelte dell’amministrazione. E vi faccio un esempio concreto. Anni fa – ha raccontato l’ex negoziante – partecipai ad un progetto condiviso mirato a migliorare la zona di via Lughese. Ebbene, volete sapere come andò a finire? Noi cittadini non venimmo ascoltati, il progetto non vide mai la luce, e, al contrario, fu realizzata una cosa, addirittura, diversa su iniziativa dell’amministrazione comunale”.
Commenta il consigliere, M5S, Daniele Vergini: “Molto spesso le petizioni dei forlivesi vengono sottratte al dibattito pubblico. L’attuale maggioranza Pd al governo della città pare ‘allergica’ a forme di vera partecipazione e, attraverso azioni di ‘finta condivisione’, mira a silenziare i problemi piuttosto che a risolverli. Partecipazione attiva e continua sarà, invece, il punto fondamentale dell’azione della nuova amministrazione 5 Stelle della città, naturalmente se i forlivesi ci daranno fiducia alle elezioni comunali di maggio. Tra le nostre proposte, ad esempio, c’è anche quella di realizzare un sistema informativo domanda-risposta tramite il quale i cittadini potranno ottenere risposte alle loro istanze in tempi rapidi e accettabili. Il tutto collegato al premio produzione dei dipendenti e dirigenti del Comune”.

Un altro intervento sentito e partecipato dal resto della sala è stato poi quello di un cittadino che ha lamentato “lo stato di degrado in cui versa da tempo il Parco Bargossi, vicino via Vendemini”. “Sempre sporco e carente di uno sgambatoio per cani”, ha denunciato il cittadino.
Vergini, ascoltata la protesta, ha commentato che “lo stato di abbandono delle aree periferiche cittadine è, purtroppo, un dato comune”. “Solo pochi giorni fa, ad esempio – ha continuato il consigliere M5S – tra le varie segnalazioni ci è arrivata anche quella dello stato di abbandono in cui versa, da tempo, piazzetta Berlinguer, nel quartiere Ronco. Un’amministrazione 5 Stelle – sottolinea Vergini – mai dimenticherà le periferie e per quanto riguarda la situazione dei parchi sarà attivato un piano anti-degrado, finalizzato al rilancio di tutti i parchi comunali”. “Circa gli sgambatoi per cani – conclude Vergini -, come M5S di Forlì siamo stati sempre molto sensibili al tema della tutela degli animali, riteniamo che debbano essere realizzati dove servono maggiormente e questo proprio dietro segnalazione dei cittadini; ad esempio tramite petizioni. Nel nostro programma, comunque, è prevista l’apertura di una parte del Parco Urbano all’accesso dei cani”.

Naturalmente, a tenere banco è stato il tema sicurezza in periferia, ricorrente nei vari interventi degli abitanti. Vergini e Benini hanno allora ricordato che nel programma del M5S “c’è l’inderogabile maggiore presenza sull’intero territorio cittadino, giorno e notte, degli agenti di Polizia municipale, attuabile, però, solo dopo aver riportato il controllo del ‘Corpo’, che attualmente è in mano all’Unione dei Comuni, in capo al Comune di Forlì ed aver reintegrato, attraverso nuove assunzioni, il personale mancante: la Polizia municipale al momento è carente di circa un terzo degli agenti rispetto ai minimi di legge”. “Molto importante, poi – hanno aggiunto Vergini e Benini – sarà l’attivazione di forme di sicurezza di vicinato, che coinvolgano direttamente i cittadini a segnalare alle forze dell’ordine pericoli e irregolarità”.

La serata si è, quindi, chiusa, con l’analisi della viabilità nei tre quartieri. E qui i consiglieri M5S Vergini e Benini hanno ricordato che “l’attuale amministrazione a guida Pd non ha mai pianificato seriamente la viabilità cittadina; incredibile, ad esempio, la mancata adozione di piani obbligatori per legge come il Piano Urbano del Traffico”. “Tutto ciò – hanno chiosato Vergini e Benini – ha favorito, purtroppo, il costante aumento di incidenti stradali, anche mortali. Basti ricordare che da un recente studio è emerso che Forlì è la città in Italia col più alto numero di incidenti stradali: 9 ogni 1000 abitanti, il doppio della media nazionale. Un triste primato che potrà essere rimosso solo attraverso una seria progettazione della viabilità cittadina e non con le consuete ‘soluzioni tampone’ adottate dalle precedenti amministrazioni”.

