Nuova tappa di “Movimento in ascolto” l’assemblea itinerante del M5S tra i quartieri per raccogliere i problemi dei cittadini appuntamento lunedì 11 marzo con Ronco, Spazzoli, Bussecchio

In mezzo alla gente, tra i problemi dei cittadini. E’ questo “Movimento in Ascolto”, l’assemblea itinerante del M5S di Forlì all’interno dei quartieri, nata per dare voce a chi abita luoghi troppo spesso dimenticati dai partiti e dalle istituzioni locali.

Nuovo appuntamento, lunedì 11 marzo, alle ore 21, nella sala Arci Ballo di viale Roma 342 al Ronco. I consiglieri comunali 5 Stelle Daniele Vergini (candidato sindaco) e Simone Benini, incontreranno i cittadini dei quartieri Ronco, Spazzoli, Bussecchio.

Nel corso della serata gli abitanti potranno, inoltre, segnalare tutte le criticità presenti nel loro quartiere. Mentre i consiglieri Vergini e Benini illustreranno le proposte contenute del Programma del M5S per le elezioni comunali di maggio.

L’obiettivo del M5S è quello di far “Rinascere Forlì” e riportarla a quel ruolo di “Città territorio” che aveva fino a qualche anno fa quando era riconosciuta come il vero capoluogo della Romagna.

Segnaliamo anche i prossimi appuntamenti già fissati del nostro tour nei quartieri: giovedì 28 marzo ore 21:00 al Polisportivo Marabini Sammartinese di viale Appennino 498, per i quartieri San Martino in Strada, Vecchiazzano, Carpena, Grisignano, Magliano; venerdì 12 aprile ore 20:30 alla sala Arci Ballo di viale dell’Appennino 638, per il quartiere San Lorenzo in Noceto.

Movimento 5 Stelle di Forlì

 

Unione dei comuni, Meldola non paga per i vigili e il comune di Forlì deve coprire i debiti per garantire la sicurezza al paese di Zattini

Drei (a sx anticipa) e Zattini (a dx non paga)

Forlì ha anticipato 6 milioni di euro all’Unione per coprire gli altri Comuni che non pagano. Compreso Meldola del sindaco Zattini. E intanto l’operazione Drei-Zattini, oltre che svuotare le casse del Comune di Forlì, contribuisce a rendere la nostra città meno sicura: da domani, infatti, 10 agenti e 2 ufficiali di polizia municipale di Forlì verranno dispiegati sui restanti comuni dell’Unione dei Comuni, con il risultato che Forlì perderà ben 5 pattuglie al giorno. Una scelta che non condividiamo, accettata a quanto pare nel silenzio dal sindaco Drei e dagli altri sindaci dell’Unione.

E ci spiace constatare che, nonostante il martellare mediatico sulla sicurezza, anche il candidato sindaco del centrodestra, tanto voluto dalla Lega, Zattini, abbia contribuito attivamente a fare esattamente l’opposto e a diminuire proprio la sicurezza a Forlì. Come? Pare proprio che il Comune di Meldola non abbia mai versato interamente all’Unione la quota per il servizio di Polizia Municipale. Si avete capito bene e lo stesso avrebbe fatto a Rocca la Tassinari e numerosi altri sindaci del comprensorio. Ovviamente, un ente non può operare senza soldi, quindi i soldi mancanti indovinate chi ce li ha messi? Ma il comune di Forlì naturalmente, a scapito dei contribuenti forlivesi e a favore di Meldola, Rocca e di tutti gli altri comuni che non hanno pagato. Potremmo chiamarla “operazione Drei-Zattini”. E con che faccia ora questi politici vengono a Forlì a parlare di sicurezza che non c’è? Dopo averci “scippato” e depotenziato il servizio dei vigili con questa Unione fallimentare? Dov’erano la Lega e Forza Italia quando Zattini non metteva i soldi per il servizio di polizia municipale e quindi nella sicurezza?! Sempre zitti ovviamente.

Faalcile ora, subito prima delle elezioni, copiare il programma del M5S e dire che si vuole uscire dall’Unione per reintegrarne l’organico, quando ne sono invece stati proprio loro i fondatori e fautori di questo fallimento amministrativo, il cui epilogo è che i forlivesi ora devono mettere i soldi per mandare pattuglie sul territorio di altri comuni che si permettono addirittura di non pagare il servizio. Con che faccia Zattini si candida a sindaco a Forlì? Forse per continuare a “mungere” i forlivesi a favore di Meldola, con la complicità del Pd prima e del Centrodestra poi.

