Caso Dall’Olio, assolti i tecnici del comune ma resta ancora aperta l’indagine sui politici

Prendiamo atto della decisione del tribunale di Forlì di assolvere i due tecnici imputati per il caso Dall’Olio, il geometra parmense capogruppo Pd della città emiliana che ricevette un incarico dal Comune di Forlì che, nell’occasione, “dimenticò” di procedere come imporrebbe la normativa nazionale ed il regolamento dello stesso Comune. L’assoluzione, se da una parte smonta l’ipotesi accusatoria, dall’altra apre inquietanti interrogativi su quella delibera di Giunta che è e rimane irregolare, e sarà molto interessante leggere le motivazioni, perchè se i tecnici non hanno responsabilità penali, è molto probabile che saranno i politici ancora indagati (Giovannetti, Gardini e Creta) a doverne rispondere visto che, lo ricordiamo, la Procura forlivese ritiene di ravvedere elementi di colpevolezza nei loro confronti. Come ricorderete i due tecnici Visani e Bazzocchi erano stati rinviati a giudizio poichè, secondo l’accusa, erano loro le “personalità forti e autorevoli” che avevano indotto con pressioni (evidentemente illegittime) l’intera Giunta comunale forlivese a nominare il compagno di partito di Drei & co. che secondo il GIP Di Giorgio, in occasione dell’accoglimento della nostra opposizione all’archiviazione delle indagini, “invece avrebbe dovuto essere individuato dal dirigente dell’ufficio competente”. Ma se cade la teoria accusatoria di questo filone d’indagine allora è probabile che i politici non siano stati indotti da nessuno, ma abbiamo agito spontaneamente. Infatti come ricorderete nei mesi scorsi, per gli stessi fatti, sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini a 3 noti assessori della giunta uscente: Giovannetti, Creta e Gardini. L’assessore Giovannetti dichiarò al nostro attivista Alessandro Ruffilli che per quella nomina vi era la “manina” della politica locale, facendo nomi e cognomi, in particolare quello dell’assessore Gardini. Le dichiarazioni, che vennero registrate dal Ruffilli e depositate in Procura, si sommarono a quelle ricevute dal nostro candidato sindaco Daniele Vergini dall’assessore Creta che, nell’estate scorsa, gli ribadì il ruolo determinante della Gardini nella nomina dell’ex capogruppo PD di Parma a geologo di riferimento del Comune di Forlì in ordine ad un progetto finanziato dalla UE. E’ quindi molto probabile che ci saranno ulteriori sviluppi e, qualunque sarà l’epilogo di questa torbida vicenda, siamo orgogliosi di aver svolto, ancora una volta, il nostro ruolo di sentinelle della legalità, avendo fatto emergere vicende che altrimenti sarebbero passate come al solito sotto traccia. Se i cittadini forlivesi ci daranno fiducia alle elezioni di maggio vi possiamo garantire che finirà una volta per tutte l’epoca degli incarichi agli amici degli amici e l’unico faro dell’azione amministrativa sarà una vera e sana meritocrazia.

Daniele Vergini, candidato sindaco M5S Forlì

 

I gettoni di presenza erogati ai capigruppo consiliari saranno recuperati dal Comune. Sconfitta la vecchia politica di Centrodestra e Pd. E’ una nostra vittoria!

L’ormai arcinota vicenda dei gettoni illegittimamente erogati ai capigruppo consiliari, da noi sollevata nel 2017 e che tenne banco in consiglio comunale e sui giornali fino a inizio 2018, pare giungere finalmente all’epilogo che noi auspicavamo: le cifre verranno interamente recuperate!

Nonostante destra e sinistra unite abbiano tentato in ogni modo di evitare la restituzione di questi compensi che non gli spettavano, oggi cade anche l’ultima barricata: la sospensione che fu attuata dal dirigente Michele Pini (succeduto alla ex segretaria Piraccini “destituita” dalla giunta), sospensione che aveva garantito ai politici “debitori” che non si sarebbe fatta alcuna azione giudiziale nei loro confronti in attesa di un pronunciamento della Corte dei Conti. Dopo circa un anno, non essendo arrivata nessuna risposta dalla magistratura contabile, Pini ha proceduto con formale atto di diffida e messa in mora chiedendo a tutti i debitori la restituzione delle cifre entro 30 giorni, riservandosi tutte le azioni necessarie per il recupero del credito. Esattamente quello che avevamo sempre chiesto noi, inascoltati, a causa delle pressioni della “vecchia politica” unita: Pd assieme a Forza Italia, Lega e tutto il resto del centrodestra.

Si tratta quindi indubbiamente di una nostra netta vittoria, due soli consiglieri di minoranza contro tutti gli altri sono stati in grado di imporre una linea di correttezza basata unicamente sul principio di legalità, trasparenza e rispetto delle normative: chi riveste cariche istituzionali deve dare il buon esempio e non ricevere trattamenti di favore. Non a caso al primo punto del nostro programma Pubblica Amministrazione c’è il recupero di tutti gli emolumenti elargiti indebitamente e l’eliminazione dei costi inutili della politica, compreso il dimezzamento dei costi dell’ufficio di gabinetto del sindaco. Solo con noi #ForlìRinasce

Daniele Vergini, candidato sindaco M5S Forlì

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Azzardopatia da combattere con forza. Le leggi ci sono bisogna farle rispettare

Rispondo con piacere alle due associazioni forlivesi (Ag!Re e Balena Ludens/Legalità bene comune) che in questi giorni di campagna elettorale hanno puntato i fari sul fenomeno dell’ “azzardopatia” ormai dilagante anche nei nostri territori, chiedendo ai candidati sindaci di pronunciarsi.

