Gettoni, situazione fuori controllo, inaccettabili pressioni, chiediamo un incontro al Prefetto

gettone peruzzini piraccini

il consigliere di maggioranza Peruzzini (a sinistra nella foto) ha chiesto le dimissioni della segretaria generale Piraccini (a destra nella foto), in mezzo il sindaco Drei e il “gettone della discordia”

Lo stop al recupero dei circa 96.000 euro di gettoni indebitamente erogati, richiesto a gran voce da tutte le forze politiche tranne, ovviamente, il Movimento 5 Stelle, ha veramente dell’incredibile”, è l’esternazione che si legge in una nota di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì

“Ma la cosa ancor più incredibile sono le fortissime pressioni, al limite dell’intimidazione politica, esercitate nei confronti della segretaria generale Lia Piraccini e dell’avvocatura comunale rappresentata da Lorenzo Paganucci. Pressioni indebite provenienti da tutte le forze politiche, ed in particolare dal consigliere di maggioranza Mario Peruzzini che ne ha chiesto le dimissioni, nel tentativo di imporre una marcia indietro sul recupero delle somme, una inaccettabile “invasione di campo” in palese conflitto d’interessi dei partiti in prerogative meramente amministrative, oggetto di precisi obblighi di legge ribaditi più volte da Corte dei Conti, Ministero dell’Interno, Consiglio di Stato e Anci”, accusano Vergini e Benini.

“La situazione pare ormai fuori controllo, abbiamo quindi intenzione di chiedere un incontro al Prefetto per informarlo direttamente sulle indebite pressioni esercitate da alcuni politici sul Segretario Comunale che, lo ricordiamo, è figura indipendente e garante della legalità dell’azione amministrativa. Tali pressioni muovono inoltre in verso opposto a quanto più volte è stato disposto dal Ministero dell’Interno, chiederemo quindi al Prefetto, che ne è il rappresentante locale, di sensibilizzare la Giunta comunale al fine di non ostacolare il recupero, nemmeno con azioni dilatorie come la richiesta di ulteriori pareri, del tutto superflui vista la copiosa letteratura in merito”, dichiarano i pentastellati.

“Non sprechiamo, infine, molte parole sulle farneticazioni pseudo-giuridiche del consigliere Ragni di Forza Italia, ci limitiamo a dire che sono destituite di ogni fondamento giuridico, basti vedere il dettagliato parere dell’avvocatura comunale che ricalca al 100% la nostra posizione e, lo sottolineiamo, ciò non avviene certo per vicinanza politica, ma semplicemente perchè i dirigenti comunali sono obbligati a recuperare le somme o potrebbero essere passibili di danno erariale.”

“A tutte le forze politiche presenti in consiglio chiediamo più serietà, si restituisca quanto dovuto senza tante storie, quantomeno per rispetto dei cittadini quotidianamente vessati da situazioni simili che non hanno certo la possibilità, come i politici, di lamentarsi quotidianamente sui giornali”

 

Gettoni, è caos: retromarcia del Pd che chiede di “bloccare le restituzioni”. Anche dalla maggioranza richieste di dimissioni alla Segretaria Generale. M5S: “intimidazioni inaccettabili, si rispetti la Legge e si recuperino le somme!”

pd-retromarcia-gettoni“Con l’invio delle lettere di messa in mora pensavamo di essere giunti all’epilogo della vicenda dei gettoni di presenza dei capigruppo e invece i politici locali, che non smettono mai di stupire, soprattutto per il loro “auto-lesionismo”, hanno deciso di riaprire la questione con la proposta, annunciata dalla capogruppo del Pd Maria Maltoni, di interrompere il recupero dei gettoni in attesa di un ulteriore parere da chiedere alla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna. Una incredibile retromarcia del Pd che aveva votato a favore della delibera di rimozione dei gettoni da noi proposta”, protestano Daniele Vergini e Simone Benini, Consiglieri Comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“E nel segreto delle ultime conferenze dei capigruppo – queste per fortuna non più pagate – non si sono sprecate le lamentele dei consiglieri: oltre alle prevedibili richieste di ripensamento, a tragicomici atteggiamenti di vittimismo, ed agli immancabili attacchi nei nostri confronti, pare che si voglia rinviare e ostacolare in ogni modo la restituzione”, attaccano i pentastellati.

E l’ira dei politici, oltre che sui 5 Stelle, si è scatenata addirittura contro la segretaria generale Lia Piraccini e l’Avvocatura Comunale, rappresentata dall’avvocato Lorenzo Paganucci, “rei” di aver emesso le lettere di recupero crediti nei loro confronti.