Avevamo già sollevato questo problema l’anno scorso con una interrogazione, e nel frattempo abbiamo proseguito con accessi agli atti mirati per capire la reale situazione contabile di debito-credito fra i vari enti, le risposte sono arrivate col contagocce e solo dopo numerose insistenze, forse perchè il quadro che ne esce è veramente imbarazzante: il Comune di Forlì per tamponare le mancate entrate ha anticipato all’Unione ben 6 milioni di euro, ci chiediamo sulla base di quali regole o accordi e in cambio di cosa.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 19:00:

Abbiamo appena ottenuto i dati mancanti: tutti i comuni (nessuno escluso) facenti parte dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese non hanno pagato interamente le quote che dovevano versare.

Primo Meldola con un debito di circa 1 milione di euro

Ecco le cifre nel dettaglio:

Bertinoro 214.941,12
Castrocaro 331.322,97
Civitella 329.723,74
Dovadola 75.425,11
Forlimpopoli 733.498,94
Galeata 349.791,30
Meldola 1.053.178,12
Modigliana 287.036,07
Portico 121.593,37
Predappio 530.935,57
Premilcuore 23.042,75
Rocca 101.694,41
Santa Sofia 642.855,58
Tredozio 130.213,52

TOTALE 4.925.252,57

Queste cifre sono state ripianate dal Comune di Forlì che ha anticipato 6 milioni di euro per coprire le mancate entrate, non è dato sapere sulla base di quali accordi e per decisione di chi, quello che è certo è che queste cifre sono state tenute nascoste ai cittadini finchè non le abbiamo tirate fuori noi del M5S e dimostrano chiaramente il fallimento di questa Unione

Col M5S al governo della città si avvierà immediatamente l’uscita da questa Unione a partire dal servizio di Polizia Municipale che sarà riportato il prima possibile sotto il controllo comunale per reintegrarne l’organico e fornire più sicurezza ai forlivesi

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del M5S di Forlì

dettaglio fondi anticipati da Forlì

dettaglio fondi non pagati dagli altri comuni

 

Il programma 5 Stelle inizia a diventare realtà ancor prima delle elezioni: ecco il presidio dei Vigili in centro

Ci fa piacere che l’attuale giunta, nonostante abbia bocciato innumerevoli nostre buone proposte, pensi ora, a pochi mesi dalla campagna elettorale, di prendere spunto dal nostro programma per la rinascita della citta! La realizzazione di un punto di presidio delle forze dell’ordine in centro era infatti il secondo punto del nostro programma Sicurezza, annunciato ben 5 mesi fa, per la precisione con un comunicato stampa del 9 novembre dell’anno scorso accompagnato da un video di spiegazione. Riportato con scarsa visibilità sui giornali locali (in un trafiletto sul Corriere, e invece completamente ignorato dal Carlino) il nostro programma pare invece essere stato notato dall’attuale giunta che si è affrettata a realizzare una delle nostre idee per poi spacciarla come propria proposta, ovviamente con grande evidenza sui sopracitati giornali. Ma a noi va bene lo stesso, ci rallegriamo che il “cantiere” sia partito, anche se, come si vede dalle foto, un po’ sconclusionato e forse non pienamente in sicurezza… In ogni caso l’importante è che il nostro programma si realizzi, e noi questo possiamo dirlo perché, a differenza delle altre forze politiche, noi un programma ce l’abbiamo. E se i cittadini ci porteranno al governo della città lo realizzeremo.

 

Per visionare il nostro programma completo sulla Sicurezza
accedi alla pagina del programma Amministrative 2019
volantino con le principali proposte:
sicurezza 2019

AGGIORNAMENTO del 12/2/2019:

Segnaliamo che ora il cantiere è stato sistemato!

 

Evento Mafie al Nord? Infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna, beni sequestrati, caporalato, appalti truccati

Sala piena per l’evento di ieri sera sul tema delle mafie al nord con il presidente Antimafia Nicola Morra, il sottosegretario all’Interno Luigi Gaetti, e il nostro parlamentare Carlo De Girolamo. Mentre gli altri presentano libri noi parliamo dei veri problemi dell’Italia e delle soluzioni per risolverli.

