Malmissole, Casa della Speranza o della Discordia? M5S: “No a progetti calati dall’alto, decidano i cittadini”

VolantinoMalmissoleIl Movimento 5 Stelle torna sulla vicenda della Casa della Speranza di Malmissole dopo aver portato la vicenda al centro del dibattito pubblico denunciando pubblicamente, qualche settimana fa, il tentativo di occultare al Consiglio Comunale la petizione inviata da più di 500 abitanti del quartiere e di quelli limitrofi.

“Ancor prima del merito è sbagliato il metodo con il quale il progetto è stato di fatto calato dall’alto senza coinvolgere prima la cittadinanza, non si può avviare un progetto con un impatto del genere senza ottenere la condivisione delle persone che vivono in quel territorio – spiegano Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì – al contrario noi, che facciamo della partecipazione una delle nostre stelle polari, invitiamo gli abitanti dei quartieri Malmissole, Barisano, Poggio, Roncadello, San Giorgio a intervenire numerosi al prossimo appuntamento del “MoVimento in Ascolto” che si svolgerà, nonostante i numerosi ostacoli posti dal Comune, lunedì 22 maggio in via Trentola n. 68, dalle ore 21:00, presso l’azienda agricola Casadei, per riflettere e discutere insieme sulla Casa della Speranza e su eventuali altre problematiche. Incontro che abbiamo voluto nell’ambito della nostra iniziativa itinerante per ascoltare la voce dei quartieri, troppo spesso abbandonati nell’assoluto disinteresse di chi ci amministra”.

Sulla vicenda di Malmissole, il messaggio di una larga parte residenti è stato chiaro: l’eventuale presenza dei detenuti è vissuta con forte disagio e grandi preoccupazioni. Il luogo scelto per il progetto della Casa della Speranza non è ritenuto idoneo e sta creando una forte spaccatura nella piccola comunità e si teme che possa portare ad un peggioramento del senso di sicurezza, già di per sé precario, percepito dai residenti.

“Stiamo assistendo ad una spaccatura della comunità dei residenti, alimentata proprio dall’insistenza della Diocesi nel procedere su scelte non condivise con la popolazione, cosa che ha messo su due posizioni contrapposte gli abitanti, con conseguenze che possono generare nel tempo dolorose ferite all’interno della comunità”, è la preoccupazione espressa dai due consiglieri 5 Stelle. “Come si può sostenere di aver adeguatamente informato gli abitanti quando in realtà sono stati contattati solo parrocchiani ed i referenti del quartiere che a quanto pare non si sarebbero occupati di trasferire l’informazione la popolazione residente?”

“Inoltre – continuano i pentastellati – ci giunge voce che la Diocesi usufruirebbe di fondi per ristrutturare i locali della canonica della chiesetta di Malmissole per adibirli, appunto, all’accoglienza dei detenuti a fine pena; ma se l’obiettivo del progetto è veramente quello caritatevole, crediamo sia da considerare come alternativa  la proposta del comitato dei residenti di realizzare l’iniziativa in altri luoghi meno invasivi e centrali per la vita di paese, ad esempio in una tenuta agricola anch’essa di proprietà della Diocesi.

“L’Amministrazione comunale pur negando ufficialmente il proprio coinvolgimento ha attivato l’instancabile assessore Mosconi per gettare acqua sul fuoco, nel tentativo di appoggiare gli interessi della Diocesi e delle associazioni a lei vicine piuttosto che i diritti e la volontà di tutti i cittadini. D’altronde non è un mistero l’ispirazione e trazione “democristiana” di questa maggioranza. Noi dal canto nostro rinnoviamo l’invito ad una rapida calendarizzazione della discussione della petizione, che speriamo non necessiti di “tempi biblici” per essere finalmente portata in aula!”, concludono i Consiglieri Comunali Vergini e Benini.

 

Conigli Forlì, Bernini e Vergini (M5S): “Basta demagogia sulla pelle degli animali, si agisca prontamente per la sterilizzazione e una campagna di affido”

Comunicato stampa congiunto con il parlamentare 5 Stelle Paolo Bernini che si è contraddistinto nella sua attività parlamentare per numerose battaglie a favore della tutela e salvaguardia degli animali

“A seguito del sopralluogo presso il Parco urbano “Franco Agosto” e della attenta disamina della documentazione ottenuta tramite l’accesso agli atti, abbiamo rilevato una infinta serie di criticità, a partire dalla pregressa ed incancrenita condizione di negligenza, per cui il numero degli animali è aumentato in modo esponenziale.

