Inceneritori e raccolta differenziata: basta con l’inganno sui rifiuti!

ricicloMentre il dibattito sulla raccolta differenziata riscalda l’estate e dopo aver letto le parole che Hera ha affidato alla stampa non possiamo fare a meno di intervenire! La tutela dell’ambiente ed il superamento degli inceneritori sono uno dei punti fondamentali del nostro programma e ribadiamo quanto sottoscritto nel “contratto di Governo” nazionale proprio al capitolo “ambiente”: per tutelarlo il metodo privilegiato è quello della raccolta domiciliare di Contarina, riconosciuto a livello europeo, un metodo già adottato con successo nel trevisano, e che riteniamo indispensabile anche da noi nel forlivese, ma con un approccio attivo e realmente partecipativo, favorevole alle esigenze di tutti i cittadini. Riteniamo che i Comuni abbiano fornito un’informazione insufficiente e soprattutto tardiva, motivo per cui ora alcuni cittadini si stanno “ribellando”, riteniamo che debbano essere ascoltati, e le loro proposte tenute in considerazione purché la barra rimanga dritta sull’obiettivo finale di realizzare una raccolta porta a porta efficace. Ci aspettiamo inoltre maggiore chiarezza sul meccanismo di calcolo della tariffa, riteniamo che la proposta di Alea debba essere resa pubblica al più presto per non alimentare inutili polemiche, specificando bene che ovviamente dovrà essere approvata dai comuni e potrebbe quindi subire alcune modifiche.

Fatte queste doverose precisazioni, rigettiamo al mittente tutte le affermazioni di Hera, per almeno 10 motivi:

1) gli inceneritori dei rifiuti non valorizzano proprio niente, perché di fatto consumano più energia termica ed elettrica di quella che producono, quindi è veramente arrivato il momento di abbandonare il neologismo “termovalorizzatori” ideato da Bersani quando doveva difendere coi denti le sue multiutility di partito;

2) la stessa Cisambiente (costola di Confindustria) l’8 agosto dello scorso anno, sul proprio sito ammette che “come fase della gerarchia dei rifiuti, quella di termovalorizzazione pone rilevanti problematiche per la salute del genere umano. Infatti noti sono i risultati degli studi che pongono in luce le patologie respiratorie causate dal particolato fine ed ultra fine risultato dal processo di combustione dei rifiuti, che genera processi infiammatori ed un aumentato rischio di cancerogenicità”;

3) anche l’Unione Europea prende posizione in modo netto: la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni recante “Il ruolo della termovalorizzazione nell’economia circolare” ribadisce di non essere favorevole all’incenerimento;

4) lo scorso 1 Agosto la 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato della Repubblica (“Ambiente”), con una risoluzione, ha approvato la sopra citata comunicazione della Commissione al Parlamento europeo ed ha deliberato “una risoluzione favorevole” in cui si ribadisce che “il ruolo dell’incenerimento di rifiuti va riconsiderato, sia in termini di incentivi ancora presenti nel nostro Paese, sia in termini di limite temporale al loro utilizzo impiantistico in assenza di revamping (…) pare ovvio dichiararlo, ma è bene invece sottolinearlo, come la termovalorizzazione debba gestire il trattamento di rifiuti ritenuti –  ad oggi, stante le attuali conoscenze – non riciclabili o il cui processo di avvio al riciclo risulti eccessivamente dispendioso”;

5) gli inceneritori dei rifiuti non sono parte integrante della cosiddetta economia circolare (di cui Hera si loda inopportunamente), caso mai sono in fondo alla gerarchia della prevenzione così come le discariche, quindi gli inceneritori dei rifiuti sono ancora e saranno sempre economia lineare (usa e getta), ad uso e consumo fine a se stesso anzi, uso e sfruttamento di risorse materiali e distruzione delle stesse (nulla si crea nulla si distrugge);

6) l’assimilazione ai rifiuti domestici dei rifiuti speciali (pericolosi e non) generati dal mondo delle imprese (micro, piccole, medie e grandi) produce inevitabilmente scarti di materiale considerevole proprio per la differente e diversa origine e composizione sia qualitativa che quantitativa dei rifiuti urbani;

7) l’assimilazione generalizzata è una pratica gestionale che è servita ai Comuni sostanzialmente per far cassa e per favorire economicamente i gestori della raccolta integrata (con risparmi sulla raccolta e con scarti di materiale per alimentare gli inceneritori);

8) l’assimilazione è una pratica molto estesa soprattutto da parte dei Comuni emiliano romagnoli dove Hera impera che ha posto la nostra Regione al vertice (negativo) della classifica di produzione dei rifiuti urbani prodotti pro-capite con circa 250 Kg all’anno a testa oltre le medie nazionali ed europee;

9) gli scarti della raccolta differenziata eseguita con il metodo della raccolta tramite i cassonetti stradali (anche quelli con calotta), tanto cari ad Hera, sono molto elevati (quasi il 30% per la plastica e più del 20% per la carta) proprio perché non responsabilizzano né i cittadini né le imprese sulle modalità di consumo e sulla riduzione degli sprechi, degli scarti e infine dei rifiuti;

10) in conclusione, pur consapevoli che l’impianto forlivese di incenerimento dei rifiuti potrà continuare a bruciare 120mila tonnellate annue fino al 2020, come da accordo sottoscritto con la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Forlì, e potrà farlo avvalendisi dei rifiuti urbani prodotti in ambito regionale (il cosiddetto mega “ambito ottimale” ma incongruo anche per il Garante che indica un territorio limitato a 150mila abitanti), resta però agli atti l’allegato tecnico del controverso e per noi inaccettabile famigerato Art. 35 del decreto “sblocca Italia” in cui, in modo inconfutabile si evidenzia che per questo impianto è prevista la sua chiusura nel 2025.

Per tutte queste ragioni come Movimento 5 Stelle faremo di tutto per riportare gli Ambiti Ottimali a dimensioni territoriali di scala provinciale o di aree geograficamente omogenee e ci impegneremo in tutte le sedi istituzionali per assicurare la chiusura degli impianti industriali di incenerimento dei rifiuti promuovendone la sostituzione con impianti per il recupero di materiale dai rifiuti residui.

Dato che siamo convinti e consapevoli che i rifiuti sono un enorme problema, alla cui soluzione concorrono sia azioni che comportamenti personali consapevoli oltre che scelte collettive e responsabili nel prevenire la produzione di rifiuti inutili, ci impegnamo fin d’ora a proporre politiche sociali locali che combattono la cultura dello spreco e dell’usa e getta, perché “prevenire è meglio che curare”.

I nostri obiettivi sia a breve che a medio termine sono e restano azioni politiche locali e nazionali improntate al rispetto della cosiddetta gerarchia dei rifiuti, perché il futuro è nelle quattro “R”: Riduci, Riusa, Ricicla, Recupera.

Il nostro impegno è e sarà dedicato a mettere in campo ogni attività sociale e culturale per favorire maggiore consapevolezza nell’acquisto e nella gestione del cibo per evitarne gli sprechi, per privilegiare prodotti di consumo con poco imballaggio a perdere e non riciclabile, per una maggior e diffusa educazione e formazione ambientale per evitare di gettare beni e cose che potrebbero invece essere ancora utilizzate e soprattutto per creare una coscienza e una attenzione specifica per la migliore e più efficiente differenziazione dei rifiuti di origine domestica e non domestica attraverso metodi i più efficaci e sperimentati.

 

Rifiuti pericolosi a S. Lorenzo in Noceto: il Comune agisca in fretta per limitare ulteriori danni con una denuncia in Procura e l’insinuazione nel fallimento

gruppo-eco-sede-caldaNella memoria dei forlivesi è rimasto ben impresso il caso “fangopoli” del 2005 con fanghi tossici sparsi nelle nostre campagne… una ventina di arresti ma poche condanne: gli imprenditori della ditta Laghi di S. Lorenzo in Noceto che patteggiarono pene fino a quattro anni e l’ex dirigente della Provincia Tolmino Giunchi che prese mazzette per 210 milioni di lire e patteggiò 2 anni. Ombre del passato che però ritornano ora attuali con il fallimento dell’azienda Ecotecnica sempre di S. Lorenzo in Noceto, il cui sito di stoccaggio fanghi, distante poche decine di metri dal fiume Rabbi, col fallimento dell’azienda sarebbe stato di colpo abbandonato, ma conterrebbe ancora almeno 480 tonnellate di rifiuti pericolosi stoccati principalmente in vasche. L’allarme, lanciato dal comitato di quartiere, sarebbe l’evoluzione di una vicenda ben nota all’Amministrazione almeno dal marzo 2017, nel novembre dello stesso anno Arpae dopo aver rilevato 20 tonnellate di amianto non in sicurezza dispose addirittura una sospensione all’ingresso di nuovi rifiuti nel sito, nel luglio 2018 il fallimento dell’azienda che risulta ora di fatto abbandonata, con grande preoccupazione dei cittadini.

“Sarebbe gioco facile polemizzare sui mancati controlli, ma ora ci teniamo a dire per prima cosa che cittadini non devono essere lasciati soli e le istituzioni devono agire in fretta per limitare ulteriori danni e trovare soluzioni”, sono le parole a caldo del consigliere comunale Daniele Vergini del Movimento 5 Stelle di Forlì presente ad una serata informativa molto partecipata dove il comitato di quartiere ha esternato le preoccupazioni della cittadinanza. “Rispetto al passato esistono ora più mezzi per difendere la salute dei cittadini, infatti dal 2015 esiste una legge contro gli “eco-reati” con pene fino a 15 anni, voluta dal M5S ed in particolare dal nostro deputato Salvatore Micillo, ora sottosegretario all’Ambiente – spiega Vergini – il primo passo da fare, come ci hanno consigliato anche i nostri parlamentari da noi subito interessati, è quello di fare denuncia depositando un esposto sull’accaduto, questo possono e dovrebbero certamente farlo i cittadini di S. Lorenzo, ma ancor più importante sarebbe che lo facesse, a tutela di tutti, il Comune di Forlì che ha mezzi sicuramente superiori e soprattutto informazioni più dettagliate. Di certo questo farebbe un Comune a 5 Stelle. A seguito degli esposti la Magistratura potrebbe sequestrare il sito o dare precise disposizioni al curatore fallimentare per bonificare l’area”.

“Inoltre chiediamo all’Amministrazione anche di valutare seriamente con l’avvocatura la possibilità di aprire un contenzioso a latere della procedura fallimentare che, se accolto, li farebbe diventare creditori del fallimento dando loro modo di insinuarsi nello stesso. Il fine è ovviamente, se messi alle strette, di realizzare le necessarie bonifiche direttamente a carico del Comune per poi rivalersi sull’azienda nel fallimento”, continua il pentastellato.

“Infine ci teniamo a precisare un’ultima cosa: speriamo vivamente che questa vicenda ponga la parola fine al sito di stoccaggio di S. Lorenzo, che tanti problemi ha generato alla cittadinanza locale, ubicato in una zona teoricamente non utilizzabile per deposito di rifiuti speciali, ma autorizzato in deroga per continuità dell’attività di una azienda già in essere. Ora sembra che si sia arrivati al capolinea col fallimento dell’azienda, ma invitiamo tutti a vigilare con la massima attenzione perchè nei documenti ufficiali di Arpae si legge che “Ecotecnica Srl ha in corso un procedimento di voltura dell’AIA ad altra ditta”, di sicuro però i cittadini ne hanno abbastanza di furberie… speriamo quindi vivamente che si arrivi ad uno stop definitivo, una volta per tutte!”, conclude il consigliere Vergini.

AGGIORNAMENTO:
Volevamo evitare di fare polemica sulla vicenda, ma abbiamo appena appreso che il sindaco Drei, responsabile della salute dei cittadini, ieri sera invece di partecipare al comitato di quartiere dove si parlava di possibili danni ambientali a S. Lorenzo in Noceto ha preferito partecipare alla presentazione della prossima mostra del S. Domenico a Milano Marittima! sembra quasi uno scherzo… ma è lui stesso a ricordarcelo con un post su Facebook!!! E’ inaccettabile! Un sindaco dovrebbe dare priorità alla salute dei cittadini!
drei milano marittima

 

Tabellone palafiera, esposto del M5S: “Lo sport pulito chiede comportamenti più trasparenti”

palafiera“Dopo la frettolosa imposizione da parte della maggioranza del regolamento degli impianti sportivi, con la seduta del consiglio terminata alle 2 di notte, e dopo la bocciatura indiscriminata e senza discussione di 50 nostri emendamenti, abbiamo intensificato i nostri sforzi nel porre la lente di ingrandimento sulla gestione dello sport nella città di Forlì”, scrivono in una nota i consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“Le nostre verifiche ci hanno portato a dover depositare alla Procura di Forlì ed alla Corte dei Conti di Bologna un esposto relativo ai fatti collegati alla sostituzione del tabellone elettronico segnapunti del palafiera. Come forse ricorderete, nel 2016, dopo che il Palafiera era passato dall’Ente Fiera di Forlì alla gestione diretta al Comune, la Giunta, dopo aver dichiarato di non avere possibilità economica per provvedere in autonomia all’acquisto di un nuovo tabellone, stabilì di cercare uno sponsor interessato ad installarlo a proprie spese in cambio della possibilità di denominare l’impianto con un nome di propria scelta. La società Pallacanestro 2.015 si aggiudicò questo contratto di sponsorizzazione e permise a UNIEURO di apporre il proprio nome e marchio all’esterno ed all’interno del Palagalassi”, spiegano i pentastellati.

“Tanto di cappello allo sforzo e all’impegno dimostrato dalla società cestistica, ma quello che non ci torna nel procedimento sono le modalità con cui tutto questo è avvenuto: la Giunta infatti ha concesso alla Pallacanestro 2.015 un ingente “sconto” rispetto al costo totale del tabellone (225.000 euro + iva), che secondo il bando originale doveva essere pagato interamente dalla società. Invece è stato accordato uno sconto di 15.000 euro sulla tariffa annua per l’utilizzo del Palafiera da parte di Pallacanestro 2.015 che ammonta a 25.000 euro annui, per la durata di 7 anni, quindi di fatto si è concesso uno sconto di circa la metà del valore della fornitura!”, attaccano Vergini e Benini.

“Inoltre, altra anomalia, è che questi 15.000 x 7 = 105.000 euro vennero erogati nel 2016, immediatamente e senza ottenere alcuna garanzia, a Pallacanestro 2.015, quando solo pochi giorni prima il Comune aveva dichiarato di non avere alcuna possibilità di natura economica per provvedere all’acquisto del tabellone! Risulta evidente che questa cifra è stata almeno in parte utilizzata da Pallacanestro 2.015 per pagare il tabellone stesso”, incalzano i consiglieri 5 Stelle.

“Ovviamente lo sport va tutelato, ma non possiamo non porci delle domande sulla regolarità delle procedure! Questo pare proprio un trattamento di favore, ed anche un potenziale danno erariale, una condotta certamente anomala rispetto alla prassi del mondo dello sport forlivese, dove il Comune ha costituito negli ultimi anni l’obbligatorietà per ogni società sportiva di un deposito cauzionale o di una fidejussione, proprio per garantire le obbligazioni o le conseguenze di un indebito utilizzo delle strutture comunali. In questo caso, invece, e solo in questo, anticipa denaro proprio senza garanzia alcuna! Vantaggio che si aggiunge al certo guadagno avuto dalla Pallacanestro 2.015 nel concedere a UNIEURO la pubblicizzazione del proprio marchio collegato al Palagalassi”.

“Nell’attesa che la Magistratura faccia i dovuti accertamenti possiamo anticipare fin d’ora che, nel caso in cui i cittadini ci daranno fiducia alle elezioni amministrative dell’anno prossimo, non riserveremo trattamenti di favore a nessuno: gli impianti sportivi verranno gestiti con trasparenza, equità e meritocrazia, garantendo parità di accesso e trattamento a tutte le associazioni e società del settore”, concludono i pentastellati.

 

Caso Livia Tellus, la Giunta rifiuta di costituirsi parte civile? Allora chiederemo che lo faccia il Consiglio con una mozione!

drei-tesoPare che a breve partirà il processo relativo ai compensi elargiti in eccesso al CdA di Livia Tellus, a carico di Davide Drei, Gianfranco Marzocchi e Vittorio Severi imputati per abuso d’ufficio e falso ideologico. Ma a quanto risulta da una delibera di ieri la Giunta rinuncia a costituirsi parte civile, riteniamo questa decisione inaccettabile! Stiamo parlando di rinvii a giudizio per reati gravi, indipendentemente dalla colpevolezza o meno degli imputati la res pubblica deve essere tutelata, non farlo significa pregiudicare i diritti dei forlivesi tutti, e preferire una gestione personalistica della cosa pubblica. Ogni forlivese ha diritto di veder punito chi eventualmente ha commesso un reato contro il Comune ma ha anche diritto che il danno venga risarcito alle casse pubbliche, non costituirsi subito parte civile diminuisce inevitabilmente le probabilità di ottenere questo risarcimento.

L’Amministrazione deve quindi costituirsi parte civile, questa è la miglior risposta che qualsiasi Comune indipendentemente dal colore politico dovrebbe dare alla cittadinanza se vuole realmente perseguire l’interesse pubblico e perseguire principi di onestà e trasparenza. Quindi se non lo vuole fare la Giunta vuol dire che chiederemo con una mozione che sia il Consiglio Comunale a impegnarli a farlo! Chiedendo di convocare, se necessario, anche un consiglio comunale straordinario. Ricordiamo che il Consiglio Comunale nel 2016 aveva chiesto esplicitamente e in modo condiviso di rettificare questi compensi, cosa che inizialmente non era stata fatta dal Sindaco Drei, vicenda che ha portato al processo. Ora chiediamo coerenza ai colleghi di minoranza e maggioranza: salviamo la credibilità delle istituzioni chiedendo la costituzione di parte civile del Comune nel processo!

AGGIORNAMENTO DEL 2/8/2018:

Non ci stupisce che Forza Italia non supporterà la nostra richiesta di far costituire il Comune parte civile nel processo Livia Tellus, in coerenza con il non aver mai firmato alcuna mozione di sfiducia a questa Giunta nonostante i vari scandali che l’hanno colpita, spesso sollevati dal M5S. Purtroppo il limitarsi alle chiacchere senza passare mai ai fatti è uno dei principali problemi del Centro Destra forlivese.

In risposta anche a quanto dichiarato dalla Giunta, ci teniamo poi a precisare, come peraltro già ben specificato nel nostro comunicato stampa iniziale, che il costituirsi parte civile dovrebbe essere un obbligo morale di ogni istituzione per quanto riguarda processi che la vedono parte offesa. Indipendentemente da chi siano gli imputati e dalla presunta o meno colpevolezza degli stessi. Il Comune dovrebbe sempre tutelare gli interessi di tutta la collettività, non solo di chi è al governo della città in quel momento, o di chi fa il loro gioco più o meno velatamente.

 

Querzoli-Ferretti, la nostra replica al Pd

Capiamo che il Pd ci veda come il fumo negli occhi, ma criticarci per una astensione ci pare francamente eccessivo! Per noi l’unica decrescita necessaria è quella degli sprechi generata da questa amministrazione e dalle precedenti dello stesso colore politico! Con la nostra astensione non abbiamo in alcun modo ostacolato il progetto dell’imprenditore Carfagnini per dare nuova vita all’area che sulla carta sembra veramente interessante: polimeri innovativi da scarti alimentari, trasporto dei prodotti su ferro tramite lo scalo merci di villa selva, e lavoro per 200 persone. Abbiamo invece detto che al posto dell’attuale maggioranza avremmo inserito qualche vincolo in più per tutelare maggiormente l’interesse pubblico e avremmo scritto diversamente la delibera che non contempla il caso improbabile (ma non impossibile) che Ferretti non venda a Carfagnini dopo lo sblocco del divieto di vendita dei terreni.

Forse al Pd non è andato giù il fatto che abbiamo ricordato loro il fallimento totale dell’accordo di programma originale del 2005, che trasformò vaste aree da agricole ad edificabili consegnando oltretutto la zona all’abbandono e al degrado, dopo 13 anni per metà costruita e per metà no e senza nessuna impresa avviata. Noi non esistevamo all’epoca ma non saremmo mai stati d’accordo. Di fatto ora ci si trovava in una situazione di empasse di difficile soluzione, causata da un grosso azzardo determinato anni fa dal Pd e, solo per mera fortuna, è arrivato l’imprenditore Carfagnini che potrebbe togliere le castagne dal fuoco, ci auguriamo quindi che il suo progetto di economia circolare possa realizzarsi, per far si che gli enormi sacrifici ambientali di quella zona almeno non siano stati vani.