Resoconto Consiglio Comunale n°116 del 20 settembre 2018

Ordine del giorno e delibere
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

DELIBERA SU FINANZIAMENTO UNIONE DEI COMUNI ROMAGNA FORLIVESE
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

sono intervenuti i Consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Resoconto Consiglio Comunale n°115 del 11 settembre 2018

Ordine del giorno e delibere
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU NON CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI ALLE FESTE CITTADINE [scarica testo]
la risposta è stata parzialmente soddisfacente

è intervenuto il Consigliere Simone Benini

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU NUOVO INCARICO ALLA COGNATA DELL’ASSESSORE [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

DELIBERA SU FUSIONE FORLI’ CITTA’ SOLARE CON FORLI’ MOBILITA’ INTEGRATA
voto M5S in consiglio: non abbiamo partecipato al voto
esito: approvata

sono intervenuti i Consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini

INTERROGAZIONE SU DATI DISOCCUPAZIONE COMUNE DI FORLI’ [scarica testo]
la risposta è stata parzialmente soddisfacente

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Unione dei Comuni, è ora di voltare pagina: ecco la proposta del M5S

Sindaci-dellUnioneCoperti e allineati i sindaci dell’Unione hanno detto sì. Sì alla proroga di altri tre anni di vita (fino al 2020) dell’Unione dei Comuni; sì alla gestione associata, addirittura, di 6 servizi (invece dei 4 attuali); sì all’erogazione di ulteriori contributi (800mila euro) da parte della Regione. Insomma, il “generale” comanda e il “soldato” risponde signorsì. Anche quei 5/6 sindaci “ribelli”, come il primo cittadino di Meldola, Gianluca Zattini, che solo pochi giorni fa parlarono apertamente di “esperienza fallimentare dell’Unione forlivese”, si sarebbero espressi a favore dell’accordo, accodandosi, così, all’andazzo generale… tanto per non disturbare il manovratore. Un manovratore, peraltro, stiamo parlando della Regione a guida Pd, sempre più arrogante e autoritario. Sembra infatti sia stata fatta un forzatura, con tanto di minaccia di commissariamento dell’Unione e di conseguente restituzione di tutti i contributi fin qui erogati, per convincere anche i più scettici ad approvare l’accordo. Una cosa davvero inaccettabile a meno da un anno dalle elezioni amministrative che vedono coinvolti gran parte dei Comuni aderenti. Ma quello che maggiormente infastidisce è il conferimento di altri due servizi ad un ente che ha già grossi problemi anche solo a gestire l’ordinaria amministrazione, che si regge su traballanti accordi politici, lasciato allo sbando anche dal punto di vista della gestione del personale, dove i dipendenti sono senza dirigenti di riferimento a cui potersi rivolgere, in carenza di organico (70 unità solo tra gli agenti di Polizia municipale), senza un fondo comune per il salario accessorio, da tre anni senza “progressione orizzontale”, e da quest’anno senza nemmeno i premi di produzione perché nessuno ha fatto le “schede di valutazione” per il raggiungimento degli obiettivi. E tutto questo nell’indifferenza totale di tutti, sindacati compresi. Basta, quindi, con questa politica scellerata targata Pd che ha strappato al Comune di Forlì addirittura la gestione diretta della propria Polizia municipale. E dopo i gravi fatti dell’ultimo mese (rissa con coltello e aggressione ad una ragazza con tanto di furto del portafogli in pieno centro storico) sappiamo quanto sia necessaria la presenza di divise, notte e giorno, sull’intero territorio cittadino (centro e periferie). Per questo il M5S è pronto a cambiare pagina, se i forlivesi lo vorranno. Secondo noi, infatti, un’Unione a 15 non può reggere. Come diciamo da anni devono essere create Unioni più piccole a seconda degli equilibri tra i vari Comuni. Ed in questo caso un governo 5 Stelle della città di Forlì non si sottrarrà alle sue responsabilità e sarà sempre disponibile ad aiutare gli altri Comuni (o Unioni) che vorranno convenzionarsi con servizi, però, gestiti interamente dal Comune di Forlì. E cambiare pagina vuol dire anche non chiudere un occhio sul passato, ma andare a fondo su come sono stati spesi i fondi dell’attuale Unione, chiamando in causa tutti gli amministratori che hanno contribuito a questo disastro con possibile sperpero di denaro pubblico.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì

 

Più polizia municipale sulle strade e meno in ufficio, ma prima riprendiamoci dall’Unione il servizio e poi riequilibriamo l’organico con nuove assunzioni

municipaleUn fallimento totale il Piano sicurezza del Comune. Fatto di idee confuse e di interventi inefficaci e tardivi. La dimostrazione evidente sono i gravi fatti accaduti in questo ultimo mese in pieno centro storico (la rissa con coltello e l’aggressione con tanto di palpeggiamento e di furto del portafogli nei confronti di una giovane forlivese) che creano insicurezza e paura tra i cittadini. Urge, dunque, un intervento deciso. Fatto non solo di telecamere ma di presenza sul territorio di uomini in divisa. Quelli della Polizia municipale che, secondo noi, sono il vero deterrente contro i malintenzionati. Perché è evidente che più agenti circolano, di notte e di giorno, in città, meno facilità d’azione c’è per balordi e delinquenti. Ma per fare questo dobbiamo riappropriarci del servizio di Polizia municipale. Già, proprio così: riappropriarci. Perché adesso, per una scellerata decisione presa qualche anno fa dall’amministrazione comunale targata Pd, gli agenti di Polizia municipale sono finiti sotto il controllo dell’Unione dei Comuni. Che, tra ripicche e guerre intestine tra sindaci, è incapace di offrire una normale gestione delle risorse. Risultato? Diminuzione dell’organico degli agenti, tra pensionamenti e mancate assunzioni, e aumento delle azioni criminose nella nostra città. Basti pensare che oggi mancano non una decina, ma circa 70 operatori rispetto agli standard previsti dalla Regione Emilia Romagna di 204 vigili urbani sul territorio dell’Unione e solo un terzo, circa, del personale “cessato” è stato sostituito. E tutto questo è avvenuto, come ammesso dallo stesso sindaco in risposta ad una nostra interrogazione, proprio per una mera scelta politica del Pd. La domanda allora sorge spontanea: a cosa sono serviti i 4 milioni di euro di contributi regionali ottenuti dall’Unione dei Comuni se non è stato possibile nemmeno coprire al 100% il turnover? Quello che però irrita maggiormente è sapere che, mentre il cittadino è sempre più esposto alle azioni criminali, il personale di Polizia municipale non viene utilizzato su strada per la vigilanza e la sicurezza del territorio, ma impiegato in ufficio a svolgere pratiche amministrative non di sua competenza (notifica atti, rilascio di licenze ecc. ecc.). Insomma, siamo al ridicolo. Ecco perché la prima cosa che il M5S farà, se i forlivesi ce lo permetteranno, sarà quella di riportare il servizio di Polizia municipale sotto la gestione diretta del Comune attraverso il recesso della convenzione con l’Unione. Ma non solo. Come secondo atto riporteremo in equilibrio l’attuale organico, ora fortemente sottodimensionato, attraverso l’assunzione, previo concorso pubblico, di nuovi agenti di Polizia municipale. Infine, come terzo atto, potenzieremo il controllo del territorio comunale (centro storico e periferie) inviando su strada, notte e giorno, attraverso un turnover h24, pattuglie appiedate e motorizzate della Polizia municipale che dovranno vigilare parchi, piazze e vie. Questo, almeno, durante l’estate ed i periodi festivi, quando cioè i forlivesi sono portati di più ad uscire di casa per trascorrere serate all’aperto.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì

 

