Nuovo mega-centro commerciale in via Bertini: Un danno per il tessuto economico locale, Centrodestra peggiora il progetto già disastroso previsto dalla precedente amministrazione PD, si rinvii la decisione per ponderare meglio la scelta

L’attuale amministrazione di Centrodestra si dimostra ancora una volta in perfetta continuità con la precedente giunta di Centrosinistra, non solo hanno confermato tutti i dirigenti dell’epoca Pd, ma continuano a confermare anche alcuni fra i progetti più disastrosi della precedente giunta, e, in alcuni casi come questo, riescono addirittura a peggiorarli!

Nel 2016/2017 noi del Movimento 5 Stelle fummo l’unica forza politica presente in consiglio a contestare e opporsi fermamente alla variante al piano del commercio che diede il via libera ad una insensata proliferazione di medio-grandi strutture di vendita, fu una forzatura incoerente come certificato all’epoca dalle associazioni di categoria e in particolare da Confesercenti. Troppe nuove potenziali strutture di vendita e troppo vicine fra loro senza nemmeno uno studio sugli impatti sul traffico che i grandi centri commerciali, soprattutto alimentari, inevitabilmente generano. E non dimentichiamo che l’esperienza insegna come queste grandi strutture siano terreno fertile solo per gli interessi delle multinazionali e delle grandi catene di franchising, sposteranno quindi la ricchezza del tessuto economico locale fuori da Forlì, con buona pace dei piccoli commercianti del territorio già in estrema difficoltà e di tutto l’indotto. Inoltre l’inevitabile concorrenza fra questi grandi centri commerciali in numero eccessivo e tutti molto vicini, non potrà che generare il flop di alcuni di essi come successe per i Portici, con le conseguenti problematiche di lavoratori licenziati, ma anche di abbandono e degrado di vaste aree inutilmente cementificate.

Ma cosa comporta la nuova variante appena proposta? cerchiamo di spiegarlo anche ai meno esperti: sostanzialmente si mette in atto una “cosmesi urbanistica”, mentre a livello comunicativo si sbandiera una riduzione da 10.000 a 8.500 metri quadri di superficie di vendita complessiva, sotto sotto si omette di evidenziare l’insensata autorizzazione di una grande superficie di vendita di tipo alimentare da 2.500 metri quadri che è quella che genera più traffico veicolare, ma soprattutto un maggior vantaggio economico per i proprietari (ben 10 milioni di euro di volume d’affari annui in più secondo Confesercenti). E per cosa “baratta” questo vantaggio l’Amministrazione? per una rotonda, delle fognature e qualche alberello piantato nemmeno lì, ma altrove…

Per tutti questi motivi abbiamo chiesto in commissione di rinviare questa delibera e ponderare meglio tutti i fattori in campo, il M5S di certo non potrà mai avallare operazioni del genere! Se invece si continuerà su questa linea l’attuale amministrazione di Centrodestra dimostrerà la stessa manifesta incapacità di pianificare lo sviluppo della città dimostrata dalla giunta PD che li ha preceduti.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali Movimento 5 Stelle Forlì

PS: di seguito il video dei nostri interventi nel 2016 contro queste varianti urbanistiche

 

Le frasi contro Anpi del consigliere leghista Lasaponara sono un’evidente disprezzo dei valori della nostra democrazia. Si deve dimettere!

In merito al vergognoso post fatto su facebook e riportato qui di lato, oltre a quanto detto dalla nostra consigliera regionale Silvia Piccinini, sotto riportato, aggiungiamo che ci aspettiamo chiarimenti in consiglio dal Sindaco e dai rappresentanti locali della Lega, perché questi messaggi, non possono essere rappresentativi di una forza che amministra la città, ma soprattutto serve una presa di posizione, sana e robusta, contro simili sciocchezze ed offese alla Resistenza. Riteniamo inoltre che la continua contrapposizione fra ideologie avverse, portata all’esasperazione con questi toni, non serva a nulla e anzi sia particolarmente dannosa in questi momenti di profonda crisi ove i rappresentanti delle istituzioni dovrebbero dimostrare il massimo autocontrollo e portare soluzioni invece di sterili polemiche.

Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali Movimento 5 Stelle Forlì

FRASI CONTRO ANPI DI UN CONSIGLIERE LEGHISTA, PICCININI (M5S): “EVIDENTE IL DISPREZZO DEI VALORI DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA. SI DEVE DIMETTERE”
“Il consigliere leghista che ha scritto un post offensivo e delirante sui partigiani dell’Anpi deve dimettersi. È inconcepibile che personaggi del genere continuino ad essere dei rappresentanti delle istituzioni, a qualsiasi livello”.

