Bilancio consuntivo: l’avanzo di amministrazione sbandierato dal PD è frutto unicamente dall’aumento dell’IRPEF

Il MoVimento 5 Stelle di Forlì risponde con una nota ufficiale ai toni “trionfalistici” sbandierati in ogni occasione dalla giunta Drei che ha più volte ”parlato” di un non meglio precisato avanzo di amministrazione di 2,9 milioni di euro nel bilancio consuntivo 2015.

“In realtà – spiegano i consiglieri comunali Daniele Vergini Simone Benini – analizzando le carte risulta evidente come l’avanzo sia stato generato unicamente dal gettito ottenuto con il tanto contestato (da noi e dai sindacati) aumento dell’Irpef comunale alla soglia massima consentita per legge. Ovvero, il PD invece di ottimizzare le risorse e il personale, ridurre gli sprechi, diminuire le “esternalizzazioni”, e garantire una gestione virtuosa dei soldi pubblici ha preferito mettere le mani nelle tasche dei forlivesi. Vantandosi, oltretutto, del risultato ottenuto!“

“E il fatto che questo avanzo di bilancio combaci con il maggior gettito IRPEF dimostra anche il pressapochismo e la scarsa lungimiranza economico-politica che hanno ispirato l’assessorato al bilancio, visto che il Comune, non essendo un’azienda che deve produrre utili a tutti i costi, poteva evitare l’aumento dell’imposta garantendosi comunque un serio e virtuoso pareggio di bilancio”: aggiungono i pentastellati.

Oltre a quanto esposto sopra il MoVimento 5 Stelle di Forlì elenca inoltre altri punti – definiti “pochi chiari” – del bilancio consuntivo.

“Si legge nei toni trionfalistici della maggioranza che per il raggiungimento del positivo avanzo, significativo è stato l’apporto del recupero dell’evasione fiscale, che ha portato a 4,9 milioni di euro di accertato dalle annualità precedenti ma solo 2,6 milioni di euro di effettivamente recuperato come evasione di Ici, Imu, Tari, tassa sulla pubblicità e altre tasse minori. Del significativo incremento rispetto agli anni precedenti il merito però, a nostro giudizio – affermano Daniele Vergini Simone Benini – non è da attribuirsi ad un potenziamento dell’attività di contrasto all’evasione o ad una precisa volontà dell’Amministrazione, bensì come si rileva nella relazione del collegio dei revisori dei conti, dall’applicazione di nuove regole di registrazione che hanno permesso all’ente di iniziare un’attività accertativa e di contabilizzazione delle entrate sulla base di accertamenti definitivi emessi, mentre in precedenza le entrate da recupero evasione venivano contabilizzate per cassa. anche se tutto questo avviene a norma di legge, c’è una differenza sostanziale tra un credito accertato e uno effettivamente incassato per cui riteniamo che una parte dei risultati sbandierati siano tutt’altro che privi di rischio per le casse comunali”: aggiungono i pentastellati.

Gli stessi revisori dei conti hanno poi segnalato: “come non sia stato possibile verificare i rapporti finanziari di debito/credito in essere con l’Unione dei comuni”. Secondo i pentastellati: “Si tratta di cifre di rilevante ammontare, e il dirigente del Bilancio del comune di Forlì ha imputato queste mancanze alle “carenze organizzative” dell’Unione, questo conferma ulteriormente l’inutilità e addirittura la dannosità di questo Ente fortemente voluto dal PD ma che ha introdotto solo problemi e un aumento dei costi.”

“Rileviamo, infine, la presenza anche di ulteriori debiti fuori bilancio per 52.465 euro, cifra contenuta ma che dimostra come il problema di corretta gestione delle risorse pubbliche non sia stato ancora del tutto risolto”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini Simone Benini.

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