Bilancio 2018 tanto fumo e l’arrosto è solo per il Pd

“Anche quest’anno assistiamo ancora una volta alla “narrazione” che a Forlì il Pd governa bene ed è tutto in ordine… quando la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti, ed è molto diversa! Il bilancio di previsione 2018 è composto da tanto fumo, e l’arrosto è solo per il Pd!”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Per descrivere questo bilancio ci limitiamo a riportare le parole utilizzate dai revisori dei conti nel loro parere: “carenza di capacità programmatica, cui corrisponde un fattore di ostacolo alla più efficiente allocazione e gestione delle risorse pubbliche a soddisfazione dei bisogni dei cittadini”, l’azione di questa giunta pare proiettata in un’ottica perennemente rivolta alla cura degli interessi del Pd o di chi è ai vertici dell’organo decisionale, più che alla città nella sua interezza”.

“Altra pesante critica dei revisori che sottolineiamo è il fatto che il Servizio Bilancio sarebbe “sottodimensionato sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo, tenuto conto della complessità delle funzioni e delle attività proprie di un Comune capoluogo”, anche noi più volte abbiamo sollevato questo problema, ma non abbiamo mai avuto risposte concrete”

“Altra preoccupazione che condividiamo con i revisori è relativa alla “la costruzione degli equilibri di bilancio di parte corrente mediante il reiterato ricorso ad entrate straordinarie”, ovvero quelle da varianti edilizie; solo pochi giorni fa è stata approvata l’ultima variante, alle quale ci siamo opposti, che oltre a dar via a numerosi centri commerciali ha garantito entrate straordinarie al Comune per ben 5 milioni di euro, non riteniamo sia prudenziale costruire un bilancio su questo tipo di entrate, barattando concessioni a privati con entrate straordinarie per far cassa”

“Siamo fermamente contrari anche al potenziale accollo, attualmente in fase di verifica da parte degli uffici, di tre mutui per un totale di 1.710.000 euro per l’acquisizione dell’immobile del Palafiera, operazione che presenta potenziali profili di illegittimità. Se l’Ente Fiera di Forlì, come si dice nei corridoi, è sull’orlo del fallimento, noi pensiamo che gli eventuali danni debbano essere chiesti con una azione di responsabilità a chi non ha fatto il suo dovere e non certo scaricati sui conti pubblici del comune finanziati dalla tasse dei cittadini forlivesi”

“Riguardo poi alle reali priorità dell’attuale amministrazione e di chi la sostiene, profondamente diversi da quello che è stato “sbandierato”, i cittadini devono sapere che è possibile verificarle dalle fonti di finanziamento assegnate ai vari progetti: quelli finanziati da improbabili alienazioni di immobili rimarranno infatti bloccate fin all’approvazione del rendiconto, cioè per i primi 4/5 mesi dell’anno, ricadono in questa situazione gli interventi mirati alla valorizzazione del centro storico, il progetto sicurezza, la viabilità, il verde e addirittura la manutenzione straordinaria di scuole ed edifici pubblici. Inaccettabile che all’interno di questi interventi “congelati” figuri il piano antisismico delle scuole!”

“Riguardo al debito del Comune, di circa 92 milioni (composto per circa il 50% di derivati), va detto che siamo il capoluogo in Romagna con il maggior debito procapite, circa 800 euro ad abitante, e su questo debito paghiamo 3 milioni all’anno di oneri, troppi! Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: si dovrebbe tentare la rinegoziazione di questi oneri, ma come sappiamo il Pd non ama mettersi contro le banche”

“Fra le assenze più gravi in questo bilancio sottolineiamo la tutela degli antichi patrimoni della città come il palazzo del Merenda, ma anche il teatro Apollo che rappresentano importanti eredità del nostro passato. Mancano progetti reali e una vera spinta sul turismo, e anzi vengono penalizzati, con la tassa di soggiorno, quei turisti che sono costretti a frequentare Forlì per lavoro. Mancano progetti concreti di utilizzo urbano del centro storico, di valorizzazione e recupero del patrimonio pubblico forlivese, di attrattività, di mobilità, di sicurezza. Mancano progetti per la cura della biosfera e il contrasto ad una civiltà basata sul carbone. Il verde pubblico non è visto come una ricchezza ma come un disturbo, o come un costo da ridurre. Sul lavoro troppo poco si è fatto, e solo a fine mandato, mancano progetti di incentivazione, con particolare riguardo all’incentivazione del lavoro nell’ambito dell’economia circolare e della cultura. Mancano progetti di lotta alle forme di concorrenza sleale ai lavoratori e alle imprese”.

“Come M5S siamo stati gli unici a presentare una serie di emendamenti, 9 per la precisione, che hanno superato il vaglio di regolarità contabile e tecnica, come al solito siamo stati gli unici consiglieri a lavorare e a dimostrare la nostra competenza tecnica, la stessa con la quale ci presentiamo anche agli elettori nelle amministrative 2019 come unica reale e seria alternativa per il governo della città, nell’interesse dei cittadini e non della ristretta cerchia dei soliti noti”, concludono i pentastellati.

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