Piscina e querele, M5S: “Il mondo politico vicino al Pd sta tentando di bloccare la nostra azione di trasparenza e legalità”

“Il 19 luglio il nostro attivista che si occupa di riprendere i consigli comunali è stato fermato per strada, mentre faceva jogging, dalla polizia ed è stato condotto in Questura dove gli sono state prese le impronte digitali, gli sono state fatte le foto segnaletiche e gli è stato notificato che è sotto indagine per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa. Non commentiamo le modalità di questa notifica ma ci limitiamo a renderle note”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, “Ribadiamo contemporaneamente la nostra fiducia nella Magistratura e precisiamo che nessun portavoce esponente del Movimento 5 Stelle a noi risulta essere al momento sotto indagine.”

“Il nostro videomaker è ormai noto alla cittadinanza per i video, spesso satirici, che realizza a titolo personale sui temi di attualità, rendendo partecipi i forlivesi di molti avvenimenti altrimenti circoscritti alle buie stanze del potere e non solo, ricordiamo ad esempio il video dove l’ex vicesindaco fu “pizzicata” a parcheggiare sullo stallo riservato ai disabili”, spiegano i pentastellati.

“Secondo quanto apparso sulla stampa locale il querelante sarebbe il gestore della piscina comunale di Forlì, nonché, dettaglio non da poco, ex capogruppo del Pd di Cesena”, continuano Vergini e Benini, “La ricostruzione giornalistica ipotizza che la querela sarebbe correlata alla vicenda dei livelli di cloro della piscina che avrebbero provocato un malore ad uno o più degli utilizzatori, ma in realtà, analizzando i pochi dati a disposizione, è molto più probabile che sia correlata al video che riporta la lettura in consiglio comunale di un verbale dei vigili del fuoco, datato 13/3/2017, dove vengono contestate al gestore della piscina una serie di irregolarità: “alcuni estintori mancanti, alcune uscite di sicurezza di difficoltosa apertura o completamente bloccate, mancata funzionalità di alcune lampade di emergenza”, cosa che fu riportata sul web dal nostro videomaker in un video satirico e di denuncia politica”

“Contestualmente, proprio in quel consiglio, chiedemmo ufficialmente al Comune, alla luce dei gravi fatti riscontrati, di valutare seriamente se questo gestore adempiesse oppure no ai suoi doveri e chiedemmo di valutare di recedere dal contratto di concessione. Cosa è stato fatto da allora?!”, attaccano Vergini e Benini, “Abbiamo agito a tutela e nell’interesse di tutti coloro che frequentano la piscina, specie i più piccoli, ma ad oggi non è dato sapere se il comune abbia provveduto a contestare le inadempienze al gestore, la giunta pare inerte sulla vicenda… ma in compenso è stata molto attiva nell’elaborazione di una bozza di regolamento che, se approvata, impedirà le riprese video del consiglio comunale da parte dei cittadini!

“A nostro parere è evidente il tentativo di ambienti politici vicini alla maggioranza di bloccare, con tutti i mezzi a loro disposizione, la nostra azione politica. Ma non sarà certamente questo a fermarci, continueremo a chiedere trasparenza e legalità e come sempre riponiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e nel supporto di tutti i forlivesi onesti”, concludono Vergini e Benini.

 

Sgambatoi: pochi e senza acqua!

Il Meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì ha messo in atto un’azione dimostrativa per sensibilizzare la cittadinanza sul tema degli sgambatoi per cani, posizionando nelle aree presenti sul territorio comunale delle ciotole per l’acqua, spesso assenti ma indispensabili durante il periodo estivo.

“Le aree di sgambatura a Forlì sono poche” dichiarano Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del M5S Forlì, “alcune di esse sono all’interno di parchi ma accessibili solo tramite specifico percorso vincolato in entrata e uscita. Questa giunta pare totalmente disinteressata al benessere dei nostri amici a quattro zampe, a Bologna ad esempio hanno regolamentato una procedura dove i proprietari di cani regolarmente iscritti all’anagrafe canina possono riunirsi in comitati e produrre le documentazioni necessarie per chiedere, nuovi sgambatoi. A Forlì invece sembrerebbe che, attualmente, l’unico modo efficace per aprire un nuovo sgambatoio sia chiedere un favore a qualche politico…”

 

Assemblea pubblica “MoVimento in Ascolto” al quartiere Musicisti Grandi Italiani. I 5 Stelle tornano ai Portici un anno dopo

mia_portici_bisA distanza di un anno, il Meetup di Amici di Beppe Grillo torna a “I Portici” con “Movimento in Ascolto” il ciclo di assemblee pubbliche itineranti con i due consiglieri del M5S di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, l’appuntamento è per giovedì 13 luglio ore 21 nei giardini pubblici situati all’altezza di via Bonali 48/58.

“Abbiamo inaugurato questa iniziativa un anno fa proprio proprio qui ai Portici, con l’intento di accendere i riflettori sulle problematiche presenti nei quartieri, quella serata fu un successo con grande affluenza di cittadini, e nel corso di questi 12 mesi in altri 4 appuntamenti simili abbiamo incontrato i cittadini dei quartieri Pievequinta, Caserma, Casemurate, Romiti, Schivonia, San Biagio, Malmissole, Barisano, Poggio, Roncadello e San Giorgio, e domani torneremo con piacere nel quartiere Musicisti Grandi Italiani per chiudere il cerchio di questo primo anno di incontri” dichiarano in una nota i due consigliere 5 stelle.

Il centro commerciale “I Portici” fu aperto nel 2004, oggi, dopo 13 anni, la zona residenziale costruita intorno si trova al culmine di una crisi che vede accomunati in un unico destino cittadini, residenti e imprenditori che avevano scommesso sul rilancio del reticolo di via Colombo, in posizione strategica vicino alla stazione, ma hanno visto invece sprofondare la zona nel degrado.

“Sarà l’occasione per fare il punto della situazione e confrontarsi se quanto messo in campo dall’Amministrazione in questo anno sia stato o meno sufficiente per poter rendere decorosa e serena la vita del quartiere, da anni in stato di abbandono” sostengono Vergini e Benini, “da quanto ci viene riferito chi vive quotidianamente nella zona continua a percepire una situazione di scarsa sicurezza. E i fatti di cronaca che si sono susseguiti sulle pagine dei giornali non fanno altro che confermarlo: negozi che hanno chiuso i battenti, locali sfitti, mura imbrattate da scritte e bersaglio di atti vandalici, tentativi di stupro, ritrovo abituale di prostitute, spacciatori, senza fissa dimora e teppisti di ogni tipo”.

“Il bilancio della manifestazione dell’anno scorso fu più che positivo” ribadiscono il consiglieri del M5S ”in quell’occasione presero la parola mamme, capifamiglia, giovani, dipendenti delle attività pubbliche e private della zona. Insomma, persone che quotidianamente vivono la realtà dei “Portici”. Tutti lamentarono il disinteresse dell’amministrazione comunale, la mancanza di controllo diurno e notturno della zona e una situazione di malessere sociale crescente. Situazione che ha spinto il nostro Meetup a decidere di riunirsi, come atto simbolico, proprio in una sala in via Bonali ai Portici.”

“Ad un anno da allora” concludono Vergini e Benini “sarà l’occasione per tracciare la linea netta che separa le promesse fatte dall’Amministrazione dai fatti di ciò che è stato realmente fatto o non fatto”.

 

Il Pd vuole impedirci di realizzare video del Consiglio Comunale! Censura inaccettabile!

no-censura“Siamo molto preoccupati” esternano in una nota i due consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle Forlì “dopo aver letto la proposta di revisione del regolamento comunale che disciplina, tra l’altro, il funzionamento e lo svolgimento delle attività del Consiglio Comunale, abbiamo rilevato che le modifiche proposte vanno in un’unica direzione: quella contraria alla democrazia! E stanno tentando di farla approvare durante il periodo estivo quando c’è meno gente in città, è veramente inaccettabile! I cittadini forlivesi devono sapere!”

“Le modifiche negative sono numerose ma quella che ci vede davvero contrariati è l’azione studiata ad hoc per rendere praticamente impossibile al nostro videomaker la realizzazione di video dei lavori consiliari” dichiarano Vergini e Benini “video che raggiungono, ciascuno, ormai migliaia di visualizzazioni, iniziando a rendere cosciente una parte della cittadinanza sugli sprechi e sulle opacità che tengono la città ferma e in ostaggio degli interessi di pochi, cosa che probabilmente ha fatto suonare un campanello di allarme nelle segrete stanze del Pd forlivese”.

“Fra i numerosi “paletti” alle riprese video, inseriti nella bozza del nuovo regolamento, il più grosso è che a potersi accreditare saranno solo i giornalisti iscritti all’Ordine, limitazione che ci sembra totalmente anacronistica” ribadiscono Vergini e Benini “oggi è ormai riconosciuto a tutti il diritto di cronaca, e grazie alle nuove tecnologie importanti testimonianze, a volte decisive, sono giunte proprio da comuni cittadini, quindi non vediamo motivazioni o giustificazioni valide per impedire questa attività, se non quella di voler limitare un nostro diritto…”.