È quanto dichiara Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo al post pubblicato su Facebook (poi rimosso) dal consigliere comunale di Forlì della Lega, Francesco Lasaponara.

“Purtroppo si tratta dell’ennesimo episodio di intolleranza che arriva da un esponente della Lega. Dopo l’omofobia adesso il loro nuovo bersaglio sembra essere diventata la Festa della Liberazione. A questo punto ci aspettiamo le immediate prese di distanze dei consiglieri regionali leghisti in Assemblea Legislativa delle parole di Lasaponara, oltre alle sue immediate dimissioni dal consiglio comunale di Forlì. Chi non rispetta la Resistenza e i valori che nacquero dal 25 aprile 1945 non può continuare a rappresentare le istituzioni” conclude la capogruppo regionale M5S.

 

L’ultima trovata dell’AUSL veterinaria: gatti nel canile comunale per l’emergenza virus? Il Comune riprenda le redini della situazione!

La nostra AUSL veterinaria non è nuova ad azioni che possiamo definire “peculiari”, ricordiamo ad esempio il divieto totale, unico in italia, di portare gli animali da compagnia all’interno dei supermercati, nemmeno all’interno di appositi carrelli come succede nel resto della nazione; oppure il tristemente famoso abbattimento di una mucca crivellata con decine di colpi di pistola e poi finita con una fucilata a pallettoni.

L’ultima “trovata” la leggiamo sulla stampa locale di oggi: il dott. Usberti dell’AUSL veterinaria avrebbe disposto la creazione nel canile comunale di appositi box per cani e gatti di cittadini contagiati da virus Covid19, senza avvisare il Comune o l’anagrafe canina. Un’azione come minimo irrituale, ma che andrebbe anche contro i suggerimenti delle associazioni animaliste e le disposizioni regionali che specificano che qualora un contagiato Covid19 non possa occuparsi del suo animale lo debba affidare a parenti o conoscenti. Invece il rischio di questa iniziativa è che passi il messaggio sbagliato che gli animali debbano essere portati in canile per la loro sicurezza, mentre come sappiamo questa dovrebbe essere solo l’ultima possibilità. Ci chiediamo poi quali siano i costi per realizzare questi nuovi box che saranno pagati loro malgrado dai Comuni senza nemmeno essere stati avvisati, inoltre ci chiediamo come sia possibile ospitare dei gatti all’interno di un canile senza ledere il loro benessere o creare altre problematiche. Sollecitiamo quindi l’amministrazione comunale a riprendere in mano le redini e a garantire un uso oculato delle risorse e il rispetto del benessere animale.

Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali M5S Forlì

 

Per far ripartire l’economia dopo l’emergenza virus è necessario mettere in campo tutte le iniziative, compresa una moneta complementare comunale, come chiede anche l’ANCI

Il M5S Forlivese tramite i propri portavoce consiliari, Simone Benini e Daniele Vergini, ha presentato una mozione in merito all’introduzione di una moneta complementare comunale.

“In pochi sanno che ANCI negli scorsi anni aveva proposto di sperimentare la moneta complementare proprio nel Comune di Forlì, iniziativa purtroppo mai pubblicizzata dalla precedente amministrazione o dai media locali, non ne erano mai stati informati nemmeno i consiglieri comunali! Tramite ART-ER, la società consortile per la crescita sostenibile attraverso lo sviluppo dell’innovazione, la Regione aveva individuando il circuito Liberex come quello da utilizzare, una replica emiliano-romagnola dell’esperienza sarda del circuito Sardex, uno dei più efficaci e studiati non solo a livello italiano ma anche internazionale”, spiegano i pentastellati.

“Coerentemente con il nostro programma delle scorse elezioni comunali, dove il gruppo di lavoro del nostro Meetup aveva individuato anche le monete complementari come mezzo per risollevare l’economia locale, ci sentiamo in dovere di riproporlo ora, perchè in questo periodo diventa ancora più impellente l’adozione di questa misura, vista la sfida economica epocale a cui la pandemia da Covid 19 ci ha messo di fronte”.

“Non è necessario aderire per forza a Liberex, ma chiediamo di avviare un percorso condiviso di discussione nelle commissioni consiliari, alla presenza anche di eventuali esperti, delle associazioni di categoria e di tutti i portatori di interesse, per capire come attuare questa sperimentazione. In questo momento di forte crisi di domanda effettiva, che ricordiamo è legata sì ai bisogni reali ma anche alla concreta disponibilità a spendere il denaro che si ha, è evidente che ci sia necessità impellente di uno stimolo all’economia, soprattutto locale, e le monete complementari aiutano ad aumentare la disponibilità di spesa, e quindi della domanda, all’interno del territorio”.

“La moneta complementare non è nulla di strano ma un patto tra famiglie ed imprese per trattenere e far circolare la ricchezza nei propri territori, un atto di solidarietà concreta per ridurre i prezzi senza diminuire i redditi. Si tratta in pratica di un sistema di “buoni sconto” che affianca la moneta legale, e si esplicita nello sconto che viene fatto su un bene o su un servizio, spendibile solo all’interno di un circuito strettamente locale”.

“Abbiamo sempre creduto in questa iniziativa, forti del fatto che molti sindaci innovatori l’hanno già adottata o sono in procinto di farlo. Quindi è giunto il momento di farla partire anche nella nostra città, questa nuova amministrazione deve farlo se vuole dimostrare di essere veramente innovativa e in discontinuità con la precedente”, concludono Benini e Vergini.

 

Uscita dall’Unione dei Comuni, M5S: “Siamo favorevoli, lo diciamo da sempre e bisognava farlo molto prima!”

Accogliamo con favore la delibera sull’uscita di Forlì dall’Unione dei Comuni, anche se arrivata in “zona Cesarini” pochi giorni prima della data limite per recedere senza dover perdere un ulteriore anno, cosa che ovviamente ha mandato su tutte le furie il Pd e tutto il centro sinistra dando loro un pretesto per polemizzare e fare la prevedibile difesa d’ufficio di uno dei loro progetti più fallimentari. Noi invece, che da sempre abbiamo le mani libere, possiamo dire con tranquillità che uscire dall’Unione è la cosa giusta da fare, anzi, bisogna farla molto prima! Siamo l’unica forza politica che da più di 5 anni lo diceva, gli unici che l’avevano scritto chiaramente nel programma elettorale, gli unici che avevano fatto una proposta chiara già vari anni fa: sciogliere questa unione a 15 che non stava in piedi e creare al suo posto 2 o 3 Unioni più piccole e omogenee fra i Comuni che riterranno necessaria una gestione associata dei loro servizi, e privilegiando, a tendere, anche eventuali fusioni. Il risultato di questi inevitabili riassetti speriamo sarà quello di riuscire a raggiungere quegli obiettivi che in 6 anni questa Unione non ha mai raggiunto: dare finalmente dei servizi decenti ai cittadini, assumere gli agenti di polizia municipale il cui numero è attualmente molto sottodimensionato rispetto ai limiti di legge, permettere ai dipendenti di poter fare serenamente il proprio lavoro in una organizzazione che funzioni e con i giusti riconoscimenti.

E’ sicuramente un po’ spiazzante che a volere questa uscita sia proprio Zattini uno dei sindaci che ne è stato il fondatore 6 anni fa, ma questo non ci impedirà di votare favorevolmente come vuole la coerenza che ci ha sempre guidato, sarà nostro compito vigilare se questa uscita produrrà i risultati che abbiamo sempre auspicato.
Chiediamo poi che venga riassorbito all’interno del Comune tutto il personale che da lì era stato trasferito all’Unione, e che venga fatta una “operazione verità” su come sono stati spesi gli svariati milioni di euro che la Regione ha erogato come incentivo all’Unione in questi 10 anni, dove sono finiti visti i risultati disastrosi?
Una domanda che purtroppo per avere risposta avrebbe richiesto il M5S alla guida della città, perché gli attuali sindaco e vari componenti la giunta di Forlì, che ora vogliono uscire dall’Unione sono gli stessi che poco più di un anno fa ne hanno firmato l’estensione di ulteriori 3 anni mentre ricoprivano gli stessi ruoli nel Comune di Meldola per Zattini e Cicognani, di Rocca San Casciano per la Tassinari, una evidente incoerenza e responsabilità politica.

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali Movimento 5 Stelle Forlì

AGGIORNAMENTO DEL 6/4/2020

Siamo soddisfatti del passaggio in consiglio comunale della delibera di uscita dall’Unione dei Comuni, e ci teniamo a sottolineare come i nostri voti siano stati indispensabili per arrivare al quorum di maggioranza qualificata di 22 voti necessari per approvarla in prima lettura, altrimenti si sarebbero dovute fare altre due sedute e difficilmente ci si sarebbe riusciti entro aprile, causando il rinvio di un anno a questa storica uscita che speriamo e controlleremo che porti ad un miglioramento dei servizi forniti ai cittadini, in primis della polizia municipale. Ci teniamo infine a precisare come l’uscita dall’Unione dei Comuni NON fosse nel programma del centro destra che parlava genericamente di “rivedere l’Unione”, mentre era chiaramente specificato nel nostro, siamo comunque soddisfatti che una nostra battaglia storica sia divenuta realtà, ora si lavori tutti per una maggiore efficienza della macchina pubblica comunale.

Clicca qui per vedere il nostro programma con l’uscita dall’Unione; di seguito invece il programma del Centrodestra.