Se è vero che la responsabilità a monte è quella dei cittadini che, in modo scellerato e per altro in aperta violazione della normativa vigente, hanno abbandonato al loro destino i conigli in un parco urbano, è altresì vero che l’Amministrazione, responsabile per legge degli animali sul territorio, non è mai voluta intervenire in modo concreto, operativo e soprattutto risolutivo con sistemi ecologici ed etici.

E’ evidente che i sistemi di cattura previsti (con la rete), come è logico, non hanno portato i risultati auspicati. Non ci si può improvvisare in una operazione come questa che richiede, invece, metodi ed esperienze pregresse.

Per questo si ritiene prioritario coinvolgere tecnici esperti che conoscano gli strumenti più utilizzati ed efficaci. Esistono anche metodi olfattivi che ovviamente non sono mai stati presi in considerazione, proprio perché queste operazioni devono essere condotte da personale esperto.

Gli esemplari, da quanto riporta la nota della Asl, dovrebbero essere circa 251.

Riteniamo inoltre fondamentale che venga fatta una corretta informazione senza demonizzare gli animali che, semmai, sono vittime due volte della scelleratezza umana e che si agisca prontamente evitando di dare luogo ad ulteriori strumentalizzazioni da parte di chiunque non abbia a cuore la tutela di questi animali e la corretta gestione degli stessi.”

 

Resoconto Consiglio Comunale n°82 del 16 maggio 2017

Ordine del giorno e proposte di delibera
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

DELIBERA SUL RENDICONTO BILANCIO 2016
voto M5S in consiglio: non abbiamo partecipato al voto
esito: approvata

sono intervenuti i consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Bilancio consuntivo non approvato nei termini di legge, secondo il Comune è successo per colpa di un software non aggiornato!

Il bilancio consuntivo deve essere approvato per Legge entro il 30 aprile di ogni anno, ma quest’anno la scadenza non è stata rispettata dal Comune di Forlì, non era mai successo a memoria d’uomo nei decenni precedenti, tanto che la Prefettura in un richiamo ufficiale invita l’Amministrazione a procedere tempestivamente. Ma come dichiarato dai dirigenti in commissione la motivazione sarebbe da imputare al software obsoleto “programma non più aggiornato da anni”.

“Questa è solo l’ultima delle scuse a cui dobbiamo tristemente assistere ormai quotidianamente col fine di coprire le inefficienze dell’Amministrazione di Forlì, che a quanto pare non va molto d’accordo con l’informatica – ironizzano i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del M5S di Forlì – l’ennesimo caso dopo che  in febbraio, in occasione del bilancio di previsione, per un “problema tecnico” del nuovo protocollo informatico non sarebbe stata vista e portata all’attenzione dei consiglieri una PEC della massima importanza inviata dalla Corte dei Conti che conteneva rilievi al piano di razionalizzazione delle società partecipate”.

Questa volta invece sarebbe il programma di contabilità ad aver funzionato male e di conseguenza ad aver rallentato il lavoro degli uffici… ma nella relazione dei Revisori dei Conti invece non si può fare a meno di notare le seguenti parole molto forti: “l’assetto attuale dell’unità Bilancio appare sottodimensionato sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo rispetto alla complessità delle funzioni e delle attività proprie di un Comune capoluogo”

“Chi ha ragione? – si domandano i pentastellati – è colpa del software o è colpa dell’organizzazione del personale? Perchè sindaco e giunta tacciono e non prendono provvedimenti? Per cosa paghiamo profumatamente i dirigenti comunali ed in particolare un direttore generale ed una segretaria comunale che percepiscono ciascuno stipendi superiori a 100.000 euro annuali più circa 20.000 di premi produzione se non ci sono nemmeno i software funzionanti e/o il personale adeguato negli uffici? La nostra domanda sorge spontanea ed è pienamente legittima visto che i cittadini pagano fior di tasse, sempre in costante aumento”, attaccano Vergini e Benini.