Movimento 5 Stelle di Forlì

 

Resoconto Consiglio Comunale n°121 del 27 novembre 2018

Ordine del giorno e delibere
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU MULTA PAGATA DAL COMUNE PER UN REATO DI UN DIPENDENTE [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU STATO DI SCARSA MANUTENZIONE IMPIANTO SPORTIVO DELLA CAVA [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU PAVENTATO ABBATTIMENTO DI UN BOSCO NEL QUARTIERE CAVA [scarica testo]
la risposta è stata parzialmente soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU SEGRETARIO COMUNALE “PART-TIME” [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU FORLI’ AL PRIMO POSTO IN ITALIA PER INCIDENTI STRADALI [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

DELIBERA SU NUOVO CENTRO COMMERCIALE IN VIALE ROMA
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

DELIBERA SU VARIAZIONE DI BILANCIO
voto M5S in consiglio: non abbiamo partecipato al voto
esito: approvata

è intervenuto il consigliere Daniele Vergini

ORDINE DEL GIORNO M5S SU VETRINE PALAZZO DEGLI UFFICI STATALI [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: respinta

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Incidenti stradali, Forlì prima in Italia! Ecco il programma del M5S per ripristinare la sicurezza e liberare la città dal traffico

incidentalitàDati negativi per Forlì. Che preoccupano e inquietano. Non solo per quanto riguarda il peggioramento della qualità della vita (classifica Italia Oggi) con l’aumento del disagio sociale e della disoccupazione. Ma anche, e soprattutto, per un’altra classifica, quella che lega la città, purtroppo, alle tragedie stradali. Parliamo della graduatoria redatta dall’Osservatorio della Mobilità Sostenibile di Euromobility che analizza i 50 principali comuni italiani in base ai dati Istat 2018. Ebbene, questa classifica pone Forlì al primo posto in Italia per tasso di incidentalità con più di 9 sinistri ogni 1000 abitanti. Ma di questo, i forlivesi, ne sono pienamente consapevoli, visti i continui incidenti stradali che si verificano su tutto il territorio. Incidenti con morti e feriti gravi. Tra questi, solo per citarne alcuni dell’ultimo periodo, quelli che sono costati la vita all’ex pm Giorgi e alla 44enne Cristina Malandri, travolta da un’auto mentre era in sella alla sua bicicletta e trascinata fin sulla rampa della tangenziale. Quello di cui, forse, però, i forlivesi non sono consapevoli è che tutto questo avviene mentre il Piano urbano del traffico, obbligatorio per legge per le città sopra i 30mila abitanti, il Comune non lo ha mai voluto realizzare, nonostante le nostre continue sollecitazioni. L’ultimo risale al 2007 e dal 2010 non viene più aggiornato. Ed è proprio questo strumento che il M5S indicherà come prima proposta del programma elettorale sui trasporti. Perché con la vita della gente non si scherza! E’ necessario, poi, il potenziamento del trasporto pubblico urbano: non dimentichiamo che gli studenti per raggiungere le scuole cittadine sono spesso costretti a viaggiare sui bus, stretti come sardine. Pensiamo anche a forme di trasporto pubblico gratuito per particolari tratte dei bus e a tariffe agevolate per categorie particolari, come i lavoratori del centro storico (e in questo caso sono previste più fermate in centro). Ed i bus saranno dotati del servizio pedane di salita e discesa per i diversamente abili, che rientrano nel nostro piano cittadino di rimozione delle barriere architettoniche. Ma anche il trasporto “dolce”, quello cioè su bicicletta, avrà voce in capitolo nel nostro programma. Prevediamo, infatti, di investire molto sulla sicurezza delle piste ciclabili e sull’interconnessione di tutti i pezzi dell’attuale rete ciclabile. E non basta: il sistema bike sharing (bicicletta condivisa) sarà reso più pratico e semplice attraverso l’utilizzo di un’applicazione per smartphone e con la possibilità di lasciare la bicicletta ovunque e non solo in specifiche “stazioni”. Prevediamo, inoltre, di limitare l’ingresso dei mezzi pesanti in centro e nelle zone sensibili come le scuole, ascoltando il campanello d’allarme sollevato dai residenti del quartiere Cava con una petizione. Intendiamo poi razionalizzare i parcheggi cittadini, lasciandone inalterato il numero totale, ma valutando la fattibilità di parcheggi sopraelevati o sotterranei “a silos” per liberare le vie del centro. E ancora, in un’ottica di maggiore sicurezza, prevediamo di installare su tutte le strade comunali a rischio dei guard rail “salva-motociclisti”, che azzerino l’effetto ghigliottina. E nell’ambito delle nuove tecnologie stiamo studiando il ripristino del collegamento dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni con il parcheggio tramite nastro trasportatore o servizio navetta con veicolo senza conducente. Infine, per quanto riguarda l’Aeroporto supporteremo la nuova “cordata” che ha vinto il bando dell’Enac, ma a costo zero per le casse comunali perché fin troppi soldi dei cittadini forlivesi si sono già stati persi nel buco nero del fallimento Seaf.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri del M5S per il Comune di Forlì

AGGIORNAMENTO del 16/1/2019:
Riportiamo per correttezza che abbiamo recentemente appreso che il dato pubblicato da Euromobilty che poneva la città di Forlì al primo posto in italia per incidentalità, con 9,35 incidenti ogni 1.000 abitanti, è errato! Come abbiamo appurato contattando la stessa Euromobility, l’errore dovuto al fatto che le tabelle Istat attribuivano impropriamente come capoluoghi della provincia sia Forlì che Cesena, riportando quindi il dato degli incidenti come somma dei due Comuni, sebbene il capoluogo di Provincia sia solamente Forlì. Tale circostanza ha indotto Euromobility ad utilizzare direttamente il dato pubblicato, che risulta quindi errato, il tasso di incidentalità reale di Forlì è di poco superiore a 5, in ogni caso sopra la media nazionale.

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trasporti mobilità 2019


 

“MoVimento in ascolto”, l’iniziativa del M5S che dà voce ai cittadini, raccoglie le loro proposte e le trasforma nel Piano di rinascita per Forlì

In mezzo alla gente, tra le criticità dei quartieri. Ed un unico obiettivo: aprire il “Palazzo” ai cittadini, recepire i loro problemi, e obbligare la macchina comunale a lavorare per la loro risoluzione. Questo è “MoVimento in Ascolto”, l’assemblea itinerante cittadina del M5S che venerdì sera è partita dal Centro storico e dall’analisi dei problemi denunciati dagli abitanti di Schiavona, San Biagio, San Pietro, Cotogni, Ravaldino, Musicisti, e Grandi Italiani. Gremita la sala di via Bonali, 68, in zona Portici Parcheggio Coop, dove i consiglieri M5S al Comune di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, e il deputato del M5S, Carlo De Girolamo, hanno incontrato i cittadini. Nel silenzio più assoluto e nell’irritazione generale i residenti dei sette quartieri centrali hanno, così, potuto visionare una realtà che nessuno avrebbe mai immaginato, ovvero il degrado in cui sono costretti a vivere gli abitanti delle case popolari di via Marsala/Valzania. Attraverso immagini filmate da attivisti del M5S e proiettate sullo schermo, infatti, è emerso uno spaccato di abbandono totale, proprio a due passi dal centro storico: immondizie, siringhe usate, probabilmente da tossicodipendenti per bucarsi, resti di pranzi frugali, rifiuti di ogni genere accatastati sotto i garage delle palazzine. Una realtà da estrema periferia metropolitana rimossa soltanto dopo l’intervento del M5S, che, attraverso una denuncia ai carabinieri, ha agitato così tanto le acque da costringere, dopo anni di disinteresse, Comune e Istituto Case Popolari a rimuovere tutte quelle immondizie ed a ripristinare una situazione di normalità.