 

Calderoni: il candidato “foglia di fico” del Pd

Premetto subito una cosa: secondo me Calderoni è una brava persona, e non penso sia consapevole di essere una “foglia di fico” (il riferimento è alla foglia usata da Adamo ed Eva dopo la cacciata dall’Eden per coprire le proprie “vergogne”). Ha sempre lavorato fuori Forlì ed è stato “catapultato” come candidato in città senza nemmeno conoscere gran parte degli esponenti del Pd locale, come hanno ammesso molti di loro. Tutti sanno che la candidata più papabile era l’assessore Francesca Gardini, ma il “caso Dall’Olio” da noi sollevato evidentemente ha cambiato tutto ed è stata necessaria un’operazione di “ripulitura” del Pd locale, che ora si presenterà pure sotto le mentite spoglie di una “coalizione civica arcobaleno”, nel tentativo di ripulirsi dal fallimento politico della giunta Drei. E l’utilità della “foglia di fico” è evidente: serve per dare una nuova mano di vernice per coprire quello che c’è sotto. Ma i cittadini lo sanno: gratta gratta, sotto la “foglia di fico”, c’è sempre il vecchio partito, con le sue logiche, i suoi affari, e la sua nomenclatura… il “gattopardo” è realtà anche a Forlì, sia a destra che a sinistra.

Daniele Vergini, candidato sindaco M5S Forlì

 

Il M5S Forlì risponde a Drei: “Indagini squinternate? Abbia rispetto di chi le ha condotte!”

Nicola Dall’Olio e Davide Drei

La nota del sindaco Drei non sarebbe stata degna di alcun riscontro se non avesse taroccato pro domo sua fatti e concetti che ricadono nell’alveo di un principio fondante del M5S: il principio di legalità. Come diceva Calamandrei, non c’è libertà senza legalità. Ed è anche sulla base di questo principio che sono state codificate le nostre Leggi fondamentali. Tra queste ne troviamo una, contenuta nel codice di procedura penale, che riteniamo sia il faro di ogni cittadino che ami la libertà: l’art. 331. Questa norma dispone che i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell’esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, hanno notizia di un reato perseguibile di ufficio, devono farne denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la persona alla quale il reato è attribuito. L’attivista pentastellato Ruffilli non ha svolto alcuna indagine, né le ha svolte il candidato sindaco Vergini. Essi hanno ricevuto dichiarazioni che facevano emergere un potenziale un reato tra i più odiosi e noti a tutti i cittadini italiani: l’abuso di ufficio, su quello che sembra proprio uno “scambio di favori” per far ottenere un vantaggio economico ad un collega di partito.

Ruffilli, dipendente comunale, da metà febbraio 2018 fino a quasi tutta l’estate, ricevette dall’assessore Giovannetti, con continuità e toccando vari argomenti, dichiarazioni molto critiche sull’amministrazione che contenevano potenziali notizie di reato. In aprile mentre si trovava per lavoro nell’ufficio dell’assessore (che, lo ricordiamo, è una dei tanti politici che lo denunciarono qualche anno fa dopo che il TG5 lo intervistò sul caso Wok Principe) si trovò suo malgrado depositario di alcune dichiarazioni a dir poco scottanti, l’assessore gli scaricò letteralmente le parole che ormai tutti i forlivesi conoscono, lasciando Ruffilli attonito.

Vergini, consigliere M5S, poche settimane dopo, chiacchierando con l’assessore Creta dopo una riunione consiliare, bacchettandola sulla famosa delibera Dall’Olio si sentì rispondere “roba della Gardini e nessuno aveva precisato che Dall’Olio fosse membro del PD”, inoltre apprendiamo dalla replica della stessa Creta che il testo della delibera non sarebbe stato nemmeno distribuito agli assessori, restiamo quindi ulteriormente attoniti nell’apprendere che sia normale per questa giunta approvare delibere senza nemmeno leggerne il contenuto!

Ma soprattutto ci chiediamo cosa avrebbe fatto il sindaco Drei al posto di Ruffilli e di Vergini? Dall’accalorato peana pubblicato ieri parrebbe di capire che avrebbe opposto un silenzio omertoso, ma forse ci sbagliamo. Forse è solo la consapevolezza di un fallimento politico ad averlo obnubilato e confuso.

Ruffilli e Vergini hanno adempiuto alla legge ed hanno esposto tutti i fatti contenenti possibili notizie di reato alla Procura di Forlì dopodichè non hanno più fatto alcuna dichiarazione. La Procura sulla base di quei nuovi elementi ha fatto ripartire nuove indagini, concluse poche settimane fa con l’avviso di fine indagini (ex 415 bis c.p.p.) ove il PM, dopo aver rinvenuto elementi di colpevolezza, formula un chiaro capo di imputazione a carico delle signore Gardini, Giovannetti e Creta, che avrebbero, in concorso fra loro, effettuato indebite valutazioni e determinazioni per l’individuazione di una persona a cui attribuire un incarico in violazione di leggi e regolamenti comunali, procurando a Dall’Olio un ingiusto vantaggio patrimoniale, questo il succo dell’esito delle indagini (ad oggi concluse) che nessun giornale ha riportato chiaramente.