Mobilità e piano del traffico, dalla Giunta solo bugie e spot elettorali!

put“A fine luglio, a seguito della petizione contro i tir del quartiere Cava, avevano nuovamente criticato per l’ennesima volta l’Amministrazione per non aver realizzato il piano urbano del traffico (PUT), obbligatorio per i comuni con più di 30.000 abitanti, costituito da un insieme coordinato di interventi per il miglioramento delle condizioni della circolazione stradale, uno strumento indispensabile per garantire soluzioni organiche in grado di risolvere realmente i problemi di traffico e mobilità della città”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“Un piano che fu solo parzialmente pianificato nel lontano 2007 ma da allora mai attuato, nonostante la legge prevedesse fra l’altro l’obbligo di aggiornarlo ogni due anni! Avevamo presentato anche una interrogazione e chiesto un parere al segretario comunale sull’inadempienza alla normativa, ma tutto è stato “abilmente” rinviato a dopo la pausa estiva, perchè la giunta doveva ovviamente confezionare l’ennesima favoletta per nascondere una delle loro tante inadempienze – attaccano i pentastellati – L’invenzione dell’assessore Ravaioli è stata quella di spacciare il piano della mobilità sostenibile (PUMS), questo si realizzato con delibera di giunta, come equivalente al piano del traffico (PUT), ma gli addetti ai lavori ci insegnano che si tratta di due piani completamente diversi: il PUMS infatti è un piano strategico di medio-lungo termine, con il quale si progettano nuove opere per poter partecipare a bandi, il PUT al contrario è un piano di gestione di breve periodo, che si attua a “risorse infrastrutturali inalterate”, serve in parole povere ad organizzare al meglio l’esistente, ed è questo il piano che servirebbe alla città ma non è mai stato realizzato! Sostituendolo di volta in volta con soluzioni tampone, senza una visione d’insieme”, spiegano Vergini e Benini.

“Sui motivi del perchè questo piano non sia mai stato fatto abbiamo poi un grosso sospetto: quando a fine 2016 venne approvata la variante tematica al piano del commercio, che diede il via libera potenzialmente a 96 nuovi centri commerciali con medio-grandi strutture di vendita, ci colpirono molto le grosse critiche mosse da alcune associazioni di categoria all’Amministrazione, Confesercenti parlò addirittura di “forzatura incoerente” e di come fosse insensata l’assenza di valutazioni degli impatti sul traffico veicolare di queste nuove strutture. Ora, facendo una facile deduzione, è evidente capire come la presenza di un piano del traffico, che avesse fotografato lo stato della mobilità forlivese, avrebbe forse reso più difficile deliberare la possibilità di dare il via libera all’edificazione di tutti questi centri commerciali ignorando l’impatto che questi avrebbero avuto sul traffico veicolare, è quindi evidente come l’assenza del piano lasci maggiormente le mani libere all’Amministrazione anche in ambito urbanistico per favorire le solite e inutili cementificazioni”.

“Infine rispediamo al mittente anche gli altri spot elettorali dell’assessore Ravaioli che, partendo del millantato futuro raddoppio da 90 a 180km della rete di piste ciclabili fino ad altre poco credibili promesse elettorali, vorrebbe far credere agli elettori che la sua parte politica sia a favore della mobilità dolce, quando durante questo mandato è stato dimostrato esattamente il contrario! La triste realtà è invece che tutte le nostre proposte per favorire l’uso della bicicletta sono sempre state bocciate, e Forlì ha il record negativo di massima incidentalità per chi utilizza le due ruote, con piste che sono spesso non manutenute e quindi pericolose. Ma i cittadini ormai sanno bene che la situazione potrà cambiare non certo continuando a votare i soliti, ma solo ed unicamente con il Movimento 5 Stelle al governo della città per un vero cambiamento”, concludono i pentastellati.