Nel corso della serata il M5S ha presentato il suo programma per la “Rinascita di Forlì” ed ha ascoltato segnalazioni e proposte dei cittadini del centro storico. Interessante lo spunto di un forlivese, Edgardo: “La politica a Forlì – ha sottolineato – ha preferito lasciare nell’abbandono il cuore della città a vantaggio di nuove aree commerciali”. Immediata la risposta del consigliere M5S, Daniele Vergini: “Le Amministrazione comunali precedenti hanno sempre detto di voler rivitalizzare il Centro storico, ma in realtà hanno fatto l’opposto incrementando aree destinate a centri commerciali, che da 64 sono state aumentate a 96, anche in zone periferiche. Provvedimenti, questi, fortemente contestati dal M5S e che provocheranno anche problemi di viabilità a causa dell’assenza di un piano traffico. Una cosa è certa – ha concluso Vergini – : questa giunta a guida Pd oltre a non mantenere le promesse, non programma nemmeno gli interventi e pur di soddisfare il proprio bacino elettorale, la lobby dei costruttori, non fa altro che creare problemi all’intera comunità forlivese”.

Diversi sono stati poi i contributi portati dai giovani. Eloquente quanto sostenuto da Vittorio, uno studente del Campus: “Da parte di giovani e studenti non c’è interesse a venire in centro perché non c’è assolutamente vita. Tra l’altro l’attuale amministrazione Drei aveva promesso di costituire una Consulta studentesca che nessuno di noi ha mai visto. Eppure sarebbe opportuno costituirla per instaurare un dialogo volto a collegare un mondo, quello studentesco, con la città”. Rilancia il deputato M5S, Carlo de Girolamo: “Ritengo necessario potenziare servizi e offerte per favorire una maggiore integrazione degli studenti nel tessuto cittadino. Da parte nostra ci proporremo di istituire un tavolo tecnico con tutte le associazioni universitarie per la stesura del Programma Scuola e Università. Purtroppo siamo stati abituati dalla politica a vedere tanti ‘soloni’ pontificare questa o quella ricetta programmatica fingendo di ascoltare i cittadini solo a ridosso di una competizione elettorale. Il M5S di Forlì vuole, invece, invertire questa tendenza, stimolando la partecipazione della cittadinanza ad assemblee pubbliche itineranti in tutti i quartieri della città e, soprattutto, ascoltando le istanze dal basso”.

Naturalmente non sono mancate le critiche come quella di Fulvio, un commerciante: “Ritengo il programma per il Centro storico del M5S simile a quello di altre forze politiche”. E le approvazioni come quella di Fernanda: “A fare la differenza sono le persone e la loro credibilità. Per questo il M5S non farà l’opposto di quanto promesso, ma quel programma sono sicura che lo realizzerà”. Fino alla conclusione del consigliere M5S, Simone Benini: “Una cosa di cui vado orgoglioso è l’apertura del M5S alla società tutta, non solo ai suoi elettori. Un approccio mirato a risolvere i problemi partendo, in primis, dall’ascolto e dalla condivisione. Questo è lo spirito di ‘MoVimento in Ascolto’: fare informazione e connettere i cittadini con le istituzioni. Se saremo al governo di Forlì continueremo con questi incontri che servono a noi per formarci, ai cittadini per partecipare direttamente alla vita politica ed amministrativa, ed alla società civile per cambiare”.

Movimento 5 Stelle Forlì

PS: il prossimo appuntamento di MoVimento in Ascolto sarà venerdì 30/11/2018 alle ore 20:30 nella sala Foro Boario (per ascoltare i quartieri Foro Boario, San Benedetto, Pianta, Ospedaletto, Coriano) PASSATE PAROLA!

