Balzani e il 2014

Il sindaco Balzani ci fa sapere attraverso Facebook che il 2014 ci dirà se i rifiuti d’Italia finiranno nei nostri inceneritori. Incredibilmente, il sindaco delega al nuovo anno la soluzione di un problema molto sentito, dimostrando poca sensibilità ma anche di aver gettato la spugna prima ancora della fine del suo mandato. Allo stesso modo scrive che sarà il 2014 a dirci se avremo progetti chiari sulla sanità, o il solito ‘aumma aumma’ della politica e dei suoi clienti. Anche su questo problema il sindaco, incredibilmente, affida una improbabile risposta sulla ruota della fortuna dell’anno appena iniziato.

Con il riferimento “della politica e dei suoi clienti” viene scaricata la colpa ai soliti sistemi di potere regionale, ai quali però, ha dato la sua disponibilità candidandosi a sindaco. Con questo invito, quindi, realizza l’ennesimo autogol essendo stato votato dagli stessi cittadini a cui fa appello.

Con Balzani, la città ha perso altri 5 anni: una città che continua a fare i conti con buchi milionari, scandali, malgoverno, fughe di imprenditori, poche idee e pochi progetti per il proprio futuro e con un centro storico a cui è stato tolto il punto bus, negato ai genitori un pass per accompagnare i figli a scuola, dove aumenta insicurezza, degrado e molto altro: tutti regali di un Comune incapace di essere dalla parte dei cittadini.

Non é distraendo i forlivesi su quello che ci dirà il 2014 che si azzera il fallimento amministrativo. Ci spieghi il sindaco perché non ha duramente contestato il progetto di Area Vasta Romagna, vuoto di contenuti e che non ci appartiene perché imposto. Perché ha accettato incontri regionali di negoziazione, invece di tagliare subito ogni rapporto con i poteri forti di cui tanto si lamenta e di cui non perde occasione di accusare.

Non è distraendo i cittadini su quello che ci dirà il 2014, o con incontri dalle promesse impossibili, come quello del 18 ottobre scorso, che si recuperano voti. Invitiamo il primo cittadino a fare chiarezza sull’altro paradosso di Forlì: da un lato il porta a porta che tutto recupera e ricicla, e dall’altro l’inceneritore che tutto brucia, inquina e danneggia.

Se un politico non ha la determinazione e l’autonomia delle proprie scelte, la forza delle proprie idee trasparenti, coerenti ed oneste, ascoltando sempre e soprattutto la volontà dei cittadini, non potrà mai dire di essere un vero sindaco per la propria città. La determinazione é un valore aggiunto che nel nostro Paese  pochi dimostrano di avere per il fine unico ed esclusivo degli interessi della comunità.

No, non bastano le parole,  soprattutto queste parole che rimandano allo smarrimento ed all’abbandono. Non sará un anno a dirci di che morte moriremo: se per l’inceneritore tossico o perché non troveremo un posto in ospedale. Noi non ci metteremo alla finestra a guardare. Lo scippo della sanità nel forlivese, dove vengono chiusi ospedali e tolti medici per un grande ospizio di comunità sul territorio, non ci trova, e non ci troverà mai cittadini rassegnati.

Cambiano gli uomini del PD, ma il PD non cambia mai.

Forlí per le 5 Stelle

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