“Altre limitazioni assurde prevedono la necessità di una richiesta scritta, 72 ore prima di ogni seduta, che dovrà essere autorizzata di volta in volta. Inoltre si vorrebbe imporre la riproduzione di filmati in forma integrale, o, se parziali, dovrà essere garantita, dicono loro, la “par condicio”, anche fuori dai periodi elettorali, cosa che ha veramente dell’incredibile basti pensare ai video di consiglieri e parlamentari di qualsiasi schieramento politico che ogni giorno riportano in Rete, giustamente, solo i propri interventi… a Forlì a quanto pare vorrebbero imporci di pubblicare per forza anche i video dei consiglieri del Pd, siamo veramente al ridicolo…”

“La realtà è che questa Giunta sta tentando di nascondere i suoi evidenti fallimenti con il metodo autoritario, tipicamente renziano, di imbavagliare l’opposizione e censurare la divulgazione di quello che succede in Consiglio Comunale, in barba a tutti i proclami sulla democrazia, trasparenza e legalità. D’altronde cosa ci si poteva aspettare da un partito che voleva cancellare articoli fondamentali della Costituzione italiana?”, attaccano i pentastellati.

“La scusa addotta dall’Amministrazione per questa azione antidemocratica è che sarà comunque disponibile a tutti lo streaming… che però, statistiche alla mano, in pochissimi guardano. Mentre al contrario i nostri attivisti raggiungono migliaia di cittadini forlivesi sui social network permettendo loro di venire a conoscenza delle tematiche trattate in Consiglio, anche tramite video di satira, e di farsi quindi un’opinione sulla coerenza e dimensione pubblica dei vari personaggi che prendono la parola in consiglio e commissione, mostrando per la prima volta ai cittadini il vero volto di chi amministra questa città”.

Il M5S inoltre rende note anche altre “novità” presenti nel nuovo regolamento proposto dalla Giunta, tutte volte unicamente a limitare il diritto di iniziativa delle minoranze: le interrogazioni (question time) dovranno essere presentate con tre giorni lavorativi di anticipo e la risposta sarà data solo nella parte finale della seduta consiliare, quando i giornalisti di solito non sono più presenti. Anche gli emendamenti dovranno essere presentati con due giorni di anticipo. Le convocazioni delle commissioni invece richiederanno la sottoscrizione di metà dei componenti, al posto di 1/5 come succedeva prima. Infine il tempo di risposta agli accessi agli atti sarà aumentato da 3 a 15 giorni.

“Il M5S si opporrà con tutte le forze a questo nuovo attacco alle libertà fondamentali di ogni individuo e invita tutti i cittadini che si riconoscono nei valori della libertà di espressione, di pensiero, di informazione, di critica e anche di satira a mobilitarsi e unirsi per ribellarsi a questa deriva autoritaria imposta dalla Giunta Drei e dalla sua maggioranza consiliare”, concludono Vergini e Benini

PS: di seguito un elenco di tutte le modifiche negative:

nuovo art-4 comma 5: nelle sedute segrete, fanno uscire anche il personale comunale

nuovo art.10 comma 1: il tempo di preavviso per il deposito atti è ridotto da 6 a 5 i giorni

nuovo art.10 comma 3: per oggetti “urgenti”, o “aggiuntivi” (cioè aggiunti dopo la convocazione all’OdG), l’invio del materiale viene fatto con sole 24 ore di preavviso, prima erano 48

nuovo art.14 comma 2: nel dibattito tolta la possibilità per i consiglieri di fare un secondo intervento chiarificatore

nuovo art.15: tolto l’obbligo di presenza degli assessori al consiglio comunale…..

nuovo art. 21: norma per impedire di fatto le riprese da parte del M5S:
– bisogna per forza “accreditarsi presso il servizio stampa”, cioè bisogna essere giornalisti iscritti all’ordine
– si è tenuti a richiedere espressa autorizzazione all’Ufficio di Presidenza entro le 72 ore precedenti la seduta interessata. per OGNI SEDUTA
– si deve dichiarare di accettare il regolamento in ogni sua parte
– ci si deve impegnare a “non manipolare”, ma la definizione è del tutto soggettiva!
– c’è l’obbligo di riproduzione integrale, o parziale ma rispettando la par condicio!!! neanche fossimo in campagna elettorale permanente…
– chiedono l’indicazione del “responsabile della privacy”?! siamo alla follia…
– si chiede di interrompere la registrazione durante le pause
– si chiede di non inquadrare il pubblico

nuovo art.27 comma 3 e 4 e art.79 comma 2: question time depotenziati: devono essere presentati entro le ore 10 (dieci) del terzo giorno lavorativo antecedente la riunione del Consiglio comunale (cioè il venerdì, perchè il consiglio di solito è il martedì, prima era entro le 10 del giorno stesso del consiglio), inoltre vengono spostati nella parte finale del consiglio (quando i giornalisti non ci sono) per un tempo massimo di 60 min, quindi non più all’inizio. inoltre il Segretario deve verificarne l’ammissibilità…

nuovo art.28 comma 1: impedita la discussione di interrogazioni e question time nelle sedute, oltre che di bilancio come prima, anche di Piano strutturale comunale, il Piano operativo comunale e il Regolamento urbanistico edilizio…

nuovo art.55 comma 2: riduzione del n. di componenti delle commissioni consiliari da 13 a 11

nuovo art.57 comma 6: la richiesta di convocazione di commissioni necessiterà della richiesta di metà dei componenti (non più 1/5 come prima) inoltre rimane la notazione “può convocare” e quindi non è nemmeno obbligatorio farlo

nuovo art.59 comma 1: esperti in commissione è stato limitato a 2 il n. di esperti nominabili in ogni commissione!!!

nuovo art.78 comma 4:gli emendamenti devono essere presentati entro il secondo giorno precedente a quello della seduta, o in caso di urgenza prima dell’inizio della seduta consiliare. hanno poi tolto la frase che dice che c’è tempo 5 min per presentare l’emendamento…

nuovo art.82 comma 6: accesso atti, alzato da 3 a 15 giorni il tempo di risposta (che tanto non rispettavano mai comunque…). inoltre obbligano alla forma scritta (cartacea o telematica) mentre come ben sappiamo deve essere consentita ai consiglieri anche quella verbale.

 

Accettata la nostra proposta di realizzare un regolamento per la tutela del benessere animale. Ma riguardo ai conigli del parco urbano ancora nulla di concreto. Assessore Samorì inadeguata al ruolo

“Nell’ultima seduta del consiglio comunale è stata finalmente discussa e approvata, anche se solo in parte, la nostra mozione che impegna la giunta a realizzare un Regolamento per la tutela del benessere animale e loro convivenza con i cittadini”: a darne notizia i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì, che però precisano: “A differenza della maggior parte dei comuni capoluogo il nostro è inspiegabilmente carente dal punto di vista regolamentare in questo ambito, indice della scarsa considerazione che questa giunta ha sempre avuto del benessere animale, tema che al contrario sta a cuore a molti forlivesi.”

I pentastellati si dicono “soddisfatti” che sia stata accolta la prima parte della loro proposta ma spiegano di considerarsi anche “un po’ delusi” che sia stata invece cassata la seconda parte della mozione che chiedeva di rimuovere i divieti indiscriminati di accesso dei cani, anche se condotti al guinzaglio, nelle principali aree verdi del comune, incluso il Parco Urbano.

“Tale decisione è inspiegabile anche alla luce di recenti dispositivi giurisprudenziali che hanno annullato ordinanze, come quelle in vigore a forlì, che impongono una eccessiva limitazione della libertà di circolazione delle persone e dei loro animali. La logica di queste sentenze è che non è consentito imporre divieti totali (i cittadini hanno il diritto di essere accompagnati ovunque dai propri animali d’affezione) ma, al contrario, è necessario partire da una generale libertà di accesso, accompagnata da rare e motivate eccezioni. Si tratta comunque di un piccolo risultato positivo, e quando il nuovo regolamento approderà in commissione non mancheremo di apportare il nostro contributo con proposte migliorative”: dichiarano Vergini e Benini.

Quanto all’ormai nota vicenda dei conigli del Parco urbano il M5S di Forlì denuncia: “il protrarsi dell’inerzia dell’Amministrazione comunale”.

“L’assessore Samorì in risposta ad una nostra interrogazione, ha infatti preso nuovamente tempo, dichiarando che il vincolo sanitario non sarebbe ancora stato revocato e di essere ancora in attesa di ottenere le valutazioni dell’AUSL veterinaria. Al contrario da documenti ufficiali in nostro possesso che rendiamo pubblici possiamo affermare che l’AUSL, visto l’esito degli esami che dimostrano l’assenza della malattia, abbia già chiesto al Comune di rimuovere l’ordinanza che indica il parco urbano come zona infetta da mixomatosi. L’assessore quindi mente o non conosce nemmeno lo stato delle cose”: attaccano Vergini e Benini.

Il Movimento 5 Stelle di Forlì coglie la palla al balzo per lanciare un appello ai cittadini forlivesi e lanciare un “mail bombing” al Comune per chiedere l’immediata revoca dell’ordinanza e le dimissioni dell’assessore Samorì.

“La gestione della colonia dei conigli del parco è stata a dir poco scellerata, questa Amministrazione non è mai voluta intervenire in modo concreto, operativo e soprattutto risolutivo, è francamente intollerabile la mancata realizzazione dopo tanti anni di un piano di gestione dei conigli, con le dovute sterilizzazioni e vaccinazioni secondo metodi etici ed ecologici. Ma soprattutto, ora che abbiamo certezza dell’assenza di mixomatosi, ed è quindi possibile portare conigli fuori dal parco, è assolutamente necessario non aspettare oltre e prevedere un programma di affidi, appoggiandosi alle numerose associazioni animaliste che forniscono in modo gratuito un supporto competente e specializzato”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

Il Movimento 5 Stelle Forlì annuncia infine che parteciperà con una propria delegazione al corteo indetto da META ed altre sigle animaliste previsto per sabato 17 giugno contro l’abbattimento degli animali del Parco urbano di Forlì, l’appuntamento è per le ore 11 al parcheggio dell’argine, fronte via Lazio, per poi arrivare fino a piazza Saffi.