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Più sicurezza, meno delinquenti. Ecco in 10 punti il programma del M5S

municipaleDavanti alla totale assenza di un programma concreto per garantire la sicurezza dei forlivesi; davanti al tanto pubblicizzato (da parte dei giornali locali) e mai realizzato piano di videosorveglianza dell’amministrazione comunale a guida Pd (costo 2 milioni di euro); davanti alla lotte intestine tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia per la conquista della “poltrona” di candidato sindaco alle prossime elezioni comunali, senza uno straccio di programma condiviso; noi del M5S continuiamo nella nostra politica del fare, del trovare soluzione ai problemi. E, così, insieme alla proposta di accordo con le associazioni di categoria per lanciare, tramite opportuna convenzione, un programma di videosorveglianza a costo zero (e cioè il controllo diretto da parte di Polizia municipale, Polizia di Stato e Carabinieri delle immagini filmate dalle telecamere dei negozi, locali e attività imprenditoriali), ecco i 10 punti principali che abbiamo individuato nel nostro Piano sicurezza:
1) Tornare ad una gestione comunale della Polizia municipale per garantire, attraverso nuove assunzioni, maggiore efficienza e più pattuglie di agenti su strada (giorno e notte) come deterrente alla microcriminalità
2) Apertura di un presidio in centro, con la presenza a rotazione di tutte le forze di polizia
3) Istituzione dell’agente di quartiere e di una Rete di vigilanza comunitaria (controllo di vicinato)
4) Miglioramento dell’illuminazione cittadina anche con l’utilizzo di sistemi innovativi a led ed a fotocellule
5) Misure anti-degrado attraverso la lotta agli imbrattatori di muri, questo grazie all’utilizzo di metodi di investigazione per scoprire i responsabili
6) Maggiore interconnessione, a livello territoriale, tra le sale operative delle forze di polizia, nonché regolamentazione dell’utilizzo in comune di sistemi tecnologici di sicurezza per il controllo delle aree e delle attività imprenditoriali a rischio
7) Contrasto alla criminalità organizzata attraverso una rete di verifica, controllo e contrasto rispetto ai casi di infiltrazione mafiosa e di evasione fiscale: i dati in possesso del Comune saranno messi in rete con quelli di tutte le autorità d’indagine
8) Più attenzione alle vittime di azioni criminose. Il Comune valuterà la possibilità di stipulare un’assicurazione generale per i danni da scasso nelle abitazioni
9) Mappatura capillare e tavolo permanente di programmazione ed analisi delle criticità territoriali con l’apporto di informazioni e segnalazioni, anche in forma anonima, dei cittadini
10) Nei bandi comunali per gli appalti si aggiungerà un punteggio sulla sicurezza sul lavoro.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri al Comune di Forlì per il M5S

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sicurezza 2019

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 21:30:
A quanto pare il Centro Destra, preso da un improvviso panico pre-elettorale fa parlare il “suo” sindacato invece di intervenire direttamente! Si smentisce categoriamente quanto riportato nella nota stampa firmata da Filippo Lo Giudice segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl Sicurezza Civile secondo il quale avremmo “modificato quasi interamente il ‘pacchetto’ sicurezza che due anni fa avevamo presentato ai cittadini”, una petizione lo ricordiamo da noi presentata nel 2016 mentre tutte le altre forze politiche dormivano sul tema sicurezza, firmata da 2000 cittadini forlivesi e bocciata in consiglio comunale dal Pd e dal Centro Destra.

Il signor Lo Giudice invece di fare politica sotto mentite spoglie farebbe invece meglio a leggere la versione integrale del nostro programma, pubblicata sul nostro sito e inviata agli organi stampa, ove è riportata integralmente e senza nessuna omissione la petizione presentata nel 2016. Quindi nessuna marcia indietro, ma al contrario una conferma di quanto sempre detto e ulteriori impegni a seguito di un approfondimento della materia, mentre tutte le altre forze politiche, compreso il Centro Destra, latitano sul programma. Ci spiace vedere come il sindacato Ugl Sicurezza Civile sia ormai diventato una costola di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, mischiando l’attività sindacale con quella politica per meri fini elettorali. Rimaniamo altrettanto basiti del fatto che un segretario regionale si fermi a leggere le figure ignorando il testo completo, speriamo che l’UGL possa cambiare i suoi vertici in modo da essere più incisivo in futuro nell’interesse dei suoi associati.

Daniele Vergini, Simone Benini

 

Il mega piano di videosorveglianza è ancora bloccato in Comune. Ecco cosa propone il M5S per garantire la sicurezza

telecamereChe fine ha fatto il mega piano di videosorveglianza, da 2 milioni di euro, che un paio di mesi fa l’amministrazione comunale a guida Pd presentò in pompa magna all’attenzione della “grancassa mediatica” dei giornali locali? A che punto si trova il piano sicurezza tanto sbandierato dal sindaco Drei? Tutto fermo, bloccato, ingessato. Delle 300 telecamere promesse non ne è stata installata nemmeno una. E Forlì resta scoperta ed a rischio criminalità. Alla nostra ennesima richiesta di accesso agli atti (la prima fu avanzata ad agosto), per sapere dove effettivamente si pensava di posizionare le videocamere, dal Comune non ci è arrivata alcuna risposta concreta se non un ridicolo rimpallo burocratico fatto di competenze e responsabilità tra un ufficio ed un altro. Eppure sono trascorsi, sì due mesi dalla mega presentazione, ma, addirittura, due anni da quando l’amministrazione Drei annunciò per la prima volta il piano: dimostrazione di come in Comune si continui a navigare a vista sui problemi. E così, mentre il Pd latita e la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia litigano per accaparrarsi la poltrona di candidato sindaco alle prossime elezioni comunali, noi del M5S ci occupiamo delle cose da fare, del come, cioè, trovare soluzione ai problemi. E, piuttosto che lanciare mirabolanti promesse e presentare faraonici progetti, pensiamo al concreto, al facilmente realizzabile. Come, ad esempio, la messa in rete degli impianti di videosorveglianza privata, già esistenti nei negozi, nei locali, e nelle varie attività imprenditoriali, naturalmente dopo aver stilato un accordo con le associazioni di categoria e stipulato una vera e propria convenzione. Un progetto di facilissima realizzazione come confermato peraltro da un recente parere del garante della privacy e dalla messa in campo da parte del vicino Comune di Cesena. In sostanza, le immagini registrate dalle videocamere private anziché restare a disposizione dell’imprenditore entrerebbero nel cervellone pubblico in mano a Polizia municipale (da qui il necessario ritorno al Comune di Forlì della gestione del corpo, attualmente sotto il controllo dell’Unione dei Comuni), Polizia di Stato e Carabinieri. Ogni azione criminosa verrebbe, quindi, filmata (con tanto di estensione alla strada dell’occhio della telecamera) ed osservata in tempo reale dalle forze dell’ordine pronte ad intervenire: oggi invece Carabinieri e Polizia devono prima recarsi presso l’attività commerciale e poi richiedere il permesso di visionare le immagini (una perdita di tempo che avvantaggia solo ladri e rapinatori). Il costo dell’operazione sarebbe bassissimo, il tempo di realizzazione del progetto sarebbe immediato, e la sicurezza per i forlivesi aumenterebbe di molto.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri del M5S al Comune di Forlì

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volantino con le principali proposte:
sicurezza 2019

 

Resoconto Consiglio Comunale n°120 del 6 novembre 2018

Ordine del giorno e delibere
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU SOLDI ANTICIPATI DAL COMUNE ALL’UNIONE [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

ODG LEU CONTRO DDL PILLON
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Restauro dei murales cileni, iniziativa nata nel 2015 grazie ad una mozione del M5S

muralesviaminardiIl Comune sabato inaugurerà il secondo murale cileno restaurato. Quello di via Minardi che fa seguito a quello, inaugurato tempo fa, di viale Roma. Naturalmente non possiamo che accogliere con favore questa iniziativa dell’amministrazione. Ma non possiamo esimerci dal raccontare come questo progetto è nato: grazie ad una mozione presentata, nel 2015, dal M5S, ed approvata all’unanimità da tutti i gruppi consiliari. Un atto che prevedeva anche il coinvolgimento delle scuole nell’opera di restauro. Non potevamo, infatti, accettare che questi murales, realizzati, nel 1976, da un gruppo di studenti ed esuli cileni (fuggiti dalla dittatura della destra militare del generale Pinochet), fossero lasciati deperire, dimenticati, dietro ai bidoni dell’immondizia, vista anche la loro valenza storica oltre che artistica. Siamo per questo orgogliosi di aver esercitato in modo costruttivo il nostro ruolo di portavoce consegnando alla comunità una proposta di buon senso che non poteva essere bocciata dal Consiglio comunale, una delle poche approvate e poi realizzate dall’attuale amministrazione comunale a guida Pd.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri del M5S per il Comune di Forlì

