Drei si doveva dimettere già dal 2016. “Guerra fra bande” all’interno della maggioranza. Depositati due nuovi esposti: su Livia Tellus e sui gettoni

marzocchi-drei-pd“Abbiamo volutamente atteso qualche giorno prima di intervenire sulle ultime vicende, che hanno visto la consegna di un avviso di garanzia al sindaco Drei, proprio per lasciar “sfogare” il teatrino della politica, che si è inevitabilmente concretizzato nelle prevedibili “difese d’ufficio” del Pd e nelle altrettanto prevedibili richieste di dimissioni da parte del Centro Destra”, scrivono in una nota Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“Ci chiediamo poi con quale faccia il Centro Destra critichi i compensi distribuiti in eccesso alla CdA di Livia Tellus quando si è comportato in modo esattamente opposto per la vicenda del tutto simile dei gettoni erogati in eccesso ai capigruppo consiliari, che però li riguardava direttamente in prima persona: non ci risulta che ad oggi nessuno di loro abbia restituito le somme, nemmeno i leghisti Mezzacapo e Pompignoli. Indubbiamente una dimostrazione di scarsa coerenza di cui i forlivesi devono essere informati”, attaccano i pentastellati.

“Come nostro solito, noi abbiamo preferito utilizzare questi giorni per studiare le carte e ultimare due esposti che abbiamo depositato questa mattina alla Procura di Forlì e alla Corte dei Conti di Bologna, il primo è relativo al “meccanismo perverso”, già citato in un nostro precedente comunicato, utilizzato per garantire comunque il compenso desiderato a Gianfranco Marzocchi, tramite un premio produzione retroattivo nella società partecipata Forlì Città Solare; sottolineiamo che dai verbali risulta chiaramente come tale anomalia fosse stata responsabilmente e professionalmente osteggiata sia dai Revisori dei conti del Comune di Forlì, sia da quelli di Livia Tellus (questi ultimi “guarda caso” non confermati nelle nomine dei nuovi revisori avvenute pochi mesi fa), e anche dall’ormai ex Segretaria Generale Lia Piraccini anche lei uscita di scena in modo molto strano…”, spiegano Vergini e Benini. “E in questo contesto risulta oltremodo strana la “coincidenza temporale” con la quale proprio oggi si viene sapere che Marzocchi avrebbe fatto un esposto per danno erariale riguardante Forlì Città Solare, un’azione che ha tutto il sapore di una ripicca all’interno di una “guerra fra bande” all’interno del partito di maggioranza. Come M5S avevamo più volte denunciato negli anni l’insostenibilità del campo solare di Villa Selva e l’evidente errore nel piano industriale, chiedendo azioni di responsabilità contro chi aveva sbagliato ma soprattutto la dismissione della società, che al contrario proprio Drei e Marzocchi hanno voluto mantenere in vita adducendo motivazioni non condivisibili e prolungando la concessione del campo solare fino al 2050”.

“Il secondo esposto è relativo alla vicenda dei gettoni illegittimamente erogati ai capigruppo che si è concluso con una incredibile retromarcia, a nostro parere contro il legittimo interesse dell’Ente a recuperare quanto dovuto; di questa vicenda abbiamo informato anche l’Autorità Anticorruzione e l’Albo dei Segretari per segnalare le ingerenze indebite attuate dal livello politico su quello tecnico ed in particolare sulla Segretaria Piraccini, nonché per richiedere l’invio di un segretario reggente regolarmente iscritto all’Albo, per garantire la correttezza dell’azione amministrativa di questa Amministrazione sempre più traballante”, continuano i consiglieri 5 Stelle.

“Gli ultimi avvenimenti non ci hanno affatto stupito e riteniamo che probabilmente molto altro accadrà nei prossimi mesi, da parte nostra la richiesta di dimissioni al Sindaco Drei, tuttora pienamente valida, l’avevamo già fatta nel 2016 relativamente spinosa vicenda delle spese legali extrabilancio dopo le durissime parole della Procura di Forlì a seguito di un nostro esposto che in un documento a firma dei Procuratori Sottani e Brunelli aveva parlato di “gestione eccessivamente superficiale e poco oculata della cosa pubblica”, gestione che purtroppo viene tristemente confermata non solo dalla vicenda dei compensi del CdA di Livia Tellus, ma anche dalle numerose altre vicende di cui siamo stati spettatori in questi anni. Sarebbe quindi ora che non solo Drei ma anche tutta la Giunta si dimettesse, per manifesta incapacità nell’attuare politiche realmente a beneficio di tutti i forlivesi e non solo ad una ristretta cerchia di loro affiliati e sodali”, concludono i pentastellati.

 

Avvisi di garanzia in Comune, ecco spiegato il “meccanismo perverso” dei compensi al CdA di Livia Tellus

In questo video che risale allo scorso aprile la spiegazione (dal min 9:39) del meccanismo perverso utilizzato come escamotage per garantire comunque i compensi al CdA di Livia Tellus nonostante la legge lo impedisca.

La questione, che ha monopolizzato gran parte delle assemblee e dei consigli di amministrazione della Holding finanziaria, ha trovato una soluzione “fantasiosa” che prevedeva si una riduzione delle indennità del 20% come previsto dalla Legge, ma al sig. Marzocchi sarebbe stata corrisposta retroattivamente anche una indennità di 24.000 euro annui come amministratore di Forlì Città Solare (e già questo sarebbe in contrasto con quanto scritto nel verbale dell’assemblea di livia tellus del 24/2/2016 dove era scritto che la carica sarebbe stata assunta a titolo gratuito), ma oltre a questo si intendeva assegnare, pare contro il parere degli organi di revisione della holding e del comune, anche una indennità di risultato di 32.000 sempre per FCS e apparentemente in modo retroattivo, e non si comprende a quale titolo e per quali risultati visto che FCS si presentava in aprile addirittura con un budget negativo… Noi già in aprile avevamo ritenuto questa indennità di risultato irregolare e inopportuna, cosa che avevamo esplicitato anche in Consiglio. Questa vicenda è l’ennesima dimostrazione di come Livia Tellus sia una creatura che è sfuggita al controllo di consiglio e dirigenti comunali, e dove le decisioni vengono prese da pochi, spesso in contrasto con gli indirizzi stabiliti da organi politici come il consiglio comunale.

 

Revoca dell’incarico alla segretaria comunale, ma fino al giorno prima il Sindaco l’aveva “promossa” a pieni voti

Lascia veramente allibiti la velocità con la quale Sindaco e Giunta abbiano “scaricato” la segretaria comunale Lia Piraccini… noi del 5 Stelle non siamo certamente i difensori d’ufficio della Segretaria, e più volte siamo stati in disaccordo e lo abbiamo esternato, ma allo stesso tempo non crediamo nelle “coincidenze”: che questo cambio di rotta avvenga subito dopo la deflagrazione della vicenda, da noi sollevata, dei gettoni di presenza illegittimamente erogati ha veramente dell’incredibile! Soprattutto dopo le pressioni fatte dal livello politico, al limite dell’intimidazione per evitare il recupero delle somme dai consiglieri, che potete ascoltare negli audio che riproponiamo di seguito.

Che si tratti di cambio di rotta improvviso è dimostrato dagli atti, ricordiamo infatti che la Segretaria era stata nominata proprio dal sindaco Drei che e fino a pochi mesi fa l’aveva sempre “promossa” a pieni voti, come confermato anche dalle valutazioni sempre estremamente positive date alla dirigente, parliamo di valutazioni da 77/100, 84/100, ecc presenti nei documenti ufficiali del comune. Valutazioni che hanno sempre garantito alla Piraccini una maggiorazione di retribuzione di posizione sempre vicina al valore massimo.

Da qui la domanda: fino a che punto è responsabile solo la Piraccini? E si sta forse tentando di scaricare tutte le colpe su un’unica persona, per salvare un “sistema” marcio che invece sta a monte di tutto? Speriamo che gli inquirenti facciano luce a pieno su tutte queste vicende!

 

Resoconto Consiglio Comunale n°95 del 14 novembre 2017

Ordine del giorno e delibere
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU CONTINUITA’ SERVIZIO BILANCIO [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

è intervenuto il consigliere Benini

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU DEGRADO PARCO GIOCHI DI VIA VELITI NAPOLEONICI [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

è intervenuto il consigliere Benini

DELIBERA SU VARIANTE URBANISTICA VIALE ROMA
voto M5S in consiglio: non abbiamo partecipato al voto
esito: approvata

MOZIONE CONTRO AZZARDOPATIA [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

sono intervenuti il consiglieri Vergini e Benini

INTERVISTA A FINE CONSIGLIO

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Gioco d’azzardo legalizzato, allarme sociale anche a Forlì: più di 40 milioni di euro persi al gioco. Il Comune attui le delibere anti slot

slot“Sono più di 40 i milioni di euro persi al gioco nel Comune di Forlì nell’anno 2016 a fronte di 145 milioni di euro di “puntate”. Rispetto all’anno precedente si registra un incremento di quella che viene chiamata “spesa”, intesa come differenza fra le puntate e le vincite, di oltre 12 milioni di euro. Dati allarmanti che evidenziano una vera emergenza! Ai quali va poi aggiunto anche il gioco online non presente in questi dati”, spiegano i consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini, portavoce in Consiglio Comunale del Movimento 5 Stelle di Forlì. “E’ fondamentale e urgente che il Comune di Forlì si attivi per contrastare il fenomeno in modo più serio, al di là degli annunci a dei numerosi regolamenti non attuati, rendendo realmente operative le delibere “no-slot-vlt” senza temere ricorsi”.

I dati provengono dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha risposto ad un accesso atti dei consiglieri pentastellati. Le categorie di gioco che contano più “puntate” nell’anno 2016 sono i VLT (Video Lottery Terminal) e i Videogiochi d’azzardo con, rispettivamente, 66.408.198,34 euro e 44.187.821,15 euro, seguiti da: Lotterie Istantanee (14.432.238,90 euro), Lotto (9.516.864,50 euro), Supernalotto (2.241.874,00 euro), Scommesse Virtuali (2.231.891,15 euro), Scommesse Ippiche in Agenzia (562.361,00 euro), Comma 7 (528.104,18 euro), Ippica Nazionale (148.194,00 euro), Windforlife (118.157,00 euro), Eurojackpot (105.940,00 euro), Lotterie Tradizionali (49.929,90 euro), Concorsi Pronostici Sportivi (41.896,00 euro) e Big (580,00 euro).

“Il gioco, in questo caso, non fa rima con divertimento, ma con emergenza. I suoi effetti costituiscono una vera e propria piaga che mette in ginocchio sia l’individuo sia la società sotto diversi punti di vista. I concetti di perdita e costi sono totalizzanti e trasversali all’esistenza. Dal punto di vista economico, l’individuo non perde solo denaro, ma anche capacità d’acquisto per contribuire all’economia della città. A livello puramente statistico, ma che ci fa rendere conto delle cifre in gioco, dividendo la perdita monetaria (40.786.130,33 milioni di euro) per il numero delle famiglie (52.387) residenti a Forlì in riferimento all’anno 2016, si ottiene una spesa annua per il gioco pari a 778€ a nucleo familiare, denari sicuramente sottratti all’economia locale e che quindi “impoveriscono” il tessuto economico cittadino”, sottolineano allarmati i pentastellati.

“Dal punto di vista sociale, la sfera affettiva e lavorativa vengono dilapidate al pari del denaro, con un incremento del “debito umano” a seguito di divorzi e licenziamenti. Infine, dal punto di vista sanitario, altri costi vengono addebitati al sistema per prevenzione, trattamento e cura della ludopatia. La situazione, già allarmante per gli effetti connessi, sta diventando una vera e propria emergenza visto il vertiginoso incremento del denaro bruciato al gioco e, di conseguenza, dell’impatto sociale a esso correlato. Come avevamo già chiesto alcuni giorni fa è necessario attuare al più presto anche la Legge Regionale che porta alla chiusura degli esercizi che non rispettano la distanza di almeno 500 metri dai luoghi sensibili, e con ordinanze comunali alla regolamentazione degli orari di utilizzo/apertura.” concludono i portavoce del Movimento 5 Stelle Vergini e Benini

 

Incarico diretto assegnato dalla Giunta Comunale di Forlì al capogruppo del Pd di Parma. Indagini in corso grazie al nostro esposto, il GIP vuole vederci chiaro

incarico dallolio“Il Dott. Giorgio Di Giorgio, GIP del Tribunale di Forlì, ha di fatto riaperto le indagini su un procedimento penale nato sulla base di un esposto presentato dai sottoscritti alla Procura di Forlì nel marzo scorso”, si legge in una nota firmata dai portavoce del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale Daniele Vergini e Simone Benini, ”una vicenda che coinvolge direttamente il Sindaco e l’intera Giunta comunale che nell’ottobre 2016 firmarono una delibera in cui, citando una “urgenza” non meglio precisata, affidavano, senza alcun bando o criterio comparatistico, al Dott. Nicola Dall’Olio, geologo parmense che per molti anni e fino al giugno scorso ha ricoperto il ruolo di capogruppo del Pd di Parma, un incarico esterno compensato con 10.900 euro. L’incarico è stato giustificato da una non motivata urgenza di avere un esperto di consumo del suolo da inserire nella realizzazione di un progetto finanziato dalla UE denominato SOS4LIFE (Save Our Soil for Life), un progetto dimostrativo che intende contribuire all’attuazione su scala comunale degli indirizzi europei in materia di tutela del suolo e rigenerazione urbana“

“Il PM incaricato, Dott. Santangelo, aveva richiesto l’archiviazione della procedura basando le indagini sulle dichiarazioni del Dott. Alessandro La Forgia – ex dirigente comunale in pensione, che probabilmente molti di voi ricorderanno per il suo ruolo nella vicenda del debito fuori bilancio di 1,5 milioni di euro per spese legali – ma a seguito di nostra opposizione, il GIP ha fissato un’udienza in camera di consiglio durante la quale l’avvocato forlivese Antonio Brogliato, da noi nominato, ha illustrato le stranezze della vicenda e l’incompletezza delle indagini svolte, sottolineando in particolare come le circostanze denunciate non fossero state accertate con i protagonisti diretti (Sindaco, Giunta ed organo tecnico comunale) ma esclusivamente con un soggetto, La Forgia, apparentemente del tutto estraneo alla delibera oggetto del procedimento, in quanto già in pensione quando la delibera fu emessa”, spiegano i consiglieri pentastellati.

Ora la palla passa di nuovo al PM che dovrà integrare le indagini come richiesto dal GIP. Il Dott. Di Giorgio, ha infatti rigettato l’archiviazione disponendo ulteriori indagini per le quali ha concesso ulteriori 3 mesi, rimarcando: “la necessità di svolgere indagini dirette, sia a chiarire i motivi sottostanti alle omissioni e alle anomalie evidenziate dagli esponenti, mediante escussione delle persone informate sui fatti (gli stessi esponenti, il Segretario Generale ed il Direttore Generale del Comune di Forlì) in punto anche del carattere di urgenza del provvedimento e di impegno di spesa complessivo; ritenuta la necessità di svolgere indagini dirette all’identificazione dei soggetti cui attribuire il reato in iscrizione, attesa la chiara individuazione dei soggetti che a vario titolo sono concorsi nella definizione del procedimento amministrativo de quo”.

“A nostro parere questo incarico pare proprio un favore del Pd forlivese agli amici di partito”, è l’affondo dei consiglieri Vergini e Benini, “e non è la prima volta che questa Amministrazione inciampa in assegnazioni di incarichi esterni a dir poco inopportune… che guarda caso finiscono a colleghi di partito o a parenti della sfera politica al governo della città: nel febbraio scorso sempre noi avevamo sollevato l’inopportunità degli incarichi esterni, per un totale di 52.000 euro, conferiti nell’ambito di consulenze esterne per progetti europei all’architetto Serena Nesti, cognata dell’assessore all’Edilizia Francesca Gardini, entrambe componenti dell’Assemblea Territoriale del PD. Ma se l’iter seguito per l’affidamento alla Nesti era probabilmente solo inopportuno, quello che è avvenuto con Dall’Olio, anche se riguardante cifre minori, è con tutta probabilità molto più grave in quanto pare essere stata la stessa Giunta ad affidare l’incarico in modo diretto, specificando il nome dell’esperto ed anche il compenso esatto da assegnargli, una azione assolutamente non prevista dalla normativa, che dispone che siano unicamente i dirigenti ad assegnare gli incarichi esterni a seguito di procedure selettive, delle quali in questo caso pare non esserci alcuna traccia.”

“Ribadiamo la nostra piena fiducia nella magistratura e auspichiamo che venga fatta luce a pieno su questa ennesima vicenda che pone ulteriori dubbi sulla già scricchiolante credibilità di questa Giunta comunale a guida Pd. E’ ormai evidente a tutti i cittadini come sia necessario riportare la correttezza e la legalità al centro dell’azione amministrativa di questo Comune, fin troppe volte minata da situazioni poco limpide. Ci teniamo ad annunciare fin da ora che il nostro programma per le elezioni amministrative 2019 prevederà una rivisitazione totale del regolamento comunale per l’assegnazione degli incarichi esterni, con l’adeguamento a tutte le normative nazionali, più ulteriori limitazioni per non generare nemmeno il sospetto che avvengano assegnazioni per clientelismo”, concludono i portavoce in consiglio comunale Vergini e Benini.

 

Conigli del parco, Paolo Bernini (M5S): “Esposto in Procura: i conigli di Forlì uccisi con il gas. il benessere animale non è una questione solo di etica, ma soprattutto di rispetto delle norme”

photo_2017-11-03_13-27-35I conigli del parco di Forlì, vittime due volte della crudeltà umana, continuano ad essere catturati e uccisi con il gas.

“Nonostante i rilievi che, insieme al consigliere comunale Daniele Vergini abbiamo posto riguardo il fatto che questi conigli non sono conigli di un allevamento e che, soprattutto, c’è stato tempo per poterli sterilizzare e curare e che, al momento, seppure alcuni possano risultare positivi alla mixomatosi, questa non è una patologia trasmissibile all’uomo e che questi animali non sono soggetti al consumo umano.” Dichiara il Portavoce parlamentare del Movimento cinque stelle alla Camera Paolo Bernini che prosegue: “Non esiste quindi una situazione d’emergenza che possa giustificare in alcun modo il trattamento di cui sono vittime: i conigli sono catturati con reti e trappole, trasportati in gabbiette inadeguate, sono terrorizzati, tremanti e con gli occhi lucidi, poi sottoposti ad un test oculare che non e’ inequivocabile, si dovrebbe utilizzare un test definito in gergo tecnico “Elisa” per poter avere la certezza  della positività alla mixomatosi, dovrebbe esserci per ogni soggetto un referto veterinario che ne motivi l’infausta prognosi, diversamente dovrebbero essere curati invece di essere condannati a morte sommariamente e gassati con l’anidride carbonica.”

“Soprattutto, alla luce di una situazione che si conosce da anni, sono evidenti i profili di omissione e di mancato intervento: per prevenire la mixomatosi dei conigli basta un vaccino e per evitare la proliferazione bastava che venissero sterilizzati e ricollocati adeguatamente. Ovviamente, in considerazione dei numerosi ed evidenti rilievi, questa situazione sarà oggetto di un esposto alla Procura e di un’interrogazione parlamentare.” Conclude il deputato pentastellato a margine dell’ispezione effettuata al parco Franco Agosto di Forlì con la presenza del Corpo Forestale dello Stato.

 

Il Pd boccia l’istituzione del garante dei detenuti a Forlì

“In quasi tutti i comuni che ospitano sul proprio territorio carceri o case circondariali è presente un garante dei diritti delle persone private della libertà personale, questa figura è presente ad esempio a Rimini ma non a Forlì. Nonostante sia presente un garante regionale, sicuramente sarebbe auspicabile avere un riferimento più vicino alle carceri locali, una lacuna che avevamo pensato di colmare ben 7 mesi fa, proponendo con una nostra mozione la sua istituzione. L’esigenza si era manifestata a seguito della visita ispettiva effettuata al carcere di Forlì da parte della portavoce alla Camera dei Deputati Giulia Sarti e del portavoce in Consiglio Regionale Andrea Bertani”, si legge in una nota di Simone Benini e Daniele Vergini, Consiglieri Comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“I problemi rilevati dai nostri portavoce, oltre al consueto sovraffollamento, erano sia strutturali: un edificio fatiscente con necessità di grandi opere di risanamento e ristrutturazione, sia di risorse umane con la mancanza di organico per attuare le politiche di recupero dei detenuti e favorire il loro reinserimento nella società, evitando che ritornino alla criminalità. Ci sono inoltre pervenute numerose segnalazioni da vari genitori e parenti di detenuti, tali da rendere non solo auspicabile ma anche urgente l’istituzione di un garante anche locale”, spiegano i pentastellati.

“Nello scorso consiglio comunale abbiamo dovuto però assistere al consueto ‘siparietto’ dove la maggioranza, dopo aver rinviato per 7 mesi la nostra proposta con la scusa di approfondimenti, facendoci intendere che era d’accordo sulla sostanza, alla fine l’ha bocciata, adducendo motivazioni risibili come l’improvvisa esistenza di una loro mozione più dettagliata, in realtà mai vista e non presente all’ordine del giorno”.

“Restiamo ogni volta sempre più stupefatti del comportamento di questa maggioranza, composta da ben 20 consiglieri che non si comprende bene quale ruolo svolgano se non quello di ostacolare ogni buona idea presentata dal Movimento 5 Stelle. Di certo, semmai verrà istituito in futuro un garante dei detenuti, è giusto che i cittadini sappiano che è avvenuto unicamente grazie alla nostra sensibilità”, attaccano Vergini e Benini.

“Nella stessa seduta consiliare è stata bocciata anche la nostra mozione che proponeva di destinare le cifre incassate dalla restituzione dei gettoni indebitamente erogati ad un fondo per la spesa corrente delle scuole. E’ l’ennesimo esempio di come questa maggioranza non si smentisca mai!”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

Resoconto Consiglio Comunale n°94 del 31 ottobre 2017

Ordine del giorno e delibere
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU CENSIMENTO LUOGHI SENSIBILI DISTANZE MINIME DA SALE SLOT [scarica testo]
la risposta è stata soddisfacente

è intervenuto il consigliere Benini

DELIBERA SU REGOLAMENTO BENI COMUNI
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

è intervenuto il consigliere Benini

MOZIONE M5S SU DESTINAZIONE PROVENTI RECUPERO GETTONI A FONDO SPESA CORRENTE SCUOLE [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: respinta

MOZIONE M5S SU GARANTE DEI DETENUTI [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: respinta

ODG MDP SU LEGALIZZAZIONE CANNABIS [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

è intervenuto il consigliere Benini

INTERVISTA A FINE CONSIGLIO

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Il “quorum zero” è nel nostro DNA

quorum-zeroIl Movimento 5 Stelle di Forlì coglie con favore la proposta di “quorum zero” formulata dal Comitato Referendum Forlì che consiste nell’azzeramento di qualsiasi tipo di quorum nei referendum comunali e nello sviluppo di nuove tecnologie di consultazione, come “petizioni web”, che permettano una valutazione sull’azione amministrativa da parte dei dei cittadini in modo rapido, semplice e formalmente valido. “Tali proposte sono da sempre nel DNA del M5S e non mancheremo di prevederle esplicitamente nel nostro programma per le amministrative 2019; ringraziamo tutte le associazioni o singole persone che contribuiscono a sottolineare l’importanza del coinvolgimento dei cittadini nella cosa pubblica. Allo stesso tempo condanniamo le azioni della maggioranza consiliare che, al contrario, svilisce in ogni occasione possibile i tentativi di partecipazione dei forlivesi, ultimo fra tutti il rifiuto di prendere una posizione chiara con un voto in Consiglio sulla petizione che chiedeva di estendere il trasporto pubblico nei quartieri Pievequinta-Caserma-Casemurate, firmata da 400 abitanti della zona“, è il commento di Daniele Vergini e Simone Benini Consiglieri Comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì