Azienda sanitaria unica della Romagna

“Crediamo urgente e necessario confermarti l’importanza di avviare il percorso per la costituzione dell’Azienda Sanitaria unica della Romagna”.
Così inizia la lettera, inviata il 7 maggio scorso, all’Assessore Regionale Carlo Lusenti da parte dei Sindaci di Cesena, Rimini e Ravenna e dai Presidenti delle tre Province Romagnole.
In realtà crediamo che di urgente e di importante ci sia solo un aspetto: quello di evitare di spendere più di 2 miliardi di euro l’anno dei nostri soldi per un progetto faraonico prima di essere stato presentato all’intera collettività.Vogliamo vederci chiaro e conoscere studi, progetti, scenari futuri, costi reali e reali benefici per i cittadini. Tutto questo fa riflettere su una cosa: se le idee appaiono essere poco chiare e non condivise, il progetto, nella più classica tradizione del PD, viene comunque portato avanti a tutti i costi. Tutto questo accade mentre il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, avanza fortissime perplessità.
Nella lettera dell’Assessore Lusenti si legge di riduzione dei costi amministrativi, ma senza mai entrare nel merito e senza quantificare in modo certo. Per chi, come noi, è stato suo malgrado spettatore passivo di cotanta nascita, vedere che anche a livelli altissimi, da parte di uno dei principali protagonisti, si contesta il metodo, viene da chiedersi come si fa a dire che nella fase di progettazione si è condiviso tutto con tutti.
Quello che si può dire con assoluta certezza è che non si capisce per quale motivo ci sia questa urgenza di costituire una Azienda Sanitaria Unica, con Sindaci che corrono come lepri, mentre non ci sono segnali di questo genere in nessuna altra regione.
Siamo stati confusi da dichiarazioni generiche di “risparmio sui costi generali e amministrativi” che dovrebbero “dare slancio ed ossigeno allo sviluppo dei servizi sanitari sul territorio” senza alcun riscontro documentale. Se l’esempio che dovremmo prendere in considerazione è il Laboratorio Unico di Pievesestina, dove ci sono state forti perplessità fin dalla sua nascita (terreno di proprietà privata sul quale è sorto un edificio sovrastimato e sul quale si paga un affitto stellare) ci viene difficile accreditare un progetto a scatola chiusa, associandolo ad un eventuale ennesimo sperpero di denaro in tempo di crisi.
Il Laboratorio Unico di Pievesestina infatti costa alla comunità circa 3,5 milioni di euro annui con contratto decennale, cioè previsione di spesa di circa 35 milioni di euro. Se fosse stato acquistato avremmo risparmiato circa 30 milioni in 10 anni! Perché tutto questo?
Così, i 2 miliardi all’anno e più, destinati all’Azienda Sanitaria unica della Romagna, valgano una meditazione e una condivisione più approfondita, e se un sindaco ha il coraggio di dire le cose come stanno, in contrapposizione alle scelte del proprio schieramento politico, si è ampiamente guadagnato, con questo gesto, il rispetto di essere ascoltato, e non di essere isolato politicamente proprio dal suo stesso partito.

Il presente Comunicato è stato elaborato dal GLT “Salute e Sanità” (Coordinatore Riccardo Bevilacqua)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*