 

Rifiuti pericolosi a S. Lorenzo in Noceto: il Comune agisca in fretta per limitare ulteriori danni con una denuncia in Procura e l’insinuazione nel fallimento

gruppo-eco-sede-caldaNella memoria dei forlivesi è rimasto ben impresso il caso “fangopoli” del 2005 con fanghi tossici sparsi nelle nostre campagne… una ventina di arresti ma poche condanne: gli imprenditori della ditta Laghi di S. Lorenzo in Noceto che patteggiarono pene fino a quattro anni e l’ex dirigente della Provincia Tolmino Giunchi che prese mazzette per 210 milioni di lire e patteggiò 2 anni. Ombre del passato che però ritornano ora attuali con il fallimento dell’azienda Ecotecnica sempre di S. Lorenzo in Noceto, il cui sito di stoccaggio fanghi, distante poche decine di metri dal fiume Rabbi, col fallimento dell’azienda sarebbe stato di colpo abbandonato, ma conterrebbe ancora almeno 480 tonnellate di rifiuti pericolosi stoccati principalmente in vasche. L’allarme, lanciato dal comitato di quartiere, sarebbe l’evoluzione di una vicenda ben nota all’Amministrazione almeno dal marzo 2017, nel novembre dello stesso anno Arpae dopo aver rilevato 20 tonnellate di amianto non in sicurezza dispose addirittura una sospensione all’ingresso di nuovi rifiuti nel sito, nel luglio 2018 il fallimento dell’azienda che risulta ora di fatto abbandonata, con grande preoccupazione dei cittadini.

“Sarebbe gioco facile polemizzare sui mancati controlli, ma ora ci teniamo a dire per prima cosa che cittadini non devono essere lasciati soli e le istituzioni devono agire in fretta per limitare ulteriori danni e trovare soluzioni”, sono le parole a caldo del consigliere comunale Daniele Vergini del Movimento 5 Stelle di Forlì presente ad una serata informativa molto partecipata dove il comitato di quartiere ha esternato le preoccupazioni della cittadinanza. “Rispetto al passato esistono ora più mezzi per difendere la salute dei cittadini, infatti dal 2015 esiste una legge contro gli “eco-reati” con pene fino a 15 anni, voluta dal M5S ed in particolare dal nostro deputato Salvatore Micillo, ora sottosegretario all’Ambiente – spiega Vergini – il primo passo da fare, come ci hanno consigliato anche i nostri parlamentari da noi subito interessati, è quello di fare denuncia depositando un esposto sull’accaduto, questo possono e dovrebbero certamente farlo i cittadini di S. Lorenzo, ma ancor più importante sarebbe che lo facesse, a tutela di tutti, il Comune di Forlì che ha mezzi sicuramente superiori e soprattutto informazioni più dettagliate. Di certo questo farebbe un Comune a 5 Stelle. A seguito degli esposti la Magistratura potrebbe sequestrare il sito o dare precise disposizioni al curatore fallimentare per bonificare l’area”.

“Inoltre chiediamo all’Amministrazione anche di valutare seriamente con l’avvocatura la possibilità di aprire un contenzioso a latere della procedura fallimentare che, se accolto, li farebbe diventare creditori del fallimento dando loro modo di insinuarsi nello stesso. Il fine è ovviamente, se messi alle strette, di realizzare le necessarie bonifiche direttamente a carico del Comune per poi rivalersi sull’azienda nel fallimento”, continua il pentastellato.

“Infine ci teniamo a precisare un’ultima cosa: speriamo vivamente che questa vicenda ponga la parola fine al sito di stoccaggio di S. Lorenzo, che tanti problemi ha generato alla cittadinanza locale, ubicato in una zona teoricamente non utilizzabile per deposito di rifiuti speciali, ma autorizzato in deroga per continuità dell’attività di una azienda già in essere. Ora sembra che si sia arrivati al capolinea col fallimento dell’azienda, ma invitiamo tutti a vigilare con la massima attenzione perchè nei documenti ufficiali di Arpae si legge che “Ecotecnica Srl ha in corso un procedimento di voltura dell’AIA ad altra ditta”, di sicuro però i cittadini ne hanno abbastanza di furberie… speriamo quindi vivamente che si arrivi ad uno stop definitivo, una volta per tutte!”, conclude il consigliere Vergini.