“Nonostante la restituzione sia prevista da leggi dello Stato, e confermata da Corte dei Conti, Ministero dell’Interno e Consiglio di Stato, i politici forlivesi non si sono arresi e anzi, riuniti in un’alleanza di fatto  bipartisan, hanno scagliato accuse pesantissime, al limite dell’intimidazione politica che riteniamo debbano essere rese note all’opinione pubblica”, accusano Vergini e Benini.

Il consigliere di maggioranza Peruzzini è arrivato a chiedere le dimissioni della Segretaria Piraccini: “chiederemo le sue dimissioni, la fiducia nei suoi confronti per il lavoro che svolge non c’è”, ha tuonato, ed ha aggiunto “andrò a verificare dirigente per dirigente chi ha messo i pareri e chiederò i danni anche di quello che è stata la gogna mediatica”. E anche il Vice Sindaco Lubiano Montaguti è parso voler “scaricare” la dirigente apicale con poche ma infuocate parole: “il Sindaco segue con estrema preoccupazione questa vicenda per i suoi risvolti politici e anche quelli ventilati da qualche capogruppo, tengo a precisare su esplicita domanda del consigliere Peruzzini che in nessun modo il Sindaco o la Giunta ha approvato o autorizzato l’invio di questa lettera e tantomeno il rilascio di dichiarazioni a qualsivoglia titolo alla stampa locale”. Per la consigliera Burnacci (Forza Italia) “la superficialità della segretaria che ha chiesto automaticamente la restituzione senza accertare che i comuni che si erano conformati al parere dell’Anci avessero restituito le somme è di una gravità estrema”. Casara (Centro Destra) ha lamentato di aver avuto un danno di immagine e un danno economico e rivolta alla Piraccini l’ha attaccata “se io faccio un’azione legale io non la faccio contro il comune, la faccio contro di lei”, poi si è ricomposta ed ha suggerito “un segretario ha un’assicurazione sugli errori che eventualmente ha fatto, non è stata pensata questa via di fuga?”. Avolio (Centro Destra) è arrivato addirittura a sostenere che “la mancata corresponsione del gettone da parte dei dirigenti è un atto illecito” e quello della segretaria potrebbe essere un “un atto politico per far decadere un’intera minoranza”.

E non sono mancati nemmeno gli attacchi alla stampa: Maltoni (Pd) ha sostenuto che sia stato “vergognoso il modo in cui i giornali, a partire dalle comunicazioni dei consiglieri 5 Stelle, hanno trattato questo argomento”, ed ha aggiunto che i consiglieri sarebbero stati fatti ”passare per persone che hanno percepito in modo fraudolento ed indebito dei soldi”. Le ha fatto eco Lauro Biondi (Forza Italia), solitamente polemico con la capogruppo del Pd ma questa volta molto “allineato”, dicendo “qui si è creato un danno e io vi dico subito che personalmente e come Forza Italia noi adiremo alle vie legali per recuperare la nostra onorabilità, per quello che è apparso attraverso gli articoli stampa sulla base di questa iniziativa”, “questa cifra io non la ritorno neanche morto”, ha concluso.
Il clima è infuocato, tanto che Peruzzini, probabilmente alludendo al M5S, è arrivato addirittura ad asserire: “io quello che penso di alcune persone non posso dirlo perchè potrei essere oggetto di un procedimento penale per diffamazione”

“Non pensavamo che chiedere il rispetto della Legalità e l’uguaglianza di tutti di fronte alla Legge avrebbe scatenato reazioni simili, al limite dell’intimidazione politica, dalle quali prendiamo le distanze nel modo più assoluto”, concludono i consiglieri Vergini e Benini, “l’attuale classe politica ha dimostrato ancora una volta di essere completamente scollata dalla realtà ed interessata unicamente al proprio tornaconto personale, i forlivesi ne prendano coscienza e traggano le dovute conclusioni.”

 

Scuola di S.Martino: “donazione di 40 euro senza la quale non vi sarebbe alcuna possibilita’ di far fronte alle spese di funzionamento”, dove vive il sindaco Drei?!