Quindi le indagini, definite “squinternate” dal sindaco Drei, non le hanno condotte i 5 Stelle, ma sono frutto del lavoro di magistrati e inquirenti equilibrati e tecnicamente preparati della Procura della Repubblica di Forlì. Tali indagini vedono per lo stesso fatto (la nomina di Dall’Olio) degli imputati davanti al GUP (i tecnici comunali Visani e Bazzocchi) e delle indagate (le politiche Gardini, Creta e Giovannetti).

Dal canto nostro siamo orgogliosi di aver adempiuto al nostro ruolo di consiglieri comunali e cittadini, ora non ci resta che aspettare gli esiti giudiziari della vicenda, il cui epilogo politico-morale è però già rappresentato dalle parole scomposte di un sindaco e di una giunta che Forlì dimenticherà in fretta. E con un candidato del Centrodestra come Zattini, che nella sua prima uscita pubblica si è vantato di essere un grande amico del sindaco Drei e di stimarlo, pensiamo che sia evidente a tutti quale sia l’unica reale alternativa ai forlivesi per cambiare finalmente le cose e non lasciare la città nelle mani dei soliti noti.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali M5S Forlì

 

Si riapre il “caso Dall’Olio”: 3 assessori indagati per i quali è stato formulato un capo d’imputazione

Nella conferenza stampa di oggi, che riportiamo integralmente di seguito, abbiamo spiegato perchè il caso, nato dai nostri esposti, si è riaperto anche per i politici. Tutto nasce da un incarico affidato direttamente da Sindaco e giunta Pd di Forlì a Nicola Dall’Olio, allora capogruppo del Pd di Parma. La delibera riportava direttamente il nome di Dall’Olio ed il suo compenso senza che fosse stata fatta alcuna procedura selettiva, inoltre questo era un atto che la giunta NON poteva fare, perchè la selezione spettava ai dirigenti! Un caso molto intricato, che inizialmente aveva visto un’archiviazione delle indagini nei confronti dei politici che sarebbero stati indotti a firmare quell’atto da “personalità forti e autorevoli” (i dirigenti comunali). Ma dopo qualche mese ecco il colpo di scena: due diversi assessori dell’attuale giunta ci confidano pesantissime rivelazioni che abbiamo ritenuto di segnalare con un esposto alla Procura, questi nuove prove hanno fatto riaprire le indagini anche nei confronti del livello politico, nel video della conferenza stampa la ricostruzione di tutto quello che è successo e i nomi degli assessori coinvolti.

Servizio TG Regionale Emilia Romagna

Conferenza Stampa

 

Sulle tariffe dei rifiuti solo propaganda elettorale da Destra a Sinistra

Pare che finalmente i 13 sindaci abbiano finalmente “partorito”, dopo un lungo travaglio, le tariffe di Alea! Noi lo chiedevamo con forza dall’anno scorso come passaggio fondamentale per mantenere credibilità nei confronti dei cittadini, ma ce l’hanno fatta solo ora, ampiamente oltre il tempo massimo dopo ben due mesi dalla partenza del servizio a Forlì, inaccettabile! E come se non bastasse, pur non essendo stati ancora consegnati i documenti ai consiglieri, notiamo che i soliti partiti si sono affrettati a rilasciare dichiarazioni alla stampa in un senso o nell’altro, ma basandosi sul nulla… Il sindaco Drei sbandiera una vittora senza considerare la partenza disastrosa della raccolta, avvenuta a causa della forzatura nel voler fare in 6 mesi quello che andava fatto in 2 anni, solo ed esclusivamente per un tornaconto elettorale. Il Centrodestra invece continua a dire tutto il contrario di tutto, Mezzacapo e Ragni sparano a zero (ignorando che in veneto il bacino Priula/Contarina, che attua lo stesso metodo di raccolta, è retto da 2/3 di sindaci leghisti) mentre Zattini che, come si sa, è a favore di Alea, si accoda a Drei per bocca dell’assessore di Meldola Cicognani, presidente del coordinamento soci. Probabilmente nel Centrodestra con questa strategia pensano di fare i “pigliatutto” sperando di prendere i voti sia dei pro che dei contro Alea. Al contrario noi del M5S abbiamo deciso di tenere un atteggiamento più serio: prima di dichiarare aspettiamo di leggere le carte, solo dopo esprimeremo giudizi, e proporremo eventualmente emendamenti per migliorare i regolamenti che, lo ricordiamo, dovranno obbligatoriamente passare per i consigli comunali.

Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del M5S Forlì.