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volantino con le principali proposte:
centro storico 2019

 

Resoconto Consiglio Comunale n°119 del 23 ottobre 2018

Ordine del giorno e delibere
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

MOZIONE PD SU BANDO PERIFERIE [scarica testo]
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

MOZIONE PD SU INCREMENTO INFORMAZIONE ALEA [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

L’ennesimo aiuto del Pd alle banche: approvata delibera per saldare debito della Fiera con la Cassa dei Risparmi ed a pagare è sempre il cittadino! Ecco cosa avrebbe fatto invece il M5S

fieraQuando ci sono di mezzo le banche, quando ci sono interessi forti da tutelare, quando la finanza chiama a rispondere è sempre il Pd. Diventato ormai il partito del capitale, quello che per decenni era stato il Polo di centrodestra (Forza Italia, Alleanza nazionale, Lega). Alla faccia dei cittadini. E così, come accaduto con Monte Paschi di Siena (col governo Pd a veicolare miliardi di euro degli italiani nelle casse dell’istituto senese), anche a Forlì, in una sorta di politica del copia incolla, milioni di euro (dei forlivesi) finiscono nella pancia di una banca: in questo caso della Cassa dei Risparmi di Forlì (da poco fusa nel gruppo Intesa Sanpaolo). Precisamente 1,7 milioni di euro, ovvero l’ammontare del mutuo che la società partecipata Fiera di Forlì ha acceso con Cassa dei Risparmi per gli immobili di proprietà. In sostanza, la banca decide di rientrare nell’esposizione? E il Pd cosa fa? Trova subito l’escamotage giusto, a discapito, come sempre, dei cittadini.
Ecco cosa è successo. Ieri il Consiglio comunale, col solo voto dei consiglieri Pd, approva la delibera “Soldi in Cassa”, come la definiamo noi. Perché? Si domanderanno i forlivesi. Semplice: per azzerare un debito (inteso come mutuo sui padiglioni di proprietà) che Fiera di Forlì, società partecipata (31% dal Comune di Forlì, attraverso la Holding Livia Tellus; 21% dalla Fondazione Cassa dei Risparmi e 7% dalla Cassa dei Risparmi Spa; 27% dalla Camera di Commercio), ha, come emerso in Commissione, proprio con Cassa dei Risparmi (uno dei soci).
E’ evidente lo stato di difficoltà in cui versa la Fiera di Forlì con un bilancio 2017 chiuso in forte passività e un disavanzo di 4,9 milioni di euro: ricordiamo che la legge Madia impone la chiusura o la liquidazione di quelle “partecipate” con bilanci in perdita per più anni. Ebbene, cosa s’inventa la giunta Pd per cercare di sanare la falla e risollevare la situazione? Forse la rinegoziazione del mutuo col “socio” Cassa dei Risparmi? Assolutamente no! Forse un bel piano di marketing per rilanciare la Fiera? Ma neanche per sogno! Il Pd s’inventa l’indispensabile e indilazionabile necessità del Comune di acquistare gli immobili della Fiera per, guarda caso, 1,7 milioni di euro (di avanzo di bilancio, soldi dei forlivesi) che la stessa Fiera utilizzerà per estinguere il mutuo con Cassa. Solo i padiglioni, però, non l’impianto fotovoltaico situato sopra, che produce utili dagli incentivi: quello resterà alla Fiera.
La domanda sorge spontanea: chi ci guadagna da tutta questa operazione? Il socio banca, naturalmente, che, non fidandosi, evidentemente, dell’Ente Fiera, decide di rientrare subito del proprio capitale scaricando, così, sulla collettività il costo degli immobili. Se un domani, infatti, stretta da Fiera di Bologna e Fiera di Rimini, Fiera di Forlì dovesse fallire, Cassa dei Risparmi non ci rimetterebbe nulla, grazie alla generosità della politica Pd.
Ma è nell’esaminare attentamente l’intera operazione che sale l’indignazione. Secondo la delibera “Soldi in Cassa” l’operazione sarebbe vantaggiosa per il Comune perché, acquistando gli immobili a 1,7 mln, potrà poi darli in affitto alla Fiera ad un canone di 100mila euro all’anno per 20 anni, incassando, così, 2 mln e guadagnandoci 300mila euro. In 20 anni, però. E se in questi 20 anni la Fiera dovesse chiudere, o, viste anche le attuali perdite, non dovesse farcela a pagare l’affitto? Il Comune, e quindi i forlivesi, ci rimetterebbero un bel po’ di soldini. Non solo, gli “scienziati” del Pd ci spiegano che gli 1,7 milioni vengono pagati, appunto, con avanzo di bilancio, che sono ottenuti spostando il finanziamento della nuova strada tra via Veclezio e via del Partigiano da avanzo di bilancio a mutuo. Insomma, una vera e propria alchimia contabile: il mutuo si spegne in Fiera per riaccendersi in Comune, con i conseguenti oneri a carico dei contribuenti naturalmente. Convenienza??? Questa è una vera e propria presa per i fondelli per tutti noi cittadini che con fatica paghiamo le tante tasse che ci sono.
Ma non è finita qui. Manca la ciliegina sulla torta, la vera chicca finale. La legge impone che per poter acquistare immobili, gli enti locali devono documentare una comprovata indispensabilità e indilazionabilità dell’acquisto. Ebbene, la delibera “Soldi in Cassa” spiega che la motivazione dell’acquisto si lega ad una finalità di protezione civile (valutazione firmata dal geologo Arfelli). In sostanza, i padiglioni della Fiera verrebbero acquistati per essere utilizzati in caso di “terremoto importante” per alloggiare fino a 5000 sfollati (domanda ovvia: visto che il servizio di Protezione civile è conferito all’Unione dei Comuni perché ad acquistarli non ha provveduto l’Unione?). Ma attenzione, il “comico” o meglio il “tragicomico” arriva adesso. Sempre nella relazione allegata alla motivazione dell’acquisto si legge che il “complesso non risulta costruito con criteri antisismici”. Ma come: compriamo degli immobili per ospitare degli sfollati da terremoto e questi sono pericolosi perché non antisismici?

LA NOSTRA PROPOSTA
Secondo noi sarebbe stato più ovvio e vantaggioso per i cittadini forlivesi accordarsi con Cassa dei Risparmi per ristrutturare il mutuo e spalmare così il debito rimasto nei prossimi 20 anni. Dopodiché pianificare un progetto di rilancio e di marketing della Fiera con adeguati manager, prerequisito indispensabile per la rinegoziazione del mutuo con la banca. Oppure dare in gestione la fiera ad una società privata con idonee garanzie: esempio una fideiussione a copertura di almeno 2 o 3 anni di canone d’affitto. O, ancora, privatizzare la Fiera vendendo le quote del Comune (31%) nell’Ente Fiera per investire il capitale in progetti per la città.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri al Comune di Forlì per il M5S

Hanno votato favorevolmente all’operazione i seguenti consiglieri comunali:

Ancarani Valentina (PD)
Bertaccini Paolo (Verdi/Socialisti)
Castellucci Patrizia (PD)
Chiodoni Annalisa (PD)
Drei Davide (PD – sindaco)
Fiorentini Loretta (PD)
Freschi Massimo (PD)
Giulianini Sonia (PD)
Laghi Andrea (PD – dipendente Cassa dei Risparmi Forlì / Intesa Sanpaolo)
Maltoni Maria (PD)
Maretti Paride (PD)
Peruzzini Mario (Forlì SiCura)
Ragazzini Paolo (PD)
Zanetti Lodovico (Liberi e Uguali)
Zani Nada (PD)
Zoli Massimo (PD)