Il sindaco Drei ha scelto di dare una “non-risposta” alla nostra interrogazione presentata nel consiglio di ieri che chiedeva di utilizzare i circa 96.000 euro che potrebbero entrare nelle casse comunali a seguito del recupero dei gettoni illegittimamente erogati per un fondo da impiegare per la spesa corrente delle scuole pubbliche. Il sindaco ha detto che dovrà essere il Consiglio a decidere rimandando di fatto alle calende greche ogni discussione in merito… Inoltre Drei ha anche dichiarato di aver verificato lo stato delle scuole del territorio forlivese anche contattando i dirigenti degli istituti comprensivi che l’avrebbero rassicurato di essere autonomi e capaci di rispondere alle attività di loro competenza, nel dichiarare questo il sindaco ci è sembrato del tutto sconnesso dalle realtà che ogni cittadino forlivese sperimenta quotidianamente, perchè basta visionare una delle tante lettere che i dirigenti scolastici inviano ogni anno ai genitori degli alunni per verificare che le cose non stanno proprio così… Citiamo ad esempio la circolare del 9 giugno 2017 dell’istituto comprensivo n.8 di S.Martino che chiede ai genitori 40 euro per vari interventi fra cui, pensate, anche il “miglioramento degli ambienti scolastici, anche sotto il profilo della sicurezza”, la dirigente scolastica sensibilizza inoltre i genitori su “l’importanza e della necessità che assume per l’Istituto il vostro “contributo volontario”, solo con il quale si riesce a garantire la piena operatività della scuola, a fronte di finanziamenti dello Stato assolutamente non sufficienti. Senza tale somma non vi sarebbe alcuna possibilità di far fronte alle spese di funzionamento e di investimento necessarie”, alla luce di questi fatti innegabili ci chiediamo quali dirigenti abbia sentito il sindaco Drei… ma anche in quale città abiti.

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PS: si rende noto che i consiglieri comunali Vergini e Benini del M5S hanno già effettuato il bonifico per la restituzione dei gettoni della conferenza dei capigruppo illegittimamente erogati, e gli altri consiglieri?!…

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Gettoni illegittimi, continua il “piagnisteo” della politica. Si riporti il dibattito sulle cose serie: come impiegare la cifra recuperata

Dal vocabolario italiano: “Piagnisteo: pianto insistente e uggioso”.

“Avevamo chiesto la cortesia di risparmiarcelo… ma puntualmente il piagnisteo è arrivato da parte di numerosi politici locali!” ironizzano in una nota i Consiglieri Comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì. “E non sono bastati gli insulti sul piano personale da noi ricevuti durante la discussione in consiglio comunale per aver chiesto semplicemente di ripristinare la legalità, ma come sempre si persevera nel tentare di gettare fumo negli occhi dei forlivesi distorcendo le nostre parole, ed in particolare sono due le parole a noi attribuite che proprio non ci vanno giù: “soldi rubati”, mai è stato detto questo né in consiglio né in comunicati stampa, e chi sostiene il contrario è evidentemente un mistificatore. Noi abbiamo semplicemente chiesto di applicare la Legge vigente, come il Comune avrebbe fatto per qualunque altro cittadino, o forse qualche politicante pensava di essere al di sopra delle leggi nazionali? Questi “pianti” a mezzo stampa sono francamente inaccettabili soprattutto per rispetto di chi magari riceve una cartella di Equitalia e non fa certamente tutte queste storie!”, attaccano Vergini e Benini

“Piuttosto riteniamo che il dibattito pubblico si dovrebbe più seriamente concentrare su come impiegare questa ingente somma di denaro che sarà recuperata unicamente grazie all’interessamento del M5S, dovrà inevitabilmente essere fatta una variazione di bilancio e noi interrogheremo il sindaco Drei già nel consiglio di martedì per sapere se intende accettare la nostra proposta di impiegare i soldi recuperati in un fondo per la spesa corrente delle scuole”, insistono i pentastellati.

“Rispediamo poi al mittente anche tutte le accuse di demagogia e populismo, di certo non accettiamo critiche dal “demagogo” Rondoni che si fa fotografare in prima pagina sul Corriere con un euro in mano, rendendo ancor più difficile ai cittadini distinguere la differenza fra un politico e un comico. Alla consigliera Casara chiediamo la cortesia di non tediare la stampa con le sue questioni tributarie, all’ordine del giorno di ogni normale cittadino, di cui forse dovrebbe parlare privatamente con il suo commercialista. Alla “distratta” Pirini che chiede “perchè non ci sono stati adeguati controlli?” chiediamo perchè invece non se ne è accorta lei nel suo precedente mandato consiliare di 5 anni. Auguriamo poi buona fortuna alla battaglia legale annunciata dall’avvocato Gugnoni che si è esibito in un sproloquio in lingua “legalese”, sono sicuramente queste le battaglie che interessano i cittadini… continui pure così! Al simpatico Sgabanaza che si chiede “perchè la retroattività?” rispondiamo che è la Legge a prevederlo, come per qualunque altro cittadino, e lui come ex assessore avrebbe dovuto saperlo. Al consigliere “voltagabbana” Avolio, che ha più volte proposto di aumentare l’importo del gettone di presenza, diciamo solo che siamo contenti se ne sia andato quasi subito al gruppo misto, di certo non rappresentava il M5S. E infine al Pd che si affretta a gettare acqua sul fuoco asserendo che “i gettoni erano regolari” chiediamo allora di spiegare ai cittadini come mai hanno votato a favore della rimozione degli stessi.”

