Resoconto Consiglio Comunale n°112 del 17 luglio 2018

Ordine del giorno e delibere
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU MUCCA ABBATTUTA [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU FALLIMENTO DELL’UNIONE [scarica testo]
INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU MANCATA NOMINA COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

è intervenuto il consigliere Daniele Vergini

DELIBERA SU STRATEGIA “RIFIUTI ZERO”
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

è intervenuto il consigliere Simone Benini

DELIBERA SU REGOLAMENTO CONCESSIONE IMPIANTI SPORTIVI
rinviata

è intervenuto il consigliere Simone Benini

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Nuovo regolamento per la concessione degli impianti sportivi: “Giù le mani dallo sport! E’ un tentativo di legare le mani alla futura Giunta!”

sport“Durante il Consiglio di oggi la Giunta vuole approvare il nuovo regolamento per la concessione degli impianti sportivi comunali e per la concessione di contributi e vantaggi economici in ambito sportivo. Un regolamento che pare proprio un “colpo di coda” di un’amministrazione ben consapevole dei rischi delle prossime amministrative!”, scrivono in una nota Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Si tratta di un regolamento che mette le ganasce allo sport forlivese, ravvisiamo infatti un malcelato intento di consolidare ulteriormente lo strapotere degli Enti di promozione sportiva in questo ambito, a scapito di un trattamento paritario di tutti i soggetti interessati, spianando la strada alla fagocitazione delle associazioni e società sportive non allineate e di fatto sopprimendo il pluralismo”, attaccano i pentastellati.

“Avremmo apprezzato uno sforzo in più, finalizzato al raggiungimento di effettivi e reali miglioramenti della disastrosa situazione in cui versa il mondo dello sport a Forlì, ma evidentemente non era questo l’obiettivo della attuale Giunta. Se approvato questo regolamento limiterà fortemente l’azione della nuova Giunta che si insedierà l’anno prossimo, infatti la durata delle concessioni passa da un massimo di 5 anni a 10 anni e scommettiamo che in questo ultimo anno vedremo molte concessioni decennali, che ingesseranno una situazione su cui invece ci sarebbe molto da lavorare e che il Movimento 5 Stelle vorrebbe invece riportare a condizioni di maggiore trasparenza, equità e meritocrazia. Non riteniamo inoltre costruttiva la rimozione del tetto massimo dell’80% ai contributi per la spesa nelle opere, riteniamo che dei gestori seri abbiano l’obbligo di contribuire almeno parzialmente alle migliorie degli impianti“, spiegano i consiglieri 5 Stelle.

“Vogliamo infine sottolineare come ancora una volta la giunta Drei e la sua maggioranza abbiano svilito le funzioni delle commissioni, lasciandoci pochi giorni per lo studio di una proposta di regolamentazione di un mondo vasto e complesso senza alcuna possibilità di contribuire al testo. Chiederemo in conferenza dei capigruppo ed in consiglio di ritirare il regolamento e lasciare che sia la prossima consiliatura a decidere le nuove regole per la concessione degli impianti sportivi dopo un accurato ed approfondito dibattito in commissione. Qualora la nostra richiesta non venisse accolta, invitiamo le opposizioni e le persone di buon senso nella maggioranza a non approvare questo regolamento: il consiglio comunale dovrebbe essere luogo di dibattito, non di mera ratifica”, concludono Benini e Vergini.

 

Si progetta una enorme vasca di laminazione dell’estensione di 30 ettari in zona Villafranca, M5S: “Opera realmente necessaria? O spot elettorale per qualcuno?”

villafranca forlì aviosuperficie big beta-2“Il Consorzio di Bonifica della Romagna starebbe progettando, con l’aiuto del Comune di Forlì, una enorme vasca di laminazione dell’estensione di 30 ettari in zona Villafranca, per proteggere il territorio dalle alluvioni”, scrivono in una nota Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “La faraonica opera, dal costo stimato di circa 3,2 milioni di euro di soldi pubblici, sarebbe stata oggetto di un incontro nei giorni scorsi fra il comitato di quartiere di Villafranca e i tecnici del Consorzio e del Comune, alla presenza dell’assessore Francesca Gardini”

“Ci interroghiamo sulla reale utilità di quest’opera e speriamo che non sia solo un tentativo per farsi pubblicità in occasione delle imminenti elezioni amministrative legando il proprio nome ad una grande opera”, è l’affondo dei pentastellati.

“Ci è stato riferito da più parti che la vicenda ha destato notevole preoccupazione fra gli abitanti del quartiere perchè innescherebbe espropri di un gran numero di campi coltivati, inoltre, visto che il progetto consisterebbe nello scavare di un metro e mezzo questi 30 ettari, vi sarà per forza un elevato traffico di autocarri per il movimento terra e non è nemmeno chiaro quale utilizzo sarebbe fatto del materiale estratto, in gran parte terra fertile e sabbia, un disastro per l’area attualmente largamente utilizzata per l’agricoltura”, spiegano Vergini e Benini.

“Se non fosse vero risulterebbe difficile da credere… anche perchè già ora il Consorzio di Bonifica fatica ad attuare la manutenzione ordinaria di sua competenza, abbiamo infatti ricevuto varie segnalazioni sul fatto che i fossi ed i canali di scolo non verrebbero puliti, i sifoni del Canale Emiliano Romagnolo sarebbero pieni di terra e quindi intasati, manutenzioni questi si indispensabili per arginare il rischio alluvione che però non verrebbero fatte, ci chiediamo quindi se siano state fatte serie valutazioni sulla reale utilità di questa opera mastodontica, che poi a sua volta dovrebbe essere manutenuta”.

“Infine, pur essendo l’area interessata sotto la competenza dell’Autorità di bacino del Po, non è chiaro se il Consorzio si sia interfacciato con l’Autorità o con la Regione, rimangono quindi molti dubbi sugli effetti che questo progetto potrebbe avere su scala maggiore”.

Ad intervenire sulla questione è anche il deputato M5S Carlo Ugo de Girolamo che afferma: “Il contrasto al dissesto idrogeologico rientra tra le priorità del Ministero dell’Ambiente, come ha dichiarato lo stesso ministro Costa pochi giorni fa in audizione al Senato”. Prosegue de Girolamo: “Favorire azioni di prevenzione o fornire supporto, in accordo con le Regioni, per progettare interventi prioritari in grado di mitigare il rischio idrogeologico, rappresentano certamente obiettivi che questo Governo vuole perseguire. Resta da capire tuttavia se e come l’opera in questione possa inserirsi in questo tracciato, atteso che gli enormi costi di realizzazione ed il conseguente mutare dell’ambiente circostante connesso alla creazione dell’invaso, conducano ad un’analisi costi-benefici del tutto opinabile”. “Mi auguro dunque che sia fatta al più presto chiarezza sulla reale portata dell’intervento che il Consorzio di Bonifica vuole realizzare, dovendosi impiegare risorse a carico della finanza pubblica ma soprattutto maggiori oneri futuri per la sua manutenzione”.

“Occorre infine interrogarsi sulla sostanziale utilità di enti quali i Consorzi di Bonifica, ormai obsoleti ed ultronei, in grado di realizzare meri interventi spot di presidio delle emergenze, restando di fatto scarsamente trasparenti e partecipati, come dimostra il caso del Consorzio romagnolo alla cui ultima elezione hanno votato solo lo 0,21% degli aventi diritto” conclude il pentastellato.

 

Drei non si ricandida? lo avevamo già detto nel 2016!

carlino-21-6-2018Che il sindaco Drei non si sarebbe ricandidato era ampiamente prevedibile visti gli scarsi risultati della attuale Giunta, evidenziati spesso anche dalla nostra azione politica, motivo per cui riteniamo questo anche una nostra vittoria. Che Drei non avrebbe fatto il bis lo avevamo poi già previsto ben 2 anni fa, nel 2016, in una intervista rilasciata al Resto del Carlino. L’unica incognita è in quale partecipata verrà “parcheggiato” o quale incarico riceverà in cambio dal partito per aver fatto un passo indietro… lo scopriremo presto!

Ma ora la città di Forlì ha bisogno di un VERO cambiamento che solo il Movimento 5 Stelle può dare, dopo anni di dura opposizione siamo pronti per liberarla dal sistema clientelare che la tiene ingessata, senza alternanza dal dopoguerra. Invitiamo tutti i cittadini a darci una mano in questa impresa, dura ma non impossibile, come è stato dimostrato pochi giorni fa ad Imola!

Poco importa chi sarà il candidato del Pd, nessuno di loro ci spaventa! Non ci spaventa certo l’onorevole Marco Di Maio così bravo a valutare le cose che nel 2014 sull’aeroporto diceva riferendosi ad Halcombe: “ho la consapevolezza che l’offerta presentata dagli imprenditori che hanno deciso di investire sul ‘Ridolfi’ è seria, concreta e solida”. E non ci spaventa nemmeno l’assessore Francesca Gardini che dietro di sé ha la potente lobby dei costruttori e ha dato il via ad una nuova fase speculativa edilizia nella nostra città, come se questo fosse la panacea di tutti i mali, grazie alle legge urbanistica della Regione Emilia Romagna, altro baluardo da conquistare per cambiare finalmente le cose.

I nostri avversari sono abili camaleonti e faranno di tutto per far credere alla cittadinanza di essersi rinnovati e di essere diversi dai loro predecessori… invitiamo i forlivesi a non cascarci, e anzi a smettere di delegare e a mettersi in gioco in prima persona unendosi a noi per costruire l’alternativa a questo sistema: se ognuno porterà in contributo il suo “mattoncino” assieme ce la faremo!

-Daniele Vergini e Simone Benini portavoce del M5S Forlì in consiglio comunale

PS: stiamo formando la lista civica per concorrere alla prossime amministrative, qui trovi tutte le informazioni per metterti in gioco!

 

Unione della Romagna Forlivese, ecco come il Comune di Forlì mantiene “artificialmente” in vita questo progetto fallimentare

logo_unione“Pare che si stia finalmente concretizzando il prevedibile epilogo dell’Unione forlivese, da noi ampiamente previsto”, scrivono in una nota stampa Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, “ben un terzo dei sindaci sono giunti alle stesse conclusioni che noi esprimiamo da anni: i servizi non funzionano ed è necessario creare unioni più piccole. Ed ora arrivano le altrettanto prevedibili difese d’ufficio di Drei e Frassineti, ma a poco serve il loro tentativo di tirare impropriamente in ballo Alea e altre società partecipate dai comuni del comprensorio, che nulla hanno a che vedere con l’Unione. Il problema è unicamente di questo ente di secondo livello voluto dal Pd, con una estensione territoriale esagerata, si tratta infatti dell’unione più grande d’italia. Un progetto che dopo quasi 5 anni dalla sua costituzione ha dimostrato nei fatti di non funzionare, ma che inspiegabilmente il Pd vuole mantenere in vita artificialmente!”

“Dalle informazioni che ci stanno giungendo – continuano i pentastellati – questo “accanimento terapeutico” verso un ente che non sta in piedi da solo starebbe debordando anche rispetto alle regole e agli accordi firmati: pare infatti che il lavoro di numerosi dipendenti del comune di Forlì, oltre anche a mezzi di trasporto, strutture, uffici, ecc, vengano utilizzati in favore dell’Unione senza che ciò venga in alcun modo rendicontato e messo a bilancio”.

“Se ciò fosse confermato il bilancio del Comune di Forlì, e di conseguenza i contribuenti forlivesi, fornirebbero ingiustamente fondi per mantenere in vita il progetto fallimentare dell’Unione voluta dal Pd, senza che ciò risulti da alcun documento ufficiale”, insistono Vergini e Benini.

“Il tutto si concretizzerebbe attraverso il meccanismo del “comando” fra enti: prendiamo l’esempio di un dipendente del Comune di Forlì “comandato” al 30% all’Unione, questo significa che il suo stipendio viene diviso fra i due enti in proporzione alla percentuale, ma nella realtà dei fatti non esiste alcun controllo sulle ore effettivamente dedicate ad un ente o all’altro e nella stragrande maggioranza dei casi questi dipendenti comunali lavorerebbero quasi tutto il tempo per l’Unione mentre gran parte del loro stipendio continuerebbe ad essere a carico del comune di Forlì. Inoltre, com’è facile immaginare, questi dipendenti userebbero nel loro lavoro anche auto, benzina, computer e altri beni sempre totalmente a carico del Comune”.

“Invitiamo i dipendenti comunali a segnalare queste anomalie ai loro dirigenti e i Sindacati a controllare maggiormente. Da parte nostra abbiamo scritto ai Dirigenti al personale (Alessandra Neri), al bilancio (Stefano Pizzato) e al Direttore generale (Vittorio Severi) chiedendo loro di verificare se è vero che dipendenti, strutture, mezzi, uffici, carburante, del comune di Forlì vengono utilizzati a vantaggio dell’Unione di comuni, senza che ciò venga in alcun modo rendicontato. Ed in particolare abbiamo chiesto di sapere come viene calcolato il tempo effettivamente dedicato dai dipendenti in favore del comune di Forlì o in favore dell’Unione nei casi di personale comandato part-time ad uno dei due enti”, concludono i consiglieri 5 Stelle.