AGGIORNAMENTO:
Volevamo evitare di fare polemica sulla vicenda, ma abbiamo appena appreso che il sindaco Drei, responsabile della salute dei cittadini, ieri sera invece di partecipare al comitato di quartiere dove si parlava di possibili danni ambientali a S. Lorenzo in Noceto ha preferito partecipare alla presentazione della prossima mostra del S. Domenico a Milano Marittima! sembra quasi uno scherzo… ma è lui stesso a ricordarcelo con un post su Facebook!!! E’ inaccettabile! Un sindaco dovrebbe dare priorità alla salute dei cittadini!
drei milano marittima

Il video integrale della serata informativa organizzata dal comitato di quartiere:

 

Tabellone palafiera, esposto del M5S: “Lo sport pulito chiede comportamenti più trasparenti”

palafiera“Dopo la frettolosa imposizione da parte della maggioranza del regolamento degli impianti sportivi, con la seduta del consiglio terminata alle 2 di notte, e dopo la bocciatura indiscriminata e senza discussione di 50 nostri emendamenti, abbiamo intensificato i nostri sforzi nel porre la lente di ingrandimento sulla gestione dello sport nella città di Forlì”, scrivono in una nota i consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“Le nostre verifiche ci hanno portato a dover depositare alla Procura di Forlì ed alla Corte dei Conti di Bologna un esposto relativo ai fatti collegati alla sostituzione del tabellone elettronico segnapunti del palafiera. Come forse ricorderete, nel 2016, dopo che il Palafiera era passato dall’Ente Fiera di Forlì alla gestione diretta al Comune, la Giunta, dopo aver dichiarato di non avere possibilità economica per provvedere in autonomia all’acquisto di un nuovo tabellone, stabilì di cercare uno sponsor interessato ad installarlo a proprie spese in cambio della possibilità di denominare l’impianto con un nome di propria scelta. La società Pallacanestro 2.015 si aggiudicò questo contratto di sponsorizzazione e permise a UNIEURO di apporre il proprio nome e marchio all’esterno ed all’interno del Palagalassi”, spiegano i pentastellati.

“Tanto di cappello allo sforzo e all’impegno dimostrato dalla società cestistica, ma quello che non ci torna nel procedimento sono le modalità con cui tutto questo è avvenuto: la Giunta infatti ha concesso alla Pallacanestro 2.015 un ingente “sconto” rispetto al costo totale del tabellone (225.000 euro + iva), che secondo il bando originale doveva essere pagato interamente dalla società. Invece è stato accordato uno sconto di 15.000 euro sulla tariffa annua per l’utilizzo del Palafiera da parte di Pallacanestro 2.015 che ammonta a 25.000 euro annui, per la durata di 7 anni, quindi di fatto si è concesso uno sconto di circa la metà del valore della fornitura!”, attaccano Vergini e Benini.

“Inoltre, altra anomalia, è che questi 15.000 x 7 = 105.000 euro vennero erogati nel 2016, immediatamente e senza ottenere alcuna garanzia, a Pallacanestro 2.015, quando solo pochi giorni prima il Comune aveva dichiarato di non avere alcuna possibilità di natura economica per provvedere all’acquisto del tabellone! Risulta evidente che questa cifra è stata almeno in parte utilizzata da Pallacanestro 2.015 per pagare il tabellone stesso”, incalzano i consiglieri 5 Stelle.

“Ovviamente lo sport va tutelato, ma non possiamo non porci delle domande sulla regolarità delle procedure! Questo pare proprio un trattamento di favore, ed anche un potenziale danno erariale, una condotta certamente anomala rispetto alla prassi del mondo dello sport forlivese, dove il Comune ha costituito negli ultimi anni l’obbligatorietà per ogni società sportiva di un deposito cauzionale o di una fidejussione, proprio per garantire le obbligazioni o le conseguenze di un indebito utilizzo delle strutture comunali. In questo caso, invece, e solo in questo, anticipa denaro proprio senza garanzia alcuna! Vantaggio che si aggiunge al certo guadagno avuto dalla Pallacanestro 2.015 nel concedere a UNIEURO la pubblicizzazione del proprio marchio collegato al Palagalassi”.

“Nell’attesa che la Magistratura faccia i dovuti accertamenti possiamo anticipare fin d’ora che, nel caso in cui i cittadini ci daranno fiducia alle elezioni amministrative dell’anno prossimo, non riserveremo trattamenti di favore a nessuno: gli impianti sportivi verranno gestiti con trasparenza, equità e meritocrazia, garantendo parità di accesso e trattamento a tutte le associazioni e società del settore”, concludono i pentastellati.

 

Caso Livia Tellus, la Giunta rifiuta di costituirsi parte civile? Allora chiederemo che lo faccia il Consiglio con una mozione!

drei-tesoPare che a breve partirà il processo relativo ai compensi elargiti in eccesso al CdA di Livia Tellus, a carico di Davide Drei, Gianfranco Marzocchi e Vittorio Severi imputati per abuso d’ufficio e falso ideologico. Ma a quanto risulta da una delibera di ieri la Giunta rinuncia a costituirsi parte civile, riteniamo questa decisione inaccettabile! Stiamo parlando di rinvii a giudizio per reati gravi, indipendentemente dalla colpevolezza o meno degli imputati la res pubblica deve essere tutelata, non farlo significa pregiudicare i diritti dei forlivesi tutti, e preferire una gestione personalistica della cosa pubblica. Ogni forlivese ha diritto di veder punito chi eventualmente ha commesso un reato contro il Comune ma ha anche diritto che il danno venga risarcito alle casse pubbliche, non costituirsi subito parte civile diminuisce inevitabilmente le probabilità di ottenere questo risarcimento.

L’Amministrazione deve quindi costituirsi parte civile, questa è la miglior risposta che qualsiasi Comune indipendentemente dal colore politico dovrebbe dare alla cittadinanza se vuole realmente perseguire l’interesse pubblico e perseguire principi di onestà e trasparenza. Quindi se non lo vuole fare la Giunta vuol dire che chiederemo con una mozione che sia il Consiglio Comunale a impegnarli a farlo! Chiedendo di convocare, se necessario, anche un consiglio comunale straordinario. Ricordiamo che il Consiglio Comunale nel 2016 aveva chiesto esplicitamente e in modo condiviso di rettificare questi compensi, cosa che inizialmente non era stata fatta dal Sindaco Drei, vicenda che ha portato al processo. Ora chiediamo coerenza ai colleghi di minoranza e maggioranza: salviamo la credibilità delle istituzioni chiedendo la costituzione di parte civile del Comune nel processo!

AGGIORNAMENTO DEL 2/8/2018:

Non ci stupisce che Forza Italia non supporterà la nostra richiesta di far costituire il Comune parte civile nel processo Livia Tellus, in coerenza con il non aver mai firmato alcuna mozione di sfiducia a questa Giunta nonostante i vari scandali che l’hanno colpita, spesso sollevati dal M5S. Purtroppo il limitarsi alle chiacchere senza passare mai ai fatti è uno dei principali problemi del Centro Destra forlivese.

In risposta anche a quanto dichiarato dalla Giunta, ci teniamo poi a precisare, come peraltro già ben specificato nel nostro comunicato stampa iniziale, che il costituirsi parte civile dovrebbe essere un obbligo morale di ogni istituzione per quanto riguarda processi che la vedono parte offesa. Indipendentemente da chi siano gli imputati e dalla presunta o meno colpevolezza degli stessi. Il Comune dovrebbe sempre tutelare gli interessi di tutta la collettività, non solo di chi è al governo della città in quel momento, o di chi fa il loro gioco più o meno velatamente.

 

Resoconto Consiglio Comunale n°114 del 31 luglio 2018

Ordine del giorno e delibere
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU VASCA DI LAMINAZIONE 30 ETTARI VILLAFRANCA [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU SFRUTTAMENTO COOPERATIVE CHE LAVORANO PER ALEA [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU RIMBORSO TARIFFE DEPURAZIONE-FOGNATURA [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU 1200 “CARTELLE PAZZE” PER LA TASSA DEI RIFIUTI [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

DELIBERA SU MODIFICA ACCORDO DI PROGRAMMA QUERZOLI-FERRETTI
voto M5S in consiglio: astenuto
esito: approvata

DELIBERA SU PIANO SOCIALE DI ZONA
voto M5S in consiglio: astenuto
esito: approvata

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Rimborsi tariffa depurazione e fognature, ecco la prova che si possono ottenere, possibilità che il Pd ha negato a molti forlivesi!

imagesCogliamo con favore la notizia che, con l’aiuto di Federconsumatori Forlì-Cesena, 20 famiglie di Borgo Sisa alla periferia di Forlì hanno ottenuto un rimborso per tariffe di depurazione non dovute.

Sulla questione eravamo intervenuti circa un anno fa anche noi, segnalando come molti forlivesi avessero diritto a questi rimborsi per le tariffe di fognatura e depurazione non dovute. Avevamo presentato anche una mozione per impegnare la Giunta comunale a chiedere ad Hera di inviare una lettera per informare di questa possibilità di rimborso coloro che ne avevano diritto, ma la mozione fu bocciata dal Pd e dal Centro Destra negando di fatto questo rimborso a molti forlivesi, ignari questa possibilità. Fece seguito dopo vari mesi un commissione consiliare dove i tecnici comunali girarono attorno alla questione senza dare risposte precise e asserendo che si trattava solo di casi isolati e relativi al passato. Ecco invece ora la dimostrazione che non è così! I cittadini se le istutuzioni sono sorde alle loro richieste trovano altre strade, come giustamente fatto da queste famiglie di Borgo Sisa.

Ci chiediamo per quale motivo il Pd abbia negato un’operazione a costo zero che poteva solo portare un beneficio ai cittadini… il tutto solo per evitare che il merito fosse accreditato al Movimento 5 Stelle?

In ogni caso il nostro impegno non si è fermato e abbiamo ottenuto con accesso atti da Atersir un elenco delle utenze che hanno diritto a questi rimborsi che pubblichiamo sul nostro sito internet, invitiamo chiunque abitasse nelle vie interessate a contattarci, lo aiuteremo gratuitamente a verificare se ha diritto al rimborso. Per quanto riguarda la tariffa di depurazione le vie potenzialmente interessate sono Via Bianco da Durazzo (Bagnolo), Via Voltuzza (Barisano), Via Fiumicello (Carpinello), Via Vincenzo Brasini (Carpinello), Via Michele Carioli (Durazzanino), Via Bernardo Rossellino (Forniolo), Via Bianco da Durazzo (Forniolo), Via La Scagna (Ravaldino in Monte), Via Rino Morgagni (Rotta), Via Monda, Via Ravegnana, Via Sisa, Via Somalia, Via Trentola; mentre per quanto riguarda il rimborso alla tariffa di fognatura le vie sono molto più numerose e pubblicate sul nostro sito, per chiedere il rimborso serve però avere anche una autorizzazione allo scarico in corso di validità.

Clicca qui per accedere alla pagina con tutte le informazioni necessarie per avere i rimborsi

Video spiegazione di come ottenere i rimborsi:

Video di quando fu bocciata la nostra mozione: