Approvata la proposta di legge “Elezioni Pulite”: più trasparenza e tutela degli elettori

elezionipulite“Senza elezioni “pulite” non c’è democrazia. E’ per questo che con la proposta di legge presentata dal MoVimento 5 Stelle recante, tra le altre, “Disposizioni in materia di procedimento elettorale e di esercizio di voto fuori dal Comune di residenza” approvata oggi alla Camera e che passa ora all’esame del Senato, vogliamo garantire il massimo della trasparenza in tutte le votazioni. Per noi è uno strumento semplice ed utile alla democrazia, perché va a scoraggiare il voto di scambio e contrasta i brogli elettorali” dichiara il parlamentare del Movimento 5 Stelle Carlo Ugo de Girolamo.

“Abbiamo previsto, ad esempio – prosegue – cabine elettorali pensate per evitare scorrettezze, urne in plexigas contro i brogli, regole più rigide per scegliere i componenti dei seggi elettorali: le novità sono tante, ma l’obiettivo è semplicemente quello evitare che la volontà dei cittadini sia inquinata dai soliti traffichini”.

“Via i vecchi scatoloni di cartone bianco, che non consentono di controllare se ci sono irregolarità. Le nuove urne saranno in un materiale semi-trasparente. Usare dei contenitori di questo tipo, ad esempio in plexigas opaco, permette agli scrutatori e ai cittadini di controllare che non vengano inserite schede elettorali già “votate”, prima dell’inizio delle votazioni. Con questo sistema evitiamo i brogli, e la segretezza del voto è garantita comunque”.

“Le nuove cabine elettorali saranno aperte su tre lati e “copriranno” gli elettori solo per lo stretto necessario. Anche in questo caso, il voto resterà segreto, ma si eviteranno tanti brogli. Si pensi, ad esempio, a chi scatta foto alla scheda per dimostrare di aver votato questo o quel candidato, perché è stato pagato per farlo. Questo genere di cose non accadranno più”.

“Vogliamo anche dire basta con scrutatori nominati da consiglieri comunali e politici locali”, incalza de Girolamo. Anche per questo, serve la massima trasparenza. La nostra proposta prevede che gli scrutatori siano estratti a sorte dall’albo, durante una seduta pubblica. Inoltre, oltre alle limitazioni che esistono già, abbiamo stabilito che anche chi è stato condannato in via non definitiva per reati contro la pubblica amministrazione o per mafia, non potrà fare lo scrutatore”.

“Le elezioni sono anche una opportunità di lavoro. Per questo abbiamo voluto inserire una regola per favorire chi non ha un impiego: il 50% degli scrutatori saranno selezionati tra i disoccupati iscritti alle liste. Per “svecchiare” gli albi abbiamo abbassato il requisito dell’età. Con la nostra proposta lo scrutatore “più anziano” potrà avere al massimo 65 anni”.

“Siamo altresì consci – prosegue il parlamentare – che Presidenti e segretari di seggio, cioè coloro che dirigono le attività di voto nelle sezioni, hanno un ruolo fondamentale garantendo che tutto si svolga in modo regolare. È importante quindi che siano persone trasparenti. Per questo, stabiliamo che non possano essere parenti dei candidati né condannati per gravi reati, come quelli contro la Pubblica Amministrazione (ad esempio corruzione) o mafia. Ma vi è di più. Capita spesso che presidenti, segretari di seggio e scrutatori svolgano questo lavoro sempre nella stessa sezione. Così c’è il rischio che prendano sempre più confidenza con gli elettori di quella zona e, se hanno cattive intenzioni, possano manipolarne il voto. La nuova normativa stabilisce quindi un sistema di turni: le persone che hanno questi ruoli non potranno essere nominati per più di due volte consecutive nella stessa sezione”.

“Con questa nostra proposta – continua de Girolamo – diciamo anche stop al mercato delle assunzioni nelle aziende partecipate a ridosso delle elezioni. Un posto di lavoro in una partecipata locale è spesso la merce di scambio per ottenere voti. Per questo, abbiamo previsto il blocco delle assunzioni nei 60 giorni che precedono e seguono le elezioni comunali e regionali”.

“Infine conosciamo bene la situazione di chi vive lontano dalla località di residenza, soprattutto al Sud Italia: sempre più persone, in particolare studenti fuori sede o altre, per motivi di lavoro o salute, si trovano lontano dal Comune di residenza. Questo impedisce di esprimere la propria opinione attraverso il voto. È per questo che proponiamo di permettere ai fuori sede di votare anche nel luogo in cui vivono al momento delle elezioni europee e dei referendum. Anche questa è uguaglianza” sottolinea il parlamentare.

“Votare è un diritto per il quale i cittadini hanno lottato duramente. Votare è anche un dovere, per questo con le nostre proposte cerchiamo di riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Votare significa esprimere le proprie idee e partecipare alla vita politica del Paese: in poche parole, il popolo è sovrano, come dice la Costituzione. Dobbiamo quindi garantire che i cittadini abbiano più fiducia nei meccanismi della politica, soprattutto nel modo in cui si svolgono le votazioni. Rendiamo così le elezioni finalmente pulite, libere!”

Anche i consiglieri comunali di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini esultano per la notizia: “Era stata una nostra battaglia anche a livello locale fin dal 2014, quando avevamo chiesto di sorteggiare tutti gli scrutatori, ma la proposta fu ovviamente bocciata da Pd e Centro Destra compatti! Da allora noi abbiamo comunque continuato a sorteggiare sempre la “quota” a noi spettante, mentre i partiti hanno continuavano sempre a nominare chi volevano. Rimase inoltre carta morta anche la proposta di favorire disoccupati e persone a basso reddito che il Pd aveva promesso di realizzare, siamo molto felici che l’inerzia locale sarà ora superata da una norma nazionale”, concludono i pentastellati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*