ISTRUZIONI PER IL “MAIL BOMBING”

Invitiamo tutti i cittadini ad inviare una richiesta scritta via email al Comune
le email a cui scrivere sono sindaco@comune.forli.fc.it assessora.samori@comune.forli.fc.it roberto.mini@comune.forli.fc.it
e per chi ha la PEC anche all’indirizzo comune.forli@pec.comune.forli.fc.it

il messaggio suggerito è il seguente, inserendo il vostro nome e cognome in fondo

Vista la lettera inviata dall’AUSL Romagna al Comune di Forlì (Prot. 2017/0110149/P del 23/5/2017) che propone la revoca dell’ordinanza sindacale sulla mixomatosi dei conigli del parco urbano a seguito dell’esito negativo degli esami ematici, nella mia qualità di cittadino, chiedo la sua immediata applicazione e l’avvio di una campagna di affido degli animali. Chiedo inoltre di sapere perché non sia stato ancora applicato quanto suggerito dall’AUSL e per quale motivo l’assessore Samorì abbia mentito nel Consiglio Comunale del 13/6/2017 affermando che si stava ancora aspettando una presa di posizione dell’AUSL in merito. Chiedo le dimissioni dell’Assessore Samorì o il suo esonero da parte del Sindaco dalla delega al benessere animale. Chiedo di ricevere risposta scritta, indicante, tra l’altro, il numero di protocollo di questa mia richiesta e il nome del funzionario responsabile del procedimento ai sensi della legge 241 del 1990.

Distinti saluti

AGGIORNAMENTO DEL 16 GIUGNO:
grazie al contributo di tutti voi il mail bombing ha dato il suo primo risultato! Ci è stato segnalato che oggi i cartelli sulla mixomatosi sono stati rimossi e abbiamo ricevuto una comunicazione dal responsabile comunale che ci conferma che l’ordinanza sarà rimossa a giorni. E’ stato inoltre fissato per l’8 luglio un tavolo tecnico di confronto con le associazioni, per il quale verranno diramati la prossima settimana gli inviti a tutte le associazioni che ne hanno fatto richiesta o che la faranno in tempi brevi!

 

I comitati di quartiere non agiscano da “sentinelle dei partiti” ma siano più responsabili nei confronti delle esigenze del proprio territorio

Malmissole“I comitati di quartiere sono veramente neutrali? Questa è stata la prima domanda che ci siamo fatti come Consiglieri comunali dopo aver letto il comunicato (non firmato) inviato a nome del “Coordinamento dei 14 Quartieri Area Nord” che esprime un sostegno incondizionato al comitato di quartiere di Malmissole”, si legge in una nota firmata dai Consiglieri Comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“Se per neutralità si intende la condizione di chi non opera e non prende posizione in favore di alcuna delle parti coinvolte in una contesa, allora spiace constatare come non ci stata una vera neutralità. Questo ovviamente non vale per tutti i quartieri ma per molti di essi, come abbiamo potuto constatare nelle numerose assemblee del “Movimento in Ascolto” da noi svolte sul territorio da un anno a questa parte. Ed oltre a questa assenza di neutralità la cosa più grave è che i quartieri di fatto “non funzionano”, la colpa principale di tutto ciò risiede nell’amministrazione comunale che, nonostante la solita propaganda, non ha ancora fornito loro gli strumenti e le risorse necessarie per un adeguato funzionamento.”

“Abbiamo sempre sostenuto l’importanza dei Comitati di quartiere come organismi di partecipazione territoriale per far emergere dal basso istanze, pareri, e progettualità che trovino il necessario ascolto, sia da parte di chi amministra, che da parte di chi rappresenta un’opposizione libera, indipendente e volenterosa di esprimere a pieno il proprio mandato” – ricordano i due pentastellati – “Come riportato nel Regolamento Comunale, il fine Quartieri è quello di rendere partecipe la cittadinanza alle scelte della comunità. Il Comitato di quartiere dovrebbe farsi interprete e promotore dei bisogni del territorio tramite segnalazione delle problematiche emergenti e soprattutto fungere da collegamento tra cittadini e pubblica amministrazione. Tutto questo è stato fatto oppure è rimasto sulla carta?”, è la domanda che Vergini e Benini rivolgono alla cittadinanza.

“A seguito di quanto emerso durante il confronto libero e democratico nell’evento da noi organizzato, nel quale sono state esposte sia le posizioni contrarie che quelle favorevoli, il comitato di quartiere non ha smentito di aver partecipato a riunioni progettuali con i promotori che non sono state comunicate ai residenti, mancando così alla propria funzione. Mentre il comitato attendeva che i tempi “fossero maturi” per i promotori del progetto invece le idee erano già chiare e quelle riunioni le consideravano già operative della fase progettuale. Non ci sembra che questa sia la neutralità di cui dovrebbe essere garante il comitato in quanto una delle due parti era decisamente più informata ed avvantaggiata. Secondo noi informare tempestivamente e con trasparenza i propri cittadini e avere il loro riscontro non è mai controproducente, ma anzi un atto dovuto, utile a chiarire fin da subito eventuali criticità, fraintendimenti o incomprensioni. Se poi aggiungiamo a tutto questo il tentativo operato dall’amministrazione comunale di occultare la petizione inviata al consiglio allora il quadro è completo.”

“Queste ultime polemiche non possono che portarci a ricordare l’esposto fatto al Prefetto nel 2015 da tutte le forze politiche, anche di maggioranza ad esclusione del Pd, in cui si metteva in forte dubbio l’apartiticità dei futuri comitati alla vigilia delle votazioni, seguita dai proclami trionfalistici dell’allora assessore alla Partecipazione Sara Samorì sull’inaugurazione di una nuova stagione di partecipazione popolare, nonostante il flop di meno del 5% dei votanti rispetto agli aventi diritto.”

“Invece di parlare di maltrattamenti, speriamo che gli organi dei quartieri utilizzino questa vicenda in maniera costruttiva come un’occasione di crescita e di consapevolezza delle loro funzioni e soprattutto che non agiscano da “sentinelle dei partiti” ma siano più responsabili nei confronti delle esigenze del proprio territorio”, concludono i pentastellati.

 

Malmissole, grande partecipazione all’evento di ascolto organizzato dal M5S

Il M5S di Forlì esprime la propria soddisfazione per l’organizzazione dell’evento “Movimento in Ascolto” a Malmissole/Barisano e quartieri limitrofi sul tema della Casa della Speranza che ha visto un’ampia partecipazione, circa 150 persone, ed ha garantito un corretto confronto dando ampia voce ad entrambe le posizioni. “Come Movimento 5 Stelle non abbiamo mai messo in discussione il recupero della persona, anzi riteniamo sia un aspetto fondamentale – ricordano Simone Benini e Daniele Vergini consiglieri comunali del M5S Forlì – Ma ancor prima del merito è stato sbagliato il metodo con il quale il progetto è stato, di fatto, calato dall’alto senza coinvolgere prima la cittadinanza, non si può avviare un progetto con un impatto del genere senza ottenere la condivisione e l’accettazione da parte delle persone che vivono in quel territorio. Questa oggettiva mancanza di trasparenza, di informazione preventiva e di coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che ha contraddistinto questo caso è innegabile e domina purtroppo l’azione politica sul territorio locale da anni, tutto questo deve terminare e deve essere finalmente garantita una reale partecipazione!”.

I promotori della petizione e della contrarietà al progetto durante la serata hanno ribadito l’assenza di coinvolgimento e di condivisione, che permane tuttora nella poca chiarezza sulle modalità, gli impatti, i contributi economici pubblici, e soprattutto sul motivo per cui si insista nell’individuare il luogo scelto per il progetto nella canonica, non è ritenuta idonea dalla popolazione.

L’Associazione Papa Giovanni XXIII, tra i promotori del progetto, attraverso la parola e la testimonianza di vari responsabili delle proprie Case intervenuti durante la serata hanno posto la propria enfasi sul recupero delle persone ma hanno anche dato testimonianza che questo progetto può avere senso e ottenere risultati solo all’interno di una comunità che sposi il progetto e sia essa stessa in prima persona a coinvolgere e controllare i detenuti. Altrimenti il progetto è comunque destinato a fallire. Hanno inoltre dovuto prendere atto, probabilmente per la prima volta, di aver sottovalutato l’aspetto informativo durante la fase progettuale.

“Ci auguriamo che questo primo confronto sia stato utile come primo passo per ricucire una forte spaccatura nella piccola comunità, il prossimo passaggio sarà il dibattito pubblico in commissione consiliare sulla petizione, che speriamo venga calendarizzata a breve – ricordano Benini e Vergini – invitiamo ad assistere tutti i cittadini dei quartieri coinvolti, la Papa Giovanni XXIII e tutte le realtà coinvolte, compreso il Vescovo”.

“Un evento come il nostro l’avrebbe dovuto organizzare l’Amministrazione comunale, invece come al solito assente ed il cui unico atto è stato quello di tentare di gestire nelle ‘private stanze’ una petizione popolare destinata al consiglio comunale. Ci sono state inoltre carenze anche da parte del Comitato di quartiere che non è stato in grado di fornire una preventiva e capillare informazione alla cittadinanza, problematica ricorrente in tutte le nostre assemblee itineranti e sulla quale abbiamo già intrapreso diverse azioni in sede di consiglio comunale affinché vengano dati ai quartieri gli strumenti per poter assolvere al loro compito e diventare un reale strumento di partecipazione, e non (come vorrebbe il Pd) di ‘sorveglianza’”, concludono i pentastellati.

 

Malmissole, Casa della Speranza o della Discordia? M5S: “No a progetti calati dall’alto, decidano i cittadini”

VolantinoMalmissoleIl Movimento 5 Stelle torna sulla vicenda della Casa della Speranza di Malmissole dopo aver portato la vicenda al centro del dibattito pubblico denunciando pubblicamente, qualche settimana fa, il tentativo di occultare al Consiglio Comunale la petizione inviata da più di 500 abitanti del quartiere e di quelli limitrofi.

“Ancor prima del merito è sbagliato il metodo con il quale il progetto è stato di fatto calato dall’alto senza coinvolgere prima la cittadinanza, non si può avviare un progetto con un impatto del genere senza ottenere la condivisione delle persone che vivono in quel territorio – spiegano Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì – al contrario noi, che facciamo della partecipazione una delle nostre stelle polari, invitiamo gli abitanti dei quartieri Malmissole, Barisano, Poggio, Roncadello, San Giorgio a intervenire numerosi al prossimo appuntamento del “MoVimento in Ascolto” che si svolgerà, nonostante i numerosi ostacoli posti dal Comune, lunedì 22 maggio in via Trentola n. 68, dalle ore 21:00, presso l’azienda agricola Casadei, per riflettere e discutere insieme sulla Casa della Speranza e su eventuali altre problematiche. Incontro che abbiamo voluto nell’ambito della nostra iniziativa itinerante per ascoltare la voce dei quartieri, troppo spesso abbandonati nell’assoluto disinteresse di chi ci amministra”.

Sulla vicenda di Malmissole, il messaggio di una larga parte residenti è stato chiaro: l’eventuale presenza dei detenuti è vissuta con forte disagio e grandi preoccupazioni. Il luogo scelto per il progetto della Casa della Speranza non è ritenuto idoneo e sta creando una forte spaccatura nella piccola comunità e si teme che possa portare ad un peggioramento del senso di sicurezza, già di per sé precario, percepito dai residenti.

“Stiamo assistendo ad una spaccatura della comunità dei residenti, alimentata proprio dall’insistenza della Diocesi nel procedere su scelte non condivise con la popolazione, cosa che ha messo su due posizioni contrapposte gli abitanti, con conseguenze che possono generare nel tempo dolorose ferite all’interno della comunità”, è la preoccupazione espressa dai due consiglieri 5 Stelle. “Come si può sostenere di aver adeguatamente informato gli abitanti quando in realtà sono stati contattati solo parrocchiani ed i referenti del quartiere che a quanto pare non si sarebbero occupati di trasferire l’informazione la popolazione residente?”

“Inoltre – continuano i pentastellati – ci giunge voce che la Diocesi usufruirebbe di fondi per ristrutturare i locali della canonica della chiesetta di Malmissole per adibirli, appunto, all’accoglienza dei detenuti a fine pena; ma se l’obiettivo del progetto è veramente quello caritatevole, crediamo sia da considerare come alternativa  la proposta del comitato dei residenti di realizzare l’iniziativa in altri luoghi meno invasivi e centrali per la vita di paese, ad esempio in una tenuta agricola anch’essa di proprietà della Diocesi.

“L’Amministrazione comunale pur negando ufficialmente il proprio coinvolgimento ha attivato l’instancabile assessore Mosconi per gettare acqua sul fuoco, nel tentativo di appoggiare gli interessi della Diocesi e delle associazioni a lei vicine piuttosto che i diritti e la volontà di tutti i cittadini. D’altronde non è un mistero l’ispirazione e trazione “democristiana” di questa maggioranza. Noi dal canto nostro rinnoviamo l’invito ad una rapida calendarizzazione della discussione della petizione, che speriamo non necessiti di “tempi biblici” per essere finalmente portata in aula!”, concludono i Consiglieri Comunali Vergini e Benini.

 

Conigli Forlì, Bernini e Vergini (M5S): “Basta demagogia sulla pelle degli animali, si agisca prontamente per la sterilizzazione e una campagna di affido”

Comunicato stampa congiunto con il parlamentare 5 Stelle Paolo Bernini che si è contraddistinto nella sua attività parlamentare per numerose battaglie a favore della tutela e salvaguardia degli animali

“A seguito del sopralluogo presso il Parco urbano “Franco Agosto” e della attenta disamina della documentazione ottenuta tramite l’accesso agli atti, abbiamo rilevato una infinta serie di criticità, a partire dalla pregressa ed incancrenita condizione di negligenza, per cui il numero degli animali è aumentato in modo esponenziale.

Se è vero che la responsabilità a monte è quella dei cittadini che, in modo scellerato e per altro in aperta violazione della normativa vigente, hanno abbandonato al loro destino i conigli in un parco urbano, è altresì vero che l’Amministrazione, responsabile per legge degli animali sul territorio, non è mai voluta intervenire in modo concreto, operativo e soprattutto risolutivo con sistemi ecologici ed etici.

E’ evidente che i sistemi di cattura previsti (con la rete), come è logico, non hanno portato i risultati auspicati. Non ci si può improvvisare in una operazione come questa che richiede, invece, metodi ed esperienze pregresse.

Per questo si ritiene prioritario coinvolgere tecnici esperti che conoscano gli strumenti più utilizzati ed efficaci. Esistono anche metodi olfattivi che ovviamente non sono mai stati presi in considerazione, proprio perché queste operazioni devono essere condotte da personale esperto.

Gli esemplari, da quanto riporta la nota della Asl, dovrebbero essere circa 251.

Riteniamo inoltre fondamentale che venga fatta una corretta informazione senza demonizzare gli animali che, semmai, sono vittime due volte della scelleratezza umana e che si agisca prontamente evitando di dare luogo ad ulteriori strumentalizzazioni da parte di chiunque non abbia a cuore la tutela di questi animali e la corretta gestione degli stessi.”

 

Bilancio consuntivo non approvato nei termini di legge, secondo il Comune è successo per colpa di un software non aggiornato!

Il bilancio consuntivo deve essere approvato per Legge entro il 30 aprile di ogni anno, ma quest’anno la scadenza non è stata rispettata dal Comune di Forlì, non era mai successo a memoria d’uomo nei decenni precedenti, tanto che la Prefettura in un richiamo ufficiale invita l’Amministrazione a procedere tempestivamente. Ma come dichiarato dai dirigenti in commissione la motivazione sarebbe da imputare al software obsoleto “programma non più aggiornato da anni”.

“Questa è solo l’ultima delle scuse a cui dobbiamo tristemente assistere ormai quotidianamente col fine di coprire le inefficienze dell’Amministrazione di Forlì, che a quanto pare non va molto d’accordo con l’informatica – ironizzano i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del M5S di Forlì – l’ennesimo caso dopo che  in febbraio, in occasione del bilancio di previsione, per un “problema tecnico” del nuovo protocollo informatico non sarebbe stata vista e portata all’attenzione dei consiglieri una PEC della massima importanza inviata dalla Corte dei Conti che conteneva rilievi al piano di razionalizzazione delle società partecipate”.

Questa volta invece sarebbe il programma di contabilità ad aver funzionato male e di conseguenza ad aver rallentato il lavoro degli uffici… ma nella relazione dei Revisori dei Conti invece non si può fare a meno di notare le seguenti parole molto forti: “l’assetto attuale dell’unità Bilancio appare sottodimensionato sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo rispetto alla complessità delle funzioni e delle attività proprie di un Comune capoluogo”

“Chi ha ragione? – si domandano i pentastellati – è colpa del software o è colpa dell’organizzazione del personale? Perchè sindaco e giunta tacciono e non prendono provvedimenti? Per cosa paghiamo profumatamente i dirigenti comunali ed in particolare un direttore generale ed una segretaria comunale che percepiscono ciascuno stipendi superiori a 100.000 euro annuali più circa 20.000 di premi produzione se non ci sono nemmeno i software funzionanti e/o il personale adeguato negli uffici? La nostra domanda sorge spontanea ed è pienamente legittima visto che i cittadini pagano fior di tasse, sempre in costante aumento”, attaccano Vergini e Benini.

“Ma le magagne non sono finite qui – rincarano la dose i consiglieri 5 stelle – nel consuntivo appare anche con chiarezza come la holding Livia Tellus non abbia corrisposto al Comune i dividendi del 2015 ed i proventi della vendita delle azioni Hera ed per un valore complessivo di circa 4,4 milioni di euro, pare che ciò sia avvenuto per coprire le perdite dell’investimento disastroso della partecipata ‘Forlì Città Solare’. Perchè il sindaco permette tutto questo? Non riteniamo corretto che si utilizzi il Comune come un bancomat, e senza nemmeno pagare gli interessi!”

“Il Comune di Forlì prima del nostro arrivo non era sicuramente abituato ad avere una vera opposizione operativa, funzionante e determinata ed esercitare a pieno il proprio mandato, che pretende trasparenza e che intende vigilare affinché i soldi pubblici non vengano spesi allegramente ma con diligenza. Purtroppo invece riceviamo sempre più spesso conferme di come i problemi dell’Amministrazione derivino da una “gestione eccessivamente superficiale e poco oculata della cosa pubblica”, che sono le esatte parole usate dalla Procura relativamente al caso delle spese legali fuori bilancio, che però, a nostro parere, calzano a pennello su tutto l’operato dell’Ente”, concludono i pentastellati.