 

Conferenza stampa candidatura a sindaco Daniele Vergini

Il gruppo 5 Stelle di Forlì come sapete si è mosso da tempo, fin da prima dell’estate per lavorare sul programma per le amministrative, contemporaneamente abbiamo aperto alla ricerca delle candidature con regole chiare e democratiche pubblicate sul nostro sito, nel mese di dicembre abbiamo individuato i candidati e ad inizio gennaio abbiamo inviato la richiesta di certificazione ai nostri riferimenti nazionali.

Per l’ok finale sarà necessario attendere ancora qualche giorno vista la mole di richieste che stanno proveniendo a Roma dai comuni di tutta italia, siamo in attesa di via libera che comunque riteniamo arriverà a breve.
In ogni caso, visto che la campagna elettorale è ormai iniziata, come gruppo abbiamo deciso di rompere gli indugi, e di presentare ufficialmente la mia candidatura a sindaco per le elezioni di maggio, ci tengo a dire che per me è un grande onore, e sento forte la responsabilità di questo ruolo, e farò del mio meglio per portare un governo di vero cambiamento anche qui a Forlì, che porterà avanti le esigenze dei cittadini e non quelle dei soliti gruppi di potere che negli ultimi decenni hanno mosso i fili della città.

Due parole su di me: ho 41 anni, forlivese da sempre residente a Forlì, sono un ingegnere informatico, mi sono laureato all’università di bologna, ho lavorato per alcuni anni in Telecom Italia e lavoro da circa 10 anni in un’azienda di Forlimpopoli come ingegnere del software, per spiegare in due parole il mio lavoro anche a chi non è del settore, posso dire che mi occupo di risolvere problemi facendo uso della logica, ed è un po’ questa la filosofia che mi contraddistingue e che vorrei portare anche in comune, dove invece prevalgono purtroppo molte volte altre logiche, spesso clientelari, come abbiamo visto, assieme a Simone Benini, nella nostra attività da consiglieri comunali in questi 5 anni, dove possiamo dire di essere stati gli unici ad aver fatto una vera opposizione.

Attuale amministrazione e Pd
Prima di passare al programma vi voglio dire due parole sui motivi che mi hanno convinto ad accettare questa sfida, il primo è sicuramente quello che ho visto durante il mio mandato di consigliere dove ho toccato con mano i tanti disastri che l’amministrazione Drei ha compiuto alle spalle dei forlivesi. La lista sarebbe molto lunga, ne cito solo due per non tediarvi troppo: le consulenze affidate agli amici degli amici, agli esponenti del Pd e persino ai parenti di qualche assessore, pagate con i soldi dei cittadini, che al di là della rilevanza penale o meno ritengo estremamente gravi perchè chiaro sintomo di qualcosa che non va; e poi, solo per citare l’ultimo evento di attualità, l’incredibile decisione di acquistare i capannoni della Fiera per farci un centro di accoglienza per gli sfollati in caso di terremoto: ebbene, dopo aver speso 1,7 mln di euro, subito usati dalla Fiera per azzerare il mutuo acceso con Cassa dei Risparmi di Forlì, l’amministrazione comunale è quindi entrata così in possesso di strutture, che però non sono a norma con le leggi antisismiche per quella destinazione d’uso! Pensate… un centro per sfollati dal terremoto in capannoni non antisismici. Non penso si debba aggiungere molto altro… questi sono solo 2 dei tanti motivi per cui è evidente che l’amministrazione Drei ha fallito, e lo sanno benissimo anche gli elettori Pd, tanto che il partito mi pare che sia nel caos più totale. E sul tentativo fallito di candidare Zelli che si è sfilato all’ultimo momento la cosa più interessante da rilevare è l’evidenza che si vergognavano anche a presentarsi col loro simbolo, vediamo ora cosa tireranno fuori dal cilindro…

Zattini e Centrodestra
Il secondo motivo che mi ha convinto è che non si può rischiare nemmeno di dare la città in mano al candidato del centrodestra Zattini, a capo di una coalizione sconclusionata che va dai fascisti ai repubblicani, e dove tutti dicono il contrario di tutto, un esempio chiarissimo è il tema dei rifiuti dove Zattini dice una cosa e la Lega l’esatto opposto, mentre Forza Italia compie giravolte passando da una posizione contraria ad Alea ad una favorevole nel giro di 24 ore. Come potranno governare una città se litigano già adesso? Zattini dice poi di non gradire gli urlatori, ma ne ha uno in casa e se lo tiene stretto: Minutillo di Fratelli d’italia che ha offeso la memoria di un partigiano e definito “catto-comunista” il nostro vescovo.