“Infine alcune precisazioni: differentemente da quanto affermato da un ex consigliere noi non abbiamo mai “versato somme al gruppo consiliare” e anzi non abbiamo mai speso nemmeno un euro dei fondi dei gruppi consiliari, ricorrendo sempre per tutte le nostre iniziative politiche all’autofinanziamento dei nostri simpatizzanti senza gravare sul bilancio pubblico. Inoltre restituiremo ovviamente al più presto le somme che sono state richieste anche a noi per i gettoni illegittimamente erogati (e si badi bene: non illegittimamente percepiti da nessuno, non lo abbiamo mai affermato). E avremo cura di informare i cittadini se qualche collega non farà altrettanto.”, concludono Vergini e Benini.

Di seguito alcuni articoli “piagnisteo” apparsi sulla stampa locale:

Aggiornamento ore 19:00:

Alla scuola elementare Bersani dei genitori di alunni hanno fatto una encomiabile opera di volontariato imbiancando i muri ingialliti dal tempo dell’aula dei loro figli! Noi vorremmo che i 100.000 euro recuperati dai gettoni erogati illegittimamente ai consiglieri andassero in un apposito fondo per finanziare opere come queste nelle scuole! Non è più accettabile che le nostre scuole pubbliche si reggano sulla buona volontà e i contributi economici aggiuntivi dei genitori. Le Isitituzioni devono garantire un ambiente degno e vivibile ai nostri ragazzi!

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Gettoni illegittimi, grazie al M5S il Comune potrebbe recuperare fino a 96.190,20 euro! Si destinino le cifre incassate ad un fondo per le scuole

“Siamo finalmente giunti all’epilogo della vicenda dei gettoni illegittimamente erogati, grazie alla nostra proposta approvata prima della pausa estiva il regolamento è stato modificato eliminando questi emolumenti e l’Amministrazione, come avevamo richiesto e come dovuto per legge, ha anche proceduto a chiedere la restituzione a tutti i consiglieri che avevano percepito i gettoni della conferenza dei capigruppo e dell’ufficio di presidenza, retroattivamente fino a 10 anni anche dai consiglieri non più in carica”, si legge in una nota dei Consiglieri Comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì.

Le cifre da recuperare, quantificate dagli uffici comunali, sono ingenti e ammontano ad un totale di 96.190,20 euro lordi, da alcuni giorni sono partite le lettere di diffida e messa in mora per il recupero delle somme.

“Noi del Movimento 5 Stelle ovviamente restituiremo al più presto quanto dovuto. E per incentivare la volontà di restituire le somme chiediamo pubblicamente alla Giunta di vincolare, con apposita variazione di bilancio, le cifre introitate da queste restituzioni ad un fondo destinato alla spesa corrente degli istituti comprensivi, non è la prima volta che le scuole pubbliche, anche forlivesi, chiedono ai genitori di fare donazioni e portare carta igienica e sapone, queste situazioni sono inaccettabili, e magari per una volta queste cifre recuperate “inaspettatamente” potrebbero essere destinate ad una causa benefica come questa. Richiesta, quella del fondo per le scuole, da noi più volte reiterata anche in consiglio comunale, un fondo che a nostro parere dovrebbe divenire strutturale”, propongono i consiglieri 5 Stelle.

“Come consiglieri comunali, vista la nostra carica istituzionale, riteniamo di avere il dovere morale di dare il buon esempio e speriamo che altrettanto facciano anche tutti gli altri consiglieri senza inutili “piagnistei” o ridicole accuse di “populismo”. Ovviamente non mancheremo di informare la cittadinanza sui nominativi di coloro che, eventualmente, non restituiranno quanto dovuto”, continuano i pentastellati, “Questa vicenda è stata una brutta pagina per la credibilità di molte forze politiche, il nostro intento non era certamente quello di mettere in croce nessuno ma semplicemente di garantire il rispetto della legalità, non solo a parole ma anche nei fatti, in primis da parte di chi rappresenta le istituzioni, purtroppo alcuni collegi sembrano non averlo capito e durante la discussione in consiglio comunale, come è possibile vedere dai video, alcuni di loro sono passati addirittura agli insulti personali nei nostri confronti e questo non è accettabile!”, attaccano Vergini e Benini.

“Infine ci preme sottolineare un’ultima cosa della quale siamo fermamente convinti: questo recupero di denaro pubblico, che era stato erogato illegittimamente, non sarebbe mai avvenuto senza il diretto interessamento del Movimento 5 Stelle! Come mai in tutti questi anni nessuno si era mai accorto di nulla?! I cittadini forlivesi traggano le proprie conclusioni…”, concludono Vergini e Benini

Gli articoli usciti sui quotidiani locali:

 

Il “Partito Democratico-Cristiano” forlivese si spacca sul “condono per pochi” che avrebbe coinvolto soprattutto enti religiosi, delibera ritirata dalla Giunta

drei-dcE’ sicuramente nota a tutti la provenienza cattolico-democristiana del nostro sindaco Drei, che ha in tasca la tessera del Pd soltanto dal 2013, provenienza che troviamo confermata anche in numerosi uomini chiave di questa giunta e della holding finanziaria che detiene le società partecipate.

Non è la prima volta che questo crea alcuni “malumori” e differenze di vedute all’interno della maggioranza”, dichiarano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del M5S Forlì, “e nello scorso consiglio ne abbiamo avuto una nuova prova durante la discussione di una delibera, inserita d’urgenza all’ultimo momento in Consiglio, la cui approvazione sembrava certa e che invece, a sorpresa, è stata ritirata dell’assessore Zaccarelli dopo una sospensione di vari minuti chiesta dalla maggioranza e dopo evidenti manifestazioni di insofferenza da parte di alcuni consiglieri del Pd”.

La delibera in questione conteneva una sorta di “mini condono”, per alcuni contenziosi riguardanti Imu/Tari/pubblicità e altre imposte comunali, circa una 40ina di posizioni, che, secondo una legge nazionale, se la delibera fosse stata approvata, potevano essere “rottamate” e chiuse pagando l’importo dovuto senza sanzioni e senza interessi.

“Il fatto è che dopo l’esame dei nominativi coinvolti, protetti da privacy in quanto oggetto di procedimenti in corso, è stato evidente a tutti i consiglieri come gran parte di queste posizioni riguardassero enti religiosi, con contenziosi relativi addirittura a cifre dovute nel 2010 e oggetto di ingenti sanzioni”, spiegano Benini e Vergini, “tutto questo ha portato a molti malumori all’interno della maggioranza ed al ritiro della delibera per evitare lo smacco di una possibile bocciatura.”

“Durante la discussione non abbiamo potuto fare a meno di ricordare come nel 2016 fu discussa una nostra mozione, bocciata dalla maggioranza, che chiedeva di procedere, similmente a quanto fatto nel Comune di Livorno, ad esaminare le situazioni tributarie pregresse degli istituti paritari presenti nel territorio comunale relativamente ad ICI e IMU e, in caso di accertata omessa dichiarazione o pagamento, ad intraprendere tutte le procedure previste per il recupero dei crediti. Ci fa piacere che, nonostante la bocciatura “politica” della nostra mozione, gli uffici nel frattempo si siano comunque mossi per fare quanto suggerito e verificare quello che noi avevano sottolineato, ma ci fa meno piacere il fatto che poi si sia tentato anche di far passare un “mini condono” che avrebbe favorito in particolare proprio quelle realtà”, attaccano i pentastellati.

“Parimenti ci riteniamo stupiti di come possa essere adottato un provvedimento altamente diseducativo: da una parte l’Amministrazione, come spesso ricorda, rincorre gli evasori recuperando decine di migliaia di euro, dall’altra vorrebbe concedere, con atto proposto dalla Giunta, solo a poche decine di soggetti la possibilità di non pagare le sanzioni e gli interessi dovuti per il mancato pagamento di alcune tasse/imposte. Abbiamo ricordato alla Giunta, ed al Consiglio tutto, come questo atto sarebbe stato iniquo soprattutto nei confronti dei cittadini onesti, dipendenti, artigiani, commercianti, professionisti, imprese, che, con alti sacrifici, pagano le tasse fino all’ultimo centesimo anche in questi momenti di difficoltà economica; concedere “l’abbuono” solo ad alcuni soggetti, molti dei quali pare non abbiano mai pagato dal 2010 in avanti, sarebbe stato un affronto alla legalità ed uno schiaffo all’onestà, tenuto anche in considerazione che per le casse Comunali nulla sarebbe cambiato”, rimarcano Benini e Vergini.

“In conclusione vorremmo sottolineare come da parte nostra non ci sia nulla contro gli Enti religiosi, ma, a nostro parere, delle istituzioni veramente laiche dovrebbero agire equamente nei confronti di tutti, mentre spesso pare che questo Comune sia fin troppo benevolo nei confronti di chi appartiene a specifiche categorie… Ci domandiamo chi governi realmente Forlì: il Partito Democratico o il Partito… Democristiano?”, concludono i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

Aggiornamento del 4/9/2017: la delibera non è stata riproposta entro il 31 agosto, data limite per l’approvazione, il “mini-condono” non sarà quindi effettuato; secondo alcune voci si è tentato fino all’ultimo momento di ripresentarla ma questo avrebbe implicato la convocazione di un consiglio speciale ad hoc… con il conseguente spreco di soldi pubblici, e probabilmente sarebbe stato troppo per la già traballante immagine di questa Giunta.

 

Gettoni erogati illegittimamente, M5S: “Approvata la nostra richiesta di interrompere l’erogazione, e ora si recuperi fino all’ultimo euro!”

gettone-di-presenza-300x245In una curiosa coincidenza temporale con la vittoria storica in Parlamento sull’abolizione dei vitalizi, anche in Comune a Forlì ha avuto luogo una battaglia politica relativa ad un piccolo “privilegio” locale: il gettone di presenza aggiuntivo di 42,30 euro che viene dato ai capigruppo delle varie forze politiche presenti in consiglio (3 di maggioranza e 6 di opposizione) per la loro partecipazione alla conferenza dei capigruppo, e alla vice-presidente del consiglio per la sua partecipazione all’ufficio di presidenza. Il M5S aveva presentato, ormai quasi sei mesi fa, una richiesta ufficiale per rimuovere questi gettoni, finalmente giunta dopo numerosi rinvii al voto finale in Consiglio.

“Siamo soddisfatti dell’accoglimento della nostra richiesta, probabilmente eravamo l’unico Comune in Italia ad avere ancora questo emolumento non previsto dalle Leggi nazionali”, è il commento a caldo di Daniele Vergini e Simone Benini, Consiglieri Comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, “questi gettoni non si potevano elargire, questo scrive l’ANCI, in un parere espressamente richiestogli dal Comune di Forlì, dove definisce tali gettoni “erogati illegittimamente” e la stessa linea viene riportata anche da sentenze del Consiglio di Stato, e pareri della Corte dei Conti e del Ministero dell’Interno.”

“Siamo stupefatti in particolare dell’atteggiamento incoerente dei colleghi di Forza Italia che si scagliarono, giustamente, contro gli emolumenti percepiti in eccesso dal consiglio di amministrazione della holding Livia Tellus, ma hanno cercano di sottrarsi alla stessa identica questione che gravava su di loro ed hanno votato contrariamente alla modifica del regolamento per eliminare questi gettoni.”

“Sempre l’ANCI nel suo parere sostiene essere “necessario il recupero di quanto erroneamente corrisposto” in via retroattiva fino a 10 anni, anche dai consiglieri non più in carica, le somme interessate dal recupero potrebbero quindi essere ingenti: varie decine di migliaia di euro. Avevamo chiesto agli uffici di quantificare questa cifra ma ad oggi non ci è ancora stata fornita alcuna risposta, speriamo che ciò avvenga al più presto  ed il nostro prossimo obiettivo sarà certamente verificare che le somme vengano realmente recuperate e  per intero, fino all’ultimo euro!”, dichiarano i pentastellati.

“Pur essendo passata la nostra proposta, la discussione in consiglio comunale è stata una brutta pagina per la credibilità di molte forze politiche”, ricordano i 5 Stelle, ”come è possibile vedere dai video alcuni consiglieri sono passati addirittura agli insulti personali nei nostri confronti, oltre ovviamente a metterci in bocca parole mai dette nel pietoso tentativo di passare per vittime. In realtà il concetto da noi ribadito è molto semplice: la Legge è uguale per tutti, se una somma non era dovuta, va recuperata, in particolar modo da consiglieri comunali, che vista la loro carica istituzionale, hanno il dovere morale di dare il buon esempio anche restituendo di tasca propria eventuali somme che non erano dovute.”, concludono Vergini e Benini.

Di seguito l’elenco dei votanti

Hanno votato a favore i consiglieri:
Daniele Vergini (M5S)
Simone Benini (M5S)
Daniele Mezzacapo (Lega Nord)
Andrea Laghi (PD)
Annalisa Chiodoni (PD)
Davide Drei (PD, sindaco)
Loretta Fiorentini (PD)
Luigi Sansavini (PD)
Maria Maltoni (PD)
Massimo Freschi (PD, aveva dichiarato di volersi astenere ma poi ha cambiato idea)
Massimo Zoli (PD)
Nada Zani (PD)
Paride Maretti (PD)
Patrizia Castellucci (PD)

Si sono astenuti i consiglieri:
Paolo Ragazzini (PD, presidente del consiglio)
Mario Peruzzini (Noi con Drei – lista civica centro sinistra)
Tatiana Gentilini (Noi con Drei – lista civica centro sinistra)

Hanno votato contro i consiglieri:
Eliana Gardini (Forza Italia)
Fabrizio Ragni (Forza Italia)
Lauro Biondi (Forza Italia)
Vanda Burnacci (Forza Italia)
Paola Casara (Noi Forlivesi – lista civica centro destra)
Daniele Avolio (Gruppo Misto – centro destra)

E’ uscito dall’aula il consigliere:
Lodovico Zanetti (PD)

Erano assenti al momento del voto i consiglieri:
Enzo Bandini (PD)
Jacopo Zanotti (PD, aveva dichiarato di votare a favore ma era assente al momento del voto)
Michele Bertaccini (PD, aveva dichiarato di votare contro ma era assente al momento del voto)
Sonia Giulianini (PD)
Valentina Ancarani (PD)
Beatrice Bertaccini (Forza Italia)
Marco Catalano (Forza Italia)
Davide Minutillo (Fratelli d’Italia)
Paolo Bertaccini (Con Drei per Forlì – lista civica centro sinistra)

 

Piscina e querele, M5S: “Il mondo politico vicino al Pd sta tentando di bloccare la nostra azione di trasparenza e legalità”

“Il 19 luglio il nostro attivista che si occupa di riprendere i consigli comunali è stato fermato per strada, mentre faceva jogging, dalla polizia ed è stato condotto in Questura dove gli sono state prese le impronte digitali, gli sono state fatte le foto segnaletiche e gli è stato notificato che è sotto indagine per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa. Non commentiamo le modalità di questa notifica ma ci limitiamo a renderle note”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, “Ribadiamo contemporaneamente la nostra fiducia nella Magistratura e precisiamo che nessun portavoce esponente del Movimento 5 Stelle a noi risulta essere al momento sotto indagine.”

“Il nostro videomaker è ormai noto alla cittadinanza per i video, spesso satirici, che realizza a titolo personale sui temi di attualità, rendendo partecipi i forlivesi di molti avvenimenti altrimenti circoscritti alle buie stanze del potere e non solo, ricordiamo ad esempio il video dove l’ex vicesindaco fu “pizzicata” a parcheggiare sullo stallo riservato ai disabili”, spiegano i pentastellati.

“Secondo quanto apparso sulla stampa locale il querelante sarebbe il gestore della piscina comunale di Forlì, nonché, dettaglio non da poco, ex capogruppo del Pd di Cesena”, continuano Vergini e Benini, “La ricostruzione giornalistica ipotizza che la querela sarebbe correlata alla vicenda dei livelli di cloro della piscina che avrebbero provocato un malore ad uno o più degli utilizzatori, ma in realtà, analizzando i pochi dati a disposizione, è molto più probabile che sia correlata al video che riporta la lettura in consiglio comunale di un verbale dei vigili del fuoco, datato 13/3/2017, dove vengono contestate al gestore della piscina una serie di irregolarità: “alcuni estintori mancanti, alcune uscite di sicurezza di difficoltosa apertura o completamente bloccate, mancata funzionalità di alcune lampade di emergenza”, cosa che fu riportata sul web dal nostro videomaker in un video satirico e di denuncia politica”

“Contestualmente, proprio in quel consiglio, chiedemmo ufficialmente al Comune, alla luce dei gravi fatti riscontrati, di valutare seriamente se questo gestore adempiesse oppure no ai suoi doveri e chiedemmo di valutare di recedere dal contratto di concessione. Cosa è stato fatto da allora?!”, attaccano Vergini e Benini, “Abbiamo agito a tutela e nell’interesse di tutti coloro che frequentano la piscina, specie i più piccoli, ma ad oggi non è dato sapere se il comune abbia provveduto a contestare le inadempienze al gestore, la giunta pare inerte sulla vicenda… ma in compenso è stata molto attiva nell’elaborazione di una bozza di regolamento che, se approvata, impedirà le riprese video del consiglio comunale da parte dei cittadini!

“A nostro parere è evidente il tentativo di ambienti politici vicini alla maggioranza di bloccare, con tutti i mezzi a loro disposizione, la nostra azione politica. Ma non sarà certamente questo a fermarci, continueremo a chiedere trasparenza e legalità e come sempre riponiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e nel supporto di tutti i forlivesi onesti”, concludono Vergini e Benini.

 

Sgambatoi: pochi e senza acqua!

Il Meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì ha messo in atto un’azione dimostrativa per sensibilizzare la cittadinanza sul tema degli sgambatoi per cani, posizionando nelle aree presenti sul territorio comunale delle ciotole per l’acqua, spesso assenti ma indispensabili durante il periodo estivo.

“Le aree di sgambatura a Forlì sono poche” dichiarano Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del M5S Forlì, “alcune di esse sono all’interno di parchi ma accessibili solo tramite specifico percorso vincolato in entrata e uscita. Questa giunta pare totalmente disinteressata al benessere dei nostri amici a quattro zampe, a Bologna ad esempio hanno regolamentato una procedura dove i proprietari di cani regolarmente iscritti all’anagrafe canina possono riunirsi in comitati e produrre le documentazioni necessarie per chiedere, nuovi sgambatoi. A Forlì invece sembrerebbe che, attualmente, l’unico modo efficace per aprire un nuovo sgambatoio sia chiedere un favore a qualche politico…”

 

Assemblea pubblica “MoVimento in Ascolto” al quartiere Musicisti Grandi Italiani. I 5 Stelle tornano ai Portici un anno dopo

mia_portici_bisA distanza di un anno, il Meetup di Amici di Beppe Grillo torna a “I Portici” con “Movimento in Ascolto” il ciclo di assemblee pubbliche itineranti con i due consiglieri del M5S di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, l’appuntamento è per giovedì 13 luglio ore 21 nei giardini pubblici situati all’altezza di via Bonali 48/58.

“Abbiamo inaugurato questa iniziativa un anno fa proprio proprio qui ai Portici, con l’intento di accendere i riflettori sulle problematiche presenti nei quartieri, quella serata fu un successo con grande affluenza di cittadini, e nel corso di questi 12 mesi in altri 4 appuntamenti simili abbiamo incontrato i cittadini dei quartieri Pievequinta, Caserma, Casemurate, Romiti, Schivonia, San Biagio, Malmissole, Barisano, Poggio, Roncadello e San Giorgio, e domani torneremo con piacere nel quartiere Musicisti Grandi Italiani per chiudere il cerchio di questo primo anno di incontri” dichiarano in una nota i due consigliere 5 stelle.

Il centro commerciale “I Portici” fu aperto nel 2004, oggi, dopo 13 anni, la zona residenziale costruita intorno si trova al culmine di una crisi che vede accomunati in un unico destino cittadini, residenti e imprenditori che avevano scommesso sul rilancio del reticolo di via Colombo, in posizione strategica vicino alla stazione, ma hanno visto invece sprofondare la zona nel degrado.

“Sarà l’occasione per fare il punto della situazione e confrontarsi se quanto messo in campo dall’Amministrazione in questo anno sia stato o meno sufficiente per poter rendere decorosa e serena la vita del quartiere, da anni in stato di abbandono” sostengono Vergini e Benini, “da quanto ci viene riferito chi vive quotidianamente nella zona continua a percepire una situazione di scarsa sicurezza. E i fatti di cronaca che si sono susseguiti sulle pagine dei giornali non fanno altro che confermarlo: negozi che hanno chiuso i battenti, locali sfitti, mura imbrattate da scritte e bersaglio di atti vandalici, tentativi di stupro, ritrovo abituale di prostitute, spacciatori, senza fissa dimora e teppisti di ogni tipo”.

“Il bilancio della manifestazione dell’anno scorso fu più che positivo” ribadiscono il consiglieri del M5S ”in quell’occasione presero la parola mamme, capifamiglia, giovani, dipendenti delle attività pubbliche e private della zona. Insomma, persone che quotidianamente vivono la realtà dei “Portici”. Tutti lamentarono il disinteresse dell’amministrazione comunale, la mancanza di controllo diurno e notturno della zona e una situazione di malessere sociale crescente. Situazione che ha spinto il nostro Meetup a decidere di riunirsi, come atto simbolico, proprio in una sala in via Bonali ai Portici.”

“Ad un anno da allora” concludono Vergini e Benini “sarà l’occasione per tracciare la linea netta che separa le promesse fatte dall’Amministrazione dai fatti di ciò che è stato realmente fatto o non fatto”.

L’interrogazione presentata dal M5S a seguito delle richieste dei cittadini dei Portici
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