Il M5S risponde coi fatti e con le varie azioni intraprese a livello regionale e le interrogazioni presentate negli ultimi 5 anni al Comune per chiedere azioni concrete di contrasto a questo fenomeno dilagante. Siamo stati noi, infatti, nel novembre 2017 a diffondere i dati allarmanti, ottenuti dall’Agenzia dei Monopoli, sui numero dell’azzardo nel nostro Comune scoprendo che sono più di 40 i milioni di euro persi al gioco a fronte di 145 milioni di “puntate” (dati relativi al 2016 ai quali va aggiunto pure tutto il gioco online). Già allora chiedevamo che il Comune si attivasse per contrastare il fenomeno in modo più serio, al di là degli annunci e dei numerosi regolamenti non attuati, rendendo realmente operative le delibere “no-slot-vlt”, senza temere ricorsi. Nel febbraio del 2018 abbiamo anche denunciando pubblicamente l’inaccettabile presenza di stand in cui si pubblicizzava il gioco d’azzardo nei padiglioni fieristici di Forlì, ma l’Amministrazione rimase inerte.

Con noi invece possiamo garantire che si cambierà decisamente passo, riteniamo che l’ “azzardopatia” vada fortemente e maggiormente contrastata perchè mette in ginocchio sia l’individuo che la società sotto diversi punti di vista: economico, sociale e sanitario. Non a caso abbiamo inserito questo argomento nel nostro programma elettorale al capitolo “Sanità”, impegnandoci ad applicare con “tolleranza zero” il rispetto di ordinanze e Leggi che disciplinano gli orari e la distanza minima ai luoghi sensibili, nonchè ad attuare controlli puntuali sulla scadenza dei contratti di gestione delle macchinette che non potranno più essere rinnovate. Parallelamente studieremo, anche per gli esercizi fuori dall’area di salvaguardia, incentivi per coloro che abbandoneranno definitivamente le slot. Ci impegnamo a farlo se i cittadini ci daranno fiducia alle elezioni del 26 maggio.

Daniele Vergini candidato sindaco M5S Forlì

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A Forlì un’associazione accusata di fascismo. Minutillo (FdI) relatore assieme ad un leghista di Milano. Zattini tace per interessi elettorali?!

La preoccupazione sulla deriva di “ultradestra” a livello europeo espressa dal nostro vice premier Luigi Di Maio pare essersi concretizzata anche a livello locale: Fratelli d’Italia e la Lega infatti porteranno i “fascisti” nel dibattito politico forlivese. L’annuncio è apparso su Facebook con ora e data ma senza dire dove, se non un generico “a Forlì”. Tra i relatori, assieme ad esponenti di “Lealtà e Azione”, gruppo più volte accusato di apologia fascista, e Stefano Pavesi consigliere leghista di Milano con forti simpatie per l’estrema destra extra-parlamentare, c’è anche l’esponente locale di Fratelli D’Italia Francesco Minutillo, famoso per le sue uscite scomposte contro partigiani e addirittura contro il vescovo definito “catto-comunista”, ma anche per i suoi apprezzamenti allo “zietto Adolfo” (usò proprio questa definizione vezzeggiativa) nel 2016 nella trasmissione radiofonica La Zanzara di Giuseppe Cruciani.

A quanto pare il candidato di centrodestra Gian Luca Zattini, pur ostentando toni pacati e atteggiamenti da prima repubblica, per far numero non disdegna nemmeno i voti di formazioni politiche che fanno apertamente riferimento a esperienze dittatoriali, confermando ancora una volta una doppia faccia, come abbiamo già visto nell’ormai famoso video di Striscia la Notizia, dove davanti alla telecamera ha detto una cosa e dietro l’esatto opposto! Veramente incredibile cosa si faccia pur di arrivare alla poltrona, mettendo assieme accozzaglie elettorali dove convive incredibilmente chi si definisce Repubblicano assieme a coloro che che invece pare vogliano riportare il revisionismo storico ed il negazionismo nazista alla ribalta in una terra come la nostra che ha vissuto duramente, sulla pelle dei nostri nonni, il periodo del nazifascismo.

Ci teniamo a marcare la nostra differenza da tutto questo: il MoVimento 5 Stelle non fa alleanze con estremisti per convenienza elettorale, e invitiamo i forlivesi a riflettere su questo prima di votare candidati sindaci che danno spazio anche a questi personaggi pur di acquisire consenso. Noi siamo diversi e ci presentiamo con un’unica e chiara lista composta dal numero massimo di candidati, e se i forlivesi ci daranno fiducia ponendoci alla guida della città dovremo rendere conto solo al nostro programma e non ad accordi con forze politiche discutibili.

Daniele Vergini, candidato sindaco M5S Forlì

AGGIORNAMENTO DEL 10/4/2019:
Mi è giunta voce che Francesco Minutillo vuole querelarmi, non può che farmi piacere! Ma sono più che sereno: queste querele sono solo medaglie da appuntare al petto. Simbolo di una mia netta distanza dagli estremismi di qualsiasi tipo. Mentre invece altri con gli estremisti ci fanno addirittura le cene elettorali! E questo lo sanno tutti! Questa vicenda ha avuto inoltre anche l’inaspettato effetto di far mettere finalmente al Carlino il mio nome in un titolo di giornale (anche se piccolo piccolo), finalmente! A quanto pare per ottenere visibilità non basta essere l’unico candidato sindaco ad avere un programma e ad aver fatto atti concreti nei precedenti 5 anni di opposizione, ma ci voleva la querela.

Daniele Vergini, candidato sindaco M5S Forlì