Ma la cosa più grave è che Zattini, al contrario di quello che dice, rappresenta la perfetta continuità del modo di agire dall’attuale amministrazione Pd, è il tipico uomo che va bene per tutte le stagioni, ex Democristiano, prima vicino all’area berlusconiana, poi, scelto e protetto dalla Lega, ora, ma allo stesso tempo anche grande amico di Marco Di Maio del Pd, con il quale saliva sui palchi durante le elezioni politiche dell’anno scorso.

Per due anni sindaco di Meldola e adesso, a mandato terminato e non più rinnovabile, ecco che gli è stata preparata subito una nuova poltrona. Qui da noi. Un forestiero a Forlì. Una candidatura da fuori che evidenzia inevitabilmente anche la carenza di esponenti credibili a livello locale… Una candidatura che, dietro ad una finta promessa di alternanza, nasconde invece una azione per favorire invece i soliti noti, i soliti potentati cittadini, le solite mani sulla città: tramontata l’era Pd ecco che si cerca di preparare quella del centrodestra di Zattini in perfetta continuità, tanto che lo stesso Zattini ha già promesso nel suo discorso di presentazione che lui non farà distinzione fra buoni e cattivi… chissà cosa intendeva con quella frase sibillina…

E proprio a questo proposito vorrei farvi vedere questo video che riguarda una vicenda accaduta a Meldola e finita sulle TV nazionali nella trasmissione Striscia la Notizia, vi prego di fare particolare attenzione a quello che dice Zattini alla fine. clicca qui per visionare il video.

Quando vidi questo video per la prima volta mi preoccupai per i meldolesi… ma immaginate la mia preoccupazione quando ho scoperto che Zattini sarebbe stato candidato a Forlì, ditemi voi se i forlivesi possono fidarsi di una persona così. Di uno che davanti alle telecamere dice una cosa, tipica del politico navigato, mentre a telecamere spente (o meglio, lui pensava fossero spente) smentisce quanto detto pochi secondi prima per sostenere l’esatto contrario. E difendere un “finto” dentista che, a quanto si vede, svolgeva l’attività senza nemmeno essere laureato in odontoiatria! Un atteggiamento “a doppia faccia” tipico della vecchia politica e quindi in continuità assoluta con chi governa ora la città, l’esatto opposto di quello che siamo noi. Parole che ci fanno indignare: “lo sapevano tutti. E poi è figlio di un medico…”, come se essere figlio di un medico o di qualcuno importante ti attribuisse l’impunità, ti permettesse di fare un lavoro che nemmeno dovresti pensare di svolgere. Ecco questa è l’essenza del pensiero politico di Zattini, dove la conoscenza personale bypassa le regole di civile convivenza. E su questo vorrei rivolgere una domanda ai forlivesi: dareste in mano a questa persona, a Zattini, il futuro di Forlì, della vostra città, dei vostri figli? Io non ci penso nemmeno.

Noi questo non lo possiamo permettere. Anche per questo motivo ho accettato questa candidatura. Forlì deve cambiare, deve migliorare, e potrà farlo solo liberandosi dalla politica dei soliti noti, non vogliamo avere nulla a che fare né con il Pd né con il Centro Destra, o altre liste farlocche con dietro i soliti personaggi. Mi sono attivato in politica e mi sono rimboccato le maniche proprio perchè sono uno di quei cittadini che si sono stufati di stare sul divano a farsi prendere in giro proprio da politici come questi qua.

Poi al contrario dei miei avversari ci tengo a precisare che io non sono un politico di professione, e questo sarà in ogni caso il mio ultimo mandato secondo le regole del 5 Stelle, questo è un aspetto importante perchè significa che se sarò sindaco non perderò certamente tempo fa fare favori per farmi rieleggere, ma il mio unico obiettivo sarà realizzare il nostro programma e portare le istanze di tutti i cittadini cittadini forlivesi nel Palazzo.

Programma
E’ un fatto che siamo l’unica forza politica che al momento ha un programma – clicca qui per visionare il nostro programma – dagli altri sono usciti solo alcuni slogan sui giornali, al contrario noi siamo al lavoro sul programma già da prima dell’estate, abbiamo incontrato già varie associazioni di categoria e stiamo marciando spediti verso la chiusura di un programma che nella sua versione finale si aggirerà attorno alle 100 pagine, abbiamo già pubblicato sul nostro sito 12 capitoli dei quali vi consegnamo anche i volantini con i punti riassuntivi, ma sul nostro sito trovate anche le versioni integrali. Ora vi elencherò i punti che ritengo più salienti