“Ma le magagne non sono finite qui – rincarano la dose i consiglieri 5 stelle – nel consuntivo appare anche con chiarezza come la holding Livia Tellus non abbia corrisposto al Comune i dividendi del 2015 ed i proventi della vendita delle azioni Hera ed per un valore complessivo di circa 4,4 milioni di euro, pare che ciò sia avvenuto per coprire le perdite dell’investimento disastroso della partecipata ‘Forlì Città Solare’. Perchè il sindaco permette tutto questo? Non riteniamo corretto che si utilizzi il Comune come un bancomat, e senza nemmeno pagare gli interessi!”

“Il Comune di Forlì prima del nostro arrivo non era sicuramente abituato ad avere una vera opposizione operativa, funzionante e determinata ed esercitare a pieno il proprio mandato, che pretende trasparenza e che intende vigilare affinché i soldi pubblici non vengano spesi allegramente ma con diligenza. Purtroppo invece riceviamo sempre più spesso conferme di come i problemi dell’Amministrazione derivino da una “gestione eccessivamente superficiale e poco oculata della cosa pubblica”, che sono le esatte parole usate dalla Procura relativamente al caso delle spese legali fuori bilancio, che però, a nostro parere, calzano a pennello su tutto l’operato dell’Ente”, concludono i pentastellati.

 

NewCo rifiuti, M5S: “Non accettiamo lezioni da chi è in conflitto di interesse, e dalla nuova gestione pretenderemo chiarezza e trasparenza”

“Non ci ha lasciato affatto stupiti che sulla stampa locale continui sempre più acceso il dibattito sulla nuova società in house per la gestione integrata dei rifiuti del comprensorio forlivese, come non ci ha stupito l’intervista riportata a tutta pagina su un quotidiano locale, in cui un soggetto privato, in palese conflitto di interessi, ha apertamente rilasciato dichiarazioni sconcertanti nel tentativo di screditare la nascente società”, si legge in una nota dei consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini del M5S di Forlì.

“Il progetto è un apripista verso una nuova gestione dei rifiuti, e Forlì, finalmente anche se con qualche anno di ritardo, sarà un soggetto sperimentatore: Hera se ne faccia una ragione! Se la raccolta differenziata non ha ottenuto i risultati attesi a Forlì è proprio da imputarsi al conflitto di interessi di Hera che nel tempo ha continuato a ricevere tonnellate di contributi statali per bruciare piuttosto che riciclare e riutilizzare”.

“Il punto debole dell’operazione, così come abbiamo più volte sottolineato in Consiglio Comunale, è la gestione della nuova società all’interno della holding Livia Tellus, ma faremo il nostro dovere per controllare e denunciare ogni distorsione”, continuano i due consiglieri 5 Stelle, “al contrario di chi critica probabilmente con secondi fini, noi faremo la nostra parte per controllare e supportare la corretta realizzazione del progetto, che in altri comuni d’Italia funziona egregiamente”.

Il processo di costituzione della in house è stato lungo e complicato e non privo di dubbi ed incertezze dal punto di vista finanziario, ma Benini e Vergini, in coerenza al programma elettorale 5 Stelle, hanno comunque votato favorevolmente la delibera, prendendosi le proprie responsabilità, consapevoli che questa era “una finestra che difficilmente si sarebbe riaperta una seconda volta, visti i numerosi interessi in gioco, mentre per noi è fondamentale il rispetto del programma ed il benessere dei cittadini”.

“Ci aspettavamo una più dura presa di posizione da parte del sindaco e della giunta su questi tentativi di ingerenza a cui è stato concesso grande risalto mediatico. Una cosa che il M5S non può accettare e ci porta a dare un consiglio a tutti coloro che, in palese conflitto di interesse o non, dovessero ancora continuare a sponsorizzare l’utilizzo o giustificare la presenza degli inceneritori a Forlì: di farsi un esame di coscienza e tacere! Di mettersi al passo con i tempi e studiare i documentati danni che questi impianti producono, entrambi gli inceneritori di Forlì vanno spenti definitivamente e nel più breve tempo possibile! Noi continueremo ad impegnarci in questo senso, ad invitare i cittadini ad attivarsi e a collaborare con tutti coloro che hanno la reale intenzione di difendere la salute delle nostre famiglie e del nostro territorio”, concludono i consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini del M5S di Forlì.