Sicurezza
La prima cosa che faremo sarà riportare la gestione della Polizia municipale sotto il comune di Forlì. Questo è un passaggio fondamentale per farla funzionare, il nostro Comune ha subìto lo scippo di questo servizio trasferito nell’Unione dei Comuni, un ente che non funziona come dovrebbe, e questo a causa della scellerata decisione del sindaci Balzani prima e Drei poi, appoggiata da tutti i sindaci dell’Unione, Zattini compreso ovviamente. Una volta ripreso in mano il Corpo, provvederemo immediatamente ad incrementare l’organico che al momento è di 70 unità sotto il minimo di legge, questo ci permetterà di fornire un servizio h24, costituire delle pattuglie appiedate e motorizzate che controlleranno, giorno e notte, piazze, strade, parchi del centro storico e delle periferie. Ma non solo, metteremo pattuglie a controlleranno anche le scuole negli orari di entrata e uscita, per garantire la sicurezza stradale ma soprattutto per tenere lontani malintenzionati e spacciatori. Non un solo agente dovrà restare in ufficio, dietro una scrivania a fare lavori amministrativi, ma saranno impiegati tutti a fare quello per cui sono stati assunti: ridarci quella sicurezza che ora un po’ ci manca.

Centro storico
Il rilancio della città passa dal rilancio del centro, desertificato a causa degli errori dell’attuale e delle precedenti amministrazioni, che hanno preferito dare il via libera a numerosi centri commerciali cosa che ha distrutto i piccoli esercenti e il tessuto economico locale. Questo è il vero problema che non si risolve certo con qualche luminaria. Noi invece riqualificheremo il centro facendolo tornare un luogo accogliente e sicuro, in modo tale che i forlivesi tornino a vivere e ad abitare nel cuore cittadino. Come? Attraverso un progetto di defiscalizzazione delle ristrutturazioni dei palazzi e degli appartamenti, non solo come spot prima delle elezioni, ma strutturale finchè il risultato non sarà raggiunto. Parallelamente all’abitativo prevederemo defiscalizzazioni anche per gli esercenti, in particolare per facilitare nuove aperture a giovani imprenditori, ma anche aiuti agli attuali esercenti per rimanere in centro

Periferie
L’attenzione al centro non significa che lasceremo indietro le periferie, prevediamo infatti la ristrutturazione di tutti i parchi, anche delle periferie, che dovranno essere rimodernati, ripuliti, inseriti giochi per bambini funzionanti, e garantita la sicurezza attraverso la presenza di vigili ove necessario. Abbiamo ricevuto molte segnalazioni di degrado e fatto numerosi sopralluoghi, la situazione del verde pubblico è grave e necessita maggiore attenzione, questa amministrazione l’ha vista come un costo (investendo tutto nel parco urbano e dimenticando tutti gli altri parchi) mentre per noi quello nel verde sarà un investimento nella qualità della vita dei forlivesi.

Viabilità
Intendiamo studiare un piano ad hoc sulla sicurezza delle nostre strade e piste ciclabili. Va fatto il piano del traffico che questo comune si ostina a non approvare nonostante sia obbligatorio, perchè solo in questo modo si potrà avere una visione organica dei vari tipi di traffico e approntare soluzioni che non siano soluzioni “spot”, ed in particolare serve controllare il traffico pesante che non deve assolutamente passare vicino a zone sensibili come le scuole, come segnalato anche da varie petizioni come quella del quartiere Cava.

Intendiamo poi potenziare il bike sharing sperimentando soluzioni senza le stazioni prefissate, ma con le bici libere che si possono lasciare ovunque e il pagamento tramite app smatphone. Io e Benini lo usiamo abitualmente da 5 anni per andare in consiglio comunale, abbiamo rifiutato il pass ztl per le cariche politiche per dare l’esempio e anticipo già da ora che se sarò sindaco continuerò ad andare in municipio sempre in bici per dare il buon esempio.

Disabilità e Mobilità
Va fatto il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, altro piano che chiediamo da anni, per tutelare il diritto alla mobilità sia dei diversamente abili che delle categorie deboli. Non è inoltre accettabile che nel 2019 non vi siano ancora pedane per l’accesso dei disabili in carrozzina sui bus, ci adopereremo affinché Start Romagna adegui la dotazione dei veicoli in questo senso.

Meritocrazia
Come dicevo prima in questa città purtroppo esistono corsie preferenziali, se sei “amico di” hai le porte spalancate, se non sei allineato hai invece i bastoni fra le ruote. Tutto questo deve cambiare per permettere a questa città di rinascere.

Col M5S al governo della città non vedremo più gli incarichi agli amici degli amici, non vedrete mai affidamenti o nomine a parenti miei, di Benini, di De Girolamo o qualsiasi altro assessore o consigliere… anzi approveremo proprio un apposito regolamento per vietare questa pratica. Inoltre tutti gli incarichi importanti saranno affidati unicamente a persone competenti, con i titoli di studio adeguati, quindi basta nomine senza le lauree obbligatorie come fece il sindaco Drei con una signora che era candidata nelle liste del Centrodestra

Partecipazione
E’ il filo rosso che lega tutta la nostra azione politica, noi intendiamo applicare una vera partecipazione dove i cittadini avranno potere decisionale, col bilancio partecipato e altri strumenti. Quindi non più una finta partecipazione come quella applicata dall’attuale amministrazione, usata solo per arginare e silenziare il malcontento senza dare seguito alla volontà dei cittadini. Dare delle risposte sarà invece la nostra priorità e intendiamo farlo tramite un apposito sistema informatico, il cui funzionamento sarà molto semplice: ogni segnalazione sarà tracciata da questo sistema, e riceverà una risposta entro un tempo prestabilito, questo non vuol dire ovviamente che si risponderà sempre si, ma quantomeno si avrà una risposta in tempi certi. Come faremo a garantire questo risultato? Molto semplice, collegheremo il premio produzione di dirigenti e dipendenti comunali al numero di risposte date nei tempi previsti.

Ricordo infine che il nostro programma pur essendo ormai quasi concluso, non è scolpito sulla pietra, ci teniamo quindi a lanciare un appello a tutte le associazioni e realtà del territorio, ma anche i singoli cittadini, ad interloquire con noi, abbiamo già incontrato una 20na di associazioni e continueremo nei prossimi mesi, noi siamo a disposizione di tutti, per fare una chiaccherata e parlare di programmi, per inserire nuove cose ma anche correggere eventuali errori purché in linea con i nostri principi, il nostro programma, come il nostro movimento è trasparente ed aperto, e a disposizione delle esigenze della città.

9/2/2019
Daniele Vergini
MoVimento 5 Stelle Forlì

 

Rocca di Ravaldino, plagio del Centro destra sulle proposte del M5S

Vedo su alcune agenzie web locali pubblicato con grande enfasi un video di un sopralluogo condotto nella Rocca di Ravaldino da parte di alcuni esponenti del centro destra, dove si espongono alcune proposte che paiono palesemente copiate dal nostro programma elettorale presentato mesi fa!

Il centro destra, evidentemente a corto di idee, “scopre” solo oggi che la rocca ed il carcere sono due cose diverse (come è evidente rileggendo i loro stessi comunicati dei mesi precedenti dove mettevano sullo stesso piano carcere e rocca) e si allinea invece a quanto io stesso dicevo in un video di presentazione del nostro programma turismo pubblicato il 6 gennaio, cioè che rocca e carcere sono due strutture completamente separate, la prima è di proprietà del comune, il secondo, invece, di proprietà dello Stato e sorge nella “cittadella” cioè quella che era la “piazza d’armi”, il Comune quindi se avesse voluto avrebbe potuto già in precedenza ristrutturare la Rocca, indipendentemente dai lavori sul nuovo carcere, ma evidentemente quella non è mai stata una priorità dell’attuale amministrazione!

Qui il video del nostro programma turismo del 6 gennaio oggetto del plagio da parte del Centro Destra

al min 1:15 parlo della Rocca e al min 2:47 della separazione fra rocca e cittadella

Nel programma del M5S il restauro della Rocca di Ravaldino è uno dei punti principali, riteniamo che la Rocca di Ravaldino debba essere in primis “il museo di sé stessa”, un’attrazione turistica che possa ampliare l’offerta cittadina ricostruendo una corte del 1500 incentrata su Caterina Sforza, una figura storica che riteniamo possa essere attrattiva e da far conoscere. Basti vedere come altre città vicine, ad esempio Riolo Terme, abbiano fatto la stessa scelta impostando la loro Rocca proprio sulla figura di Caterina. Al contrario Forlì è una delle poche città romagnole che non valorizza la propria rocca e, come abbiamo già detto più volte, la sua riapertura può essere realizzata ancor prima del trasferimento del carcere che aspettiamo da ormai più di un decennio.

Alleghiamo di seguito il nostro programma turismo che contiene numerose altre proposte, così magari i nostri avversari vorranno copiare anche quelle…

Daniele Vergini, consigliere comunale Movimento 5 Stelle Forlì

PS: nel comunicato di Forza Italia del 2 gennaio (clicca per visionare) veniva chiesta una “procedura d’urgenza per il completamento del nuovo carcere” per “liberare l’attuale sito della Rocca di Ravaldino, consentendone il recupero”, chiara prova di come la loro linea sia cambiata solo successivamente.

Per visionare il nostro programma Turismo
accedi alla pagina del programma Amministrative 2019
volantino con le principali proposte: